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30/6/10 – O orgoglio o pregiudizio

mercoledì, 30 giugno 2010

http://www.youtube.com/watch?v=fVR44jgic6c

Perché sabato 3 luglio, anche se a Roma farà molto caldo e si starebbe meglio a mollo in piscina, bisogna andare al gay pride? Intanto per le motivazioni suggerite dagli organizzatori: “vogliamo affermare con forza diritti e uguaglianza per tutte e tutti, perché desideriamo vivere in una società inclusiva, laica, aperta, solidale che accoglie e non discrimina o violenta le diversità”.
Poi per rispetto di una storia giovane ma che è parte della nostra vita. La marcia si tenne per la prima volta nel giugno del 1970 e da allora ogni anno, nell’anniversario del 28 giugno 1969 giorno degli scontri di Stonewall. Quaranta anni fa negli Stati Uniti non c’erano movimenti per i diritti degli omosessuali, l’associazione americana di psichiatria definiva l’omosessualità una malattia mentale. Eppure di diritti civili si parlava: per i neri, per le donne, per i poveri.
Lo Stonewall Inn, locale del Greenwich Village a Manhattan, la sera del 27 giugno 1969 era gremito. Era morta Judy Garland, icona del mondo gay, e nel locale si intonavano alcune sue canzoni. Sei agenti della polizia di New York, quattro uomini e due donne, sopraggiunsero allo Stonewall per controllare che non venissero venduti alcolici, nonostante da due anni fosse decaduto l’obbligo di servire alcol agli omosessuali. I poliziotti fecero uscire i clienti uno alla volta tra gli insulti e trattennero i travestiti pretestuosamente. Cose abituali, ma quella sera qualcuno si ribellò ai soprusi. Non solo i travestiti e gli omosessuali che frequentavano il locale, anche persone che erano lì per passare una serata o gente che si trovava a camminare su quella strada. I poliziotti vennero ridotti all’impotenza. Il giorno dopo i giornali fecero resoconti picareschi, descrivendo una guerra di “ridicole checche che piagnucolavano mascara imbrattati di rossetto”, cronache che rafforzarono, invece di offendere, l’orgoglio degli insorti. Il seme era stato gettato, e nei giorni successivi nacque la pianta dei diritti civili che scelse di chiamarsi movimento gay, che cominciò a battersi per i suoi diritti. Lo Stonewall Inn è stato dichiarato monumento nazionale ed è tappa “obbligatoria” per chi vuole conoscere la storia della libertà. Il gay pride – nel 1970 c’erano poche centinaia di persone a New York – quest’anno è stato aperto dal sindaco Bloomberg e dal governatore Paterson. In Gran Bretagna David Cameron e Nick Clegg hanno accolti i rappresentanti dei movimenti omosessuali a Downing Street. A Napoli è intervenuta la sindaco Iervolino.
I gay pride sono nati per rivendicare orgogliosamente se stessi e per richiedere pari diritti. Che in Italia sono molto lontani dall’essere ottenuti essendo il paese abbarbicato a una pervicace diffusione di modelli “morali” unici . Per cui sabato 3 bisognerà sfilare da piazzale dei Partigiani fino a piazza Venezia, non irritarsi per quegli omosessuali in servizio permanente effettivo che faranno dichiarazioni fesse, non storcere il naso davanti a cartelli che non ci piacciono, e se possibile divertirsi anche un po’ ballicchiando durante il percorso. E soprattutto ricordarsi che in un mondo dispari si vive veramente male.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Finalmente raggiunta la prova assoluta della “normalità” dei gay,

venerdì, 11 giugno 2010

…anche fra loro ci sono gli stronzi e i vigliacchi.
Con questo titolo “Avvilente atto di paura dei gay spagnoli” due giorni fa abbiamo titolato l’incredibile esclusione delle rappresentanze israeliane dal Gay Pride di Madrid. Due giorni fa pensavamo che si trattasse solo una scelta, per quanto miserabile, di evitare grane. Invece dobbiamo ricrederci, c’è dietro una dimostrazione gravissima di vigliaccheria motivata dall’ideologia politica. Come successo qualche anno fa anche al leader omosessuale olandese Pim Fortuym, contro il quale si scagliarono anche i gay ideologicamente schierati, di fatto, a difesa degli islamisti omofobi. Ecco come l’appartenenza politica rende masoschista la gente e mette in lista di attesa per l’impiccagionerituale islamica i gay di Madrid. E non solo.

Da GayNews.it  LEGGI

Saranno contenti gli omosessuali e le lesbiche di Haifa, Gerusalemme e Tel Aviv adesso che gli organizzatori della Gay Pride Parade di Madrid li hanno etichettati come indesiderabili in quanto israeliani e depennati dagli inviti ufficiali. È l’obnubilamento da boicottaggio, virus dilagante in parecchi ambienti «liberi» che si distinguono ormai per parlare di ciò che non sanno.
Non sanno tanto per fare un esempio che, proprio pochi giorni fa, ad Haifa hanno orgogliosamente festeggiato un nuovo «telefono amico» in lingua araba: una help-line che è il frutto del coraggio e dell’impegno dei militanti di Aswat (organizzazione per i diritti delle lesbiche arabe) e di Alqaws (associazione a tutela della diversità sessuale nella società palestinese di Gerusalemme)………….

Avvilente atto di paura dei gay spagnoli.

martedì, 8 giugno 2010

Suscita stupore e preoccupazione il comportamento degli organizzatori del Gay Pride di Madrid che, dopo aver invitato le associazioni omosessuali israeliane, si sono precipitati a ritirare l’invito… per ragioni di “sicurezza”.

Madrid, 8 giu. – (Adnkronos) – Gli organizzatori del Gay Pride a Madrid hanno ritirato l’invito alla comunita’ gay israeliana in seguito alle condanne internazionali a Israele per l’attacco alla Freedom Flotilla, il convoglio di navi diretto a Gaza per consegnare aiuti umanitari . Lo riferisce il sito del quotidiano spagnolo ‘El Mundo’ spiegando che per gli organizzatori la presenza della comunita’ israeliana comprometterebbe la “sicurezza” della manifestazione prevista per luglio. Il gruppo di omosessuali avrebbe dovuto sfilare per la prima volta nelle strade madrilene con un autobus con la scritta “Israeliani ” e ” Tel Aviv”.

- Insomma per paura di reazioni da parte di organizzazioni omofobe islamiste o palestinesi i gay spagnoli impediscono la partecipazione ufficiale di gay e lesbiche israeliani. Non ci piace questo che appare come un atto di viltà nei confronti dell’unico Paese che riconosce pieno e totale diritto di vita e libertà in un’area politica dove la religione islamica assassina gli omosessuali in nome di Allah.

USA, i gay nell’esercito.

sabato, 29 maggio 2010

Approvato da Camera e Senato un provvedimento che consentirà ufficialmente ai cittadini omosessuali di fare servizio militare senza doversi nascondere e negare il proprio orientamento sessuale.

Nella storia antica ricordiamo che secondo Plutarco anche l’esercito tebano, negli anni in cui Tebe esercitò il suo predominio politico e militare fra le due tradizionali antagoniste Sparta e Atene a metà del IV secolo a.c, un corpo scelto dell’ esercito, chiamato Battaglione Sacro, era formato da coppie di soldati sentimentalmente legati fra loro, che si distinsero per eroismo e valore. Non sarà così nel moderno esercito americano per evitare odiose forme di apartheid. Come succederebbe anche se, per esempio, istituissero corpi speciali riservati ai biondi o ai rosci, ai bianchi e ai neri, o agli ebrei e ai cattolici, ai mancini e ai destrorsi. Ma il Battaglione Sacro di Tebe è stata una splendente dimostrazione di come l’amore omofilo non costituisca impedimento per nessuna attività al servizio della patria, nemmeno in quella militare.

Fonte della notizia LEGGI

Sul Battaglione Sacro LEGGI
http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglione_sacro

Vigliaccheria o ipocrisia ?

martedì, 11 maggio 2010

Polemiche, susurri, ammicamenti e pettegolezzi sull’orientamento sessuale della nuova giudice della Surema Corte Americana nominata da Obama. Ma insomma perchè dovremmo sapere o indagare con chi va a letto o sogna di andare a letto un giudice ?

Da il Post LEGGI

….Con un intervento sul suo blog, stasera Andrew Sullivan – vivace e popolare commentatore gay di tendenze politiche vagabonde – ha messo i piedi nel piatto della questione di cui si discute sottovoce da stamattina; da quando si è saputo che nel pomeriggio Obama avrebbe nominato Elena Kagan nuovo giudice della Corte Suprema, il suo orientamento sessuale è diventato oggetto di acrobatiche curiosità. E rinnovando un’antichissima e lacerante questione sul rapporto degli omosessuali col diritto o dovere alla pubblicità o meno della propria condizione, ha piantato la supergrana…. LEGGI

Faggod e gli omofobi.

venerdì, 7 maggio 2010

Come vi può spiegare qualunque studente di psicologia al primo esame universitario dentro i più feroci e assatanati avversari degli omosessuali (da colpire non solo con le invettive ma anche a bastonate fino ad ucciderli) si nasconde quasi sempre sempre il cripto-frocio, l’omosessuale represso che vive drammaticamente la propria sessualità e cerca di liberarsi del suo disagio perseguitando gli omosessuali. Li riconosci subito questi poveretti, sono molti di quelli che strillano, appena possibile e sempre che ci sia un cronista a portata di voce, che loro con i culattoni non ci vanno oppure -se non se la sentono di arrivare a tanta popolaresca volgarità- sono quelli che affermano, senza che ce ne sia motivo e che nessuno glielo abbia chiesto, che a loro piacciono tanto le donne. Sono veramente patetici. Viene subito voglia di chiedergli : ma devi convincere noi o te stesso ? Ogni tanto però il dio dei gay, quello che a me piace chiamare Faggod, una parola di mia invenzione da “fag”, termine spregiativo americano per frocio, e “god”, dio in inglese) ci mette lo zampino e mette nei guai un omofobo celebre. E’ quello che è successo a George Rekers, un attivista antigay sostenitore della riconversione dei peccatori contro natura mediante terapie molto discutibili. Pare che il signore in questione per un viaggio di piacere si sia servito di un accompagnatore (per trasportare i bagagli, dice lui) cercato su un sito di gigolò. Ma Faggod deve essere intervenuto facendo scoprire l’innaturale accoppiata vacanziera e costringendo il povero Rekers alla berlina mediatica,

Qui la fonte della notiza su www.ilpost.it

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….Rekers è da sempre uno degli attivisti anti-gay più impegnati degli Stati Uniti. Nel 1983 è stato tra i fondatori del Family Research Council, che presto diventò una delle lobby americane più potenti contro il movimento gay. È membro della National Association or Research and Therapy of Homosexuality (Narth), un’organizzazione che dice di poter curare le persone omosessuali….

Matrimoni gay in Portogallo.

sabato, 9 gennaio 2010

Superato il primo passaggio per la legge che consente il matrimonio fra cittadini dello stesso sesso. Contro la legge c’è chi propone un Referendum, in favore del quale si mobiliteranno certamente i gerarchi della chiesa cattolica, da sempre contrari alla parità di diritti per le persone omosessuali. Ma anche tutti quelli che odiano i gay per nascondere, soprattutto a se stessi, il lato oscuro della propria sessualità. E naturalmente si aggiungeranno anche gli invidiosi, quelli che per scelte sbagliate (un matrimonio etero o il celibato ecclesiastico) non possono usufruire di questa liberatoria opportunità. Tutti sostenuti, ovviamente, dagli omofobi militanti.

Qui la fonte della notizia su La Repubblica LEGGI

LISBONA – Anche il Portogallo ha legalizzato le nozze tra persone dello stesso sesso. Dopo Belgio, Svezia, Norvegia, Spagna e Olanda, anche il Parlamento portoghese ha approvato un disegno di legge del governo socialista che legalizza l’unione tra omosessuali, ma ha invece respinto la proposta di permettere l’adozione tra coppie dello stesso sesso. Il provvedimento ha potuto contare sull’appoggio di tutta la sinistra.

Il primo ministro Jose Socrates ha commentato la decisione come “un momento storico” per il Portogallo che da anni “combatte contro la discriminazione e l’ingiustizia sociale nella società”. La legge dovrà essere ora ratificata dal presidente della Repubblica, il conservatore Anibal Cavaco Silva che dispone di un diritto di veto tuttavia superabile da un successivo voto parlamentare sul medesimo testo.

Il partito social-democratico (Psd) – formazione conservatrice – aveva proposto invece la creazione di una “unione civile registrata” che desse alle coppie omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali sposati; l’opposizione di destra ha chiesto che la legge venga sottoposta ad un referendum.

In caso di ratifica presidenziale, il primo matrimonio gay potrebbe essere celebrato ad aprile, un mese prima della visita ufficiale di Papa Benedetto XVI.

Ancora violenze contro i gay, veri o presunti.

sabato, 29 agosto 2009

Un crescendo di gesti criminali alimentato dall’omofobia dei politicanti clericali e di personaggi interni alla stessa chiesa cattolica, nelle cui strutture ogni giorno scopriamo che si annidano i gay repressi, principali persecutori dei propri simili.

Qui la fonte della notizia

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E qui un commento del nostro amico Gabriele Zamparini

Rocco e i suoi fratelli. L’omofobia della Chiesa Cattolica e il ritorno alla caccia alle streghe

Rocco Buttiglione contro una legge contro l’omofobia, il ministro della giustizia Alfano contro l’utilizzo della RU486, Gasparri e Quagliarello contro la libertà e testamento biologico, poi l’ora di religione e gli attacchi della CEI alle istituzioni repubblicane, e poi Binetti, Rutelli, Fioroni… e poi l’ignavia politica del PD, e poi… e poi… Ad andar dietro alle dichiarazioni della nostra “classe dirigente” (mai espressione fu tanto impropria) si rischia soltanto di perdersi in polemiche sterili se non si ha ben presente il quadro culturale e propriamente politico in cui le vere battaglie sono combattute.

Seguiamo allora una pista, quella dell’omofobia, e avvertiamo fin d’ora che quello che si dirà vale anche per tutti gli altri problemi che sembrano essere tornati di attualità, dall’aborto al testamento biologico, dalla laicità delle e nelle istituzioni a quella che il cittadino Rodotà ha chiamato una “regressione culturale spaventosa”.

Celebrazione del 187° compleanno di Karl Einrich Ulrichs.

lunedì, 24 agosto 2009

La nostra amica Alba Montori, dell’Associazione “Fondazione Luciano Massimo Consoli” invita a pertecipare alla Manifestazione in ricordo del Fondatore storico del movimento di liberazione Legabit (lesbiche, gay, bisex, transessuali). Appuntamento a L’Aquila il 30 agosto. I particolari qui.

Comunicato stampa

L’ Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’ invita il 30 agosto

prossimo gli appartenenti alla Comunità GayLebicaTransQueer, le
associazioni e le persone eterosolidali a celebrare assieme il 184° compleanno
di Karl Einrich Ulrichs,
nato il 28 agosto 1825, eroe della lotta di emancipazione e liberazione
omosessuale, che consideriamo il “Nonno Gay” del movimento di
liberazione omosessuale mondiale.
L’appuntamento è per tutti alle ore 12.00 di domenica 30 agosto 2009 davanti all’ingresso principale del Cimitero Monumentale de L’Aquila, dove visiteremo la sua tomba.

“Fino
al momento della mia morte guarderò con orgoglio indietro a quel
giorno, 29 agosto del 1867, quando trovai il coraggio di lottare faccia
a faccia contro lo spettro di un’antica idra irata che da tempo
immemorabile stava iniettando veleno dentro di me e dentro gli uomini
della mia stessa natura. Parecchi sono stati spinti al suicidio perché
tutta la loro gioia di vivere era sciupata. Infatti, sono orgoglioso di
aver trovato il coraggio di assestare a questa idra il colpo iniziale
del pubblico disprezzo”.

Ricorderemo il suo incredibile
coming-out, in occasione del suo 42° compleanno, probabilmente il più
drammatico e coraggioso della storia GLBTQ, oltre che il primo di cui
abbiamo notizia, che gli è costato persecuzioni, esilio, povertà.
Lo
ricorderemo per rinnovare il nostro impegno a lottare concordemente
assieme per far sì che l’omofobia, “antica idra irata” scompaia al più
presto e definitivamente dal costume sociale.
Dopo il termine dell’ affettuosa cerimonia di omaggio ci ritroveremo, come di consueto, per un pranzo conviviale.

per l’Associazione”Fondazione Luciano Massimo Consoli”

Claudio Mori, Alba Montori, Riccardo Peloso, Paolo Violi, Maya Checchi, Daniele Priori, Ciri Ceccarini, Carla Liberatore

[http://www.facebook.com/groups.php?ref=sb#/group.php?gid=27870690871]

Per adesioni e preannunci presenza
( per il pranzo occorre riservare)

email orsogrigio@hotmail.com tel . 064820013

per ulteriori info    http://fondazionemassimoconsoli.blogspot.com

Terrorismo antigay.

martedì, 4 agosto 2009

Riceviamo dal nostro amico Peter Boom questa interpretazione del criminale attentato dei giorni scorsi contro la comunità gay e lesbica di Tel Aviv. Da parte nostra abbiamo più volte sottolineato come i peggiori nemici degli omosessuali siano i cripto-gay, individui che non accettano la propria omosessualità e che per mascherarla si atteggiano a presunti veri maschi irriducibili. Sono anche quelle persone, maschi e femmine, che in ogni occasione pubblica dichiarano, anche senza che nessuno abbia espresso dubbi al riguardo, di essere eterosessuali e manifestano odio e disprezzo per i gay e le lesbiche. Attenti, in ogni persona che mostra questi atteggiamenti si nasconde l’omosessuale represso e criminalmene omofobo. E chissà come mai l’omofobia viene alimentata proprio dai pù criminali sistemi religiosi della Menzogna Globale, i cristianisti cattolici e protesanti, gli islamici e gli ebrei ultra-ortossi.

TERRORISMO ANTIGAY

di Peter Boom


Il terrorista antigay, uccidendo a Tel Aviv almeno tre giovanissimi gay e ferendone molti, ha sparato contro la “propria” omosessualità, cioè per dimostrare a sé stesso ed agli altri di non avere tendenze omosessuali. E’ persona che soffre di una grave forma di omofobia interiorizzata.

Chi è al cento per cento eterosessuale non avrebbe mai sentito l’esigenza di essere violento o anche critico nei confronti di omosessuali. Anzi, direbbe uno in meno nella caccia alle donne, o se donna una in meno nella conquista dei maschi.

Una grave colpa hanno certe religioni, soprattutto monoteiste ed i loro direttorii, per le continue ed infami condanne dell’omosessualità esponendo altri esseri umani allo scherno, al disprezzo, all’esclusione e in certe regioni alla flagellazione, alla carcerazione ed addirittura alla pena di morte. Tutto questo con la scusa di una “legge naturale” che non corrisponde a nessuna realtà umana.

La vera NATURA del sesso sta invece descritta nella Teoria e la Filosofia della Pansessualità che si può consultare gratuitamente e senza pubblicità sul sito più grande del mondo sulla sessualità umana, creato dal professor Erwin J. Haeberle, eminente sessuologo della Humboldt University di Berlino: http://www2.hu-berlin.de/sexology (cliccare su LINK e poi su SEXUAL ORIENTATION) o direttamente su: http://www.pansexuality.it (italiano e inglese).

Importante è comunque la ferma condanna dello schifoso ed esecrabile attentato da parte dei due rabbini-capo e del governo d’Israele.

Ora spetta al poco cristiano Vaticano di firmare presso le Nazioni Unite la proposta del Presidente francese Sarkozy per la depenalizzazione dell’omosessualità, proposta che la Santa Sede si è rifiutata di firmare adducendo ridicoli e vergognosi pretesti preteschi.

Nel mondo islamico è solo agli inizi un dibattito sull’ammissibilità dell’omosessualità (http://thejakartapost.com/news/2008/03/27/islam-039recognizes-homosexuality039.html ).