… e la scuola italiana diventa la versione cattolica della madrassa islamica.
La cattolicissima ministra Gelmini ha espresso tutto il suo favore per la lettura nelle scuole della Bibbia che, sommata all’imposizione obbligatoria dei crocifissi, le rende del tutto simili alla “madrasse”, le scuole islamiche in cui si insegna (o piuttosto si impone) la lettura del Corano ai ragazzi. La scuola pubblica italiana.si assume lo stesso ruolo di indottrinamento obbligatorio a una specifica religione, esattamente quello che avviene nelle madrasse. Ricordiamo che la Bibbia è l’insieme del Vecchio e del Nuovo Testamento, libro sacro dei soli cristiani.
Il ministro dell’istruzione: «testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo»
Dal Corriere della Sera
«Leggiamo la Bibbia nelle scuole»
La Gelmini: «E’ un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina»
MILANO – Una proposta che farà discutere. «La lettura della Bibbia nelle scuole è un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina italiana». Lo scrive il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini sul periodico cattolico «Famiglia Cristiana».
LA PROPOSTA – «La scuola – spiega la Gelmini – deve istruire i ragazzi ma deve anche formare dei cittadini responsabili e degli adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori e insegnamenti, nel mondo occidentale, è rappresentato dalla tradizione cristiana». Per il ministro Gelmini, «è quindi importante che i nostri figli, nel bagaglio di conoscenze che la scuola deve garantire loro, possano incontrare fin da subito un testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo e che parla ai cuori e alle coscienze di tutti». Del resto, ricorda, «l’Occidente è stato edificato sugli insegnamenti del cristianesimo ed è impossibile, senza comprendere questa presenza, studiare la sua storia, capire la filosofia, conoscerne l’arte e la cultura» nè si può «dialogare e confrontarsi in modo proficuo con le altre culture». «In una fase della storia che richiede il più ampio sforzo per sconfiggere l’odio, dobbiamo – conclude la Gelmini – fare in modo che i nostri giovani siano consapevoli della propria identità per potersi confrontare con le altre e crescere e vivere nel rispetto reciproco». La lettera del ministro Gelmini «benedice» il lancio della Bibbia pocket del gruppo editoriale San Paolo, allegata questa settimana a Famiglia Cristiana e distribuito da giovedì 16 settembre nelle librerie, nelle parrocchie, negli aeroporti, nelle stazioni, negli autogrill, nei supermercati e nelle grandi catene di elettronica. Obiettivo dell’iniziativa: diffondere un milione di copie del testo sacro in tutt’Italia.
Redazione online
14 settembre 2010
corsera
