Archivi per la categoria ‘preti padroni’

Non solo parassiti ma anche bugiardi professionali.

martedì, 23 agosto 2011

La richiesta di far pagare l’ICI sugli immobili in cui gli enti religiosi esercitano LUCROSISSIME attività commerciali viene mistificata sui giornali del regime vaticaliano (praticamente quasi tutti), come un attacco alle mense della Caritas che invece utilizzano quasi sempre locali di proprietà pubblica, sono finanziate da appositi capitoli di bilancio di Regioni e Comuni e utilizzano volontari, e quindi con l’ICI non c’entrano affatto. Noi invece vogliamo che paghino l’ICI i ricchissimi enti religiosi, quelli che per esempio a Roma da alcuni anni stanno sfrattando centinaia di inquilini poveri che però abitano in case del centro storico che appena liberate possono essere riaffittate a prezzi stratosferici ad inquilini ricchi… e senza pagare l’ICI. Infatti la legge vigente votata anche dai comunisti dice che si paga l’ICI solo per gli immobili adibiti NON ESCLUSIVAMENTE ad attività commerciali. Badate bene all’ipocrisia !!! Basta che in quegli immobili di proprietà religiosa (appartamenti, alberghi, piscine, cinema, teatri, ristoranti, campi da tennis, calcio e via dicendo, ci sia una cappella o anche un’immagine votiva di una madonna o di un padrepio con un lumino acceso che automaticamente non sono pù “esclusivamente commerciali”, ma diventano immobili destinati anche al culto e quindi ESENTATI dall’ICI. Maledetti bugiardi, nessuno vuol far pagare l’ICI alle chiese e alle parrocchie o ai monasteri dove i monaci fanno i monaci e i seminaristi i seminaristi, e nemmeno alla mense della Caritas, ma solo ai vescovi, ai preti e alle monache che fanno gli albergatori, i ristoratori, i gestori di cinema e teatri, e i locatori di immobili prestigiosi e lucrosissimi. Questi devono pagare e devono pagare tutto, come tutti i comuni cittadini soggetti alle leggi che DEVONO essere uguali per tutti e fatte rispettare.

22/8/11 – Settimo non rubare

lunedì, 22 agosto 2011

“Se il Vaticano rinunciasse definitivamente ai suoi sogni temporali l’Italia, profana o laica, dovrebbe fornire al Vaticano gli aiuti materiali, le agevolazioni materiali per scuole, chiese, ospedali o altro, che una potenza profana ha a sua disposizione. Perché lo sviluppo del cattolicesimo nel mondo, l’aumento dei quattrocento milioni di uomini, che in tutte le parti della terra guardano a Roma, è di un interesse e di un orgoglio anche per noi che siamo italiani” (Mussolini, discorso alla Camera, 21 giugno 1921)
In quei giorni (8 luglio 1921) la legge sulla nominatività dei titoli emanata dall’on. Giolitti, aveva messo la Santa Sede in grande allarme. In quella legge essa quasi vedeva il proposito del governo di voler distruggere in due o tre generazioni tutto il patrimonio delle comunità religiose… l’opposizione del Vaticano alla legge sulla nominatività obbligò l’on. Giolitti a presentare le dimissioni da presidente del Consiglio. L’Osservatore Romano del 27-28 febbraio 1922 si rallegrò perché la più lunga crisi ministeriale che si fosse mai avuta in Italia era stata finalmente conclusa con la formazione di un governo di coalizione, presieduto dall’on. Facta, dalla quale erano esclusi soltanto i socialisti. In risposta ai giornale che avevano accusato la Santa Sede di essere stata la responsabile della eccezionale lunghezza della crisi, col suo veto al ritorno al governo di Giolitti, il giornale del Vaticano affermò che “la Santa Sede era, voleva e doveva rimanere completamente estranea alle questioni di politica italiana, sia estera che interna, come ad ogni partito di ogni colore”(da Il Sillabo e dopo, Ernesto Rossi, Kaos edizioni, € 14.46)
A Roma gli autobus stanno andando verso l’estinzione grazie alla sconsiderata politica dell’attuale sindaco. Note le assunzioni di massa in ruoli apicali di parenti e amici nella municipalizzata. Come ulteriore sfregio ai romani, chi in questi giorni acquisterà un biglietto metrebus (1 €) finanzierà obbligatoriamente con 3 centesimi la Caritas, organizzazione religiosa. Contemporaneamente è stato annunciato l’aumento del biglietto a 1.50 dal 1° gennaio. Contiamo che la Caritas ci dia almeno il pranzo che abbiamo contribuito, nostro malgrado, a pagare (del resto paghiamo anche le loro sedi)

Benedetto XVI avrà avuto un momento di ottimismo nel vedere la gran folla di giovani plaudenti a Madrid. Ha toccato con mano come il bisogno di credere nel soprannaturale non decresce, anzi, nell’assenza di leader privi di visione, il gregge potrebbe aumentare. Ma il papa ha visto anche i giovani spagnoli, poveri di futuro, critici con la vanità tronfia dei rappresentanti cattolici e che mal tollerano di vedersi spogliati per celebrare il nulla.
Nel crepuscolo della ragione i laici insicuri dovrebbero esser particolarmente cauti con quei preti colti ed eleganti che accarezzano gli incerti dal verso del pelo. E anche con quei cattolici (o anche altre religioni) moderati, che con la loro comprensione e apertura all’irrazionale creano una atmosfera confortevole per gli estremisti che promuovono l’idea della fede come verità assoluta. Obbligandoci tutti ad un rispetto eccessivo della religione (è appena il caso di ricordare come Bindi, Casini, Gasparri abbiano dato la stessa risposta alla proposta sviluppatosi sul web di chiedere il conto anche alla Chiesa). I giovani spagnoli, o quelli che rispondono all’appello su facebook, non sono persone che protestano perché hanno la pancia vuota, ma lo fanno perché conoscono i propri diritti e non accettano più di vederseli scippati. Anche dai giornalisti del servizio pubblico di cui conosciamo l’inefficienza ma di cui non possiamo più tollerare il fanatismo apologetico con cui celebrano le gesta del papa in ogni suo spostamento.
La strada è in salita, ma potrebbe rendere più agevole il cammino non accettare più nessun politico che non abbia al centro del suo programma almeno l’abolizione dell’art. 7 della Costituzione.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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12/4/11 – Come ogni anno l http://www.nessundio.net/blog/2011/04/12/4835/
19/7/11 – Manovre a dx e sx http://www.nessundio.net/blog/2011/07/19/5060/
http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=13COYV

25/1/11 – Alzare il prezzo (4)

martedì, 25 gennaio 2011

La gente in Italia non protesta perché, probabilmente per una cultura tutta cattolica, prevalgono fatalismo e rassegnazione (Guy Dinmore, Financial Times)
Apprezzo le parole di Bagnasco che chiede una tregua nei conflitti di potere. Del resto la Chiesa parla a tutti, ai cristiani e ai non cristiani (Ministro del Welfare Sacconi)
Mannaggia il diavoletto che cia’ fatto litigà. Pace pace pace!!!

Le parole esplicite da parte della Cei sono arrivate, ma non c’è stato l’intervento ad personam che la parte peggiore dell’opposizione e parecchi media estranei al libero pensiero si aspettavano. E’ il caso di rileggersi - e meditare – l’intervista rilasciata al Corriere della Sera (24/12/10) da Camillo Ruini che ad un Aldo Cazzullo in ginocchio diceva: “Non amo dare giudizi pubblici su comportamenti privati delle singole persone, specialmente quando questi giudizi verrebbero subito interpretati in chiave di lotta politica”.
E questo si che è un astuto politico che ha fatto gli interessi della Cei finché l’ha presieduta e oggi continua a farli per il suo Stato di riferimento che non è l’Italia ma il Vaticano. Quanto ai politici italiani che si buttano sulla Chiesa in modo strumentale, il puntuto Ruini dice: “Giudicare le intenzioni è molto difficile. Che i leader pensino ad un ritorno in termini politici forse è normale. Ma sono scelte che hanno dei costi. Perché la Chiesa dice spesso delle cose controcorrente”.
Proprio sicuri che bisogna chiedere l’ingerenza della Chiesa cattolica? Sono certi i politici nostrani che la potenza di fuoco del clero non spazzi via le macerie italiane?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

19/1/11 Alzare il prezzo
21/1/11 Alzare il prezzo (2)
24/1/11 Alzare il prezzo (3)

Salvare Alemanno

Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali, lancia l’idea di un Coordinamento cattolici per Roma. “Unirà le personalità del mondo politico cattolico romano che hanno aderito al progetto di Silvio Berlusconi di mettere insieme moderati e riformisti in un unico partito, il Pdl. Contatterò Tajani, Baccini, Antoniozzi e tanti altri. L’impegno sarà un contributo al sindaco Alemanno nella seconda fase del suo mandato amministrativo sancito dalla nascita della nuova giunta” (la Repubblica, 24/1/11)

24/1/11 – Alzare il prezzo (3)

lunedì, 24 gennaio 2011

Il buon nome si fonda più sull’apparenza che sui fatti. Perciò se uno non è casto sia almeno cauto (Baltasar Graciàn, gesuita che nel ‘600 scrisse l’Oracolo manuale)
Offerte erogate da Berlusconi nel 2010: Istituto per le opere di religione, 25.000,00 €; Auser Volontariato (sezione di Arcore), 5.000.00 €; Ceis (Centro italiano solidarietà, Roma), 368.000,00 €; Cuori in coro (cori delle parrocchie sarde), 50.000,00 €; Apparecchiature donate all’ospedale San Raffaele, 252.804,00 €; Sant’Eustorgio musica (Arcore), 10.000,00 €; Parrocchia di San Martino (Mi), 5.000,00 €; Monastero delle Clarisse di S. Rosa, 25.000,00 € (Libero, 21/1/11)
Silvio Berlusconi, 57 anni, omonimo del premier, è morto in un incidente in montagna nel comasco, sul sentiero che porta a Menaggio. Berlusconi è scivolato su un lastrone di ghiaccio ed è precipitato per 30 metri. Operaio in tessitura, viveva a Veniano (Como) e spesso la sua omonimia era stata al centro di servizi giornalistici dal momento che l’operaio comasco era sostenitore del centrosinistra. Ironizzò quando il premier si definì presidente operaio. Disse: “di Silvio Berlusconi operaio ci sono soltanto io”. (Ansa, 23/1/11)

Contestualizzare è la parola d’ordine che i parlamentari (meglio sarebbe dire galoppini) del Pdl e i giornalisti lacchè si sono passati di bocca in bocca. Così ci capita di vedere il sottosegretario alla Famiglia Giovanardi che spiega, a chi faceva notare che il premier pur divorziato prende la comunione ai funerali degli alpini, come “il vescovo che è sicuramente cattolico sia in grado di distinguere tra le diverse situazioni” Oppure il direttore di Tempi Luigi Amicone che ricorda come “il cattolico Prodi non abbia garantito a sua santità di poter intervenire senza essere contestato all’apertura dell’anno accademico alla Sapienza di Roma, mentre l’empio Berlusconi ha provato a graziare Eluana”. Roba che se non fossimo italiani potremmo ridere di gusto a tali scemenze. Ma non c’è niente da ridere, soprattutto quando nessuna opposizione, neanche quella alla quale pur con molti affanni ci sentiamo più vicini (o meno lontani) gioisce, se non sollecita, la Santa Sede per l’ingestione negli affari italiani. Per cui vediamo leader di partito, che pure denunciano il profilo anticostituzionale del premier, chiedere come Di Pietro “dove sono i cattolici del Pdl? Ascoltino il papa”. O D’Alema, che già dal 2 novembre scorso disse “ingerite, ingerite, se non ora quando?” . O Vendola che afferma “la Chiesa da utili insegnamenti etici ai laici”. E’ grave che personale politico che dovrebbe identificarsi con il paese che rappresenta, provi una tale sottomissione nei confronti della Chiesa cattolica al punto di vederla come deus ex machina per espungere il premier. Gioco facile hanno avuto i giornali e i politici del premier che hanno descritto “i comunisti” come quelli che “chiudono un occhio sulla deriva nichilista e mortuaria della civiltà d’oggi, sui suoi tic, sulle condizioni in cui vivono le minorenni e i minorenni a scuola, sul conformismo della trasgressione che avvilisce la maternità e la natalità, sulla manipolazione della vita e sulla distruzione di matrimonio e famiglia”, come scrive forbitamente Ferrara, oppure come dice più rudemente il leghista Castelli: “meglio la sinistra che vuole un premier omosessuale e porta in parlamento transessuali, travestiti, tutta quella roba lì?”. Molto più realista il commento del cattolicissimo Buttiglione, vicepresidente della Camera, che conoscendo le gerarchie cattoliche ricorda che “il Vaticano non può tacere perché oggi si è davanti a uno scandalo pubblico. Non intervenire avrebbe significato mostrarsi conniventi a una situazione immorale. Per la Chiesa, comunque, è meglio un donnaiolo che fa buone leggi che un bigotto che fa leggi sbagliate”. Anche se recentemente e incomprensibilmente Nucara, repubblicano dai tempi di Spadolini ha deciso di andare a ingrossare il Pdl lasciando lo storico Pri, ha mantenuto ferma la barra sulla laicità e ha dichiarato “con il dovuto rispetto per le alte cariche dello Stato della Chiesa, che si dichiarano preoccupate per le leggi e per la morale italiane, riteniamo che farebbero bene a occuparsi in primis dei casi di pedofilia all’interno delle loro comunità. Casi confessati e quindi più diseducativi delle ipotesi di reato contestate all’Italia”. Si badi, l’anziano Nucara non parla di premier, ma di Italia, perché pure se Berlusconi con la sua presenza ci inquina pure l’aria che respiriamo, è innegabile che una ingerenza dalla Santa Sede offende il nostro Stato, tutto e non solo il premier. Auspicabile sarebbe, ma è come scrivere sulla sabbia, che le opposizioni, insieme divise o come sperano meglio, si facessero una agenda con pochi punti chiari che tenesse conto dei dolori del Paese, dolori che le pesanti intromissioni della Chiesa cattolica con i suoi tanti divieti e con i suoi troppi benefit, impoverisce la vita degli italiani.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

19/1/11 – Alzare il prezzo
21/1/11 – Alzare il prezzo (2)

19/1/11 – Alzare il prezzo

mercoledì, 19 gennaio 2011

“Mi chiamano ape regina perché dicevano che ero la preferita del presidente, ma io non so se lo sono. Ho fatto il tatuaggio con le lettere S.B. perché il presidente è la cosa più bella che ho incontrato nella mia vita e quando guarderò il mio piede mi ricorderò del presidente” (Sabina Began,attrice)

Il Presidente del Consiglio accusato di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile mette in imbarazzo il Vaticano e la Cei . Solo poche settimane fa, nonostante le polemiche sulla compravendita dei deputati, dai sacri palazzi arrivarono parole di sostegno e apprezzamento per un siffatto esecutivo. Quanto durerà l’imbarazzo delle gerarchie?
Con tutta evidenza alla Chiesa non importa né di Berlusconi né di altri, ma cerca solo di essere pronta ad affiancarsi – qualora il premier dovesse lasciare il bastone del comando - al nuovo padrone. Perché le gerarchie hanno paura di perdere un ruolo di primo piano nella società e nella vita pubblica. In maniera molto teorica la Chiesa si dice interessata alle politiche che riguardano la famiglia, ma nonostante i clericaloni quali Lupi, Sacconi, Roccella in importanti settori del governo, fino ad oggi hanno avuto tante parole e pochi fatti. Il papa in persona, ricevendo gli amministratori laziali, ha ricordato ancora la questione, però ha anche aggiunto di pregare per il sindaco di Roma e perché la città accolga le Olimpiadi (sic), mentre si è ben guardato dal pregare perché non si erodano ancora i servizi sociali di cui hanno bisogno soprattutto le famiglie e i poveri. In un quadro così degradato la Chiesa non dispera – magari contestualizzando il favoreggiamento alla prostituzione minorile – di ricevere ancora sostegni per le sue scuole e per i suoi servizi sociali. Nello sfascio etico ed ideologico del nostro Paese, la Chiesa vuole continuare ad essere l’istituzione che fornisce la scala dei valori di riferimento della società italiana. Paradossalmente la Chiesa cattolica, considerata istituzione marginale in tutto l’Occidente, è tenuta a galla dalla decadenza della politica italiana.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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Un sampietrino davanti alle case dove hanno vissuto persone.
D’ottone, con inciso il nome e il cognome, la data di nascita, la data e il luogo di deportazione, la data di morte in un campo di sterminio nazista. Si chiamano Solpersteine, pietre di inciampo. “L’inciampo – dice Adachiara Zevi – non è fisico, ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e gli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e in quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità”. I primi Solpersteine, ideati nel 1995 da Gunter Demning, sono nati ascoltando una signora che negava che a Colonia nel 1940 fossero stato deportati 1000 zingari. Sono già 27.000 le pietre d’inciampo in Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Polonia, Italia. In questi giorni a Roma verranno installati diversi sampietrini d’ottone: per gli Spizzichino di via Mameli, per gli Alatri di via Piemonte, per gli Efrati di via Germanico, per i Terracina di via del Tempio…

http://www.memoriedinciampo.it/home.htm

Comunione e Liberazione, un gigante dell’imprenditoria, della finanza e della politica.

sabato, 28 novembre 2009

Segnalzione pescata in una mailing list.

Sito interessante fatto da un mio amico per uno che ha scritto un libro contro Comunione e Liberazione e il suo potere monopolitistico in Lombardia:
http://www.teopol.it/petizione/
http://www.teopol.it/DeAlessandri.pdf

Ciao


Tutti i movimenti fondamentalisti sono portatori di una ideologia totalitaristica “onnicomprensiva” che non opera alcuna distinzione di piani tra fede e politica e tende ad imporre un regime della verità all’intera collettività

Comunione e Liberazione è, notoriamente, l’unico movimento fondamentalista in Europa che ha costituito una situazione di potere monopolistico nell’ambito di una importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia attraverso un’occupazione militare dei suoi esponenti in tutti i posti chiave della struttura dirigenziale, della sanità, degli enti, delle agenzie e delle società a capitale pubblico, costituendo, di fatto, una pericolosa situazione di potere « dominante ».

Enrico De Alessandri è nato a Milano nel 1953. Laureatosi in Scienze Politiche con il Prof. Gianfranco Miglio, è stato Direttore del Centro Regionale Emoderivati della Regione Lombardia e lavora attualmente presso l’Assessorato Sanità della stessa Regione Lombardia.

Gran paraculi.

venerdì, 20 novembre 2009

I preti-padroni riescono a farsi dare la gestione anche dei corsi preparatori ai matrimoni civili. E riescono addirittura a infiltrarsi nelle Sale del Commiato laiche per imporre le loro stregonerie anche a chi non non vuole il funerale in chiesa. Insomma, ti devono ficcare il crocifisso….dappertutto, anche dopo morto. Segnalazione di Giacomo Grippa dell’UAAR di Lecce.

Il Comune di Lecce per il secondo anno ha patrocinato corsi di preparazione ai matrimoni civili.
Il bello è che i corsisti saranno seguiti da esponenti del centro “Le Sorgenti”, una filiazione della Comunità Emmanuel, una potente organizzazione  che fa capo ai gesuiti.
“Tengo a precisare” – ha affermato la responsabile Anna Rita Capozza Chiari – che non c’è assolutamente concorrenza con i corsi di preparazione al rito religioso, passando poi ad elòencare tutte le problematiche e le discipline di riferimento  che saranno approfondite con i nubendi.(Corriere del Mezzogiorno del 29,9,09).
A fine-corso ai partecipanti, in un incontro allargato ai rispettivi genitori, sarà donata una pergamena, quasi una garanzia per un legame non reciso con la fede, a beneficio, non c’è da escluderlo, della stessa onlus.
Da informazioni assunte sembra che l’ente locale non abbia concesso alcuna contribuzione, ma solo, come credito o accredito civile, per “Le sorgenti”, il semplice patrociDio.
L’operazione o la simbiosi fra Amministrazione e chiesa non è diversa dal caso dall’inaugurazione, al nord, di una sala comunale del commiato per i funerali civili, con la immancabile benedizione del prete.
Se in futuro diventassero tutti atei o agnostici la chiesa continuerebbe a riproporsi, in forza di un Cristo, primo laico, ma anche primo ateo, abbandonato da un padre che si era illuso esistesse.

Giacomo Grippa Uaar circolo di Lecce