Si allarga con Valter Veltroni lo schieramento dei laici devoti dopo che Giuliano Ferrara ha inaugurato quello degli atei altrettanto devoti. Ma con una piccola differenza. Ferrara e i suoi epigoni sono molto più evidentemente schierati con una netta preferenza devozionale alla chiesa cattolica. Veltroni invece è molto più attento alla generalità delle fedi, facendo entrare democraticamente nella devozione anche tutte le altre religioni, senza preferenze. Tocca a Vannino Chiti, del PD-Partitus Dei, spiegare il Veltroni-pensiero in materia religiosa in occasione del convegno dedicato da Democratica al tema “Democrazia, religioni,identità”.
Far convivere identità e dialogo, far vivere ciascuna identità in rapporto con l’altro: è la sfida posta alla democrazia moderna. Riconoscere come positivo un ruolo pubblico delle religioni – al plurale, non solo quello della Chiesa cattolica – in un quadro preciso di ruoli e di competenze. Tenendo però ben fermo il rispetto della laicità, da intendere però in modo dinamico.
Magnifico, adesso scopriamo la “laicità dinamica” ! Dopo la “Sana Laicità” tutta al servizio della chiesa cattolica spiegata all’esterefatto Presidente Ciampi da Benedetto XVI nella sua prima visita al Quirinale, dopo la laicità positiva inventata da Sarkozy e fatta propria dalle destre clericali italiane, ecco che arriva la laicità dinamica che consiste nel sottoporre il concetto di laicità non solo all’interpretazione della Chiesa cattolica e dei sui zuavi in politica, ma anche ai gerarchi delle altre religioni, in prima fila quelli musulmani, che però della laicità non danno nessuna interpretazione essendo del tutto esclusa dalla loro Carta Costituzionale integrale, il Corano, dove la legge dettata da Allah è solo quella della religione e basta. E chissenefrega della laicità sana, positiva e dinamica.
Giulio C. Vallocchia
Qui la fonte della notizia su L’Unità
http://www.unita.it/news/italia/101617/al_via_democratica_si_parla_di_diritti_e_religione
La “sana laicità”.
E’ questo il resoconto del discorso del papa durante la visita ufficiale al Quirinale il 24/06/05
24/06/05 – Visita del Papa-Re al suo Vicereame Vaticaliano. Comunicato di NO GOD.
Benedetto 16 arriva al Quirinale passando lungo strade praticamente deserte di romani e con qualche gruppo qua e là di turisti indifferenti, con piccole folle solo nei punti di sosta all’uscita di Piazza San Pietro e a Piazza Venezia. Inchini esagerati e baciamano da parte di italiche autorità a San Pietro, dignitoso cenno del capo di Veltroni (almeno lui) a Piazza Venezia, eccesso di inchino da parte di Ciampi al Quirinale e pericolosa inclinazione di Fini e Berlusconi, ancora di più Casini. Sbracamento dorsale di Pisanu e baciamano inopportuno di autorità minori. Inarrestabile logorrea di Cossiga che si è esibito in una sorta di captatio benevolentiae differita comunicando al papa che la sua nipotina ogni volta che vede una sua foto….applaude !
Discorsi ufficiali con Ciampi che si barcamena fra la difesa doverosa della laicità e una caduta cerchiobottista sulle radici cristiane di italiani ed europei. Le radici cristiane saranno pure un vanto per Ciampi, ma non per noi.
E’ il turno poi delle bordate di Ratzinger cha fa sbiancare il povero Ciampi con un duro e apodittico punto di vista sulla laicità, anzi sulla “sana laicità“, come la chiama lui. A cominciare dalla famiglia fondata sul matrimonio (il resto non esiste) messa in pericolo da “attacchi” fra i quali evidentemente anche la richiesta di riconoscimenti giuridici per le coppie gay che la chiesa vuole invece escludere con “amorevole” determinazione. Sulla sacralità della vita, dall’inizio alla fine, il papa fa capire chiaramente chiaramente che bisogna rivedere la legislazione sull’aborto ed escludere qualunque legge sull’eutanasia. Consente però, bontà sua, che si possano praticare cure palliative del dolore. Anche questo è in qualche modo nella tradizione della chiesa che agli eretici pentiti consentiva di essere ammazzati prima di finire arrostiti sui roghi in gloria di dio. Ultima bordata sulla scuola. Qui il papa batte apertamente cassa e dice chiaro e tondo che lo Stato deve pagare tutte le spese delle scuole cattoliche per consentire ai genitori che lo vogliano di mandarci i figli in alternativa alle scuole pubbliche. Fine della visita, con esilarante commento degli agiografi ufficiali della RAI che vedono folle di cittadini osannanti lungo quelle strade assolate dove stanno solo pochi turisti accaldati.
