Archivi per la categoria ‘Bomba demografica e fame nel mondo’

La bomba demografica.

martedì, 24 novembre 2009

E’ regolarmente ignorata dai burocrati che campano lautamente grazie ai fondi dell’ONU, i quali evitano accuratamente di proporre misure per contrastare la crescita indiscriminata delle nascite. Ma il fenomeno viene anche ignorato da insospettabili organizzazioni culturali, come ad esempio il TCI – Touring Club Italiano, che nell’ Agendina omaggio che fornisce ai soci ogni anno continua a mantenere praticamente invariati da dieci anni i dati relativi agli abitanti di alcuni dei paesi maggiormmente interessati alla crescita demografica. Forse è il caso farglielo notare da qui  http://www.touringclub.it/contatti/
Potete telefonare o scrivere.

La notizia ci è stata segnalata dal nostro amico L:F

Lunedì 23 novembre 2009 alle 20:22 da Marcus:

> Risultati? Esplosione demografica non riconosciuta e non presa sul serio,
> che sta portando alla rovina il mondo.

Non so quanti di noi siano iscritti al TCI (Touring Club Italiano).
I soci del TCI hanno molta fiducia in quello che viene riportato nelle agendine che vengono pubblicate ogni anno e fanno parte del pacco-soci.
Ad esse viene attribuita autorevolezza così come, in genere, nelle altre pubblicazioni edite dal Touring.
Vi ricopio velocemente un esempio:
Nigeria, agendina 2001 abitanti 117.897.000
Nigeria, agendina 2002 abitanti 117.897.000
Nigeria, agendina 2003 abitanti 111.506.000
Nigeria, agendina 2004 abitanti 111.506.000
Nigeria, agendina 2005 abitanti 114.628.000
Nigeria, agendina 2006 abitanti 114.628.000
Nigeria, agendina 2007 abitanti 114.628.000
Nigeria, agendina 2008 abitanti 114.628.000
Nigeria, agendina 2009 abitanti 114.628.000
Nigeria, agendina 2010 abitanti  114.628.000
La stessa cosa si ripete per la maggioranza degli stati.
Ho anche scritto una lettera di protesta direttamente ai probiviri parecchi mesi fa in modo che potessero intervenire nei confronti di chi lavora (?) così male.
Non mi hanno degnato di una risposta.
Ciao
Gigi

L’imbroglio FAO.

domenica, 22 novembre 2009

E’ finita la grande kermesse romana del Vertice da cui si sono tenute lontane le primedonne (Obama, Merkel, Sarkozy, Brown, ecc,), ma non B16, che però è una primadonna solo per i media italiani e per gli zuavi pontifici che presidiano il Parlamento. Invece hanno brillato le attricette di varietà e le ballerine del chorus line, e le “dittarici” come Tiziana Ficacci ha soprannominato le mogli dei dittatorelli che hanno arricchito i negozianti di Via Condotti. LEGGI http://www.nessundio.net/blog/2009/11/18/2996/

Come epilogo dello squallido spettacolo (che ha ignorato la bomba demografica e il controllo delle nascite come unico rimedio per non far nascere un altro miliardo di disgraziati destinati a morire di fame) vi proponiamo due commenti illuminanti.

Orrore al vertice FAO
da Luca Pardi

Il papa e tutti gli altri (incluso il nostro amico Mario Ferrandi che crede nella regolazione genetica delle nascite) devono accettare di affrontare il tema della sovrappopolazione umana: controllo delle nascite, programmazione familiare, educazione alla salute sessuale e riproduttiva. Interrompere la propaganda natalista che i preti in tonaca di qualsiasi religione e quelli in giacca e cravatta delle school of economics, propinano direttamente o indirettamente, interropere il più rapidamente possibile il trend di crescita demografica dei poveri e incoraggiare quello di decrescita gia iniziato dei ricchi, in cambio di una migliore redistribuzione delle risorse (che poi basterebbe lasciarle dove sono). Propaganda a favore dei metodi anticoncezionali e loro diffusione gratis per chi li vuole. Propaganda sul “valore” della famiglia piccola. Interrompere il flusso di melassa retorica sulle famiglie numerose e su come sono belli molti bambini e come è triste la società invecchiata. E’ più triste una società con molti bambini che muoiono di fame e di
malattie ad essa collegate. Quello che si deve fare è affrontare è il tabù, in versione aggiornata e corretta, affrontato da Malthus più di due secoli fa. La sostenibilità è un problema di popolazione oltre che di consumi. I ricchi devono, e sottolineo il devono, rinunciare alla bulimia consumistica in cambio di una riduzione della natalità dei poveri. Senza questo ci saranno solo sangue, sudore e lacrime per tutti. Anche per i preti in tonaca e in giacca e cravatta.

Da il Velino
Luca Ponzi

Una grande kermesse, quella di Roma, ma al di là degli appelli e delle nobili dicharazioni (di intenti) c’è un mostro insaziabile che macina un smisurata quantità denaro soprattutto per alimentare … sè stesso. Qualche cifra che dovrebbe far meditare, soprattutto chi lancia facili accuse.

Appelli e promesse; il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, che evoca la cifra di 44 miliardi di dollari l’anno per sconfiggere la fame nel mondo; gli aiuti alle banche, le speculazioni, i consumi e gli sprechi nei Paesi ricchi oggetto del biasimo internazionale e “papale”. Ma a quanto ammonta il budget della Fao e come viene speso? Si parla abbastanza dell’efficacia dell’attuale modello di aiuti, o delle terribili responsabilità di regimi corrotti e criminali, di capi di Stato che affamano i loro popoli e vengono accolti con tutti gli onori ai vertici Fao? Basti per tutti l’esempio di Mugabe, il dittatore dello Zimbabwe che ha trasformato l’ex Rhodesia del Sud, uno dei “granai d’Africa”, in una terra di fame, miseria e malattia. Dal bilancio di previsione per il biennio 2008-2009 risulta che la Fao ha potuto contare su un budget di 929 milioni 800mila dollari (1,8 miliardi complessivi considerando anche le donazioni private). Tuttavia, circa la metà delle sue risorse se ne va in costi di struttura, stimava ottimisticamente nel 2007 una commissione di valutazione esterna incaricata dalla direzione generale, certificando così l’inefficienza dell’organizzazione. Ma si stima che le spese “operative”, quelle effettivamente destinate ad aiutare le popolazioni vittime della fame nel mondo, possano ammontare addirittura a molto meno della metà, forse solo ad un terzo del bilancio.

Difficile stabilirlo con certezza. Dei 930 milioni garantiti alla Fao dai 191 stati membri, circa 248 milioni di dollari, il 27 per cento, risultano dedicati ai programmi, alla voce “sistemi sostenibili di alimentazione e agricoltura”. Di questi, tuttavia, 21 milioni vengono spesi nella “gestione” dei programmi (quasi quanto l’intera voce “nutrizione e protezione del consumatore”, cui sono destinati 25 milioni 453mila dollari), nonostante nel bilancio già compaia una voce a se stante “gestione e supervisione”, la parte amministrativa, per un ammontare di 126 milioni di dollari. Un altro 25 per cento di risorse è destinato ai programmi decentralizzati e alla cooperazione con le Nazioni Unite, ma anche sotto questa seconda voce “operativa” del bilancio, accanto ai 70 milioni dedicati al capitolo “sicurezza alimentare, riduzione della povertà e programmi di cooperazione allo sviluppo” troviamo le immancabili spese di “gestione”. Per la sola “coordinazione dei servizi decentralizzati” 23 milioni di dollari. Per la sua “governance” la Fao spende 21 milioni di dollari, di cui oltre 9 se li “mangia” l’ufficio del direttore generale, mentre tutto ciò che serve ad elaborare i programmi – l’acquisizione e lo scambio di informazioni, studi, analisi e statistiche, la promozione e la comunicazione, fino all’”information technology” – costa 220 milioni di dollari. Per fare qualche esempio, le statistiche sull’agricoltura quasi 13 milioni, la comunicazione 19. Tra gli uffici decentrati, la sede più costosa è quella di Bangkok per l’Asia, quasi 19 milioni di dollari, ma ci sono anche quelle di Santiago, in America Latina, e di Accra, in Africa (12 e 11 milioni). Per non parlare dei costi per il personale e i meeting: oltre 200 milioni. Dei 4 mila funzionari della Fao, la metà sono a Roma a godersi gli stipendi da 8 mila euro al mese esentasse.


L’impressione, dunque, è che la cosiddetta spesa “operativa”, per programmi concreti contro la fame nel mondo, non raggiunga la metà del bilancio della Fao, mentre ben più della metà venga assorbito da una burocrazia dalle dimensioni elefantiache e inefficiente. E’ quanto certificava nel 2007 la Commissione Christoffersen: “In molti uffici i costi amministrativi sono superiori ai costi del programma”. Nel rapporto si legge che la burocrazia della Fao è “molto costosa e farraginosa e si caratterizza per un elevato livello di sovrapposizione e di duplicazione degli sforzi”, e inoltre ha difficoltà a “identificare le vere priorità”. Nonostante quanto si spende per “coordinare”, nel rapporto si osserva che “le relazioni tra le attività sul campo e la sede sono gravemente frammentate”. Problemi che pongono la Fao in uno stato di “crisi” che “mette in pericolo il suo futuro”, concludeva la Commissione Christoffersen invocando una riforma urgente. Nonostante tutti gli sforzi e le somme spese, secondo Robert Paarlberg, autore di “Starved for Science: How Biotechnology Is Being Kept Out of Africa”, oggi gli agricoltori africani producono, su base procapite, il 19 per cento in meno rispetto al 1970. E’ così in quasi tutta l’Africa sub sahariana e le altre variabili (conflitti etnici, dittature, corruzione, inflazione, Aids, accesso ai mercati, aiuti dall’estero) sono quasi insignificanti. La produzione è stagnante perché non sarebbero arrivati i progressi tecnologici: sementi migliorate, fertilizzanti chimici, corrente elettrica, irrigazione. Chi doveva promuoverli?

Federico Punzi Il Velino

18/11/09 – Roma 16/18 novembre 2009, per non morire più di fame

mercoledì, 18 novembre 2009

“Come hai fatto ad andare in rovina?” chiese Bill. “In due modi”, rispose Mike, “gradatamente prima, e poi di colpo” (Fiesta)
La mancanza di cibo è la più terribile arma di distruzione di massa e le vittime sono gli innocenti (Luìs Inacio Lula, presidente del Brasile)

Jacques Diouf direttore generale della Fao dal 1994, invece di fare un (1) giorno di sciopero della fame avrebbe dovuto dimettersi. Nel 2000 l’organizzazione annunciò che avrebbe dimezzato la percentuale degli affamati entro il 2015 e oggi, dopo un decennio in cui questo obiettivo è ben lontano dall’essere raggiunto, lui è ancora al suo posto. Ancora oggi Diouf ha chiesto 44 miliardi di € che, tra l’altro, non avrà, ma i soldi da soli non servono se manca una visione strategica. Intanto la povertà non si affronta se non si parla di democrazia e se non si comprende il senso e l’utilità delle biotecnologie che devono sposarsi con istruzione, educazione, salute, modernizzazione, prioritario ruolo delle donne. Diouf, incoraggiato dal sindaco di Roma che si è unito alle 24 ore di digiuno, sembra lavorare (poco) solo per fornire ai poveri una ciotola di riso.
Eppure Diouf, senegalese cittadino del mondo che ha cazzeggiato amabilmente con il nostro premier, dovrebbe sapere che il piatto non lo riempiono i tiranni. Basti per tutti la presenza di Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe che affama il suo ricco paese per piegare la resistenza interna. E basta soprattutto ricordare il monito del grande economista Amartya Sen, studioso delle carestie che ricorda che “nessun governo democratico potrebbe vivere affamando i suoi elettori”.
Folle folle folle idea quella della sindachessa Isabella Rauti, che comunque ha anche un incarico assegnatogli dalla ministra Carfagna, che ha partecipato al vertice delle dittatrici. Piccolo elenco: la moglie di Ahmadinejad completamente coperta dal chador nero che ha denunciato il pianto dei bambini di Gaza all’egiziana Suzanne Mubarak, dimenticando però di chiederle se il suo grande paese gli apriva le frontiere. Poi Aisha Hassan , prima dama della Somalia un paese dove si è messi a morte dopo un processo sommario, Grace Mugabe dello Zimbabwe il paese più povero dell’Africa nera. Alle mogli si è aggiunta la signora Maria Esther Reus Gonzalez, ministro della Giustizia di Cuba paese che viola costantemente diritti civili e umani. In compenso il sindaco Alemanno prima ha organizzato un bel cocktail, poi si è ricordato che era di cattivo gusto ingozzarsi al Campidoglio a pochi metri dalla Fao e ha annullato tutto. Chissà chi ha mangiato il rinfresco ordinato. In compenso il sindaco Alemanno prima ha imbottigliato i romani in una morsa di traffico e poi ha chiesto scusa. Pare che la prossima volta invece di isolare la Fao dal resto della città faranno un corridoio di fuga. La strada dello sviluppo è lunga e tortuosa.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

er più, ovvero er sindaco pasticcione

Ricordate la visita di Benedetto XVI al Campidoglio il 9 marzo? Al Sindaco Alemanno sembrava un po’ poco la solita statuina della lupacchiotta che allatta Romolo e Remo e decise di donare un bel terreno a via dell’Inviolatella Borghese, dentro il parco di Veio. Il dono doveva servire a don Giovanni D’Ercole (appena nominato vescovo ausiliario dell’Aquila) per il villaggio degli ercolini. Da subito iniziarono proteste da parte degli abitanti della zona, spalleggiati da Italia Nostra, che fecero ricorso al Tar perché quell’area era stata assegnata dal demanio al Comune per destinarla a parco pubblico. La Santa Sede accortasi della situazione in cui era stata messa dal sindaco pasticcione ha deciso di fare un passo indietro. Il sindaco ne ha preso atto e ha riacquisito il terreno che sarà finalmente destinato a parco per i cittadini tutti volendo potranno passeggiarci anche gli ercolini) . Per rappezzare col papa il Campidoglio ha concesso un palazzo in via Gomenizza 81 (angolo via Teulada) dove i famosi ercolini si spera troveranno pace.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Al vertice della FAO ipocriti e bugiardi.

martedì, 17 novembre 2009

Ieri c’è stata solo una passerella di soubrettine della politica internazionale (Gheddafi, Berlusconi, ecc.) e ballerine di chorus line, senza primedonne, a parte il papa che arricchisce la sua presenza con un minestrone di aria fritta e la bugia più clamorosa del vertice, vale a dire che la fame non dipende dalla crescita demograficale e che le risorse del pianeta possono nutrire tutti. E’ questa la più grave e destabilizzante menzogna che apre la strada alla crescita senza fine delle popolazioni affamate, delle malattie, delle guerre, delle rivoluzioni e della fuga di milioni di disgraziati dai paesi di desolazione e morte. E nemmeno una parola per avviare una seria politica di denatalizzazione che non faccia nascere milioni di bambini per poi farli morire di fame, ma solo generici impegni per rimuovere le cause della fame e della povertà senza mai pronunciare le fatidiche parole “controllo delle nascite”.

Dal Corriere della Sera LEGGI

Il vertice Fao di Roma è arrivato al termine. I partecipanti hanno approvato per acclamazione una dichiarazione finale sulla sicurezza alimentare che cita fra gli obiettivi il dimezzamento della povertà entro il 2015. Nel testo non è previsto alcun impegno finanziario, bensì cinque azioni da mettere in campo per combattere la fame per cui si chiede ai governi di assicurare ai Paesi in via di sviluppo i fondi promessi. Nella dichiarazione di 41 paragrafi sono ripresi i cinque principi sulla food security del G8 dell’Aquila, che diventano i “Five Rome principles for sustainable food security” (il testo completo in inglese – pdf).

Alle 11.30 nella sede Fao di Roma ha preso la parola Benedetto XVI. «La Terra può nutrire tutti i suoi abitanti – ha detto nel suo discorso in francese -. Bisogna dunque vincere la lotta alla fame e alla malnutrizione». Il Papa ha parlato della «deprecabile» pratica di distruggere derrate alimentari per finalità di tipo economico e commerciale. E ha sottolineato la necessità di affrontare il problema in una prospettiva di lungo periodo con investimenti nello sviluppo rurale, infrastrutture, trasporti, diffusione di tecniche agricole appropriati. «Il cibo viene spesso considerato alla stregua di tutte le altre merci – ha poi evidenziato mettendo in risalto soprattutto lo sviluppo diseguale tra le nazioni nelle diverse parti del mondo e precisando che la fame non dipende dalla crescita demografica – e quindi vanno ripensati i meccanismi della distribuzione alimentare»

La Fao e le balle globali.

lunedì, 16 novembre 2009

Ieri la signora Ahmedinejad ha pre-inaugurato a Roma la Saga delle Bugie sulla fame nel mondo sotto l’egida della FAO. Oggi toccherà a Benedetto XVI arricchire la Saga con un discorso in cui, potete giurarci, non si farà il minimo accenno allla vera causa della fame nel mondo, vale a dire la crescita esponenziale delle popolazioni (soprattutto nei paesi poveri) e l’esaurimento delle risorse alimentari. Ma sappiamo bene che per la chiesa cattolica il controllo delle nascite e l’educazione alle pratiche anticoncezionali è un delittto peggiore che non quello di far morire di fame un miliardo d persone. Un miliardo di morti di fame che non interessano nemmeno agli islamici, per i quali è importante solo che nascano e possano incrementare il numero dei credenti nella loro immaginaria entità soprannaturale.

La bomba demografica sta per esplodere.

venerdì, 11 settembre 2009

Segnaliamo questo appello internazionale promosso da http://www.rientrodolce.org – Ricordiamo ancora una volta che sono soprattutto i due sistemi religiosi più totalitari e totalizzanti, cattolicesimo e islam, ad opporsi a qualsiasi forma di controlo delle nascite. Nella loro gara criminale a superarsi numericamente stanno portando il mondo al disastro finale.

POLITICA DEMOGRAFICA E AMBIENTE
DICHIARAZIONE INTERNAZIONALE

1) Le organizzazioni firmatarie dichiarano di riconoscere quanto segue:
a. La crescita demografica avvenuta nel passato, da un miliardo di persone,
nel 1800 a 2,5 miliardi nel 1950, fino ai 6,5 miliardi odierni, unitamente
alla crescita dei consumi pro capite, ha avuto le seguenti conseguenze: ha
provocato il cambiamento climatico, un crescente inquinamento,
l’innalzamento del livello dei mari e l’espansione dei deserti; è stata
“finanziata” attraverso un intenso sfruttamento del capitale della natura
(le sue risorse finite, come i combustibili fossili, le falde acquifere, i
minerali, la fertilità dei suoli, le foreste, le zone di pesca e la
biodiversità) anziché attraverso l’utilizzo dei dividendi sostenibili da
essa forniti.
b. La capacità della Terra è finita, si sta riducendo a causa dei
cambiamenti climatici e non è più sufficiente a sostenere una crescita
indefinita del numero di umani e dello sfruttamento intensivo delle risorse.
c. Le previsioni di crescita della popolazione globale, che cresce di 78
milioni l’anno (9.000 ogni ora), si assestano intorno ai 9,1 miliardi di
persone nel 2050. I 2,3 miliardi di persone aggiuntivi, anche tenendo in
considerazione la loro locazione in paesi che emettono tenori ridotti di
biossido di carbonio, equivalgono al doppio delle emissioni attuali degli
Stati Uniti.
d. La crescita indefinita della popolazione è fisicamente impossibile e in
qualche momento dovrà interrompersi: ciò potrà avvenire o prima, attraverso
una diminuzione delle nascite, ottenuta con la contraccezione e con una
azione politica comune dell’umanità, diretta a questo obiettivo, o dopo,
attraverso un aumento della mortalità per carestie, malattie, guerre e
collasso ambientale, oppure attraverso una combinazione di entrambi i
fattori.
e. Ogni persona in più cresce l’impatto totale dell’uomo sull’ambiente e
riduce le risorse pro capite disponibili; pertanto tutti i problemi
dell’ambiente (e molti altri problemi economici e sociali) sono più
facilmente risolvibili se la popolazione si riduce e divengono più difficili
(e alla fine impossibili) da affrontare con una popolazione in crescita.
f. Il degrado ambientale e lo sfruttamento intensivo delle risorse stanno
riducendo il numero di persone che la Terra può sostenere per un tempo
indefinito.
g. Il diffondersi dell’industrializzazione, l’urbanizzazione e i modelli di
consumo del primo mondo stanno ulteriormente riducendo la capacità di carico
massima della Terra.
h. La disponibilità globale di cibo dipende pesantemente dalla disponibilità
di petrolio e di acqua, risorse, entrambe, che stanno rapidamente divenendo
più scarse e costose.
i. Lo sviluppo (crescita del PIL pro capite) dei paesi più poveri continua
ad essere impedito dagli alti tassi di natalità (e con una popolazione in
continua crescita).
j. La popolazione ottimale (che permetta una migliore qualità della vita per
tutti) è certamente molto minore di quella possibile (a meri livelli di
sopravvivenza).

CONCLUSIONE
L’attuale crescita della popolazione è ecologicamente insostenibile.

2) Noi raccomandiamo che le Nazioni Unite e le organizzazioni
intergovernative, i governi e gli enti non governativi, ambientalisti e
promotori dello sviluppo:
a. Prendano atto e rIconoscano che la presente dichiarazione corrisponde
alla realtà dei fatti
b. Appoggino, finanzino e assicurino la possibilità, per tutti e in tutto il
mondo, di accedere alla pianificazione familiare, come convenuto alla
Conferenza del Cairo del 1994 e al punto 5 dei Millennium Developments Goals
per il 2012.
c. Adottino politiche non coercitive dirette a stabilizzare o ridurre le
popolazioni a livelli sostenibili, anche affrontando il problema della
crescita relativa della popolazione anziana.
d. Provvedano con fermezza, specialmente nelle aree ove i consumi sono più
elevati, a promuovere la riduzione dello sfruttamento delle risorse e del
degrado ambientale pro capite.

( qui grafico della crescita della popolazione a partire dall’introduzione
dell’agricoltura)

SITO DELL’ASSOCIAZIONE RIENTRODOLCE
http://www.rientrodolce.org

LE ORGANIZZAZIONI FIRMATARIE
OPTIMUM POPULATION TRUST – U. K.
POPULATION INSTITUTE – U.S.A.
POPULATION INSTITUTE OF CANADA
SUSTAINABLE POPULATION AUSTRALIA
DEMOGRAPHIE RESPONSABLE – FRANCE
ASSOCIAZIONE RADICALE RIENTRODOLCE – ITALIA

Moratoria sull’aborto.

mercoledì, 15 luglio 2009

Il Parlamento Vaticaliano in ginocchio ha approvato a larga maggioranza una mozione presentata dall’ on. Buttiglione per un provvedimento dell’ ONU ”che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico e affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta o indotta ad abortire”. Analogo percorso è già stato avviato dall’Udc al Parlamento europeo. Quello che indigna però è che nel Parlamento presidiato dagli zuavi del Papa Re siano state bocciate mozioni praticamente identiche di PD e IDV che mettevano l’accento anche sulla promozione della contraccezione. Per i criminali sponsor del “crescete e moltiplicatevi” senza freno non si può e non si deve parlare di metodi che evitino preventivamente gravidanze indesiderate senza dover poi ricorrere all’aborto.

Qui la fonte della notizia LEGGI

Gran minestrone di aria fritta a Piazza San Pietro.

lunedì, 15 giugno 2009

Per l’ ennesima volta il papa ha richiamato il drammatico problema della fame del mondo. Con parole accorate e strappalacrime ha invocato la discesa dello Spirito sulla prossima Conferenza dell’ ONU sulla crisi economica e finanziaria. Ma non una parola sulla causa prima ed assoluta della fame che divora e uccide decine di milioni di bambini e adulti ogni anno, e che spinge altri milioni di disgraziati a cercare scampo nei paesi dove almeno la sopravvivenza è assicurata a tutti. Neanche un accenno alla madre di tutte le disgrazie, la crescita demografica esponenziale e senza freni. Ricordiamo ancora una volta che la SS Vaticana e i paesi musulmani, in tutte le conferenza internazionali precedenti dedicate al dramma della fame nel mondo, hanno sempre impedito che venisse affrontato e neppure messo allo studio un progetto planetario organico e condiviso per disinnescare la bomba demografica.

Qui la fonte della notizia dal Corriere della Sera
LEGGI

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