Archivi per la categoria ‘Preti pedofili’

27/4/10 – Dis-informazione

martedì, 27 aprile 2010

Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare/così solita e banale che non merita nemmeno/due colonne sul giornale (F. Guccini)

Don Piero Gelmini è noto per essere a capo di un grande centro di recupero per tossicodipendenti maschi, per utilizzare invece di psicoterapia e/o farmaci il rivoluzionario metodo detto cristoterapia, per avere come responsabile della comunicazione Alessandro Meluzzi, già deputato di Forza Italia e opinionista di punta dei talk show più trash della tv nostrana, per avere tra i più cari amici ed estimatori sottosegretari come Giovanardi, deputati come Gasparri, e per godere di donazioni cash da parte del premier. Solo i più attenti però sanno che Piero Gelmini non può più fregiarsi del titolo di don in quanto tornato allo stato laicale per meglio affrontare le pesanti accuse di molestie mossegli da parecchi ragazzi che hanno frequentato i suoi centri.
Molti romani hanno conosciuto don Ruggero Conti durante la campagna elettorale che ha portato Alemanno al Campidoglio. Il prete era in pole position per ricoprire il ruolo di assessore ai servizi sociali ma non se ne fece più nulla solo perché si erano accumulate denunce di molestie e pedofilia ai danni dei ragazzini che frequentavano l’oratorio. Come è noto il Comune di Roma da parecchi anni si costituisce parte civile nei casi che maggiormente destano sconcerto nella popolazione, ma per un motivo misterioso, o meglio miracoloso, il sindaco non diede mandato per costituire parte civile la città. Il processo a don Conti , così come quello a Gelmini, sono avvolti in una nube densa che li nasconde ai giornalisti. Il diritto all’informazione, a giornalisti che non siano solo e sempre servi garantiti dalla fnsi, dall’usigrai e dall’ordine (l’ordine dei giornalisti esiste in Italia e in qualche altro paese d’operetta) per fortuna ha casa in altri paesi, guarda caso quelli da dove sono partite le commissioni d’inchiesta per i preti pedofili. Se non ci fosse stata una stampa libera, e in Irlanda e negli Stati Uniti c’è stata, il Vaticano non sarebbe stato costretto a guardare in faccia la realtà che le gerarchie avrebbero volentieri continuato ad ignorare. Nel libro Il Peccato nascosto (ed. Nutrimenti, € 12, di Anonimo) si rende conto delle indagini giornalistiche che hanno portato all’emersione degli scandalosi fatti consumati nelle muffose sacrestie. Di particolare interesse la storia dell’arcivescovo Bernard Law che in seguito ai servizi del Boston Globe – che vinse un Pulitzer per le inchieste sulla pedofilia – nel 2002 dovette rifugiarsi precipitosamente in Vaticano da Boston. Oggi è arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore (una delle 4 basiliche romane, le altre sono san Pietro, san Giovanni, san Paolo) ed è la prova vivente degli insabbiamenti vaticani. Grande spazio è dedicato al capitolo irlandese con il rapporto Murphy che analizza gli abusi che, nella solo Dublino, dal ’75 al 2004 hanno fatto 320 vittime, e il cui lavoro è stato monitorato dai telegiornali e dalla stampa. C’è anche una sezione del libro dedicata all’Italia. Bella e simbolica la copertina dove è ritratto un papa che ha il volto coperto dalla mozzetta rossa alzata dal vento.
Va anche detto che nei paesi dove è emerso lo scandaloso comportamento occultato dalle gerarchie, i governi non sono stati a guardare e le popolazioni sono turbate e scosse dagli avvenimenti. In Belgio, dove c’è da molti anni una crisi di identità che mette a rischio la continuazione della convivenza fra valloni e fiamminghi, le dimissioni del vescovo pedofilo di Bruges (fiammingo) hanno dato un ulteriore colpo al dialogo tra i due gruppi etnici che avevano come punto d’incontro l’essere entrambi cattolici.
In Italia invece tutto scorre tranquillamente. Gli spot per l’8 per mille rimandano immagini celestiali, con una faccia di bronzo il papa dalla finestra parla del buon pastore…
Del resto l’Italia è un paese bizzarro. Mentre sto scrivendo vedo su la7 il presidente della Camera con la sua orribile cravatta rosa che agita il dito sotto il naso del premier, ma, scrive il radicale Rocco Berardo sul suo blog, che nel resoconto della Direzione nazionale sul sito del Pdl Fini è stato cancellato. Dopo il caso Radek epurato dalle fotografie di Stalin eccetto che per le mani, nel sito Pdl cancellato il presidente della Camera ma non il premier che gli risponde. Ma il Pdl non è un partito, P sta per popolo… o forse per Perimetro.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

16/4/10 – Nell’ebraismo

venerdì, 16 aprile 2010

Mostrami un segno o D-o… altrimenti… io mi ribellerò contro di Te. Se tu non osserverai il tuo patto, neppure io manterrò quella promessa, e tutto sarà finito, noi ci rifiuteremo di essere ancora il Tuo popolo eletto (Il Kotzker Rebbe)
Rabbi Yeoshua intervenne nella discussione sostenendo che nella bibbia è detto “la Legge non è in cielo”*. Gli studenti gli chiesero cosa intendesse dire. “Significa che dal momento in cui la Legge ci venne data sul Monte Sinai, non abbiamo più bisogno di voci celesti per decidere, perché è scritto “segui la maggioranza”**. E gli studenti chiesero, come la prese Dio? E il Rabbi rispose che non si adirò affatto, ma sorrise e disse: “i miei figli mi hanno messo in minoranza”. Non so di altra religione i cui libri sacri abbiano osato arrivare a una conclusione come questa. (Martin Buber, Racconti )
*Deuteronomio 30,12
** Esodo 23,2

E’ possibile che il problema pedofilia esista anche in altri ambienti religiosi chiusi. Proviamo a gettare uno sguardo nell’ebraismo che questi giorni è stato tirato in ballo a sproposito dai promotori del complotto. Nell’ebraismo non esiste un equivalente del seminario, le scuole rabbiniche sono spazi aperti e misti. Nel chiuso del mondo ultraortodosso, che opera soprattutto in Israele e negli Stati Uniti, la pedofilia e le molestie sessuali possono prendere forma nella yeshivah (le yeshivoth sono scuole di studi talmudici) , che vengono frequentate da maschi dai 13 anni, o nei mikvoth (bagni rituali). Il fenomeno sembra essere limitatissimo, ma più casi sono stati raccolti dall’Association of Rape Crisis Centers in Israel, ong nata per raccogliere denunce di abusi e violenze sessuali. L’associazione è diffusa in tutto il paese con call center riservati ad adolescenti, donne, haredim (religiosi) e ultraortodossi. E’ bene sapere che l’ambiente ultraortodosso – che la maggior parte delle persone conosce solo per il film Kadosh (sacro) di Amos Gitai – è un mondo che vive seguendo codici comportamentali specifici. I giovani appartenenti a questi gruppi, hanno una soglia del pudore molto alta e alcuni termini sono addirittura sconosciuti; spesso anche un semplice sfioramento del corpo può essere frainteso e quindi l’Associazione ha deciso di utilizzare per questo gruppo particolare telefonisti provenienti dall’ambiente ultraortodosso.
Anche i casi di molestie avvenuti in ambienti religiosi vengono giudicati dalla giustizia comune (le corti rabbiniche hanno competenza solo sugli affari religiosi), e se un rabbino viene riconosciuto colpevole, non c’è possibilità che venga riassegnato in altre scuole o sinagoghe.
Un particolare scandalo e scalpore ha destato il recente caso di Mordechai Elon, conosciuto come il rabbino Motti, popolarissimo perché conduttore di uno show televisivo. Amato dalla destra israeliana e dai coloni per le sue critiche feroci al governo Sharon che guidò (giustissimamente nel 2005) il ritiro israeliano da Gaza, è stato accusato da Takana, un autorevole forum di rabbini che combattono le molestie sessuali. Takana sostiene che Elon ha avuto comportamenti sessuali dubbi con molti studenti maschi e giovani donne. La Corte suprema si pronuncerà entro la fine di aprile, ma nel frattempo il rabbino è stato costretto a lasciare lo show televisivo e, soprattutto, l’insegnamento. Il 70% degli israeliani, amanti di sondaggi e ghiotti di dibattiti, pretendono regole chiarissime e controlli sui rabbini. Yedioth Ahronot, il quotidiano più diffuso, ha dedicato al tema degli abusi sessuali un dossier a puntate che ha visto il contributo di esponenti laici e religiosi di primissimo piano.
Zohar (splendore) una associazione di rabbini, ha organizzato un seminario un paio di settimane fa prendendo le mosse dal caso Elon per approntare regole che scongiurino l’evenienza di un nuovo scandalo. Ma, soprattutto, per studiare modalità di comunicazione all’interno di comunità ultraortodosse che potrebbero non essere attrezzate a riconoscere gli abusi e/o affrontare il trauma delle vittime. Perché, come ricorda il Talmud “se il topo si infila nel buco è perché il buco è largo abbastanza”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Pedofilia pretesca e statistiche rivelatrici.

giovedì, 15 aprile 2010

Secondo fonti vaticane il pressapochista e confuso cardinale Bertone nell’associare la pedofilia all’omosessualità si riferiva solo a statistiche riguardanti i casi emersi fra il personale religioso cattolico. E secondo queste statistiche il 60% dei casi di pedofilia pretesca vedrebbe come protagonisti sacerdoti di orientamento omosex, mentre il 40 % evidentemente riguarda preti e frati eterosessuali. Però Bertone si è guardato bene dall’ associare l’eterosessualità alla pedofilia. In questo momento al cardinale e ai suoi fratelli serve soprattutto di trovare un capro espiatorio (i gay) su cui convogliare l’indignazione popolare, e non poteva associare alla pedofilia anche l’eterosessualità che pure al 40%, secondo le statistiche sbandierate, riguarda chi abusa di bambine e quindi, secondo la metodologia usata, ha un altrettanto colpevole orientamento eterosessuale. Da cui discende che se per ogni caso di abuso da parte di un omosesex su un bambino si può affermare che tutti i gay siano pedofili anche per ogni abuso di un “vero” maschio su una bambina possiamo affermare che tutti i maschi etero sono pedofili. Però Bertone afferma solo la prima ipotesi. E veniamo ora ad un aspetto illuminante. Siccome la scienza statistica ha regole molto precise anche se non perfette non può essere un caso che il rapporto dei preti colpevoli di abusi sessuali su bambine e bambini (che sono certamente una minoranza rispetto al numero totale di preti e frati) è di 40 a 60. Dal che discenderebbe che il 40% di tutti i preti e frati della chiesa cattolica è composto da eterosessuali e il 60% da omosessuali. Invece sul piano generale di tutta la popolazione mondiale statistiche serie comunemente accettate rivelano che il rapporto fra etero ed omo è di circa 95 a 5. Chiediamoci a questo punto come mai nella chiesa cattolica questo rapporto è invece di 40 a 60. Azzardiamo un’ipotesi. Non sarà il fatto che con il celibato obbligatorio moltissimi omosessuali maschi vedono nella carriera ecclesiastica un comodo mezzo per mettersi al riparo dalla classica e imbarazzante domanda di familiari e amici sul perchè non si sposano ? E non sarà per questo che la chiesa cattolica è così determinata nell’ostacolare il matrimonio (civile) di coppie omosessuali ? Se i gay raggiungono la piena omologazione e rispetto a livello sociale, potendosi addirittura sposare fra loro, non avranno più ragione di farsi preti per nascondere il loro disinteresse sessuale verso le donne. E la chiesa cattolica perderebbe il 60% del suo personale.

14 /4/10 – Fare la cosa giusta

mercoledì, 14 aprile 2010

I silenzi di Pio XII sulla Shoah e quelli di Benedetto XVI sulla pedofilia: tutto tace in Vaticano. Rispetto a Pio XII smetterei, per una volta, di parlare solo e soltanto di Shoah. Faccio due esempi: l’operazione Sturzo, cioè quell’alleanza con monarchici e fascisti sostenuta dal papa nell’immediato dopoguerra per garantirsi il comune di Roma e che De Gasperi non approvò. E poi la scomunica dei comunisti e dei socialisti. Questioni di ordine politico, le possiamo mettere in discussione o no? Qualcuno ci dice quali sono i paletti che possono essere superati o si tratta sempre e soltanto di un attacco al papa? Questo o quello che sia, perché un dialogo senza opinioni divergenti non è un dialogo. I silenzi a volte sono necessari per motivi tattici o strategici, ma chi si sente rispondere no comment deve sapere che i silenzi generano domande. Vorrei sapere una volta per tutte quali sono i paletti che non vanno superati con la Santa Sede… Ho la sensazione che ci sia – non tanto da parte di chi muove la critica quanto da parte di chi è oggetto della critica – la tentazione di generalizzarla per presentarla come profondamente ingiusta. Di nuovo, dalla critica all’aggressione. Così si trasforma una posizione lecita in una illecita. Con tanto di scivolamento semantico… Noi abbiamo vissuto Shoah e antisemitismo e tutto questo ha significato stermini e nessuno oggi minaccia la chiesa di sterminio. Vaticano basso Impero? Tutti complottano e l’unico che non complotta è la vittima. Io credo che bisogna avere il coraggio di ammettere che quando coloro che dovrebbero essere educatori e confidenti si comportano in forme condannabili vadano condannati (Amos Luzzatto, già presidente Ucei)
La chiesa non ha bisogno di un esorcismo ma di un sexorcismo (Maureen Dowd, New York Times)
Arriveranno a Roma il prossimo 31 ottobre, anniversario della Riforma protestante di Lutero, le vittime degli abusi sessuali del clero cattolico. Il raduno avverrà nei dintorni di piazza san Pietro. Non una manifestazione contro, assicurano gli organizzatori, ma un meeting mondiale (ansa) http://www.cronachelaiche.it/2010/04/io-vittima-di-un-prete-pedofilo/

Riuscire a fare la cosa giusta anche nei momenti più bui e tragici e dolorosi della vita è una dimostrazione di intelligenza. Per fare la cosa giusta – e pretendere che anche gli altri la facciano – bisogna avere un codice di comportamento condiviso. Codice che sembra sconosciuto ai vertici della Chiesa cattolica che hanno adottato fino ad oggi strategie sgangherate per difendersi dalle crescenti rivelazioni sulla pedofilia del clero.
Non dovevamo aspettare questo avvenimento per conoscere l’analfabetismo della Chiesa in materia di rigore morale, trasparenza, emersione, verità. Ma, nonostante quello che sapevamo, sorprende ugualmente tanta protervia e improvvisazione. Intanto la Chiesa non sembra comprendere le dimensioni che lo scandalo va assumendo e aver convocato una conferenza stampa nella sede dell’Osservatore Romano escludendo la stampa italiana lascia più che perplessi. Per quanto riguarda gli spericolati confronti con le persecuzioni degli ebrei, scombussola che la Chiesa si addentri in argomenti che certamente non l’hanno mai vista innocente. Seppur scrostate le ruggini più dolorose, le gerarchie cattoliche mostrano di non aver ancora elaborato il Concilio II che è alla base del – pur zoppicante – dialogo tra l’ebraismo e il cattolicesimo. Le affermazioni del predicatore della casa pontificia Raniero Cantalamessa, del vescovo di Grosseto Giacomo Babini (attacco sionista), del vescovo di Cerreto Sannita Michele De Rosa (capisco che abbiano sofferto per l’olocausto ma non possono farne una bandiera), mostra con evidenza queste crepe rese più larghe dalla riammissione dei vescovi lefebvriani promossa da Benedetto XVI. Sconcertanti poi le convinzioni sulla sessualità del Segretario di Stato Bertone (la coraggiosa rai news 24 per attutire il colpo ha evitato di tradurre la dichiarazione sul rapporto omosessualità-pedofilia rilasciata dal cardinale in spagnolo durante la visita in Cile!). Mentre in nessun conto, almeno dai media vaticaliani, sono state tenute le enunciazioni del vescovo di Bolzano Karl Golser, che sulla scia dei colleghi tedeschi e austriaci ha aperto uno sportello che ha già raccolto sei denunce, e ha ben chiarito che la pedofilia non ha nessun rapporto né con l’omosessualità né con il celibato. Come non dare ragione a Maureen Dowd che sul NYTimes scrive che “l’aver considerato le suore dei paria nella gerarchia ecclesiastica e le donne degli esseri inferiori, trasforma spesso il sacerdozio in una vocazione abbracciata da individui sessualmente confusi”. Del resto considerare la pedofilia un peccato che si può perdonare mentre l’aborto non consente assoluzione mostra palesemente le ragioni dell’editorialista americana.
Cosa sarebbe “fare la cosa giusta” per il papa? Affrontare politicamente l’ammissione di una crisi profonda dell’istituzione ecclesiale e del suo rapporto con la società. Chiedere scusa alle vittime, certamente se lo ritiene invitare il clero e i fedeli alla preghiera e alla penitenza, ma soprattutto non sottrarsi alla giustizia umana che prevede per i pedofili il carcere oltre al risarcimento economico per le vittime. Fino ad oggi la Chiesa cattolica ha sempre salvaguardato la ragione di Stato, forse è arrivato il momento di comprendere che una fede, seppur importante come quella cattolica, non può essere una sorta di società alternativa che legifera in base al diritto canonico. Questo è contro il pensiero occidentale, quello che ci fa rispettare la vita di tutti, bambini e donne comprese. Sorprende come molti volenterosi pompieri mascherati da politici, giornalisti, intellettuali, siano pronti a condannare (comprensibilmente) le teocrazie islamiche e chiudano un occhio sulla Chiesa fattasi Stato.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Su questo argomento guarda anche su questa pagina

5/1/10 – Pio XII
11/1/10 – Benedetto XVI in sinagoga
15/1/10 – Benedetto XVI e gli ebrei
20/1/09 – Storie
17/3/10 – Scaricabarile
18/3/10 – Scaricabarile (2)
29/3/10 – L’oppio dei popoli

Criminali e bugiardi

martedì, 13 aprile 2010

I gerarchi della SS Vaticana travolti dallo scandalo dei preti pedofili che hanno abusato impunemente per anni di bambine e bambini ora cercano di addossare la responsabilità delle perversioni pedofile ai soli omosessuali, proprio mentre l’ultimo caso denunciato a Teramo riguarda l’abuso su una bambina di 10 anni. Secondo il metro di giudizio del cardinale Bertone dovremmo dunque affermare che tutti gli eteresessuali sono pedofili. E invece, caro cardinale sociologo da strapazzo, le statistiche generali dimostrano che la pedofila è un vizio orrendo le cui vittime sono bambine e bambini abusati da maschi criminali di qualunque orientamento sessuale. Ma in questo momento ai gerarchi vaticani fa comodo aprire un nuovo fronte su cui indirizzare la giusta indignazione della gente, e gli omosessuali sono le vittime sacrificali che nei loro calcoli potrebbero distogliere l’attenzione popolare dagli orrendi crimini dei preti pedofili e dalle specifiche, gravissime responsabilità omertive delle gerarchie cattoliche a tutti i livelli. Intanto le parole di Bertone suscitano forti reazioni contrarie del mondo scientifico (anche di organizzazioni cattoliche).e naturalmente da parte delle associazini gay. Quello che emerge nell’articolo di Repubblica, che qui proponiamo, è anche il sospetto sulle capacità intellettuali del cardinale, la cui alteza fisica rishia di apparire inversamente proporzionale al suo livello di intellgenza.

Fonte della notizia da La Repubblica LEGGI


Pochi casi isolati…

martedì, 13 aprile 2010

…. ammise l’imperturbabile mons Fisichella nella trasmissione di AnnoZero del 31/5/07 che Santoro dedicò alla pedofilia pretesca. Erano migliaia. L’ultimo in ordine di tempo è di ieri e riguarda a Teramo una bambina di 10 anni. LEGGI – Intanto viene data grande enfasi alla decisione di Ratzinger per una denuncia immediata da parte dei vescovi alle autorità civili dei casi di abusi preteschi su bambine e bambini. Bene, bravo dicono in coro i politicanti vaticaliani alcuni dei quali, sulla scia del vescovo di Grosseto arrivano addirittura a inventarsi un complotto massonico teso ad attaccare la chiesa cattolica.

Dal Corriere della sera LEGGI

dove leggiamo anche un abile commento della Sala Stampa vaticana  che, per attenuare le responsabilità di Ratzinger,  chiama indirettamente in causa addirittura Wojtyla che solo su richiesta di Ratzinger  avrebbe firmato il Motu Proprio… altrimenti….

… Le linee guida pubblicate oggi, spiega la sala stampa vaticana, sono il riassunto di procedure operative risalenti al 2003, ma mai rese note al pubblico e relative al Motu proprio del 2001 sui “Delicta Graviora”. Il testo pubblicato oggi, spiegano dal Vaticano, può essere tranquillamente attribuito all’allora cardinale Joseph Ratzinger, che chiese a papa Wojtyla il “giro di vite” arrivato con il Motu proprio del 2001. Nel documento online si specifica che la Congregazione per la Dottrina della Fede ha intrapreso una revisione di alcuni articoli del Motu proprio sui “Delicta Graviora” del 2001 con l’obiettivo di abolire la “prescrizione” dei delitti attualmente fissata in dieci anni…

Pochi casi isolati,

martedì, 13 aprile 2010

…. ammise l’imperturbabile mons Fisichella nella trasmissione di AnnoZero del 31/5/07 che Santoro dedicò alla pedofilia pretesca. Erano migliaia. L’ultimo in ordine di tempo è di ieri e riguarda a Teramo una bambina di 10 anni. LEGGI – Intanto viene data grande enfasi alla decisione di Ratzinger per una denuncia immediata da parte dei vescovi alle autorità civili dei casi di abusi preteschi su bambine e bambini. Bene, bravo dicono in coro i politicanti vaticaliani alcuni dei quali, sulla scia del vescovo di Grosseto arrivano addirittura a inventarsi un complotto massonico teso ad attaccare la chiesa cattolica.

Dal Corriere della sera LEGGI

dove leggiamo anche un abile commento della sala Stampa vaticana  che, per attenuare le responsabilità di Ratzinger ,  chiama indirettamente in causa addirittura un recalcitrante (così fanno surrettiziamente credere) papa Wojtyla.

… Le linee guida pubblicate oggi, spiega la sala stampa vaticana, sono il riassunto di procedure operative risalenti al 2003, ma mai rese note al pubblico e relative al Motu proprio del 2001 sui “Delicta Graviora”. Il testo pubblicato oggi, spiegano dal Vaticano, può essere tranquillamente attribuito all’allora cardinale Joseph Ratzinger, che chiese a papa Wojtyla il “giro di vite” arrivato con il Motu proprio del 2001. Nel documento online si specifica che la Congregazione per la Dottrina della Fede ha intrapreso una revisione di alcuni articoli del Motu proprio sui “Delicta Graviora” del 2001 con l’obiettivo di abolire la “prescrizione” dei delitti attualmente fissata in dieci anni…

Arrestate il papa !

lunedì, 12 aprile 2010

E’ quanto chiedono due importanti intellettuali atei inglesi in vista della prossima visita di B16 in Gran Bretagna.

Da il Giornale

LEGGI

di Redazione
Ad attendere Papa Benedetto XVI, quando si recherà in visita in Gran Bretagna tra il 16 e 19 settembre, potrebbe esserci un mandato di arresto per «crimini contro l’umanità». Richard Dawkins e Christopher Hitchens, intellettuali e militanti del movimento ateo britannico, hanno infatti chiesto ad alcuni esperti di diritti umani di preparare un’accusa formale e richiedere l’incriminazione del Pontefice sulla base del presunto insabbiamento architettato per coprire le responsabilità della Chiesa Cattolica nello scandalo degli abusi sessuali ai danni di minori. Mossa che, per quanto improbabile, è contemplata dall’ordinamento giuridico britannico. «Stiamo parlando di una persona – ha tuonato Dawkins al Sunday Times – il cui primo impulso, quando i suoi preti vengono pizzicati con le braghe calate, è quello di coprire lo scandalo e condannare la giovane vittima al silenzio». «Quest’uomo – gli ha fatto eco Hitchens – non è nè al di sopra nè al di fuori della legge. L’insabbiamento istituzionalizzato di abusi ai danni di minori è un crimine contemplato in ogni ordinamento e non prevede cerimonie private di penitenza o risarcimenti pagati dalla Chiesa ma giustizia e sentenze». La coppia di provocatori crede di poter sfruttare il medesimo principio usato per arrestare il dittatore cileno Augusto Pinochet durante la sua visita del 1998.

E’ tutta colpa di Wojtyla !

sabato, 10 aprile 2010

L’ondata di scandali pedofili che sta travolgendo Ratzinger e la chiesa cattolica ha bisogno di trovare un capro espiatorio. Per il momento circola il nome di Karol Wojtyla.

Bisbigli in Vaticano: “Che errori dai wojtyliani”

• da Libero del 9 aprile 2010

di Caterina Maniaci

Non passa giorno, ormai, in cui non si debba fare il computo dei casi di sacerdoti accusati di abusi sessuali su minori, diligentemente riportati dai media da tutto il mondo. Ieri è toccato al Vicariato di Roma, con una nota, smentire che il cardinale Agostino Vallini sia stato poco rigoroso nel caso di un sacerdote accusato di abusi sessuali su minori a Pomezia, nella diocesi di Albano. Si tratta di don Marco Agostani, accusato di diverse decine di abusi, il quale, in seguito al dilagare dello scandalo, si suicidò.
Così il cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, nel presentare il grande evento dell’Ostensione della Sindone per la quale si aspettano un milione e mezzo di visitatori prenotati e più di due milioni di pellegrini in visita – che comincia domani, sostiene che «non è necessario che ogni giorno ci sia il gusto sadico e morboso di andare a scovare cose che uno ha fatto trent’anni fa. Bisognerebbe scrivere la parola “fine”, non “continua “». Invece, nell’ordine della continuità della polemica, ora c’è chi si
chiede se la vicenda degli scandali sessuali che scuote il mondo cattolico non sia da considerare anche una pesante eredità che l’attuale Pontefice ha ricevuto dal suo predecessore, papa Giovanni Paolo II. Non tanto da lui, quanto dagli uomini-chiave del suo pontificato. E’ risaputo che papa Wojtyla aveva una concezione molto ampia del suo mandato, che abbracciava il mondo e doveva affrontare cruciali momenti storici.
Prima impegnato nei numerosi viaggi internazionali, poi afflitto dal morbo di Parkinson, Wojtyla quindi si è dedicato poco al governo della Curia. Così, a cinque anni dalla sua morte, sul Papa che in tantissimi vogliono «Santo subito» riemergono verità scomode sui ritardi e le omissioni nella lotta contro la pedofilia: processi insabbiati, vescovi imposti dall’alto e poi costretti alle dimissioni dagli scandali, commissioni di inchiesta che arrivano dieci anni dopo le denunce… Scrive il vaticanista Ignazio Ingrao su Panorama che tutto ciò si rivela come «un risvolto oscuro del luminoso pontificato di Giovanni Paolo II che rischia di ostacolare anche la sua causa di beatificazione. Il dossier più controverso riguarda infatti la nomina dei vescovi, uno dei punti deboli del pontificato di Wojtyla. Più di una volta Giovanni Paolo II, affiancato dal suo segretario personale Stanislaw Dziwisz, ha ignorato le indicazioni fornite dalla Congregazione per i vescovi e dalle chiese locali, preferendo imporre presuli che poi sono stati travolti dagli scandali».
Un caso che è tornato alla ribalta in questi giorni, citato anche da Ingrao, è quello dell’arcivescovo di Vienna, il monaco benedettino Hans Hermann Groer, scelto da Wojtyla nel 1985 per riportare ordine nella Chiesa austriaca e pro mosso cardinale. Accusato di molestie, Groer è costretto a dimettersi nel 1995, ma solo tre anni dopo il cardinale viene allontanato dalla diocesi di Vienna. Inutilmente Ratzinger chiede di apri re un processo canonico a suo carico, come ha riferito l’attuale arcivescovo di Vienna, Christoph
Schoenbom: viene bloccato dallo stesso Wojtyla. Analoga la vicenda di Juliusz Paetz, prelato di anticamera di Giovanni Paolo II, coinvolto anch’egli in una vicenda di molestie sessuali ai danni di adolescenti. C’è poi il caso eclatante del fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel Degollado. «E’ paradossale e ridicolo per persone informate attribuire al cardinal Ratzinger una qualche copertura o insabbiamento»

: così il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha commentato le critiche al Papa formulate dal settimanale tedesco Stem a proposito dei Legionari di Cristo. Anzi, ha spiegato padre Lombardi, è stata proprio la sua presenza alla guida della Congregazione per la dottrina della fede a far avanzare il procedimento a carico di Maciel.
Non bisogna quindi cadere nelle facili generalizzazioni, per trovare altri”capri espiatori”, come avverte blograffaella, il blog degli «amici del papa Ratzinger» molto seguito e informato. Dove si legge che «sappiamo con ragionevole certezza che l’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinale Ratzinger, aveva deciso di aprire inchieste contro alcuni preti e prelati accusati di abusi sessuali. Sappiamo anche che tali processi furono bloccati. Da chi e perché? Attenzione a non tirare in ballo Giovanni Paolo II. Sono convinta della sua buonafede. Ciò che è chiaro però è che l’azione del cardinal Ratzinger fu fermata».

Senza vergogna !

giovedì, 8 aprile 2010

Da Famiglia Cristiana : “”" Quale Stato si e’ mai preoccupato seriamente dell’abuso sessuale dei minori come fenomeno sociale di estrema importanza? Quale altra confessione si e’ mossa, come sta facendo la Chiesa di Benedetto XVI, per scovare, denunciare e assumere pubblicamente il problema, portandolo alla luce e perseguendolo esplicitamente?’. Se lo chiede ‘Famiglia Cristiana’. Lo scandalo mediatico scatenato in due continenti, Europa e America, ‘sta rivelando – per il periodico cattolico – un fenomeno di malafede difficilmente immaginabile per qualsiasi altro caso di comportamenti immorali e illegali’. ‘E’ ora – scrive Famiglia Cristiana – di reagire sul piano della realta’ e dire le cose come stanno davvero .“”"

- E dopo la Madonna Addolorata adesso si inventano l’Addolorato. Commovente il dolore di B16 per gli odiosi attachi alla chiesa cattolica e le visioni della vita contrarie al vangelo. Il segretario di Stato vaticano torna a parlare degli abusi da parte dei sacerdoti difendendo Benedetto XIV. Emergono nuovi casi negli Usa e in Nuova Zelanda. Vescovi maltesi esprimono “dolore e pentimento”. Bertone sullo scandalo pedofilia “Per il Papa dolore molto grande”.

Da La Repubblica

ROMA – E’ “un dolore molto grande” quello del Papa per i casi di pedofilia nel clero, ma la Chiesa cattolica “ha la forza interiore” per portare avanti la propria missione per “un mondo e un’umanità nuovi”. In Cile il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, torna a parlare dello scandalo degli abusi sessuali da parte dei preti e a difendere Benedetto XIV, mentre emergono nuovi episodi negli Stati Uniti, in una parrocchia del Minnesota, dove un prete è accusato di aver stuprato una ragazza, e in Nuova Zelanda dove è la chiesa a indagare su una serie di casi avvenuti venti anni fa. Alla vigilia della visita di Ratzinger a Malta, i vescovi maltesi hanno invece espresso “dolore e pentimento” verso tutti coloro che hanno sofferto per gli abusi oltre che verso “tutta la società maltese” pur ricordando che la chiesa locale è stata la prima, oltre dieci anni fa, ad agire su questo problema.

Bertone: “Per Papa dolore grande”. “Il Santo Padre ha sofferto molto, così come d’altronde noi pastori, per questi casi di sacerdoti infedeli, non fedeli alla propria vocazione e missione” ha detto Bertone che ha poi difeso il “muro” eretto intorno al pontefice con l’intervista del cardinale Sodano che ha provocato reazioni anche nel mondo ebraico: “Ha rilevato che dietro gli ingiusti attacchi al Pontefice ci sono visioni della famiglia e della vita contrarie al Vangelo: sono parole che rappresentano una difesa molto chiara del Papa”.

Minnesota, prete accusato di stupro. Dopo la smentita del reverendo Joseph Jeyapaul di conoscere una ragazza del Minnesota la cui famiglia lo ha accusato di stupro, l’avvocato Jeff Anderson ha diffuso una serie di messaggi che rivelerebbero la portata di quella relazione. Oltre a una decina di mail, l’avvocato – apripista delle azioni legali avviate da vittime di abusi sessuali da parte del clero – ha diffuso la trascrizione di una telefonata in cui il prete, rivolto alla ragazza, avrebbe detto che “se fosse stato di 30 anni più giovane sarebbe suo marito” e che la voleva “baciare sulle labbra”. La trascrizione è stata fatta dalla madre della ragazza, che accusa Jeyapaul, e inviata al vescovo della diocesi di Crookston, monsignor Victor Balke. Jeyapaul, che ha lasciato gli Stati Uniti per trasferirsi in India prima di essere incriminato per aggressione sessuale mentre lavorava in una parrocchia del Minnesota, ha detto alla Cnn di conoscere a malapena la ragazza. Per Anderson le sue smentite rappresentano un “atto riprovevole che si aggiunge alla sua condotta nei confronti di una minorenne”. I messaggi di posta elettronica diffusi da Anderson risalgono al settembre 2005 dopo la partenza del prete per l’India. Poco dopo questa data la corrispondenza, secondo Anderson, entrò in possesso delle autorità ecclesiastiche che chiesero al prete di interrompere ogni contatto con la ragazza.

Nuova Zelanda, indagini su abusi. La chiesa cattolica in Nuova Zelanda sta investigando su cinque nuove denunce di abusi sessuali su bambini da parte del clero, risalenti ad almeno 20 anni fa, e ha incaricato delle indagini l’ex commissario di polizia John Jamieson, che ha già esaminato 35 altri casi emersi negli ultimi cinque anni. Lo ha confermato lo stesso Jamieson alla radio nazionale, precisando che i cinque interessati non vogliono rivolgersi alla polizia e hanno fornito informazioni alla chiesa in via confidenziale. “Questi cinque casi sono nuovi”, ha detto, e alcuni dei presunti colpevoli sono ancora vivi e in Nuova Zelanda. Jamieson ha raccomandato che ogni presunta vittima denunci alla polizia le attività criminali, ma ha riconosciuto che alcuni non vogliono che la polizia indaghi sui loro casi. Domenica scorsa l’arcivescovo neozelandese John Dew, in una lettera ai parrocchiani, ha ammesso che le accuse di pedofilia hanno messo in crisi la chiesa, chiedendo scusa per “l’umiliazione e l’imbarazzo” causati dalle continue notizie di abusi del clero su minori in diversi Paesi.

Malta, vescovi esprimono dolore e pentimento. “Dolore e pentimento” verso tutti coloro che hanno sofferto per gli abusi oltre che verso “tutta la società maltese”. Con queste parole i vescovi di Malta, dove Benedetto XVI si recherà in visita il 17 e 18 aprile prossimi, hanno risposto alla pressione da parte di alcune vittime di abusi commessi da preti pedofili, dichiarando i casi di pedofilia come “fonte di umiliazione per la chiesa”. L’arcivescovo Paul Cremona di Malta, insieme al vescovo Mario Grech, dell’isola di Gozo, che la settimana prossima accoglieranno il Pontefice a La Valletta, hanno ripetuto le parole scritte da papa Ratzinger nella lettera pastorale ai fedeli irlandesi, riferendosi agli abusi commessi da sacerdoti come atti “di crimine e di peccato”. Nella nota, hanno anche fatto appello a tutti i cristiani a cooperare con tutte le autorita competenti, comprese quelle giudiziarie civili. I vescovi Cremona e Grech hanno spiegato che la chiesa maltese è stata fra le prime ad agire su questo problema. Fin dal 1999 è stata avviata l’istituzione di un Consiglio denominato ‘Response Team’ sotto la guida di un giudice in pensione, per indagare su tutte le accuse di abusi sessuali su minori e adulti da parte di membri del clero.
(08 aprile 2010)

repubblica