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Nella scuola italiana è cominciata la persecuzione dei docenti laici. ?

venerdì, 5 giugno 2009

“Colpirne uno per educarli tutti” . Questo terribile slogan creato dalle Brigate Rosse è stato rievocato da un sindacalista ed è stato citato dal giornalista de La Repubblica che ha riferito dettagliatamente sulla condanna a due mesi di sospensione dall’insegnamento e dallo stipendio comminata a un professore di Cesena che aveva osato chiedere agli studenti le loro preferenze rispetto all’ora di religione.

Da La Repubblica

Le motivazioni nella nota di sospensione: disordinato, pochi voti sul registro
Si fa solo cenno al questionario sulla religione che in realtà ha aperto il caso
Cesena, così è stato punito il prof I docenti: sono ‘reati’ di tutti
La protesta di Cgil e Cobas: “Sei mesi neppure a docenti condannati
per pedofilia”
di SALVO INTRAVAIA

“Colpirne uno per dissuadere tutti i collegi dei docenti italiani dal
discutere qualsiasi questione che riguardi l’ora di Religione”. Il
portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi, sulla vicenda del prof sospeso
per avere rivolto una semplice domanda – ma sulla Religione cattolica
- ai propri alunni è lapidario. In tre giorni, la vicenda è diventata
un caso. Poche ore dopo la pubblicazione della notizia su
Repubblica.it, l’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna,
guidato da Luigi Catalano, ha addirittura diffidato gli organi di
informazione dal “travisare i fatti”. Mentre i deputati Radicali
presentano una interrogazione parlamentare al ministro
dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, perché al docente “venga
immediatamente reintegrato” almeno lo stipendio.

“E’ infondato – si legge nella nota di smentita dell’Ufficio
scolastico regionale – che tale sospensione sia stata comminata per le
ragioni riportate dalla stampa. (…) Il docente – spiega il
comunicato – è stato sanzionato per una molteplice serie di
comportamenti concernenti i doveri di ufficio e la dimensione
relazionale e cooperativa, che costituisce un valore irrinunciabile
per la scuola”. Per queste ragioni, l’ufficio di Catalano diffida “gli
organi di stampa e televisivi dal continuare a dare una
rappresentazione capziosa dei fatti”, minacciando azioni giudiziarie.

Peccato che il comunicato non citi i gravi comportamenti di cui si
sarebbe macchiato Alberto Marani, docente di Matematica e Fisica del
liceo scientifico Righi di Cesena. Ma andiamo con ordine. Marani
sarebbe stato sospeso per due mesi per avere chiesto ai 70 alunni
delle tre classi dove insegnava quanti avrebbero scelto l’ora di
Religione se la scuola programmasse anche una materia alternativa,
obbligatoria per legge.

Alla base della dura punizione, però, c’è altro. Repubblica.it ha
ottenuto il documento con il quale, lo scorso 6 febbraio, il dirigente
dell’Ufficio scolastico provinciale di Forlì-Cesena, Gian Luigi Spada,
contesta all’interessato le sue colpe. “La S. V. non tiene con la
dovuta cura la documentazione relativa all’attività di docente”, si
legge nella contestazione. Insomma: Marani sarebbe un uomo,
professionalmente parlando, disordinato. “Non ha ancora prodotto la
Programmazione didattica della disciplina insegnata”, “non ha ancora
fornito ai propri alunni i risultati” del compito svolto alcuni mesi
prima e “dopo oltre un mese nel registro personale sono annotate
soltanto assenze ed una prova scritta”. Ma non solo: il
“disordinatissimo” docente di Matematica è anche “reo” di avere
sbagliato a trascrivere il nominativo di una alunna sul registro
personale “ingenerando dubbi sull’attribuzione dei voti”.

E ancora: “il prof non ha ancora consegnato la Dichiarazione dei
servizi pre-ruolo” (un documento che è interesse dello stesso
insegnante produrre) e ha firmato, in qualità di rappresentante Cobas
un “atto di diffida usando termini non consoni” e “un atteggiamento
supponente”. Solo incidentalmente, tra i rilievi, si cita che il prof
“ha sottoposto ai suoi alunni un questionario riguardante una materia
di insegnamento diversa da quella propria e successivamente
indirizzato ai colleghi una proposta di modifica del Piano
dell’offerta formativa”. E che “ha usato materiali e strumenti
dell’Istituzione scolastica per diffondere comunicazioni aventi
carattere sindacale e argomenti di attualità comunque estranei ai
propri compiti istituzionali”

.

Secondo Domenico Pantaleo, leader della Flc Cgil, “si ha l’impressione
di una punizione eccessiva rispetto ai fatti contestati. Si è voluto
stigmatizzare – continua Pantaleo – la vicenda del questionario sulla
Religione”. “Fatti come quelli contestati al collega – rilancia
Bernocchi – farebbero sospendere quattro quinti degli insegnanti
italiani. Si ricorda inoltre che neppure a insegnanti condannati per
atti di pedofilia a scuola sono stati comminati sei mesi di
sospensione dal servizio, pena richiesta dall’ufficio scolastico
regionale. La verità è – continua il portavoce dei Cobas – che si è
toccato un tasto delicato: il questionario evidenzia che, in presenza
dell’ora alternativa, la Religione verrebbe seguita dal 10 per cento
degli studenti. Per questa ragione le scuole se ne guardano bene
dall’organizzarla”.

Il risultato del questionario in effetti è stato sorprendente: l’11
per cento degli alunni sceglierebbe comunque l’ora di Religione, la
restante parte opterebbe per Storia delle religioni o Diritti umani.
Esito che, secondo la ricostruzione dello stesso Marani, ha fatto
andare su tutte le furie il collega di Religione. Anche se il collegio
dei docenti ha successivamente approvato la proposta dell’insegnante
di Matematica di organizzare una attività alternativa alla Religione.
Marani, inoltre, dà una risposta a tutte gli altri addebiti. Spiega
che il compito in classe non corretto è stato annullato e la decisione
immediatamente comunicata agli studenti. E riguardo alle
documentazioni non prodotte in tempo, lo stesso prof ricorda di esser
stato quasi due mesi (novembre e dicembre) assente per malattia e di
avere privilegiato al rientro le attività di verifica e gli scrutini.
Insomma: di non avere avuto il tempo materiale per produrre le varie
documentazioni mancanti. Ma queste giustificazioni non sono bastate.
(5 giugno 2009)

Religione cattolica a scuola: per riscoprire le radici.

venerdì, 5 giugno 2009

E’ questo il titolo di un messaggio inviato ai genitori degli studenti che non vogliono studiare la versione cattolica della Menzogna Globale. Scoppiano le polemiche e il dirigente scolastico spiega che ha solo aderito a una richiesta della Curia. Bravo ! Ma se invece fosse stata un’associazione di atei a chiedere di inviare un messaggio ai genitori di chi si avvale dell’ora di religione per spiegare le radici della libertà di pensiero avrebbe assecondato quella richiesta ?

Qui la fonte della notizia

http://www.agi.it/milano/notizie/scuola_polemica_nel_bergamasco_per_lettere_pro_ora_religione

(AGI) – Bergamo, 4 giu. – Nuova polemica sull’ora di religione.
E’ scoppiata a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, dove i genitori degli studenti che non seguono l’insegnamento religioso hanno ricevuto un depliant sui pregi della religione a scuola. Succede a all’istituto comprensivo di Ponte San Pietro:: a questi e’ stata infatti mandata la brochure ‘Religione cattolica a scuola: per riscoprire le radici’. Uno dei genitori ha scatenato la protesta. “E’ evidente – ha scritto Mauro Gelfi alla direzione – che non c’e’ uguaglianza perche’ non vi e’ nella circolare nessun accenno di invito a letture che invece propongono di non avvalersi dell’ora di religione cattolica. Nessuna parola viene scritta sui vantaggi dell’ora alternativa”. Viene chiesto quindi il ritiro della circolare, o meglio l’integrazione “con un invito agli studenti e ai genitori a leggere i loro diritti in merito”. Dalla parte del genitore si e’ gia’ schierata l’Unione atei e razionalisti.
Il dirigente scolastico Antonino Grimaldi dal canto suo spiega di avere solo accettato una richiesta della Curia: “e’ vero, e’ stato un errore non mandarlo a tutti invece che solo a chi non segue l’ora di religione. Ma io sono convinto che la scuola deve essere laica e mi spiace se questa lettera, richiesta dalla Curia, ha fatto pensare qualcosa di diverso. La nostra scuola sta gestendo l’ora alternativa a quella di religione cattolica, e non c’e’ alcuna volonta’ discriminatoria nei confronti di chi non segue questa materia”.

4/6/09 – Vanity Fair

giovedì, 4 giugno 2009

Mantovano (sottosegretario agli Interni) ha detto di ritenersi laico perché per sostenere le posizioni della Chiesa sui temi della vita, della sessualità, della morte, non fa ricorso alla fede ma ai valori del diritto naturale. Pannella (leader Radicale) gli ha risposto, però per sostituire alla fede i concetti del diritto naturale ammanti quest’ultimo dello stesso fondamentalismo che accompagna la visione dogmatica della religione. In effetti il diritto naturale prospettato da Mantovano appare come un riferimento concettuale e giuridico immodificabile nel tempo, quanto assoluto e valido per tutti, e dunque che da tutti deve essere accettato. Così come prevede la Chiesa per l’insieme dei suoi dogmi. Pannella ha detto di essere rispettoso della fede altrui sino al limite in cui non si pretenda di imporre la visione religiosa a chi non crede (Stefano Munafò, il Riformista)

Una società laica dovrebbe salvaguardare la libertà di tutti rimanendo imparziale fra le parti, mentre il buon cittadino deve ricordarsi che, pur se credente, non deve imporre le proprie regole agli altri, ma piuttosto chiedere garanzie che vengano rispettate le proprie scelte di vita. Il dramma però è che le istituzioni non sono laiche e la scuola è solo la punta dell’iceberg.
Il caso del professore di Cesena http://www.nessundio.net/blog/2009/06/03/1822/ ha portato di nuovo in primo piano l’irrisolto problema dell’ora di religione cattolica nella scuola pubblica. Come è noto gli insegnanti di religione cattolica sono a carico del pubblico bilancio così come i cappellani militari, carcerari, ospedalieri. Potrebbe essere una soluzione rispettosa offrire alternative all’ora confessionale, anche se, in un Paese libero non dovrebbe essere l’istruzione pubblica a preoccuparsi dell’educazione religiosa, non mancando la possibilità di accedere alle diverse istituzioni religiose che liberamente operano sul territorio nazionale. Tra le anomalie italiane il sussiego alle gerarchie vaticane, come è noto, sembra essere al momento un ostacolo insormontabile, e anche le persone (politici, intellettuali, media) più vicine all’idea della società aperta preferiscono non smuovere le acque. A questo proposito è interessante il ricordo di Gadi Polacco, consigliere dell’Ucei, che da giovane liberale non tollerando che esistessero cappellani militari solo per chi era cattolico, propose all’allora ministro della Difesa Spadolini (nell’82 durante il governo Fanfani) cappellani per chiunque, si sentì rispondere “già abbiamo abbastanza cappellani cattolici, ci mancherebbe di averne anche di altre religioni…” . Ma non per questo pose mano alla questione abrogando la figura del cappellano militare, come sarebbe stato auspicabile e come ci dovremmo augurare per l’ora di religione a scuola.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Anche io come Giulio Vallocchia, curatore di questo sito che generosamente mi ospita, invito a votare per chi può garantire laicità. Mi sembra che soltanto la Lista Bonino-Pannella possa assicurare questa possibilità. Assegnerò la preferenza a Emma Bonino che stimo per la sua integrità e il suo perfetto curriculum. Mi preme però segnalare che non amo l’esibizione del maghen David che i radicali indossano sul bavero. Usare la stella gialla come simbolo politico della discriminazione avalla l’equazione politica ebreo=vittima, prodotto dalla storia ma oggi non più accettabile. E, come scrive Elena Loewenthal, “non è degna delle nobili pannelliane battaglie dei radicali sostenute sempre per scopi non egoistici”. Non so se i radicali raggiungeranno il quorum, ma non mi sembra questo il momento di abbandonare le proprie idee per esportare anomalie e antimodernità in Europa. Tiziana Ficacci

Berlino è laica !

lunedì, 27 aprile 2009

A Berlino un referendum spazza via l’ora di religione obbligatoria nelle scuole. Continuerà ad essere facoltativa mentre resterà obbligatoria l’ora di etica, che viene impartita per insegnare agli studenti democrazia e laicità, i valori odiati da tutti gli spacciatori dell’oppio dei popoli.

Dal Corriere della Sera

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/merkel-ora-di-religione/merkel-ora-di-religione/merkel-ora-di-religione.html

Niente quorum per il referendum che voleva “pari diginità” con l’etica universale
Il voto era stato richiesto dai gruppi Pro-Reli. Contrari i gruppi pro-Ethick e la sinistra
Berlino, schiaffo alla Merkel, bocciata l’ora di religione

dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

BERLINO - La laica capitale tedesca ha detto no alla pari dignità dell’ora di religione. Il risultato del referendum tenutosi ieri, secondo i dati non ancora ufficiali ma già quasi definitivi, suona anche come una chiara sconfitta per la Cancelliera Angela Merkel, che pochi giorni fa si era schierata di persona a favore del sì. Gli stessi promotori della consultazione popolare ieri sera hanno ammesso la sconfitta.

Il referendum, indetto dopo una raccolta di firme di “Pro Reli”, organizzazione sostenuta dalle chiese e dalla Cdu (il partito della cancelliera) chiedeva ai berlinesi se volevano ripristinare la pari dignità dell’ora di religione con la lezione di etica. Attualmente a Berlino – capitale, ma anche città-Stato, uno dei sedici Bundeslaender – diversamente da altrove in Germania, l’etica è materia obbligatoria mentre la religione è disciplina facoltativa: chi la sceglie deve fare un’ora in più.

La partecipazione al voto è stata bassissima, del 28,2% circa. E già questo indicava fin dal primo pomeriggio un consenso insufficiente all’iniziativa del movimento pro-religione. Poco dopo le 20, in base al conto del 96% dei voti espressi, il no alla pari dignità dell’ora di religione raggiungeva il 51,3, contro il 48,5 dei sì. Sono andati a votare appena 710 mila sui circa 2,4 milioni di aventi diritto al voto a Berlino. Questo vuol dire che, rispetto al totale del corpo elettorale nella città, i sì all’ora di religione sono soltanto il 13,7% . Molto meno del 25% dei sì che la legge avrebbe richiesto per una loro vittoria, anche se i sì fossero stati in vantaggio. Il risultato del referendum di ieri è importante per almeno due motivi, nella Germania e nell’Europa di oggi. Primo, perché Berlino riunificata conferma la vocazione di città più laica e più decisa alla separazione tra Fede e pubblici poteri in tutta la Repubblica federale. Secondo ma non ultimo, perché a pochi mesi dalle elezioni politiche federali, previste per fine settembre, la CduCsu , pur essendo in schiacciante vantaggio nei sondaggi rispetto alla socialdemocrazia, Spd, sua alleata nella Grande Coalizione ma rivale alle legislative, appare su alcuni temi specifici non imbattibile e non invulnerabile.

NO GOD vuole ricordare che questo risultato è anche l’effetto della politica di consolidamento della LAICITA’ praticata dal Sindaco di Berlino che l’anno scorso abolì nella sua città l’obbligatorietà dell’ora di religione. Ecco cosa ne scrisse Tiziana Ficacci nella sua pagina Ritratti di Signori.

13/10/08 – Ritratto di (signor) sindaco

Klaus Wowereit è sindaco di Berlino, città dove è nato, dal 2001. E’ dell’ala sinistra dell’SPD e molti osservatori prevedono per lui un futuro da primo ministro, specie se il prossimo anno l’attuale capo del dicastero degli Esteri Frank-Walter Steinmeier (SPD) dovesse perdere le elezioni dell’anno prossimo contro Angela Merkel.
In contrasto col suo partito ha formato una coalizione rossa-rossa (SPD-Linke) attirandosi gli anatemi dell’allora cancelliere Gerhard Schroeder.  Ma  i fatti gli hanno dato ragione: sette anni fa Wowereit ha preso in mano una città con 60 miliardi di € di debiti, e oggi può annunciare che dall’inizio del prossimo anno Berlino sarà in attivo. Inoltre la città è in fiore: gallerie d’arte, musei, discoteche, centri culturali. In seguito alle difficoltà economiche del dopo Muro (’89), Berlino oggi ha imprese leader a livello nazionale e internazionale specialmente nel settore delle nuove tecnologie. Gli stranieri sono tanti e ben il 51% di questi sono disoccupati. Non ci sono stati ad oggi gli scontri che si sono verificati nelle banlieu parigine, anche se a Neukolln, uno dei quartieri più poveri ed a più alta densità di stranieri, i problemi sono lontani dall’essere risolti.
Certamente Wowereit ama la sfida: nel 2006, all’indomani dell’omicidio di una giovane turca uccisa dal fratello che la considerava troppo occidentale, il sindaco (cattolico), ha voluto l’abolizione in tutte le scuole della città dell’ora di religione come materia obbligatoria (può essere richiesta, ma le scuole devono garantirla fuori dall’orario scolastico), sostituendola con una ora di etica. Qualche mese fa si è battuto per la chiusura dell’aeroporto cittadino di Tegel, noto perché lì atterravano gli aerei americani per rifornire Berlino ovest durante il blocco sovietico, ma accettando comunque un referendum indetto da cittadini che lo volevano mantenere. Per la cronaca il referendum è andato nel senso dei desiderata del sindaco. Sicuramente però i berlinesi sono stati messi alla prova nel 2001 quando decise di rivelare la sua serena omosessualità. Decisione che  scosse i vertici del suo partito ma che ha lasciato totalmente indifferenti i cittadini. A 56 anni molto ben portati, ha avuto anche una copertina su Men’s Health che l’ha eletto uomo politico meglio vestito della Germania. Insieme ai colleghi Bertrand Delanoe (Parigi), Boris Johnson (Londra), Michael Bloomberg (NY), e il “defunto” Walter Veltroni, fa parte di quei sindaci la cui influenza politica va ben oltre la sfera locale.
Lo vedremo prima o poi Cancelliere? Nel frattempo Berlino diventa sempre più bella, anche grazie alla campagna Be Berlin alla quale tutti i cittadini sono chiamati a contribuire. E sempre più persone, anche nel resto della Germania, lo chiamano Wowi.

L’indottrinamento religioso obbligatorio è un esempio di laicità.

sabato, 25 aprile 2009

In attesa che arrivino i musulmani per obbligarci tuti a credere nella loro versione della Menzogna Globale ci pensa il papa in persona a facilitargli la strada mentendo spudoratamente sulla funzione “laica” della religione.

da La Repubblica online http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/scuola_e_universita/servizi/religione-scuola/papa-ora-religione/papa-ora-religione.html

CITTA’ DEL VATICANO – L’ora di religione è parte integrante della scuola italiana ed è esempio di “laicità positiva”. Lo ha ribadito oggi il Papa. “L’insegnamento della religione cattolica è parte integrante della storia della scuola in Italia, e l’insegnante di religione costituisce una figura molto importante nel collegio dei docenti”, ha detto Benedetto XVI, come dimostra anche il fatto che “con lui tanti ragazzi si tengano in contatto anche dopo i corsi”.

Il Papa ha voluto riaffermarlo oggi nel modo più solenne, concludendo in Vaticano il Meeting degli insegnati di religione promosso dalla Cei, che era stato aperto giovedì scorso dal cardinal Angelo Bagnasco e dal ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini.

Applaudito dagli ottomila professori radunati nell’Aula Nervi, il Papa ha sottolineato che “l’altissimo numero di coloro che scelgono di avvalersi di questa disciplina è il segno del valore insostituibile che essa riveste nel percorso formativo e un indice degli elevati livelli di qualità che ha raggiunto”.

Lungi dal costituire “un’interferenza o una limitazione della libertà”, la presenza nella scuola pubblica italiana degli insegnanti di religione selezionati dalla Chiesa cattolica “è, anzi, un valido esempio di quello spirito positivo di laicità che permette di promuovere una convivenza civile costruttiva, fondata sul rispetto reciproco e sul dialogo leale, valori di cui un paese ha sempre bisogno”, ha aggiunto il Papa.

(25 aprile 2009)

Gelmini talibana.

venerdì, 24 aprile 2009

Incredibile esternazione della ministra Gelmini che vuol rendere l’insegnamento della religione cattolica obbligatoria per tutti. Non solo, pretende anzi che la religione abbia uno “status” didattico superiore a quello della altre materie. Sempre più religione di Stato

ORA RELIGIONE: GELMINI, STESSA DIGNITA’ ALTRE MATERIE
“Nel quadro delle finalita’ della scuola, l’insegnamento della religione deve avere la stessa dignita’ delle altre materie”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, intervenuta questo pomeriggio al meeting degli insegnanti di religione promosso a Roma dalla Cei. Secondo la Gelmini, del resto, “l’ora di religione ha una valenza educativa maggiore di altre discipline”. “Non ci sono dubbi – spiega a una platea di insegnanti assai generosa di applausi – che l’insegnamento della religione cattolica sia uno strumento indispensabile per la formazione dei giovani e dire che il cattolicesimo sia parte del patrimonio storico del nostro paese e’ semplicemente ricordare un dato oggettivo di realta’”. Da parte mia, aggiunge il ministro, “sto cercando di restituire alla scuola il suo ruolo educativo, e credo che in esso l’insegnamento della religione cattolica debba assumere ancor piu’ una valenza centrale”.

(23 04 2009)

Religione di Stato obbligatoria a Milano.

martedì, 17 febbraio 2009

 Parte dal comune dominato dalla cattolicissima Letizia Moratti l’obbligatorietà della religione cattolica nelle scuole. Non solo in quelle materne. Ben 46 educatrici scelte dalla curia ma pagate dai cittadini sarano destinate all’indottrinamento catto-talibano. La scuola italiana sta diventando la fotocopia delle madrasse islamiche dove fin dalla più tenera età viene fatto il lavaggio del cervello dei ragazzini per costringengerli a credere ciecamente nella Menzogna Glbale.

Qui la fonte della notizia LEGGI

Tagli per tutti, meno che per gli insegnanti di religione.

sabato, 22 novembre 2008

Sintesi inviata dall’ Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno.

Tagli per tutti, tranne per gli insegnanti di dio.

E questo mentre diminuisce il numero di chi sceglie religione cattolica

<<Zona protetta, qui non si taglia. E neanche si riordina. I  25.694 insegnanti di religione nella scuola pubblica sono al riparo dallo tsunami di tagli e proteste che l’ha investita. Anzi sono destinati ad assumere un peso crescente, essendo le loro ore intoccabili nella generale riduzione dell’orario delle lezioni in classe: Lo dice anche la Gelmini: macché maestro unico, c’è anche l’insegnante di religione. Che alle elementari e alle materne fa due ore a settimana per classe. Solo che adesso sono due su 30 (o 40 se c’è il tempo pieno), dall’anno prossimo saranno 2 su 24: l’8,3 per cento dell’orario curricolare.

(…) Tra il 2004 e il 2007 sono stati assunti oltre 15 mila tra maestri e professori di religione. Adesso superano i 25 mila, e cifra più cifra meno costano costano 800 milioni all’anno.

(…) mentre da tutte le parti ci si affanna per razionalizzare, accorpare risparmiare, l’insegnante di religione è attribuito rigidamente per classe. Questo vuol dire che c’è sempre, anche se solo uno studente di quella classe opta per l’insegnamento della religione. (..) se ci sono due classi con dieci studenti ciascuna che scelgono la religione, queste non si possono accorpare per quell’ora. Un meccanismo che moltiplica le ore e le cattedre.

(…) Vale la rassicurazione del ministro Gelmini: “gli insegnanti di religione non si toccano”.

(…) l’insegnante di religione immesso in ruolo non perde il posto, ma può far valere i suoi titoli per insegnare altre materie:scavalcando altri precari con meno santi in paradiso.>>

(da dio non si taglia, di Roberta Carlini, L’espresso, 27 – 11 – 2008, p. 89)

SU IMMISSIONE IN RUOLO E STIPENDI INSEGNANTI RELIGIONE CATTOLICA:

http://www.periodicoliberopensiero.it/voci/voci_0805_insegnanti.htm

http://www.periodicoliberopensiero.it/news/news_20080928_insegnanti.htm

http://www.periodicoliberopensiero.it/news/news_20081027_stipendio.htm