Archivi per la categoria ‘preti padroni’
Il compromesso storico lo faranno i preti.
martedì, 25 ottobre 2011SS PQR : Sempre e Solo Preti Qui Regnano.
mercoledì, 19 ottobre 2011La “reconquista” dell’Italia da parte dello Stato Pontificio è stata celebrata ufficialmente il 20 settembre dell’anno scorso quando il cardinale Bertone, Segretario di Stato Vaticano e plenipotenziario del Papa Re per i rapporti internazionali, ha officiato da solo alla Breccia di Porta Pia, davanti alle autorità (?) civili completamente mute, la cerimonia di presa di possesso di Vaticalia. A distanza di un anno i conquistatori, attraverso l’intervento del generale-cardinale Bagnasco, capo del Governo Ombra dei vescovi che controllano e guidano la politica vaticaliana, hanno dettato la linea politica che dovranno seguire i cattolici impegnati in politica, a cominciare da quelli attivi nel mondo del lavoro che hanno promosso l’incontro di Todi. Confuse e contraddittorie le reazioni dei politicanti, soprattutto quelli del PD-Partitus Dei e del PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano, Protesi i primi a valutare le conclusioni di Todi come un benservito a Berlusconi, e convinti i secondi di aver ricevuto invece un sostegno clamoroso alla loro politica e al loro leader. Al di là di queste opposte valutazioni a Todi è emerso soprattutto che dietro la definizione di “valori non negoziabili” il generale-cardinale Bagnasco e il suo Governo Ombra guardano soprattutto ai valori economici e ai privilegi fiscali di cui gode la chiesa cattolica e il suo sterminato indotto di enti religiosi e associazionismo laico. Il tutto dietro una presunta difesa della vita a spese del diritto delle donne a decidere sulla propria maternità e di uomini e donne a decidere sulla propria salute, il proprio corpo e la propria vita. E naturalmente anche a spese del riconoscimento giuridico dei rapporti affettivi non approvati dalla morale cattolica. Su questa affermazione evidente di uno “stato etico” legittimato dall’adesione incondizionata da parte di tutti i maggiori partiti (esclusi i radicali) all’etica conclamata e codificata dalla dominante religione cattolica si consumerà l’ultimo barlume di laicità costituzionale. Per difendere i cittadini dalla definitiva trasformazione di vaticalia in Vicereame del Papa Re lanciamo un appello ai cittadini e alle associazioni laiche per convocare gli Stati Generali sulla Laicità. Prima che si troppo tardi
Bagnasco getta la maschera e appare Khomeini.
martedì, 18 ottobre 2011Straordinaria epifania a Todi dove il generale-cardinale Bagnasco è finalmente apparso in tutta la sua straordinaria somiglianza con il teologo-politico che ha realizzato la rivoluzione islamista in Iran. Non solo detta la linea politica al partito unico cristianista che sorgerà sulle macerie del berlusconismo da una parte e del compromesso storico dall’altra ma, come Khomeini, avrà anche il sostegno dei pasdaran del popolo in salsa cattolica, quei rappresentanti dei lavoratori che ieri a Todi si sono uniti a lui come gli islamo-comunisti sostennero in un primo momento la rivoluzione iraniana. Quelli che poi furono prima emarginati se insistevano sulle rivendicazioni sociali, ma subito integrati nelle forze di repressione se si adeguavano alle linee dettate dagli ayatollah. C’è addirittura una somiglianza incredibile fra la CEI, il Governo Ombra dei vescovi che controlla e guida da sempre la politica vaticaliana qualunque sia il goerno in carica, e quell’autocrazia rappresentata dal gran consiglio degli Ayatollah che, dopo la morte di Khomeini, oggi ha al suo vertice quella sorta di “papa” sciita che oggi è Khamenei. L’unica differenza è che i catto-ayatollah italiani e il loro capo, il generale-cardinale Bagnasco, a differenza degli autocrati islamisti iraniani, hanno al di sopra di loro il Papa Re, Ma questo nel nostro Paese significa solo che il potere cei catto-ayatollah sarà ancora più forte e pervasivo come si è già evidenziato nella prolusione di Bagnasco che ieri ha subito preteso il riconoscimento della funzione pubblica della religione. Vale a dire che è un pubblico servizio e va compensato con pubbliche finanze. Prepariamoci a pagare molto più dell’ottopermille, fra poco i preti diventeranno pubblici funzionari nel parastato di dio. Ma c’è anche di più. Dice Bagnasco: nessuno si azzardi a mettere in discussione i valori morali non negoziabili che la CEI impone ai governi vaticaliani di qualsiasi colore. L’etica cattolica prevale. E così si chiude il cerchio e Vaticalia diventa uno “stato etico” certificato e garantito dall’etica imposta in esclusiva dalla chiesa cattolica. Sotto il governo dei catto-ayatollah che però non hanno ancora indicato chi sarà l’Ahmadinejad italiano di loro fiducia.
12/10/11 – Concordato (ripetere giova)
mercoledì, 12 ottobre 2011Il 16 novembre 1922, presentando alla Camera la propria compagine ministeriale, Mussolini pronunciò parole assai chiare sui diritti riconosciuti dal governo alle varie religioni: “tutte le fedi religiose saranno rispettate, con particolare riguardo a quella dominante che è il cattolicesimo”. Il 22 novembre il sottosegretario alla Pubblica istruzione Dario Lupi dispose la ricollocazione del crocefisso , definito il simbolo della religione dominante dello Stato, in tutte le aule delle scuole elementari dalle quali era stato rimosso. Come venne osservato con soddisfazione, in meno di un quinquennio il crocefisso tornò al Colosseo, sul Campidoglio, nelle scuole, nelle caserme, nei tribunali, negli uffici pubblici, e, sull’esempio di questi, in moltissimi uffici privati. Un mese dopo, il 26 dicembre 1922, il nuovo ministro della Pubblica istruzione Giovanni Gentile annunciò che intendeva fare dell’insegnamento della religione cattolica “il principale fondamento del sistema della educazione pubblica e di tutta la restaurazione morale dello spirito italiano”. In quel momento il governo era di coalizione; né totalitario né dittatoriale”.( Michele Sarfatti, storico)
I patti lateranansi firmati nel 1929 tra Mussolini e Pio XI (rappresentato dal cardinale Gasparri), oltre a garantire alla Chiesa la libertà spirituale e il suo governo, stabilirono che lo Stato pagasse una forte somma a risarcire ciò che era stato perso con l’Unità d’Italia, concessero una porzione di Roma, il Vaticano, permisero il riconoscimento civile del matrimonio religioso, accordarono l’insegnamento religioso nelle scuole e il riconoscimento giuridico degli ordini religiosi. Inoltre lo Stato si faceva carico di molte spese, la congrua, concesse un vero stipendio statale ai preti nell’esercito e nelle scuole (pure oggi sono scelti dalle diocesi e retribuiti dallo Stato).
Finito il fascismo e nata la Repubblica venne inserito nella Costituzione (1948) l’art. 7,
L’Articolo Sette/Togliatti ce lo dette/Guai a chi ce lo toglie/Dice al marito la moglie (Mino Maccari)
di fatto una conferma dei patti siglati dal duce. I democristiani per un ricambio generoso all’aiuto avuto, i comunisti perché volevano mantenere la pace religiosa.
Siamo profondamente convinti che la pace religiosa è un bene altamente apprezzabile, ma per noi la garanzia della pace religiosa è nello Stato laico, nella separazione delle responsabilità e dei poteri… La Repubblica che andiamo fondando avrà un senso e un significato se continuerà, superandolo, il Risorgimento, non si tornerà indietro su quello che è stato acquisito dal Risorgimento. Noi stiamo tornando indietro, cosa di cui siamo preoccupati come socialisti, ma soprattutto come italiani (Pietro Nenni – dal discorso dell’Assemblea costituente del 27 marzo 1947)
Il comunismo clericale diventa letteratura con Giovannino Guareschi
“Si era ormai a Pasqua: radunati in sede tutti i capoccia del capoluogo e delle frazioni, Peppone stava sudando come un maledetto per spiegare come i compagni deputati avessero fatto benissimo a votare per l’approvazione dell’articolo 7. Prima di tutto è per non turbare la pace religiosa del popolo, come ha detto il Capo, il quale sa benissimo quello che dice e non ha bisogno che glielo insegniamo noi. Secondariamente per evitare che la reazione sfrutti la faccenda piagnucolando sulla triste storia di quel povero vecchio del papa, che noi cattivoni vogliamo mandare ramingo per il mondo… perché il fine giustifica i mezzi e per arrivare al potere tutto fa brodo. In quel preciso istante la porta dello stanzone si spalancò ed entrò don Camillo con l’aspersorio in mano, seguito da due chierichetti col secchiello dell’acqua santa e la sporta per le uova. Senza dire una parola, don Camillo si avanzò di qualche passo e asperse d’acqua santa tutti presenti …e fece il giro ficcando in mano a ciascuno dei presenti un santino. E fu come se fosse passato il vento stregato che fa diventare di sasso la gente. A bocca aperta Peppone guardò sbalordito il santino che aveva tra le mani, poi guardò la porta, indi esplose in un urlo quasi disumano: Tenetemi o l’ammazzo”(Giovannino Guareschi, La Bomba, da Don Camillo)
Nel 1957 la rivista Il Mondo diretta da Ernesto Rossi avanzò la proposta di abrogare il concordato attirandosi proteste del mondo cattolico e non solo. Successivamente la questione è stata ripresa solo da Pannella. Una consistente parte del partito socialista (in particolare Lelio Basso) , i repubblicani (Giovanni Spadolini) alcuni indipendenti (Ferruccio Parri) chiedevano almeno una revisione, soprattutto per la questione dell’incongrua e anticostituzionale (già dal 1948) dicitura di “unica religione di Stato”, i finanziamenti e la scelta degli insegnanti nelle scuole. Ma il fronte laico non riuscì mai a compattarsi perché la maggioranza dei parlamentari composta da democristiani e comunisti temevano come la peste di alienarsi la Chiesa. Oltre a Il Mondo, anche il Corriere della Sera nel 1977 fece grandi campagne giornalistiche sui privilegi economici della Chiesa. Fiorirono in quel periodo commissioni di studio, bozze di revisione… ma la Chiesa aveva alleati – come si dice oggi bypartisan – in Parlamento.
Nel 1984 il Presidente del Consiglio Betino Craxi insieme a Giovanni Paolo II (rappresentato da mons. Casaroli), siglarono un accordo di modifica del Concordato. Venne votato da tutto il Parlamento con l’astensione dei liberali e il voto contrario dei radicali e del Pdup. Fu un compromesso, probabilmente molto al ribasso, Craxi disse che era solo un primo gradino, ma ad oggi il secondo ancora non è stato salito. Si abolì con quella firma l’assurdo riferimento al cattolicesimo come unica e sola religione ufficiale (che tante umiliazioni costò ai bambini e adolescenti (e loro genitori) che dovevano passare attraverso le forche caudine del preside e degli insegnanti per essere esonerati dall’insegnamento cosa che li esponeva alla gogna dei bambini (e dei loro genitori) nati con lo stigma del cattolicesimo). Si abolì la congrua sostituita dal volontario 8 per mille, si stabilì una maggiore autonomia nel diritto di famiglia. Ma il veleno, si sa, è nella pratica. Dopo un primo anno in cui i liberi contributi dell’8 per mille scarseggiavano, si ricorse ad un meccanismo truffaldino (messo a punto da Tremonti, noto tributarista chiamato per una consulenza al ministero delle Finanze da Rino Formica), la soppressione dell’obbligo dell’ora di religione costrinse a inserirla facoltativa perfino nella scuola materna (!) e sempre durante l’orario scolastico, si stabilì che le scuole private cattoliche avessero un trattamento scolastico come quelle statali , ma senza rendere nessun conto allo Stato, si concessero privilegi ad enti religiosi che dichiaravano di svolgere un servizio sociale. Via l’Iva su terreni, fabbricati e via soprattutto la tassa di successione. Inoltre, sulla schiena dello Stato anche gli oneri per la costruzione e la manutenzione di edifici di culto, per la tutela del patrimonio artistico gestito da enti e istituzioni ecclesiastiche.
Veniamo all’oggi. Nel 2007 l’Ue ha chiesto spiegazioni all’Italia sull’eccesso di privilegi della Chiesa in materia fiscale, sollevando un polverone tra le gerarchie ecclesiastiche e la partitocrazia.
Nell’ultimo ventennio in modo incrementale sono stati introdotti nuovi favoritismi: l’esenzione Ici e Ires, nuovi finanziamenti alla editoria cattolica, convenzioni privilegiatissime nel settore sanitario.
Ho sempre inteso e sempre chiaro fummi/Che argento ch’a lor basti non han mai/O veschi, o cardinali, o pastor summi (Ludovico Ariosto, Satire,1534)
Nel 2011 (irpef 2010) la Chiesa cattolica con l’8 per mille ha raccolto 1.118 milioni di euro. E’ noto che la volontarietà dei contribuenti è apparente, perché è il 35% dei contribuenti che attribuisce l’8 alla Chiesa cattolica. Poi ci sono i 360 milioni per gli stipendi degli insegnanti dell’ora di religione, 460 milioni per il culto pastorale, 235 milioni per interventi caritativi, 700 milioni versati da Stato e enti locali per le convenzioni (scuola e sanità).
Venite, la celebre,
La santa Bottega,
A prezzi di fabbrica
Vi scioglie, vi lega,
Fa spaccio di meriti,
Cancella peccati…
Venite! I solvibili
Saranno beati!
(Olindo Guerrini, In morte di un reverendo strozzino, 1877)
Naturalmente questo accade solo in Italia. In Spagna esiste un meccanismo simile all’8 per mille, ma le quote non espresse rimangono nelle casse statali. In Germania c’è nel modulo delle tasse la possibilità di dare il 9 per mille a qualsiasi religione, nel resto dell’Europa i contributi volontari alle religioni sono slegati dalle tasse che i cittadini versano allo Stato. Nella manovra economica nessun contributo è stato richiesto dallo Stato alla Chiesa cattolica.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
La Conferenza degli Ayatollah unanime contro Berlusconi.
mercoledì, 28 settembre 2011La prolusione del generale-cardinale Bagnasco è stata condivisa approvata dai vescovi della CEI che, come gli Ayatollah in Iran, hanno potere assoluto sul governo italiano, qualunque sia la composizione e l’ispirazione ideologica. E tutto il mondo dei politicanti pende dalle loro labbra, chi plaudendo alle loro decisioni, chi replicando umilmente, ma tutti si adeguano sapendo benissimo chi è che comanda. E’ questo che ci ferisce e ci indigna. Questo atteggiamento remissivo e sottomesso ad una autorità religiosa che rende l’Italia l’unico Paese democratico occidentale del tutto simile ai paesi in cui vige la sharìa, cioè l’allineamento della politica ai precetti della religione dominante e delle conseguenti direttive emanate suoi rappresentanti. Non che in alcuni casi non abbiano ragione, ma l’insistenza e l’ingerenza dei gerarchi vaticani sulla politica italiana è assolutamente abnorme. Sappiamo bene che gran parte di questo debordante potere del clero deriva dal famigerato articolo 7 della nostra Costituzione che, appesantita dall’inserimento dei Patti Lateranensi nel suo Corpus, ufficializza e tutela quell’ingerenza. Ma sappiamo anche che ci si può liberare dal peso di questa anomalia (solo italiana in tutto l’occidente democratico) come è successo in due soli casi: le leggi che hanno consentito la possibilità di rifarsi una famiglia e il diritto delle donne di decidere sulla propria maternità. Si deve adesso trovare il modo di cancellare sia la mostruosità istituzionale (l’articolo 7) che impone all’Italia i meccanismi dello “stato etico” derivanti dall’entità statuale e religiosa che ci domina da oltretevere, ed anche di abbattere nello stesso tempo tuti i privilegi ed esenzioni fiscali che rendono quel sistema doppio di potere insopportabilmente parassitario della nsotra economia nazionale.
De profundis per i governanti liberi scopatori.
martedì, 27 settembre 2011Il generale-cardinale Bagnasco, capo del Governo Ombra dei Vescovi che controlla e guida la politica vaticaliana, ha dettato la linea politica e morale per tutti i governanti presenti e futuri della repubblica sottomessa alla loro competenze territorialie La CEI, Conferenza Episcopale Italiana, al pari di tutte le altre Conferenze nazionali che il Vaticano ha costituito in tutti paesi del mondo in cui si annidi una comunità di credenti cattolici, si riunisce periodicamente più volte l’anno per esaminare la politica del paese e dare disposizioni ai poiliticanti cattolici affinché si comportino secondo il magistero della chiesa e della sua dottrina sociale. Nella sua prolusione di ieri il Bagnasco non ha dato soltanto il benservito al cattolico attualmente in carica in Italia con il compito di applicare i desiderata pontifici, ma ci sembra che, di conseguenza, anche il prossimo dovrà essere al riparo da qualsiasi illazione peccaminosa per quanto riguarda la morale sessuale. Quindi nessun cattolico gay e/o convivente more uxorio potrà avere l’approvazione del CEI. Fuori gioco Vendola e Casini ? Non ci sembra che, a parte i comportamenti sessuali, la CEI preveda ostracismo per altri comportamenti, come ad esempio quelli in contrasto con l’onestà e il rispetto della legalità. Comunque da un’attenta lettura della prolusione ci è sembrato che abbiano molta più importanza le indicazioni politiche generali che riguardano soprattutto l’obbligo per i politicanti cattolici di salvaguardare i privilegi e gli interessi concreti del Cupolone : più soldi per le scuole cattoliche, privilegi fiscali, applicazione delle direttive sulla Tortura Obbligatoria di fine vita (vedi sotto), ecc. I media vaticaliani invece sono tutti concentrati sulle presunte bastonate a Berlusconi dal quale ormai i gerachi vaticani hanno ottenuto tutto l’ottenibile e guardano ben oltre. Magari a una nuona DC in cui paracadutare anche i catto-comunisti di Bersani ormai convertiti al clericalismo più docile e puro attraverso le vecchie cariatidi democristiane da Bindi a Fioroni.
Un de profundis per Berlusconi ?
mercoledì, 21 settembre 2011Pochi giorni fa scrivevamo che la sorte del Governo Berlusconi era legata alle decisioni che avrebbe preso il generale-cardinale Bagnasco nella prossima riunione del Governo Ombra dei vescovi italiani. LEGGI
- Ora anche all’interno del mondo cattolico aumentano quelli che si chiedono come i preti-padroni d’Italia possano continuare a sostenere il grande scopatore. LEGGI
- Se lo chiede anche qualche giornalista celebre. LEGGI
- Da parte nostra però non vorremmo che la fine del governo Berlusconi dipendesse dai comportamenti sessuali del leader. Preferiremmo che cadesse innanzi tutto per la sua manifesta incapacità di risolvere i problemi economici, politici e sociali del nostro paese e anche per il suo “immorale” asservimento agli interessi e ai privilegi dei gerarchi vaticani oltre che per aver messo nelle loro mani con la Legge sulla Tortura Obbligatoria di Fine Vita il nostro diritto a decidere sul nostro corpo e sulla nostra salute. Ma se saranno i gerarchi vaticani a farlo cadere chiunque lo sostituirà continuerà come lui a sottomettere l’Italia alla volontà della teocrazia oggi dominate.
Ma Bertone per chi tifa ?
lunedì, 19 settembre 2011Sappiamo già che le linea politica del governo vaticaliano per i prossimi mesi sarà decisa dalla riunione della CEI nei prossimi giorni (vedi sotto) e sappiamo altrettanto bene che la chiesa fornirà il suo consenso, e non potrebbe essere diversamente, ai partiti che si richiameranno espressamente alla sua dottrina sociale e ai valori cristiani da trasferire nella politica nazionale. Quindi i partiti che usufruiranno del benefico apporto saranno sicuramente il PDL e l’UDC che entrambe le opzioni ce l’hanno dentro i propri statuti. Non ricordiamo se anche Rutelli e Fini li abbiano previsti ma non ricordiamo di averli visti codificati negli statuti di Fli e Api. Il cristianesimo, nella versione più fortemente cristianista, sta pure di fatto nella politica leghista ma non pensiamo che i vertici vaticani si spingano oltre una vaga benevolenza . Quelle due opzioni fortemente impegnative invece non appaiono nei programmi di SEL, IDV e PD, nonostante che la massiccia presenza di cattolici ci ha spinto spesso a definire il PD Partitus Dei. Non parliamo poi dei radicale che per i preti padroni sono addirittura il demonio. E allora questo punto una domanda sorge spontanea : con chi si shiereranno Bertone e Bagnasco, i due massimi esponenti della presenza e ingerenza politica vaticana in Italia ? Se conosciamo bene la chiesa cattolica le loro preferenze andranno ai leader di PDL e UDC, ma soprattutto a quello più condizionabile per i suoi comportamenti non conformi alla morale cattolica. Non l’etica in generale, perché di quella ai preti non gliene frega niente, ma solo la morale sessuale. In sostanza il leader più peccaminoso è quello da cui i preti padroni possono ottenere le migliori contropartite. Quindi se non potranno sostenere Berlusconi, sfacciato fornicatore e quindi più facilmente condizionabile, dovranno accontentarsi di Casini, convivente more uxorio. Sapremo per chi tifa Bagnasco fra pochi giorni, ma non abbiamo ancora capitro per chi tiferà Bertone. LEGGI
Ratzinger ha stabilito con il suo plenipotenziario in Vaticalia l’agenda politica italiana.
Si è svolto a Castelgandolfo, con un po’ di anticipo rispetto alle abitudini, l’incontro del papa con il generale-cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, il Governo Ombra dei vescovi italiani che controlla e guida il governo uifficiale in carica. Dal 26 settembre, quando il papa sarà in Germania per la sua visita ufficiale, il Governo Ombra dei vescovi italiani si riunirà per la consueta sessione dedicata all’esame della situazione politica italiana e fisserà l’agenda dei provvedimenti già concordati da Bagnasco con il papa. Non è escluso che fra le preghiere dell’introibo e quelle di fine cerimonia l’austero consesso dedichi anche un de profundis al governo Berlusconi.
Bersani fa lo gnorri…
mercoledì, 24 agosto 2011e l’Avvenire gli da il contentino di una citazione. LEGGI
Come poteva il segretario del partito erede della DC “de sinistra” mettersi contro i privilegi dei gerarchi vaticani ?
E infatti tira fuori la solita fregnaccia della Caritas che è tanto buona e fa tanto del bene a tutti. Ma il grande furbacchione che non prenderà mai più il mio voto (né lui nè il suo partito) sa benissimo che nessuno vuol togliere un Euro alla Caritas a cui i governi clericali degli ultimi 60 anni hanno delegato tutta l’attività assistenziale che per molti anni faceva capo ai Comuni attraverso gli ECA e altre strutture. Dovrebbe anche sapere benissimo che le attività benefiche della Caritas sono finanziate da Stato, Regioni, Province e Comuni con appositi e gravosi capitoli specifici di bilancio. E che i gerarchi vaticani non pagano un centesimo, perchè paga tutto Pantalone. Sa beneissimo il Bersani che sono sempre pubbliche istituzioni quelle che mettono a disposizione locali e strutture. E la mano d’opera è quasi tutta volontaria gestita dai gerarchi vaticani con enorme ritorno di prestigio e potere. E alla fine il furbissimo Bersani per rassicurare i preti padroni e predoni dice che «il principio è chiaro e lo teniamo fermo: esenzione per tutti, in base alla missione e alla finalità, e tassazione per le attività propriamente commerciali. Vanno poi verificati i singoli casi concreti, e credo che la Chiesa sia la prima interessata a farlo».
A Bersa’ nun ce fa’ ride… ? Tu non caverai un centesimo dai preti e non prenderai mai più il mio voto..
Non solo parassiti ma anche bugiardi professionali.
martedì, 23 agosto 2011La richiesta di far pagare l’ICI sugli immobili in cui gli enti religiosi esercitano LUCROSISSIME attività commerciali viene mistificata sui giornali del regime vaticaliano (praticamente quasi tutti), come un attacco alle mense della Caritas che invece utilizzano quasi sempre locali di proprietà pubblica, sono finanziate da appositi capitoli di bilancio di Regioni e Comuni e utilizzano volontari, e quindi con l’ICI non c’entrano affatto. Noi invece vogliamo che paghino l’ICI i ricchissimi enti religiosi, quelli che per esempio a Roma da alcuni anni stanno sfrattando centinaia di inquilini poveri che però abitano in case del centro storico che appena liberate possono essere riaffittate a prezzi stratosferici ad inquilini ricchi… e senza pagare l’ICI. Infatti la legge vigente votata anche dai comunisti dice che si paga l’ICI solo per gli immobili adibiti NON ESCLUSIVAMENTE ad attività commerciali. Badate bene all’ipocrisia !!! Basta che in quegli immobili di proprietà religiosa (appartamenti, alberghi, piscine, cinema, teatri, ristoranti, campi da tennis, calcio e via dicendo, ci sia una cappella o anche un’immagine votiva di una madonna o di un padrepio con un lumino acceso che automaticamente non sono pù “esclusivamente commerciali”, ma diventano immobili destinati anche al culto e quindi ESENTATI dall’ICI. Maledetti bugiardi, nessuno vuol far pagare l’ICI alle chiese e alle parrocchie o ai monasteri dove i monaci fanno i monaci e i seminaristi i seminaristi, e nemmeno alla mense della Caritas, ma solo ai vescovi, ai preti e alle monache che fanno gli albergatori, i ristoratori, i gestori di cinema e teatri, e i locatori di immobili prestigiosi e lucrosissimi. Questi devono pagare e devono pagare tutto, come tutti i comuni cittadini soggetti alle leggi che DEVONO essere uguali per tutti e fatte rispettare.
