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	<title>.:: No God ::. &#187; laicità</title>
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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>- INCREDIBILE !!!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 11:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza Laica]]></category>
		<category><![CDATA[la Digos e la celbrazione del 20 settembre]]></category>

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		<description><![CDATA[Fermati dalla Digos, identificati e schedati gli atei dell&#8217;UAAR che con le loro bandiere assistevano (assistevano e niente altro !) al funerale della laicità. Sotto gli occhi del Presidente della Repubblica che non ha aperto bocca durante tutta la &#8220;celebrazione&#8221; lasciando che parlasse per lui l&#8217;unica vera autorità politica presente, il cardinale Bertone, Segretario di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fermati dalla Digos, identificati e schedati gli atei dell&#8217;UAAR</strong> che con le loro bandiere assistevano (assistevano e niente altro !) al funerale della laicità. Sotto gli occhi del Presidente della Repubblica che non ha aperto bocca durante tutta la &#8220;celebrazione&#8221; lasciando che parlasse per lui l&#8217;unica vera autorità politica presente, il cardinale Bertone, Segretario di Stato Vaticano e plenipotenziario del Papa Re. Questo il Comunicato dell&#8217;UAAR. LEGGI<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>- Raccogliamo qui le proteste e gli attestati di solidarietà</strong> che noi per primi esprimiamo al Segretario dell&#8217;UAAR e a tutti i nostri compagni di Resistenza Laica a cui è stata negato di il diritto di esistere e di far sapere che esistiamo. colpevoli di non voler credere ad alcuna versione della Menzogna Globale ivi compreso il sistema di potere del cattolicesimo che nella SS Vaticana ha proprio a Roma il suo centro direzionale planetario.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Ed ecco il discorso con cui il Plenipotenziario del Papa Pe</span> ha ripreso posseso di Roma e dell&#8217;Italia.<br />
Un vero e proprio atto imperiale con il quale si certifica che  loro, i teocrati della SS Vaticana,  mettono sotto la loro protezione e autorità l&#8217;intero territorio nazionale, capitale compresa. Naturalmente su insindacabile decisione del loro dio di riferimento.<br />
</strong></p>
<p>(ecco integralmente il discorso di bertone, unico a parlare con attorno:  napolitano, polverini, zingaretti, alemanno, gianni letta)</p>
<p>Discorso del  card. Bertone a<br />
Porta Pia, XX settembre 2010.</p>
<p>Cari  bersaglieri,<br />
in questa città di Roma capitale d&#8217;Italia sede del pastore della  Chiesa universale, vescovo di questa alma urbe, siamo raccolti in un luogo  altamente simbolico per compiere un atto di omaggio verso coloro che qui  caddero e per raccogliere il messaggio che viene dalla breccia di Porta Pia,  dal loro sacrificio e dal crogiuolo di tribolazioni, di tensioni spirituali e  morali che quell&#8217;evento suscitò è sorta però una prospettiva nuova grazie  alla quale ormai da decenni Roma è l’indiscussa capitale dello Stato italiano  e il cui prestigio e la cui capacità di attrarre sono mirabilmente  accresciuti dall’essere altresì il centro al quale guarda tutta la Chiesa  cattolica, anzi l’intera famiglia dei popoli.</p>
<p>Alla vigilia  del centocinquantesimo dell’unità d’Italia possiamo riconoscere che nel  reciproco rispetto della loro natura e della loro funzione, la comunità  civile e quella ecclesiale desiderano praticare in questo paese una vasta  collaborazione a vantaggio della persona umana e per il bene dell’intera  società. In questo luogo e in quest’ora carica di memorie e di significati,  il nostro sguardo si eleva dalle concrete vicende terrene, oggi ricordate,  alla dimensione di eternità che la parola (?) si fa preghiera. Dio  onnipotente ed eterno a te salga la lode e il ringraziamento perché sempre  guidi gli eventi della storia degli uomini verso traguardi di salvezza e di  pace. Noi contempliamo l’opera della tua provvidenza che si è dispiegata  mirabilmente anche in questa città e in questa terra d’Italia per ridonare  concordia di intenti dove aveva prevalso il contrasto. In quest’urbe che per  tua disposizione fu la sede della predicazione dell’annuncio cristiano  dell’apostolo Pietro, il suo successore possa continuare a svolgere in piena  libertà la sua missione universale. Tu che hai dato agli abitanti d’Italia il  grande dono della fede in Cristo Gesù, conservi e accresci questa preziosa  eredità anche per le generazioni future. Riecheggia nei nostri cuori  l’invocazione del beato pontefice Pio IX: “Gran Dio, benedite l’Italia!”. Sì  o signore benedici oggi e sempre questa nazione, assisti e illumina i suoi  governanti affinché operino instancabilmente per il bene comune, dona  l’eterna pace a quanti qui caddero e a tutti coloro che li seguono e anche in  questi giorni hanno sacrificato la vita per il bene della patria e  dell’umanità. Questa città, questa nazione, il mondo intero godano sempre  della tua protezione e del tuo aiuto affinché il corso della storia si svolga  nella giustizia e nella pace verso quei traguardi, verso la pienezza  di intenti annunciata da Cristo Gesù. Amen.</p>
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		<title>2/8/2010 – Lo Stato ostaggio della libera Chiesa</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 07:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[Lubrano]]></category>
		<category><![CDATA[Breccia di Porta Pia]]></category>
		<category><![CDATA[celebrazione 140° anniversario breccia di porta pia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra proprio che il sindaco di Roma, già fascista voglia riservarci un anniversario di Porta Pia in salsa clericale. Con la volenterosa collaborazione del Presidente della Repubblica, già comunista. Eppure il 20 settembre fa parte di uno dei momenti più alti della nostra storia. Dal 1870 fino al 1922 la nazione si è formata in senso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Sembra proprio che il sindaco di Roma</strong>, già fascista voglia riservarci un anniversario di Porta Pia in salsa clericale. Con la volenterosa collaborazione del Presidente della Repubblica, già comunista. Eppure il 20 settembre fa parte di uno dei momenti più alti della nostra storia. Dal 1870 fino al 1922 la nazione si è formata in senso liberale (ed è stata restituita la libertà anche ai cattolici sollevati dal peso del potere temporale)</em></span></p>
<p>“<strong><span style="color: #0000ff;"><em>Non si può trasformare un evento laico in una celebrazione religiosa, sia pure conciliativa</em></span></strong>”. Così Giuseppe Saragat, presidente della Repubblica italiana dal dicembre 1964 al dicembre 1971, si espresse rivolgendosi a chi premeva perché a Porta Pia, la mattina del 20 settembre 1970, centenario di Roma Capitale d’Italia, venisse celebrata una messa, officiata da Sua Santità in persona.<br />
Pressioni in tal senso provenivano dal Vaticano: l’allora papa Paolo VI fece sapere al governo italiano che il papa avrebbe gradito celebrare a Porta Pia una messa la mattina del 20 settembre. Per quanto l’esecutivo, all’epoca presieduto dal democristiano Emilio Colombo e “alcuni uffici del Quirinale” (scrive Costantino Belluscio* che di Saragat fu il segretario) fossero favorevoli, Saragat invece fu irremovibile. Scartata l’ipotesi Paolo VI, il Vaticano insisté per una messa celebrata dal cardinale vicario Dell’Acqua che però doveva precedere la sfilata dei bersaglieri e quindi avere luogo di mattina presto. “Non è possibile – ribadì il Presidente chiedendo il rispetto da parte d’oltretevere – iniziare una cerimonia laica e risorgimentale con una messa”.<br />
Certo, alla fine un compromesso fu trovato, messa dopo il discorso di Saragat alle Camere riunite a Montecitorio, però quel presidente della Repubblica non si fece mettere i piedi in testa.<br />
Anzi, in incontri ufficiali con l’allora sindaco di Roma Clelio Darida, il papa si dispiacque molto per quella vicenda. Egli avrebbe visto nella sua personale partecipazione una rinnovata riconciliazione con l’Italia democratica, senza Mussolini e Togliatti.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Giovanni Lubrano di Scorpaniello</span>, www.nogod.it &#8211; Qui i vostri COMMENTI</p>
<p>*Costantino Belluscio, Con Saragat al Quirinale, Marsilio, 2004</p>
<p>&#8211;seguiranno note su Paolo VI e Giuseppe Saragat</p>
<h3><span style="color: #ff0000;">20 Settembre 2010 , tutti in ginocchio a Porta Pia davanti al Plenipotenziario del Papa Re</span>.</h3>
<p><strong>E ci sarà pure il Presidente Napolitano. </strong></p>
<p>Nel 140° anniversario della Breccia di Porta Pia tutte le  celebrazioni si svolgeranno all’ombra del Papa Re. Clamoroso cedimento  sponsorizzato dal Presidente della Repubblica in persona che chiuderà la  Breccia del 1870 e rimetterà la chiavi del Nuovo Stato Pontificio  Vaticaliano nelle mani del Cardinale Bertone. E’ la fine ingloriosa e  definitiva dello Stato laico.</p>
<p><strong> </strong>Da La Repubblica del 27/10/2010</p>
<p>ORAZIO LA ROCCA | Repubblica | 27 Luglio 2010</p>
<p>Le celebrazioni dei 140  anni della presa di Roma precedute da dieci  mesi di trattative fra il Comune e  la Santa Sede. Sarebbe stato il  Quirinale a suggerire un percorso condiviso;  Bertone lima e modifica il  programma, poi il placet a Alemanno.</p>
<p>CITTÀ DEL  VATICANO – Celebrare i 140 anni della presa di Porta Pia  con un programma di  eventi senza venature anticlericali e antivaticane,  e senza elementi polemici  non graditi Oltretevere. Sarà questo, dopo  una lunga trattativa con il comune di  Roma, lo spirito  dell´anniversario della Breccia del 20 settembre prossimo; gli  uomini  del Papa hanno voluto che venisse impostato all´insegna della cultura,   della storia, del dialogo, ma senza riferimenti all´attualità. La  ricorrenza  sarà ricordata con una ricca scaletta di incontri (convegni,  manifestazioni  pubbliche, confronti tra storici) totalmente graditi,  nella scelta dei titoli e  dei relatori, alla Santa Sede e al segretario  di Stato, il cardinale Tarcisio  Bertone, il quale – in sintonia col  sindaco di Roma Gianni Alemanno – ha dato  nei giorni scorsi il suo  placet alle celebrazioni che dal 18 al 20 settembre  vedranno coinvolti  il Quirinale, il Campidoglio e il Vaticano.</p>
<p>Secondo  quanto filtra dai Palazzi vaticani, sarebbe stato il  presidente della Repubblica  Giorgio Napolitano – sarà presente alla  giornata clou davanti a Porta Pia – a  “suggerire” al Campidoglio di  arrivare a una commemorazione “condivisa” con la  Santa Sede per non  trasformare la festa del 140esimo anniversario della Breccia  in un  raduno simile all´annuale incontro che i radicali di Marco Pannella ogni   20 settembre indicono davanti alla stessa Porta Pia per celebrare la  caduta  dello Stato Pontificio e la fine del potere temporale del Papa.</p>
<p>Il  Quirinale – a quanto sembra – non ha dovuto faticare molto per  convincere il  Campidoglio ad accettare i desiderata vaticani fin dalla  formazione del comitato  organizzatore, nel quale la Santa Sede ha  nominato l´arcivescovo Gianfranco  Ravasi, presidente del Pontificio  consiglio della Cultura. Non tutto è filato  liscio. Sono stati  necessari, infatti, quasi 10 mesi di lavoro, con numerosi  incontri in  Vaticano, presenti Alemanno e Bertone, per arrivare ad un programma   pienamente condiviso per il quale solo alcuni giorni fa il Segretario di  Stato  si è detto “pienamente d´accordo”, facendo capire che il 20  settembre potrebbe  essere persino presente davanti a Porta Pia accanto  al presidente  Napolitano.</p>
<p>Per la diplomazia capitolina un indubbio successo costato  però  alcune dolorose rinunce come la cancellazione nel comitato organizzatore  di  uno storico proposto dal Campidoglio, ma non gradito al Vaticano  perchè  giudicato troppo vicino alle posizioni dell´estrema destra.  Nessun problema,  invece, per gli altri due nomi in aggiunta a Ravasi  proposti dal Vaticano, lo  storico Andrea Riccardi, fondatore della  Comunità di S. Egidio, e la  professoressa Micol Forti dei Musei  Vaticani. Meno fortunato, invece, è stato  Marcello Veneziani,  giornalista e scrittore notoriamente vicino alla destra, che  si è visto  bocciare dalla Segreteria di Stato della Santa Sede (e quindi dal   cardinale Bertone) il titolo di un convegno da lui proposto per la  giornata di  apertura del 18 settembre in Campidoglio. Nella  intestazione della bozza  Veneziani, nella sua veste di coordinatore del  convegno, aveva scritto “Pio IX,  il Papa Re”, bocciato dal Vaticano  perchè “troppo provocatorio”</p>
<div id="ygrp-text">. Titolo,  poi, cambiato in un più accomodante “Pio  IX e la città di Roma”, benedetto senza  problemi da Bertone, il quale  se interverrà alle celebrazioni (ha assicurato che  informerà  ufficialmente il Campidoglio entro agosto) non sarà comunque il primo   segretario di Stato della Santa Sede a commemorare la Breccia di Porta  Pia. «E´  stato preceduto nel centenario del 1970 dall´allora cardinale  vicario Angelo  Dell´Acqua», ricorda il teologo Gianni Gennari,  editorialista del quotidiano  cattolico Avvenire, che è stato anche  testimone diretto di quell´evento nel  quale, specifica, «per la prima  volta un delegato papale definì la caduta del  potere temporale come un  segno benevolo della Divina Provvidenza per la Chiesa».  «Ero  nell´ufficio del cardinale – racconta Gennari – quando arrivò la  telefonata  di Paolo VI che gli chiese di andare a celebrare la Messa a  Porta Pia il 20  settembre 1970. Dell´Acqua in un primo momento titubò,  non capì. Ma poi non ebbe  esitazioni, obbedì, andò e celebrò».</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Laicità dinamica.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 06:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[laicità dinamica]]></category>
		<category><![CDATA[laicità positiva]]></category>
		<category><![CDATA[sana laicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Si allarga con Valter Veltroni lo schieramento dei laici devoti dopo che Giuliano Ferrara ha inaugurato quello degli atei altrettanto devoti. Ma con una piccola differenza. Ferrara e i suoi epigoni sono molto più evidentemente schierati con una netta preferenza devozionale alla chiesa cattolica. Veltroni invece è molto più attento alla generalità delle fedi, facendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si allarga con <strong>Valter</strong> <strong>Veltroni</strong> lo schieramento dei laici devoti dopo che <strong>Giuliano Ferrara</strong> ha inaugurato quello degli atei altrettanto devoti. Ma con una piccola differenza. <strong>Ferrara</strong> e i suoi epigoni sono molto più evidentemente schierati con una netta preferenza devozionale alla chiesa cattolica. <strong>Veltroni</strong> invece è molto più attento alla generalità delle fedi, facendo entrare  democraticamente nella devozione anche tutte le altre religioni, senza  preferenze. Tocca a <strong>Vannino Chiti</strong>, del PD-Partitus Dei, spiegare il Veltroni-pensiero in materia religiosa in occasione del convegno dedicato da Democratica al tema  “Democrazia, religioni,identità”. <span style="color: #000080;"><em><strong><br />
Far convivere identità e dialogo</strong>,  far vivere ciascuna identità in   rapporto con l’altro: è la sfida  posta alla democrazia moderna. Riconoscere come positivo un ruolo  pubblico delle   religioni &#8211; al plurale, non solo quello della Chiesa  cattolica &#8211; in un   quadro preciso di ruoli e di competenze. Tenendo  però ben fermo il   rispetto della laicità,</em></span><span style="color: #0000ff;"><strong> <em><span style="color: #000080;">da intendere però in modo dinamico</span>.</em></strong></span><br />
Magnifico, adesso scopriamo la &#8220;<strong>laicità dinamica</strong>&#8221; ! Dopo la &#8220;<strong>Sana Laicità</strong>&#8221; tutta al servizio della chiesa cattolica spiegata all&#8217;esterefatto Presidente <strong>Ciampi </strong>da <strong>Benedetto XVI</strong> nella sua prima visita al Quirinale, dopo la <strong>laicità positiva</strong> inventata da <strong>Sarkozy</strong> e fatta propria dalle destre clericali italiane, ecco che arriva la <strong>laicità dinamica</strong> che consiste nel sottoporre il concetto di laicità non solo  all&#8217;interpretazione della Chiesa cattolica e  dei sui zuavi in politica,  ma anche ai gerarchi delle altre religioni, in prima fila quelli  musulmani, che però della laicità non danno nessuna interpretazione  essendo del tutto esclusa dalla loro Carta Costituzionale integrale, il <strong>Corano</strong>, dove la legge dettata da <strong>Allah</strong> è solo quella della religione e basta. E chissenefrega della laicità sana, positiva e dinamica.</p>
<p>Giulio C. Vallocchia</p>
<p>Qui la fonte della notizia su L&#8217;Unità<a href="http://www.unita.it/news/italia/101617/al_via_democratica_si_parla_di_diritti_e_religione"></p>
<p>http://www.unita.it/news/italia/101617/al_via_democratica_si_parla_di_diritti_e_religione</a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La  &#8220;sana laicità&#8221;</strong>.</span><br />
E&#8217; questo il resoconto  del  discorso del papa durante la visita ufficiale al Quirinale il 24/06/05</p>
<p><span style="color: #ff0000;">24/06/05 &#8211; Visita del Papa-Re al suo Vicereame Vaticaliano. <span style="color: #000000;">Comunicato di NO GOD.</span></span></p>
<p><strong>Benedetto 16 arriva al Quirinale</strong> passando lungo strade praticamente deserte di romani e con qualche gruppo qua e là di turisti indifferenti, con piccole folle solo nei punti di sosta all&#8217;uscita di Piazza San Pietro e a Piazza Venezia. Inchini esagerati e baciamano da parte di italiche autorità a San Pietro, dignitoso cenno del capo di Veltroni (almeno lui) a Piazza Venezia, eccesso di inchino da parte di Ciampi al Quirinale e pericolosa inclinazione di Fini e Berlusconi, ancora di più Casini. Sbracamento dorsale di Pisanu e baciamano inopportuno di autorità minori. Inarrestabile logorrea di Cossiga che si è esibito in una sorta di captatio benevolentiae differita comunicando al papa che la sua nipotina ogni volta che vede una sua foto&#8230;.applaude !<br />
Discorsi ufficiali con Ciampi che si barcamena fra la difesa doverosa della laicità e una caduta cerchiobottista sulle radici cristiane di italiani ed europei. Le radici cristiane saranno pure un vanto per Ciampi, ma non per noi.<br />
E&#8217; il turno poi delle bordate di Ratzinger cha fa sbiancare il povero Ciampi  con un  duro e apodittico punto di vista sulla laicità, anzi sulla &#8220;<strong>sana laicità</strong>&#8220;, come la chiama lui.  A cominciare dalla famiglia fondata sul matrimonio (il resto non esiste) messa in pericolo da &#8220;attacchi&#8221; fra i quali evidentemente anche la richiesta di riconoscimenti giuridici per le coppie gay che la chiesa vuole invece escludere con &#8220;amorevole&#8221; determinazione. Sulla sacralità della vita, dall&#8217;inizio alla fine, il papa fa capire chiaramente chiaramente che bisogna rivedere la legislazione sull&#8217;aborto ed escludere qualunque legge sull&#8217;eutanasia. Consente però, bontà sua, che si possano praticare cure palliative del dolore. Anche questo è in qualche modo nella tradizione della chiesa che agli eretici pentiti consentiva di essere ammazzati prima di finire arrostiti sui roghi in gloria di dio. Ultima bordata sulla scuola. Qui il papa batte apertamente cassa e dice chiaro e tondo che lo Stato deve pagare tutte le spese delle scuole cattoliche per consentire ai genitori che lo vogliano di mandarci i figli in alternativa alle scuole pubbliche. Fine della visita, con esilarante commento degli agiografi ufficiali della RAI che vedono folle di cittadini osannanti lungo quelle strade assolate dove stanno solo pochi turisti accaldati.</p>
<p><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; color: #cc0000; font-size: x-small;"> </span></strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><br />
</span></p>
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		<title>Islamisti, Cristianisti e Jahvisti, tutti uniti contro la laicità.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 07:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[teocrazie criminali]]></category>
		<category><![CDATA[jahvisti contro la laicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Non bastavano gli estremisti islamici che con le bombe e le stragi vogliono costringere tutti a convertirsi alla loro versione della Menzogna Globale (fra l&#8217;altro divisa in due correnti di pensiero opposte e confliggenti, quella sunnita e quella sciita). Non bastavano i cristianisti che in Italia e in Europa, per esempio, vogliono imporre il loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non bastavano gli estremisti islamici </strong>che con le bombe e le stragi vogliono costringere tutti a convertirsi alla loro versione della Menzogna Globale (fra l&#8217;altro divisa in due correnti di pensiero opposte e confliggenti, quella sunnita e quella sciita). Non bastavano i cristianisti che in Italia e in Europa, per esempio, vogliono imporre il loro crocifisso a martellate sulla testa di tutti, anche di chi non crede a nessuna versione della Menzogna Globale. Adesso ci si mettono anche i fondamentalisti ebrei che in Israele (e fortunatamente solo là) vogliono sostituire le leggi di quel Paese con le norme dettate nella Torah e nel Talmud.</p>
<p>Qui la fonte della notizia da Il Giornale <a href="http://www.ilgiornale.it/esteri/lo_stato_adotti_legge_divina_laicita_pericolo_israele/09-12-2009/articolo-id=405500-page=0-comments=1&amp;PRINT=S">LEGGI</a></p>
<div class="Titolino" style="font-style: italic; font-size: 20px; font-weight: normal; color: #666666; margin-top: 40px;">Choc per la proposta del ministro della Giustizia di sostituire con la Bibbia e il Talmud le norme decise dal Parlamento</div>
<p>Non è un caso che Yaakov Neeman, illustre avvocato e ministro della Giustizia del governo Netanyahu, abbia scelto la conferenza sulla Halakha (legge religiosa ebraica) tenutasi recentemente a Gerusalemme per sostenere che sia necessario gradatamente sostituire la Legge (biblica e talmudica) a quella attualmente in vigore in Israele&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
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		<title>Manifestazione grandiosa, ma per noi atei cosa cambia ?</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/10/04/2717/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 07:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno ha mai visto un rappresentante delle associazioni di atei apparire in TV quando la RAI era governata dai catto-comunisti ? E li ha mai visti adesso che è governata dai clerico-fascisti ? Una lunghissima intervista che avevamo strappato a RAI 3, la cui registrazione è durata tre ore con i rappresentanti e gli iscritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno ha mai visto un rappresentante delle associazioni di atei apparire in TV quando la RAI era governata dai catto-comunisti ? E li ha mai visti adesso che è governata dai clerico-fascisti ? Una lunghissima intervista che avevamo strappato a RAI 3, la cui registrazione è durata tre ore con i rappresentanti e gli iscritti di UAAR e NO GOD, non è mai andata in onda, nè sotto Prodi e men che meno sotto Berlusconi. Certo, bontà loro ogni tanto danno voce a singoli personaggi atei per quanto prestigiosi come Margherita Hack, ma si guardano bene dal far apparire un rappresentante ufficiale delle nostre associazioni. Pensate che i preti-padroni che controllano la RAI da sempre possono permettere che gli italiani si accorgano che atei, agnostici e non credenti in genere sono alcuni milioni ? E che hanno le loro organizzazzioni ? MAI. E allora perchè avremmo dovuto scendere ieri in Piazza del Popolo con i nostri striscioni e con la nostra adesione ? Forse per fare la foglia di fico sulla libertà di espressione a favore di chi ci ha sempre ignorato ? Per combattere la destra clericale oggi al potere ci bastano i nostri siti, i nostri blog e ogni altro media disponibile. Se i giornalisti catto-comunisti del PD vogliono il nostro sostegno e i nostri voti comincino a farci apparire nei loro media con nome e cognome e ragione sociale. E sei giornali presunti laici vogliono che compriamo i loro prodotti comicino a dare nelle loro pagine lo spazio che meritano milioni di cittadini non credenti .</p>
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		<title>Funerali di Stato o Funerali di Stato Cattolico ?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 06:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[funerali di stato]]></category>

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		<description><![CDATA[La totale identificazione dello Stato con la religione che non dovrebbe essere pù &#8220;di Stato&#8221; si è rinnovata lunedì scorso nella Basilica di San Paolo a Roma, dove la cerimonia commemorativa dei soldati della Repubblica Italiana uccisi a Kabul, celebrata tutta all&#8217;interno di un rito cattolico, ha fatto apparire quasi dei semplici chierichetti le massime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La totale identificazione dello Stato con la religione che non dovrebbe essere pù &#8220;di Stato&#8221; si è rinnovata lunedì scorso nella Basilica di San Paolo a Roma, dove la cerimonia commemorativa dei soldati della Repubblica Italiana uccisi a Kabul, celebrata tutta all&#8217;interno di un rito cattolico, ha fatto apparire quasi dei semplici chierichetti le massime autorità dello Stato. Su questo tema abbiamo ricevuto da una nostra cortese lettrice un interessante commento che volentieri pubblichiamo.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Book Antiqua';"><span style="font-size: small;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Riceviamo dalla nostra cortese lettrice  Aviva De Benedetti.</strong></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Book Antiqua';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Book Antiqua';"><span style="font-size: small;">Anche questa volta i militari  morti in missione non hanno avuto veri funerali di Stato. Anzi ai sei parà della  divisione Folgore uccisi in Afghanistan è andata anche peggio dei loro colleghi  caduti in Iraq. Come si ricorderà in quel caso le salme transitarono all’Altare  della Patria prima del solenne funerale nella basilica di san Paolo fuori le  mura.<span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Book Antiqua';"><span style="font-size: small;">Torniamo ai nostri sei  paracadutisti.<span> </span>Dapprima hanno avuto una  benedizione da parte del cappellano militare a Kabul, ancora una benedizione  all’arrivo a Ciampino, un saluto da parte del presidente della Repubblica, la  muta presenza dei sindaci di Roma e Ciampino e altri rappresentanti delle  istituzioni. Arrivati all’ospedale militare del Celio le salme hanno trovato  accoglienza nella cappella dell’ospedale accolti dal saluto di molta gente che  sfilava tra suore che organizzavano le preghiere distribuendo rosari.<span> </span>Successivamente le salme sono state  trasportate nella imponente basilica per una lunga messa alla presenza di  istituzioni silenziosissime.<span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Book Antiqua';"><span style="font-size: small;">In altri paesi europei  coinvolti nella stessa missione, ben diversa è l’accoglienza fatta ai caduti.  Nell’agosto del 2008 i dieci soldati francesi morti in combattimento vennero  celebrati nel cortile dell’hotel des Invalides e dopo una breve cerimonia (non  messa) celebrata dal cappellano militare, i parenti e i militari ascoltarono un  lungo discorso del presidente Sarkozy. In Gran Bretagna Tony Blair<span> </span>introdusse la lettura dei nomi dei caduti in  Parlamento, i funerali sono privati anche se un saluto viene portato dalle  autorità a Wootton Basset, la città dove si trova la base militare della Raf e  dove arrivano le salme.<span> </span>Anche nella  (supposta)<span> </span>cattolicissima Spagna i  funerali dei 17 soldati morti nell’agosto del 2005, vennero celebrati nella  caserma di Madrid con una brevissima messa alla presenza della famiglia reale e  con un intervento del premier Zapatero.<span> </span>I tre soldati tedeschi morti il 2 luglio scorso, sono stati accolti in  Germania con una sobria cerimonia religiosa officiata da un pastore protestante  e da un prete cattolico. Anche negli Stati Uniti i funerali dei soldati vengono  celebrati nelle loro città in forma privata. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Book Antiqua';"><span style="font-size: small;">Sarebbe appropriato che i  funerali di Stato che si decide di riservare ai militari, fossero realmente di  Stato. A Roma c’è il sacrario militare presso lo Stato maggiore della Difesa  (palazzo Baracchini), e l’Altare della Patria che potrebbero accogliere le salme  dei militari alla presenza delle istituzioni. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Book Antiqua';"><span style="font-size: small;">Qualunque sia l’idea che ognuno  di noi ha sulle missioni militari e sull’attribuzione dei funerali di Stato,  penso che sarebbe più onorevole <span> </span>per gli  italiani e<span> </span>per i familiari dei  caduti,<span> </span>che al posto di tante  benedizioni e scuotere di turiboli, ci fosse un saluto del Presidente della  Repubblica che rappresenta tutti gli italiani (anche se ricordiamo che l’attuale  maggioranza non lo votò).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Book Antiqua';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: 'Book Antiqua';"><span style="font-size: small;"><span style="color: #ff0000;">Aviva De  Benedetti</span> </span></span></p>
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