Archivi per la categoria ‘coming out atei’

Folgorati dalla MenzognaGlobale.

mercoledì, 31 marzo 2010

Un panorama aggiornato di conversioni eccellenti alle diverse versioni della Menzogna Globale . Mancano segnalazioni di personaggi importanti che hanno fatto il percorso inverso, dalle fantasie, le favole e gli inganni dei sistemi religiosi alla libertà di pensiero. Eppure dalla crescita continua del numero degli atei documentata da continue e aggiornate ricerche statistiche (circa un miliardo di non credenti nel mondo) sorprende che nessuno faccia i nomi di atei eccellenti.

Da Adnkronos  LEGGI

Roma, 31 mar. – (Adnkronos) – Saltata alle cronache rosa per diverse e presunte love-story con personaggi del mondo dello spettacolo, ora, dopo aver ritrovato la fede, dice basta agli uomini: la modella polacca Ania Goledzinowska è solo l’ultima di una lunga serie di personaggi dello spettacolo, della moda, della cultura e dello star system che hanno deciso di cambiare rotta con una conversione religiosa.

Da Sant’Agostino a Tom Cruise, da Edith Stein a John Travolta, da Chateaubriand a George Harrison, Tayllerand, Balzac, Demi Moore e il giovanissimo compagno Ashton Kutcher, San Francesco d’Assisi e Laurence d’Arabia, Anna Kuliscioff, ma anche Carducci, Manzoni, Claudel, Lapo Elkann, Magdi (Cristiano) Allam, Claudia Koll. Conversioni religiose improvvise, combattute, sentite.

…segue qui LEGGI

Gli atei crescono.

sabato, 11 luglio 2009

Un articolo di Sebastiano Maffettone da il Mattino
Su segnalazione del nostro amico Marcus Prometheus

Il partito dei ‘nuovi atei’
È parere diffuso che l’importanza della religione nella vita pubblica sia
aumentata significativamente negli ultimi anni. Quando si sente
un’affermazione del genere, il pensiero corre all’Islam. E alla complessità
delle ricadute, non solo politiche ma anche economico-sociali, che
provengono da quell’universo religioso e culturale. Ma non di solo Islam si
tratta. La religione è molto importante nella vita pubblica di paesi come
l’India e Israele. E lo è, come sappiamo dalle ultime campagne elettorali,
pure negli Stati Uniti, paese leader del mondo. Il clima di una politica
influenzata dalla fede è ricostruito – per quanto riguarda gli Usa – con
eleganza da Gary Willis, nel numero del «New York Review of Books» di fine
ottobre, con particolare riferimento alla figura di Gorge W. Bush. Il
presidente, per dirne solo una, intervistato da un giornalista che gli
chiedeva chi fosse il suo filosofo preferito, ha risposto sena esitazione o
vergogna: «Gesù». E, naturalmente, alla domanda sul libro preferito, non ha
avuto remore a rispondere: «La Bibbia»! Come si può capire, questi rigurgiti
di religiosità a scopo politico suscitano reazioni eguali e contrarie. Nel
mondo anglosassone, è nato così un movimento di «nuovi atei», movimento
significativo, in verità, non tanto per il numero di persone che è in grado
di mobilitare, ma per la qualità degli ingegni che riesce a richiamare. I
nuovi atei sono contrari alla religione e alla fede in maniera più radicale
di quanto siamo abituati a pensare. Essi, così, non condannano soltanto il
fatto che si creda in Dio, ma stigmatizzano piuttosto anche il rispetto e la
tolleranza che la maggior parte di noi nutre per i credenti,
indipendentemente dal condividerne la fede. Tra i guru di questo nuovo
ateismo, i più famosi sono due studiosi che negli anni passati ho avuto modo
di conoscere e che sicuramente, nel loro campo specifico, hanno raggiunto
livelli di eccellenza. Mi riferisco a Richard Dawkins e a Daniel Dennett.
[.] Dawkins insiste sul fatto che la religione è mera superstizione, in
quanto tale opposta alla scienza. Credere in Dio è, così, come credere negli
unicorni, in superman o negli spiriti della natura. Nè la scienza si deve
preoccupare troppo di dimostrare la verità o la falsità degli assunti
religiosi. La prova spetta a chi afferma e non a chi nega. E ovviamente, per
Dawkins, è impossibile dimostrare alcunché di religioso con metodi
scientifici. Simile messaggio è contenuto nel recente libro «Breaking the
Spell: Religion as a Natural Phenomenon» di Daniel Dennett, filosofo ed
esperto di robotica alla Tufts University. Anche Dennett combatte una
battaglia di minoranza contro il popolo dei credenti. E si spende a favore
di un’educazione obbligatoria anti-religiosa a cominciare dall’infanzia.
Dennet riconosce la tendenza naturale alla religiosità, e addirittura si
spinge ad affermare che anche robot perfezionati finirebbero con il nutrire
sentimenti simili alla fede. Ma pensa anche i filosofi e i liberi pensatori
dovrebbero sbaraccare il mondo da queste credenze superstiziose.

Il testo integrale dell’articolo di Sebastiano Maffettone è stato pubblicato
sul sito del Mattino

L’america scopre che gli atei ci sono, e sono tanti.

venerdì, 1 maggio 2009

Non sarà ancora arrivato il momento per gli USA di cambiare il loro slogan da “In God We Trust” a “In NoGod We Trust” (in NessunDio confidiamo), come ha fatto l’autore e curatore unico di questo sito, ma la strada per rimettere le cose a posto è stata imboccata. Con buona pace degli spacciatori delle favole religiose.

Qui la fonte della notizia

http://archiviostorico.corriere.it:80/2009/aprile/29/lobby_atea_breccia_nell_America_co_8_090429014.shtml

Pagina 17
(29 aprile 2009) – Corriere della Sera

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE WASHINGTON – In soli 6 anni, la Secular Student Alliance, un network di studenti atei, ha messo piede in ben 146 campus universitari. Nel 2003 era presente solo in una quarantina. Dopo lunga rivalità e tanti battibecchi ideologici, 10 organizzazioni nazionali di atei, umanisti e liberi pensatori hanno dato vita insieme alla Secular Coalition of America, con l’ obiettivo di avere a Washington un gruppo di pressione, in grado di far lobby per la separazione tra Stato e Chiesa. Mentre Fred Edwords, vecchio leader del movimento ateo, è finalmente riuscito a creare la sua United Coalition of Reason, fondata al momento su 20 gruppi locali, ma con ragionevoli ambizioni di espandersi. L’ America scopre di avere i suoi atei. Non che non lo sapesse. Ma ora li vede uscire dall’ ombra, organizzarsi, far sentire la loro voce, avanzare sul sentiero del coming out, tipico di tante minoranze del crogiolo americano. A dare il segnale che fosse giunta l’ ora di venire allo scoperto, è stato probabilmente Barack Obama nel suo discorso inaugurale, il 20 gennaio scorso: «La nostra eredità composita è una forza e non una debolezza. Siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei, hindu e non credenti». Nessun presidente lo aveva mai fatto. Non credenti, una definizione forte per la nazione che sulla sua moneta nazionale ha scritto «In God We Trust». Ma nondimeno, una realtà crescente. Dall’ 8% del 1990, la popolazione dei cosiddetti «nones» negli Stati Uniti è aumentata fino al 15% del 2008. Non che tutti i non-credenti siano necessariamente atei militanti o agnostici, ma sicuramente sono un vasto bacino di pesca potenziale del nascente movimento ateista. Quando alcuni mesi fa Herb Silvermann, professore di matematica al College of Charleston, in South Carolina, aveva fondato la Secular Humanists of the Lowcountry, pensava piuttosto a un club per pochi intimi. «Non credete in Dio? Non siete soli», diceva il cartello, che annunciava le riunioni del gruppo a un indirizzo privato. Ma quando più di cento persone si sono presentate a uno degli incontri recenti, Silvermann e i suoi fedelissimi hanno dovuto affittare una sala. Oggi la Secular Humanists ha 150 aderenti. Non cosa da poco, in uno Stato celebre per essere la sede della Bob Jones University (il più oltranzista dei college cristiani) e per avere un Congresso che un anno fa approvò una targa automobilistica cristiana con tanto di croce e scritta «I believe». «Ma la cosa più importante è essere usciti dall’ armadio», dice Silvermann al New York Times, spiegando che la strategia degli atei è simile a quella del movimento per i diritti dei gay, che esplose quando scelse di venir fuori. I sondaggi sembrano dargli ragione: secondo l’ American Religious Identification Survey, gli americani che si definiscono «senza religione» sono l’ unico gruppo demografico in crescita nell’ ultimo ventennio negli Usa. Una grossa spinta a riconoscersi e organizzarsi, l’ ha data lo sdegno per l’ abbraccio incondizionato dell’ Amministrazione Bush all’ estrema destra religiosa. Iniziative locali, libri sull’ ateismo improvvisamente diventati dei best-seller e donazioni per milioni di dollari hanno dato coraggio e fiducia a una minoranza, ancora di recente considerata nel migliore dei casi una concentrazione di eccentrici, nel peggiore una pericolosa banda di senza Dio. Uno dei gruppi più attivi alla University of South Carolina è quello dei «Pastafarian» della cosiddetta Church of the Flying Spaghetti Monster. Fra le loro attività preferite nel campus, quella di dare ai passanti «abbracci gratis dai vostri amici e vicini atei». P. Val. 146 i campus universitari in cui è presente il network di studenti atei americani «Secular Student Alliance». Nel 2003 erano una quarantina

Valentino Paolo

Pagina 17
(29 aprile 2009) – Corriere della Sera

I vescovi cattolici….

martedì, 28 aprile 2009

solidali compagni di congresso con gli integralisti islamici a Ginevra, si scagliano contro i liberi pensatori ad Ancona. La campagna dell’UAAR per far sapere che in Italia non ci sono solo i credenti nelle varie versioni della Menzogna Globale, ma anche milioni di atei, viene ostacolata in tutti i modi. A Genova il parere contrario del generale-cardinale Bagnasco, Vicerè d’Italia su nomina del Papa Re, ha impedito che potessero circolare autobus con uno slogan promozionale. Ad Ancona invece l’affissione di un manifetso (un solo manifesto, regolarmente approvato e pagato) scatena le ire del vescovo. Insomma gli spacciatori dell’oppio dei popoli, qualunque sia la marca, possono liberamente campare di rendita sulle loro inesistenti divinità, ma noi atei no, non possiamo nemmeno dire che esistiamo realmente.

Qui la fonte della notizia da il Corriere Adriatico
http://www.corriereadriatico.it/img_output/CORRIEANCONA2009042700.pdf

“La città dovrebbe vergognarsi degli
striscioni degli atei”. Il vescovo fa sentire
la voce della Chiesa, con tono garbatoma
convinto, senza la prosopopea
della guerra di religione ma col
cuore in mano di chi fa parlare Cristo.
Monsignor Menichelli sceglie la celebrazione
delle cresime nella parrocchia
Sacro Cuore di Gesù di piazza
Salvo d’Acquisto, nei quartieri nuovi,
per lanciare i suoi strali. Trenta ragazzini
ricevono il sacramento della
confermazione. Il presule dedica alle
nuove leve della Chiesa concetti incisivi
sulle ali di una prosa leggera.
Menichelli ha lasciato l’ultimo incoraggiamento
ai cristiani giovanissimi
che si apprestano a muovere i primi
passi sul cammino più responsabile e
consapevole della fede. “E’ Dio che
definisce la vostra vita”, ha esortato. E
poi ha sferzato i messaggi atei e ha
chiosato: “Si fa tutto in nome della
l i b e r t à”. Si alza la voce ufficiale della
Chiesa contro la campagna laicista.
“Le religioni dividono, l’ateismo unisce.
Grazie a Dio sono ateo”, recitava
uno striscione appeso all’imbocco
della galleria San Martino. “I messaggi?
Abbiamo il permesso”, aveva
rimarcato Dante Svarca, presidente
dell’Unione atei agnostici razionalisti
di Ancona.
Coppari In cronaca

Incazzati neri i vescovi spagnoli.

martedì, 27 gennaio 2009

Chiedono perentoriamente di censurare i due autobus che porteranno in giro per Madrid lo slogan dei liberi pensatori spagmoli : “Probabilmente dio non esiste. Smetti di preoccuparti e goditi la vita”. Insomma secondo gli spacciatori di una delle due versioni (cristianesimo e islam) più totalitarie della Menzogna Globale , solo chi crede in un’ immaginaria entità soprannaturale può propagandare la propria invenzione. Chi nega la bufala deve tacere.

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Incredibile, l’Italia come l’ Iran.

venerdì, 16 gennaio 2009

Lo slogan dell’ UAAR sarà sottoposto alla “inquisizione” del Garante della Pubblicità per esaminare se quei contenuti siano ingannevoli. Ma a questi nuovi inquisitori in nome del Vaticano è mai venuto in mente di controllare se tutte le bugie religiose sparate in migliaia di ore di trasmisioni radiofoniche e televisive e in milioni di pagine stampate siano ingannevoli ? Adesso chiunque si azzardi a dire che dio non esiste rischia di essere inquisito. L’Asse religioso fra Repubblica Vaticaliana e e la Repubblica Islamica Iraniana è ormai stabilito. Fra poco chiederanno di codificare il reato di ateismo, e tutti al rogo.

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Comincia il coming out degli atei, ma solo in Gran Bretagna.

domenica, 11 gennaio 2009

Un’attrice famosa, intelligente e spiritosa come la nostra Littizzetto, si dichiara pubblicamente atea e invita la BBC a dare conto in modo organico e continuativo dell’esistenza dei non credenti e delle loro opinioni, oltre che dei credenti nelle varie versioni della Menzogna Globale. A quando il coming out, la dichiarazione di “non credulità”, di personaggi italiani della cultura, della politca, dell’arte e della scienza, oltre ai soliti, eroici Piergiorgio Odifreddi e Margherita Hack ? E soprattutto quando oseranno i media vaticaliani (Rai, Mediaset e giornali stampati) far conoscere in modo continuativo e non episodico che ci sono almeno 8 milioni di italiani atei, agnostici o semplicemente indifferenti alle balle delle religioni ? E quando daranno spazio ai rappresentanti della Associazioni dei liberi pensatori ?

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