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I gay cattolici non gradiscono la partecipazione delle associazioni degli atei ai Gay-Pride.

martedì, 7 settembre 2010

.Notizia presa dal sito dell’UAAR . “”"Al Gay Pride vi è una “presenza massiccia di gruppi di atei e di anticlericali che usano il Pride solo come una vetrina per portare avanti un discorso che non ha niente a che fare con l’orgoglio omosessuale”, comportandosi in tal modo come i fondamentalisti cristiani che offrono, in tali occasioni, le proprie “terapie riparative”. A sostenerlo è Gianni Geraci, leader degli omosessuali cristiani, intervistato da QueerBlog. Geraci critica gli organizzatori perché, “proponendo questi momenti”, non tengono conto “della sensibilità di quanti, all’interno del movimento LGBT, lavorano per cambiare l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dell’omosessualità”: un atteggiamento che costringe i gay cristiani a non aderire alla manifestazione. Geraci lamenta come siano troppo pochi gli omosessuali cattolici a fare coming out.“”"

Premesso che un credente in qualsiasi versione della MenzognaGlobale ci appare come una persona vittima di un inganno, c’è l’aggravante che i credenti nelle tre religioni monoteiste (e in particolare nelle due che impongono la professione di fede, vale a dire l’obbligo di diffonderla) anche non volendo esserlo finiscono per apparire totalitari in quanto le religioni in cui credono sono intrinsecamente totalitarie e totalizzanti. Per questo pensiamo che possano apparire tali anche i gay-cattolici di Geraci quando dicono di non gradire la partecipazione alle manifestazioni del movimento a cui appartengono di quanti in qualche modo mettano in discussione le loro credenze. Inoltre ci dispiace che i gay cattolici non gradiscano la partecipazione dell’ UAAR (e anche di No God quando ancora era un’associazione e sfilava nei cortei del Gay Pride) fino al punto di ritenerla motivo di auto-esclusione dalle manifestazioni del Movimento gay. Sia l’UAAR che No God, come altre Associazioni non dichiaratamente ed esclusivamente gay, come pure i partiti politici che partecipano alle stesse manifestazioni, lo fanno solo in difesa dei diritti civili delle persone omosessuali. Peraltro chiedere di escludere solo gli atei e non anche gli altri dimostra una visione della cultura dei diritti che ci avvilisce profondamente. E ci chiediamo come si può andare in piazza per difendere i propri diritti subordinando la propria partecipazione all’esclusione di quanti non sono di proprio gradimento ma che comunque si espongono in pubblico proprio per difendere gli stessi identici diritti, anche se non sono portatori dei medesimi orientamenti sessuali. Per concludere vogliamo ricordare che ai gerarchi della SS vaticana non gliene frega niente della presenza degli atei al gay-pride ! Quello che non possono tollerare è proprio la presenza dei gay cattolici che li costringe a fare i conti con l’omofobia del loro sistema di potere. E si rassegni il Geraci, quelli non cambieranno mai ! Comunque certe osservazioni meritano una risposta. Basterebbe che un gruppo di gay atei, indipendentemente dall’appartenenza all’UAAR, sfilasse con questo slogan per rimettere le cose a posto : “CHI CREDE NELLE RELIGIONI OMOFOBE DANNEGGIA ANCHE TE. DIGLI DI SMETTERE

Cristo ha illuminato Torre Pellice.

sabato, 28 agosto 2010

Coraggiosa apertura da parte dei cristiano-valdesi nei confronti delle coppie omosessuali alle quali potrà essere impartita la benedizione religiosa. Lo stesso Sinodo ha poi approvato la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali.  LEGGI

Appare stridente il contrasto con i gerarchi della SS Vaticana che con la loro omofobia contribuiscono ad alimentare l’odio e la persecuzuone verso le persone omosessuali. E infatti il vescovo di Pinerolo  ha immediatamente espresso il suo “dolore” per il pronunciamento dei Valdesi, colpevoli oltre che di aver manifestato amore cristiano verso le persone omosessuali anche di aver disconosciuto il crocifisso come simbolo “culturale” della nazione italiana. Evidentemente i gerarchi della SS Vaticana pur di affiggere il loro simbolo a martellate su qualsiasi muro o luogo disponibile sono disposti a svilirlo fino al punto di negare il suo valore “religioso” facendone prevalere un generico significato culturale. Come se si trattasse della pizza margherita o, peggio ancora, un simbolo apotropaico come il corno di corallo rosso.

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Torino, 27 ago. – (Adnkronos) – ”Profondamente addolorato” per le conclusioni del Sinodo Valdese, fra cui benedizione delle coppie dello stesso sesso, alcuni problemi relativi alla bioetica, e il pronunciamento sul crocifisso nei luoghi pubblici. Cosi’ si dice il vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi, commentando le posizioni espresse dal Sinodo riunito a Torre Pellice. ‘L’orizzonte attuale, cosi’ confuso – sottolinea il vescovo di Pinerolo – ci spinge a ribadire, con forza e senza compromessi ne’ cedimenti, valori etici irrinunciabili come la sacralita’ della vita dal suo concepimento sino alla sua naturale conclusione e il concetto di famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna, bene insostituibile della societa”’.

I cristiano-protestanti olandesi disgustosamente omofobi.

mercoledì, 2 giugno 2010

Al peggio delle religioni non c’è mai fine e questi criminali che si dicono cristiani nella versione protestante esprimono rammarico perchè i loro omologhi islamici del Malawi hanno amnistiato una coppia gay precedentemente condannata.

Su segnalazione di un cortese lettore.

Caro Giulio una segnalazione dall’Olanda. L’odio per le persone omosessuali apparentemente accomuna quasi tutte le religioni nelle loro varie versioni….
Il giornale protestante Olandese “Het Reformatorisch Dagblad” ha scritto un editoriale esprimendo “dispiacere” per la decisione del presidente del Malawi di dare un’amnistia ad una coppia di gay condannati a 14 anni. Secondo il Reformatorisch Dagblad, “se il popolo del Malawi vuole sapere dove conduce questa via, devono solo seguire il dibattito politico in Olanda [dove quasi tutti i partiti stanno per approvare una legge per vietare la discriminazione in base all'orientamento sessuale nelle scuole religiose] …

In altre parole: se sei gay, vai in galera per 14 anni – é giusto cosí : Dio lo vuole`!

Urge un intervento di Faggod, il dio dei gay.

lunedì, 10 maggio 2010

Nei giorni scorsi abbiamo ipotizzato che un dio di nostra invenzione (Faggod, il dio dei gay -  LEGGI ) sia stato l’autore di un tiro mancino nei confronti di un noto omofobo americano. Ora scopriamo da un’intervista su il Riformista a Daniele Scalise che forse dovrebbe intervenire anche su alcuni ipocriti politicanti nostrani.

Di seguito riportiamo stralci di una intervista di Cinzia Leone a Daniele Scalise
sull’omofobia (da Il Riformista, 8 maggio)


Più sessuofobici a sinistra?

La sinistra è una parte del paese: ipocrita, omofoba, antisemita, indifferente e conservativa, con la pretesa di essere paladina dei diritti civili. La destra fa schifo, diceva Angelo Pezzana, ma la sinistra fa pena. Ma, naturalmente si può invertire l’ordine.

Però i Dico erano un primo passo…

Pollastrini e Bindi, dei Dico dovrebbero vergognarsi. Non parliamo poi dei Cus di Salvi. Grande rumore e poi flop.

Eppure i diritti dei gay sono ormai entrati nel mantra della sinistra

Ritualità verbale: diritti civili, libertà di orientamento sessuale… ma fatti nessuno.

Il palcoscenico della Ventura meglio di quello della politica?

La società è più avanti della politica: ammuffita, arretrata, polverosa, pavida. La sinistra si racconta per quello che non è, e gli elettori se ne accorgono. …almeno nessuno in tv usa più l’espressione pervertiti o terzo sesso.

Più arretrati a sinistra o oltretevere?

Il problema non è il Vaticano che fa il suo mestiere. Sono omofobi e come tutti gli omofobi portati all’omosessualità nascosta. Il peccato per loro è un afrodisiaco. A sinistra temono il cambiamento, persino il divorzio lo hanno osteggiato salvo poi cavalcarlo.

Busi anticlericale radiato dalla rai perché ha offeso il papa

Non mi piace il clero, ma ho un grande rispetto per la religione. Busi è un grande scrittore, una risorsa che l’Italia non merita, e la fatwa contro di lui è vergognosa.

Luxuria non la invitano più alle feste dell’Unità

Se ne farà una ragione. Luxuria in politica ha messo molto più di una tessera: la faccia. Dei transgender Vladimir ha dato un’immagine civile e ragionevole.

Quasi una moda?

Snob e progressisti hanno l’omosessuale al seguito. Ma se i figli si dichiarano gay è l’inferno. L’ipocrisia sugli omosessuali fa il pari con quella sugli ebrei.

A sinistra si salva qualcuno?

Lo sdoganamento è avvenuto con i radicali e a sinistra è servito a elaborare una sensibilità diversa.

E a destra?

Non si sono mai posti come campioni di liberalismo.

Ma una volta al potere?

Arrivati al governo, dell’omofobia non importa a nessuno, sia a destra che a sinistra

Quanti politici sono gay e lo nascondono?

Il 10%, ugualmente spartiti a destra e a sinistra. E’ la percentuale costante di ogni società

E’ stato impegnato a sinistra. Mai stato discriminato?

Ricordo di aver discriminato. Nel ’73 la sede del Soccorso rosso a Roma ospitava gli omosessuali del Fuori. Avevo 22 anni, ero appena sposato e di li a poco avrei avuto una bambina. Quando arrivavano quelli del Fuori, noi rivoluzionari di sinistra, io compreso, li sbeffeggiavamo. Vivo da 23 anni con un uomo, ma non dimentico quello che sono stato capace di fare.

3/5/10 – Nemici

martedì, 4 maggio 2010

Nei due schieramenti politici italiani i diritti civili contano poco. Talmente poco che al momento in Italia i diritti dei figli naturali non sono equiparati a quelli nati all’interno del matrimonio. Ai singoli – che tra l’altro pagano tasse più alte esattamente come ai tempi del duce – non viene riconosciuta, ad esempio, la possibilità di adottare come negli altri paesi europei. Nessuno status hanno gli omosessuali, se non quello di fare i ridicoli pupazzi in qualche trasmissione televisiva. Si è sempre (erroneamente) pensato che a sinistra c’è una maggiore sensibilità ai diritti civili e con una compiacenza veramente fastidiosa si è taciuto sui diritti negati a Cuba, tra l’altro. Ma l’imbarazzante silenzio continua per le donne costrette a subire culture arcaiche o superstizioni religiose in larga parte del mondo arabo, si tace sulla applicazione della sharia da parte di alcuni movimenti come hamas. Dalla rivista Sette, riportiamo stralci di un articolo di Stefano Jesurum sulla difficile situazione degli omosessuali palestinesi.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

C’è chi dice gay, omosessuale, e c’è chi dice luti – sodomita, contro natura.
Per il mondo musulmano froci, finocchi, “disonore” di padri e fratelli maschi. Perseguitati, spesso torturati, a volte ammazzati. Gay e luti sono di nuovo stretti gli uni agli altri, in Israele, nel lavorare per la riuscita di un “telefono amico” in lingua araba. La nuova help-line è frutto dei coraggiosi sforzi di Aswat (organizzazione di Haifa per i diritti delle lesbiche arabe) e di Al-qaws (associazione per la diversità sessuale nella società palestinese di Gerusalemme).
Secondo il movimento, almeno un 10% ei palestinesi che vivono in Israele e nei Territori occupati è gay. Due, tre, enne volte discriminati dalla sorte e dal mondo. Shàul (massiccia corporatura di paracadutista in netto contrasto con l’acquosità malinconica degli occhi celesti), militante del gruppo telavivino Agudà per la difesa dei diritti individuali, mi raccontava tempo fa degli oltre cinquecento individui tra i venti e i trent’anni – omosex, bisex, trans – che ancora si nascondono nei sobborghi più squallidi di Tel Aviv. Non possono lavorare perché non hanno il permesso di soggiorno, e vivono nel terrore di essere arrestati e rispediti a casa. Ovvero impacchettati e ricacciati a Ramallah, Gaza, Nablus. Palestinesi che convivono con un compagno ebreo e in questo modo – oltre che ad amare liberamente – si nascondono dalle famiglie che danno loro la caccia. Se li trovassero, purificherebbero col sangue il disonore di un figlio o un fratello haràm, proibito.
Ed ecco che le lote di liberazione vanno avanti anche tra nemici. Lottano e vincono. Ponti e non muri…
Nel ’93 Uzi Even, docente universitario di chimica, sfidò il Parlamento israeliano con parole di libertà. Lo cacciarono dall’intelligence dell’esercito e poi gli tolsero il grado di ufficiale riservista… Yitzhak Rabin modificò la legge militare e ordinò che i gay non fossero più discriminati. Così oggi il capo degli stati maggiori riuniti statunitensi, ammiraglio Mike Mullen, discute con il collega israeliano Gabi Ashkenazi di cooperazione bilaterale, ma anche dell’atteggiamento da mantenere verso i soldati (e le soldatesse) omosessuali, materia in cui Tsahal ha ormai parecchio da insegnare (sjesururm@corriere.it)

La poco onorevole signora Robinson,

sabato, 9 gennaio 2010

…puritana anti-gay di giorno e zozzona a caccia di ragazzotti la sera. E’ la moglie del premier iralandese, cattolicissima con la Bibbia in bocca sempre pronta a condannare i peccati degli altri e soprattutto quelli degli omosessuali. E come spesso succede ai più accesi omofobi si rivelano poi grandissimi zozzoni che nel moralismo ipocrita ufficialmente esibito nascondono le proprie peggiori perversioni. Come quegli schifosi zozzoni dei preti che condannano i peccati di sesso e poi violentano e stuprano ragazzine e ragazzini.

Qui la fonte della notizia da Quotidiano.net  LEGGI

Belfast, 8 genaio 2010 – Si aggrava la crisi politica per il premier nordirlandese Peter Robinson, dopo che si è scoperto che l’uomo con cui la moglie aveva una relazione extraconiugale era un giovane di appena 19 anni.


E’ grande lo sconcerto nel
paese dopo la confessione della 58enne Iris Robinson di avere tradito il marito con un 19enne, tale Kirk McCambley, un barista di South Belfast, la sua circoscrizione elettorale.Il “First Minister” Peter Robinson, a complicare le cose, è espressione della maggioranza cattolica e unionista della provincia britannica, e precisamente del DUP (Democratic Ulster Party). La vicenda risulta particolarmente scabrosa per il leader politico, espressione di una fede tradizionalista a fronte della minoranza protestante. Robinson ha promesso oggi che non lascerà la leadership del governo nordirlandese in seguito alle rivelazioni, per quanto dolorose, della moglie, che come lui è membro del parlamento britannico.

Robinson ha cercato di mostrare di essere tornato al lavoro come al solito, dopo che mercoledì aveva rivelato che sua moglie Iris – sessantenne madre di tre figli, deputata e stretta sua collaboratrice – aveva tentato il suicidio dopo la scoperta, nel marzo scorso, del tradimento. Invece la loro decisione di rendere la storia pubblica non ha fatto che alimentare ulteriormente le voci, rinfocolate anche da un documentario di Bbc Northern Ireland, che ha raccontato irregolarità finanziarie compiute dalla signora Robinson e dato un nome all’amante sconosciuto: è Kirk McCambley, oggi 21enne e proprietario di un bar nel sud di Belfast….

Omofobia planetaria, con qualche oasi di pace.

lunedì, 21 dicembre 2009

Periodicamente leggiamo raccapriccianti notizie riguardanti la persecuzione delle persone omosessuali. Impiccagioni e violenze nei paesi dove vige la legge coranica, ma anche incitamenti alla discriminazione sociale e giuridica (nessun riconoscimento delle coppie omosex) dove i cristianisti cattolici e protestanti hanno ancora grande potere. Invece oggi una nostra cortese lettrice ci segnala un caso molto incoraggiante, emblematicamente intitolato “Nascere nel posto giusto”.

Nascere nel posto giusto

Gareth Thomas è il capitano della squadra gallese di rugby e ha raccontato al Daily Mail di essere gay. Aveva 17 anni quando scoprì la sua condizione, ma preferì seppellirla per paura di non essere compreso. Troppo grande il suo amore per la palla ovale, e, secondo il pregiudizio corrente, un gay poteva al massimo giocare con la pallina del gatto. Nel 2002 un matrimonio finito, come ovvio, con un doloroso divorzio. A quel punto il rugbista decise di raccontare tutto all’allenatore che lo consigliò di confidarsi con i suoi compagni di squadra che lo accolsero con affetto. Oggi Gareth Thomas ha deciso l’outing perché “sono orgoglioso di ciò che sono e sarei felicissimo se nell’arco di dieci anni questo non fosse più un argomento da affrontare nello sport”.

Venire alla luce in Galles e scegliere il rugby 16/12/08 – Il rugby è un gioco maschio
http://www.nessundio.net/blog/2008/12/16/399/

vuol dire essere nati sotto una buona stella.

Ben diverso è vedere la luce in Uganda, dove in questi giorni si sta discutendo una proposta del parlamentare David Bahati intitolata “legge anti omosessualità”, una norma che criminalizza senza riserve i comportamenti omosessuali. La pena minima è l’ergastolo, mentre per gli omosessuali con precedenti condanne, i sieropositivi, o chi si congiunge con un minorenne, è prevista la pena di morte. Sanzioni durissime anche per le organizzazioni, e i media o i singoli non omofobi. La legge prevede anche la delazione, con carcere fino a tre anni per chi sa e non parla. In una intervista al Guardian il ministro per l’etica e l’integrità, James Nsaba Buturo, ha detto: “quelli fanno sesso anale, roba che non fanno neanche gli animali. In Uganda pensiamo che ci siano dei limiti ai diritti umani”. Omofobo anche il presidente Yoweri Museveni (al potere da 24 anni) che oltre alle solite cose, tipo Dio non vuole, ha anche dichiarato di temere il proselitismo che gli omosessuali europei fanno nel paese, dove arrivano per turismo sessuale.

La proposta di legge è stata ben accolta da folti settori della chiesa evangelica e dalle associazioni delle famiglie cristiane, ma gli anglicani presenti nel Paese denunciano che la proposta è partita dalle chiese evangeliche. Il Segretario di Stato Usa, la signora Clinton, attraverso il suo delegato per l’Africa sta facendo arrivare velate minacce di sospensione degli aiuti (390 milioni di $). Il governo svedese ha già congelato i fondi della cooperazione (50 milioni di $), mentre i primi ministri inglese e canadese, Gordon Brown e Stephen Harper, hanno fatto arrivare le loro fortissime proteste.

Sofia Umani Ronchi

per www.nogod.it

16/12/08 – Il rugby è un gioco maschio

Hanner Amser in gallese vuol dire Metà tempo, ed è il titolo dell’autobiografia, uscita da poco in Inghilterra, di Nigel Owens.Owens è uno degli arbitri di rugby considerati più bravi, nato a Mynyddcering nel Galles 37 anni fa. Nel maggio del 2007, durante una intervista dichiarò di essere omosessuale. Nessuno glielo aveva chiesto, l’intervista era centrata su questioni tecniche legate all’arbitraggio, ma il suo outing è stato un modo per togliersi un peso dopo quello, ancora più pesante, di cui si era liberato parlando della sua condizione alla famiglia. Ora questo libro, che è una raccolta di emozioni dopo il cambiamento  dovuto alla rivelazione del proprio sé. Owens dice che il rugby è un gioco maschio ma non machista, e i colleghi tutti – e i tifosi tutti – gli sono sempre stati vicini. Nel libro l’arbitro racconta la sua giovinezza, dura, perché desiderava avere dei figli, una famiglia regolare… Racconta di quando uscì da casa, dopo aver scritto una lettera ai suoi genitori, per suicidarsi. Letta la lettera i genitori lo rintracciarono rivolgendosi alla polizia. Venne accompagnato in ospedale con un elicottero dove lo aspettavano i genitori piangenti. Forse tristi per non poter aver un nipote, ma felici di averlo ritrovato sano. Owens ammette che raccontare l’omosessualità alla famiglia è stato difficile, sicuramente più che arbitrare davanti a 80mila persone.Il rugby è un mondo a parte? Owens ammette di amare il calcio, ma ha qualche riserva che un omosessuale possa trovarsi a suo agio, è uno sport, pensa, dove circolano ancora troppe battutine.Hanner Amser, è la storia di chi ha trovato ostacoli sulla sua strada, ma è riuscito, con fatica, a superarli.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

24/11/09 – La Presidenta in Vaticano

martedì, 24 novembre 2009

Mia Buenos Aires/terra in fiore/che vedrà la mia fine/al tuo riparo/non ci sono delusioni/volano gli anni/si dimentica il dolore/Come una carovana/i ricordi passano/come una scia/dolce di emozione/Voglio che tu sappia/che già solo evocandoti/scompaiano i dolori/del cuore (Alfredo La Pera, Mia amata Buenos Aires)

Sabato 28 novembre Cristina Kirchner e Michelle Bachelet, le presidenti dell’Argentina e del Cile, saranno ricevute dal papa per celebrare i 25 anni della pace fra i due paesi dopo una controversia territoriale nella quale fu mediatrice la Santa Sede.Sembra difficile però, che tra Benedetto XVI e la presidenta Kirchner voleranno baci e abbracci, a causa dello scompiglio che la notizia di un imminente matrimonio omosessuale argentino ha portato nei sacri palazzi.
Già da qualche mese nel Parlamento argentino c’era un vivace dibattito sull’introduzione dei matrimoni omosessuali, ma l’accelerazione è stata impressa da un giudice di Buenos Aires, la signora Gabriela Seijas, che ha ritenuto incostituzionali gli articoli del codice civile che stabiliscono il matrimonio solo fra un uomo e una donna deliberando che l’unione è possibile anche fra una coppia dello stesso sesso. La decisione è arrivata dopo la battaglia legale intrapresa da Jose Di Bello e Alex Freyre ai quali il Comune di Buenos Aires aveva negato il matrimonio. I due fidanzati, entrambi sieropositivi, hanno deciso di sposarsi il 1° dicembre, giornata mondiale della lotta contro l’aids. Il governatore di Buenos Aires, Mauricio Macri, ha annunciato che non farà ricorso contro il verdetto, perché – ha detto – il mondo cambia, non si può impedire alla gente di amare e vivere con chi vuole e gli argentini preferiscono avere anche questa opzione. E’ evidente che la sentenza e la decisione del potentissimo governatore Macri, metterà sciolina alle decisioni parlamentari.
Tutto bene? Mica tanto visto che l’arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Bergoglio, ha cominciato a menare fendenti a destra e manca. Intanto definendo leggero e inconsistente il governatore Macri. Nella nota pubblicata dall’Osservatore Romano, l’arcivescovo si è addentrato in una lunga riflessione sul matrimonio, istituzione del diritto romano, che stabilisce che la parola matrimonium è riferita al diritto di ogni donna ad avere figli. L’eterosessualità, prosegue la nota dell’Osservatore, non è discriminazione ma il presupposto del matrimonio.
Per il momento sembra prevalere da parte della Chiesa una sorta di rassegnazione, ma è probabile che si sta solo riavendo dallo shock che una tale decisione potrebbe rappresentare per l’America latina tutta. Vedremo sabato.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Pulizia etnica in nome di Gesù Bambino.

giovedì, 19 novembre 2009

Con la scusa di fare un White Christmas ripulito da macchie di colore  un comune della Padania profonda ha iniziato una campagna che a molti appare chiaramente xenofoba. Suscitando molte reazioni.

Articolo di Cecilia Calamani da Cronache Laiche

http://www.cronachelaiche.it/2009/11/la-lega-da-la-caccia-ai-clandestini-in-nome-della-cristianita/

Il comune leghista di Boccaglio (Brescia) ha avviato l’operazione ‘White Christmas per “far piazza pulita” degli immigrati clandestini in occasione del Natale. I vigili del piccolo Comune, 7mila abitanti e 1500 stranieri, suoneranno casa per casa per chiedere il permesso di soggiorno a 400 extracomunitari. E a quelli che non avranno avviato le pratiche per il rinnovo del permesso, nel caso sia scaduto, verrà revocata la residenza d’ufficio.

L’ideatore dell’operazione, l’assessore alla Sicurezza Claudio Abiendi (Lega) dichiara: “Per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità“. Ancor più incisive le motivazioni del sindaco leghista, Franco Claretti: “Da noi non c’è criminalità,  vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia“.

Tradizioni cristiane e intolleranza xenofoba continuano a mescolarsi nel Nord leghista, in un crescendo di azioni volte ad affermare il predominio di una razza e di una religione. Dopo la sentenza della Corte europea sui crocifissi, che ha scatenato nelle amministrazioni leghiste le più fantasiose (e ridicole) reazioni – quali multare chi oserà togliere il simbolo di Cristo dalle scuole pubbliche -  ora il piccolo Comune del bresciano rievoca vecchi fantasmi di pulizia etnica, evidentemente mai sopiti nella parte più retriva della popolazione italiana.

Fare pulizia”: questi i termini utilizzati senza alcuna remora nei confronti degli immigrati.
L’immigrato, evidentemente, è ‘sporco’ per definizione. E il Natale (’White Christmas’) – la festa cristiana per eccellenza – è ‘bianco’, e non per la neve, ma per il colore della pelle di chi lo festeggia.

In questo disgustoso scenario razzista, che fa della religione un’ulteriore arma di lotta etnica, ci si chiede cosa farà la Chiesa cattolica. Si scaglierà contro una parte politica che, attualmente al Governo, le serve su un piatto d’argento i diritti (vedi legge sul biotestamento) e le finanze (vedi la destinazione di gran parte dell’8 per mille statale) dei cittadini? O affermerà con forza a gran voce i suoi principi di accoglienza e solidarietà verso i deboli, gli sfruttati e gli oppressi?

Al momento tace, e questa è già un’eloquente risposta.

Chi alimenta l’omofobìa ?

martedì, 27 ottobre 2009

L’ultimo episodio avvenuto a Ostia dimostra che c’è un crescendo negli episodi di violenza contro le persone omosessuali le cui radici sono da ricercare soprattutto nell’ educazione alla discriminazione e alla violenza insita nelle dottrine delle religioni omofobiche. Le condanne a morte comminate agli omosessuali nei Paesi in cui vige la legge coranica sono certamente più gravi della discriminazione che la Chiesa cattolica, nei Paesi in cui i politicanti gli danno retta, invoca contro la parità di diritti per gay e lesbiche che si amano e vogliono sposarsi. Ma questa discriminazione pretesa dai preti e sostenuta a livello politico ingenera fatalmente e giustifica nei cervelli distorti di alcuni soggetti un sorta di via libera alla violenza criminale. E questa predisposizione al crimine è  più forte in quegli omosessuali repressi che esorcizzano il loro disagio attraverso la violenza contro chi rappresenta lo specchio del proprio mal vissuto orientamento sessuale.

Qui la fonte della notizia LEGGI