Un’altra volontaria rapita.

Un’altra volontaria rapita.

Ma questi volontari chi li paga? E se sono pagati perché non si fanno una bella assicurazione sui rapimenti così non siamo costretti noi a pagare il riscatto ? Una riflessione pecata in una mailing-list frequentata da No God.

Ancora una volontaria italiana rapita. Il dubbio è che,essendosi ormai diffusa in tutto il mondo, particolarmente in quello mussulmano,la notizia che l’Italia è l’unico paese occidentale in cui il governo provvede a pagare il riscatto,non la finiremo più. E l’altro dubbio è che ormai sia la polizia locale a organizzare questi rapimenti : non sono certo paesi dove l’attività poliziesca è molto trasparente. Troveremo mai il coraggio di fare una dichiarazione bipartisan in cui spiegare a questi bravi ragazzi e ragazze che per quanto bene possano fare è sempre molto inferiore al male che si fa con il pagamento di un riscatto a polizia corrotta e loro amici ? E che se proprio il bisogno di testimoniare il loro volontariato è esclusivamente esotico (si sa,andare in Italia non è elegante,le mamme non possono vantarsi nelle riunioni di parrocchia) almeno si appoggino ai missionari,che molto raramente vengono rapiti perché sanno in quali zone il rischio è accettabile.

Anche i missionari non sono più tanto di moda,ma se lo può dire un cattolico praticante fortemente anticlericale,ho l’impressione che il bene lo sappiano fare sul serio,senza eccedere nelle conferenze stampa e nel “professionismo del volontariato”.

E direi che il nostro ottimo ministro degli esteri, che ha giustamente avvertito gli italiani che vanno in vacanza in paesi a rischio che le spese per tirarli fuori dai guai saranno a loro rischio, dica qualcosa anche su queste volontarie fai-da-te. Non vedo una grande differenza con quelli che partono per fare scalate cui non sono preparati e senza guardare il bollettino metereologico, e poi bisogna mandargli elicotteri e soccorso alpino

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