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	<title>.:: No God ::. &#187; gay e società</title>
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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>23/7/11 – Stato di diritto</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 06:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[gay e società]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2011]]></category>
		<category><![CDATA[matrimoni gay]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto cambia tranne il cuore umano, dicono i vecchi saggi, ma si sbagliano Da domenica la grande mela sarà ancora più Grande. Il 24 luglio, infatti, è il primo giorno di applicazione della recente legge che autorizza nello Stato di New York la celebrazione di matrimoni anche tra persone dello stesso sesso. Data attesa da così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Tutto cambia</strong> tranne il cuore umano, dicono i vecchi saggi, ma si sbagliano</em></span></p>
<p><strong>Da domenica la grande mela</strong> sarà ancora più Grande. Il 24 luglio, infatti, è il primo giorno di applicazione della recente legge che autorizza nello Stato di New York la celebrazione di matrimoni anche tra persone dello stesso sesso. Data attesa da così tanto tempo da aver creato un vero e proprio ingolfamento negli uffici, tanto che il sindaco Bloomberg ha proposto una lotteria tra i richiedenti arrivando a 764 sposalizi. Un po’ lo sappiamo dai film, ma per sposarsi negli Usa le pratiche da sbrigare sono veramente poche: ci si presenta in municipio con i documenti in regola. Niente certificato esposto per 15 giorni nelle sedi comunali come da noi, ma solo una richiesta generica tre giorni prima all’ufficio competente. E, senza aspettare risposta, si arriva negli uffici col vestito della festa e il bouquet in mano. Anche con il numero chiuso sarà ugualmente un vero primato per NY che arrivò nel 2003 alla cifra record di 621 matrimoni celebrati il giorno di san Valentino, protettore degli innamorati e dei malati di epilessia. Naturalmente gli estratti potranno essere coppie omo o etero. Si ipotizza che anche nelle prossime settimane bisognerà procedere a questo sistema sia a Manhattan che a Brooklyn, Queens, Bronx, Staten Island.<br />
Dietro a questa grande festa di domenica c’è anche un piccolissimo contributo italiano. In molti ricordano il sindaco di New York Rudolph Giuliani, gran fautore della tolleranza zero, teorico della broken window che ha avuto anche da noi emuli, che hanno interpretato la finestra rotta arrestando la zingarella e al contempo spalancando porte e finestre per lasciare entrare nei posti di comando gli amici coi tirapugni più fighi. Giuliani, italiano di terza generazione, ha lavorato per questo risultato, prestandosi anche a travestirsi nelle maniere più improbabili e divertenti durante i gay pride. E ha passato il testimone al più composto ma deciso Bloomberg che ha speso molto del suo tempo all’affermazione del diritto per le coppie omosessuali. E poi c’è il governatore dello Stato di NY, Andrea La Guardia che ha ritenuto l’equiparazione del diritto come dato imprescindibile per la civiltà. Nipote di Fiorello La Guardia &#8211; è anche il nome dell’aeroporto di NY &#8211; l’uomo che come interprete ha aiutato i nostri connazionali che arrivavano ad Ellis Island, probabilmente in condizioni peggiori di come oggi arrivano gli stranieri a Lampedusa, e che poi diventò sindaco della città nel 1933.<br />
Intanto in Italia si continua a negare questo basilare diritto. Non è accettabile sentire Giovanardi (e compagnia) dire che lui rispetta gli omosessuali ma la famiglia è altra cosa. Chi afferma questo deve essere chiamato col suo nome, cioè razzista, e senza timore di aver abusato della parola. Chi nega un istituto come il matrimonio ad una parte di cittadini in base al pregiudizio e all’idea vagamente animalesca che il matrimonio ha il solo scopo della riproduzione e dell’accudimento dei cuccioli, dovrebbe subire un trattamento sanitario obbligatorio – al momento è l’unico consentito e prevede le cure per chi fa del male a sé e agli altri &#8211; che lo riconduca ai nostri giorni. Nessuno impedisce a Giovanardi di vestirsi come un Borgia, magari starebbe anche bene, ma può lui e i suoi compagni della partitocrazia impedire alle persone di vivere normalmente come nel resto del mondo occidentale? Che ne sa lui di Anna che da sette anni vive con la sua compagna e non può godersi una bella giornata di festa insieme agli amici e i parenti, per una volta vestita bene, tra i confetti e le posate d’argento che vorrebbe mettere nella lista di nozze? Auguri a tutti quelli che si amano, o almeno ci provano. Agli altri una bella poesia, e state calmi che prima o poi l’amore arriva.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci,</span> www.nogod.it</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Quando viene, verrà senza avvisare,</strong><br />
proprio mentre mi sto grattando il naso?<br />
Busserà la mattina alla mia porta,<br />
oppure sul bus mi pesterà un piede?<br />
Accadrà come quando cambia il tempo?<br />
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?<br />
Darà una svolta a tutta la mia vita?<br />
La verità, vi prego, sull’amore<br />
(W.H. Auden)</em></span></p>
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		<title>Dopo la prima notte di matrimonio gay a New York.</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2011/06/26/4994/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 06:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[gay e società]]></category>
		<category><![CDATA[matrimoni gay]]></category>

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		<description><![CDATA[Su tutti i giornali italiani e su alcuni TG (ma non tutti) è stata data con molta enfasi la notizia che il Senato dello Stato di New York ha approvato il pieno riconoscimento della parità di diritto a sposarsi per tutte le coppie che si amano, indipendentemente dal sesso anagrafico. Ovvio il disappunto e in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Su tutti i giornali italiani</strong> e su alcuni TG (ma non tutti) è stata data con molta enfasi la notizia che il Senato dello Stato di New York ha approvato il pieno riconoscimento della parità di diritto a sposarsi per tutte le coppie che si amano, indipendentemente dal sesso anagrafico. Ovvio il disappunto e in molti casi anche le feroci critiche delle religioni omofobe, quelle che campano di rendita sulla discriminazione e perfino l&#8217;incitamento alla violenza sulle persone omosessuali. E anche i media legati ai partiti politici al servizio delle gerarchie vaticane fanno piovere le loro critiche. Ma c&#8217;è una cosa che ci diverte, la certezza che schiumeranno di rabbia e soprattutto di invidia le cripto-checche, vale a dire gli omosessuali &#8220;velati&#8221; che per convenienza di carriera politica o ecclesiastica fanno finta di essere etero e sono in prima fila a protestare e a condannare confratelli e consorelle di pari orientamento sessuale. Sappiamo però che il giorno magico in cui anche in Italia una legge riconoscerà a tutti i cittadini, nessuno escluso, il diritto a formare una famiglia succederà quello che successe all&#8217;epoca dell&#8217;approvazione del divorzio. Allora fra i primi a uscire allo scoperto e a usufruire della nuova legge ci furono proprio i principali avversari politici (fasci e democristiani in testa) che si erano battutti come iene contro il divorzio. I primi omosessuali che correranno a sposarsi sarranno sicuramente le cripto-checche politiche e religiose che oggi fanno le vergini offese dalla ventata di libertà che arriva da New York.</p>
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		<title>I gay cattolici non gradiscono la partecipazione delle associazioni degli atei ai Gay-Pride.</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2010/09/07/4389/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[gay e società]]></category>
		<category><![CDATA[Omofobia e razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[gay e omofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[.Notizia presa dal sito dell&#8217;UAAR . &#8220;&#8221;"Al Gay Pride vi è una “presenza massiccia di gruppi di atei e di anticlericali che usano il Pride solo come una vetrina per portare avanti un discorso che non ha niente a che fare con l’orgoglio omosessuale”, comportandosi in tal modo come i fondamentalisti cristiani che offrono, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>.Notizia presa dal sito dell&#8217;UAAR . &#8220;&#8221;"<span style="color: #0000ff;"><em><strong>Al Gay Pride</strong> vi è una “presenza massiccia di gruppi di atei e di anticlericali che usano il Pride solo come una vetrina per portare avanti un discorso che non ha niente a che fare con l’orgoglio omosessuale”, comportandosi in tal modo come i fondamentalisti cristiani che offrono, in tali occasioni, le proprie “terapie riparative”. A sostenerlo è Gianni Geraci, leader degli omosessuali cristiani, intervistato da QueerBlog. Geraci critica gli organizzatori perché, “proponendo questi momenti”, non tengono conto “della sensibilità di quanti, all’interno del movimento LGBT, lavorano per cambiare l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dell’omosessualità”: un atteggiamento che costringe i gay cristiani a non aderire alla manifestazione. Geraci lamenta come siano troppo pochi gli omosessuali cattolici a fare coming out</em>.</span>&#8220;&#8221;"<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Premesso che</strong> un credente in qualsiasi versione della <a href="../../menzognaglobale.htm">MenzognaGlobale</a> ci appare come una persona    vittima di un inganno, c’è l’aggravante  che i   credenti nelle tre religioni monoteiste (e in particolare nelle  due che   impongono la professione di fede, vale a dire l’obbligo di  diffonderla)   anche non volendo esserlo finiscono per  apparire  totalitari in quanto le religioni in cui credono   sono intrinsecamente  totalitarie e totalizzanti. Per questo pensiamo che possano apparire  tali anche i   gay-cattolici di Geraci quando  dicono di non gradire la  partecipazione alle manifestazioni del  movimento   a cui  appartengono  di quanti in qualche modo mettano in discussione le loro   credenze.  Inoltre ci dispiace che i gay cattolici non gradiscano  la    partecipazione dell’ UAAR (e anche di No God quando ancora era    un’associazione e sfilava nei cortei del Gay Pride) fino al punto di  ritenerla motivo di auto-esclusione dalle manifestazioni del Movimento  gay. Sia l&#8217;UAAR che No God, come altre Associazioni non dichiaratamente  ed esclusivamente gay, come pure i partiti politici che partecipano alle  stesse manifestazioni, lo fanno solo in difesa dei diritti civili delle  persone omosessuali. Peraltro chiedere di escludere solo gli atei e non  anche gli altri dimostra una visione della cultura dei diritti che ci  avvilisce profondamente. E ci chiediamo come si può andare in piazza per  difendere i propri diritti subordinando la propria partecipazione  all&#8217;esclusione di quanti non sono di proprio gradimento ma che comunque  si espongono in pubblico proprio per difendere gli stessi identici  diritti, anche se non sono portatori dei medesimi orientamenti sessuali.  Per concludere vogliamo ricordare che ai gerarchi della SS vaticana non  gliene frega niente  della presenza degli atei al gay-pride ! Quello  che non possono tollerare è proprio la presenza dei gay cattolici che li  costringe a fare i conti con l&#8217;omofobia del loro sistema di potere. E  si rassegni il Geraci, quelli non cambieranno mai ! Comunque certe  osservazioni  meritano una risposta. Basterebbe che un gruppo di gay  atei,   indipendentemente dall’appartenenza all’UAAR, sfilasse con  questo slogan   per rimettere le cose a posto : “<span style="color: #ff0000;">CHI CREDE NELLE RELIGIONI OMOFOBE DANNEGGIA ANCHE TE. DIGLI DI SMETTERE</span>”</p>
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		<title>La Cina copia i cristianisti americani in tema di repressione sessuale, ma l&#8217;omosessualità può salvare il mondo.</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2010/09/05/4380/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 06:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bomba demografica e fame nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[gay e società]]></category>
		<category><![CDATA[boom demografico]]></category>
		<category><![CDATA[repressione sessuale in Cina]]></category>

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		<description><![CDATA[In una provincia del grande paese asiatico sarà avviata una cmpagna tesa a convincere maschi e femmine all&#8217;astinenza sessuale. Lo scopo è quello di limitare il boom demografico che è sempre stato, in Cina come in qualunque altra parte del mondo, il più grande ostacolo alla crescita del benessere, provocando invece fame, miseria, turbamenti sociali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una provincia del grande paese asiatico sarà avviata una cmpagna tesa a convincere maschi e femmine all&#8217;astinenza sessuale. Lo scopo è quello di limitare il boom demografico che è sempre stato, in Cina come in qualunque altra parte del mondo, il più grande ostacolo alla crescita del benessere, provocando invece fame, miseria, turbamenti sociali e migrazioni di sterminate masse di diseredati. Non sorprende però che un regime politico basato ancora sulla repressione dei diritti civili si avvalga di esempi mutuati da un versione restrittiva e moralistica del cristianesimo, quella degli evangelici americani. Il moralismo infatti, soprattutto sui temi della sessualità, è una caratteristica di tutti i sistemi di potere, politici e religiosi, per mantenere il controllo sui propri seguaci. E la Cina, ancora formalmente comunista, ne è un evidente esempio continuando ad applicare, fra l&#8217;altro, una legislazione fortemente punitiva nei confronti delle persone omosessuali. Eppure basterebbe un semplice accorgimento libertario per dare ai cinesi (ed anche un esempio applicabile a livello planetario per la riduzione del boom demografico) un ottimo incentivo a non crescere e moltiplicarsi in maniera esponenziale : liberalizzare e rendere leciti per tutti i rapporti omosessuali. Se anche in Cina come nel resto del mondo la percentuale di chi ha quel diverso orientamento sessuale è del 5 % significa che una volta liberi di potersi amare alla luce del sole almeno 100 milioni di cinesi maschi e femmine smetterebbero di mentire auto-costringendosi a rapporti matrimoniali e sessuali contro la loro personale natura, ed eviterebbero di procreare diversi milioni di nuovi cinesini solo per evitare di apparire gay e lesbiche in un paese fortemente punitivo nei loro confronti. Ma soprattutto farebbero regredire la crescita demografica provocando un grande sollievo sociale ed economico. Da esportare in tutto il mondo.</p>
<p>Qui la fonte della notizia da <strong>il Giornale</strong><a href="http://www.ilgiornale.it/esteri/quella_strana_ondata_moralismo_che_ha_toccato_cina/castita-moralismo-cina/04-09-2010/articolo-id=471042-page=0-comments=1&amp;PRINT=S"> LEGGI</a></p>
<p><strong>Quella strana ondata di morelismo che ha toccato la Cina. </strong></p>
<div><strong>Di Marcello Foa</strong></div>
<div>
Pechino  multa le coppie che hanno figli prima del matrimonio. Arrivano i corsi  per insegnare l’astinenza tenuti da evangelici americani</div>
<div>La Cina ha un nuovo  nemico: il sesso. E per combatterlo ha deciso di chiedere aiuto  all’America. Non a quella di Barack Obama, né a quella di Bill Clinton,  che in mate­ria era alquanto disinvolto, ma a quella evangelica e  ultraconserva­trice di George W. Bush. Come osserva il Washington Post ,  se tutto andrà secondo i pro­grammi, quest’autunno molte ra­gazze della  provincia dello Yun­nan, nel Sud-ovest del Paese, an­nunceranno al  proprio ragazzo di non poter far sesso con lui. E pro­porranno  all’affranto spasimante di seguire un corso di astinenza. Made in Usa .  Già, perché per tentare di argina­re la crescita demografica, la  Com­mis­sione per l’istruzione dello Yun­nan ha ordinato a tutti gli  insegnan­ti delle scuole cinesi superiori e del­le università di seguire  il program­ma No apologies , ideato da Focus on the Family ,  organizzazione ame­ricana cristiana fondata nel ’ 77 dal­lo psicologo  James Dobson e che si propone di promuovere «una cor­retta educazione  sessuale». Tra le tante forme di contagio cul­turale ed economico, che  hanno portato la Cina a preferire il consu­mismo al comunismo e il  capitali­smo alla lotta proletaria, questa è una delle più sorprendenti.  La Re­pubblica popolare cinese è infatti rigorosamente atea e non  gradisce la diffusione di religioni all’interno del suo territorio, se  non quelle au­torizzate e considerate innocue, co­me ben sanno i  cattolici, divisi in due comunità: una clandestina e preseguitata,  fedele alla Santa Se­de, l’altra legata al governo. O co­me sa il Dalai  Lama, che continua a essere bandito e trattato come un pericoloso  terrorista. Gli ultrà cri­stiani americani, in teoria, sarebbe­ro  tutt’altro che graditi in Cina, an­che per la loro tendenza al  proseliti­smo. Ma la necessità di contenere le nascite ha indotto i  cinesi e gli evan­gelici a un compromesso, sebbene limitato a una sola  provincia. A Chongqing, ad esempio, la munici­palità più estesa e  popolosa della Cina con 32 milioni di abitanti, ha deciso di condannare i  genitori di bambini nati fuori del matrimonio a pagare, ognuno, una  multa sala­tissima; fino a 250mila yuan, oltre 28mila euro. Ma le  autorità dello Yunnan sono convinte che le pres­sion­i morali possano  essere più effi­caci del timore delle sanzioni e han­no deciso di aprire  le porte agli evangelici. Tra non poche polemiche, peral­tro.  Convincere i giovani a seguire il programma non è facile. «I genito­ri  rispondono positivamente, ma i loro figli, passati i quindici anni,  tendono a non seguire più i consi­gli di mamma e papà», ha ammes­so uno  degli educatori americani trasferitosi in Cina. Altri commentatori, sui  giornali e sui blog, biasimano il mancato ri­corso a misure  contraccettive, co­me i preservativi. Ma lo Yunnan non desiste,  confortato dai risultati ottenuti da Focus on the Family in Paesi  musulmani, come Malaysia ed Egitto. Il metodo si basa essenzialmente  sulla persuasione dei giovani e sul rafforzamento della loro  consape­volezza. «Se una ragazza prima del matrimonio ha rapporti  sessuali con il suo ragazzo &#8211; ha spiegato al Global Times un professore  del­l’Università dello Yunnan &#8211; la cosa può avere riflessi anche  negativi sulla sua vita e sui suoi studi, per­ché si crea una sorta di  dipendenza dal ragazzo.Il modo di pensare del­­l’organizzazione  americana è otti­mo ». Gli evangelici, in ogni caso, ringraziano.  Volevano sbarcare in Cina e in Cina sono arrivasti. Puri e, soprattutto,  casti.</div>
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		<title>30/6/10 – O orgoglio o pregiudizio</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2010/06/30/4179/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 06:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[gay e società]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana 2010]]></category>
		<category><![CDATA[gay pride]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=fVR44jgic6c Perché sabato 3 luglio, anche se a Roma farà molto caldo e si starebbe meglio a mollo in piscina, bisogna andare al gay pride? Intanto per le motivazioni suggerite dagli organizzatori: “vogliamo affermare con forza diritti e uguaglianza per tutte e tutti, perché desideriamo vivere in una società inclusiva, laica, aperta, solidale che accoglie e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fVR44jgic6c">http://www.youtube.com/watch?v=fVR44jgic6c</a></p>
<p><strong>Perché sabato 3 luglio</strong>, anche se a Roma farà molto caldo e si starebbe meglio a mollo in piscina, bisogna andare al gay pride? Intanto per le motivazioni suggerite dagli organizzatori: “vogliamo affermare con forza diritti e uguaglianza per tutte e tutti, perché desideriamo vivere in una società inclusiva, laica, aperta, solidale che accoglie e non discrimina o violenta le diversità”.<br />
Poi per rispetto di una storia giovane ma che è parte della nostra vita. La marcia si tenne per la prima volta nel giugno del 1970 e da allora ogni anno, nell’anniversario del 28 giugno 1969 giorno degli scontri di Stonewall. Quaranta anni fa negli Stati Uniti non c’erano movimenti per i diritti degli omosessuali, l’associazione americana di psichiatria definiva l’omosessualità una malattia mentale. Eppure di diritti civili si parlava: per i neri, per le donne, per i poveri.<br />
Lo Stonewall Inn, locale del Greenwich Village a Manhattan, la sera del 27 giugno 1969 era gremito. Era morta Judy Garland, icona del mondo gay, e nel locale si intonavano alcune sue canzoni. Sei agenti della polizia di New York, quattro uomini e due donne, sopraggiunsero allo Stonewall per controllare che non venissero venduti alcolici, nonostante da due anni fosse decaduto l’obbligo di servire alcol agli omosessuali. I poliziotti fecero uscire i clienti uno alla volta tra gli insulti e trattennero i travestiti pretestuosamente. Cose abituali, ma quella sera qualcuno si ribellò ai soprusi. Non solo i travestiti e gli omosessuali che frequentavano il locale, anche persone che erano lì per passare una serata o gente che si trovava a camminare su quella strada. I poliziotti vennero ridotti all’impotenza. Il giorno dopo i giornali fecero resoconti picareschi, descrivendo una guerra di “ridicole checche che piagnucolavano mascara imbrattati di rossetto”, cronache che rafforzarono, invece di offendere, l’orgoglio degli insorti. Il seme era stato gettato, e nei giorni successivi nacque la pianta dei diritti civili che scelse di chiamarsi movimento gay, che cominciò a battersi per i suoi diritti. Lo Stonewall Inn è stato dichiarato monumento nazionale ed è tappa “obbligatoria” per chi vuole conoscere la storia della libertà. Il gay pride &#8211; nel 1970 c’erano poche centinaia di persone a New York – quest’anno è stato aperto dal sindaco Bloomberg e dal governatore Paterson. In Gran Bretagna David Cameron e Nick Clegg hanno accolti i rappresentanti dei movimenti omosessuali a Downing Street. A Napoli è intervenuta la sindaco Iervolino.<br />
I gay pride sono nati per rivendicare orgogliosamente se stessi e per richiedere pari diritti. Che in Italia sono molto lontani dall’essere ottenuti essendo il paese abbarbicato a una pervicace diffusione di modelli “morali” unici . Per cui sabato 3 bisognerà sfilare da piazzale dei Partigiani fino a piazza Venezia, non irritarsi per quegli omosessuali in servizio permanente effettivo che faranno dichiarazioni fesse, non storcere il naso davanti a cartelli che non ci piacciono, e se possibile divertirsi anche un po’ ballicchiando durante il percorso. E soprattutto ricordarsi che in un mondo dispari si vive veramente male.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Tiziana Ficacci</span>, www.nogod.it</p>
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		<title>Finalmente raggiunta la prova assoluta della &#8220;normalità&#8221; dei gay,</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2010/06/11/4078/</link>
		<comments>http://www.nessundio.net/blog/2010/06/11/4078/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 06:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[gay e società]]></category>
		<category><![CDATA[gay israeliani discriminati]]></category>
		<category><![CDATA[gay pride madrid.]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;anche fra loro ci sono gli stronzi e i vigliacchi. Con questo titolo &#8220;Avvilente atto di paura dei gay spagnoli&#8221; due giorni fa abbiamo titolato l&#8217;incredibile esclusione delle rappresentanze israeliane dal Gay Pride di Madrid. Due giorni fa pensavamo che si trattasse solo una scelta, per quanto miserabile, di evitare grane. Invece dobbiamo ricrederci, c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;anche fra loro ci sono gli stronzi e i vigliacchi.<br />
Con questo titolo &#8220;Avvilente atto di paura dei gay spagnoli&#8221; due giorni fa abbiamo titolato l&#8217;incredibile esclusione delle rappresentanze israeliane dal Gay Pride di Madrid. Due giorni fa pensavamo che si trattasse solo una scelta, per quanto miserabile, di evitare grane. Invece dobbiamo ricrederci, c&#8217;è dietro una dimostrazione gravissima di vigliaccheria motivata dall&#8217;ideologia politica. Come successo qualche anno fa anche al leader omosessuale olandese Pim Fortuym, contro il quale si scagliarono anche i gay ideologicamente schierati, di fatto, a difesa degli islamisti omofobi. Ecco come l&#8217;appartenenza politica rende masoschista la gente e mette in lista di attesa per l&#8217;impiccagionerituale islamica i gay di Madrid. E non solo.</p>
<p>Da GayNews.it  <a href="http://www.gaynews.it/view.php?ID=84881">LEGGI</a></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Saranno contenti</strong> gli omosessuali e le lesbiche di Haifa, Gerusalemme e  Tel Aviv adesso che gli organizzatori della Gay Pride Parade di Madrid  li hanno etichettati come indesiderabili in quanto israeliani e  depennati dagli inviti ufficiali. È l&#8217;obnubilamento da boicottaggio,  virus dilagante in parecchi ambienti «liberi» che si distinguono ormai  per parlare di ciò che non sanno.<br />
Non sanno tanto per fare un  esempio che, proprio pochi giorni fa, ad Haifa hanno orgogliosamente  festeggiato un nuovo «telefono amico» in lingua araba: una help-line che  è il frutto del coraggio e dell&#8217;impegno dei militanti di Aswat  (organizzazione per i diritti delle lesbiche arabe) e di Alqaws  (associazione a tutela della diversità sessuale nella società  palestinese di Gerusalemme)&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</em></span></p>
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		<title>Avvilente atto di paura dei gay spagnoli.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 18:18:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[gay e società]]></category>
		<category><![CDATA[gay pride madrid.]]></category>

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		<description><![CDATA[Suscita stupore e preoccupazione il comportamento degli organizzatori del Gay Pride di Madrid che, dopo aver invitato le associazioni omosessuali israeliane, si sono precipitati a ritirare l&#8217;invito&#8230; per ragioni di &#8220;sicurezza&#8221;. Madrid, 8 giu. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Gli organizzatori del Gay Pride a Madrid hanno ritirato l&#8217;invito alla comunita&#8217; gay israeliana in seguito alle condanne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Suscita stupore e preoccupazione il comportamento degli organizzatori del Gay Pride di Madrid che, dopo aver invitato le associazioni omosessuali israeliane, si sono precipitati a ritirare l&#8217;invito&#8230; per ragioni di &#8220;sicurezza&#8221;.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Madrid, 8 giu. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Gli organizzatori del Gay Pride a Madrid  hanno ritirato l&#8217;invito alla comunita&#8217; gay israeliana in seguito alle  condanne internazionali a Israele per l&#8217;attacco alla Freedom Flotilla,  il convoglio di navi diretto a Gaza per consegnare aiuti umanitari . Lo  riferisce il sito del quotidiano spagnolo &#8216;El Mundo&#8217; spiegando che per  gli organizzatori la presenza della comunita&#8217; israeliana  comprometterebbe la &#8220;sicurezza&#8221; della manifestazione prevista per  luglio. Il gruppo di omosessuali avrebbe dovuto sfilare per la prima  volta nelle strade madrilene con un autobus con la scritta &#8220;Israeliani &#8221;  e &#8221; Tel Aviv&#8221;.</em></span></p>
<p>- Insomma per paura di reazioni da parte di organizzazioni omofobe islamiste o palestinesi i gay spagnoli impediscono la partecipazione ufficiale di gay e lesbiche israeliani. Non ci piace questo che appare come un atto di viltà nei confronti dell&#8217;unico Paese che riconosce pieno e totale diritto di vita e libertà in un&#8217;area politica dove la religione islamica assassina gli omosessuali in nome di Allah.</p>
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		<title>USA, i gay nell&#8217;esercito.</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 06:14:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[gay e serviziuo militare]]></category>

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		<description><![CDATA[Approvato da Camera e Senato un provvedimento che consentirà ufficialmente ai cittadini omosessuali di fare servizio militare senza doversi nascondere e negare il proprio orientamento sessuale. Nella storia antica ricordiamo che secondo Plutarco anche l&#8217;esercito tebano, negli anni in cui Tebe esercitò il suo predominio politico e militare fra le due tradizionali antagoniste Sparta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Approvato da Camera e Senato</strong> un provvedimento che consentirà ufficialmente ai cittadini omosessuali di fare servizio militare senza doversi nascondere e negare il proprio orientamento sessuale.</p>
<p><strong>Nella storia antica ricordiamo che </strong>secondo Plutarco anche l&#8217;esercito tebano, negli anni in cui Tebe esercitò il suo predominio politico e militare fra le due tradizionali antagoniste Sparta e Atene a metà del IV secolo a.c, un corpo scelto dell&#8217; esercito, chiamato <span style="color: #ff0000;">Battaglione Sacro</span>, era formato da coppie di soldati sentimentalmente legati fra loro, che si distinsero per eroismo e valore. Non sarà così nel moderno esercito americano per evitare odiose forme di apartheid. Come succederebbe anche se, per esempio, istituissero corpi speciali riservati ai biondi o ai rosci, ai bianchi e ai neri, o agli ebrei e ai cattolici, ai mancini e ai destrorsi. Ma il <span style="color: #ff0000;">Battaglione Sacro</span> di Tebe è stata una splendente dimostrazione di come l&#8217;amore omofilo non costituisca impedimento per nessuna attività al servizio della patria, nemmeno in quella militare.</p>
<p>Fonte della notizia <a href="http://www.ilgiornale.it/esteri/usa_gay_nellesercito_primo_si_congresso/usa-abrogazione-divieto-gay-esercito-legge/28-05-2010/articolo-id=448821-page=0-comments=1">LEGGI</a></p>
<p>Sul <span style="color: #ff0000;">Battaglione Sacro <span style="color: #000000;">LEGGI</span><br />
</span> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglione_sacro">http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglione_sacro</a></p>
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		<title>Vigliaccheria o ipocrisia ?</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 08:19:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[gay e società]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Kagan]]></category>

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		<description><![CDATA[Polemiche, susurri, ammicamenti e pettegolezzi sull&#8217;orientamento sessuale della nuova giudice della Surema Corte Americana nominata da Obama. Ma insomma perchè dovremmo sapere o indagare con chi va a letto o sogna di andare a letto un giudice ? Da il Post LEGGI &#8230;.Con un intervento sul suo blog, stasera Andrew Sullivan – vivace e popolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Polemiche, susurri, ammicamenti e pettegolezzi </strong>sull&#8217;orientamento sessuale della nuova giudice della Surema Corte Americana nominata da Obama. Ma insomma perchè dovremmo sapere o indagare con chi va a letto o sogna di andare a letto un giudice ?</p>
<p>Da il Post <a href="http://www.ilpost.it/2010/05/10/elena-kagan-e-gay-andrew-sullivan-lo-vuole-sapere/">LEGGI</a></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>&#8230;.Con un intervento sul suo <a href="http://andrewsullivan.theatlantic.com/the_daily_dish/2010/05/so-is-she-gay.html">blog</a>,  stasera Andrew Sullivan – vivace e popolare commentatore gay di  tendenze politiche vagabonde – ha messo i piedi nel piatto della  questione di cui si discute sottovoce da stamattina; da quando si è  saputo che nel pomeriggio Obama avrebbe nominato Elena Kagan nuovo  giudice della Corte Suprema, il suo orientamento sessuale è diventato  oggetto di <a href="http://seattletimes.nwsource.com/html/editorials/2011678597_edit23court.html">acrobatiche</a> curiosità. E rinnovando un’antichissima e lacerante questione sul  rapporto degli omosessuali col diritto o dovere alla pubblicità o meno  della propria condizione, ha piantato la supergrana&#8230;.</em></span><a href="http://www.ilpost.it/2010/05/10/elena-kagan-e-gay-andrew-sullivan-lo-vuole-sapere/"> LEGGI</a></p>
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		<title>Faggod e gli omofobi.</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 07:19:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[gay e società]]></category>
		<category><![CDATA[Faggod]]></category>
		<category><![CDATA[omofobi sbugiardati]]></category>

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		<description><![CDATA[Come vi può spiegare qualunque studente di psicologia al primo esame universitario dentro i più feroci e assatanati avversari degli omosessuali (da colpire non solo con le invettive ma anche a bastonate fino ad ucciderli) si nasconde quasi sempre sempre il cripto-frocio, l&#8217;omosessuale represso che vive drammaticamente la propria sessualità e cerca di liberarsi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come vi può spiegare qualunque studente di psicologia al primo esame universitario dentro i più feroci e assatanati avversari degli omosessuali (da colpire non solo con le invettive ma anche a bastonate fino ad ucciderli) si nasconde quasi sempre sempre il cripto-frocio, l&#8217;omosessuale represso che vive drammaticamente la propria sessualità e cerca di liberarsi del suo disagio perseguitando gli omosessuali. Li riconosci subito questi poveretti, sono molti di quelli che strillano, appena possibile e sempre che ci sia un cronista a portata di voce, che loro con i culattoni non ci vanno oppure -se non se la sentono di arrivare a tanta popolaresca volgarità- sono quelli che affermano, senza che ce ne sia motivo e che nessuno glielo abbia chiesto, che a loro piacciono tanto le donne. Sono veramente patetici. Viene subito voglia di chiedergli : ma devi convincere noi o te stesso ? Ogni tanto però il dio dei gay, quello che a me piace chiamare Faggod, una parola di mia invenzione da &#8220;fag&#8221;, termine spregiativo americano per frocio, e &#8220;god&#8221;, dio in inglese) ci mette lo zampino e mette nei guai un omofobo celebre. E&#8217; quello che è successo a George Rekers, un attivista antigay sostenitore della riconversione dei peccatori contro natura mediante terapie molto discutibili. Pare che il signore in questione per un viaggio di piacere si sia servito di un accompagnatore (per trasportare i bagagli, dice lui) cercato su un sito di gigolò. Ma Faggod deve essere intervenuto facendo scoprire l&#8217;innaturale accoppiata vacanziera e costringendo il povero Rekers alla berlina mediatica,</p>
<p>Qui la fonte della notiza su www.ilpost.it</p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2010/05/06/american-gigolo/">LEGGI</a></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>&#8230;.Rekers è da sempre uno degli attivisti anti-gay più impegnati degli  Stati Uniti. Nel 1983 è stato tra i fondatori del <em>Family Research  Council</em>, che presto diventò una delle lobby americane più potenti  contro il movimento gay. È membro della <em>National Association or  Research and Therapy of Homosexuality</em> (Narth), un’organizzazione  che dice di poter curare le persone omosessuali&#8230;.</em></span></p>
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