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La violazione continua della Costituzione italiana da parte delle gerarchie cattoliche.

mercoledì, 19 dicembre 2012

La violazione continua della Costituzione italiana da parte delle gerarchie cattoliche.
Un articolo di Massimo Teodori che denuncia la sudditanza di tutti i politicanti italiani, compreso Mario Monti, alle illegittime intrusioni e imposizioni del Vaticano allo svolgimento dell’attività politica e legislativa italiana.

Massimo Teodori

ATTENZIONE PRESIDENTE MONTI:
l’interventismo politico della Chiesa e la lezione di De Gasperi

(Corriere della Sera, 18 dicembre 2012)

 

Attenzione, presidente Monti, all’interventismo vaticano. Abbiamo qualche dubbio che le iniziative di stampo politico dei massimi esponenti della Santa Sede e della Conferenza episcopale a favore dell’attuale presidente del Consiglio, siano conformi al regime liberal-separatista teoricamente vigente nel nostro Paese, e che rispettino l’art.1 del nuovo Concordato: “La Repubblica italiana e la Santa Sede riaffermano che lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani, impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti”.

Prendiamo atto che la Chiesa alta dopo vent’anni abbia preso le distanze da Berlusconi ed ora guardi con attenzione a Monti a cui va la simpatia di noi liberali riformatori. Ma non si fa parte a pieno titolo dell’Europa dei diritti e delle libertà se si accetta che la provincia italiana sia legata alla Chiesa cattolica da un cordone ombelicale imbastito di privilegi e veti, già messi sotto accusa dalle istituzioni europee. Ci domandiamo perciò fino a che punto sia opportuno accogliere come politicamente vincolanti i pronunciamenti dei cardinali Bertone e Bagnasco, le consultazioni del cardinale Ruini, e gli anatemi del cardinale Scola (“No a uno Stato senza Dio”) che inevitabilmente, se accolti, potrebbero condizionare Parlamento e governo.    

L’interventismo politico oscura il ruolo spirituale della Chiesa (“piena libertà di svolgere la missione pastorale, educativa e caritativa”) la quale con l’Ior e l’Imu ha già diversi problemi aperti di fronte all’amministrazione italiana. Ma nuocerebbe anche al presidente Monti se non restasse distinto il sostegno di Comunione e liberazione di Mauro, delle Acli di Olivero, della Cisl di Bonanni e di Riccardi di Sant’Egidio, dalla regia politica che la Santa Sede vorrebbe esercitare sul futuro governo. Il grande statista cattolico, Alcide De Gasperi, laico e liberale, a cui molti si richiamano per ingarbugliare le loro pulsioni clericali, non accettò mai di eseguire le indicazioni d’Oltretevere, pur nella stagione dei duri scontri ideologici.

11/02/12 – Oggi giorno di lutto per la laicità in Italia

sabato, 11 febbraio 2012

Oggi giorno di lutto per la laicità in Italia.
Nel 1929 il dittatore italiano Benito Mussolini firmò insieme al plenipotenziario del papa Pio XI, monarca assoluto che regnava in Vaticano, i Patti Lateranensi, tre documenti infernali (Trattato di pace a conclusione dall guerra del 1870, Concordato e Convenzione finanziaria) che sottoponevano di fatto lo stato italiano al controllo delle gerarchie religiose cattoliche. Dopo la caduta del fascismo e della monarchia quei Patti sono entrati a far parte integrante della Costituzione repubblicana all’art. 7 grazie all’accordo dei capi politici dei partiti democristiano e comunista, con la sola opposizione di liberali e socialisti. Nel 1984 fu modificato il solo Concordato la cui principale differenza è consistita nella sparizione del cattolicesimo come “unica religione dello Stato” e in una ambigua trasformazione delle modalità per accedere all’insegnamento scolastico di quella religione. In sostanza con piccoli e continui aggiustamenti burocratico-amministrativi le famiglie italiane vengono sostanzialmente messe in condizione di “dover” scegliere quell’insegnamento. Potete tutti giudicare dalla realtà quotidiana se la religione cattolica sia o no Religione di Stato con il suo simbolo distintivo, il crocifisso, affisso obbligatoriamente in tutte le aule scolastiche, nei tribunali e in tutti i pubblici edifici a testimoniare che il vero potere è quello della religione dominante e dei suoi gerarchi. E il simbolo della Repubblica Italiana
viene tenuto rigorosamente fuori delle porte di quegli stessi edifici se non cancellato del tutto. Questo è un giorno nefasto che ci ricorda chi è che comanda veramente in Italia : SS PQR , Sempre e Solo Preti Qui Regnano.

IL VATICANO NON DEVE PAGARE L’ICI

venerdì, 9 dicembre 2011

Anche un nostro cortese visitatore, come Tiziana Ficacci, individua le radici della prepotente ingerenza vaticana ben oltre il caso del mancato pagamento dell’ICI. Da Marco Bertinatti, con il provocatorio titolo di IL VATICANO NON DEVE PAGARE L’ICI.

La richiesta di applicare il pagamento dell’ICI allo sterminato patrimonio immobiliare di proprietà di quello stato estero presente da  secoli all’interno del nostro, non mi sto riferendo alla Repubblica di San Marino ma a quella Monarchia Assoluta situata al centro di Roma con interessi (finanziari) a livello planetario, appare del tutto infondata.
Esigere il pagamento di un’imposta su quegli immobili ricorda il celebre proverbio cinese “Quando il dito indica la luna,lo sciocco guarda il  dito”. Perché preoccuparsi infatti di tassare delle proprietà invece di occuparsi della loro provenienza? Perché mai fingiamo di ignorare  l’origine di questo Impero Immobiliare, quando qualunque studente liceale conosce la storia della “Falsa donazione dell’Imperatore Costantino”? Ovvero del falso documento, smascherato dal filologo  Lorenzo Valla nel 1440, dal quale sono derivati i titoli di proprietà  della Chiesa? Queste si sono poi accresciute nel corso dei secoli  attraverso cessioni, volontarie da parte di chi riteneva di poter
“acquistare” un posto in Paradiso (tralasciando di richiedere la  fattura) e coatte da parte degli eretici, ai quali venivano pure  confiscati i beni dopo essere stati torturati a morte. Lo Stato non si preoccupa certo di tassare le proprietà di provenienza criminale ma semplicemente le confisca (per maggiori informazioni si veda l’opera in
dieci volumi “Storia criminale del cristianesimo”, dello storico Karlheinz Deschner). Un unico provvedimento legislativo potrebbe inoltre ridurre drasticamente il nostro disavanzo pubblico, ovvero l’abrogazione del Concordato con lo Stato del Vaticano il cui costo, a seconda delle stime, oscilla tra i sei ed i nove miliardi di euro all’anno.
Incidentalmente verrebbero semplicemente ripristinate le condizioni esistenti nel periodo immediatamente successivo all’unificazione dell’Italia, nel completo rispetto delle “reali” motivazioni che animarono i nostri padri fondatori.

Marco Bertinatti – Ateo Impertinente – marco.bertinatti@mail.com

150 anni di Unità sotto il Papa Re.

giovedì, 17 marzo 2011

Si sono cocluse ieri con una messe solenne nella Basilica di Santa Maria degli Angeli le celebrazioni per l’Unità d’Italia. Presenti tutte le massime autorità vaticaliane che hanno assitito imperturbabili (qualcuno anche in ginocchio) al Te Deum finale di ringraziamento per la riconquista da parte del Papa Re dell’intero paese. Nel pomeriggio abbiamo assistito all’inutile appendice di una insignificante cerimonia in Parlamento, ove erano assenti molti leghisti, svalutando il significato dell’Unità nazionale. Ma erano presenti sulla balconata del pubblico due noti personaggi in nero con berretta porpora a testimoniare l’occhiuta e malefica presenza del Governo Ombra che guida e controlla Vaticalia. Ancora due corvacci neri con ciuffo porpora sul palco presidenziale dell’Opera di Roma in serata, uno dei due addirittura appollaiato in prima fila con la signora Clio, il Presidente, Schifani e Berlusconi. Prova visibile, definitiva e clamorosa che il corvi neri SONO le istituzioni ufficiali nel Vicereame del Papa Re. Mai come in queste circostanze appare evidente che il vero potere politico sull’intero territorio appartiene agli eredi di quel potere temporale che fino al 1870 era limitato al cosiddetto Sato Pontificio e che oggi domina l’intera Italia.

20 Settembre 2010 , tutti in ginocchio a Porta Pia davanti al Plenipotenziario del Papa Re.

martedì, 27 luglio 2010

E ci sarà pure il Presidente Napolitano.

Nel 140° anniversario della Breccia di Porta Pia tutte le celebrazioni si svolgeranno all’ombra del Papa Re. Clamoroso cedimento sponsorizzato dal Presidente della Repubblica in persona che chiuderà la Breccia del 1870 e rimetterà la chiavi del Nuovo Stato Pontificio Vaticaliano nelle mani del Cardinale Bertone. E’ la fine ingloriosa e definitiva dello Stato laico.

Pannella, fa’ qualcosa… almeno tu !

Da La Repubblica del 27/10/2010

ORAZIO LA ROCCA | Repubblica | 27 Luglio 2010

Le celebrazioni dei 140 anni della presa di Roma precedute da dieci mesi di trattative fra il Comune e la Santa Sede. Sarebbe stato il Quirinale a suggerire un percorso condiviso; Bertone lima e modifica il programma, poi il placet a Alemanno.

CITTÀ DEL VATICANO – Celebrare i 140 anni della presa di Porta Pia con un programma di eventi senza venature anticlericali e antivaticane, e senza elementi polemici non graditi Oltretevere. Sarà questo, dopo una lunga trattativa con il comune di Roma, lo spirito dell´anniversario della Breccia del 20 settembre prossimo; gli uomini del Papa hanno voluto che venisse impostato all´insegna della cultura, della storia, del dialogo, ma senza riferimenti all´attualità. La ricorrenza sarà ricordata con una ricca scaletta di incontri (convegni, manifestazioni pubbliche, confronti tra storici) totalmente graditi, nella scelta dei titoli e dei relatori, alla Santa Sede e al segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, il quale – in sintonia col sindaco di Roma Gianni Alemanno – ha dato nei giorni scorsi il suo placet alle celebrazioni che dal 18 al 20 settembre vedranno coinvolti il Quirinale, il Campidoglio e il Vaticano.

Secondo quanto filtra dai Palazzi vaticani, sarebbe stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – sarà presente alla giornata clou davanti a Porta Pia – a “suggerire” al Campidoglio di arrivare a una commemorazione “condivisa” con la Santa Sede per non trasformare la festa del 140esimo anniversario della Breccia in un raduno simile all´annuale incontro che i radicali di Marco Pannella ogni 20 settembre indicono davanti alla stessa Porta Pia per celebrare la caduta dello Stato Pontificio e la fine del potere temporale del Papa.

Il Quirinale – a quanto sembra – non ha dovuto faticare molto per convincere il Campidoglio ad accettare i desiderata vaticani fin dalla formazione del comitato organizzatore, nel quale la Santa Sede ha nominato l´arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura. Non tutto è filato liscio. Sono stati necessari, infatti, quasi 10 mesi di lavoro, con numerosi incontri in Vaticano, presenti Alemanno e Bertone, per arrivare ad un programma pienamente condiviso per il quale solo alcuni giorni fa il Segretario di Stato si è detto “pienamente d´accordo”, facendo capire che il 20 settembre potrebbe essere persino presente davanti a Porta Pia accanto al presidente Napolitano.

Per la diplomazia capitolina un indubbio successo costato però alcune dolorose rinunce come la cancellazione nel comitato organizzatore di uno storico proposto dal Campidoglio, ma non gradito al Vaticano perchè giudicato troppo vicino alle posizioni dell´estrema destra. Nessun problema, invece, per gli altri due nomi in aggiunta a Ravasi proposti dal Vaticano, lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, e la professoressa Micol Forti dei Musei Vaticani. Meno fortunato, invece, è stato Marcello Veneziani, giornalista e scrittore notoriamente vicino alla destra, che si è visto bocciare dalla Segreteria di Stato della Santa Sede (e quindi dal cardinale Bertone) il titolo di un convegno da lui proposto per la giornata di apertura del 18 settembre in Campidoglio. Nella intestazione della bozza Veneziani, nella sua veste di coordinatore del convegno, aveva scritto “Pio IX, il Papa Re”, bocciato dal Vaticano perchè “troppo provocatorio”

. Titolo, poi, cambiato in un più accomodante “Pio IX e la città di Roma”, benedetto senza problemi da Bertone, il quale se interverrà alle celebrazioni (ha assicurato che informerà ufficialmente il Campidoglio entro agosto) non sarà comunque il primo segretario di Stato della Santa Sede a commemorare la Breccia di Porta Pia. «E´ stato preceduto nel centenario del 1970 dall´allora cardinale vicario Angelo Dell´Acqua», ricorda il teologo Gianni Gennari, editorialista del quotidiano cattolico Avvenire, che è stato anche testimone diretto di quell´evento nel quale, specifica, «per la prima volta un delegato papale definì la caduta del potere temporale come un segno benevolo della Divina Provvidenza per la Chiesa». «Ero nell´ufficio del cardinale – racconta Gennari – quando arrivò la telefonata di Paolo VI che gli chiese di andare a celebrare la Messa a Porta Pia il 20 settembre 1970. Dell´Acqua in un primo momento titubò, non capì. Ma poi non ebbe esitazioni, obbedì, andò e celebrò».

Funerali di Stato per i nostri soldati, ma solo e sempre sotto il controllo e la regia dei gerarchi cattolici.

giovedì, 20 maggio 2010

Anche per le ultime due vittime del terrosismo afghano si svolgeranno solenni funerali in cui lo Stato abdicherà ai suoi compiti lasciando che vengano svolti in un contesto in cui il ruolo della religione cattolica, ancora e sempre “di Stato”, si sovrapporrà a qualunque significativa presenza e intervento dello Stato laico. In Spagna pochi mesi fa è stato posto rimedio a questa anomalia separando nettamente i due momenti, civile e religioso, nel rispetto dei diversi ruoli dei due diversi soggetti. Ma in Italia, Vicereame del Papa Re, lo Stato si presenterà in ginocchio come sempre davanti all’Autorità religiosa anche quando si tratta di onorare i suoi soldati morti per la Patria e non per il Papa Re. E’ quello che succederà anche oggi a Roma nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.

La Triade Vaticana ha incontrato una delegazione di sudditi del Papa Re.

venerdì, 19 febbraio 2010

I cardinali Bertone, Bagnasco e Ruini, plenipotenziari del Papa Re per il Vicereame d’Italia, hanno concesso udienza ieri a Napolitano e Berlusconi in occasione dell’anniversario dei Patti Laterannesi, che furono firmati nel 1929 da Mussolini e dal Cardinale Gasparri. I Patti erano formati dal Trattato di Resa dell’Italia allo Stato Pontificio (dopo la guerra del 1870), il Concordato e alcuni allegati fra i quali la Convenzione Finanziaria che obbliga l’Italia a pagare eterni tributi al Papa Re. Ieri si è rinnovata la cerimonia ufficiale che ricorda l’umiliante sottoscrizione dei Patti e i rappresentanti del Vicereame italiano hanno ascoltato con il dovuto rispetto tutte le richieste della Triade Vaticana. Come evidenza visibile del rapporto esistente fra SS Vaticana e Italia ci sembra emblematica la foto pubblicata in questo articolo, dove il cardinale Bertone letteralmente giganteggia fra i due piccoli personaggi accovacciati ai suoi lati.

Da La Repubblica  LEGGI

Più soldi per le scuole cattoliche incontro del disgelo tra Berlusconi e Bertone
Più soldi alle scuole cattoliche.
di Marco Ansaldo

ROMA
– “Tutto bene, non c’è stato alcun problema”, diceva un porporato accompagnato dal segretario personale all’uscita di Palazzo Borromeo. “L’incontro è filato liscio”, spiegava sorridendo un funzionario della Farnesina lasciando la sede dell’ambasciata italiana presso il Vaticano. Il caso Boffo aleggiava però come un’ombra, ieri, alla cerimonia per l’anniversario dei Patti Lateranensi. Una grande festa, celebrata con un vertice fra Silvio Berlusconi e il cardinale Tarcisio Bertone, il primo dopo la lunga stagione dei “veleni” collegata allo scandalo scoppiato con le dimissioni del direttore dell’Avvenire, per un’informativa falsa pubblicata sul quotidiano della famiglia del premier…… segue….  LEGGI

Il generale-cardinale Bagnasco detta la linea al Governo Vaticaliano.

martedì, 26 gennaio 2010

Nella periodica riunione del Governo Ombra dei Vescovi (che controlla e guida il sottoposto Governo Vaticaliano) il genarale-cardinale Bagnasco si è esibito nella tradizionale somministrazione di aria fritta buonista con il pepe di tre ingrendienti piccanti : 1) emersione di giovani personalità cattoliche più disposte ad esaudire i desiderata delle gerarchie vaticane ; 2) impegno ad approvare la Legge sulla Tortura Obbligatoria di fine vita anche impedndo l’approvazione a livello locale di registri comunali ove sottoscrivere le libere volontà dei cittadini; 3) lotta dura al riconoscimento delle famiglie di fatto di qualsiasi tipo, comprese quelle composte da un maschio e una femmina.

Qui la fonte della notizia da Il Tempo LEGGI

Le truppe cammellate del Generale Bagnasco…

venerdì, 22 gennaio 2010

…preparano l’attacco alla Corte di Strasburgo. Sarà presentato dal Governo Vaticaliano, con l’approvazione del Vicerè d’Italia Generale Bagnasco, un ricorso contro la sentenza che riteneva contrario alla laicità l’imposizione del crocifisso nella aule scolastiche italiane. La presentazione del ricorso è avvenuta in forma ufficiale a cura del Sottosegretario Gianni Letta che, come abbiamo visto nei TG vaticaliani, era circondato dai gerarchi della SS Vaticana. Sembrava quasi di assistere alle dichiarazioni pubbliche di un ostaggio sotto il vigile controllo dei suoi sequestratori ed estorsori.

Qui la fonte della notizia.
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Crocifissi a martellate anche sulla testa degli ebrei ?

mercoledì, 30 dicembre 2009

Con un polemico “NO al crocifisso in Sinagoga” il gruppo Gherush92 chiude un suo Comuncato molto duro contro l’accettazione, anche se provvisoria e ancora da definire nei dettagli, della visita di B16 alla Sinagoga di Roma.

Gherush92
Committee for Human Rights


SPAZIO AL DISSENSO DEMOCRATICO
DURANTE LA VISITA
DEL PAPA IN SINAGOGA


Il via alla beatificazione di Papa Pacelli rappresenta il caso più grave e doloroso di antisemitismo e nel rapporto tra ebrei e cristiani dopo la shoah. La pretestuosa e assurda separazione tra giudizio storico e giudizio religioso su Pio XII, contenuta nell’ultimo comunicato del portavoce del Vaticano padre Lombardi, non calma lo sgomento, anzi lo accresce.

Separare il giudizio storico dal giudizio religioso significa confermare che santità cristiana, perfezione evangelica ed eventuali comportamenti delinquenziali possono coesistere, come è successo per numerosi santi cristiani. Fra i tanti citiamo tre esempi illustri, tutt’ora venerati: San Bellarmino che mandò al rogo Giordano Bruno, eretici ed ebrei, San Crisostomo che scrisse otto omelie contro i Giudei e Pio IX che richiuse le porte del ghetto di Roma.

Nonostante l’aspra polemica in corso a livello mondiale, il Consiglio della Comunità Ebraica di Roma in poche ore decide di accontentarsi della dichiarazione di Lombardi, di confermare la prossima visita del papa nella sinagoga di Roma e di rimandare la valutazione sul silenzio di Pio XII al giudizio degli storici.

Il Consiglio della Comunità Ebraica di Roma, allargato alle istituzioni ebraiche italiane, ai rabbini e ai sopravvissuti ai campi di sterminio, ribadisce l’importanza del dialogo interreligioso di cui la prossima visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma e’ una tappa fondamentale. Questo evento, che gli ebrei vedono con grandi attese, non deve pero’ essere inteso come un avallo sul contenzioso storico che riguarda la scelta di silenzio di Pio XII. Si attende che la verita’ possa emergere attraverso la ricerca e la valutazione degli storici su tutti i documenti dell’epoca”.

Il Consiglio, avvalendosi del potere mediatico che gli viene accordato dalla stampa, si aggiudica il diritto di prendere una decisione per tutti, favorevoli e contrari, dopo avere consultato, a suo dire, alcuni presunti “saggi”. Non ci sembra che il Consiglio sia competente su una questione di tale rilievo e non avrebbe dovuto agire autonomamente su un tema tanto delicato, o almeno avrebbe dovuto evidenziare che esiste anche un dissenso su questo problema.

I fatti e gli eventi di Pio XII, il papa della shoah, sono tutti tristemente noti. Non esistono storici o accademici che possono dare risposta, non esiste un consiglio che possa pronunciarsi, non esistono esperti, archivi o documenti. Gli unici specialisti competenti sono le vittime e il giudizio rimane agli ebrei, nessuno escluso, insieme ai rom, agli omosessuali, alle donne e ai dissidenti che morirono o persero i loro familiari nei campi. Il giudizio rimane ai sopravvissuti, ai discendenti dello sterminio, ai milioni di morti. Teniamo presente le parole di Piero Terracina, sopravvissuto ai campi di sterminio:

“Del silenzio della Chiesa e in particolare di Pio XII ne abbiamo sempre parlato. Di una cosa resto convinto: che se quel 16 ottobre del ’43, quando avvenne la razzia degli ebrei romani dal Ghetto, quando per due giorni restarono chiusi nel Collegio militare di via della Lungara, a 300 metri dal Vaticano, il Papa fosse uscito, avesse fatto un cenno, un gesto… . Se solo avesse aperto le braccia, … gli ebrei romani non sarebbero stati deportati. Anzi, silenzio più totale. Eppure Himmler ha atteso due giorni prima di partire, si dice che aspettasse le reazioni del Vaticano”.

L’espressione del dissenso resta così relegata alla fatica e al dolore dei singoli la cui voce non possiede i mezzi e la forza per essere ascoltata. E’ sconcertante ma sembra confermato che il 17 gennaio la sinagoga di Roma resterà aperta solo a pochi invitati “scelti” per accogliere Benedetto XVI e che questo evento significherà un’ulteriore tappa verso la beatificazione di Pio XII. Alcuni ebrei, delegando il giudizio ad alcuni storici, magari compiacenti, accettano di fatto, a nome di tutti, il processo di beatificazione e il giudizio definitivo che ne deriva.

Non è vero che la beatificazione di Pio XII è solo affare interno della chiesa. Dietro questa banale affermazione si nasconde una posizione cinica e qualunquista. La testimonianza della memoria storica è un dovere e non può essere limitata o confinata in ristretti ambiti, né mortificata da faccende mondane. Noi non vogliamo la beatificazione di Pio XII.

Chiediamo ampio e duraturo dibattito pubblico che coinvolga l’ebraismo mondiale e le voci di tutte le vittime e che sia concesso il giusto spazio per la protesta democratica durante la visita del papa.

NO ALLA VISITA DEL PAPA IN SINAGOGA
NO AL CROCIFISSO IN SINAGOGA

Mario  335 483798  335 483798

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