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	<title>.:: No God ::. &#187; Contrasti fra legge italiana e legge coranica</title>
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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>Nuovo contenzioso in vista fra legge italiana e legge coranica.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 08:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrasti fra legge italiana e legge coranica]]></category>
		<category><![CDATA[ramadan]]></category>

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		<description><![CDATA[Un rappresentante islamico  contesta il licenziamento dei musulmani che si rifiutano di bere durante i faticosi lavori nei campi. Ma l&#8217;obbligo di bere è previsto dalle normative dello Stato che, per gli integralisti, non contano niente rispetto ai precetti imposti dalla loro immaginaria entità soprannaturale di riferimento. Naturalmente se i lavoratori islamici sospendono il lavoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un rappresentante islamico  contesta il licenziamento dei musulmani che si rifiutano di bere durante i faticosi lavori nei campi. Ma l&#8217;obbligo di bere è previsto dalle normative dello Stato che, per gli integralisti, non contano niente rispetto ai precetti imposti dalla loro immaginaria entità soprannaturale di riferimento. Naturalmente se i lavoratori islamici sospendono il lavoro, magari anche per qualche ora, a causa  della inabilità dovuta a disadratazione, dovrebbero essere pagati pagati regolarmente. Secondo voi lettori, se l&#8217;applicazione integrale di questo aspetto della sha&#8217;rìa verrà pretesa dagli imam, la magistratura italiana a chi darà ragione ?</p>
<p>Fonte della notizia da La Repubblica <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/ramadan-mantova/ramadan-mantova/ramadan-mantova.html">LEGGI</a></p>
<div id="testo"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>MANTOVA</strong> &#8211; Obbligatorio bere, anche durante il Ramadan. Per chi si rifiuta  c&#8217;è il licenziamento. Il comitato per la sicurezza in agricoltura di Mantova, di  cui fanno parte le associazioni dei datori di lavoro ma anche i sindacati, ha  stabilito che chi lavora nei campi, anche se è musulmano, sarà obbligato a bere,  anche durante il Ramadan che inizierà il prossimo 20 agosto. Pena il  licenziamento. E nel Mantovano, dove le imprese agricole utilizzano  abbondantemente manodopera immigrata per raccogliere pomodori, angurie e altri  prodotti della terra, scoppia il caso. A riportarlo è &#8220;La Gazzetta di Mantova&#8221;.</p>
<p>Del Comitato fanno parte Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Fai-Cisl,  Flai-Cgil e Uila-Uil. La decisione del Comitato è basata sul decreto legislativo  numero 81 del 9 aprile 2008, secondo il quale coloro che lavorano &#8220;in giorni ed  orari particolarmente caldi e umidi sono obbligati ad assumere acqua, pena la  sospensione temporanea dell&#8217;attività lavorativa (&#8230;) oppure pena l&#8217;interruzione  del rapporto in caso di recidiva secondo le norme contrattuali vigenti&#8221;.  Lavorando nei campi senza bere d&#8217;estate si rischia la disidratazione e il colpo  di calore, con conseguenze potenzialmente fatali.</p>
<p>Contrario, riporta il  quotidiano mantovano, il rappresentante della comunità islamica virgiliana, Ben  Mansour: &#8220;Condivido l&#8217;impostazione ma non l&#8217;obbligatorietà &#8211; dichiara &#8211; se  durante il Ramadan un lavoratore musulmano non si sente bene, per prima cosa  deve sospendere l&#8217;attività e, se capisce che il malessere non è passeggero, può  senz&#8217;altro bere, perchè quella è una sua decisione. Il digiuno non può avere  deroghe che non siano legate a gravi problemi fisici. Se qualcuno venisse  licenziato per questo motivo &#8211; conclude &#8211; come comunità scenderemo in campo per  sostenerlo&#8221;.<br />
</em></span><!-- fine TESTO --></div>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><span class="date">(<!-- inizio DATA -->13 agosto  2009<!-- fine DATA -->)</span></em></span></p>
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