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Tutta colpa dei radicali !

venerdì, 14 ottobre 2011

Volevano suonarle a Berlusconi con l’Aventino prima e poi con il trucchetto del numero legale ma ne sono usciti suonati. Però hanno trovato subito i colpevoli : i radicali, che Rosi Bindi, quella che secondo Berlusconi è più bella che intelligente, ha additato al pubblico disprezzo con amabili definizioni stercorarie. Non importa che i numeri e lo svolgimento reale degli eventi dimostri che le accuse ai pannelliani sono infondate. Quello che importa per i cristianisti del PD che non li sopportano e che da sempre non vedono l’ora di liberarsene è che stavolta ci riusciranno. E potranno correre all’abbraccio finale con i cristianisti dell’UDC e anche del PDL per fondare finalmente il Partito del Papa Re.

Maurizio Turco, deputato radicale, ha dichiarato:
I deputati radicali sulla fiducia al Governo Berlusconi hanno votato contro.

Lo hanno fatto non appena è finita una riunione che si è resa necessaria dopo che, alle 9,30 circa del mattino, Dario Franceschini ci ha comunicato – come se fossimo a  sua disposizione – la decisione delle opposizioni di tentare di far mancare il numero legale.Il tempo di convocarci, discutere e decidere di partecipare al voto per gli stessi motivi per i quali avevamo partecipato ai lavori d’aula di ieri e cioè il rispetto delle Istituzioni e della funzione parlamentare. Come sempre, da sempre.Sapendo anche di correre un rischio : quello di non avere la possibilità di informare i cittadini, di spiegare i fatti.In relazione alle supposizioni fantasiose che hanno cominciato a circolare invitiamo a prendere atto che il Presidente constata la presenza o meno del quorum alla fine delle votazioni (e non alla prima chiama). Alla fine della seconda chiama i numeri sono stati i seguenti:Presenti e votanti 617
Maggioranza 309

Hanno risposto sì 316
Hanno risposto no 301

Sulla base di questi numeri e visto che i radicali presenti erano 5, essendo Elisabetta Zamparutti impegnata in Ruanda, ed avendo votano No, per chi ha rudimenti aritmetici tirarli in ballo per attribuirgli chissà quali responsabilità è frutto di un misto tra ignoranza e malafede. Dunque i radicali non sono stati in alcun modo determinanti: né al raggiungimento del quorum né a quello della fiducia. Al contrario dei due deputati del PD e dei due deputati dell’IDV – nominati rispettivamente dal PD e dall’IDV – passati alla maggioranza da qualche mese.
Per chi nella giornata di oggi (domani per i quotidiani) con qualsiasi mezzo dovesse diffondere o rilanciare notizie false e tendenziose preannunciamo il ricorso all’autorità giudiziaria.

Marco Pannella: PD ha regalato un nuovo successo a Berlusconi. Sospetto che siano masochisti.

‘Non possiamo fare di mestiere quelli che salvano i carcerati e i Democratici. Sono riusciti a regalare di nuovo al povero Berlusconi un altro successo’. Il leader dei Radicali Marco Pannella torna a criticare il Pd dopo il voto sulla fiducia.‘Sospetto che ci sia del masochismo -aggiunge Pannella a margine del congresso straordinario dell’Unione delle Camere penali- Anche quando l’altro è ridotto a polpette, quelli che sono mangiati sono loro’.
E a chi nel Pd ritiene che le strade tra i democratici e il partito di Pannella siano ormai separate, il leader dei Radicali risponde: ‘se ci tengono a essere totalmente dipendenti dalla loro mediocrità, facciano pure’.

12/10/11 – Concordato (ripetere giova)

mercoledì, 12 ottobre 2011

Il 16 novembre 1922, presentando alla Camera la propria compagine ministeriale, Mussolini pronunciò parole assai chiare sui diritti riconosciuti dal governo alle varie religioni: “tutte le fedi religiose saranno rispettate, con particolare riguardo a quella dominante che è il cattolicesimo”.  Il 22 novembre il sottosegretario alla Pubblica istruzione Dario Lupi dispose la ricollocazione del crocefisso , definito il simbolo  della religione dominante dello Stato, in tutte le aule delle scuole elementari dalle quali era stato rimosso. Come venne osservato con soddisfazione, in meno di un quinquennio il crocefisso tornò al Colosseo, sul Campidoglio, nelle scuole, nelle caserme, nei tribunali, negli uffici pubblici, e, sull’esempio di questi, in moltissimi uffici privati.  Un mese dopo, il 26 dicembre 1922, il nuovo ministro della Pubblica istruzione Giovanni Gentile annunciò che intendeva fare dell’insegnamento della religione cattolica “il principale fondamento del sistema della educazione pubblica e di tutta la restaurazione morale dello spirito italiano”.  In quel momento il governo era di coalizione;  né totalitario né dittatoriale”.( Michele  Sarfatti, storico)

I patti lateranansi firmati nel 1929 tra Mussolini e Pio XI (rappresentato dal cardinale Gasparri), oltre a garantire alla Chiesa la libertà spirituale e il suo governo, stabilirono che lo Stato pagasse una forte somma a risarcire ciò che era stato perso con l’Unità d’Italia, concessero una porzione di Roma, il Vaticano, permisero il riconoscimento civile del matrimonio religioso, accordarono l’insegnamento religioso nelle scuole e il riconoscimento giuridico degli ordini religiosi. Inoltre lo Stato si faceva carico di molte spese, la congrua, concesse un vero stipendio statale ai preti nell’esercito e nelle scuole (pure oggi sono scelti dalle diocesi e retribuiti dallo Stato).
Finito il fascismo e nata la Repubblica venne inserito nella Costituzione (1948) l’art. 7,
L’Articolo Sette/Togliatti ce lo dette/Guai a chi ce lo toglie/Dice al marito la moglie (Mino Maccari)
di fatto una conferma dei patti siglati dal duce. I democristiani per un ricambio generoso all’aiuto avuto, i comunisti perché volevano mantenere la pace religiosa.
Siamo profondamente convinti che la pace religiosa è un bene altamente apprezzabile, ma per noi la garanzia della pace religiosa è nello Stato laico, nella separazione delle responsabilità e dei poteri… La Repubblica che andiamo fondando avrà un senso e un significato se continuerà, superandolo, il Risorgimento, non si tornerà indietro su quello che è stato acquisito dal Risorgimento. Noi stiamo tornando indietro, cosa di cui siamo preoccupati come socialisti, ma soprattutto come italiani (Pietro Nenni – dal discorso dell’Assemblea costituente del 27 marzo 1947)
Il comunismo clericale diventa letteratura con Giovannino Guareschi
“Si era ormai a Pasqua: radunati in sede tutti i capoccia del capoluogo e delle frazioni, Peppone stava sudando come un maledetto per spiegare come i compagni deputati avessero fatto benissimo a votare per l’approvazione dell’articolo 7.  Prima di tutto è per non turbare la pace religiosa del popolo, come ha detto il Capo, il quale sa benissimo quello che dice e non ha bisogno che glielo insegniamo noi. Secondariamente per evitare che la reazione sfrutti la faccenda piagnucolando sulla triste storia di quel povero vecchio del papa, che noi cattivoni vogliamo mandare ramingo per il mondo… perché il fine giustifica i mezzi e  per arrivare al potere tutto fa brodo. In quel preciso istante la porta dello stanzone si spalancò ed entrò don Camillo con l’aspersorio in mano, seguito da due chierichetti col secchiello dell’acqua santa e la sporta per le uova. Senza dire una parola, don Camillo si avanzò di qualche passo e asperse d’acqua santa tutti presenti  …e fece il giro  ficcando in mano a ciascuno dei presenti un santino. E fu come se fosse passato il vento stregato che fa diventare di sasso la gente. A bocca aperta Peppone guardò sbalordito il santino che aveva tra le mani, poi guardò la porta, indi esplose in un urlo quasi disumano: Tenetemi o l’ammazzo”(Giovannino Guareschi, La Bomba,  da Don Camillo)
Nel 1957 la rivista Il Mondo diretta da Ernesto Rossi avanzò la proposta di abrogare il concordato attirandosi proteste del mondo cattolico e non solo.  Successivamente la questione è stata ripresa solo da Pannella.  Una consistente parte del partito socialista (in particolare Lelio Basso) , i repubblicani (Giovanni Spadolini) alcuni indipendenti (Ferruccio Parri) chiedevano almeno una revisione, soprattutto per la questione dell’incongrua e anticostituzionale (già dal 1948) dicitura di “unica religione di Stato”, i finanziamenti e la scelta degli insegnanti nelle scuole. Ma il fronte laico non riuscì mai a compattarsi perché la maggioranza dei parlamentari composta da democristiani e comunisti temevano come la peste di alienarsi la Chiesa. Oltre a Il Mondo, anche il Corriere della Sera  nel 1977 fece grandi campagne giornalistiche sui privilegi economici della Chiesa.  Fiorirono in quel periodo commissioni di studio, bozze di revisione… ma la Chiesa aveva alleati – come si dice oggi bypartisan – in Parlamento.
Nel 1984 il Presidente del Consiglio Betino Craxi insieme a Giovanni Paolo II (rappresentato da mons. Casaroli), siglarono un accordo di modifica del Concordato. Venne votato da tutto il Parlamento con l’astensione dei liberali e il voto contrario dei radicali e del Pdup.  Fu un compromesso, probabilmente molto al ribasso, Craxi disse che era solo un primo gradino, ma ad oggi il secondo ancora non è stato salito.  Si abolì  con quella firma l’assurdo riferimento al cattolicesimo come unica e sola religione ufficiale (che tante umiliazioni costò ai bambini e adolescenti (e loro genitori) che dovevano passare attraverso le forche caudine del preside e degli insegnanti per essere esonerati dall’insegnamento cosa che li esponeva alla gogna dei bambini (e dei loro genitori) nati con lo stigma del cattolicesimo). Si abolì la congrua sostituita dal volontario 8 per mille, si stabilì una maggiore autonomia nel diritto di famiglia. Ma il veleno, si sa, è nella pratica. Dopo un primo anno in cui i liberi contributi dell’8 per mille scarseggiavano, si ricorse ad un meccanismo truffaldino (messo a punto da Tremonti, noto tributarista chiamato per una consulenza al ministero delle Finanze da Rino Formica), la soppressione dell’obbligo dell’ora di religione costrinse a inserirla facoltativa perfino nella scuola materna (!) e sempre durante l’orario scolastico, si stabilì che le scuole private cattoliche avessero un trattamento scolastico come quelle statali , ma senza rendere nessun conto allo Stato,  si concessero privilegi ad enti religiosi che dichiaravano di svolgere un servizio sociale. Via l’Iva su terreni, fabbricati e via soprattutto la tassa di successione. Inoltre, sulla schiena dello Stato anche gli oneri per la costruzione e la manutenzione di edifici di culto, per la tutela del patrimonio artistico gestito da enti e istituzioni ecclesiastiche.
Veniamo all’oggi. Nel 2007 l’Ue ha chiesto spiegazioni all’Italia sull’eccesso di  privilegi della Chiesa in materia fiscale,  sollevando un polverone tra le gerarchie ecclesiastiche e la partitocrazia.
Nell’ultimo ventennio in modo incrementale sono stati introdotti nuovi favoritismi: l’esenzione Ici e Ires, nuovi finanziamenti alla editoria cattolica, convenzioni privilegiatissime nel settore sanitario.
Ho sempre inteso e sempre chiaro fummi/Che argento ch’a lor basti non han mai/O veschi, o cardinali, o pastor summi (Ludovico Ariosto, Satire,1534)
Nel 2011 (irpef 2010) la Chiesa cattolica con l’8 per mille ha raccolto 1.118 milioni di euro. E’ noto che la volontarietà dei contribuenti è apparente, perché è il 35% dei contribuenti che attribuisce l’8 alla Chiesa cattolica. Poi ci sono i 360 milioni per gli stipendi degli insegnanti dell’ora di religione, 460 milioni per il culto pastorale, 235 milioni per interventi caritativi, 700 milioni versati da Stato e enti locali per le convenzioni (scuola e sanità).
Venite, la celebre,
La santa Bottega,
A prezzi di fabbrica
Vi scioglie, vi lega,
Fa spaccio di meriti,
Cancella peccati…
Venite! I solvibili
Saranno beati!
(Olindo Guerrini, In morte di un reverendo strozzino, 1877)

Naturalmente questo accade solo in Italia. In Spagna esiste un meccanismo simile all’8 per mille, ma le quote non espresse rimangono nelle casse statali. In Germania c’è nel modulo delle tasse la possibilità di dare il 9 per mille a qualsiasi religione, nel resto dell’Europa i contributi volontari alle religioni sono slegati dalle tasse che i cittadini versano allo Stato. Nella manovra economica nessun contributo è stato richiesto dallo Stato alla Chiesa cattolica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

7/10/11 – Fare il punto (2)

venerdì, 7 ottobre 2011

Fra le reazioni sfuggenti del centrodestra alle parole del card. Bagnasco sui politici che “ammorbano l’aria”, un colpo di genio l’ha avuto Maurizio Sacconi: “Nel breve i parlamentari che apprezzano il suo messaggio sanno di dover concorrere alla definitiva approvazione della legge sul fine vita”. Tiè, sempre perfido Sacconi. Che ama mettere in un vicolo cieco, i suoi interlocutori. Come nella barzelletta sulle monache, alle quali bastava dire no per non essere violentate. Peccato che a tutti noi, con la legge in questione, non basterà aver detto no, perché lo Stato rinunci a violentare la nostra scelta. Ma questo è un vicolo cieco, un cul de sac che non interessa Sacconi (Balthazar, Cattivi pensieri)
Sotto Palazzo Grazioli, la residenza romana di B., nessuno può più sedersi né appoggiarsi alle fioriere per ragioni di sicurezza. Lo spiegano i funzionari che l’anno scorso hanno soppresso prima il parcheggio destinato ai residenti, poi anche le fermate dell’autobus (18 linee). Una piccola zona rossa intorno alla quale sta crescendo il furore dei cittadini ai quali viene perfino impedita la sosta per scaricare la spesa. Solo le auto blu hanno diritto al parcheggio e di notte bivaccano a decine, controllate da agenti di polizia e carabinieri trasformati in posteggiatori. I quaranta Big Jim della guardia presidenziale fanno i duri con i passanti. Tengono quel che resta del premier in un vuoto d’aria, curando che nei trasferimenti non incappi mai in clamorose contestazioni… (Pino Corrias, Vanity Fair)

Qualche anno fa il regista Moretti, che a voce alta disse l’ovvio affermando che con gli attuali leader non si sarebbe mai cavato un ragno dal buco, fornì di esca una serie di manifestazioni che sembravano poter smuovere quel monolitico piombo dei partiti. Quel movimento morì strozzato quando a circondare i palazzi del potere insieme alla gente comune apparsero i potenti segretari di partito, i deputati, i senatori. Appena ieri (13 febbraio) sebbene su un appello discutibile (basti ricordare il richiamo alla coscienza religiosa della nazione) donne di diverse età e culture riempirono le piazze. Ma le manifestazioni erano piene di segretari di partito che si buttavano in braccio ai giornalisti (soprattutto della rai che, si sa, è una pertinenza di palazzochigi) che per qualche ora sgrullarono quell’albero per coglierne i frutti con la loro risibile immagine spiattellata sugli schermi all’ora di cena. Per non dire del popolo viola che è praticamente guidato dal capo ufficio stampa dell’Idv. Anche le associazioni omosessuali non sono riuscite a portare a casa niente, neanche (ed era una piccola cosa) l’aggravante nei reati per omofobia. E’ probabile che il motivo di tanta scarsezza di successo, oltre che di capacità di indignazione durevole, sia determinata dalla inadeguatezza di spogliarsi da ideologie vecchie e superate che allignano a destra e sinistra e si incardinano in formazioni partitiche. Invece nelle grandi capitali dell’Occidente assistiamo alla nascita di movimenti trasversali per età e cultura, che vogliono confrontarsi con i potentati dell’economia di mercato. Non sono espressioni folcloristiche, ma contestazioni che segnano passaggi epocali.
E’ deprimente che per disturbare la tranquillità degli inquilini dei palazzi del potere italiano sia dovuto intervenire un “padrone” che ha interpretato il buon senso di quella imprenditoria saldamente radicata sul territorio. Ebbene, dopo quella lettera critica a tutta pagina sui grandi quotidiani deputati e deputatesse hanno sentito la necessità di rispondergli piccati (Bindi che è stata al governo con Mastella gli ha rinfacciato di essergli amico, La Russa gli ha dato dello scarparo che deve comprarsi le pagine per farsi sentire, e tutti gli hanno detto di scendere in politica se vuole parlare). Ebbene, questi campioni della democrazia con infinite legislature alle spalle, se si fossero presi lo scomodo di fare un po’ di spesa al supermercato, o fossero saliti qualche volta su un autobus, quelle cose di senso comune le avrebbero sentite dire dai cittadini.
E visto che ci occupiamo – modestamente con questo piccolo sito – di comunicazione, basta con questi talk show con pochi argomenti, con sempre gli stessi reiteratamente invitati nelle medesime trasmissioni. Sarebbe, secondo me, l’ora di dare un calcio a questo morbo che è nato nella politica e si è esteso a tutto il Paese – e che ha annientato il libero pensiero, o meglio il pensare autonomamente – di dividersi in fronti contrapposti, prendere posizioni pro o contro, da una parte o dall’altra, che ci costringe a cantare in cori. Cori stonatissimi .

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

3/10/11 – Er più

lunedì, 3 ottobre 2011

La lumachella de la Vanagloria/ch’era strisciata sopra n’obbelisco/guardò la bava e disse: già capisco/che lascerò n’impronta ne la storia (Trilussa)
Solo nell’ultimo mese il Comune di Roma ha dato l’ennesimo patrocinio a manifestazioni della estrema destra neo fascista, prima ospitando in Campidoglio le associazioni della X Mas e repubblichini (per il secondo anno consecutivo) per un riconoscimento di due marò, poi ha sponsorizzato l’iniziativa di un gruppo dell’estrema destra in memoria di uno dei più famigerati antisemiti del XX secolo Céline, scrittore francese che già negli anni ’30 teorizzava lo sterminio ebraico. (A. Perugia, rubrica La voce dei lettori, SHALOM, settembre 2011)
Sul Colle capitolino la storia è complessa e imbarazzante. Un’altra delle anomalie della democrazia italiana. Sono vicini a noi? La risposta sembrerebbe affermativa, ma quanto sincera o dettata dal bisogno di avere una calda coperta ebraica? (A. Di Consiglio, rubrica La voce dei lettori, SHALOM, settembre 2011)
Quando i topi escono dalle fogne, vengono accecati dalla luce del sole

Proseguono le passeggiate per stabilire quale parte di Roma godrà delle colate di cemento per le Olimpiadi. Nonostante il piano regolatore le zone prescelte per il momento sono altre. Pare però che sia stato graziato il galoppatoio di Tor di Quinto per la sua unicità. Pescante del Cio, ha avvisato il sindaco che la città favorita è Istanbul. Non domo Alemanno si è spinto a lanciare una colletta internazionale per meglio presentare la città. Mentre la recessione economica mozzica le caviglie di gran parte del mondo, Roma si appresta a sganciare al Cio 50 milioni di € a fondo perduto per una manifestazione che vive solo per la vanità di politici e di atleti che sono al di fuori del mondo normale e per i quali quel che conta è la frazione di secondo.
E ancora, l’ufficio stampa del Campidoglio ha inoltrato ai giornalisti (anche a me) l’invito per partecipare all’incontro della corrente alemanna nel pdl. Passi usare gli indirizzi, ma in genere si ha il garbo di cambiare il mittente… comunque lì il sindaco di Roma tentando di surfare sul disprezzo che i cittadini nutrono per i politici ha detto: mai più Minetti. Pure sua moglie però è stata eletta nel listino bloccato della presidente della Regione Lazio. Al momento l’iniziativa più visibile di Isabella Rauti come presidente del consiglio regionale, è stato il convegno ispirato alla frase “damose da fa, semo romani” pronunciata da Gran Premio II.
Per mancanza di soldi – i 4 milioni spesi per festeggiare il beato Gran Premio, Gianni Letta non ha nessuna intenzione di rifonderli a mani bucate Alemanno – il sindaco ha chiesto contributi per rattoppare i buchi della città. Prontamente l’ambasciatore del Belize (noto a Striscia la notizia) ha firmato un assegno di 10mila € per riparare un tritone della fontana di piazza Navona. A questo punto? Però nei cantieri, la gran parte aperti dalla passata amministrazione, è comparso un orologio digitale segnatempo che scandisce i giorni mancanti alla conclusione dei lavori, del costo di 5mila € ognuno. Dopo la coda alla vaccinara offerta dal sindaco ai leghisti davanti alla Camera*, oggi si piange perché la Lega è riuscita a sottrarre a Roma l’Alenia che assorbe oltre 200 addetti, e che verrà smembrata tra Piemonte e Lombardia. Il sindaco lo ha saputo mentre col casco in testa inaugurava la chiusura di una buca sull’asfalto, da una anticipazione del CorSera e ha chiesto un incontro a Finmeccanica. Vedremo nei prossimi giorni come andrà a finire. Poi c’è la ridicola figura con l’Ance (i costruttori) ai quali ha chiesto scusa per i cantieri che probabilmente chiuderanno ma non è colpa sua. Un evidente appeal che il leader in pectore del centrodestra ha col suo partito al governo. E pensare che quando si muove in proprio riesce a fare 4000 assunzioni per chiamata diretta nelle aziende comunali, soprattutto in posizioni apicali. Naturalmente il sindaco ha presenziato in Vaticano alla consegna da parte del principe Ruspoli, grottesco esponente della nobiltà nera, del vessillo papale bucherellato dagli spari dei bersaglieri entrati a Porta Pia. Del resto il 20 settembre un anno il sindaco ha deciso di dedicare il ricordo non ai militari che hanno liberato Roma dal papa ma agli zuavi pontifici che quel regno difendevano; magari per il prossimo anniversario si arriverà a “i morti non hanno colore” che tanto piace al governo in carica. E per oggi non parleremo dei più di trenta omicidi dall’inizio dell’anno, molti dei quali irrisolti e della scandalosa vergognosa infame pertinacia mostrata da Alemanno che pretendeva sanzioni e multe per i lavoratori di Termini Imerese che, chissà perché, sono venuti a protestare a palazzo Chigi. Per la cronaca mentre camminavano in ordine sparso da santi Apostoli ai palazzi del potere, i romani li applaudivano per incoraggiarli. A qualcuno sono scese anche un paio di lacrime.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*La Lega stigmatizzò violentemente il tentativo di scippo da parte di Roma della gara di Formula 1. Preoccupazione inutile, visto che l’idea di fare un circuito a Roma era solo nella testa del sindaco, ma i costosi piani di fattibilità sono stati pagati dai romani, così come il patron della F1 Ecclestone ha chiarito con una lettera pubblica. Per le scuse il sindaco di Roma, sputtanando i cittadini romani, offrì ai leghisti un ultracafonal pranzo davanti a Palazzo Chigi a base di coda alla vaccinara e polenta.

6/9/11 – Servo vostro

Domenico Scilipoti, capo del Movimento di responsabilità nazionale e il Movimento sociale italiano-Destra nazionale di cui è segretario nazionale Gaetano Saya, conosciuto per il  suo razzismo etnico, sono sempre più vicini, grazie alla comune visione su famiglia, cristianità, sicurezza, economia e stato sociale. Domanda banale: la maggioranza (e il Pdl) è antifascista?(volendo su questa pagina 7/2/11)

La Conferenza degli Ayatollah unanime contro Berlusconi.

mercoledì, 28 settembre 2011

La prolusione del generale-cardinale Bagnasco è stata condivisa approvata dai vescovi della CEI che, come gli Ayatollah in Iran, hanno potere assoluto sul governo italiano, qualunque sia la composizione e l’ispirazione ideologica. E tutto il mondo dei politicanti pende dalle loro labbra, chi plaudendo alle loro decisioni, chi replicando umilmente, ma tutti si adeguano sapendo benissimo chi è che comanda. E’ questo che ci ferisce e ci indigna. Questo atteggiamento remissivo e sottomesso ad una autorità religiosa che rende l’Italia l’unico Paese democratico occidentale del tutto simile ai paesi in cui vige la sharìa, cioè l’allineamento della politica ai precetti della religione dominante e delle conseguenti direttive emanate suoi rappresentanti. Non che in alcuni casi non abbiano ragione, ma l’insistenza e l’ingerenza dei gerarchi vaticani sulla politica italiana è assolutamente abnorme. Sappiamo bene che gran parte di questo debordante potere del clero deriva dal famigerato articolo 7 della nostra Costituzione che, appesantita dall’inserimento dei Patti Lateranensi nel suo Corpus, ufficializza e tutela quell’ingerenza. Ma sappiamo anche che ci si può liberare dal peso di questa anomalia (solo italiana in tutto l’occidente democratico) come è successo in due soli casi: le leggi che hanno consentito la possibilità di rifarsi una famiglia e il diritto delle donne di decidere sulla propria maternità. Si deve adesso trovare il modo di cancellare sia la mostruosità istituzionale (l’articolo 7) che impone all’Italia i meccanismi dello “stato etico” derivanti dall’entità statuale e religiosa che ci domina da oltretevere, ed anche di abbattere nello stesso tempo tuti i privilegi ed esenzioni fiscali che rendono quel sistema doppio di potere insopportabilmente parassitario della nsotra economia nazionale.

De profundis per i governanti liberi scopatori.

martedì, 27 settembre 2011

Il generale-cardinale Bagnasco, capo del Governo Ombra dei Vescovi che controlla e guida la politica vaticaliana, ha dettato la linea politica e morale per tutti i governanti presenti e futuri della repubblica sottomessa alla loro competenze territorialie La CEI, Conferenza Episcopale Italiana, al pari di tutte le altre Conferenze nazionali che il Vaticano ha costituito in tutti paesi del mondo in cui si annidi una comunità di credenti cattolici, si riunisce periodicamente più volte l’anno per esaminare la politica del paese e dare disposizioni ai poiliticanti cattolici affinché si comportino secondo il magistero della chiesa e della sua dottrina sociale. Nella sua prolusione di ieri il Bagnasco non ha dato soltanto il benservito al cattolico attualmente in carica in Italia con il compito di applicare i desiderata pontifici, ma ci sembra che, di conseguenza, anche il prossimo dovrà essere al riparo da qualsiasi illazione peccaminosa per quanto riguarda la morale sessuale. Quindi nessun cattolico gay e/o convivente more uxorio potrà avere l’approvazione del CEI. Fuori gioco Vendola e Casini ? Non ci sembra che, a parte i comportamenti sessuali, la CEI preveda ostracismo per altri comportamenti, come ad esempio quelli in contrasto con l’onestà e il rispetto della legalità. Comunque da un’attenta lettura della prolusione ci è sembrato che abbiano molta più importanza le indicazioni politiche generali che riguardano soprattutto l’obbligo per i politicanti cattolici di salvaguardare i privilegi e gli interessi concreti del Cupolone :  più soldi per le scuole cattoliche, privilegi fiscali, applicazione delle direttive sulla Tortura Obbligatoria di fine vita (vedi sotto), ecc. I media vaticaliani invece sono tutti concentrati sulle presunte bastonate a Berlusconi dal quale ormai i gerachi vaticani hanno ottenuto tutto l’ottenibile e guardano ben oltre. Magari a una nuona DC in cui paracadutare anche i catto-comunisti di Bersani ormai convertiti al clericalismo più docile e puro attraverso le vecchie cariatidi democristiane da Bindi a Fioroni.

23/9/11 – Ingerenze

venerdì, 23 settembre 2011

Ai miei fratelli cattolici ricorderei solo questo: che san Paolo ci ha sempre chiesto di pregare per re e principi non in misura della loro coerenza morale e assenza di vizi, ma in misura che garantisse al popolo “pace e tranquillità di vita”. Venendo all’osso è dirimente questo: da una parte, anche il solo atto di governo come il cassato decreto per graziare Eluana da morte per fame e per sete, firmato dal reprobo. Dall’altra un premier cattolicissimo che, in quel di Roma, su territorio italiano, per invito di istituzioni italiane, in un tempio della libera ricerca e della sapienza, non è stato capace nemmeno di garantire la libertà di parola al papa. (Luigi Amicone, direttore Tempi, settimanale di Comunione e Liberazione)
Sono anni che il cardinale Bagnasco chiede coerenza e serietà ai politici cattolici e monsignor Crociata è arrivato proporre loro Maria Goretti, come esempio. La Chiesa condanna i comportamenti e lo fa in modo severo. Non ci si può aspettare che faccia dei j’accuse alle persone, verso le quali tiene sempre un atteggiamento improntato alla misericordia. (Paola Binetti, deputato Udc e membro dell’Opus Dei)
Il buon nome si fonda più sull’apparenza che sui fatti. Perciò se uno non è casto sia almeno cauto (Baltasar Graciàn, gesuita che nel ‘600 scrisse l’Oracolo manuale)

Puntuali come la morte tornano i giornali, i blog, forse qualche sparso cattolico a chiedere perché la Chiesa taccia sull’amoralità del principe. Nei sacri palazzi non importa né di Berlusconi né di altri. La Chiesa tace non per rispetto istituzionale ma perché è pronta – qualora ci fosse un passaggio del testimone – a cambiare cavallo. E’ interessata a che non venga meno il suo ruolo di primo piano nella società e vita pubblica italiana. Qualche ingenuo (nei giornali, nei blog, nella minoranza di cattolici) crede che la Chiesa sia interessa alle politiche che riguardano la famiglia, ma nonostante i clericaloni quali Lupi, Sacconi, Roccella in importanti settori del governo, fino ad oggi hanno avuto tante parole e pochi fatti. Il papa in persona, ricevendo gli amministratori laziali, ha ricordato la questione, però ha anche aggiunto di pregare per il sindaco di Roma e perché la città accolga le Olimpiadi (sic), mentre si è ben guardato dal pregare perché non si erodano ancora i servizi sociali di cui hanno bisogno soprattutto le famiglie e i poveri. In un quadro così degradato la Chiesa non dispera – magari contestualizzando il favoreggiamento alla prostituzione minorile, le barzellette volgari, l’uso improprio del crocefisso… – di ricevere ancora sostegni per le sue scuole e per i suoi servizi sociali. Nello sfascio etico ed ideologico del nostro Paese, la Chiesa vuole continuare ad essere l’istituzione che fornisce la scala dei valori di riferimento della società italiana. Paradossalmente la Chiesa cattolica, considerata istituzione marginale in tutto l’Occidente, è tenuta a galla dalla decadenza della politica italiana.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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24/1/11
Contestualizzare è la parola d’ordine che i galoppini del Pdl e i giornalisti lacchè si sono passati di bocca in bocca. Così ci capita di vedere il sottosegretario alla Famiglia Giovanardi che spiega, a chi faceva notare che il premier pur divorziato prende la comunione ai funerali degli alpini, come il vescovo che è sicuramente cattolico sia in grado di distinguere tra le diverse situazioni. Roba che se non fossimo italiani potremmo ridere per tali scemenze. Ma non c’è niente da ridere, soprattutto quando nessuna opposizione, neanche quella alla quale pur con molti affanni ci sentiamo più vicini (o meno lontani) gioisce, se non sollecita, la Santa Sede per l’ingestione negli affari italiani. Abbiamo leader di partito, che pure denunciano il profilo anticostituzionale del premier, chiedere come Di Pietro “dove sono i cattolici del Pdl? Ascoltino il papa”. O D’Alema, che già dal 2 novembre scorso disse “ingerite, ingerite, se non ora quando?” . O Vendola che afferma “la Chiesa da utili insegnamenti etici ai laici”. E’ grave che personale politico che dovrebbe identificarsi con il paese che rappresenta, provi una tale sottomissione nei confronti della Chiesa cattolica al punto di vederla come deus ex machina per espungere il premier. Gioco facile hanno avuto i giornali e i politici del premier che hanno descritto “i comunisti” come quelli che “chiudono un occhio sulla deriva nichilista e mortuaria della civiltà d’oggi, sui suoi tic, sulle condizioni in cui vivono le minorenni e i minorenni a scuola, sul conformismo della trasgressione che avvilisce la maternità e la natalità, sulla manipolazione della vita e sulla distruzione di matrimonio e famiglia”, come scrive forbitamente Ferrara, oppure come dice più rudemente il leghista Castelli: “meglio la sinistra che vuole un premier omosessuale e porta in parlamento transessuali, travestiti, tutta quella roba lì?”. Realista il commento del cattolicissimo Buttiglione, vicepresidente della Camera, che conoscendo bene le gerarchie cattoliche ricorda che “ Per la Chiesa, comunque, è meglio un donnaiolo che fa buone leggi che un bigotto che fa leggi sbagliate”. Nucara, repubblicano che ha deciso di ingrossare il Pdl, ha mantenuto ferma la barra sulla laicità e ha dichiarato “con il dovuto rispetto per le alte cariche dello Stato della Chiesa, che si dichiarano preoccupate per le leggi e per la morale italiane, riteniamo che farebbero bene a occuparsi in primis dei casi di pedofilia all’interno delle loro comunità. Casi confessati e quindi più diseducativi delle ipotesi di reato contestate all’Italia”. Si badi, l’anziano Nucara non parla di premier, ma di Italia, perché pure se Berlusconi con la sua presenza ci inquina pure l’aria che respiriamo, è innegabile che una ingerenza dalla Santa Sede offende il nostro Stato, tutto e non solo il premier. Auspicabile sarebbe che le opposizioni, si facessero una agenda con pochi punti chiari che tenesse conto dei dolori del Paese, dolori che le pesanti intromissioni della Chiesa cattolica con i suoi tanti divieti e con i suoi troppi benefit, impoveriscono sempre di più la vita degli italiani.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Un de profundis per Berlusconi ?

mercoledì, 21 settembre 2011

Pochi giorni fa scrivevamo che la sorte del Governo Berlusconi era legata alle decisioni che avrebbe preso il generale-cardinale Bagnasco nella prossima riunione del Governo Ombra dei vescovi italiani. LEGGI

- Ora anche all’interno del mondo cattolico
aumentano quelli che si chiedono come i preti-padroni d’Italia possano continuare a sostenere il grande scopatore. LEGGI

- Se lo chiede anche qualche giornalista celebre. LEGGI

- Da parte nostra però non vorremmo che la fine del governo Berlusconi dipendesse dai comportamenti sessuali del leader. Preferiremmo che cadesse innanzi tutto per la sua manifesta incapacità di risolvere i problemi economici, politici e sociali del nostro paese e anche per il suo “immorale” asservimento agli interessi e ai privilegi dei gerarchi vaticani oltre che per aver messo nelle loro mani con la Legge sulla Tortura Obbligatoria di Fine Vita il nostro diritto a decidere sul nostro corpo e sulla nostra salute. Ma se saranno i gerarchi vaticani a farlo cadere chiunque lo sostituirà continuerà come lui a sottomettere l’Italia alla volontà della teocrazia oggi dominate.

6/9/11 – Servo vostro

martedì, 6 settembre 2011

La lumachella de la Vanagloria/ch’era strisciata sopra n’obbelisco/guardò la bava e disse: già capisco/che lascerò n’impronta ne la storia (Trilussa)
“Non mi ero mai accorto che Alemanno fosse un antifascista. Quando militavamo insieme in Alleanza nazionale tutto mi sembrava tranne che lo fosse e questa continua smemoratezza del sindaco di Roma a me pare semplicemente stupefacente” (F. Storace, segretario La Destra)
La cristiana religione, che è quella di quasi tutta l’Europa, non è per se stessa favorevole al viver libero; ma la cattolica religione riesce incompatibile quasi col viver libero (Vittorio Alfieri, Della tirannide, 1878, libro I, cap.VIII)

La manovra economica - è opportuno non dimenticare che sono stati bocciati all’unanimità gli emendamenti dei Radicali sul finanziamento pubblico ai partiti e sugli iniqui privilegi economici alla Chiesa cattolica -, sembra aver riportato l’irrisolto Alemanno ai fasti della sua campagna per l’elezione a sindaco, quando sulle spoglie di una donna orribilmente assassinata da uno sbandato straniero, si proclamò amministratore unico delle insicurezze dei cittadini. Acqua sotto i ponti ne è passata da quel momento, la maggior parte dei romani si è accorta che la microcriminalità aumenta, la spazzatura si accumula, i lavori di manutenzione ordinaria vengono inaugurati dal sindaco abbigliato col casco e il gilet catarifrangente, gli autobus sono sempre più rari e scalcagnati, non si è creato un solo posto nuovo nei nidi, i già scarsi servizi per gli anziani, come la tessera gratuita per gli autobus il servizio per la spesa i minibus per il trasporto dei malati… sono ricordi. Sembra che Alemanno diventato uomo di lotta e di governo e corteggiato prezzemolino dei media, sia stato miracolato dalla crisi a cui potrà attribuire la sua inidoneità (anche se Il Giornale del padrone con la penna di Sallusti gli sta preparando il trattamento Boffo)
Però, pur nella sua riconosciuta incompetenza amministrativa, c’è un campo dove si è distinto, quello del servilismo alla Chiesa dove è riuscito a superare i suoi pur sottomessi predecessori.
Dopo pochi giorni dalla sua elezione, si presentò in Vaticano con un mantello marrone e il cappello a falde larghe, stile dei pellegrini in cammino per Santiago di Compostela. Non era carnevale – anche se pure su quel fronte il sindaco e la sua signora hanno dato spettacolo – ma era il suggello di amore con l’amministratore delegato dell’Opera romana pellegrinaggi, padre Cesare Atuire. La potentissima organizzazione, sita in via della Pigna (tra il Pantheon e largo Argentina. Qualche anno fa un gruppo di ingenui abitanti dei palazzi circostanti ha avviato una azione legale perché la sopraelevazione costruita in modo truffaldino sul palazzo gli ha sbarrato la visuale) è considerata l’agenzia di viaggio più importante del mondo. Tra le mete Lourdes, Fatima, terrasanta, Santiago ma anche Cortina, Ischia, Malta. Per accreditarsi Alemanno, oltre a prendere parte a molti pellegrinaggi, ha autorizzato tutti i 25.444 dipendenti comunali a partecipare ad un pellegrinaggio a Lourdes, riconoscendogli un permesso speciale e facilitando un piccolo prestito. Poca roba però rispetto alle agevolazioni fornite al servizio Roma cristiana. Già Veltroni, nel 2007, si era impegnato a offrire all’Orp 13 vetture da utilizzare ogni giorno al servizio di pullman Roma cristiana, fornendo autisti, pagando la benzina, occupandosi della manutenzione, della pulizia, dell’assicurazione, della biglietteria. L’Orp, bontà sua, forniva i testi dell’audioguida e catechisti volontari. Non solo, per accelerare le pratiche, il servizio non era considerato mezzo turistico, la qual cosa avrebbe richiesto tempi lunghi per i permessi, bensì mezzi a disposizione dei pellegrini. Quindi un servizio pastorale al costo di 18 euro al biglietto. Solo che Trambus aveva già dei pullman che offrivano questo servizio: Roma cristiana (bus rosso a 16 €), Archeobus (bus verde a 8 €), e Roma in un giorno (bus blu a 20 €) il cui incasso va per intero al Comune. Una volta salito al Campidoglio Alemanno ha pensato bene di eliminare l’indebita concorrenza del pullman rosso. L’Orp ha deciso di proseguire i suoi tour Roma cristiana con una società interamente privata, lasciando sul groppo del Comune il personale assunto, gli autobus, ecc. Il danno al momento si è concretizzato con una denuncia dell’Ue per la violazione delle direttive europee a Trambus, perché secondo i regolamenti comunitari doveva essere controllata al 100% dal Comune, e una segnalazione per danni erariali presso la Corte dei conti. Gli autobus bianchigialli – ora privati – continuano a girare per Roma, solo che adesso il pellegrino che ci sale compra una card che gli da diritto di transitare per l’intera giornata sui mezzi pubblici romani. Sempre farina del sacco alemanno, il pacchetto a 195 € riservato alle famiglie: 2 giorni per 4 persone, pernottamento e prima colazione in hotel a tre stelle, visita ai Musei vaticani e giro sul pullman Roma cristiana. Il tutto organizzato da Orp. Il lettore di Nogod è già informato della installazione della statua di Gran Premio II davanti alla stazione, opera avuta in dono, una roba da dittatorello dello stato delle banane che neanche commissionano, o meglio fanno un concorso, e prendono la prima cosa che capita purché odori di incenso. E naturalmente i soldi spesi senza copertura per la beatificazione di Gran Premio II con il corollario di mostre, tanto da trasformare i Capitolini da museo della città a esposizione trash di reliquie del cattolicesimo più becero.
Ma non basta, Alemanno ha perfezionato anche la cancellazione della storia risorgimentale della città, in particolare quella dei rapporti tra Repubblica romana e Chiesa cattolica.

Flashback: il 9 febbraio 1849 cade lo Stato pontificio, Pio IX si rifugia a Gaeta e viene proclamata la Repubblica romana, guidata da Mazzini, Saffi e Armellini. Durerà solo cinque mesi , ma apre il ghetto e abolisce la pena di morte. Le battaglie vennero combattute sul Gianicolo, colle che sorge alle spalle di Trastevere. A ricordo il complesso monumentale del Gianicolo, la statua di Garibaldi, i busti dei combattenti , l’ossario dei caduti , qualche targa, la toponomastica di Trastevere. (io ho abitato in via Luciano Manara e via Roma libera).
Grazie alla perseveranza di pochi, tra cui quella di Sandro Masini presidente dell’Associazione Giuditta Tavani Arquati, della cui amicizia il responsabile di questo sito ed io ci onoriamo, e dell’attuale segretario dei Radicali Mario Staderini, finalmente c’è stata un’ opera di ripulitura della zona anche in occasione del 150° dell’Unità. Ma i piccoli autobus turistici promessi e le brochure informative non si sono viste. Anche la statua di Ciceruacchio, ovvero Angelo Brunetti protagonista della rivolta popolare, ha subito un lungo iter di rimozioni e spostamenti e non è stata più ricollocata nella sua posizione originaria. Per l’eroina trasteverina Giuditta Tavani Arquati, che venne uccisa il 25 ottobre 1867 in via della Lungaretta da una pattuglia di zuavi pontifici mentre preparava una insurrezione contro il governo di Pio IX, succede qualcosa di analogo ai busti del Gianicolo. Né Rutelli né Veltroni hanno mai presenziato alla cerimonia, anche se in loro rappresentanza mandavano degli assessori. Ora, la nuova amministrazione invia rappresentanti sempre meno autorevoli, un anno addirittura una persona che per la sua inesistente posizione istituzionale non potette indossare neanche la fascia tricolore. Ma l’apoteosi del sindaco Alemanno è stata raggiunta con le celebrazioni del 20 settembre a Porta Pia, per ricordare quando, nel 1870, Roma venne formalmente annessa al Regno d’Italia e fu ufficialmente decretata la fine dello Stato pontificio. Un anno il sindaco ha deciso di dedicare il ricordo non ai militari che hanno liberato Roma dal papa ma agli zuavi pontifici che quel regno difendevano. Lo scorso anno ha consegnato, complici anche le più alte istituzione dello Stato italiano, le chiavi al Segretario di Stato vaticano. Si può fare di più? Mancano pochi giorni, vedremo presto.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.nessundio.net/giudittatavaniarquati.htm

31/08/11 – La Manovra PPCC : Presa Per Culo Continua.

giovedì, 1 settembre 2011

Brighella, Capitan Fracassa e Arlecchino servitore di due padroni hanno scritto ieri ad Arcore la nuova farsa per il teatrino della politica. Salvi i ricchi e i preti che non pagheranno nemmeno un centesimo, pagheranno solo le famiglie con l’aumento sicuro delle bollette. Salvi i parassiti di stato della casta politica grazie agli enti territoriali che resteranno tutti in funzione in attesa di una legge costituzionale che li eliminerà insieme a metà dei parlamentari… ma chi ci crede !!! E il Decreto Legge promulgato dal povero Napolitano (dopo che Brighella, Capitan Fracassa, Arlecchino e tutte le altre Maschere del Teatro dell’Arte all’antica italiana l’avevano condiviso e firmato all’unanimità) che fine ha fatto ? E non era grazie a quel copione teatrale che l’Europa aveva salvato la tournée estiva della compagnia ?

22/08/11 – Capitan Fracassa agita lo spadone.

Ieri grande esibizione di Bossi che con lo spadone nella mano malferma cercava di interpretare al meglio il personaggio più grottesco del teatro dell’arte all’antica italiana, quello che finisce immancabilmente a calci nel culo in tutte le farse di cui abbiamo documentazione storica. La performance è stata allietata anche da una pernacchia destinata al segretario del PDL Alfano oltre che da gustosi insulti inidirizzati alla categoria dei giornalisti. Un’esibizione imbarazzante che arricchisce una raccolta infinita di frizzi, lazzi, sberleffi, gestacci, cachinni e insulti feroci come quello che dedicò al Prof Miglio (una scorreggia nello spazio) quando ci fu fra loro una frattura politica. Un triste finale per un personaggio che dopo aver rappresentato per venti anni l’eroe eponimo di un immaginario popolo padano oggi rischia il posto nella riunione al vertice del suo partito. Sarà il 25 luglio del Duce della Lega ?

25/07/11 – La moltiplicazione delle scrivanie.

E’ il giusto titolo per l’ultima farsa mandata in scena a Monza da Capitan Fracassa Bossi, capocomico della Lega di lotta e di teatrino. Dopo aver collocato su eleganti trespoli le targhe di presunti Ministeri davanti alla Villa Reale di Monza il capocomico Capitan Fracassa si è mostrato ai fotografi con alcuni comprimari, Calderoli e Rosy Mauro detta la pasionaria della Lega. Capitan Fracassa ha poi costretto anche un riluttante Tremonti a farsi fotografare in prima fila insieme a un’altra personalità del PDL, la rosso-fiammeggiante ministra Brambilla che ha voluto anche lei sfilare sulla passerella insieme alla targa del suo ministero. Divertente il siparietto di Bossi che ha mostrato le banconote offerte da (o estorte a) Tremonti per pagare la sua scrivania di ministro leghista a Monza. Si voleva infatti sottolineare che questa farsa e le relative scenografie e suppellettili non costeranno niente agli italiani ma solo (per il momento, diciamo noi) ai parlamentari che hanno messo in scena l’avanspettacolo. Non abbiamo notato fra le suppellettili mostrate nei TG di regime se ci fossero anche i crocifissi d’ordinanza che, secondo i leghisti, dovrebbero caratterizzate tutti gli uffici pubblici lombardi

20/07/11 – Capitan Fracassa e il triplo salto mortale.

Uno dei più grandi interpreti del teatrino dell’arte all’italiana, Umberto Bossi, ha aggiunto al suo repertorio di Fracassone della Repubblica (distruttore dello Stato unitario facendo fracasso patrolaio) anche la tradizionale arte dei saltimbanchi da strada . E’ riuscito infatti nella difficilissima impresa del triplo salto mortale sul caso Papa : arresto sì, arresto no, arresto forse. Grande ! Invece Berlusconi, Il suo co-protagonista sulla scena politico-teatrale nelle vesti di Brighella, abitualmente di salti mortali ne fa solo due, esternazione avventata e smentita, con attribuzione della colpa ai perfidi giornalisti.

18/07/11 – Brighella e Capitan Fracassa mattatori del teatrino Italia.

Stasera ad Arcore Berlusconi e Bossi metteranno in scena l’ultima farsa per deliziare gli amanti del genere grottesco. Tema dello spettacolino sarà il caso Papa e la possibilità del suo arresto. In questo caso, a differenza della sceneggiata napletana dove c’è sempre lui, lei (a volte madonna e a volte mignotta) e ‘o malamente, manca il personaggio femminile. Cosa che, trattandosi di Arcore, è abbastanza sorprendente. Per quanto riguarda ‘o malamente lasciamo ai nostri lettori decidere chi sia fra Brighella e Capitan Fracassa quando sapranno il finale della farsa di stasera. Intanto gustiamoci questo Travaglio. LEGGI

2/07/11 - Compagnia Grandi Spettacoli PDL.

Prima nazionale ieri a Roma del nuovo spettacolo che la primaria Compagnia presenterà sul circuito nazionale della politica. Al vecchio capocomico, noto anche come “barzellettiere d’Italia”, è stato affiancato un co-protagonista di grande personalità che attinge la sua arte alla gloriosa tradizione siciliana dei pupi. Un’ovazione in piedi ha accolto il nuovo eroe della scena dopo la “cavatina”, che nell’opera lirica in particolare è il pezzo di autopresentazione del personaggio. Una commovente rievocazione del momento in cui giovinetto vide per la prima volta in azione il barzellettiere, ricevendone un irresistibile impulso ad amarlo e seguirlo. La cavatina poi, come quella celeberrima di Figaro nel “Barbiere di Siviglia”, ha riguardato i nobili propositi del co-protagonista con un picco di applausi scroscianti quando ha affermato di voler creare un Partito degli Onesti. Ma la scena madre non poteva che essere appannaggio del vero, grande e unico Barzellettiere riconosciuto in Italia e all’estero, dove è stato capace di far ridere i più importanti leader di governo e capi di stato internazionali. Indimenticabile e travolgente esibizione che ha raggiunto vette eccelse quando con la voce rotta dalla commozione ha scatenato un’ondata d’amore scambievole in simbiosi con la platea. Grande momento di teatro. Da oggi si replica in tutte le piazze e in tutte le TV italiane.

20/06/11 – Cazzari Padani.

Si è svolta ieri a Pontida il 15° Festival del Flatus Vocis Leghista, con un leader stanco e malato che non ha saputo far altro che ripetere vaghe minacce a destra e sinistra senza nessuna proposta concreta sui problemi reali dell’economia e del lavoro. Le solite stanche litanie su Roma ladrona tanto per riscaldare le frattaglie dei seguaci, ma nessuna risposta compromettente alla richiesta dei facinorosi che invocavano in coro la secessione. E’ stato invece Roberto Maroni a spingersi fino a una pericolosa e inaccettabile esclamazione per una “Padania libera e indipendente“, che detta dal ministro dell’Interno sembra un pesante tradimento della Costituzione unitaria su cui ha giurato. Ma Bossi una cosa giusta l’ha detta, quando ha parlato dei cicli storici di 15 / 20 anni in cui hanno dominato particolari ideologie e i relativi gruppi di potere: la destra storica di fine ottocento, il giolittismo, il fascismo, la democrazia cristiana, il consociativismo catto-comunista e il berlusconismo. Ma nel dirlo voleva far credere che il prossimo ventennio dovrebbe essere quello dominato dalla Lega, senza rendersi conto che proprio nel ventennio berlusconiano il suo partito personale, co-responsabile del berlusconismo, ha esaurito ormai tutte le sue potenzialità. E chiamando in causa anche Tremonti con accenti severi ha di fatto messo nelle mani del ministro la risposta vera ai problemi che ci riguardano tutti. E sarà proprio lui nei prossimi giorni che uscirà vincitore dal caos attuale o imponendo una manovra di 40 miliardi da lacrime e sangue o, per restare al potere, accontentando i demagoghi di destra e sinistra mandano a picco il paese. Se Tremonti salverà l’Italia dalla crisi simil-greca sarà solo lui il vincitore e nessun altro; se fallirà sranno travolti quelli che l’hanno messo al potere, primi fra tutti Berlusconi e Bossi. Ed ecco l’ampio minestrone di aria fritta che la Lega ha distribuito come “dodecalogo” per il governoLEGGILe solite vecchie proposte che tornano a galla da almeno venti anni e che nessun governo, compresi quelli degli ultimi 20 anni con la Lega dentro, è mai riuscito a realizzare. Ma per illudere il popolo bue della Padania va bene anche questo. Ciliegina sulla torta nella migliore tradizione del teatro dell’arte la rivelazione di Capitan Fracassa Bossi che Brighella Berlusconi era pronto a firmare per il trasferimenti di alcuni ministeri al Nord, ma “poi si è cagato sotto“.

31/05/11 – ‘a Berlusco’, facce ride !

E adesso ? Il povero DuceSilvio ha avuto notizia della sua disfatta proprio a Bucarest, nel luogo fatale dove il suo omologo Ceausescu, dopo aver convocato la piazza per riceverne l’ennesima ovazione, fu crivellato da una bordata di fischi e pochi giorni dopo fu crivellato da una bordata di pallottole. Non era per niente il luogo giusto per aspettare i risultati del ballottaggio, ma almeno Berlusconi non rischia la fucilazione né a Bucarest né a Roma. Dopo le sue ultime squallide esibizioni internazionali, quando lo abbiamo visto scodinzolante e piagnucoloso cercare il conforto pietoso di Obama e Medvedev, dopo la stanca ripetizione di vecchie barzellette e slogan ammuffiti a reti unificate, siamo convinti che il vecchio guitto intrattenitore di crocieristi meriti almeno un “serata d’onore”, come si usava una volta fra i teatranti a fine carriera. E per consolarlo delle delusioni potrenmmo onorarlo parafrasando la battuta più fulminante mai pronunciata nel teatro italiano grazie alla penna del grande Ennio Flaiano nel suo “Marziano a Roma” : “”" …’a Berluscco’, facce ride !!! “”"

12/04/11 – ‘A Berlusco’, facce ride !

E lui subito racconta che ha ha pagato Ruby perché non si prostituisse. Spettacolare performance del “primo barzelletiere” d’ Italia per non venir meno all’unico primato che nessuno gli nega. Uscito dall’aula delle udienze del Tribunale di Milano DuceSilvio si è esibito in un irresistibile show fra i giornalisti e il folto gruppo di fans che l’aspettavano fuori. Si è trattato di un vero e proprio spettacolo degno del più nobile e tradizionale varietà all’italiana, con il capocomico che spara le sue migliori battute ben collaudate su tutti i palcoscenici, e i giornalisti che gli fanno da spalla. Non c’è dubbio che dopo Mussolini questo è il primo leader politico capace di suscitare altrettanto entusiasmo. Ora, che facciano finta di credere a tante panzane molti suoi sodali in Parlamento (che senza di lui non starebbero lì a maturare ricche pensioni), è comprensibile anche se non commendevole. Ma che gli credano anche milioni di elettori è la dimostrazione di un carisma indiscutibile di cui dobbiamo mestamente prendere atto. Non senza tifare per un rapido capovolgimento delle sue fortune teatrali.

31/03/11 – E Lampedusa sorgerà più bella e più grande che pria !

Come il grande Ettore Petrolini nell’indimenticabile Nerone ieri DuceSilvio si è esibito in un memorabile show sul palcoscenico di Lampedusa. Promesse mirabolanti, svuotamento dei profughi in 48 ore, esenzione dalla tasse, il premio Nobel e un Casino (con accento alla francese). . Il tutto recitato con un sorriso paraculo che la diceva lunga sul personaggio straordinario che la Provvidenza ci ha fatto incontrare. E’ mancata solo la battura finale del Nerone quando, come Petrolini, DuceSilvio avrebbe dovuto sussurrare a qualcuno dei suoi co-protagonisti sul palcoscenico, indicando la folla prima ostile e poi plaudente : “”" Vedi, basta che gli dici due fragnacce che poi la gente si affeziona ! “”" Grande, grande, grande ! Più di Petrolini e addirittura più di Wanna Marchi.
Alcuni divertenti commenti pescati nei giornali e in alcune mailing list. LEGGI