La Commissione Europea alleata degli islamisti per criminalizzare la liberta’ d’espressione.
Non accetteremo mai che vengano approvate leggi che impediscano la lbertà di espressione, anche se emanate da istituzioni europee. Per comprendere meglio cosa sta succedendo vi proponiamo la traduzione di questa pagina web http://www.stonegateinstitute.org/2734/criminalize-free-speech curata dal nostro amico Marcus Prometheus.
prima parte
Ven 3 Febbraio 2012, TF
La conferenza intitolata « Processus d’Istanbul » mira a fare adottare nel diritto internazionale la diffamazione delle religioni come crimine.
Si sa che cosa accadrà se questo programma verrà adottato : non ci sarà alcuna reciprocità ; la liberta’ d’espression arretrerà in Occidente ; la repressione delle minoranze e degli spiriti liberi crescerà nei paesi musulmani ; e l’intolleranza religieosa, lungi dal diminuire, aumenterà.
L’Unione europea ha proposto di accogliere la prossima riunione del Processo detto di Istanbul, un tentativo aggressivo dei paesi musulmani di fare della critica all’islam un crimine internazionale.
L’annuncio interviene meno di un mese dopo che gli USA hanno organizzato la loro propria Conferenza del Processus d’Istanbul a Washington.
Il Processo d’Istanbul – il suo scopo esplicito e; di iscrivere nel diritto internazionale una proibizione mondiale de qualsiasi esame critico dell’islam e / o della sharia islamica – è diretto dall’Organizzazione della cooperazione islamica (OCI), un blocco di 57 paesi musulmani. Basato in Arabia Saudita, l’OCI da lungo tempo ha fatto pressione sull’Unione Europea e gli USA per imporre dei limiti alla liberta’ di parola e di espressione sull’Islam.
Ma attualmente l’OCI raddoppia gli sforzi e si e’ implicate in una offensiva diplomatica decisiva per convincere le democrazie occidentali di mettere in opera al Consiglio dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite (CDH) la Risoluzione 16/18 che fa appello a tutti i paesi a lottare contro « l’intolleranza, gli sterrotipi negativi e la stigmatizzazione della religione e della fede ».
La Risoluzione 16/18, che è stata adottata presso la sede del Consiglio dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite (CDH) a Ginevra (Genève) nel Marzo 2011, è largamente considerata come una avanzata significativa negli sforzi dell’OCI per fare progredire il concetto giuridico di diritto internazionale di diffamazione dell’islam.
Inoltre, la risoluzione del CDH – come la risoluzione 66/167 di cui li e’ fatta fautrice la OCI e che e’ stata discretamente approvata dall’Assemblea generale del 19 Dicembre 2011 dai 193 membri delle Nazioni Unite – resta senzasenza effetto fino a che manca del sostegno solido dell’Occidente.
L’OCI è dunque riuscita in un colpo diplomatico quando l’amministrazione Obama ha accettato di accoglerr a Washington dal 12 al 14 Dicembre 2011 una conferenza di 3 giorni del “Processus d’Istanbul”. Facendo questo, gli USA hanno dato alla OCI la legittimita’ politique che la OCI cercava per mondializzare la sua iniziativa che mira a proibire la critica dell’islam.
Seguendo l’esempio dell’amministrazione Obama, l’Unione européa vuole adesso entrare in azione organizzando il prossimo summit dell’ Istambul Processus previsto per Luglio 2012.
Fino a ora, l’Unione Europea aveva mantenuto l’iniziativa dell’OCI a distanza. Ma Ekmeleddin Ihsanoglu, Segretario generale dell’OCI, dichiara che l’offerta della UE di accogliere la riunione rappresenta, secondo l’Agenzia Internazionale Islamica di informazionsi (IINA), organo ufficiale di propaganda della OCI, un « cambiamento qualitativo nella lotta contro il fenomeno della islamofobia ».
Secondo la IINA, « Si trova il fenomeno della islamofobia nell’Occidente in generale, ma esso si sviluppa nei paesi europei in particolare ed in modo differente da quello degli USA che hanno contribuito alla redazione della risoluzione 16/18. La nuova posizione europea rappresenta l’inizio del cambiamento della sua riserva anterieore durata vari anni, in seguito ai tentativi dell’OCI, per contrastare la « diffamazione delle religioni » al Consiglio dei Diritti dell ’ Uomo ed all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
L’articolo della IINA s prosegue : « I funzionari del Dipartimento degli affari culturali dellla OCI hanno dichiarato che la proposta dell’Unione Europea di accogliere la terza riunione (la prima se è tenuta ad Istanbul a Luglio e la seconda a Washington a Dicembre) e’ considerata come una nuovea possibilità promettente per la soluzione di questo problema. Organizando la riunione in Europe che e’ piu’ toccata dal fenomeno della islamofobia e dell’ostilità verso l’islam, il « Processo di Istanbul » prendera’ uno slancio supplementare. »
L’OCI è particolaremente irritata dalla sia incapacita nel fare tacere i numeri creiscenti di uomini politici democraticamente eletti in Europa che hanno espresso le loro inquietudini sul rifiuto degli immigrati musulmani di ’integrarsi nei loro paesi d’accoglienza e la creazione che ne consegue di società islamiche parallele in numerose parti d’Europa.
Secondo la IINA, « M. Ihsanoglu » a dichiarato « che il ruolo crescente in politica dell’estrema destra in molti paesi europei è divenuta piu’ forte che la capacità dell’Organizzazione (OCI) di spiegare che l’estrema destra che detesta i musulmani, e’ diventata una leva nelle mani degli uomini politici. Ha aggiunto che la crescita dell’estrema destra tramite le elezioni è diventata una questione che non si può contrastare tenendo conto del modo democratico tramite il quale questi estremisti accedono alle loro cariche. Come esempio si è riferito al referendum organizzato in Svizzera che ha ottenuto colà la sospensione della construzione dei minareti in seguito ad un voto degli Svizzeri. »
In altre parole, la OCI è adesso alla ricerca del sostegno dei funzionari non eletti della sede dell’Unione Europea a Bruxelles per promulgare une legislazione paneuropea sui “discorsi di odio”, per limitare per decreto cio’ che 500 milions di cittadini europei – compresi gli uomini politici democraticamente eletti – possono e non possono dire a proposito dell’islam.
E’ certo che numerosi paesi europei che mancano delle protezioni forti che gli Stati Uniti hanno col Primo Emendamento (alla Costituzione USA) hanno già promulgato delle leggi contro i “discorsi d’odio” e che servono effettivamente come surrogate della legislazione universale contro la blasfemia che la OCI cerca ad imporre all’Unione Europea nel suo insieme.
Soeren Kern
(traduzione di Marcus Prometheus)
