Archivi per la categoria ‘Politica interna’

5/3/10 - Scorpioni

Venerdì, 5 Marzo 2010

Lo scorpione deve attraversare il torrente e chiede alla rana di portarlo in groppa. La rana si rifiuta perché, dice allo scorpione, quando arriveremo tu mi pungerai a morte. Lo scorpione rassicura la rana che non lo farà. La rana si persuade e lo porta in groppa, ma arrivati a destinazione lo scorpione la punge a morte e gli dice, mi spiace, ma è la mia natura.

Perché l’Italia è un paese fermo? Ha senso che mentre gli altri camminano, talvolta anche in direzioni sbagliate, noi siamo inchiodati a sentire Polverini che incita i suoi fans a cantare “come può un scoglio arginare il mareeee”, laddove per scoglio deve intendersi l’imbroglio non riuscito dei cacicchi del Pdl? Spesso ci si chiede il perché della lentezza italiana rispetto alla veloce Spagna che pure si è liberata da un regime totalitario dopo di noi e, come noi, conosce il peso della teocrazia. Credo che qui finiscano le somiglianze. La Spagna infatti è un paese che ha imboccato la modernità da tempo, a cominciare dalle infrastrutture che lasciano a bocca aperta il turista (specialmente se ci sei ritornato a distanza di vent’anni). Alla fine del suo mandato il primo ministro Aznar, commissionò un sondaggio dal quale risultò che gli spagnoli trovavano una istituzione screditata la Chiesa cattolica e solo al terzo o quarto posto il governo in carica. Tenendo a mente quel sondaggio, e dopo due mandati ai socialisti, i dirigenti del partito popolare sono stati tiepidissimi con il clero per le nuove normative sull’aborto recentemente varate dal governo guidato da Zapatero. Come è noto i politici italiani prevengono i desiderata della Chiesa a sprezzo del ridicolo, come per la questione crocefisso, o danneggiando economicamente e culturalmente i propri cittadini, come per il caso della costosa ora di religione facoltativa nelle scuole. Quale sarebbe però la reazione degli italiani se dovessero dare un giudizio sulla Chiesa cattolica? Certamente io non ho visto manifestazioni di piazza a sostegno della richiesta - che ha inorgoglito il nostro ministro degli Esteri - per inchiodare la croce sulle pareti delle scuole, ma non vedo genitori che non iscrivono i bambini alla ora facoltativa di religione. Se pure hanno qualche ragione nell’essere turbati dal vedere i propri figlioli giocare nei corridoi senza maestro che gli spiega le regole fondamentali del nascondino, non hanno nessuna coscienza che con questo atteggiamento perpetrano l’arroganza clericale. Ed è difficile che qualcosa cambi senza pagare un piccolo prezzo. C’entra con questo il familismo, padre e padrone dell’italiano, quello che per la famiglia tutto si fa e s’abbozza, pure l’ora confessionale per non traumatizzare il pupo lasciandolo giocare con gli amichetti agnostici. Certo che questi non sono argomenti che entrano nei talk show rai, inspiegabilmente chiusi in questo mese. Ovviamente non si può che essere solidali con Floris Paragone Santoro Vespa che per un mese hanno avuto un incomprensibile stop. Va però detto per la verità che questi quattro giornalisti, bravissimi sicuramente ma non persone di cui si è gettato lo stampo, non hanno nessun problema a sospendere per una estate che comincia a primavera e finisce in autunno e per il santo natale che dura un mese il loro lavoro. Dei quattro però vorrei dire che ho disprezzato il loro atteggiamento di sufficienza per le questioni legate alle elezioni regionali: “dovrei forse mettermi a fare domande a candidati di partitini”? Perché no? E’ così insignificante sapere cosa propongono i diversi candidati? E’ o no un problema che il centro destra nel Lazio ha creato uno strappo nella sanità che il suo successore ha molto parzialmente ripianato? O che in Lombardia non si faccia un aborto? O che il Piemonte da cui è partita l’Italia passi alla Lega? E’ possibile che la gente comune in questo paese vale zero? E’ poi così diversa l’arroganza della Chiesa da quella della politica o di quella dell’informazione che non informa?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

3/3/10 – L’isteria pdl

Mercoledì, 3 Marzo 2010

Oddio, è una battuta per carità, ma se continua così la prossima volta il Pdl per presentare le liste è meglio che chiama la Protezione civile (Pierferdinando Casini, presidente Udc)
Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione (prima legge fondamentale della stupidità secondo Carlo M. Cipolla – Allegro ma non troppo, il Mulino € 8.80)

Secondo il presidente del Senato quel che conta è la sostanza e non la forma.
Oggi è chiaro quasi a tutti che la legge elettorale - e i suoi corollari - deve essere corretta, ma le regole, che non si cambiano mai in corsa, garantiscono un po’ tutti, in special modo i piccoli e i poveri. E’ veramente sorprendente che Renata Polverini si consenta di criticare i radicali che, a suo dire, sono appesi alla burocrazia cavillosa, quando dimostrano in maniera talmente appassionata da disturbare i più, il loro attaccamento alla legalità e al rispetto delle regole. L’eccesso di stupidità messo in campo nella presentazione delle liste del Pdl è stato così evidente che l’accusa calunniosa mossa ai radicali di violenza privata è ridicola.
Del tutto criminale invece continuare a invocare l’ammissione di una lista mai presentata come anche il presidente del Senato sembrerebbe richiedere. Anche questa volta le gerarchie cattoliche non ci hanno sorpreso e rimangano saldamente al fianco della parte politica che ha eletto a normalità la calunnia l’imbroglio e il furto.

Tiziana Ficacci www.nogod.it

Emma Bonino aveva ragione !

Martedì, 2 Marzo 2010

Tutta la partitocrazia e la stampa di regime hanno vomitato lazzi e frizzi, nel caso migliore, e insulti contro Emma Bomino per la “sceneggiata solita dei radicali” con lo sciopero della fame e della sete. Emma, come Pannella, oltre tutto è colpevole di fare quello sciopero senza però mai arriva a crepare, e quindi a togliere l’impiccio di una coscienza critica così fastidiosa per i politicanti corrotti. Ma anche stavolta, come sempre, Emma e i radicali hanno avuto ragione a richiamare il rispetto delle regole e della legalità. E a differenza delle altre volte il bubbone è scoppiato ed è sotto gli occhi di tutti l’approssimazione, l’arroganza e il disprezzo delle regole che anima i tenutari del potere. Certo, in un Paese in cui tutto si ottiene per raccomadazioni, mance ed elemosine e si impone con la prepotenza politico-mafiosa i radicali sono veramente un corpo estraneo. Ma finchè loro resistono noi resistiamo con loro.

Da: info@radicali.it

Ogg: Chi di firme ferisce, di firme perisce

Quanto accaduto in Lombardia e nel Lazio è la dimostrazione di ciò che denunciamo da anni: in Italia le elezioni sono strutturalmente illegali e quindi non democratiche.
La violazione delle regole elettorali e dei diritti civili dei cittadini è sistematica e coinvolge l’intera campagna elettorale, dalla fase di presentazione delle liste fino al voto finale.

I partiti sono abituati a raccogliere le firme in modo illegale, riempiendo i moduli con i nomi dei propri iscritti, potendo contare su complicità e un sistema di illegalità diffusa.

È bastato che un manipolo di Radicali chiedesse il rispetto delle regole per fa emergere la verità e affondare due corazzate partitocratiche come il PDL di Roma e Formigoni in Lombardia.

“Formalismi giuridici” dicono, o ancora: “la burocrazia non può battere la democrazia”. Si chiama burocrazia la legge quando una volta tanto deve essere rispettata anche da loro. Si chiama democrazia quando esclude le candidature scomode e costringe Emma Bonino a uno sciopero della sete per denunciare una serie di illegalità che hanno di fatto impedito alla lista Bonino Pannella di essere presente nella maggior parte delle regioni in cui si voterà il 28 marzo nonostante gli sforzi di tanti militanti radicali, gli stessi che pochi anni fa hanno raccolto milioni di firme per decine di referendum.

Ecco cosa è accaduto:

- in Lombardia Marco Cappato ha presentato un ricorso per l’irregolarità nella raccolta delle firme sul listino del candidato presidente Formigoni “Per la Lombardia”. A seguito della denuncia radicale, la Corte d’appello del Tribunale di Milano ha riscontrato l’irregolare autenticazione di 514 firme. Il listino di Formigoni senza quelle firme non raggiunge il numero di sottoscrizioni richieste, e per il sistema elettorale regionale il candidato presidente e le liste collegate non possono candidarsi alle elezioni

- nel Lazio il rappresentante del Pdl è arrivato dopo la scadenza delle 12 fissata per la presentazione delle liste. Era entrato prima, ma poi si è assentato, per poi tornare quando ormai la scadenza era passata. Le cronache dei giornali dicono che «ha lasciato l’edificio del Tribunale forse per andare a mangiare un panino o, forse, per cancellare qualche nome dalle liste che stava per presentare su indicazioni, pare, venute molto dall’alto». Lui fornisce versioni contrastanti a distanza di pochi minuti. Il militante radicale Diego Sabatinelli ha chiesto il rispetto dei termini di legge ed ora lo accusano di essere stato “violento”.

Per noi radicali partecipare alle elezioni significa innanzitutto superare gli ostacoli che la strutturale illegalità dello Stato pone ai diritti civili dei cittadini, denunciando le violazioni e provando a conquistare più diritto per tutti, non solo per noi. E’ la storia del nostro partito.

Prevediamo che ci saranno altri “casi Formigoni”: nelle prossime ore effettueremo in tutta Italia gli accessi agli atti per controllare le liste presentate. Solo dimostrando che siamo davanti ad un sistema criminale dei partiti possiamo avere la speranza che in Italia democrazia e diritto tornino ad avere un valore.

Queste lotte costano, specie per chi come noi non si arricchisce con la truffa dei finanziamenti pubblici. Per poterle fare, e per sostenere le spese campagna elettorale, donaci almeno 1 euro con un versamento online.

http://www.boninopannella.it/contribuisci

23/2/10 - Partito confessionale

Martedì, 23 Febbraio 2010

Caro cittadino, l’ostello Termini della Caritas ha bisogno di ristrutturazioni urgenti. E’ nostro dovere dare una casa a chi non ce l’ha. Dai il tuo contributo attraverso questo centralino. E’ il sindaco di Roma, Gianni Alemanno che te lo chiede (messaggio del sindaco che chi chiama il centralino del Comune di Roma (060606) è obbligato a sentire prima che l’operatore risponda)

Di santi ne abbiamo tanti, ma sicuramente di un altro ce n’è bisogno: papa Wojtyla è stato per Roma e per l’Italia la figura più importante dell’ultima parte della nostra storia (Polverini, candidata alla guida della Regione Lazio)

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha difeso l’autonomia del sostegno a Bonino, candidata della Lista Bonino-Pannella, alla guida della regione Lazio. Per il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, è scorretta l’opzione radicale sui valori del Pd. Il deputato Giorgio Merlo, Pd di provenienza Margherita sostiene che i cattolici hanno un ruolo “fondazionale” mentre i radicali sono “funzionali”. L’amabile Bersani prima o poi, meglio sarebbe prima, dovrà decidere l’identità politica del partito: continuare a tenere il piede in due scarpe, come si è visto, non fa fare un passo in nessuna direzione.
D’altro canto i cattolici che esigono una analogia assoluta tra fede e politica – e i teodem usciti dal Pd per accasarsi temporaneamente in altre formazioni politiche sembrano volerlo - dovrebbero farsi un partito confessionale. Certamente sarebbe un passo da gambero sulla strada della modernità, ma sarebbe anche un modo per contarsi in maniera definitiva. Infatti sta diventando sempre più improponibile per un Paese che ha l’ambizione di sedere nella Ue, sentir parlare di ricoveri coatti per l’interruzione della gravidanza (mentre per asportare la tiroide si sta in ospedale due giorni e mezzo, per una ernia inguinale o la cataratta un paio d’ore), o non avere equiparazioni per le famiglie omosessuali… e mi fermo qui per non tagliare una foresta intera per avere la carta per scrivere tutti i divieti imposti in Vaticalia. In un paese normale avere o no una religione dovrebbe far parte della sfera privata e personale di ognuno. Se si sceglie di militare in un partito che si trova a votare, per esempio, sull’eutanasia per interpretare la volontà della maggioranza degli elettori, si può anche non essere d’accordo ma si dovrebbe accettare il principio di democrazia.
Se i teodem faranno il partito confessionale, suggerisco come presidente onorario Gianni Alemanno (fascista poi An oggi Pdl) che si inventò una funzionaria comunale maldestra esemplarmente punita con la sospensione dall’incarico, per giustificare la mancata costituzione di parte civile del Comune di Roma nel processo per il presunto prete pedofilo, suo amico e consigliere politico. Scavalcando in questo modo anche Benedetto XVI che già nel suo viaggio australiano e oggi con i vescovi irlandesi, ha stabilito che i preti pedofili sono una vergogna per la Chiesa e i criminali devono essere giudicati in tribunali civili. Alleluia!

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

13/10/09 – Er più  http://www.nessundio.net/blog/2009/10/13/2770/

Ex comunisti e clericali uniti agli ex missini in sostegno alla Polverini.

Venerdì, 29 Gennaio 2010

Importanti apparatniki del vecchio PCI, specialmente quelli imbucati alla RAI, e conduttori di importanti trasmissioni culturali e politiche (ex comunisti ed ex democristiani apparentemente diversi come ideologia di riferimento) sono in realtà molto solidali e pronti a boicottare tutti quelli che combattono le greppie del potere. Come la Bonino che a differenza della Polverini non appare mai in nessuna TV pubblica e privata. Quando si dice le afinità elettive (o meglio elettorali in questo caso) di clericali, ex-comunisti e ex missini !

Contro Emma Bonino una vergognosa campagna di Libero.

Martedì, 26 Gennaio 2010

Denuncia di Filippo Facci su il Foglio.

La vergogna di Facci per l’attacco di Libero e dintorni all’ “assassina” Emma Bonino

. da Il Foglio del 25 gennaio 2010

di Filippo Facci

E’ difficile spiegare la vergogna personale che ho provato ieri nel leggere «La vera storia di Emma» pubblicata in prima pagina su Libero, perché il mio non è propriamente un dissenso: non si tratta di opporre una «opinione» a un`altra, non c`entra il giochino stucchevole del pro & contro, il libero pensiero, la democrazia eccetera. Io penso, sinceramente, che certa roba non dovrebbe trovare dignità di pubblicazione e basta, tantomeno in un giornale che ospita, pure, opinioni molto diverse e tra queste le mie. Tremo all`idea che questo genere di giornalismo possa far parte della prossima campagna elettorale per le regionali, come lo stesso articolo auspica: per poi magari, Libero e dintorni, accusare altri di fomentare odio. L`articolo di Andrea Morigi oltretutto non è neanche un`«opinione» confinabile come tale: era un articolo, e apriva il giornale. Per scoprire che cosa? Che «la candidata del Pd» Emma Bonino (candidata della Lista Bonino-Pannella, a esser precisi) «praticava aborti e se ne vantava», «ha una storia personale dimenticata», «negli anni `70 aspirava feti con la pompa delle biciclette e li gettava nella spazzatura», dopodiché il linguaggio si fa definitivamente messianico e si ritrae il mostro, la Bonino, «curva nell`atto di strappare la vita a un bambino», «uccidere il figlio che portavano in grembo», perpetrare «eccidi di milioni di italiani che l`anagrafe non ha potuto nemmeno registrare, tanto mica votano». Il linguaggio è quello sentimentalistico e asseverativo di chi dubbi non ne ha, e non c`è legge o dibattito o scienza che possano sfumarlo: «bambino» e «figlio in grembo» - che sarebbero il feto entro i 90 giorni di vita - sono termini che hanno già deciso anche per noi, i quali dobbiamo solo valutare se stare dalla parte «della vita» o dalla parte degli «assassini». Io e qualche milione d`italiani, probabilmente, non ci sogneremmo mai di spiegare agli altri dove cominci o finisca la vita: ma dovremmo accettare di farcelo imporre da Andrea Morigi e dalle convinzioni religiose - neanche politiche - di chi si richiama alla «scienza» solo quando serve. Ecco, vorrei sapere se questa è la posizione di Libero. Ho scritto «assassini» perché il mio collega, nell`incredibile modo che segue, giunge ad auspicare la ventura strategia politica del centrodestra: siccome - scrive - nel 1976 Marco Pannella e Adele Faccio ed Emma Bonino querelarono il direttore di «Studi cattolici» che lì aveva definiti «assassini», e però questo direttore fu assolto, ciò costituisce «un precedente giuridico importante che consentirà al centrodestra di propagandare liberamente la verità anche durante la prossima campagna elettorale, toghe rosse permettendo». Riassunto. Il centrodestra dovrebbe passare i prossimi mesi a dare di assassina a Emma Bonino in virtù di una sentenza del `76, e di passaggio dovrebbe giocoforza farlo - aggiungo io - anche nei confronti di chiunque «istiga gli assassini» nel nostro Paese: ossia l`85 per cento degli italiani che sono favorevoli alla Legge l94, equamente divisi tra destra e sinistra. Occhio però ai giudici comunisti. Berlusconi prenda nota. Io non ho nessuna particolare voglia di difendere Emma Bonino; è uno di quei radicali che trentacinque anni fa praticò la disobbedienza civile sull`aborto (autodenunciandosi) e contribuì all`introduzione del divorzio e dell`interruzione di gravidanza già presenti in tutti gli altri Paesi occidentali, sto parlando di quegli aborti legalizzati che in Italia calano anno dopo anno e che calerebbero anche di più, se certi ipocriti non impedissero che le ignoranti e le immigrate, coloro cioè che abortiscono in maggioranza, fossero raggiunte da un campagna sulla contraccezione che i vari «teocon» e «teodem» vedono come il demonio. Più in generale, Emma Bonino è stata uno di quei pazzi - Pannella per togliere il divorzio e l`aborto dalla clandestinità, Tortora per accorgerci che la giustizia fa schifo, Berlusconi per portare la tv privata ìn Italia e non solo quella, Craxi per modernizzare il Paese - di cui ogni tanto abbiamo bisogno per compensare il perenne ritardo della politica nei confronti della società reale.
C`entra qualcosa, quella Bonino anni Settanta, con la sua facoltà di saper governare l Lazio? Niente. E mi fermo qui, a dispetto della tentazione di dire ancora molto su certe campagne del centrodestra che se ne fottono delle opinioni effettive degli elettori di centrodestra. Una sola postilla. Non mi si dica che l`attacco personale a Emma Bonino è giustificato dalla necessità di evidenziare la sua distanza dall`elettorato cattolico: da una parte perché non c`è niente he non sapessimo già - nessuna storia scabrosa e dimenticata, voglio dire - e dall`altra perché un sondaggista che mi dica che in Italia esista un «voto cattolico» dipendente dai temi etici, da anni, io o devo ancora trovare. A meno di intendere la Lista «Aborto, no grazie» che due anni fa prese lo 0,37 per cento, meno della Svp di Siegfried Brugger.

La candidatura di Emma Bonino mette nei guai il PD-Partitus Dei.

Sabato, 9 Gennaio 2010

I cristianisti integralisti (Binetti ed altri minacciano di andarsene….magari!) mentre si affacciano ipotesi di candidature digeribili per il Vaticano (la cattolica Silvia Costa). Qualcuno pensa anche a Walter Veltroni. Insomma il PD è in piena confusione.

Qui la notizia tratta da L’Avvenire LEGGI

….Le prove per Pierluigi Bersani non finiscono mai. Anche quel­la sulla candidatura alla presidenza del Lazio è diventata du­rissima e di valenza assoluta: il Pd rischia di spaccarsi, con l’a­rea moderata infuriata e parte di quella cattolica pronta a fare le va­ligie. L’ipotesi di un sostegno alla radicale Emma Bonino manda su tutte le furie i teodem. E Paola Binetti avvisa: «Un sostegno del Pd alla candidatura Bonino sicuramente sarebbe per me una ragione forte per andare via». Spiega a ‘Liberal’ Binetti, che non esclude a questo punto di poter votare Polverini: «Vediamo quali saranno davvero gli altri candida­ti ». Ma con Bonino, si dice certa, «ci sarebbe una vera e propria e­morragia: pensiamo davvero che la componente popolare potreb­be mai far accettare al proprio elettorato la candidatura di un per­sonaggio dal profilo senza dubbio internazionale, forte, ma in anti­tesi con tutta una serie di valori?». Grane grosse, dunque. Non a caso aveva impiegato poco Nicola Zin­garetti a portare a termine il mandato esplorativo…..

La candidatura di Emma Bonino nel Lazio: ultima chiamata per il PD morto.

Mercoledì, 6 Gennaio 2010

Spiazza tutti Emma Bonino che costringe il PD-Partitus Dei a una riflessione seria sulla scelta del candidato Governatore del Lazio

Qui la fonte della notizia da La Repubblica LEGGI

ROMA - Il Pd alle prese con il rebus delle elezioni regionali. Se in Puglia il partito di Pier Luigi Bersani ha incassato il sì di massima dall’Udc per Francesco Boccia, nel Lazio a Nicola Zingaretti è stato affidato un mandato esplorativo per cercare candidature, mentre nel Pd romano c’è chi starebbe pensando a Emma Bonino che oggi è ufficialmente scesa in campo. Ma intanto esplode il caso Umbria, con l’auto candidatura di due big del partito.

Il mandato a Zingaretti. La segreteria nazionale e quella regionale del partito hanno dato mandato a Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, di cercare un antagonista al candidato del Pdl Renata Polverini e accertare “le condizioni politico-programmatiche e la candidatura più idonee e coerenti per costruire una nuova e larga alleanza per le elezioni regionali nel Lazio. Nicola Zingaretti - conclude la nota - si è impegnato a svolgere questo incarico nel più breve tempo possibile”.

Diversamente dall’incarico esplorativo su se stesso conferito a Francesco Boccia per la Puglia, quello a Zingaretti è un vero e proprio mandato esplorativo per risolvere la difficile situazione politica che si è venuta a creare nel Lazio dopo lo scandalo Marrazzo. A precisarlo è lo stesso Zingaretti, che parla di “ruolo terzo di mera esplorazione”. Il suo compito (difficile e da svolgere in pochissime ore, “riferirò entro giovedì”, ha fatto sapere) è di mettere insieme attorno a uno stesso nome una coalizione che vada dalla sinistra all’Udc, che nel Lazio sembra sempre più orientata a scegliere il Pdl.

Emma Bonino in campo. Oggi, intanto, Emma Bonino ha rotto gli indugi e ha annunciato la propria candidatura alla presidenza della Regione Lazio per la lista Bonino-Pannella. “La mia candidatura rappresenta un’alternativa per tutti quei cittadini che ancora credono nello stato di diritto e nella legalità nel nostro Paese. Sappiamo di poter dare un servizio ai cittadini”, ha spiegato la vice presidente del Senato.

“Candidature autorevoli, anche all’esterno del Pd”. A questo punto, se il partito di Casini alla fine dovesse andare con il Pdl, per il centrosinistra sarebbe quasi impossibile raggiungere la vittoria e il Pd potrebbe anche lavorare a una un’intesa sul nome della stessa leader radicale (un’ipotesi, questa, alla quale starebbe lavorando una parte consistente del Pd romano, anche se non è piaciuta affatto la fuga in avanti di oggi). A confermarlo ci sono le stesse parole di Zingaretti: nel corso del suo incarico avrà “la possibilità di verificare candidature autorevoli, anche all’esterno del Pd, in modo da costruire una coalizione larga e capace di vincere”…………………

30/12/09 - Perdere l’amore

Mercoledì, 30 Dicembre 2009

Da lunedì 28 dicembre sarà soppressa la fermata degli autobus in via del Plebiscito davanti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Una decisione presa per fluidificare il traffico e per ragioni di sicurezza (dal comunicato stampa dell’Atac del 26.12.09)
E’ o non è il nostro presidente del Consiglio Unto dal Signore? Ora bisogna solo attendere che qualche suo seguace proponga di indicare nel 22 dicembre (giorno del perdono a Tartaglia) una ricorrenza da festeggiare con partecipazione di popolo nel santuario di Arcore (Peppino Caldarola, il Riformista)

Commentando la spinta al papa il premier ha detto: “dobbiamo davvero contrastare tutte queste fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio”. Una dichiarazione poco intelligente perché accredita – audacemente – che i due fatti, l’aggressione al premier e la spinta al pontefice, sono entrambe figlie del contesto velenoso in cui viviamo (secondo Silvio). E’ un messaggio del tutto infondato come molte affermazioni che abbiamo sentito in questi giorni, ahimè, a media unificati.
Se il gesto esecrabile del lancio della miniatura del duomo doveva sortire l’effetto di un abbassamento delle penne di tutti i pavoni del parlamento, sembra evidente che ciò, almeno a sentire le numerose telefonate e messaggi di questi giorni, non è successo. Il premier continua ad essere ben lontano dallo statista che crede di essere e si mostra, come sempre, tracimante.
Tra l’altro, sarebbe interessante sapere qual è il clima di odio che circonda il santopadre. La sortita del teologo confuso su Pio XII non sembra aver destato lo sconcerto che la gravità del fatto avrebbe meritato, non ha avuto neanche l’onore di un approfondimento giornalistico (neanche degli pseudorivoluzionari che preferiscono scherzare coi fanti ma lasciando in pace i santi).
La questione cattolica, uno dei grandi nodi del Paese al pari della mafia, dell’evasione fiscale e della mancanza di equità sociale (ecc), è ben lontana dall’essere risolta, e gli auguri di natale del premier al papa mostrano gli anni luce che mancano alla soluzione del problema. Il governo, ha promesso Silvietto al papa, sarà in linea con i valori proposti dalla Chiesa cattolica. Intanto ha fatto diffondere subito la notizia che in virtù dell’amore che lo ha pervaso, ha regalato alle deputatesse una bel pendaglio a forma di croce. Strasburgo toglie il crocefisso e io me ne frego della Corte e ve la regalo a tutte, tie’.
Oltre alle leggi personali annunciate con amore cosa ci porterà il 2010? Probabilmente leggi che sembreranno partorite dall’agenda dei vescovi. Per intanto il premier è entrato nella storia dei santi col perdono dato al suo assalitore, lo stracco rito di un disgraziato paese che non si riconosce nella giustizia ma cristianamente perdona, sia che ti venga portata via la casa per lo smottamento che avevi denunciato, sia che ti ammazzino la figliola che nessuno ha ascoltato quando denunciava che l’ex fidanzato la perseguitava. Ovviamente dal 7 febbraio in poi tutto con amore: basta con la vecchia e stantia storia della politica che serve per dare forza alle ragioni dei deboli.
Non zuccheroso perdono ma giustizia vuole Ilaria Cucchi. La chiede per suo fratello Stefano che a 31 anni è morto perché selvaggiamente picchiato in carcere. Chiede giustizia mentre il ricordo del giovane sbiadisce: i medici che non si erano accorti delle fratture sono stati reintegrati, i carabinieri e gli agenti penitenziari si rimpallano la responsabilità, persino il documento dei Dap che ha ammesso errori negligenze e soprusi, viene raccontato in poche righe. Gli auguri – sinceri e affettuosi – sono per Ilaria e le persone che credono che il rigore della legge non deve essere disgiunto dalla tutela della dignità della persona.
Auguri per un 2010 sereno, pieno di salute e di crescita (come si usa dire).

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.youtube.com/watch?v=hgDT8mX_uOM

Gli epigoni di Togliatti.

Giovedì, 24 Dicembre 2009

Delizioso corsivo molto corrosivo del nostro amico Giancarlo Fornari dedicato al duo Veltroni-D’Alema che ancora imperversano sulla scena politica. Da www.contrappunti.info .

MA LEI HA IMPARATO LA STORIA A ROVESCIO? POST IT PER MASSIMO D’ALEMA
(22.12.09) Caro D’Alema, non siamo tra i suoi ammiratori e anzi consideriamo una iattura per il Paese che insieme al Suo gemello omozigote “We’ll never can” Veltroni Lei sia sempre lì, inossidabile, inamovibile, immarcescibile. Il mondo corre e dopo dieci anni siamo ancora a dover scegliere tra voi due e dover discutere di inciucio, orribile parola che a noi – apostoli della non-violenza – fa venire voglia di imbracciare il mitra e sparare nel mucchio alzo zero, a chi tocca tocca. Non possiamo però non reagire di fronte alle incaute affermazioni contenute in una sua intervista al Corriere, in cui per nobilitare gli inciuci che Lei (ormai lo ammette espressamente) vorrebbe fare con l’Uomo del Lettone di Putin ha fatto retroagire l’origine di questo tipo di accordi addirittura alla fase costituente, quando il capo dei comunisti Togliatti, respingendo l’opposizione degli azionisti, di molti socialisti, dei repubblicani, votò insieme ai cattolici l’art. 7 che inseriva il Concordato nella Costituzione italiana. Certo, caro D’Alema, che peggiore esempio non poteva portare. Perché il cinismo politico del suo predecessore Togliatti, che per ingraziarsi il Vaticano legò mani e piedi la nuova Repubblica ai patti stretti da Mussolini nel 1929 giovò molto al partito comunista. Figuriamoci. Di lì a pochi mesi, alle elezioni del 18 aprile del ‘48, la Chiesa, per nulla riconoscente, scatenò una campagna feroce in tutte le parrocchie contro il Fronte Popolare guidato dal PCI: che una volta perse alla grande quelle elezioni dovette aspettare più di trent’anni – approfittando dell’emergenza Brigate Rosse - per essere ammesso a votare l’appoggio esterno al governo monocolore di solidarietà nazionale guidato dal democristiano Andreotti. Che adesso Lei, caro D’Alema, ci voglia presentare quell’atto di cecità politica e deteriore cinismo come un esempio di nobile inciucio, insigne precedente di un accordo tra forze politicamente responsabili mentre i cani sciolti dell’ultrasinistra abbaiano alla luna, dimostra – non vorremmo offenderla, caro D’Alema – che Lei non ha capito niente, ma proprio niente, della nostra storia passata. E se non ha capito il passato non può capire neanche quello che succede nel presente, e ancor meno cercare di capire il futuro. Chissà perché ogni volta che pensiamo a Lei ci viene in mente il generale Custer, grande esempio di genialità militare. Ma noi non vorremmo essere massacrati a Little Big Horn.