Archivi per la categoria ‘Atei devoti’

Atei devoti: new entry.

sabato, 12 giugno 2010

Anche Massimo D’Alema, di cui ricordavamo che in una intervista dichiarò di non essere credente, si esprime con veemenza a sostegno della chiesa cattolica e del suo potere non solo religioso, ma anche culturale e politico in Italia: “”" La Chiesa e’ una risorsa straordinaria di questo paese e guai se in un paese cosi’ fragile come l’Italia la religione cattolica fosse compressa e schiacciata nella sfera privata. Ne deriverebbe un pauroso impoverimento degli elementi coesivi della societa’ italiana “”" . Ci manca solo che sostenga la sostituzione dello stellone repubblicano con il crocifisso a martellate sulla testa di tutti e poi il ruolo di leader Massimo degli atei devoti non glielo toglie nessuno.

Il testo completo della dichiarazione è qui ma vi invitiamo a leggere con attenzione l’ultima frase, dove D’Alema afferma  che la chiesa ha saputo adattarsi alla ” modernità”.  Se pensiamo all’ opposizione feroce ancora in corso  dei gerarchi vaticani all’evoluzione dei diritti civili nel nostro Paese e nel mondo viene veramente da chiedersi se D’Alema si rende conto di quello che dice.

LEGGI

Cacciari e Onfray, due ateismi a confronto.

sabato, 12 dicembre 2009

Mentre il filosofo italiano, sedicente ateo, critica l’ateismo “del nulla” all’ombra dei preti-padroni che discettano dell’altro “nulla” chiamato Dio, esce anche in Italia l’ultima fatica letteraria di un ateo serio, Michel Onfray.

Cacciari da Agenzia AGI LEGGI

(AGI) – CdV, 11 dic. – “Fede e ragione non siano negligenti contro l’ateismo pratico dilagante, che al termine Dio fa corrispondere il nulla”. Lo ha chiesto il filosofo e sindaco di Venezia Massimo Cacciari, intervenuto alla terza sessione del Convegno “Dio oggi” promosso dal Comitato per il Progetto Culturale della Cei. “L’ateismo dilagante – ha spiegato Cacciari – e’ quello pratico per il quale Dio non corrisponde a nulla. Questo significa che oltre l’esserci nel mondo non vi e’ nulla e che l’essere nel mondo e’ tutto”. In quest’ottica, ha continuato, “non vi e’ possibilita’ di dare senso alla possibilita’ di essere altro dal mondo”.
“La grande battaglia dei monoteismi – ha rilevato – e’ proprio nei confronti di questo ateismo pratico dilagante”. “Se c’e’ un punto in cui i monoteismi – e’ la proposta-appello di Cacciari – nelle loro insuperabili differenze, potrebbero essere accomunati e’ quello di sollevare un’istanza critica forte, decisa, contro questo ateismo pratico, che non ha nulla a che vedere con le grandi tradizioni ateistiche che sono immanenti nel monoteismo, nei termini di una ‘fraterna inimicizia’. I monoteismi, quindi, come ‘istanza critica sia in senso di testimonianza, sia in senso teologico”.

Onfray da Le MOnde Diplomatique  LEGGI

L’arte di gioire. Per un materialismo edonista. Michel Onfray, Fazi Edirore 2009, 18,50 €.
E’ un viaggio tra le pieghe della storia e della quotidianità di grandi pensatori. Onfray ha la capacità e la disinvoltura di passare da Platone a quanti hanno dissertato e mai praticato la filosofia del corpo, la libertà dello spirito e ci trasporta nella corrente libertaria dei cirenaici, gnostici licenziosi, fratelli del Libero Spirito, libertini eruditi, pensatori irriverenti a tutto come Nietzsche, De Sade o Fourier. Il pudore muore con l’innocenza, dice Onfray, e l’edonismo è l’arte del di-sprezzo.
La filosofia dionisiaca o del piacere di Onfray in questo libro è addossata al corpo e all’energia che lo percorre, lo abita e l’ossessiona.

Atei devoti crescono.

giovedì, 14 maggio 2009

Dopo il più celebre di tutti, Giuliano Ferrara, che è stato anche il creatore e primo fruitore dell’orgoglioso titolo di “ateo devoto“, e dopo l’ex Presidente del Senato Marcello Pera folgorato da Ratzinger su Via della Conciliazione, ora anche Lucia Annunziata sembra destinata ad essere insignita del medesimo stigma. Lo segnala il sito Dagospia che ricorda impietosamente un divertente e clamoroso esempio di cerchiobottismo riferiribile alla neo collaboratrice de L’Osservatore Romano, Lucia pia Annunziata : “”" Lucia si dichiarò al settimanale cattolico Petrus «atea e marxista» ma «estimatrice di Benedetto XVI e della famiglia».“”".

Qui la fonte della notizia su Dagospia

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-5979/1.htm

LA VERITà ANNUNZIATA – LUCIA CAPISCE L’ANTIFONA E SI INGINOCCHIA TRA LE RIGHE DELL’”OSSERVATORTE ROMANO” – DA BARRICADIERA (“MANIFESTO”) A COMPAGNA (“REPUBBLICA” E “LA STAMPA”) E ORA SACRESTANA – “ESTIMATRICE DI BENEDETTO XVI E DELLA FAMIGLIA”…

SteG per “Il Giornale”

Lucia AnnunziataLucia come l’imperatore Enrico IV: anche lei è scesa a Canossa. Eh sì, perché l’Annunziata d’antan, la ricorderete tutti, è una barricadera della prima ora. Nasce (politicamente e giornalisticamente, s’intende) nelle contrade di una sinistra contestataria, la sinistra d’opposizione, quella che alza il pugno nelle manifestazioni e inneggia al Che.

Scriveva al manifesto, Lucia, e poi nella Repubblica scalfariana. Una sinistra insomma che oggi sarebbe tutelata dal Wwf perché in estinzione. Una sinistra che in molti casi è andata imborghesendosi, ma non diteglielo perché s’arrabbierebbe. E Lucia ha seguito l’onda, ha capito l’antifona, sarebbe meglio dire oggi che sta per approdare, firma di pregio e di livello, sulle nobili e venerate colonne dell’Osservatore romano.

Eh sì, Lucia l’ha capita benissimo l’antifona, la capì forse già il giorno in cui divenne presidente Rai (seconda donna dopo Letizia Moratti a ricoprire quella carica) e dopo una carriera di prestigio e di merito in quel di Raitre, che negli anni Ottanta non per nulla fu ribattezzata Telekabul, e coronò il sogno di sedersi nella poltrona più alta e più ambita di viale Mazzini.

Direttrice di Ap-Biscom nel Duemila, quella che poi divenne Ap-Com, Lucia si dichiarò al settimanale cattolico Petrus «atea e marxista» ma «estimatrice di Benedetto XVI e della famiglia». Insomma stava al contempo con il diavolo e l’acquasanta.

Ora, è finita come Enrico IV, è scesa a Canossa. Lui si era cosparso il capo di cenere attendendo inginocchiato il perdono del Papa, lei scriverà sull’Osservatore e magari un giorno rinnegherà la «sua» sinistra.

[12-05-2009]