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Laicità dinamica.

domenica, 25 luglio 2010

Si allarga con Valter Veltroni lo schieramento dei laici devoti dopo che Giuliano Ferrara ha inaugurato quello degli atei altrettanto devoti. Ma con una piccola differenza. Ferrara e i suoi epigoni sono molto più evidentemente schierati con una netta preferenza devozionale alla chiesa cattolica. Veltroni invece è molto più attento alla generalità delle fedi, facendo entrare democraticamente nella devozione anche tutte le altre religioni, senza preferenze. Tocca a Vannino Chiti, del PD-Partitus Dei, spiegare il Veltroni-pensiero in materia religiosa in occasione del convegno dedicato da Democratica al tema “Democrazia, religioni,identità”.
Far convivere identità e dialogo
, far vivere ciascuna identità in rapporto con l’altro: è la sfida posta alla democrazia moderna. Riconoscere come positivo un ruolo pubblico delle religioni – al plurale, non solo quello della Chiesa cattolica – in un quadro preciso di ruoli e di competenze. Tenendo però ben fermo il rispetto della laicità,
da intendere però in modo dinamico.
Magnifico, adesso scopriamo la “laicità dinamica” ! Dopo la “Sana Laicità” tutta al servizio della chiesa cattolica spiegata all’esterefatto Presidente Ciampi da Benedetto XVI nella sua prima visita al Quirinale, dopo la laicità positiva inventata da Sarkozy e fatta propria dalle destre clericali italiane, ecco che arriva la laicità dinamica che consiste nel sottoporre il concetto di laicità non solo all’interpretazione della Chiesa cattolica e dei sui zuavi in politica, ma anche ai gerarchi delle altre religioni, in prima fila quelli musulmani, che però della laicità non danno nessuna interpretazione essendo del tutto esclusa dalla loro Carta Costituzionale integrale, il Corano, dove la legge dettata da Allah è solo quella della religione e basta. E chissenefrega della laicità sana, positiva e dinamica.

Giulio C. Vallocchia

Qui la fonte della notizia su L’Unità

http://www.unita.it/news/italia/101617/al_via_democratica_si_parla_di_diritti_e_religione

La  “sana laicità”.
E’ questo il resoconto  del  discorso del papa durante la visita ufficiale al Quirinale il 24/06/05

24/06/05 – Visita del Papa-Re al suo Vicereame Vaticaliano. Comunicato di NO GOD.

Benedetto 16 arriva al Quirinale passando lungo strade praticamente deserte di romani e con qualche gruppo qua e là di turisti indifferenti, con piccole folle solo nei punti di sosta all’uscita di Piazza San Pietro e a Piazza Venezia. Inchini esagerati e baciamano da parte di italiche autorità a San Pietro, dignitoso cenno del capo di Veltroni (almeno lui) a Piazza Venezia, eccesso di inchino da parte di Ciampi al Quirinale e pericolosa inclinazione di Fini e Berlusconi, ancora di più Casini. Sbracamento dorsale di Pisanu e baciamano inopportuno di autorità minori. Inarrestabile logorrea di Cossiga che si è esibito in una sorta di captatio benevolentiae differita comunicando al papa che la sua nipotina ogni volta che vede una sua foto….applaude !
Discorsi ufficiali con Ciampi che si barcamena fra la difesa doverosa della laicità e una caduta cerchiobottista sulle radici cristiane di italiani ed europei. Le radici cristiane saranno pure un vanto per Ciampi, ma non per noi.
E’ il turno poi delle bordate di Ratzinger cha fa sbiancare il povero Ciampi  con un  duro e apodittico punto di vista sulla laicità, anzi sulla “sana laicità“, come la chiama lui.  A cominciare dalla famiglia fondata sul matrimonio (il resto non esiste) messa in pericolo da “attacchi” fra i quali evidentemente anche la richiesta di riconoscimenti giuridici per le coppie gay che la chiesa vuole invece escludere con “amorevole” determinazione. Sulla sacralità della vita, dall’inizio alla fine, il papa fa capire chiaramente chiaramente che bisogna rivedere la legislazione sull’aborto ed escludere qualunque legge sull’eutanasia. Consente però, bontà sua, che si possano praticare cure palliative del dolore. Anche questo è in qualche modo nella tradizione della chiesa che agli eretici pentiti consentiva di essere ammazzati prima di finire arrostiti sui roghi in gloria di dio. Ultima bordata sulla scuola. Qui il papa batte apertamente cassa e dice chiaro e tondo che lo Stato deve pagare tutte le spese delle scuole cattoliche per consentire ai genitori che lo vogliano di mandarci i figli in alternativa alle scuole pubbliche. Fine della visita, con esilarante commento degli agiografi ufficiali della RAI che vedono folle di cittadini osannanti lungo quelle strade assolate dove stanno solo pochi turisti accaldati.


Islamisti, Cristianisti e Jahvisti, tutti uniti contro la laicità.

giovedì, 10 dicembre 2009

Non bastavano gli estremisti islamici che con le bombe e le stragi vogliono costringere tutti a convertirsi alla loro versione della Menzogna Globale (fra l’altro divisa in due correnti di pensiero opposte e confliggenti, quella sunnita e quella sciita). Non bastavano i cristianisti che in Italia e in Europa, per esempio, vogliono imporre il loro crocifisso a martellate sulla testa di tutti, anche di chi non crede a nessuna versione della Menzogna Globale. Adesso ci si mettono anche i fondamentalisti ebrei che in Israele (e fortunatamente solo là) vogliono sostituire le leggi di quel Paese con le norme dettate nella Torah e nel Talmud.

Qui la fonte della notizia da Il Giornale LEGGI

Choc per la proposta del ministro della Giustizia di sostituire con la Bibbia e il Talmud le norme decise dal Parlamento

Non è un caso che Yaakov Neeman, illustre avvocato e ministro della Giustizia del governo Netanyahu, abbia scelto la conferenza sulla Halakha (legge religiosa ebraica) tenutasi recentemente a Gerusalemme per sostenere che sia necessario gradatamente sostituire la Legge (biblica e talmudica) a quella attualmente in vigore in Israele……………

Manifestazione grandiosa, ma per noi atei cosa cambia ?

domenica, 4 ottobre 2009

Qualcuno ha mai visto un rappresentante delle associazioni di atei apparire in TV quando la RAI era governata dai catto-comunisti ? E li ha mai visti adesso che è governata dai clerico-fascisti ? Una lunghissima intervista che avevamo strappato a RAI 3, la cui registrazione è durata tre ore con i rappresentanti e gli iscritti di UAAR e NO GOD, non è mai andata in onda, nè sotto Prodi e men che meno sotto Berlusconi. Certo, bontà loro ogni tanto danno voce a singoli personaggi atei per quanto prestigiosi come Margherita Hack, ma si guardano bene dal far apparire un rappresentante ufficiale delle nostre associazioni. Pensate che i preti-padroni che controllano la RAI da sempre possono permettere che gli italiani si accorgano che atei, agnostici e non credenti in genere sono alcuni milioni ? E che hanno le loro organizzazzioni ? MAI. E allora perchè avremmo dovuto scendere ieri in Piazza del Popolo con i nostri striscioni e con la nostra adesione ? Forse per fare la foglia di fico sulla libertà di espressione a favore di chi ci ha sempre ignorato ? Per combattere la destra clericale oggi al potere ci bastano i nostri siti, i nostri blog e ogni altro media disponibile. Se i giornalisti catto-comunisti del PD vogliono il nostro sostegno e i nostri voti comincino a farci apparire nei loro media con nome e cognome e ragione sociale. E sei giornali presunti laici vogliono che compriamo i loro prodotti comicino a dare nelle loro pagine lo spazio che meritano milioni di cittadini non credenti .

Funerali di Stato o Funerali di Stato Cattolico ?

mercoledì, 23 settembre 2009

La totale identificazione dello Stato con la religione che non dovrebbe essere pù “di Stato” si è rinnovata lunedì scorso nella Basilica di San Paolo a Roma, dove la cerimonia commemorativa dei soldati della Repubblica Italiana uccisi a Kabul, celebrata tutta all’interno di un rito cattolico, ha fatto apparire quasi dei semplici chierichetti le massime autorità dello Stato. Su questo tema abbiamo ricevuto da una nostra cortese lettrice un interessante commento che volentieri pubblichiamo.

Riceviamo dalla nostra cortese lettrice Aviva De Benedetti.

Anche questa volta i militari morti in missione non hanno avuto veri funerali di Stato. Anzi ai sei parà della divisione Folgore uccisi in Afghanistan è andata anche peggio dei loro colleghi caduti in Iraq. Come si ricorderà in quel caso le salme transitarono all’Altare della Patria prima del solenne funerale nella basilica di san Paolo fuori le mura.

Torniamo ai nostri sei paracadutisti. Dapprima hanno avuto una benedizione da parte del cappellano militare a Kabul, ancora una benedizione all’arrivo a Ciampino, un saluto da parte del presidente della Repubblica, la muta presenza dei sindaci di Roma e Ciampino e altri rappresentanti delle istituzioni. Arrivati all’ospedale militare del Celio le salme hanno trovato accoglienza nella cappella dell’ospedale accolti dal saluto di molta gente che sfilava tra suore che organizzavano le preghiere distribuendo rosari. Successivamente le salme sono state trasportate nella imponente basilica per una lunga messa alla presenza di istituzioni silenziosissime.

In altri paesi europei coinvolti nella stessa missione, ben diversa è l’accoglienza fatta ai caduti. Nell’agosto del 2008 i dieci soldati francesi morti in combattimento vennero celebrati nel cortile dell’hotel des Invalides e dopo una breve cerimonia (non messa) celebrata dal cappellano militare, i parenti e i militari ascoltarono un lungo discorso del presidente Sarkozy. In Gran Bretagna Tony Blair introdusse la lettura dei nomi dei caduti in Parlamento, i funerali sono privati anche se un saluto viene portato dalle autorità a Wootton Basset, la città dove si trova la base militare della Raf e dove arrivano le salme. Anche nella (supposta) cattolicissima Spagna i funerali dei 17 soldati morti nell’agosto del 2005, vennero celebrati nella caserma di Madrid con una brevissima messa alla presenza della famiglia reale e con un intervento del premier Zapatero. I tre soldati tedeschi morti il 2 luglio scorso, sono stati accolti in Germania con una sobria cerimonia religiosa officiata da un pastore protestante e da un prete cattolico. Anche negli Stati Uniti i funerali dei soldati vengono celebrati nelle loro città in forma privata.

Sarebbe appropriato che i funerali di Stato che si decide di riservare ai militari, fossero realmente di Stato. A Roma c’è il sacrario militare presso lo Stato maggiore della Difesa (palazzo Baracchini), e l’Altare della Patria che potrebbero accogliere le salme dei militari alla presenza delle istituzioni.

Qualunque sia l’idea che ognuno di noi ha sulle missioni militari e sull’attribuzione dei funerali di Stato, penso che sarebbe più onorevole per gli italiani e per i familiari dei caduti, che al posto di tante benedizioni e scuotere di turiboli, ci fosse un saluto del Presidente della Repubblica che rappresenta tutti gli italiani (anche se ricordiamo che l’attuale maggioranza non lo votò).

Aviva De Benedetti