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25/5/09 – Ho visto cose…

lunedì, 25 maggio 2009


Come tutte le famiglie, le nostre al servizio diplomatico si presentano in diverse configurazioni (Segretario di Stato Usa, signora Clnton che comunica i pieni diriti ai diplomatici gay, Corriere della Sera)
A Roma, il 26 maggio a piazza di Pietra, ci sarà una singolare parata guidata da Carlo Giovanardi, a sostegno della candidatura di Berlusconi al Nobel (ansa)

Il 15 maggio Rama Yade, sottosegretaria agli Esteri francese, ha lanciato l’appello per la depenalizzazione universale dell’omosessualità al Congresso mondiale sui diritti dell’uomo a Parigi alla presenza di delegati di cento paesi. Il 18 dicembre scorso la mozione venne votata all’Assemblea generale dell’Onu da 67 stati dei cinque continenti. La mozione puntava a isolare gli ottanta stati che considerano l’omosessualità un crimine contro natura spesso (in sette stati) punendola con la morte. L’Italia cadde sull’orlo di una crisi di nervi per essersi dovuta (con fatica) scostare per una volta dal Vaticano. Come si ricorderà mons. Celestino Migliore, osservatore della Santa Sede presso l’Onu, avvertì che gli stati che non riconoscono l’unione tra due persone dello stesso sesso (omofobi, diremmo noi e il buon senso) sarebbero stati messi alla gogna. A tenere bordone alla malvagia posizione vaticana si aggiunse la Siria che spiegò che i diritti universali non includono i diritti specifici delle persone. Il presidente Sarkozy e l’intero governo, hanno sostenuto con forza Rama Yade, che il 15 maggio ha potuto rinnovare il suo impegno dichiarando che “non ci sono discriminazioni minori, ma solo sfide non colte. I diritti sono indivisibili negarne uno significa compromettere tutti gli altri; davanti alle discriminazioni, di origine, di età, di orientamento sessuale, di genere, la nostra volontà deve essere ferma, non per imporre un modello di società, ma per combattere lo spirito di intolleranza lesivo della dignità umana”. In Francia l’omosessualità è stata depenalizzata nel 1981; oggi il ministro della Salute Roselyne Bachelot vuole derubricare la transessualità dalle “affezioni psichiatriche di lunga durata” mentre Martine Aubry, segretario del Ps, chiede all’Onu di rifiutare la transfobia.
Il 17 maggio Cuba ha festeggiato il cinquantenario della Rivoluzione con la consueta sfilata nelle vie dell’Avana. Nel calendario delle manifestazioni la sfilata più bella è stata quella degli omosessuali che, a passo di danza negli allegri ritmi latino americani, hanno percorso le vie del centro per sfociare nei giardini di Pabellòn di Cuba, il cuore della capitale. Solo fino a poco tempo fa Fidel Castro “i froci” li spediva ai lavori forzati col garbo consueto delle dittature. Invece oggi sua nipote, Mariela Castro Espin, figlia di Raùl, direttrice del Centro nazionale per l’educazione sessuale, è stata la madrina della giornata contro l’omofobia.
Giovedì 21 maggio a Genova, il ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha partecipato ad un convegno organizzato dall’Arcigay sul disagio giovanile. Come è ovvio il ministro ha detto che è contro ogni forma di discriminazione, anche se ritiene irricevibile la richiesta di equiparazione tra coppie etero e omo e insostenibile l’adozione. Per chiarire la sua condanna a qualsiasi forma di discriminazione, Meloni ha pronunciato un chiaro no a eventi come il gay pride che si terrà appunto a Genova il 27 giugno. Il ministro è stata nettissima, ma il capogruppo dei senatori del pdl genio Gasparri, ha disapprovato l’intervento di Meloni all’arcigay che, svolgendosi a Genova poteva sembrare un tacito assenso al gay pride.
Continua intanto la protesta di Marco Pannella che, in una intervista all’Unità tra l’altro ha detto : “abbiamo parlato dei diritti degli omosessuali e ci hanno chiamato froci. Adesso vedo che si ascoltano le ragioni degli omofobi”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Islam e omosessualità.

venerdì, 15 maggio 2009

Abbiamo sempre duramente commentato su questo sito il criminale comportamento dei fondamelisti islamici nei confronti delle persone omosessuali e degli atei, entrambi passibili di condanna a morte secondo le indicazioni dell’immaginaria entità soprannaturale di riferimento. Ora pare che in alcuni paesi a maggioranza islamica stia emergendo un atteggiamento meno drastico. Ma solo per quanto riguarda l’orientamento sessuale e non già per il diritto di affermare, senza essere ammazzati, che dio -qualsisi dio- è un’invenzione degli uomini. Secondo il nostro carissimo amico Peter Boom, che ci fornisce gradite e aggiornate notizie, in Indonesia intellettuali e saggi musulmani starebbero, bontà loro, rivedendo le posizioni più omofobiche del’islam. Nessuna novità però per quanto riguarda il diritto a non credere nella Menzogna Globale

L’ISLAM RICONOSCE L’OMOSESSUALITA’
di Peter Boom

http://digilander.libero.it/pansexuality

Questo è il titolo di un interessante articolo sul giornale Indonesiano in lingua inglese “The Jakarta Post” ( http://www.thejakartapost.com/news/2008/03/27/Islam-039recognizes-homosexuality039.html ).
In nove paesi islamici vige ancora la pena di morte per omosessualità ed in molti altri paesi questa è ancora considerata contro la legge e viene punita in svariati modi.
In molti paesi anche la posizione delle donne è a dir poco precaria e non vengono rispettati i diritti umani.
Il dibattito su The Jakarta Post inizia così: “Omosessualità ed omosessuali sono naturali e creati da Dio, dunque permissibili dentro l’Islam. Studiosi musulmani moderati hanno affermato che per l’Islam non ci sono ragioni per rifiutare gli omosessuali e che la condanna di omosessuali od omosessualità da parte di importanti ulema (studiosi di teologia) e molti altri musulmani è basata su interpretazioni grette (narrowminded) dell’Islam stesso.Siti Musdah Mulia della Conferenza Indonesiana delle Religioni e della Pace ha citato la “al-Hujurat” (49:3) affermando che una delle benedizioni per gli esseri umani è che tutti gli uomini e le donne sono uguali per etnia, ricchezza, posizione sociale ed anche per orientamento sessuale. Non c’è differenza tra lesbiche e non-lesbiche. Negli occhi di Dio le persone vengono valutate per la loro devozione (piety).

Una dichiarazione senz’altro in linea con la Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Anche i Valdesi ed altre religioni cristiane sono della stessa opinione mentre la chiesa cattolica rimane ancora dell’avviso che gli atti omosessuali vadano condannate mettendosi sullo stesso piano immorale di certi paesi islamici fanatici che si rifiutano di firmare la richiesta per la depenalizzazione dell’omosessualità (proposta dal Presidente Sarkozy presso le Nazioni Unite).

Un altro partecipante alla Conferenza Indonesiana si è espresso come segue:”L’essenza della religione (Islam) è di rendere umane le persone, di rispettarle e di conferirle dignità. Anche l’omosessualità è creazione di Dio e dovrebbe essere considerata naturale.

I musulmani hanno bisogno di abbracciare la ijtihad ( l’iter per prendere una decisione legale per mezzo di una interpretazione indipendente dal Corano e/o la Sunnah) per evitare di rimanere prigionieri del vecchio paradigma senza sviluppare interpretazioni di più larghe vedute.

Alla conclusione della conferenza è stato affermato che la cultura indonesiana accetta l’omosessualità. La condanna dell’omosessualità veniva richiesta soltanto da due gruppi di musulmani conservatori i quali dichiaravano che il rapporto tra persone dello stesso sesso è un peccato, ma che non consideravano i gay come nemici.

Un altro grande paese orientale è l’India dove, malgrado il puritanesimo inglese, i pregiudizi sono minori e sul “Kolkata Mirror”, importante giornale in lingua inglese, si trova un’intervista a diverse persone con la domanda cosa pensino della pansessualità. Le risposte sono nel segno di una grande apertura mentale, come per esempio: “Ad ognuno il suo, non c’è niente di sbagliato in un rapporto consensuale tra adulti”, o anche “la sperimentazione sessuale dovrebbe essere incoraggiata”.

L’Asia infatti ha avuto sempre tradizioni molto poco condizionanti per quanto riguarda una pansessualità libera, malvista solo quando esagerata o violenta. L’India ha prodotto il famoso Kama Sutra, la Cina il Tao (via o cammino) con l’insegnamento che una vita spiritualmente valida richiede anche molto buon sesso. Lo Yin e Yang chiusi in un unico cerchio simboleggianti l’interscambiabilità tra il femminile ed il maschile, era l’affermazione forse più antica della pansessualità. Come si vede non c’è niente di nuovo sotto il sole.

Nei paesi a maggiore influenza islamica la situazione è più complessa, ma i primi tentativi di liberazione sessuale sono arrivati pure lì come ultimamente a Beirut nel Libano, dove duecento omosessuali hanno manifestato in piazza contro la repressione esercitata dalla polizia.

A Kampala (Uganda) venti omosessuali quasi tutte lesbiche (tante volte le donne sono più coraggiose degli uomini!) hanno apertamente dimostrato in piazza a favore della depenalizzazione dell’omosessualità ( sette anni di carcere!!!). Un ministro ha dichiarato che l’Uganda è un paese cristiano (sic!).

Personalmente mi ricordo la prima manifestazione gay a San Remo nel mese di aprile 1972. La polizia ci aveva praticamente assediati e quando mi sono baciato in bocca con un bel ragazzo norvegese abbiamo rischiato l’arresto, ma … la cultura avanza, seppur troppo lentamente.

In conclusione resta da sperare che il mondo attraverso la globalizzazione soprattutto nelle comunicazioni diventi più libero e liberato da quelle gerarchie ecclesiali fanatiche e completamente obsolete.

EccoVi gli ultimi tre commenti in lingua inglese (con traduzione in italiano):

Good (not verified) — Tue, 04/14/2009 – 9:51am

“Conference of Religions and Peace cited the Koran’s al-Hujurat (49:3) that one of the blessings for human beings was that all men and women are equal, regardless of ethnicity, wealth, social positions or even sexual orientation.”

i am a Muslim and Arabic is my mother language, al-Hujurat (49:3)means = And if they had patience till you could come out to them, it would have been better for them. And Allah is Oft-Forgiving, Most Merciful.

thats the correct translation

source:

http://www.searchtruth.com/search.php?keyword=Allah&chapter=49&translato…(traduzione)

Good (non verificato)

“La Conferenza delle Religioni e della Pace ha citato la al-Hujurat (49:3) che una delle benedizioni per gli esseri umani è che tutti gli uomini e le donne sono uguali, senza distinzione di appartenenza etnica, ricchezza, posizioni sociali ed anche di orientamento sessuale.” Io sono Musulmano e la mia madrelingua è l’arabo, al-Hujurat significa = E se coloro avessero avuto pazienza finché Tu potessi venire a loro, questo per loro sarebbe stato meglio. E Allah perdona spesse volte, è massimamente misericordioso.

Questa è la traduzione corretta.

Fonte:

http://www.searchtruth.com/search.php?keyword=Allah&chapter=49&translato…

Peter Boom (not verified) — Tue, 04/14/2009 – 4:44pm

I want to express my appraisal for the translation of the Koran’s al-Hujurat (49:3) that one of the blessings for human beings is that all men and women are equal, regardless of ethnicity, wealth, social positions or even sexual orientation.
This should be an example also for the catholic and other churches who still preach discrimination and hatred.
Thank you very much, Peter.

(traduzione)

Peter Boom (non verificata)

Voglio esprimere il mio apprezzamento per la traduzione della al-Hujurat (49:3) che una delle benedizioni per gli esseri umani è che tutti gli uomini e le donne sono uguali, senza distinzione di appartenenza etnica, ricchezza, posizioni sociali ed anche di orientamento sessuale. Questo dovrebbe essere da esempio anche per la chiesa cattolica e le altre chiese che tuttora predicano discriminazione e odio.

Tantissime grazie, Peter Boom.

Ahlam (not verified) — Tue, 05/05/2009 – 6:27pm

What’s this nonsense? Are those people who recognize homosexuality true Muslims? Don’t they fear God for coming up with such a conclusion. All rational sane persons who can read the Quran and the Sunnah of the Prophet peace be upon him can understand that homosexuality is a sin, it is something very obvious. Homosexuality is against nature and the law of God. homosexuality is sick and disgusting.
May Allah guide people to the right path and may He protect us and our children from the insanity and immorality of some people, ameen!

(traduzione)

Ahlam (non verificato)

Cos’è questa assurdità? Questa gente che riconosce l’omosessualità è musulmana davvero? Non temono Dio per essere arrivati ad una simile conclusione? Tutte le persone razionali e sane di mente che possono leggere la Quran e la Sunnah del Profeta pace sia con Lui possono capire che l’omosessualità è un peccato, questo è molto evidente. Omosessualità è contronatura e contro la legge di Dio. Omosessualità è malata e disgustosa.

Possa Allah guidare la gente sulla giusta strada e possa Lui proteggere noi ed i nostri figli dalla dissennatezza e dall’immoralità di certa gente, ameen!


Peter Boom (not verified) — Thu, 05/07/2009 – 4:42am

Dear Ahlam, you mean you want to judge the creations of God. Homosexuality is perfectly natural and you can see that in Nature, where not only human beings, but also animals and plants live various sexual behaviours. See please the Theory and the Philosophy of Pansexuality on the site http://digilander.libero.it/pansexuality which I hope will open your eyes and help you not to judge.
May your God help you to throw away terrible prejudices which cause marginalization, death, injustice and social disorder.
All the best, Peter.

(traduzione)

Peter Boom (non verificato)

Caro Ahlam, Tu vuoi dire che puoi giudicare le creazioni di Dio. L’omosessualità è perfettamente naturale e questo lo puoi vedere nella Natura, dove non solo gli esseri umani, ma anche gli animali e le piante vivono comportamenti sessuali diversi. Vedi per favore la Teoria e la Filosofia della Pansessualità sul sito: http://digilander.libero.it/pansexuality che spero Ti faccia aprire gli occhi e Ti aiuti a non giudicare.

Possa il Tuo Dio aiutarTi a gettar via i terribili pregiudizi che causano discriminazione, morte, ingiustizia e disordine sociale.

I miei migliori saluti, Peter Boom.

Fini incontra le associazioni rappresentative dei cittadini omosessuali.

giovedì, 14 maggio 2009

Ma non tutte. Alcune non sono state invitate, come il Circolo Mario Mieli, storico organizztore del clamoroso Gay Pride del 2000, e Certi Diritti, di area radicale. Comunque si tratta di un importante passo avanti verso il riconoscimento di diritti che fino ad oggi gli zuavi pontifici che controllano il Parlamento hanno sempre impedito.

Qui la fonte della notizia

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/fini-parla/omosessuali/omosessuali.html

Il presidente della Camera incontra le associazioni “Stop ai pregiudizi, ma ci vuole gradualità” Fini sull’omosessualità “L’Italia è in ritardo”

di FRANCESCO BEI

ROMA – Per il presidente dell’Arcigay, Aurelio Mancuso, quello compiuto ieri da Gianfranco Fini “è stato un grande passo”. Un incontro “molto importante”, perché “è la prima volta che un presidente della Camera ci riceve”. Non era mai successo prima, “nemmeno con Bertinotti”. Così alle tre del pomeriggio i rappresentanti di Arcigay, Agedo (genitori di figli omosessuali), Famiglie Arcobaleno (genitori omosessuali) e Gaylib, associazione vicina al Pdl, salgono al primo piano della Camera per un incontro di oltre un’ora. La “madrina” dell’iniziativa è la deputata del Pd Paola Concia, relatrice del ddl contro l’omofobia. E proprio quel provvedimento è la ragione ufficiale dell’invito e tutti chiariscono fino alla noia che di matrimoni gay non si è parlato. Ma quello che conta è il fatto politico. A dieci anni dalla dichiarazione sui maestri omosessuali, Fini compie un altro strappo rispetto alla sua tradizione e alla cultura politica prevalente nel centrodestra.

A porte chiuse, il presidente della Camera sta attento a soppesare le parole ma l’apertura è evidente: “Il problema è che in Italia c’è una scarsa consapevolezza su questi temi, dobbiamo colmare questi ritardi”. Cosa fare? Intanto “sconfiggere il pregiudizio, la discriminazione, la violenza”. Ai presenti Fini dispensa anche un consiglio politico su come affrontare la battaglia: “Vi invito a un approccio graduale e non massimalista. Iniziamo a far capire che al centro della questione c’è la dignità della persona umana”. C’è anche da sviluppare un linguaggio nuovo, parole nuove. Come gli consiglia Rita De Santis: “Presidente, io ho quattro figli etero e uno omosessuale, ma tutti amano allo stesso modo. Lasciamo perdere l’omosessualità, meglio chiamarla omoaffettività. Sa, in Italia quando si usa la parola sesso si pensa sempre a qualcosa di turpe”. Fini ne conviene: “Sono d’accordo. Facciamo capire che non è una malattia o una perversione”. Dopo aver invocato per l’ennesima volta il “gradualismo” nell’affrontare questi temi, Fini lascia intendere ai presenti che, dopo il ddl contro l’omofobia, altri provvedimenti auspicati dalla comunità gay potrebbero essere maturi. Non parla di unioni di fatto, ma osserva: “Partire da un ddl trasversale può essere il chiodo giusto per attaccare il cappello. Non credo sia impossibile”. Nulla di più, ma che ai presenti basta e avanza per sperare.

I rappresentanti del mondo omosex si augurano infatti che le aperture di Fini possano essere il lievito per far maturare anche nel Pdl posizioni nuove. E il centrosinistra? Paola Concia è molto disincantata: “È finito il tempo delle chiacchiere, la politica ci ha sempre usato, adesso siamo stanchi”. Il compito di Fini, secondo la deputata del Pd, adesso è chiaro: “Deve parlare ai suoi e convincerli”. Ma tra i gay non tutti sono d’accordo con queste aperture di credito a Fini. Arcilesbica ad esempio ha deciso di disertare l’incontro di ieri. “Non possiamo dimenticare che il presidente della Camera – spiega Francesca Polo – è dirigente di un partito che rifiuta ogni apertura ai diritti di lesbiche, gay e trans”. L’associazione radicale “Certi Diritti” non è stata invitata all’incontro. Ma fa sapere che lunedì prossimo, per la giornata mondiale contro l’omo/trans fobia, sarà ricevuta invece al Quirinale da Giorgio Napolitano.

Divini privilegi.

martedì, 5 maggio 2009

Negata Piazza San Giovanni per il Gay Pride di Roma ; previste in zona manifestazioni religiose. Anche quest’anno sono in corso manovre per ostacolare la manifestazione più odiata dai clericali di tutti i partiti.

Roma Pride 2009

Anche quest’anno il Romano Pontefice ci aiuta !
<http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/06/05/testardamente-grazie-santita-ovvero-benedetto-pride/>

La Questura di Roma, infatti, ha comunicato al Circolo Mario Mieli che a
causa dello svolgimento della processione rionale dedicata a S. Antonio
Abate, la piazza non sarà disponibile per ospitare il Roma Pride nel 2009.
Sarà indisponibile anche il 20 giugno perché dalla stessa data partirà una
serie di manifestazioni religiose per la preparazione della festa di San
Giovanni Battista (che come noto a tutti, cade il 25 giugno). Indi, vi
saranno ulteriori difficoltà a causa della festività dei Santi Pietro e
Paolo, patroni della città.

Quindi, di nuovo e testardamente grazie al Romano Pontefice e alla sua Curia
che, anche quest’anno consentirà di sfruttare il clamore mediatico su questo
tema trasfromandolo in uno lungo spot pubblicitario per il Roma Pride.

Santità, ormai lo sappiamo che ci vuole bene. Per questo, a titolo personale
rinnovo la dedica intitolando  anche il Roma Pride 2009 *BENEDETTO PRIDE*,
in attesa che proclami l’indulgenza plenaria e perpetua per tutti coloro che
parteciperanno ai pride romani.

Al di là delle note folkloristiche, dal comunicato diramato dal Mario
Mieli<http://www.mariomieli.org/spip.php?article1139>emerge una nota
peroccupante.

Il Pride di Roma è ormai una manifestazione significativa, cospicua, di
rilevanza nazionale e che non accoglie più soltanto gay, lesbiche e
transessuali. Il Protocollo comunale
<http://www.cobas.it/Sito/Documenti/Comunicati/CS_2009/CS_Protocollo%20manifestazioni%20a%20Roma.pdf>sui
percorsi delle manifestazioni si sta rilevando un insieme di false
alternative. Per i  grandi eventi sono previsti piazze incapaci di
accoglierli o luoghi rifiutabili per interi mesi con identiche
giustificazioni, a volte risibili. Una carta straccia pronta a colpire tutti
i cittadini non solo romani, limitandone la libertà di manifestazione
garantita dalla Costituzione.

Gay Pride troppo trendy, Alemanno nega patrocinio del Comune di Roma.

domenica, 26 aprile 2009

Chierichetto ad honorem e ossequioso partecipante a tutte le sante messe celebrative di qualcosa che si svolgono in città, ma pur sempre vero maschio, il sindaco piazza precisi paletti a difesa della virilità romana che i perfidi gay mettono a rischio con la loro “tendenza”. Ed è infatti proprio quella pericolosa “tendenza” il motivo principale del diniego annunciato da Alemanno per una manifestazione a cui tutti i sindaci del mondo “normalmente” democratici danno i massimi riconoscimenti scendendo tranquillamente in piazza accanto ai promotori. Avrà pure smesso di fare saluti fascisti ma sui gay non ha perso i vecchi orientamenti.

Roma nega il patrocinio al Gay Pride: è un insulto alla civiltà dei Diritti Umani
del Gruppo EveryOne

Roma, 25 aprile 2009. Roma, una delle grandi capitali dell’Unione europea, si segnala ancora una volta per l’ottusa intolleranza delle proprie Istituzioni. Mentre Parigi, Londra, Bruxelles, Atene, Berlino, Amsterdam, Copenhagen, Stoccolma e le altre città europee preparano il Gay Pride 2009 in grande stile, affiancando al tradizionale corteo una serie di eventi culturali, cinematografici e commemorativi, la capitale d’Italia, per bocca del sindaco Alemanno, annuncia che Roma non patrocinerà l’iniziativa: “Non daremo il patrocinio al Gay Pride,” – ha detto Alemanno, “così come non l’abbiamo dato l’anno scorso perché lo consideriamo una manifestazione di tendenza. Ci sono molte richieste specifiche che possono essere condivise o non condivise. Faremo il possibile perché si svolga in maniera tranquilla con tutto il supporto dei servizi comunali come per tutte le manifestazioni. Il patrocinio va dato quando non si tratta di manifestazioni di tendenza ma che danno voce a tutte le idee e i punti di vista e nel caso del Gay Pride non è così”. Le autorità romane dunque – uniche nel mondo democratico – negano il valore sociale del Gay Pride, che in tutto il mondo rappresenta un simbolo fondamentale nell’àmbito dei Diritti Umani, non certo “di tendenza”, ma universale ed educativo come le Giornate della Memoria o la Festa della Donna. Ricordiamo che la Parata dell’Orgoglio racchiude significati celebrativi che si collegano a secoli di emarginazione e persecuzione degli omosessuali nel mondo, culminati in Europa nell’Olocausto dei Triangoli Rosa e non ancora terminati nei regimi islamici, dove l’omosessualità è punita con il carcere, la tortura e spesso la morte. Contemporaneamente alla linea intollerante scelta dalle istituzioni romane, cresce l’omofobia a Roma e nel resto d’Italia, mentre le leggi che dovrebbero tutelare i diritti fondamentali dei gay si sono fermate a limitazioni medievali. Il Gruppo EveryOne solleverà prossimamente presso le Istituzioni internazionali l’urgenza di avviare seri programmi di educazione alla Storia dell’omosessualità e ai fenomeni persecutori che l’hanno accompagnata, nonostante gay, lesbiche e transgender abbiano contribuito fin dall’inizio della civiltà alla costruzione del genio umano e a raggiungere le tappe più importanti del pensiero, delle arti e della tecnologia. Il nazifascismo negò al popolo omosessuale ogni diritto, reprimendone in modo barbaro e sanguinoso le manifestazioni che il Gay Pride rappresenta ancora e che si ricollegano alle istanze di emancipazione espresse dall’Istituto di Scienze Sessuali di Magnus Hirchsfeld (nella foto) e da punti di ritrovo quali il mitico Eldorado di Berlino, fino a quando gli assassini di Hitler presero il potere, annientando ogni conquista civile. Il Gruppo EveryOne solleciterà inoltre l’approvazione di una Direttiva europea sulle unioni civili, che riconosca finalmente agli omosessuali, dopo secoli di repressione, il diritto più elementare e basilare: quello di veder riconosciute giuridicamente nelle società moderne le proprie unioni sentimentali. E’ necessario protestare con decisione e sdegno contro la decisione del sindaco di Roma, che non rappresenta solo un attacco alla dignità di un’istituzione che simboleggia i diritti dei gay, ma anche una pericolosa deriva omofobica che trova le proprie radici proprio nell’intolleranza su cui il nazifascismo costruì il proprio regno di repressione e orrore.

mercoledì, 22 aprile 2009

22/4/09 – … d’un peccato medesimo al mondo lerci

A Dakar (Senegal) la Corte d’Appello ha annullato le condanne per omosessualità comminate a 9 uomini disponendone l’immediata scarcerazione. La sentenza aveva suscitato molte proteste, in special modo francesi, tanto da costringere lo stesso presidente Sarkozy ad intervenire. I 9 erano stati arrestati nel corso di una manifestazione che informava sulla prevenzione dell’aids.
Una coppia di uomini, che aveva presentato ricorso al tribunale di Venezia denunciano il Comune della città della gondoleta per essersi rifiutato di affiggere le pubblicazioni del matrimonio che avevano richiesto, hanno avuto la notifica che la questione è stata rimessa alla Consulta. E’ possibile, quindi, che la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi per colmare il vuoto legislativo sulla questione. La mancata accoglienza della richiesta di matrimonio, viola ben quattro punti della Carta costituzionale: parità, uguaglianza, diritto alla famiglia e potestà legislativa. Ed è con queste modalità (non possono esserci gruppi sociali o categorie private di alcuni diritti di cui usufruiscono gli altri) che in alcuni Stati americani è stato introdotto il matrimonio per tutti.
L’omosessuale più bello del mondo, amato da uomini e donne anche per alcuni bei film (Another Country, Maurice…) e per le sue scombiccherate prese di posizione, si è sottoposto ad un lifting francamente esagerato. Rupert Everett, 49enne appena appena stropicciato, si è talmente ritoccato al punto di aver alimentato illazioni su un trapianto osseo. Fermo restando che ognuno col suo corpo e la sua faccia fa quello che gli pare, se per caso si trovasse a leggere questo sito voglio comunicargli che andava bene anche con le occhiaie e le guance un po’ rilassate.

Tornando seri, oggi la professoressa Rita Levi Montalcini varca il secolo
http://www.liberelaiche.it/donne_in_gamba.html#asso-nella-manica

Auguri!

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Preti e omosessualità, l’Avvenire reagisce e ribadisce…

domenica, 11 gennaio 2009

…fuori i preti gay dal sacerdozio ! In un editoriale viene confermato l’orientamento di ostilità all’ordinazione di sacerdoti omosessuali.

Qui la fonte della notizia odierna LEGGI e qui il precedente articolo di No God LEGGI

Preti e omosessualità.

venerdì, 9 gennaio 2009

Un interessante articolo su l’Avvenire, il giornale dei vescovi italiani, ha affrontato un argomento dirompente per la chiesa cattolica in seno alla quale, secondo molti osservatori, la percentuale di religiosi e religiose omosessuali toccherebbe punte altissime. Ne è scaturito un ricco dibattito di cui la Repubblica fornisce un ampio resoconto. Resta da chiedersi il motivo di questa avversione delle gerarchie cattoliche verso i preti omosex che, se allontnati in massa dall’esercizio sacerdotale, aggraverebbero moltissimo il problema delle ordinazioni (in forte calo)  e del personale disponibile.

Qui le fonti della notizia
su L’Avvenire LEGGI
su La Repubblica LEGGI

Grande Fratello 9 con un partecipante gay ?

mercoledì, 7 gennaio 2009

Dopo la vittoria di Wladimir Luxuria all’ Isola dei Famosi non sorprende che la concorrenza proponga un gay per la sua trasmissione cult. Ma il nome del possibile candidato scatena polemiche a Milano dal momento che si tratterebbe di Fabrizio Caiazza, un bellissimo uomo che vinse l’anno scorso il concorso di poliziotto gay più bello del mondo. Caiazza è un vigile urbano di Milano, e già ha rischiato il posto per aver inviato a quel concorso una foto in divisa da “ghisa” senza aver prima chiesto l’autorizzazione ai suoi superiori. Ora tutta la Milano omofoba si scatena contro Fabrizio.

Qui la fonte della notizia LEGGI

I nazi-cristianisti di Roma contro le persone omosessuali.

lunedì, 22 dicembre 2008

 Tuona SS B16 “… è solo Dio a poter decidere chi è uomo e chi è donna, l’essere umano dunque non può emanciparsi da Dio…, pena la sua autodistruzione… e la Chiesa non può limitarsi a proporre il suo messaggio di salvezza… ma deve impegnarsi per far sì che il suo pensiero prevalga nella società… ” Avete capito bene ? Il pensiero nazi-cristianista DEVE prevalere nella società. Qui la fonte della notizia  LEGGI