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Pedofilia pretesca, vediamo le statistiche addomestiche dai gerarchi della SS Vaticana.

mercoledì, 7 aprile 2010

Non per niente da 2 mila anni sono maestri impareggiabili di mistificazioni e fandonie, veri campioni fra i tanti sistemi religiosi che compongono la Menzogna Globale , ma sulle percentuali sono facilmente smentiti trattandosi di operazioni aritmetiche e non di elocubrazioni teologiche.

Commento del nostro amico Marcus Prometheus.

E’ per me incredibile come quasi nessuno sappia usare le statistiche, svilupparle, inquadrarle nella situazione cui si riferiscono, capirle, presentarle per l’importanza che hanno.
Per esempio: *La Radio Vaticana sostiene che “solo” lo 0,3% degli abusi pedofili commessi negli USA sono risultati commessi da preti. (Vedi articolo sotto)* .
Lo 0,3% equivale a dire il 3 per mille. Ma poiche’ risulta che negli USA i preti fossero l’anno scorso 41.500 su 300 milioni di abitanti risulta che negli USA ci sia un prete cattolico ogni 7.000 abitanti.
Se un prete su settemila persone produce il 3 per mille dei casi di abusi significa che un solo prete produce tanti abusi quanti 21 cittadini non preti ovvero un prete produce 21 volte tanti abusi quanto un cittadino medio. 21 volte tanto significa un tasso di criminalita’ pedofila per i preti rispetto alla popolazione generale piu’ grande del 2.100%
Insomma sapendo leggere le statistiche si potra’ dire che* Radio Vaticana sbandiera che i preti sono piu’ pedofili della popolazione generale SOLO del 2.100%*

*Ovvero che frequentare un prete e’ rischioso quanto frequentare ben 21 persone prese a caso per la strada!

Marcus Prometheus

da la Repubblica del 6 aprile 2010

di o.l.r. La stampa estera contro il Papa. “A Paqua silenzio sulla
pedofilia”
L’orgoglio cattolico in difesa del Papa si materializza – a sorpresa – prima
della solenne Messa di Pasqua nella persona del cardinale decano Angelo
Sodano. Vera e propria alzata di scudi per difendere il Pontefice dalle
critiche per lo scandalo della pedofilia nella Chiesa.
Critiche apparse ancora ieri sui maggiori giornali europei e statunitensi,
con qualche autorevole testata – come il Washington Post- che chiede persino
le dimissioni di Benedetto XVI. «Santità, tutta la Chiesa le è vicino ed il
popolo di Dio non si lascerà impressionare dal chiacchiericcio del momento»,
declama Sodano davanti a Benedetto XVI. Un fuori programma inedito destinato
a sollevare anche interrogativi e polemiche là dove il cardinale Sodano dà
l’impressione di voler derubricare lo scandalo della pedofilia tra i preti a
un banale «chiacchiericcio»

. Come, in effetti, avviene ieri negli editoriali
dei più importanti quotidiani internazionali che quasi all’unanimità mettono
l’accento sui «silenzi» che il Pontefice ha osservato sui preti pedofili
durante la Settimana Santa e nella omelia di Pasqua tenuta dalla Loggia
della Benedizione della basilica vaticana.
Come, ad esempio, scrivono El Pais in Spagna, il Times e il Guardian nel
Regno Unito, Le Monde in Francia, che nelle edizioni di ieri hanno puntano
il dito contro «le mancanze» di Benedetto XVI sulla pedofilia nella Chiesa.
«Il Papa ha terminato la Settimana Santa così come l’aveva iniziata -
scrive, tra l’altro, El Pais – , senza pronunciare una sola parola sui casi
di abusi sui minori». Il Times di Londra riporta invece le proteste che
hanno segnato la messa pasquale nella cattedrale di Dublino, in Irlanda, con
un gruppo di fedeli che ha tentato di portare fin sull’altare delle scarpe
da bambino per ricordare le vittime degli abusi al grido di “vergogna”
rivolto all’arcivescovo Diarmuid Martin. Negli Usa, critiche dal New York
Times – che con Maureen Dowd ha suggerito polemicamente alla Chiesa di
servirsi di «sessorcisti» più che di esorcisti – e dal Washington Post, che
paragona la crisi del clero cattolico allo scandalo Watergate degli anni’70
che costrinse il presidente Nixon alle dimissioni. Attacchi anche dal
settimanale tedesco Der Spìegel che accusa il Papa di aver «guastato i
rapporti con ebrei e musulmani, con molti cattolici, e anche con i tedeschi
che, al momento della sua elezione erano tanto fieri di lui».
E’ solo «un’eclatante campagna diffamatoria» che mira a colpire non i preti
pedofili ma direttamente il Papa», controbatte la Radio Vaticana, che cita
un rapporto governativo Usa del 2008 secondo cui i sacerdoti cattolici
coinvolti in casi di abusi sarebbero meno dello 0,03%. Mentre oltre il 64
per cento dei casi di abusi sono commessi da genitori, parenti o conviventi,
dunque all’interno delle relazioni familiari. «La Chiesa – ricorda la nota
trasmessa nel radiogiornale internazionale – difende la giustizia, e la
prima giustizia è il diritto alla vita, difende la famiglia fondata sul
matrimonio tra un uomo e una donna».
Così c’è chi vede nelle critiche l’obiettivo di escludere la Chiesa dal
dibattito pubblico su temi cruciali; per non parlare poi di «avvocati senza
scrupoli che tentano di mettere le risorse delVaticano alla portata dei
tribunali». Papa Ratzinger, intanto, tornato a parlare in pubblico ieri,
lunedì di Pasquetta, da Castel Gandolfo ha ricordato ai sacerdoti di essere
«come gli angeli». Una esortazione fatta forse per indicare, indirettamente,
la strada da seguire per «pulire» la Chiesa da quella parte del clero che si
è macchiata di peccati imperdonabili come le violenze sessuali su minori

Pedofilia pretesca, vediamo le statistiche addomestiche dai gerarchi della SS Vaticana.

martedì, 6 aprile 2010

Non per niente da 2 mila anni sono maestri impareggiabili di mistificazioni e fandonie, veri campioni fra i tanti sistemi religiosi che compongono la Menzogna Globale , ma sulle percentuali sono facilmente smentiti trattandosi di operazioni aritmetiche e non di elocubrazioni teologiche.

Commento del nostro amico Marcus Prometheus.

E’ per me incredibile come quasi nessuno sappia usare le statistiche, svilupparle, inquadrarle nella situazione cui si riferiscono, capirle, presentarle per l’importanza che hanno.
Per esempio: *La Radio Vaticana sostiene che “solo” lo 0,3% degli abusi pedofili commessi negli USA sono risultati commessi da preti. (Vedi articolo sotto)* .
Lo 0,3% equivale a dire il 3 per mille. Ma poiche’ risulta che negli USA i preti fossero l’anno scorso 41.500 su 300 milioni di abitanti risulta che negli USA ci sia un prete cattolico ogni 7.000 abitanti.
Se un prete su settemila persone produce il 3 per mille dei casi di abusi significa che un solo prete produce tanti abusi quanti 21 cittadini non preti ovvero un prete produce 21 volte tanti abusi quanto un cittadino medio. 21 volte tanto significa un tasso di criminalita’ pedofila per i preti rispetto alla popolazione generale piu’ grande del 2.100%
Insomma sapendo leggere le statistiche si potra’ dire che* Radio Vaticana sbandiera che i preti sono piu’ pedofili della popolazione generale SOLO del 2.100%*

*Ovvero che frequentare un prete e’ rischioso quanto frequentare ben 21 persone prese a caso per la strada!

Marcus Prometheus

da la Repubblica del 6 aprile 2010

di o.l.r. La stampa estera contro il Papa. “A Paqua silenzio sulla
pedofilia”
L’orgoglio cattolico in difesa del Papa si materializza – a sorpresa – prima
della solenne Messa di Pasqua nella persona del cardinale decano Angelo
Sodano. Vera e propria alzata di scudi per difendere il Pontefice dalle
critiche per lo scandalo della pedofilia nella Chiesa.
Critiche apparse ancora ieri sui maggiori giornali europei e statunitensi,
con qualche autorevole testata – come il Washington Post- che chiede persino
le dimissioni di Benedetto XVI. «Santità, tutta la Chiesa le è vicino ed il
popolo di Dio non si lascerà impressionare dal chiacchiericcio del momento»,
declama Sodano davanti a Benedetto XVI. Un fuori programma inedito destinato
a sollevare anche interrogativi e polemiche là dove il cardinale Sodano dà
l’impressione di voler derubricare lo scandalo della pedofilia tra i preti a
un banale «chiacchiericcio»

. Come, in effetti, avviene ieri negli editoriali
dei più importanti quotidiani internazionali che quasi all’unanimità mettono
l’accento sui «silenzi» che il Pontefice ha osservato sui preti pedofili
durante la Settimana Santa e nella omelia di Pasqua tenuta dalla Loggia
della Benedizione della basilica vaticana.
Come, ad esempio, scrivono El Pais in Spagna, il Times e il Guardian nel
Regno Unito, Le Monde in Francia, che nelle edizioni di ieri hanno puntano
il dito contro «le mancanze» di Benedetto XVI sulla pedofilia nella Chiesa.
«Il Papa ha terminato la Settimana Santa così come l’aveva iniziata -
scrive, tra l’altro, El Pais – , senza pronunciare una sola parola sui casi
di abusi sui minori». Il Times di Londra riporta invece le proteste che
hanno segnato la messa pasquale nella cattedrale di Dublino, in Irlanda, con
un gruppo di fedeli che ha tentato di portare fin sull’altare delle scarpe
da bambino per ricordare le vittime degli abusi al grido di “vergogna”
rivolto all’arcivescovo Diarmuid Martin. Negli Usa, critiche dal New York
Times – che con Maureen Dowd ha suggerito polemicamente alla Chiesa di
servirsi di «sessorcisti» più che di esorcisti – e dal Washington Post, che
paragona la crisi del clero cattolico allo scandalo Watergate degli anni’70
che costrinse il presidente Nixon alle dimissioni. Attacchi anche dal
settimanale tedesco Der Spìegel che accusa il Papa di aver «guastato i
rapporti con ebrei e musulmani, con molti cattolici, e anche con i tedeschi
che, al momento della sua elezione erano tanto fieri di lui».
E’ solo «un’eclatante campagna diffamatoria» che mira a colpire non i preti
pedofili ma direttamente il Papa», controbatte la Radio Vaticana, che cita
un rapporto governativo Usa del 2008 secondo cui i sacerdoti cattolici
coinvolti in casi di abusi sarebbero meno dello 0,03%. Mentre oltre il 64
per cento dei casi di abusi sono commessi da genitori, parenti o conviventi,
dunque all’interno delle relazioni familiari. «La Chiesa – ricorda la nota
trasmessa nel radiogiornale internazionale – difende la giustizia, e la
prima giustizia è il diritto alla vita, difende la famiglia fondata sul
matrimonio tra un uomo e una donna».
Così c’è chi vede nelle critiche l’obiettivo di escludere la Chiesa dal
dibattito pubblico su temi cruciali; per non parlare poi di «avvocati senza
scrupoli che tentano di mettere le risorse delVaticano alla portata dei
tribunali». Papa Ratzinger, intanto, tornato a parlare in pubblico ieri,
lunedì di Pasquetta, da Castel Gandolfo ha ricordato ai sacerdoti di essere
«come gli angeli». Una esortazione fatta forse per indicare, indirettamente,
la strada da seguire per «pulire» la Chiesa da quella parte del clero che si
è macchiata di peccati imperdonabili come le violenze sessuali su minori.
*

Alfano, Ministro di Giustizia del Vaticano ?

sabato, 3 aprile 2010

Spedisce subito ispettori a Milano per indagare su un magistrato colpevole di aver detto che solo i parenti delle vittime denuncano i preti pedofili, mentre i gerarchi della chiesa cattolica non lo hanno mai fatto. “”" Il ministro della Giustizia, *Angelino Alfano*, ha deciso di inviare gli ispettori a Milano dopo le dichiarazioni al Giornale di *Pietro Forno*, capo del pool antimolestie e procuratore aggiunto di Milano, che ha accusato i vescovi di non denunciare mai gli abusi sessuali dei sacerdoti. «Il ministro della Giustizia, *Angelino Alfano* – si legge in una nota del Ministero – lette le dichiarazioni rese ieri alla stampa dal Procuratore aggiunto di Milano dottor Forno, che ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia, considerato il carattere potenzialmente *diffamatorio *di tali dichiarazioni, ha dato mandato al suo ufficio ispettivo di verificare se il dottor Forno con tale condotta abbia violato i doveri di correttezza equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia, reati che vanno perseguiti con estrema decisione ma evitando pericolose generalizzazioni». 2 aprile 2010 “”"

Imperdibile comento di Marco Travaglio da Il Fatto

Angelino papalino  -    di Marco Travaglio
Agli studiosi dell’evoluzione segnaliamo quella di una specie  tutta particolare: quella dei ministri della Giustizia dell’ultimo decennio. Da Castelli a Mastella ad Al Fano. Ogni volta si pensa di avere toccato il fondo, invece subito dopo ne  viene uno peggio. A questo punto, immaginiamo con sgomento che cosa
potrebbe arrivare dopo Angelino Jolie. Il pover’uomo aveva appena  subìto una lezione di diritto dal Csm, che gli aveva spiegato lo scopo e i limiti delle ispezioni ministeriali. Che non possono impicciarsi nelle indagini delle Procure, né punire i magistrati che indagano su chi non piace a lui. Anziché farsene una ragione e occuparsi dell’unico compito che gli spetta – garantire “l’organizzazione e il funzionamento dei servizi
relativi alla giustizia” (art. 110 della Costituzione) – l’implume giureconsulto agrigentino ne ha combinata un’altra delle sue: ha sguinzagliato i suoi ispettori alla Procura di Milano perché il procuratore aggiunto Pietro Forno, coordinatore dei pool reati sessuali, ha rilasciato nientemeno che un’intervista al Giornale,
rivelando per giunta una cosa nota e stranota financo al Vaticano: la reticenza con cui, in tutti questi anni, il clero ha trattato il fenomeno della pedofilia all’ombra dei campanili. “Nei tanti anni in cui ho trattato l’argomento – ha dichiarato Forno, magistrato dichiaratamente cattolico – non mi è mai arrivata una sola denuncia né da parte dei vescovi né da parte dei singoli preti. Le indagini sono sempre partite da denunce dei familiari delle vittime che si rivolgono all’autorità giudiziaria dopo che si sono rivolti all’autorità
religiosa, e questa non ha fatto   assolutamente niente”.Ora si spera che gl’ispettori alfanidi trovino bel tempo nella  scampagnata fuoriporta e possano godersi serenamente la Pasquetta in una bella trattoria della Padania coi tavoli a quadretti. Quanto al  contenuto dell’ispezione, sfugge ai più. Che dovrebbero mai
ispezionare questi signori? L’articolo del Giornale? Un’edicola a  piacere? Il registratore del cronista che ha raccolto le dichiarazioni del magistrato? La lingua del procuratore? Casomai il Guardagingilli non lo sapesse, le interviste funzionano così: l’intervistatore fa le  domande e l’intervistato risponde. Se poi qualcuno si sente diffamato dalle domande e/o dalle risposte, sporge denuncia e un giudice decide chi ha ragione. Nessuna legge vieta ai pm di rilasciare interviste  (purché non svelino notizie d’indagine top secret) né prevede che, se  l’intervista non piace al ministro della Giustizia, scatti  l’ispezione. Ma tutto questo Angelino non lo sa. Così ieri ha sguinzagliato gl’ispettori dichiarando che Forno “ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia” (cosa mai detta dal pm: il che lascia supporre che, oltre a non saper fare il ministro, Al Fano non sappia neppure leggere) e che “tali dichiarazioni” presentano un “carattere potenzialmente diffamatorio”, oltre a configurare a carico di Forno una possibile “violazione dei doveri di correttezza,  equilibrio e riserbo”. Resta da capire chi sia mai il diffamato, visto che Forno non ha fatto nomi, né poteva farne perché dice di non aver  mai incontrato un prete o un vescovo in veste di denunciante. E resta pure da capire che   diavolo c’entri il ministro della Giustizia. A meno che il pover’uomo non abbia voluto mostrarsi più zelante dei vari Cota e Zaia al servizio del Vaticano. Nel qual caso però avrebbe drammaticamente sbagliato bersaglio, visto che proprio sulla pedofilia la Chiesa sta compiendo un’ampia autocritica. Non vorremmo, insomma, che Ratzinger inviasse un’ispezione di Guardie svizzere ad Angelino Jolie per pregarlo di non essere più papista del Papa. In ogni caso, se è vero che questo genio è l’erede designato del Banana, c’è di che essere ottimisti. Viene in mente la frase di un famoso scrittore americano: “Da ragazzo mi spiegarono che, in democrazia, chiunque può
diventare presidente. Comincio a temere che sia vero”.
ilfatto

Facce tostissime.

sabato, 3 aprile 2010

Il povero papa B16 sarebbe vittima di una persecuzione simile a quella subita dagli ebrei. A utilizzare l’incredibile similitudine è un noto frate mediatico, agit-prop di una religione che per almeno 15 secoli è stata in prima linea nella persecuzione degli ebrei. Ma il buon frate omette anche di dire che mentre i gerarchi del cattolicesimo e i loro esecutori politici perseguitavano e uccidevano ebrei senza alcuna colpa, i sui confratelli fratacchioni e preti pedofili qualche colpa ce l’hanno, e il sant’uomo Joseph Ratzinger, da cardinale con specifiche resposbilità, si è ben guardato dal prendere i necessari provvedimenti per arginare il fenomeno e denunciare i responsabili. E chiamarlo in causa come testimone di queste gravissime omissioni sarebbe una “persecuzione” ? Ma ci faccia il piacere !

Dal Corriere della Sera LEGGI

CITTÀ DEL VATICANO – Padre Raniero Cantalamessa, il predicatore della Casa Pontificia, ha citato durante una cerimonia a San Pietro alla presenza di papa Ratzinger una lettera di un suo amico ebreo che esprime solidarietà al pontefice e afferma che gli attacchi collettivi alla Chiesa per gli scandali di pedofilia gli ricordano «gli aspetti più vergognosi dell’antisemitismo». «Per una rara coincidenza, quest’anno la nostra Pasqua cade nelle stessa settimana della Pasqua ebraica che ne è l’antenata e la matrice dentro cui si è formata», ha ricordato padre Cantalamessa nell’omelia durante il rito della «Passione del Signore». «Questo – ha aggiunto il frate – ci spinge a rivolgere un pensiero ai fratelli ebrei. Essi sanno per esperienza cosa significa essere vittime della violenza collettiva e anche per questo sono pronti a riconoscerne i sintomi ricorrenti»…………….. segue

LEGGI

29/3/10 – L’oppio dei popoli

lunedì, 29 marzo 2010

Il Vaticano è la tomba del diritto, della democrazia e della giustizia. E’ doveroso chiedere l’abdicazione di Ratzinger e l’indizione di libere elezioni democratiche per la nomina del suo successore, la messa al bando di Bertone e di tutti i personaggi coinvolti nelle vicende, la censura a priori delle mendaci veline di padre Lombardi, l’abrogazione del “diritto” canonico in quanto utilizzato come pretestuosa fonte giuridica per l’occultamento dei pedofili, lo scioglimento della Cei, che da tale “diritto” trae personalità giuridica e l’abolizione del concordato, responsabile di finanziare coi soldi pubblici un’organizzazione così. E’ assurdo tenersi in casa un tale residuato prebellico, un pozzo senza fondo dove spariscono ingenti risorse pubbliche e dal quale esce solo fango (Roberto Martina, Il Riformista)

La Chiesa cattolica si sente accerchiata, sotto tiro, vorrebbe avere l’agio di discutere tranquillamente del marcio che sta iniziando a grattare, e mal tollera la curiosità e lo sprezzo del mondo. Un atteggiamento incredibile per un ente che ha l’ambiziosa presunzione di dettare regole etiche al mondo, spesso imponendole con la forza. La feroce teocrazia per dominare ha usato nel tempo armi diverse:  l’inquisizione,  le conversioni forzate, la chiusura nei ghetti, la complicità con le dittature in tutte le parti del mondo, l’insabbiamento delle voci critiche al suo interno (qualche giorno fa la Chiesa non ha commemorato l’anniversario della morte di Romero, teologo della liberazione, definito zelante pastore da Giovanni Paolo II), le Conferenze episcopali utilizzate come clave politiche. La Chiesa cattolica ha inflitto al mondo il suo veleno senza mai pagare pegno.  Forse è arrivato il momento della resa dei conti, e questo lo si deduce dalle reazioni sgangherate che i vertici stanno assumendo.  Intanto hanno immediatamente reagito dicendo che la pedofilia non è prerogativa solo loro (è ovvio, ma questo non diminuisce la loro parte di responsabilità), e poi aggiungendo che è stata la liberazione sessuale 68ina a traviare alcuni preti (una scemenza che non merita repliche), si è tirato in ballo il celibato (una offesa per tutti quelli che non hanno una vita sessuale condivisa), e, per ultimo, qualcuno ha denunciato l’assenza di donne nel clero che avrebbero potuto calmare la bestialità del maschio. Tutte motivazioni che non sembrano tenere in nessun conto che la pedofilia è una perversione sessuale, un crimine schifoso e ancora più grave se viene compiuto quando ci è stata affidata la cura – volendo anche spirituale – di qualcuno.
La Chiesa non vuole ammettere che lo scandalo è il silenzio complice, il non avere punito i responsabili né attraverso il diritto canonico né tanto meno col diritto penale, quello che compete agli uomini. Non sembrano capire questi uomini adulti che  punire i responsabili è  il solo modo che potrebbe mostrare un pentimento, e che in parte, solo in parte, può risarcire le vittime.
Il papa Benedetto XVI nella lettera ai vescovi irlandesi, chiede ai religiosi di pentirsi davanti a Dio e ai tribunali, ma mentre benedice le palme a san Pietro ricorda al gregge che “da Dio viene il coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio”. L’arcivescovo Schoenborn, ha deciso di affidare alla ex governatrice della regione di Vienna  il giudizio sui crimini della pedofilia; i prelati francesi chiedono scusa, quelli tedeschi sono in subbuglio, gli svizzeri fanno una black list,  e il New York Times ha dimostrato con i suoi articoli che nessuno, neanche il papa, è superiore al diritto di cronaca.  Solo i vescovi italiani non sembrano provare né pentimento né compassione per le vittime, e nel corso del loro ultimo incontro invece di scrostare un po’ di ruggine dalle loro facce di bronzo, hanno avuto il tempo di scagliare l’anatema sui politici che potrebbero insediare le loro cliniche convenzionate e non adempienti ai piani di rientro economici.  Hanno trovato supporto e conforto nella politica, nelle istituzioni  e nei giornalisti. E questo a noi non ci sorprende: troppo vicini nel tempo sono i fatti che riguardano don Lelio Cantini di Firenze, uno dei pochi casi di pedofilia secondo mons. Fisichella, difeso strenuamente dal senatore Quagliarello,  don Pierino Gelmini amico intimo dei ministri Giovanardi e Gasparri, don Ruggero Conti, grande elettore del sindaco di Roma che, per ricambiare il favore dei voti si distrasse al momento di costituire come parte lesa la città (come si fa da diverse consiliature per i casi di stupro e molestie).
Mentre l’Occidente si disintossica, l’Italia continua ad essere preda dell’oppio dei popoli: la divisione tra Stato e Chiesa è sottile grazie all’ambiguo articolo 7 della Costituzione, da noi la Chiesa controlla i centri nevralgici della società attraverso le sue mille emanazioni e si occupa di molti servizi sociali, dell’istruzione, del tempo libero.  Va aggiunto a ciò il fatto che il nostro Paese è privo di identità culturale e ha bisogno di identificarsi in idee forti anche se sceme. Non possiamo imporre al Vaticano la democrazia e la trasparenza come pure sarebbe necessario in un regime dittatoriale, ma dovremmo pretendere che il nostro governo faccia rispettare da quella monarchia lo stato di diritto e le leggi del paese nel quale opera. Così come sembra stiano facendo gli altri governi nei confronti dei loro governati.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.youtube.com/watch?v=1ot2fF0nW8A
http://www.deastore.com/libro/crime-irvine-welsh-m-bocchiola-guanda/9788860884039.html

Vaticano e preti pedofili.

sabato, 28 novembre 2009

Tornano clamorosamente alla ribalta in Irlanda e in tutti media del mondo i casi di pedofilia pretesca, accuratamente nascosti dai gerarchi cattolici, ai danni di centinaia di ragazzini e ragazzine. Ma nei giornali del regime vaticaliano trovate solo questo breve articolo e abbiamo visto un servizio solo nel TG3 della RAI.

Il caso esploso in seguito a un reportage shock dell’emittente inglese Bbc
La commissione d’inchiesta sugli abusi denuncia l’ostruzionismo della Santa Sede
Irlanda, Vaticano sotto accusa
“Ostacolò il rapporto sulla pedofilia”

LONDRA – Il Vaticano ignorò la commissione d’inchiesta sugli abusi pedofili da parte di sacerdoti nell’arcidiocesi di Dublino e sulla loro gestione da parte dei vertici della Chiesa locale. E’ la denuncia contenuta nel rapporto della commissione presentato ieri e citato dall’emittente inglese Bbc, che nel 2007 aveva trasmesso un reportage shock sulle violenze sessuali dei preti irlandesi.

La commissione guidata dal magistrato Yvonne Murphy chiese nel 2006 dettagli dei rapporti sugli abusi inviati alla Santa Sede dall’arcidiocesi di Dublino. Ma il Vaticano, secondo il rapporto, non rispose, limitandosi a comunicare al ministero degli Esteri irlandese che “la richiesta non era andata attraverso gli appropriati canali diplomatici”

. La commissione ha sottolineato però che era indipendente dal governo e quindi non aveva ritenuto opportuno usare canali diploamtici.
Fu anche ignorata, secondo la Bbc, una richiesta di informazioni avanzata al nunzio apostolico a Dublino nel febbraio 2007, in cui la commissione chiedeva tutti i documenti rilevanti (gli abusi e la loro gestione toccati dall’inchiesta vanno dal 1975 al 2004) in suo possesso. Non ci fu risposta neanche alla richiesta di commento al rapporto, parte del quale fu inviato al Nunzio, visto che menzionavano il suo ufficio.

L’Irish Times cita oggi un portavoce della Santa Sede, per il quale “si tratta di una questione che riguarda la chiesa locale”. Il responsabile attuale dell’arcidiocesi di Dublino, Diarmuid Martin, ha ieri espresso “dolore e vergogna” per la vicenda degli abusi e per come furono coperti dai vertici della chiesa cattolica di Dublino, offrendo le sue “scuse” alle centinaia di vittime delle violenze.

Anche in Italia il caso era esploso dopo la messa in onda del servizio dell’emittente inglese Sex crimes and the Vatican durante una puntata di Annozero su Raidue. Il video racconta di 100 bambini e bambine abusati da 26 sacerdoti che il giornalista della Bbc sostiene siano stati coperti dal Vaticano, dalla Chiesa di Roma e dall’allora cardinale Ratzinger, a capo della Congregazione della Dottrina della Fede.

(27 novembre 2009)

Un monumento in Irlanda…

mercoledì, 29 luglio 2009

… per ricordare le vittime dei predi pedofili.

(ANSA) – LONDRA, 28 LUG – Il governo irlandese ha deciso oggi la costruzione di un monumento nazionale che ricordi le decine di migliaia di bambini molestati nel corso dei decenni all’interno di istituti gestiti dalla Chiesa. La proposta fa parte del piano d’intervento del governo dopo che due mesi fa si è conclusa l’indagine – il Ryan Report, durata 10 anni – sulle violenze minorili. Il governo è riuscito a reperire 25 milioni di euro per finanziare una serie d’interventi. Ma non è tutto. Il ministro per l’Infanzia Barry Andrews ha inoltre fatto sapere che l’esecutivo sta pensando all’introduzione di una giornata nazionale che ricordi coloro che sono morti a causa di violenze sessuali, psicologiche o torture. Andrews ha detto che nonostante la crisi economica il governo è riuscito a trovare il denaro necessario per far fronte a ciò che ha definito come un passaggio oscuro nella storia dell’Irlanda.

Roma, si apre il processo a carico di un prete….

lunedì, 15 giugno 2009

….accusato di violenza sessuale su minori e prostituzione minorile. Ma il Comune di Roma non si costituisce parte civile. Prende invece questa iniziativa il radicale Mario Staderini grazie all’art. 9 dello Statuto comunale, che consente la costituzione nel processo a nome del Comune di Roma. Il Campidoglio è sempre parte civile in tutti i casi di violenza sessuale contro le donne. Una decisione presa da Walter Veltroni durante il suo mandato e ripresa e portata avanti dal sindaco di oggi Gianni Alemanno. Ma, spiega Staderini, «il Comune non fa lo stesso nei casi di violenza contro i bambini, forse ha paura di dare fastidio a qualcuno?».

Qui la fonte da Notizie Radicali

LEGGI

Benedetto chiede perdono.

giovedì, 11 giugno 2009

Ricordate quando monsignor Fisichella andò da Santoro ad AnnoZero per parlare della pedofilia pretesca e scambiandosi sguardi complimentosi dissero e ribadirono in coro che si trattava di “pochi casi isolati” ? In effetti erano poche migliaia di casi isolati. Talmente pochi che il papa in persona dopo lo scandalo che ha coinvolto centinaia di vittime in una sola diocesi d’Irlanda ha dovuto esibirsi oggi in una nuova richiesta di perdono.

Qui la fonte della notizia da La Repubblica LEGGI

…. ”Il Rapporto Ryan – si legge ancora nel comunicato – rappresenta il più recente e inquietante atto d’accusa a una cultura che è stata prevalente nella Chiesa cattolica in Irlanda, per troppo tempo. Crimini odiosi sono stati perpetrati contro i più innocenti e i più vulnerabili, e sono stati commessi atti vili con effetti duraturi nella vita con il pretesto della missione di Gesù Cristo. Questo rappresenta un grave atto di tradimento della fiducia, che il nostro popolo ha riposto da sempre nella Chiesa. Per questo chiediamo perdono”…………

Bugiardi inguaribili e patologici.

venerdì, 22 maggio 2009

Gli epigoni del cristianesimo, la più grande bugia mai inventata fra tutte quelle della Menzogna Globale, non possono fare a meno continuare a manipolare e mistificare la verità, anche quando è palese e incontrovertibile. Guardate su l’Avvenire, il giornale dei vescovi, con quanta subdola eleganza formale, a proposito degli infiniti stupri commessi in Irlanda, cercano di insinuare il dubbio che le vittime denuncianti non siano attendibili e vengono descritte come appartenenti alla feccia umana: “”"”…..testimonianze di circa 2.500 ex allievi delle industrial e reformatory schools, più altri istituti simili che hanno ospitato, dalla fine dell’800 agli anni ’70, orfani, mi­nori condannati per reati diversi e figli di famiglie alle prese con problemi in genere di alcolismo “”"

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