Archivi per la categoria ‘crocifissi obbligatori’

Cristo ha illuminato Torre Pellice.

sabato, 28 agosto 2010

Coraggiosa apertura da parte dei cristiano-valdesi nei confronti delle coppie omosessuali alle quali potrà essere impartita la benedizione religiosa. Lo stesso Sinodo ha poi approvato la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali.  LEGGI

Appare stridente il contrasto con i gerarchi della SS Vaticana che con la loro omofobia contribuiscono ad alimentare l’odio e la persecuzuone verso le persone omosessuali. E infatti il vescovo di Pinerolo  ha immediatamente espresso il suo “dolore” per il pronunciamento dei Valdesi, colpevoli oltre che di aver manifestato amore cristiano verso le persone omosessuali anche di aver disconosciuto il crocifisso come simbolo “culturale” della nazione italiana. Evidentemente i gerarchi della SS Vaticana pur di affiggere il loro simbolo a martellate su qualsiasi muro o luogo disponibile sono disposti a svilirlo fino al punto di negare il suo valore “religioso” facendone prevalere un generico significato culturale. Come se si trattasse della pizza margherita o, peggio ancora, un simbolo apotropaico come il corno di corallo rosso.

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Torino, 27 ago. – (Adnkronos) – ”Profondamente addolorato” per le conclusioni del Sinodo Valdese, fra cui benedizione delle coppie dello stesso sesso, alcuni problemi relativi alla bioetica, e il pronunciamento sul crocifisso nei luoghi pubblici. Cosi’ si dice il vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi, commentando le posizioni espresse dal Sinodo riunito a Torre Pellice. ‘L’orizzonte attuale, cosi’ confuso – sottolinea il vescovo di Pinerolo – ci spinge a ribadire, con forza e senza compromessi ne’ cedimenti, valori etici irrinunciabili come la sacralita’ della vita dal suo concepimento sino alla sua naturale conclusione e il concetto di famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna, bene insostituibile della societa”’.

Anche Napolitano entra nel Coro degli Atei Devoti.

giovedì, 24 giugno 2010

Riferendosi alla decisione definitiva che la Corte di Strasburgo dovrà prendere a proposito della imposizione obbligatoria dei crocifissi nelle scuole pubbliche italiane afferma che la decisione spetta ai singoli Stati, e che un decisione contraria della Corte ferirebbe sentimenti popolari e profondi. E bravo il Presidente. Come il suo compagno di partito Togliatti che contribuì ad imporre nella Costituzione il cattolicesimo di Stato, adesso si adopera perchè il crocifisso sia imposto obbligatoriamente a martellate sulla testa di tutti. Ovviamente per non ferire sentimenti popolari e profondi. E chissenefrega se attraverso il simbolo passa l’imposizione del pensiero unico di una sola religione a tutti i cittadini. Nè più nè meno di quanto pretendevano Al Qaeda i talebani in Afghanistan che noi siamo andati a combattere.

Fonte della notizia

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Spagna laica, non verranno più imposti i crocifissi a martellate sulla testa di tutti.

martedì, 15 giugno 2010

Una legge garantirà che il simbolo esclusivo della religione cattolica non sarà più obbligatoriamente esposto nei locali in cui vengono svolte funzioni pubbliche : scuole, uffici, tribunali, ecc. E anche i funerali di Stato saranno officiati negli ambienti e negli spazi dello Stato e non più nelle chiese cattoliche, dove naturalmente i parenti di defunti cattolici saranno liberissimi di far svolgere in altri momenti i funerali religiosi. LEGGI

- Cose impensabili in Italia, Vicereame del Papa Re, dove tutti, credenti cattolici, credenti in altre religioni e non credenti in alcuna versione della MenzognaGlobale siamo tutti obbligati a sottometterci ai crocifissi appesi obbligatoriamente nelle aule scolastiche, nei tribunali e sempre più spesso anche in altri uffici pubblici dove autorità locali cristianiste fondamentaliste stanno rapidamente ememettando ordinanze che impongono i cricifissi a martellate sulla testa di tutti. Come i talebani che impongono l’islam e i suoi simboli dovunque hanno il potere.

Crocifissi obbligatori a martellate sulla testa di tutti.

venerdì, 4 giugno 2010

In attesa della sentenza finale del 30 giugno a Strasburgo sulla imposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane scopriamo che illustri giuristi cristianisti sottolineano che la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo non prevede che lo Stato “è tenuto alla neutralità confessionale nel quadro dell’istruzione pubblica obbligatoria” o in qualunque altro settore pubblico. Quindi gli Stati, secondo loro, possono imporre una visione religiosa e magari anche fondamentalista nelle scuole e in altre pubbliche Istituzioni. Alla faccia del rispetto di chi non crede in nessuna versione della MenzognaGlobale. E in più con la conseguenza che quando i fedeli della relighione più totalitaria e repressiva di tutte (l’islam) raggiungeranno una massa critica numericamente e statisticamente rilevante vedremo non solo volare i crocifissi fuori delle finestre ma anche l’imposizione di versetti del corano e simboli islamici fuori e dentro tutte le istituzioni pubbliche. E questo proprio grazie ai principi che gli illustri cristianisti vogliono affermare contro chi invece invoca la neutralità delle pubbliche istituzioni rispetto a tutte le fedi eligiose e alle convinzioni di libero pensiero dei cittadini.

Qui la fonte della notizia da Zenit LEGGI

….Il “caso del Crocifisso”, noto anche come “caso Lautsi”, è stato rimesso alla Gran Camera del Tribunale dopo che il Governo italiano aveva presentato ricorso il 28 gennaio scorso contro la sentenza emessa dalla Sezione Seconda del Tribunale il 3 novembre 2009.

In questa prima istanza, il Tribunale si era espresso affermando che la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche è “contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione”, perché gli studenti potrebbero avvertire “di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione”.

Il Tribunale ha continuato con l’affermare che la presenza del crocifisso poteva risultare “sconvolgente emotivamente” per il figlio della signora Lautsi (colei che ha presentato il ricorso) e che non avrebbe permesso di “insegnare agli allievi un pensiero critico” o quel “pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica”.

Il Tribunale concluse che si trattava di una violazione dell’articolo 2 del Protocollo numero 1 (Diritto all’educazione), come dell’articolo 9 (libertà religiosa) della Convenzione.

Questa decisione è stata duramente criticata da parte di esperti politici e giuristi di vari Stati europei e giudicata come un’imposizione del “laicismo”. In concreto, è stato detto che la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo non prevede che lo Stato “è tenuto alla neutralità confessionale nel quadro dell’istruzione pubblica obbligatoria” o in qualunque altro settore pubblico.

In realtà, vari Stati membri del Consiglio d’Europa sono “Stati confessionali”, nel senso che hanno una religione ufficiale o riconoscono Dio nelle loro leggi e costituzioni….

Italiani talebani.

sabato, 30 gennaio 2010

O, se preferite, italebani. Sono quelli che vogliono imporre il simbolo della superstizione cattolica in tutti i luoghi pubblici del nostro Paese. Non c’è molta differenza da quei talebani integralisti che siamo andati a combattere in Afghanistan, ma nessuno lo dice. Però il crocifisso non si deve toccare. Lo pensa il 60 % degli italebani secondo una ricerca dell’ Eurispes. Come se la superstizione cattolica fosse ancora “l’unica religione dello Stato”, dimenticando che questa definizione è stata cancellata dal Concordato del 1984 firmato anche dai Gerarchi della SS Vaticana. Questi ultimi intanto fanno pressioni sugli eurodeputati di Bruxelles perchè impongano il cristianesimo come superstizione ufficile dell’intera Europa. In Italebania intanto i giuristi più paraculi e i politicanti più perversi, sapendo benissimo che il crocifisso come simbolo religioso dello Stato (da mettere obbligatoriamente nei pubblici edifici ed uffici) è in aperto contrasto con il principio supremo di laicità della nostra Costituzione, si sono affannati a ridefinirlo “simbolo della nostra tradizione culturale” dandolgi di fatto lo stesso valore della pizza napoletana, del panettone e della tarantella. Povero Cristo, non più Dio, ma simbolo del Made in Italy.

Qui la fonte della notizia e delle statistiche dell’Eurispes LEGGI

Radiato dalla Magistratura il giudice Luigi Tosti.

venerdì, 22 gennaio 2010

Il CSM, forse ispirandosi alla Santa Inquisizione cattolica, ha caccito l’eretico Luigi Tosti dalla magistratura. Commise il gravissimo reato di inopportuna difesa della laicità della Repubblica rifiutandosi di fare il giudice in aule contrassegnate dal Crocifisso di Stato, quello che secondo i cristianisti cattolici, tanto simili ai talibani musulmani, deve essere affisso a martellate sulla testa di tutti. Del resto il clima di repressione della laicità a cui oggi forse non rimasti insensibili i giudici del CSM , è stato abbondantemente dimostrato ieri quando il sottosegratrio Gianni Letta ha sottoposto all’approvazione dei Gerarchi della SS vaticana la bozza di ricorso contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che aveva riconosciuto come contrario alla laicità l’affissione obbligatoria del crocifisso nelle aule scolastiche. Da parte nostra riteniamo che il CSM, con tutto lo schieramento politico clerical-berlusconiano incazzato nero contro i magistrati, non se l’è sentita di inimicarsi anche la potentissima, anzi onnipotente, gerarchia cattolica che proprio ieri ha ribadito che il suo segno del comando, il crocifisso, non si deve toccare.

Ed ecco che come ciliegina sulla torta arriva l’affermazione del Vice Presidente del CSM Nicola Mancino : “”" Con l’intenzione di risolvere una questione di principio, il giudice Luigi Tosti s’era rifiutato di tenere udienza anche dopo che il presidente del tribunale gli aveva messo a disposizione un’aula senza il crocifisso…“”" Questo è veramente il colmo ! Lo stesso Vice Presidente del CSM che l’ha condannato ammette che si possono tenere udienze in aule senza crocifisso e che quindi di fatto Luigi Tosti ha ragione. Però lo hanno cacciato dalla magistratura anche se ha ragione. Bisogna ben dire che l’Italia, culla del diritto, è diventata l’avanspettacolo del diritto.

Qui la fonte della notizia LEGGI

Anche per il cardinale Martini i crocifissi devono essere imposti a martellate sulla testa di tutti.

lunedì, 28 dicembre 2009

Gli risponde il promotore della vertenza contro i crocifissi obbligatori nei pubblici edifici (scuole, tribunali, ministeri, ecc.).

Scrive il nostro amico Massimo Albertin :

Sul sito del Corriere della Sera, a questo link:
http://www.corriere.it/cultura/speciali/2009/martini01/notizie/martini271209_b_880ff3f2-f2db-11de-98ab-00144f02aabe.shtml
c’è un intervento del cardinale Martini sul crocifisso con la  possibilità di scrivergli.
Io gli ho inviato la mail allegata.

Saluti
MassimoAlbertin
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Il cardinale Martini dice:
“…bisogna anche tenere conto delle tradizioni e della sensibilità della gente. Chi viene dal di fuori deve imparare a rispettare tutto ciò…”
Io sono il “capofamiglia” titolare del ricorso alla corte di Strasburgo che ha portato alla sentenza della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo).
Voglio solo rimarcare che la scelta di intitolare il ricorso a nome di mia moglie (italiana nata in Finlandia) è stato dovuto esclusivamente ad un meccanismo procedurale suggerito dal nostro avvocato.
Ma io che, d’accordo col resto della famiglia, sono il reale promotore del ricorso, non vengo “dal di fuori”!
Io, da bambino, ho frequentato la stessa scuola, anzi esattamente lo stesso edificio e le stesse aule che hanno frequentato i miei figli.
Ed ho le stesse tradizioni italiane e venete che qualcuno, utilizzando il crocifisso come arma anziché come strumento di pace e di amore, dice di voler difendere attaccando la mia famiglia con parole di odio, con
lettere minatorie e con gesti di disprezzo come l’imbrattamento della mia casa con la pittura di croci. Segni forse di tolleranza e di amore?
Pensavo che il cardinal Martini non facesse parte di quella schiera che, da Berlusconi a La Russa, da Sgarbi ai leghisti e ad altre figure che ben poco di cattolico hanno da difendere, utilizza il crocifisso come “strumento degli atei devoti e dei religiosi atei che vogliono trasformare il Cristianesimo in religione civile o sistema di valori, annullando la sua dimensione universale e aperta a tutte le culture e civiltà” (parole di un prete).
E che armano d’odio la mano di pazzi e fanatici che, similmente a chi ferisce Berlusconi o attacca il papa, ci perseguitano nella nostra casa.
Ma evidentemente mi sbagliavo.
Martini, non diversamente dagli altri, ritiene “incongruo ed inopportuno” quel cambiamento che, attraverso la sentenza di Strasburgo, dovrebbe portare al rispetto dei diritti fondamentali dell’individuo sanciti da una dichiarazione (la Carta europea dei diritti dell’Uomo) formulata da cattolici come De Gasperi e Adenauer e sottoscritta da TUTTI gli stati europei (compresa la Svizzera), ma (guarda caso) non dallo stato della Città del Vaticano.
E qui se ne capisce il perché.
I diritti individuali, per quasi tutti i cattolici, vengono DOPO i privilegi della loro religione.
Che differenza c’è con le tanto vituperate teocrazie islamiche da cui il crocifisso dovrebbe “difenderci”?

La galera è l’ultimo baluardo del cattolicesimo,

lunedì, 21 dicembre 2009

….secondo il Giornale di Berlusconi.
In un articolo a firma de La Redazione, si porta l’esempio di Regina Coeli, lo storico carcere romano, dove nonostante la presenza maggioritaria di islamici e di appartenenti ad altre fedi, cocifissi, madonne, padripii e adesso soprattutto presepi stanno lì a testimoniare una incrollabile volontà di contrassegnare con i simboli della sola religione cattolica quel luogo di delizie. Anche se si tratta a tutti gli effetti di un edificio pubblico (dello Stato) e quindi non dovrebbero vedersi esposti simboli di alcuna religione. Di questa conquista territoriale si compiace il Giornale. Almeno lì la potenza del cattolicesimo e dei suoi simboli non si discute.

Qui la fonte della notizia LEGGI

…..Regina Coeli è il carcere più famoso d’Italia. Oggi è il punto di resistenza cristiana al politicamente corretto che vorrebbe disinfettare dal sacro e soprattutto dal cattolicesimo ogni spazio pubblico e specialmente statale. All’ingresso, nella rotonda da cui si dipartono i raggi, c’è una statua della Madonna. Del resto Regina Coeli già a causa del nome è una sfida alla moda multiculturale. Perché evocare la Regina del Cielo, che notoriamente è la Madonna, quando in carcere ci sono un sacco di musulmani per cui in cielo non c’è nessuna regina, al massimo ci sono le uri a uso e consumo dei martiri?
Ci sono delle sezioni elevate a monumento nazionale: sono entrate nel nostro immaginario coi film anni ’50, con le porte di legno spesso, le ringhiere, il cortile per l’ora d’aria. Ma c’è qualcosa di ancora più monumentale e storico, anche se fresco come le cose dei bambini insegnate loro dai vecchi: il presepio. Dietro le sbarre c’è una gemmazione di gesubambini, capanne e asinelli.
In questo momento il carcere di Regina Coeli è divenuto forse l’angolo del nostro Paese dove c’è la più forte resistenza cristiana al neopaganesimo. Soprattutto quello travestito da politicamente corretto….

I cristianisti del PD-Partitus Dei…

venerdì, 18 dicembre 2009

…implorano dall’Europa il diritto di imporre il crocifisso a martellate sulla testa di tutti. Questa l’implorazione partita da 16 (sedici) cristianisti d’assalto del PD-Partitus Dei dell’Emilia Romagna. Da non credere !

Incredibile 1 LEGGI

Sedici consiglieri regionali del pd hanno sottoscritto una risoluzione per
chiedere al Parlamento europeo di “riconoscere il pieno diritto di tutti
gli Stati membri ad esporre anche simboli religiosi all’interno dei
luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano
rappresentativi della tradizione e dell’identita` di tutto il Paese e
dunque elementi unificanti dell’intera comunita` nazionale e
rispettosi dell’orientamento religioso di ciascun cittadino”.

Monari, Salsi, Ercolini, Beretta, Garbi, Montanari, Zoffoli, Richetti,
Barbieri, Bosi, Majani, Pedulli, Rivi, Piva, Mazzotti, Fiammenghi.

I gerarchi della SS Vaticana ipocriti e bugiardi.

lunedì, 30 novembre 2009

La chiesa cattolica condanna il risultato del referendum svizzero sottolineando con forza il principio “sacrosanto” della libertà religiosa, ma a Roma il Papa Re e Imperatore sponsorizza il crocifisso a martellate sulla testa di tutti, in Italia e in Europa. La chiesa cattolica condanna il risultato del referendum svizzero sottolineando con forza il principio “sacrosanto” della libertà religiosa, ma a Roma il Papa Re e Imperatore sponsorizza il crocifisso a martellate sulla testa di tutti, in Italia e in Europa. Ma la cosa paradossale è che pur di raggiungere l’obiettivo di “crocifiggere” tutti gli uffci pubblici (statali, regionali, provinciali, comunali e scolastici, nonchè tribunali, ASL, poste, stazioni, commisssariatidi PS, carabinieri, esercito, marina e aviazione) è disposto a svilire il simbolo specifico della Menzogna cattolica fino al punto di assimilarlo ai simboli storici e culturali, in altre parole politici. Come a dire che Dio e Cesare sono la stessa cosa, nè più nè meno di quanto afferma la dottrina islamica.

Fonte della notizia dal Corriere della Sera LEGGI

LA MARCIA PER IL CROCIFISSO - E il Papa ha salutato anche i partecipanti alla marcia per il crocefisso che domenica mattina hanno sfilato per le vie del centro di Roma e hanno raggiunto piazza San Pietro in tempo per assistere all’Angelus. «Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare coloro che hanno preso parte alla marcia promossa dal Movimento dell’Amore Familiare per manifestare profondo amore al Crocifisso, riconoscendone il valore religioso, storico e culturale». Erano un migliaio alla manifestazione promossa dall’Associazione «Famiglia piccola Chiesa», della Parrocchia di S. Tommaso ai Cenci retta da don Stefano Tardani, ma vi hanno poi aderito numerose altre associazioni, movimenti e comunità della diocesi di Roma. Alcune persone si sono unite al corteo lungo il percorso, che ha attraversato il Tevere a partire dalla piazza della Chiesa Nuova. In testa al corteo, uno striscione con la scritta: «L’amore al Crocifisso, segno di fede e di fraternità universale, simbolo dell’arte e della cultura italiana ed europea».

29 novembre 2009