I laici che non sanno contestare il complesso di superiorità dei cattolici, diminuiscono anche l’efficacia della propria battaglia ideale e politica… la loro modestia davanti alle fedi sminuisce il principio di laicità, l’unico che possiede quella compiuta universalità e assolutezza che le fedi pretendono per se stesse (Guido Calogero)
“Frate, frate, libera Chiesa in libero Stato”, secondo alcune fonti sarebbero state le ultime parole ancora attuali del liberale e cattolico Cavour
…il 3 febbraio 1871 finalmente Roma venne nominata Capitale del Regno d’Italia, e il papa divenne suddito dello Stato italiano
La Chiesa ortodossa russa ha fatto una richiesta ufficiale al governo presieduto da Dmitri Medvedev. Il patriarca di Mosca Kyrill si è fatto latore di una serie di proposte sui temi della politica familiare, tra cui drastiche misure per ridurre il numero degli aborti. Intanto eliminando l’interruzione di gravidanza dalla lista delle prestazioni offerte gratuitamente, tranne se la gravidanza presentasse un gravissimo pericolo per la donna, un congruo tempo di riflessione prima dell’interruzione, l’istituzione di un centro di crisi in ogni ospedale per valutare l’opportunità degli aborti. Secondo la Chiesa ortodossa di queste misure poliziottesche potrebbero giovarsi anche i russi senza legami con la Chiesa o con altre istituzioni religiose.
La Russia, o meglio Unione Sovietica, è stato il primo paese a legalizzare l’aborto nel 1920. Stalin, che voleva braccia per realizzare le sue idee, lo vietò nel 1936 perseguendo violentemente chi commetteva “il reato”, nel 1955 fu reintrodotto gratuitamente nel sistema sanitario. Il presidente russo, come Stalin, ha bisogno di misure per contrastare il declino della fertilità nel paese, che, nonostante gli incentivi alla natalità, non cresce. E’ appena il caso di ricordare che lo sconsiderato ricorso presentato dal governo italiano per difendere l’obbligo di crocifisso in tutte le scuole, così come previsto da circolari emanate durante il fascismo, è stato sostenuto dalla Chiesa ortodossa russa. Se Strasburgo darà assoluzione all’Italia, o come è probabile deciderà di mantenere una situazione confusa come l’unica possibile per il nostro Paese, la vittoria oltre che della Santa Sede, del governo (e dell’opposizione) valletto, sarà anche della Russia paese che certo non brilla per democrazia.
L’incredibile ricorso del governo per avere la libertà (sic) di inchiodare il crocefisso sui muri delle scuole, non nasce dalla richiesta dai cittadini, i quali invero sono indifferenti alla questione. Se domani cadessero tutti le croci dei muri, a meno che non si sia così sfortunati di prendersela in testa, nessuno se ne accorgerebbe. E’ però equo dire che la maggioranza non ne è particolarmente offesa. Sentire che la croce ha la stessa valenza della bandiera, conforta sulla sfiducia del simbolo, perché è evidente che tanta fede nello Stato, o meglio nella classe dirigente e politica, manca all’italiano tipo. Che è poi quello che ritualmente battezza i figli per fare la festa coi parenti, che sceglie il funerale in chiesa per il parente pure se è stato agnostico e mangiapreti tutta la vita, che è terrorizzato di lasciare il bambino – che spesso ha generato con la stessa incoscienza con cui si comprano scarpe col tacco 12 – a passare due ore a settimana in tranquillità regalandogli il dono del pensiero libero e lo iscrive all’ora facoltativa di religione (e magari si incavola perché gli viene negata l’ora alternativa che potrebbe essere, perché no, l’ora di islam per allevare nuovi piccoli fanatici. E magari i genitori hanno lasciato con fatica paesi teocratici) .
Abbandonare la dipendenza dalla religione evidentemente è complicato e la laicità viene individuata come una posizione di parte.
Ha dell’incredibile che nell’avvio delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, nessuno abbia ricordato che Roma solo dopo 9 anni divenne Capitale e non certo in modo indolore. Tremenda la partecipazione alla messa dei rappresentanti delle istituzioni con la fascia tricolore, pesantissima la comunione di membri del Parlamento (naturalmente bypartisan) .
Del resto il prodromo di ogni peggio era già stato manifesto con il discorso di Benedetto XVI ai membri dell’Ass. nazionale dei comuni italiani : “dinanzi ai grandi flussi migratori bisogna saper coniugare solidarietà e rispetto delle leggi, affinché non venga stravolta la convivenza sociale e si tenga conto dei principi di diritto e della tradizione culturale e anche religiosa da cui trae origine la Nazione italiana”. Tutto a posto, la religione cattolica è quella che rappresenta gli italiani. Tutti, ed è pure colpa dei laici timidi e paurosi.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Per aggiornamenti sulla sentenza consultare il sito www.uaar.it
