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	<title>.:: No God ::. &#187; Politica interna</title>
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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>9/12/11 &#8211; Quel che strozza…</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 08:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Madamina il catalogo è questo delle belle che amò il padron mio (Leporello) Come è noto ai pochi ma intelligenti e distinti lettori di questa pagina, è convinzione di NoGod che la Chiesa cattolica oltre ad essere un fattore di arretratezza culturale dei cittadini è motivo di impoverimento economico per le indebite elargizioni concesse dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Madamina </strong>il catalogo è questo delle belle che amò il   padron mio (Leporello)</em></span></p>
<p><strong>Come è noto</strong> ai pochi ma   intelligenti e distinti lettori di questa pagina, è  convinzione di NoGod che la   Chiesa cattolica oltre ad essere un  fattore di arretratezza culturale dei   cittadini è motivo di  impoverimento economico per le indebite elargizioni   concesse dai  governi italiani.<br />
L’articolo 1 del concordato   fra l’Italia e la Santa Sede siglato nel 1984 recita : <em>“La  Repubblica italiana e la Santa Sede   riaffermano che lo Stato e la  Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio   ordine, indipendenti e  sovrani, impegnandosi al pieno rispetto di tale principio   nei loro  rapporti e alla reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo e    il bene del Paese”</em>.  Se la corretta   interpretazione  dell’articolo dice che ognuno dei contraenti si impegna a non    interferire nelle cose dell’altro, è però sufficientemente fumoso – uno  Stato   libero sul territorio di un altro? – per consentire gli equivoci  e i travasi che   conosciamo e che sono dolenti per tutti noi e  laceranti per quei cattolici   responsabili che pure esisteranno.<br />
Sarebbe un grosso   segno di discontinuità da parte del presidente  Monti – in attesa della   cancellazione dell’articolo 7 e quel che ne  scaturisce – almeno il rispetto del   concordato.  Ricorda  l’ambasciatore   Sergio Romano (non un pericoloso laicista, parola che  ormai viene brandita come   una scure da chiunque emetta una vagito  sulle prepotenze ecclesiastiche) che   Mussolini non fu concordatario  quando dichiarò guerra all’Azione cattolica, e la   Chiesa non fu  concordataria quando la Segreteria di Stato partecipò alla   redazione  della Costituzione rivedendo e discutendo i singoli articoli che i    deputati della democrazia cristiana  sottoponevano alla sua attenzione.   E, in tempi più vicini a noi, quando Camillo   Ruini in qualità di  presidente della Cei, invitò gli italiani ad astenersi dal   voto nel  referendum sulla procreazione assistita.<br />
E ancora,  il cardinale Angelo Bagnasco, erede di Ruini,   ritenuto un  giorno vicino e un giorno lontano dal governo Berlusconi ( e tirato    per la mozzetta un giorno dal Pd un giorno dal Pdl), grazie all’azione  di   lobbyng promossa dalla Cei  a favore dei   diversi partiti, di  fatto bloccando qualsiasi passo in direzione dei diritti   civili  esistenti in tutto l’Occidente.<br />
Chiedere alla Chiesa   cattolica di rispettare le leggi italiane,  compreso il concordato da lei   sottoscritto, non ha niente di  ideologico né di anticlericale.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, www.nogod.it</p>
<p><strong>°°°°°<br />
<span style="color: #ff0000;">12/10/11 </span>–<span style="color: #0000ff;"><em> Il 16 novembre   1922, presentando alla Camera</em></span></strong><span style="color: #0000ff;"><em> la propria   compagine ministeriale, Mussolini pronunciò parole assai  chiare sui diritti   riconosciuti dal governo alle varie religioni:  “tutte le fedi religiose saranno   rispettate, con particolare riguardo a  quella dominante che è il   cattolicesimo”.  Il 22 novembre il    sottosegretario alla Pubblica istruzione Dario Lupi dispose la  ricollocazione   del crocefisso , definito il simbolo    della religione  dominante dello Stato, in tutte le aule delle scuole   elementari dalle  quali era stato rimosso. Come venne osservato con   soddisfazione, in  meno di un quinquennio il crocefisso tornò al Colosseo, sul    Campidoglio, nelle scuole, nelle caserme, nei tribunali, negli uffici  pubblici,   e, sull’esempio di questi, in moltissimi uffici privati.  Un  mese dopo, il 26 dicembre 1922, il nuovo   ministro della Pubblica  istruzione Giovanni Gentile annunciò che intendeva fare    dell’insegnamento della religione cattolica “il principale fondamento  del   sistema della educazione pubblica e di tutta la restaurazione  morale dello   spirito italiano”.  In quel momento il   governo era di  coalizione;  né   totalitario né dittatoriale”.( Michele    Sarfatti,  storico) </em></span>I patti lateranansi firmati   nel <strong>1929</strong> tra Mussolini e Pio XI   (rappresentato dal cardinale Gasparri), oltre a  garantire alla Chiesa la libertà   spirituale e il suo governo,  stabilirono che lo Stato pagasse una forte somma a   risarcire ciò che  era stato perso con l’Unità d’Italia, concessero una porzione   di Roma,  il Vaticano, permisero il riconoscimento civile del matrimonio    religioso, accordarono l’insegnamento religioso nelle scuole e il  riconoscimento   giuridico degli ordini religiosi. Inoltre lo Stato si  faceva carico di molte   spese, la congrua, concesse un vero stipendio  statale ai preti nell’esercito e   nelle scuole (pure oggi sono scelti  dalle diocesi e retribuiti dallo Stato). Finito   il fascismo e nata la  Repubblica venne inserito nella Costituzione (1948) l’art.   7,<span style="color: #0000ff;"> <strong><em>L’Articolo   Sette</em></strong><em>/Togliatti ce lo dette/Guai a chi ce lo toglie/Dice al   marito la moglie (Mino Maccari) </em>di fatto una conferma dei patti   siglati dal duce<strong>. </strong>I democristiani per un ricambio generoso   all’aiuto avuto, i comunisti perché volevano mantenere la pace religiosa.<strong> <em>Siamo   profondamente convinti che la </em></strong></span><em><span style="color: #0000ff;">pace  religiosa è   un bene altamente apprezzabile, ma per noi la garanzia  della pace religiosa è   nello Stato laico, nella separazione delle  responsabilità e dei poteri… La   Repubblica che andiamo fondando avrà  un senso e un significato se continuerà,   superandolo, il Risorgimento,  non si tornerà indietro su quello che è stato   acquisito dal  Risorgimento. Noi stiamo tornando indietro, cosa di cui siamo    preoccupati come socialisti, ma soprattutto come italiani (Pietro Nenni –  dal   discorso dell’Assemblea costituente del 27 marzo 1947</span>)</em> Il comunismo   clericale diventa letteratura con Giovannino Guareschi<span style="color: #0000ff;"> <em> <strong>“Si   era ormai a Pasqua:</strong> radunati in sede tutti i capoccia del capoluogo e delle   frazioni,  Peppone stava sudando come un maledetto per spiegare come i compagni    deputati avessero fatto benissimo a votare per l’approvazione  dell’articolo   7.  Prima di tutto è per non turbare la   pace religiosa  del popolo, come ha detto il Capo, il quale sa benissimo quello   che  dice e non ha bisogno che glielo insegniamo noi. Secondariamente per  evitare   che la reazione sfrutti la faccenda piagnucolando sulla triste  storia di quel   povero vecchio del papa, che noi cattivoni vogliamo  mandare ramingo per il   mondo… perché il fine giustifica i mezzi e     per arrivare al potere tutto fa brodo. In quel preciso istante la porta    dello stanzone si spalancò ed entrò don Camillo con l’aspersorio in  mano,   seguito da due chierichetti col secchiello dell’acqua santa e la  sporta per le   uova. Senza dire una parola, don Camillo si avanzò di  qualche passo e asperse   d’acqua santa tutti presenti  …e fece il    giro  ficcando in mano a ciascuno dei   presenti un santino. E fu come  se fosse passato il vento stregato che fa   diventare di sasso la gente.  A bocca aperta Peppone guardò sbalordito il santino   che aveva tra le  mani, poi guardò la porta, indi esplose in un urlo quasi   disumano:  Tenetemi o l’ammazzo”(Giovannino Guareschi, La Bomba,  da Don Camillo) </em></span><strong>Nel 1957</strong> la rivista Il Mondo diretta da   Ernesto Rossi avanzò la proposta di  abrogare il concordato attirandosi proteste   del mondo cattolico e non  solo.    Successivamente la questione è stata ripresa solo da Pannella.   Una consistente parte del partito socialista   (in particolare Lelio  Basso) , i repubblicani (Giovanni Spadolini) alcuni   indipendenti  (Ferruccio Parri) chiedevano almeno una revisione, soprattutto per   la  questione dell’incongrua e anticostituzionale (già dal 1948) dicitura di    “unica religione di Stato”, i finanziamenti e la scelta degli  insegnanti nelle   scuole. Ma il fronte laico non riuscì mai a  compattarsi perché la maggioranza   dei parlamentari composta da  democristiani e comunisti temevano come la peste di   alienarsi la  Chiesa. Oltre a Il Mondo, anche il Corriere della Sera  nel 1977 fece  grandi campagne giornalistiche   sui privilegi economici della Chiesa.     Fiorirono in quel periodo commissioni di studio, bozze di revisione…  ma   la Chiesa aveva alleati – come si dice oggi bypartisan – in  Parlamento. <strong>Nel 1984</strong> il Presidente del Consiglio    Bettino Craxi insieme a Giovanni Paolo II (rappresentato da mons.  Casaroli),   siglarono un accordo di modifica del Concordato. Venne  votato da tutto il   Parlamento con l’astensione dei liberali e il voto  contrario dei radicali e del   Pdup.  Fu un compromesso, probabilmente    molto al ribasso, Craxi disse che era solo un primo gradino, ma ad oggi  il   secondo ancora non è stato salito.  Si   abolì  con quella firma  l’assurdo   riferimento al cattolicesimo come unica e sola religione  ufficiale (che tante   umiliazioni costò ai bambini e adolescenti (e  loro genitori) che dovevano   passare attraverso le forche caudine del  preside e degli insegnanti per essere   esonerati dall’insegnamento cosa  che li esponeva alla gogna dei bambini (e dei   loro genitori) nati con  lo stigma del cattolicesimo). Si abolì la congrua   sostituita dal  volontario 8 per mille, si stabilì una maggiore autonomia nel   diritto  di famiglia. Ma il veleno, si sa, è nella pratica. Dopo un primo anno in    cui i liberi contributi dell’8 per mille scarseggiavano, si ricorse  ad un   meccanismo truffaldino (messo a punto da Tremonti, noto  tributarista chiamato   per una consulenza al ministero delle Finanze da  Rino Formica), la soppressione   dell’obbligo dell’ora di religione  costrinse a inserirla facoltativa perfino   nella scuola materna (!) e  sempre durante l’orario scolastico, si stabilì che le   scuole private  cattoliche avessero un trattamento scolastico come quelle statali   , ma  senza rendere nessun conto allo Stato,    si concessero privilegi ad  enti religiosi che dichiaravano di svolgere un   servizio sociale. Via  l’Iva su terreni, fabbricati e via soprattutto la tassa di    successione. Inoltre, sulla schiena dello Stato anche gli oneri per la    costruzione e la manutenzione di edifici di culto, per la tutela del  patrimonio   artistico gestito da enti e istituzioni ecclesiastiche.<br />
Veniamo all’oggi. <strong>Nel 2007</strong> l’Ue ha chiesto  spiegazioni   all&#8217;Italia sull’eccesso di  privilegi   della Chiesa in  materia fiscale,    sollevando un polverone tra le gerarchie  ecclesiastiche e la   partitocrazia. Nell’ultimo ventennio in modo  incrementale sono stati introdotti   nuovi favoritismi: l’esenzione Ici e  Ires, nuovi finanziamenti alla editoria   cattolica, convenzioni  privilegiatissime nel settore sanitario. <span style="color: #0000ff;"><strong><em>Ho sempre inteso e   sempre</em></strong><em> chiaro fummi/Che argento ch’a lor basti non han mai/O   veschi, o cardinali, o pastor summi (Ludovico Ariosto, Satire,1534)</em></span> <strong>Nel 2011</strong> (irpef 2010) la Chiesa   cattolica con l’8 per mille ha raccolto 1.118  milioni di euro. E’ noto che la   volontarietà dei contribuenti è  apparente, perché è il 35% dei contribuenti che   attribuisce l’8 alla  Chiesa cattolica. Poi ci sono i 360 milioni per gli   stipendi degli  insegnanti dell’ora di religione, 460 milioni per il culto   pastorale,  235 milioni per interventi caritativi, 700 milioni versati da Stato e    enti locali per le convenzioni (scuola e sanità).<span style="color: #0000ff;"> </span><em><span style="color: #0000ff;">Venite,  la   celebre,/La santa Bottega,/A prezzi di fabbrica/Vi scioglie, vi  lega, /Fa   spaccio di meriti, /Cancella peccati… /Venite! I solvibili  /Saranno beati!   (Olindo Guerrini, In morte di un reverendo strozzino,  1877)</span> </em>Naturalmente questo accade solo in Italia. In Spagna  esiste un   meccanismo simile all’8 per mille, ma le quote non espresse  rimangono nelle   casse statali. In Germania c’è nel modulo delle tasse  la possibilità di dare il   9 per mille a qualsiasi religione, nel resto  dell’Europa i contributi volontari   alle religioni sono slegati dalle  tasse che i cittadini versano allo Stato.   Nella manovra economica  nessun contributo è stato richiesto dallo Stato alla   Chiesa cattolica.<br />
Tiziana Ficacci, <a href="http://www.nogod.it/">www.nogod.it</a></p>
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		<title>24/11/11 – Sensibilità</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 07:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>
		<category><![CDATA[ministri cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prete, senza cui non vi sarebbe tirannide, è come la gramigna; se non si sradica sino all’ultimo pelo, essa si propaga subito ed invade, infetta la pianta umana che commise il delitto di non spegnerla… Nizza aveva nel 1860 un solo convento; venduta da Bonaparte ai preti, essa in dieci anni, ha partorito ventinove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Il prete,   senza </em></strong><em>cui  non vi   sarebbe tirannide, è come la gramigna; se non si sradica sino  all’ultimo pelo,   essa si propaga subito ed invade, infetta la pianta  umana che commise il delitto   di non spegnerla… Nizza aveva nel 1860 un  solo convento; venduta da Bonaparte ai   preti, essa in dieci anni, ha  partorito ventinove di codesti ricoveri di   depravazione (12 marzo  1871, Garibaldi scrive a una rivista   soresina)<br />
</em><strong><em>E’ più   grave</em></strong><em> la presenza    di principi non accettabili nel programma politico che non nella pratica  di   qualche militante (mons. Crepaldi, arcivescovo di Trieste) </em></span></p>
<p><strong>Che cosa è più sacrilego?</strong> Secondo il portavoce della Santa Sede l’immagine fotoscioppata di  papa Benedetto   XVI che bacia l’imam di Al Azhar nella pubblicità  Benetton ora ritirata. In   parecchi hanno ritenuto empio il comico  Crozza truccato da papa che spara agli   schifosi piccioni di piazza san  Pietro. In tanti hanno trovato blasfemo il vero   papa Benedetto XVI  che riceve in regalo l’ennesimo crocefisso da B. quando   ancora era  premier.<br />
E’ la sensibilità di ognuno   che segna la differenza.<br />
Qualche giorno fa Bernard   Law, arciprete di santa Maria  Maggiore (una delle 4 basiliche patriarcali di   Roma, le altre sono san  Giovanni, san Paolo, san Pietro), ha compiuto 80   anni.  Naturalmente  cento di questi   giorni… soprattutto per l’aria di Roma. Infatti il  cardinale ha un passato   talmente marcio che ammorbava il cielo della  città.  Costretto a dimettersi da arcivescovo di   Boston nel 2002 per  non aver denunciato i sacerdoti macchiatisi di pedofilia,   viene  intronato nel 2004 nella basilica romana.  Per ricambiare la cortesia  del salvacondotto,   nel 2005 celebrò una messa funebre in onore di Gran  Premio II.<br />
Ma le pressioni dei   cattolici americani e delle vittime dei  religiosi pedofili ha spinto il teocrate   (sensibile?) alla  sostituzione. Per la cronaca al suo posto è andato Santos   Abril y  Castello.  Sebbene il colonnato   di san Pietro non finisca con via  della Conciliazione ma lambisce con le sue   tenaglie tutta la città e  la nazione, avere uno che copre reati in una bella   basilica (che, per  inciso e per non perdere il vizio, custodisce le spoglie   mortali di  Junio Valerio Borghese, comandante della X Mas e autore di un fallito    golpe), è un peso in meno per una città che è stata nella sua storia  così   provata dalla violenza della Chiesa cattolica (delle sue  gerarchie e dei suoi   volenterosi carnefici)<br />
Se c’è una cosa che la   partitocrazia ci ha insegnato, è che  sono in tanti ad avere come massima   ambizione nella vita quella di  prendere parte ai cori che allietano il cuore   della teocrazia  vaticana. Una nuova vittoria elettorale a questi stessi partiti   (da  destra a sinistra, compresi quelli che al momento non hanno sedie in    parlamento) non farebbe che aumentare ancora il numero degli aspiranti  al coro,   rendendoli sempre meno disposti a tollerare chi si rifiuta di  cantare   all’unisono.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci,</span> <a href="http://www.nogod.it/">www.nogod.it</a></p>
<p><em>°°°°°°°<br />
<span style="color: #0000ff;"><strong>Dal 29 novembre   su La 7, Gianluigi Nuzzi</strong> condurrà Gli Intoccabili, programma di inchieste sui   rapporti oscuri  tra politica, economia, criminalità organizzata. Nuzzi è   l’autore di  Vaticano S.p.A, una serrata inchiesta sullo Ior. Il giornalista    ritiene che c’è molto da indagare su questa teocrazia che prospera  all’interno   di Roma. Si parlerà di questo anche nel programma</span></em></p>
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		<title>21/11/11 – Cambiare</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 06:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla distruzione di Sodoma si salvano solamente Lot, sua moglie e due delle sue quattro figlie. Ai fuggiaschi viene intimato di non voltarsi indietro, ma la moglie di Lot disubbidisce e si trasforma in una statua di sale. Sembra tuttavia aver avuto una buona ragione per girarsi a guardare Sodoma che bruciava. Due delle sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Dalla   distruzione di Sodoma  si salvano</em></strong><em> solamente Lot, sua moglie e due delle sue   quattro figlie. Ai  fuggiaschi viene intimato di non voltarsi indietro, ma la   moglie di  Lot  disubbidisce  e si trasforma in una   statua di sale. Sembra  tuttavia  aver avuto una buona ragione per   girarsi a guardare Sodoma  che bruciava. Due delle sue quattro figlie sono   rimaste a Sodoma,  sposate a uomini malvagi protagonisti del sistema corrotto di   quella  società. Questo drammatico racconto della Bibbia, ci mostra come in    alcune situazioni sia necessario guardare avanti. Se ci voltiamo  indietro quando   è il momento di proiettarci in avanti, rischiamo di  mineralizzarci e   trasformarci in statue. </em></span></p>
<p><strong>In questi convulsi e per molti versi drammatici giorni,</strong> non si dovrebbe dimenticare che gli ultimi anni partitocratrici sono  stati   sconciati anche dal moralismo indotto dalla trivialità dell’ex  premier.    Sebbene sia risultato un facile esercizio commentare le  signore   cooptate in parlamento e oltre (come se i loro colleghi maschi  fossero stati   scelti in prestigiose scuole di politica), non può  essere dimenticato lo   scandalo delle donne che si sono prestate, come  spesso, a fare da spalla al   peggior maschilismo travestito da  politica. Addirittura avviando cretini   dibattiti sul dubbio sentimento  materno di Gelmini (già ministro   dell’Istruzione) tornata al lavoro a  pochi giorni dal parto. Addirittura   intervistando la escort, la  ragazza pentita e quella entusiasta. Addirittura   elevando al rango di  maestro del pensiero mogli che tardivamente prendevano   coscienza dei  comportamenti del coniuge. La strada del moralismo  è   particolarmente  viscida, e  si trascina via la libertà che ognuna   ha di scegliere la  vita che crede. Benché sia difficile condividere l’opzione di   una  donna che per spianarsi la strada decida di abbandonare la posizione    verticale, per quanto sia improbabile che indicheremmo a modello un    comportamento simile ad una nostra figlia, è ben più di un passo  indietro non   riconoscere l’autonomia di ogni donna, dimenticare che  non esiste un modello   unico di comportamento femminile e lasciarsi  cadere nella misoginia giudicante.   Ci vorrà parecchio per scrollarsi  di dosso i bacilli del berlusconismo, ma   intanto un esamino di  coscienza tutto al femminile andrebbe fatto. Potranno   aiutare al  ripensamento le tre neoministre, personalità femminili,    professioniste, classe dirigente. Sembrano essere donne – e questo    indipendentemente dalle posizioni politiche e filosofiche che ognuno di  noi ha –   che hanno un curriculum esemplare nel loro settore, che hanno  fortemente voluto   la loro carriera, e che sono pure mamme e nonne  così come in genere ci vogliono.   Speriamo che facciano, insieme ai  loro colleghi, poche cose ma serie per tutti i   cittadini. E che  ricordino che l’Italia è parecchio indietro rispetto ad altri   Paesi  dove le nostre congeneri sono premier, segretario di stato, ministri…,  che   abbiano presente che il governo di emergenza deve varare misure  per   l’occupazione femminile che ci vede nelle ultime posizioni. Sapere  al governo   donne che hanno studiato hanno lavorato hanno fatto fatica  è incoraggiante.   Certamente non è mia intenzione fare la ola ad un  governo clericobancario   (benché io sia favorevole al ripristino  dell’Ici da cui sono stata grazie a   Silvio esonerata, credo  improbabile che il governo Monti sia equo al punto di   far pagare la  tassa sugli immobili anche alla Chiesa), ma sembra difficile   pensare  che le donne oggi al governo possano affermare <em>“non sono d’accordo   per gli aiuti economici alle donne sole, perché è un incentivo ad avere figli   senza padre”</em> come disse la sottosegretario al Welfare (sic) Eugenia   Roccella.   Appare anche improbabile che il premier Mario Monti, dal   quale ci  aspetteremmo una vera riforma fiscale, possa sostenere come Gianni    Alemanno, incredibilmente sindaco di Roma,  che <em>“dobbiamo    aumentare la pressione fiscale sui singoli e sulle coppie con pochi  figli, un   modo intelligente per ridistribuire i carichi fiscali più  equamente, sostenendo   chi investe sul futuro del paese attraverso i  figli</em>”.<br />
Nel frattempo sarebbe auspicabile una moratoria dei talk    show-chiacchiericcio appannaggio dei partiti. Magari cambiando la  compagnia di   giro si potrebbe iniziare a parlare di politica, che in  troppi credono sia il   sistema partitocratrico.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci,</span> <a href="http://www.nogod.it/" target="_blank">www.nogod.it</a></p>
<p><span style="color: #800080;">4/10/10 –   Letture  (s)consigliate</span> Saranno  contenti alla Cei del continuo aumento di   politici e intellettuali  che spingono alla lettura della Bibbia?    Incalzata da Famiglia  cristiana il ministro Gelmini si è mostrata   entusiasta di introdurre  il libro nelle scuole, il presidente della Regione   Veneto si è  addirittura spinto a dire che ne offrirà una copia al patriarca di    Venezia (evidentemente il politico dubita che il religioso l’abbia  letta),   l’assessore all’istruzione di quella Regione ne ha decretato  l’obbligo di   lettura a scuola, e, per ultimo, la sponsorizzazione di  autorevoli intellettuali   come Margherita Hack. Scartando i  fondamentalismi alla veneta, cosa dire?   Leggere una cosa in più è  sempre meglio che una in meno. Personalmente credo che   la bibbia &#8211;  cioè l’antico testamento e non come erroneamente si pensa anche il    vangelo detto impropriamente nuovo testamento &#8211; sia una lettura  interessante,   mai noiosa, con tanti personaggi femminili di gran  carattere (Rachele, Ester,   Miriam, Debora, Ruth…).  Se si ha la  pazienza e la voglia di   leggere il testo in ebraico, può essere una  sorpresa scoprire i suoni   onomatopeici che accompagnano il racconto. E  come dimenticare l’interpretazione   che Freud ha dato del libro di  Giobbe, l’uomo a cui succedeva di tutto perché il   suo occhio vedeva  Dio ma il suo orecchio non lo sentiva, in pratica lo schema    dell’analisi freudiana, o le malattie di Mosè definite dal grande  scienziato   psicosomatiche. Insomma, una lettura che vale sicuramente  prima o poi fare. A   scuola si leggono l’Iliade, dove si raccontano le  vicende della guerra di Troia   causate dal rapimento di Elena da parte  di Paride, e l’Odissea, dove vengono   narrate le peregrinazioni di  Ulisse dalla fine della guerra di Troia al suo   ritorno in patria.  Nella Bibbia si riportano le vicende del popolo ebraico,   prima schiavo  in Egitto e poi in movimento verso la terra promessa (che Mosè   vedrà  solo da lontano). Si badi, la Bibbia è libro caro agli ebrei perché  narra   la storia dei  padri, ma non lo considerano testo religioso.  Sembra   però che i nostri volenterosi politici vogliano attribuire  all’affascinante   libro una valenza religiosa. A questo punto, chi  dovrebbe aiutare gli studenti   nella lettura? I bravi professori  formati dalla Cei la cui materia è facoltativa   e che dovrebbero  limitarsi all’insegnamento del catechismo cattolico? O il   professore  di lettere? Ci saranno nel caso passasse l’idea dei corsi di    formazione per gli insegnanti che, come la maggior parte degli italiani,  non   conoscono la Bibbia? Una idea come si vede impraticabile al  momento, come le   tante proposte estemporanee che vengono fatte con  tanto di raccolta di firme e   che la gente, compresi rispettabili  intellettuali, sottoscrive superficialmente.   Come sanno quelli che  frequentano la Chiesa cattolica e il catechismo, mai si fa   cenno  all’Antico testamento se non per alcuni passaggi che riguardano la    creazione di Adamo ed Eva.  La mia conclusione è che la Bibbia non    verrà introdotta nelle scuole, soprattutto per il disinteresse – e più –  da   parte della Cei.  Sull’accidia della ministro Gelmini non sembra  il   caso di aggiungere, se non che dovrebbe conoscere più di altri lo  stato   dell’istruzione e sentirsi obbligata a proporre reali programmi  di studio che   permettano agli studenti di competere con i loro  colleghi europei. Anche da   questo episodio inerente la Bibbia, si  evince che i politici italiani sono dei   servi sciocchi. Vogliono  omaggiare i vescovi, ma sbagliano pure i libri.<br />
<span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, <a href="http://www.nogod.it/" target="_blank">www.nogod.it</a></p>
<p>°°°°°°°°°<br />
<span style="color: #ff00ff;">Visite   consigliate</span></p>
<p><span style="color: #800080;">Fino al 15   gennaio – <strong>Fotografare la storia, Stefano Lecchi e la Repubblica Romana del   1849</strong>, Palazzo Braschi, Roma, da martedì a domenica dalle 10 alle 20 –    Ingresso10 €</span></p>
<p><span style="color: #800080;">Lecchi,    pittore fotografo, è a Roma dal 1849 al 1859, anni in cui realizza un  reportage   di guerra, fissando le rovine dei combattimenti della  Repubblica romana. E’ una   testimonianza dei luoghi dove Garibaldi e  giovani patrioti avevano difeso la   città assediata dal corpo di  spedizione francese inviato a restaurare il potere   papale. 35  fotografie – carte salate da calotipo – affiancate da foto scattate    nel 2011 negli stessi luoghi e con le stesse inquadrature delle immagine  di   Lecchi <em>. </em></span></p>
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<p><em>Siti consigliati </em><a href="http://www.repubblicaromana-1849.it/" target="_blank">www.repubblicaromana-1849.it</a> <em> e </em><a href="http://www.museodellarepubblicaromana.it/" target="_blank">www.museodellarepubblicaromana.it</a></p>
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		<title>11/11/11 – Antinomie</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 08:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa 8 malati di cancro su 10 hanno subito un peggioramento economico e lavorativo. Compresa la perdita del posto. E 1 su 3 teme che i tagli limitino la disponibilità delle cure anticancro innovative (Censis, indagine su 1000 malati e 700 caregiver) Tristo chi se presenta a li cristiani/scarzo e cencioso. Inzino  pe’ le scale/lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Circa 8 malati   di cancro su 10 </em></strong><em>hanno  subito un   peggioramento economico e lavorativo. Compresa la perdita  del posto. E 1 su 3   teme che i tagli limitino la disponibilità delle  cure anticancro innovative   (Censis, indagine su 1000 malati e 700  caregiver)<br />
</em><strong><em>Tristo chi se   presenta a li cristiani/</em></strong><em>scarzo e   cencioso. Inzino  pe’ le scale/lo vanno a   mozzicà  puro li cani (G.G.Belli, Er   merito, dai Sonetti)<br />
</em><strong><em>8 novembre ore   18</em></strong><em> – Il  sindaco   partecipa al ricevimento in occasione della ricorrenza della  Festa della Beta   Vergine Maria, Regina della Palestina e patrona  dell’Ordine Equestre del Santo   Sepolcro; 9 novembre ore 11 – Il  sindaco interviene all’inaugurazione dell’anno   accademico della  Pontificia Università Lateranense (dall’agenda del sindaco di   Roma,  pag. 618 televideo Lazio) </em></span><em> </em></p>
<p><strong>Una cosa che non si dice  più</strong> è che in questo Paese ci sono i ricchi e i   poveri.  Una volta, si  diceva gli   sfruttatori e gli sfruttati. Linguaggio vecchio? Forse,  però questo è.<br />
I  poveri, che sono la più parte della popolazione, non   hanno  nessuna visibilità. Qualche riga la meritano i terremotati e gli    alluvionati – perché  i disastri sono nei   quartieri più disgraziati –  mezza riga la conquista chi muore sul lavoro. Ma se   i sommersi sono  stranieri non sono salvati da un paio di righe. Chi mai scrive   di quei  tanti che la mattina si svegliano che è ancora notte, salgono su    corriere sporche e treni maleodoranti, poi prendono autobus e  metropolitane   piene come carri bestiame (e senza neanche avere la  compassione che si riserva   agli animali) per recarsi a fare lavori  frustranti, faticosi, sottopagati. Chi   mai scrive delle file nelle asl  per prendere un appuntamento, dei troppi giovani   che pietiscono per  lavori risibili, dei malati poveri, delle tante donne   straniere che  curano gli anziani e puliscono le case mentre i loro bambini sono   soli  con i loro vecchi.  Ha ferito molti   l’affermazione di B. (non dire  gatto se non l’hai nel sacco) sui ristoranti e i   luoghi di  villeggiatura sempre pieni (panza piena nun crede ar diggiuno,    scriveva Belli) ma è il solo volgare? Niente dobbiamo dire dei sindacati  che   basiscono quando muoiono le sarte di Barletta che guadagnano 4  euro l’ora? Cosa   pensano che percepiscono quei tanti lavoratori che si  portano a casa 600 euro al   mese? Si riempiono la bocca della parola  precario, ma non sono stati in grado   con i loro profumati uffici studi  di vedere come il lavoro si stava   trasformando; e non facessero finta  di camminare sulle orme di Di Vittorio,   perché anche loro si sono  paurosamente imborghesiti. Niente dobbiamo dire di   quei cronisti che  si sono battuti come leoni per rimettere sull’altare la   madonnetta di  gesso distrutta dai total black infiltratisi in un corteo di   protesta a  Roma, e non si sono spesi per i negozianti con le vetrine spaccate o   i  cittadini che hanno perso le automobili? Neanche un trafiletto hanno  meritato   questi incolpevoli disgraziati che ancora non sanno se e  quando riavranno   qualcosa e da chi.  Non saremmo   giustificati se  graffiassimo il viso a quei giornalisti di regime (anche se    rimpannucciati con abiti di apparente diverso colore) che mentre un  sindaco   ripete che c’è il debito lasciato dai suoi predecessori e  annuncia giri di vite   su scuola, raccolta rifiuti, trasporti… il  sedicente giornalista si dimentica di   chiedere conto, prendiamo una  cosa a caso, dei 4 milioni di euro per la   beatificazione di Gran  Premio II?  Perché   la tenutaria del grande bordello, supportata dai  media che si commuovono quando   vedono uno svolazzar di tonaca, è abile  nel far credere che aiuta gli ultimi.   Grande spazio, invece che ai  poveri, è stato dato all’offerta di un milione di   €  dell’8 per mille  agli alluvionati di   Genova. Ma ci si rende conto di quanto poco è?  Sebbene, e questo è doveroso   riconoscerlo, la cifra è doppia a quella  versata per i terremotati dell’aquilano   (ai bambini però furono  offerte uova di cioccolato). E tutti tacciono sul fatto   che la Chiesa  cattolica è un fattore di impoverimento, oltre che culturale anche    economico, della società italiana. Le sbandierate mense caritas, nelle  quali   purtroppo aumenteranno i commensali, sono una partita di giro.  Quel pranzo che   domani consumeremo è stato pagato da noi, dai servizi  che regioni e comuni ci   hanno sottratto per concedere a loro. A Roma  perfino una percentuale di 3   centesimi su ogni biglietto d’autobus  venduto, cioè, un prelievo forzoso a   beneficio di uno. E perché non  ricordare mai che la mancanza di diritti civili   danneggia soprattutto i  più poveri? Cosa può fregare  al ricco che l’omosessuale povero trova    indispensabile riversare la pensione al compagno/a della vita, e cosa  può   interessare di una assurda e inutile legge sul biotestamento, un  dono dei   parlamentari alla Chiesa cattolica, quando se hai i soldi  puoi comprarti pure   una buona morte?<br />
L’antinomia per eccellenza è quella tra i ricchi e la   gente normale, che è ormai povera.<br />
I giornalisti di regime che vanno a lavorare tardi e   trovano  gli autobus (che non prendono) meno affollati, e che si danno il tu con    i parlamentari, e che se si va in giro intorno a Palazzo Chigi li si  vede   attovagliati insieme ai politici che dovrebbero sorvegliare come  cani da   guardia, preferiscono fargli i cani da grembo per avere domani  un programma, la   direzione di una rete, di un tg, di un quotidiano.  Questi benpagati   professionisti (che godono anche della casagit,  ottima assicurazione sulle   malattie che copre perfino i funerali e il  convivente di qualsiasi genere) sono   un tumore maligno della società  che deve essere rimosso in cambio di una   informazione corretta che  emancipi i cittadini.<br />
La grande crisi che stiamo sperimentando e dalla quale   per  uscire impiegheremo decenni, trasformerà le nostre vite. Ma c’è nel  Paese   (forse) una coorte di persone più umane e sensibili, che non  dovrebbe   accucciarsi sulle divisioni partitocratriche, o fare calcoli  se domani quello o   quell’altro potrà guadagnare qualche voto in più, o  ergersi a purissimi.   Piuttosto sarebbe il caso di dire no alla  compagnia di giro che affolla i   palinsesti dalla mattina alla notte  fingendo di sapere quello di cui straparla.   Un no secco ai  privilegiati che mangiano brioche in tempo di guerra, e maggiore    attenzione a chi proverà a farci uscire dal mare di ghiaccio in cui ci  siamo   trascinati. Potrebbe anche verificarsi che, magari fra un  decennio, anche questa   fatiscente classe politica si sia dissolta.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana   Ficacci</span>, <a href="http://www.nogod.it/">www.nogod.it</a> (o la brunetta dei ricchi e poveri)</p>
<p>°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°<br />
<span style="color: #0000ff;"><strong>Segnaliamo</strong> ai curiosi lettori di NoGod questi   interessanti appuntamenti:</span></p>
<p><strong>Sabato 12 novembre alle   18</strong> , La   Civiltà cattolica, Via di Porta Pinciana 1, Roma<br />
Presentazione del libro di Aldo Maria Valli, Storia di un    uomo. Ritratto di Carlo Maria Martini. Ne parleranno Eugenio Scalfari,  già   direttore di la Repubblica, Bartolomeo Sorgi, gesuita, Aldo Maria  Valli,   vaticanista rai e autore del libro.<br />
<strong>Domenica 13 novembre ore   10–16</strong>,   Centro Bibliografico Ucei, Lungotevere Sanzio 5,   Roma<br />
Gli ebrei romani tra Risorgimento ed Emancipazione (1814   – 1914)<br />
Tra gli argomenti trattati: Elite e società ebraica, le   figure  di Samuel Alatri, Crescenzo Del Monte, Ernesto Nathan; la Comunità    ebraica di Roma negli anni del pontificato di Pio IX; Artisti e  committenti   ebrei dall’Unità d’Italia al 1914.</p>
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		<title>30/10/11 – Partitocrazia</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 06:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[“Che male c’è? Le Maserati sono italiane e costano meno delle berline tedesche… anche se io preferisco servirmi di una vecchia e solida Audi perché la Maserati la reputo troppo sportiva”. Così il ministro La Russa replica al deputato Fiano che ha denunciato lo sperpero di denaro pubblico alla Difesa a causa dell’acquisto di 19 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>“Che male c’è?</strong> Le Maserati sono italiane e costano meno delle berline tedesche… anche se io preferisco servirmi di una vecchia e solida Audi perché la Maserati la reputo troppo sportiva”. Così il ministro La Russa replica al deputato Fiano che ha denunciato lo sperpero di denaro pubblico alla Difesa a causa dell’acquisto di 19 Maserati blindate destinate ai dirigenti del ministero<br />
<strong>Tutti i tuoi ministri, </strong>tutti i tuoi funzionari ti ubbidiscono per non essere defenestrati; ma l’intera nazione si vergogna. Il tuo genio proteiforme possa suggerirti la via per rimediare al tuo errore. Siimi grato dell’avvertimento. Ti saluto con un grido terribile: Italia! Italia! Italia! (dalla lettera del 12 settembre ’38 di Angelo Fortunato Formiggini a Mussolini)</em></span></p>
<p><strong>Ci piacerebbe credere che B.</strong> sia una persona unica, purtroppo è una parte di noi, una cellula del nostro dna collettivo. C’è un B. in ognuno di noi ed è per questo che non riusciamo a sbarazzarcene.<br />
La politica del fare – o meglio, del dire – ha portato all’irrilevanza gran parte delle forze politiche e sociali dando peso e visibilità alla Chiesa cattolica, la più corrotta delle istituzioni. La Santa Sede, che in Italia è il vero potere, strozza con nastri di seta, garbo e intuito. E ha intuito per prima come il vanesio B., non in linea con quello che le gerarchie considerano corretto, era ricattabile: la sua amoralità e incoerenza ha consentito concessioni economiche e stretta sui temi sociali, quelli che i cosi neri contro la patria e la modernità, chiamano temi etici. B. come un virus ha infettato la politica italiana, convincendo i suoi oppositori che per abbatterlo l’unico antibiotico sia un leader cesarista al pari di lui.<br />
Intanto sarebbe utile sapere cosa intende fare il partito più grande dell’opposizione.<br />
Vuole un governo tecnico? Le elezioni? L’alleanza con Di Pietro e Vendola? L’alleanza con Casini? Per la candidatura a Palazzo Chigi, Bersani Zingaretti o Renzi? Le idee per uscire dalla crisi quelle della Fiom o quelle della Bce?<br />
E’ evidente che Silvio è re per difetto dei suoi oppositori, ma a defenestrarlo ci debbono pensare i cittadini con armi (figurate) proprie? I cittadini protestano non quando lo stomaco è vuoto, come amerebbero pensare gli antiquati deputati assisi in parlamento, ma quando sono consapevoli delle ingiustizie che subiscono. E che non vengono solo da B., ma vengono dalle infinite legislature di Bindi che non darebbe mai in adozione un bambino ad una coppia di omosessuali, dall’arroganza di D’Alema che invoca l’intervento del Vaticano contro B., dal barocco Vendola che intitola un aeroporto pugliese a Gran Premio II e forse vorrebbe fare l’attore, dal giustizialista Di Pietro che ha portato Scilipoti alla Camera. Via B., ma via anche questo vecchiume privilegiato e incolto buono solo per i talk show degli agevolati giornalisti di regime</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci, </span>www.nogod.it</p>
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		<title>26/10/11 – Zona grigia?</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 05:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>
		<category><![CDATA[moralità in politica]]></category>

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		<description><![CDATA[“Come hai fatto ad andare in rovina?” chiese Bill. “In due modi”, rispose Mike, “gradatamente prima, e poi di colpo” (Fiesta) E’ impressionante vedere membri del governo e sindaci di importanti città che hanno passato gran parte della loro vita a esaltare il fascismo e a contrapporsi con la forza a giovani di opposta ideologia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>“Come hai   fatto ad</em></strong><em> andare in   rovina?” chiese Bill. “In due modi”, rispose Mike, “gradatamente prima, e poi di   colpo” (Fiesta)<br />
</em><strong><em>E’   impressionante vedere membri del governo</em></strong><em> e sindaci di   importanti città che hanno passato gran parte della loro  vita a esaltare il   fascismo e a contrapporsi con la forza a giovani  di opposta ideologia,   scagliarsi con impetuosità contro i violenti di  oggi.  Se fossi un poliziotto mi rivolterei all’idea   che a prendere le  mie difese siano personaggi privilegiati che – senza   autocritica –  sono passati dagli scontri di strada  alle poltroncine del potere  concesse dalla   fatina B. Moralismo? Consentito, quando a fare la  morale ci sono persone dalla   biografia discutibile che governano (dal  post precedente) </em></span></p>
<p><strong>In linea di massima </strong>sarei  contro la violenza, anche se   alcuni schiaffi a quei piccolo borghesi  con due soldini che allignano nel mio   condominio e – ahimè – tra i  consanguinei,    li darei più che volentieri pure convinta che gli  farebbero bene.  Ma è veramente insopportabile che negli   inutili  dibattiti giornalistici con i soliti più che decotti politici, i    violenti delle manifestazioni siano individuati e condannati come gli    attentatori delle libertà democratiche. Intanto, perché è detestabile la  logica   del capro espiatorio. Intanto, perché un solo grande banchiere  ci mette un   minuto a fare molti più danni di mille black bloc.  Intanto, perché un solo   presidente del Consiglio riesce a trascinare  nel fango un intero paese con poche   mosse. Intanto, perché quando c’è  un comune sentire tra la partitocrazia e i   media la definizione  corretta è stampa di regime.<br />
Ma hanno coscienza i furbi &#8211; non intelligenti &#8211; membri   della  partitocrazia che chi sfila nelle strade non li sopporta più e che non    hanno nessuno che li rappresenta in Parlamento? E dagli e dagli è pure  normale   che si fanno proseliti, che saranno reclutati i più giovani, e  che, a furia di   sgolarsi inascoltati, magari viene pure la voglia di  menare le mani. E’ il   funzionamento fisiologico delle democrazie, e  quando gli scontri di piazza   diventano violenti negli altri paesi, è  successo a Londra proprio questa estate,   nessuno ha gridato alla fine  della democrazia o al regicidio.<br />
E ancora, siamo proprio certi che l’Italia sia un paese    democratico? Non dovrebbe questa parola includere equità, pari  opportunità,   giustizia?  Si dice che un paese è   democratico quando  elegge una maggioranza, ma perché sia vero ciò dovrebbe   avvenire in un  ambiente democratico. La legge elettorale italiana lo è? Tutti i    cittadini hanno la possibilità di essere correttamente informati? I  grandi   giornalisti delle importanti testate, informano liberamente o  rispondono solo ai   loro editori?<br />
Capita che in ambiente scarsamente democratico le libere    elezioni eleggano dei dittatori, rappresentanti di movimenti terroristi,  partiti   fondamentalisti : capita fuori dall’Italia – e siamo pronti a  riconoscerlo &#8211; ma   non solo.<br />
E ancora, è francamente insopportabile la   velenosità di  sindaci di importanti città e membri del governo che si scagliano    contro chi ha fatto cose così simili alle loro. E’ noto a tutti i selci  romani   che nell’82 l’attuale sindaco di Roma finì in carcere per aver  gettato bottiglie   incendiarie contro l’ambasciata dell’Unione  Sovietica. Venne poi assolto, e va   bene così, talmente bene che  nessuno di noi si scandalizza che, assolto, sia   entrato nel cosiddetto  gioco democratico. Ma è mai possibile  che questo uomo odi così tanto  il suo passato   al punto di dare addosso su gesti che gli evocano quei  ricordi? Un passato male   elaborato che porta alcuni leader a  rincorrere una rispettabilità piccolo   borghese-istituzionale. E questo  tipo di politici con la spada sguainata (spesso   col crocefisso  sfoderato) sono proprio come i piccolo borghesi, che appaiono   sempre  un po’ goffi, col colletto della lacoste alzato e la sintassi malferma, a    parole anticonformisti ma convenzionali e ridicoli come il comò  rococò.  Non è moralismo questo, in caso sicurezza e   orgoglio delle  proprie origini, sociali e politiche. E poi non è moralismo fare   la  morale ai piccolo borghesi che intossicano la nostra società e ai  politici   che hanno biografie discutibili e governano l’immagine del  paese.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, <a href="http://www.nogod.t/">www.nogod.it</a></p>
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		<title>Il compromesso storico lo faranno i preti.</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2011/10/25/5344/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 10:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[preti padroni]]></category>
		<category><![CDATA[bagnasco]]></category>
		<category><![CDATA[convegno di Todi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il convegno di Todi sta prendendo corpo la nuova strategia politica del Vaticano. Non più una riesuazione della DC fatta dai vecchi e nuovi democristiani di PD, UDC e PDL, ma un partito tutto nuovo con l&#8217;innesto anche dei vecchi comunisti depurati delle pretese laiciste. In pratica i gerarchi vaticani, dopo la diffusione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: Arial;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong><br />
</strong></span></span></div>
<div><span style="font-family: Arial;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong>Dopo il convegno di Todi </strong>sta  prendendo corpo la nuova strategia politica del Vaticano. Non più una  riesuazione della DC fatta dai vecchi e nuovi democristiani di PD, UDC e PDL, ma  un partito tutto nuovo con l&#8217;innesto anche dei vecchi comunisti depurati delle  pretese laiciste. In pratica i gerarchi vaticani, dopo la diffusione del  documento del Pontificio Consiglio per la giustizia e la  pace con il quale accettano e sponsorizzano la lotta al liberismo in  economia (ultima frontiera dei nostalgici del comunismo), lasciano intravvedere  il nuovo partito che si accingono a sperimentare in Italia. E&#8217; una chiara  apertura all&#8217;apporto dei combattenti e reduci della frammentata diaspora  comunista. Ma questo avrà un prezzo che in nome della lotta al capitalismo tutti  i vecchi comunisti sono pronti a pagare : nessuna parità di diritti per le  coppie omosessuali, revisione e forse abolizione della Legge 197 sull&#8217;aborto e  approvazione immediata della Legge sulla Tortura Obbligatoria di Fine Vita. E&#8217;  chiaro che la crisi economica mondiale che attraversiamo è frutto dei meccanismi  perversi dell&#8217;arricchimento facile e truffaldino a cui il sistema capitalistico  vigente ha dato spazio e licenziosità. Ed è altrettanto evidente che un&#8217;  organizzazione sociale bimillenaria come la chiesa cattolica non poteva non  accorgersi della fine epocale del capitalismo  selvaggio. E con invidiabile tempestività si sono affrettati a mettere il  cappello sulle riforme del sistema a cui le autorità finanziarie e monetarie  internazionali dovranno necessariamente ricorrere. In attesa di questi eventi di  portata planetaria nella piccola ma significativa Italia si sperimenta il  compromesso storico, in salsa cattolica, fra cristianesimno e marxismo.  Censurando, ovviamente, ogni riferimento alle religioni come oppio dei  popoli.</span></span></div>
<p>﻿</p>
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		<title>20/10/11 – Daspo</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 06:25:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[il partito dei cattolici]]></category>

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		<description><![CDATA[Da cattolico non mi ha mai convinto l’idea che dovessi schierarmi in un partito o in un altro, al contrario continuo a pensare che il contributo delle proprie convinzioni può essere dato efficacemente in qualsiasi organizzazione, meglio senza l’ostentazione dell’appartenenza al mondo cattolico (molleo 81, lettera al Corriere della Sera) Non ritengo che il Paese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Da cattolico</strong> non mi ha mai convinto l’idea che dovessi schierarmi in un partito o in un altro, al contrario continuo a pensare che il contributo delle proprie convinzioni può essere <strong>dato efficacemente in qualsiasi organizzazione, meglio senza l’ostentazione dell’appartenenza al mondo cattolico (molleo 81, lettera al Corriere della Sera)<br />
Non ritengo </strong>che il Paese abbia bisogno dei cattolici, anzi. L’esempio che ci fornisce la storia è che la religione non solo non è un collante, ma al di sopra di una massa critica di popolazione diviene invece un forte elemento di divisione. Con ciò non vorrei certo negare ai cattolici l’espressione, ma rimane assodato che non possono essere maggioranza nel dibattito bensì voce autorevole quanto quella dei non religiosi (Sergio S., lettera al Corriere della Sera)</em></span></p>
<p><strong>Chissà se prima o poi</strong> la partitocrazia italiana sarà studiata con la stessa attenzione con cui l’entomologo seziona l’insetto. Mentre il mondo si scuote e anche in Italia si gettano alle ortiche gli schematismi e le contrapposizioni partitiche per porre al centro del dibattito il capitalismo, le banche e la falsa democrazia che gli regge il gioco, la partitocrazia vede come organizzarsi per il futuro. Al momento non sappiamo se gli indignati italiani saranno ridotti all’afasia dai total black o dai parlamentari che, lontanissimi dai bisogni materiali ed etici delle persone, si stanno avvitando da venti anni su B. si e su B. no, con il solo risultato di tenerlo inchiodato al suo posto. (E a tal proposito non possiamo esimerci dal ricordare la pessima figura fatta dalla sedicente opposizione con la sciagurata scelta di lasciare per un giorno il Parlamento ad un manipolo di sostenitori di un governo putrescente. Il tutto per meglio gettarsi sui microfoni di giornalisti compiacenti).<br />
Nel frattempo assistiamo a scene orribili: è impressionante vedere membri del governo e sindaci di importanti città che hanno passato gran parte della loro vita a esaltare il fascismo e a contrapporsi con la forza a giovani di opposta ideologia, scagliarsi con impetuosità contro i violenti di oggi. Se fossi un poliziotto mi rivolterei all’idea che a prendere le mie difese siano personaggi privilegiati che – senza autocritica – sono passati dagli scontri di strada alle poltroncine del potere concesse dalla fatina B. Moralismo? Consentito, quando a fare la morale ci sono persone dalla biografia discutibile che governano.<br />
Non bastasse questo indecente spettacolo abbiamo l’evergreen, cioè la Chiesa all’attacco.<br />
Le gerarchie ecclesiastiche vogliono occuparsi di tipologie familiari – materia che dovrebbe essere competenza di sociologi o avvocati matrimonialisti – di diritti civili, diventati grazie a loro temi etici, di medicina, di scienze. Se ne fregano di illuminare noi agnostici dubbiosi senza fede, sull’enigma della transustanziazione, sulla resurrezione dei corpi, sul mistero della trinità, la possibilità dell’aldilà, ecc ecc. Argomenti interessanti, sicuramente di più rispetto allo spirituale tema della reversibilità della pensione per il partner superstite nelle coppie di fatto etero od omo. Ma, per questi sordidi tromboni che hanno fatto dei loro corpi la loro dolorosa prigione, decidere come morire e come vivere sono temi più importanti dei dogmi, perché sanno che i popoli non si governano con le avemaria e i padrenostro.<br />
Siccome i cattolici che sono in diaspora in tutti gli schieramenti non accettano integralmente la concezione laica dello Stato, sarebbe un bene che si costituissero in un partito unico finendo una ipocrisia fastidiosa che ostacola la contemporaneità. Meglio finirla con queste doppiezze, meglio che la Chiesa partecipi in modo limpido e trasparente alle contese politiche così come accade, ad esempio, negli Stati Uniti. Purtroppo nella nostra Costituzione (che, ahimè, non è la più bella del mondo) c’è l’art. 7 che impegna l’Italia ad abbassare il capo davanti ai dogmi religiosi del cattolicesimo sancendo una condizione di privilegio per la Chiesa che non corrisponde con uguali doveri civili. Unica Costituzione al mondo che contempla uno Stato che da sovranità ad un altro Stato sul proprio territorio. Nel frattempo i nostri parlamentari rimangono inutilmente asserragliati nei talk show a mangiare brioche, mentre nei sacri palazzi si decide il nostro futuro (senza neanche massacrarsi con la farsa delle primarie).</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci,</span> www.nogod.it</p>
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		<title>SS PQR : Sempre e Solo Preti Qui Regnano.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 06:46:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[preti padroni]]></category>
		<category><![CDATA[bagnasco]]></category>
		<category><![CDATA[reconquista vaticana]]></category>

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		<description><![CDATA[La &#8220;reconquista&#8221; dell&#8217;Italia da parte dello Stato Pontificio è stata celebrata ufficialmente il 20 settembre dell&#8217;anno scorso quando il cardinale Bertone, Segretario di Stato Vaticano e plenipotenziario del Papa Re per i rapporti internazionali, ha officiato da solo alla Breccia di Porta Pia, davanti alle autorità (?) civili completamente mute, la cerimonia di presa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La &#8220;<a href="../2010/06/28/4162/">reconquista</a>&#8221;    dell&#8217;Italia da parte dello Stato Pontificio è stata celebrata  ufficialmente il   20 settembre dell&#8217;anno scorso quando il cardinale  Bertone, Segretario di Stato   Vaticano e plenipotenziario del Papa Re  per i rapporti internazionali, ha   officiato da solo alla Breccia di  Porta Pia, davanti alle autorità (?) civili   completamente mute, la  cerimonia di presa di possesso di Vaticalia. A distanza   di un anno i  conquistatori, attraverso l&#8217;intervento del generale-cardinale    Bagnasco, capo del Governo Ombra dei vescovi che controllano e guidano  la   politica vaticaliana, hanno dettato la linea politica che dovranno  seguire i   cattolici impegnati in politica, a cominciare da quelli  attivi nel mondo del   lavoro che hanno promosso l&#8217;incontro di Todi.  Confuse e contraddittorie le   reazioni dei politicanti, soprattutto  quelli del PD-Partitus Dei e del   PDL-Popolo della Libertà vigilata dal  Vaticano, Protesi i primi a valutare le   conclusioni di Todi come un  benservito a Berlusconi, e convinti i secondi di   aver ricevuto invece  un sostegno clamoroso alla loro politica e al loro leader.   Al di là di  queste opposte valutazioni a Todi è emerso soprattutto che dietro la    definizione di &#8220;valori non negoziabili&#8221; il generale-cardinale Bagnasco e  il suo   Governo Ombra guardano soprattutto ai valori economici e ai  privilegi fiscali di   cui gode la chiesa cattolica e il suo sterminato  indotto di enti religiosi e   associazionismo laico. Il tutto dietro una  presunta difesa della vita a spese   del diritto delle donne a decidere  sulla propria maternità e di uomini e donne a   decidere sulla propria  salute, il proprio corpo e la propria vita. E   naturalmente anche a  spese del riconoscimento giuridico dei rapporti affettivi   non  approvati dalla morale cattolica. Su questa affermazione evidente di uno    &#8220;stato etico&#8221; legittimato dall&#8217;adesione incondizionata da parte di  tutti i   maggiori partiti (esclusi i radicali) all&#8217;etica conclamata e  codificata dalla   dominante religione cattolica si consumerà l&#8217;ultimo  barlume di laicità   costituzionale. Per difendere i cittadini dalla  definitiva trasformazione di   vaticalia in Vicereame del Papa Re  lanciamo  un appello ai cittadini e alle   associazioni laiche  per  convocare gli <strong>Stati Generali sulla   Laicità</strong>. Prima che si troppo tardi</p>
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		<title>Bagnasco getta la maschera e appare Khomeini.</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 06:35:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[catto-ayatollah]]></category>

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		<description><![CDATA[Straordinaria epifania a Todi dove il generale-cardinale Bagnasco è finalmente apparso in tutta la sua straordinaria somiglianza con il teologo-politico che ha realizzato la rivoluzione islamista in Iran. Non solo detta la linea politica al partito unico cristianista che sorgerà sulle macerie del berlusconismo da una parte e del compromesso storico dall&#8217;altra ma, come Khomeini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Straordinaria  epifania a Todi</strong> dove il generale-cardinale Bagnasco è finalmente  apparso in tutta la sua straordinaria somiglianza con il  teologo-politico che ha realizzato la rivoluzione islamista in Iran. Non  solo detta la linea politica al partito unico cristianista che sorgerà  sulle macerie del berlusconismo da una parte e del compromesso storico  dall&#8217;altra ma, come Khomeini, avrà anche il sostegno dei pasdaran del  popolo in salsa cattolica, quei rappresentanti dei lavoratori che ieri a  Todi si sono uniti a lui come gli islamo-comunisti sostennero in un  primo momento la rivoluzione iraniana. Quelli che poi furono prima  emarginati se insistevano sulle rivendicazioni sociali, ma subito  integrati nelle forze di repressione se si adeguavano alle linee dettate  dagli ayatollah. C&#8217;è addirittura una somiglianza incredibile fra la  CEI, il Governo Ombra dei vescovi che controlla e guida da sempre la  politica vaticaliana qualunque sia il goerno in carica, e  quell&#8217;autocrazia  rappresentata dal gran consiglio degli Ayatollah che,  dopo la morte di Khomeini, oggi ha al suo vertice quella sorta di &#8220;papa&#8221;  sciita che  oggi è Khamenei. L&#8217;unica differenza è che i catto-ayatollah  italiani e il loro capo, il generale-cardinale Bagnasco, a differenza  degli autocrati islamisti iraniani, hanno al di sopra di loro il Papa  Re, Ma questo nel nostro Paese significa solo che il potere cei  catto-ayatollah sarà ancora più forte e pervasivo come si è già  evidenziato nella prolusione di Bagnasco che ieri ha subito preteso il  riconoscimento della funzione pubblica della religione. Vale a dire che  è un pubblico servizio e va compensato con pubbliche finanze.  Prepariamoci a pagare molto più dell&#8217;ottopermille, fra poco i preti  diventeranno pubblici funzionari nel parastato di dio. Ma c&#8217;è anche di  più. Dice Bagnasco: nessuno si azzardi a mettere in discussione i valori  morali non negoziabili che la CEI impone ai governi vaticaliani di  qualsiasi colore. L&#8217;etica cattolica prevale. E così si chiude il cerchio  e Vaticalia diventa uno &#8220;stato etico&#8221; certificato e garantito  dall&#8217;etica imposta in esclusiva dalla chiesa cattolica. Sotto il governo  dei catto-ayatollah che però non hanno ancora indicato chi sarà l&#8217;Ahmadinejad italiano di loro fiducia.</p>
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