Archivio di luglio 2012

Bill and Melissa Gates Foundation

domenica, 29 luglio 2012

21/5/ 12 – Bill Gates, presidente e amministratore delegato della Microsoft, e sua moglie Melinda, nel 1999 hanno fondato la Gates Foundation per sostenere le donne dei paesi in via di sviluppo attraverso programmi sanitari mirati all’età riproduttiva. Oggi la Gates Foundation è l’organizzazione filantropica più grande del mondo e si propone di dare accesso alla contraccezione a 120 milioni di donne entro il 2020.
Riportiamo di seguito  alcuni brani del lunghissimo servizio di Michelle Goldberg per Vanity Fair sul lavoro di Melinda Gates

Dal quartiere generale della Fondazione (oltre 80mila metri quadri) nel centro di Seattle, Melinda Gates ha annunciato il nuovo programma sulla contraccezione. A luglio partirà la collaborazione con il governo britannico per co-finanziare un summit mondiale e avviare la raccolta di 4 miliardi di $ per consentire a 120 milioni di donne di accedere alla contraccezione entro il 2020, favorendo l’individuazione di metodi contraccettivi innovativi.
Melinda Gates è cattolica, ed è da sempre in disaccordo con la posizione della Chiesa sulla contraccezione. E’ stata attaccata fortemente per il suo lavoro. Sulla rivista Catholic Herald si legge : “E’ sempre una delusione quando un personaggio pubblico, pur proclamando fedeltà ai principi della Chiesa cattolica, dichiara gli insegnamenti della stessa Chiesa sbagliati per questioni morali”.
Attualmente la Fondazione sta finanziando una ricerca sui contraccettivi che le donne possono iniettarsi da sole (su modello del DepoProvera, farmaco popolare nei pvs, che si inietta 4 volte all’anno spesso all’insaputa di mariti) evitando così i faticosi viaggi per raggiungere i villaggi dove vengono dispensati i farmaci.  Una idea “pazza”  è quella di creare un dispositivo impiantabile controllato in tutta autonomia dalla donna stessa. Qualcosa in grado di durare per tutta l’intera vita riproduttiva.  In pratica un dispositivo che la donna possa attivare e disattivare a piacere e che non necessita di essere rimosso.
Idee che ai cattolici più conservatori sembreranno terrificanti. Ma, presentando il “pazzo” progetto Melinda Gates  ha detto che se la gerarchia ecclesiastica e le frange tradizionaliste non sostengono il suo operato, i cattolici comuni lo fanno. La signora Gates parlando del suo progetto al TEDxChange di Berlino, ha ricordato il liceo cattolico di Dallas che ha frequentato, e le Orsoline sue insegnanti “persone che hanno fatto del servizio  e della giustizia sociale una loro priorità”. Grazie al lavoro della Fondazione “sono convinta di mettere in pratica la lezione che mi hanno impartito con il loro esempio”.
Bill Gates ha cambiato il nostro modo di lavorare. Melinda Gates cambierà il nostro modo di procreare. (stralci del servizio di Michelle Goldberg per Vanity Fair)

26/7/12 – Ore perse

giovedì, 26 luglio 2012

Qualis populea maerens philomela sub umbra amissos queritur fetus, quos durus arator obseruans nido implumis detraxit; at illa flet noctem, ramoque sedens miserabile carmen integrat, et maestis late loca questibus implet (Virgilio) (Così afflitto l’usignolo lamenta nell’ombra di un pioppo la perdita dei figli che un bifolco crudele con l’insidia ha tolti implumi dal nido; piangendo nella notte, ripete da un ramo il suo canto desolato e riempie ogni luogo intorno con la malinconia del suo lamento)

E’ appena il caso di ricordare che in questi convulsi e per certi versi drammatici giorni di crisi economica non caduta dall’alto ma prodotta da politiche spregiudicate, gli unici italiani a non essere sfiorati dai tagli già fatti e da quelli che verranno, sono quei cittadini che evadono totalmente le tasse – non furbetti come i media di regime li chiama affettuosamente ma criminali – e le gerarchie ecclesiastiche. Tra i primi atti del presidente francese Hollande l’eliminazione di cospicue sovvenzioni alla Chiesa che andavano a finanziare esclusivi licei (oltre alla diminuzione degli stipendi dei parlamentari del 30%, il taglio del 40% degli stipendi degli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800.000 €, l’abolizione di tutte le auto blu in dotazione ai dirigenti statali), mentre è uno sbiaditissimo ricordo quel momento di normalità fatto intravedere dal nostro premier quando, all’indomani del suo insediamento, sembrò chiedere alla Chiesa cattolica il pagamento dell’Imu. Come è noto l’introduzione dell’Imu che ha sostituito l’Ici ha richiesto ai proprietari di casa nuovi conteggi, ma alla Chiesa è stato concesso un anno di tempo per fare il semplice conto. Nel frattempo si andrà ad elezioni e i partitocrati che annulleranno la tassa sugli immobili di santaromanachiesa si prenderanno i voti a spese dei cittadini. Se questi politici li chiamiamo corrotti (ecc.) come dobbiamo chiamare chi gode e è complice della loro corruzione?
I paesi europei che ad oggi sono maggiormente sommersi da debiti sono quelli dove la Chiesa (cattolica e/o ortodossa pari sono) esercita la sua forza. Questi paesi sono maggiormente indebitati per le generose e ingiustificate elargizioni, ma anche e soprattutto perché dove le democrazie sono debolissime al punto di avere bisogno di farsi dettare le regole dalle religioni, vengono alterate le regole del vivere civile. Artatamente sono mescolati i valori etici (non rubare e quindi pagare le tasse) con i peccati fobici delle religioni, si disprezzano le concezioni filosofiche degli altri, non viene concesso il diritto di decidere alle persone, talmente vilipese che ci chiamano popolo invece che cittadini.
Questa rubrica riposa per un po’ di giorni (come il servizio pubblico però non così a lungo) ma il sito è continuamente aggiornato.
Nel frattempo l’augurio è quello di sempre “non abbrutite nel luogo comune”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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Ormai anche i più maleducati si vergognano di definire atti contro natura il sesso tra persone omosessuali.
Ci si limita a definire contro natura il riconoscimento delle unioni/matrimonio, così come avviene nel resto dell’Occidente, Europa compresa.

26/7/10 - L’espressione contro natura è una terminologia utilizzata dalla Chiesa cattolica riguardo la morale sessuale. Ma la teologia cristiana ignora la natura perché guarda attraverso gli occhiali del creazionismo, che considera le persone e l’universo un dono di Dio. Sembra un paradosso quindi il richiamo alla natura da parte di chi alla natura non crede. Ma, è anche incredibile che la Chiesa cattolica che sentenzia, giudica, condanna con grande sicumera, basa le sue sicurezze su fonti labili. Nel catechismo di Pio X (papa dal 1903 al 1914) la sodomia era tra i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, gli altri tre sono omicidio volontario, oppressione dei poveri, frode. Gridano vendetta, cioè provocano la punizione divina come nel Genesi viene distrutta la città di Sodoma. Però, l’assunto che il cristianesimo e in particolare il cattolicesimo si rifacciano alla Bibbia è una affermazione quanto meno gonfiata. In quel libro si racconta la storia del popolo di Israele e non ha un carattere propriamente religioso, ma è piuttosto un romanzo epico. Nell’episodio biblico a cui la Chiesa romana si richiama per condannare l’omosessualità, non c’è questa assertività, tanto che Dio si lamenta perché il popolo ebraico non ubbidisce e discute su ogni cosa. I cristiani dicono di essere figli di Abramo, ma Abramo contratta con Dio: se a Sodoma esistono cinquanta giusti… o anche un solo giusto tu distruggeresti con una pioggia di fuoco la città di Sodoma? E dice a Dio : il giudice di tutta la terra non giudica secondo giustizia (Genesi 18:25-32). L’omosessualità era molto diffusa tra i popoli mediorientali nel periodo storico dei fatti raccontati nella Bibbia, ma non era comune, secondo il libro, tra gli Ebrei. Raccontiamo l’episodio: Lot viveva a Sodoma quando due angeli arrivarono in città e Lot li invitò ad entrare a casa sua per mangiare e riposarsi. Rapidamente si sparse la voce che a casa di Lot c’erano due uomini bellissimi e presto una folla di uomini anziani e giovani si recò in quella casa chiedendo: dove sono gli uomini che sono venuti da te? Falli uscire. Lot comprese che gli abitanti di Sodoma volevano violentare i suoi ospiti, e decise, pur con dolore, di offrire le sue due giovani figlie vergini pur di salvaguardare i sui ospiti. La folla allora si scagliò contro Lot per sfondare l’uscio, ma i due angeli afferrarono Lot e colpirono la gente di fuori con un bagliore accecante, così essi si affannarono inutilmente a cercare un’entrata (Genesi 19:1-11)Secondo molti commentatori in questo passo il peccato va ricercato nella concupiscenza di “cosa altrui”. Nel Levitico (che elenca le regole che gli ebrei devono osservare), l’omosessualità è comunque da evitare. Non dovrete avere relazioni sessuali con un uomo come si hanno con la donna: è una pratica mostruosa (Levitico 18:22). Perché tanta severità per pratiche così poco diffuse tra gli Ebrei? Probabilmente perché l’omosessualità è intesa come mezzo di culto a divinità pagane, come leggiamo in Deuteronomio 23:17, dove si fa riferimento al prostituto sacro. Però troviamo anche passi delicati e che ci indicano rapporti omosessuali improntati a grande tenerezza. Il primo episodio è riferito a David, futuro re di Israele, e a Gionathan, figlio di re Saul. Il loro è un rapporto intenso e per l’amore che gli portava, Gionathan fece giurare David, perché: l’amò più di un fratello (I Samuele 18:4), David, l’amò come l’anima sua (I Samuele 18:1) E David dopo la morte dell’amico dirà: Per me il tuo amore era dolce più che l’amore di donna (II Samuele 1:26). E lo stesso Saul dirà al figlio : Figlio di una donna perduta! Non so forse che sei legato al figlio di Isaia, a vergogna tua e a vergogna della nudità di tua madre? (I Samuele 20:30). La Chiesa cattolica ha un giudizio sprezzante sulle donne, quindi non prende neanche in esame di giudicarle per la loro omosessualità, ma nella Bibbia troviamo anche passi che riguardano l’amore fra donne. Il racconto riguarda Ruth che, rimasta vedova , potrebbe ricongiungersi alla sua famiglia ma chiede alla suocera di rimanere con lei: non chiedermi di abbandonarti, lasciami venire con te, dove tu abiterai abiterò con te. Solo la morte potrà separarmi da te (Ruth 1:16-20) . Ruth decide di rimanere con Noemi e leggiamo che si unisce a lei (davka bah) proprio come leggiamo nel Genesi quando un uomo lascia padre e madre per unirsi alla donna (davka) . Sotto al cielo e nei libri esistono molte più realtà di quante sembra comprenderne la Chiesa cattolica e sant’Agostino (se si offende l’ordine naturale si offende Dio stesso in qualità di ordinatore della natura). E’ complesso coniugare il cristianesimo e la modernità soprattutto quando non si ha nessuna propensione e interesse per la concezione postcreazionista – e quindi naturale – del mondo e delle persone.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

18/7/12 – La sfortuna di ammalarsi

mercoledì, 18 luglio 2012

L’alba ci colse come un tradimento; come se il nuovo sole si associasse agli uomini nella deliberazione di distruggerci. I diversi sentimenti che si agitavano in noi, di colpevole accettazione, di ribellione senza sbocchi, di religioso abbandono, di paura, di disperazione, confluivano ormai, dopo la notte insonne, in una collettiva incontrollata follia. Il tempo di meditare, il tempo di stabilire erano conchiusi, e ogni moto di ragione si sciolse nel tumulto senza vincoli, su cui, dolorosi come colpi di spada, emergevano in un lampo, così vicini ancora nel tempo e nello spazio, i ricordi buoni delle nostre case.Molte cose furono allora fra noi dette e fatte; ma di queste è bene che non resti memoria (P.Levi, Se questo è un uomo)

Ammalarsi è l’ingiustizia più ingiusta che possa capitarci. Nonostante sia un evento probabile si cerca di non parlarne mai, o, spesso, si pensa che comunque capita ad altri. Ma non è vero, perché capita. A noi o ai nostri amici e parenti: e ci lascia senza fiato.
Se termini come ultime volontà, testamento biologico, eutanasia, fanno parte dei nostri discorsi e dei nostri pensieri, sulla malattia si abbassa la voce, si nasconde, viene spesso vissuta come una colpa. Invece conoscerla è il modo migliore per superare la paura, pur non facendosi inutili speranze. Si legge come un romanzo L’imperatore del male di Siddhartha Mukherjee*, che scrive una biografia del cancro. L’autore è un oncologo della Columbia University e, come spesso i libri scritti dagli scienziati, ha pagine ironiche spiritose divertenti. Commovente la dedica a Robert Sandler nato nel 1945 e morto nel 1948. Il bambino è stato uno dei primi malati di leucemia a sperimentare l’aminopterina, un farmaco che ha aperto la strada a un nuovo chemioterapico. Ma è anche e soprattutto una storia di donne che, secondo Mukherjee hanno contribuito più e meglio di tanti medici alla cura di questa malattia. La prima donna malata di cui si ha conoscenza è Atossa, regina di Persia e moglie di Dario il Grande. Erodoto racconta che quando scoprì di avere un onkos , una massa dura e compatta nel seno, lei decise di abbandonare la corte e di restare sola. Dopo 2500 anni, nei Cinquanta, il New York Times rifiutò di pubblicare l’annuncio a pagamento di un gruppo di supporto per malate di cancro al seno. La parola cancro poteva mettere paura ai lettori, seno non sembrava una parola educata. Ma viene esaltata anche la figura di Mary Lasker attivista femminista che convinse il presidente americano Richard Nixon a quadruplicare i fondi per la ricerca sui tumori femminili, o la figura splendente di Rachel Carson, una biologa che rifiutò la mastectomia radicale aprendo la strada ad una chirurgia conservativa. Ma è anche un omaggio a Umberto Veronesi, che noi italiani rimbambiti dai miracoli e digiuni di cultura scientifica neanche consideriamo, definito un pioniere e un genio per la combinazione di chirurgia e chemioterapia. E’ anche molto interessante la definizione di reality check , cioè uno strumento per distinguere le bufale, le notizie pseudoscientifiche, le convinzioni errate. L’autore, anche se scrive che una dieta sana è sicuramente più salutare, l’unica cosa che si sente di vietare è il fumo.
Per definire cosa è il cancro l’autore lo paragona ai campi di concentramento così come li descrive Primo Levi di cui cita interi brani del libro Se questo è un uomo. Come Levi, l’oncologo sostiene che la cosa peggiore che possa accaderci non è la morte che, alla fine, è la conclusione comune a tutte le persone. Ma il cancro come il lager priva di visione del futuro. Infatti da quando viene diagnosticato il malato si identifica con la malattia. Forse sono proprio i medici che dovrebbero aiutare i malati ad uscire dal tunnel dandogli la speranza, oltre che la possibilità scientifica, di una eventuale guarigione o comunque di una vita dignitosa e senza dolore.
In questi drammatici mesi di tagli già fatti e di quelli che verranno, non ci resta che augurarci che un governo di intelligenti bocconiani non aumentino ancora (come nel Lazio) i ticket sulla diagnostica, anche quella che ci aiuta a scoprire se ci stiamo ammalando. La già ingiusta malattia diventerebbe se possibile ancora più ingiusta, perché colpirebbe quelli che faticano pure per pagare il ticket. Perché non è vero come qualcuno scrive che siamo tutti sul Titanic. Perché su quella nave i passeggeri della I classe si salvarono al 60%, quelli della II al 40% e quelli della III al 25%. E non si può né si deve solo e sempre piegare la testa.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*Siddhartha Mukherjee, L’imperatore del male, Neri Pozza, €19

17/7/12 – Scomode verità

martedì, 17 luglio 2012

Non è curioso che curiamo con tanta attenzione il corpo, misuriamo calorie e colesterolo, grassi e carboidratii, proteine e vitamine, e non abbiamo lo stesso riguardo per il pianeta al quale gli scienziati hanno prescritto una dieta disintossicante più di trent’anni fa? La Terra ci procura nutrimento, è il nostro habitat, siamo parte integrante di un unico sistema, eppure la inquiniamo e ci serviamo dei suoi beni come se il suo equilibrio non ci riguardasse. Ogni danno che procuriamo al nostro pianeta è un danno che noi arrechiamo a noi stessi. La vita è qui. Solo qui. (Cristina Gabetti, a passo leggero)
Ne abbiamo avute di occasioni. Perdendole (F. Battiato, la stagione dell’amore)

In questi convulsi e per certi versi drammatici giorni (non si contano più le volte che l’ho scritto) la partitocrazia italiana non sembra essersi accorta di sedere su un lama affilata. Ad esempio, col solito volenteroso aiuto dei media di regime, nessuna attenzione è stata data all’incontro che si è svolto a Milano (hotel Michelangelo) nella prima settimana di luglio dell’Alleanza Europea dei Movimenti Nazionalisti (Aemn), coordinamento nato nel 2009 su iniziativa del partito ungherese Jobbik e dai neonazisti inglesi. A Milano c’erano rappresentanze neonaziste di tutti i paesi europei, ma anche simpatizzanti russi e Usa. Al momento l’Aenm non ha i numeri per formare un gruppo a Strasburgo, però il Parlamento europeo ha riconosciuto il coordinamento che gode già di 8 deputati e riceve anche un finanziamento economico. L’obiettivo comune è la costituzione di un partito unico contro l’Europa federale, in difesa della famiglia tradizionale e dei valori più retrivi del cristianesimo. Capofila italiano del coordinamento è Fiamma Tricolore capeggiata da Luca Romagnoli (distintosi per non avere personali elementi sufficienti per certificare la Shoah). Il Viminale non considera i gruppi italiani una minaccia, nonostante si sia appena conclusa una ricognizione su Militia che preparava attentati ai presidenti delle Camere e al presidente della Comunità ebraica romana. In realtà la Comunità ebraica ha, da sola, protestato per la due giorni milanese e per questo è stata anche tacciata di isterismo. Il dato comune di questi partiti europei è la xenofobia, il terrorismo sull’islam (che niente ha a che vedere con il giusto freno all’islamizzazione e/o alla ghettizzazione dei musulmani) combattuto a colpi di croce e di fondamentalismo cristiano, un fanatismo che non fa certo meno paura di quello islamico. Ma nemica è anche la globalizzazione e la finanza internazionale, un mantra che ripetuto da destra a sinistra significa veramente poco. Intanto Roberto Fiore, capo di Forza Nuova, proprio in questi giorni è in Ungheria per un incontro sulla sovranità monetaria. Secondo diversi osservatori l’Internazionale neonazista è in crescita e in Italia gode di molti appoggi.
Questa marea nera che ci lambisce è una delle cose che i leader di partito ignorano intenti come sono a disegnare alleanze e accoppiamenti ma non scenari. Ben attenti a prendere le distanze dalla situazione estrema in cui oggi siamo, tanto che sembrano essere stati su un altro pianeta fino a ieri. Come se la lottizzazione partitica predatoria, il debito, la spesa pubblica sprecona, l’amministrazione inefficiente e corrotta, le corporazioni dei professionisti, le banche al servizio dei solo garantiti, la giustizia ingiusta, le carceri e le scuole cadenti, gli sfacciati privilegi concessi alla Chiesa cattolica, non fossero il frutto velenoso di anni e anni di partitocrazia.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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La estrema Destra in Europa

Austria – Il Partito austriaco della Libertà ha avuto il 15% dei voti nel 2010 e i sondaggi lo danno al 26% nel 2013. E’ la formazione a cui diede vita Haider
Belgio – Vlaams Belang (Identità fiamminga), ha ottenuto 12 seggi e il 7,76% dei voti alle elezioni federali del 2010
Danimarca – Il Partito del popolo danese, fa del controllo delle frontiere la sua mission. Ha avuto il 12,3% dei voti alle legislative del 2011
Finlandia – Il Partito dei Veri finlandesi controlla 39 seggi sui 200 del parlamento e sostiene il premier conservatore Timo Soini. Nega l’assistenza sociale agli stranieri
Francia – Il Front National di Marine Le Pen ha avuto alle elezioni di maggio il 17,9% dei voti, ed è presente alle legislative in 353 circoscrizioni
Germania – La cellula neonazista Nsu ha compiuto 10 omicidi nel mondo dell’immigrazione fruendo di appoggi nell’ambiente dei Servizi
Grecia – Il movimento neonazista Alba Dorata ha raccolto alle elezioni di maggio il 6,6% dei voti, cioè 21 deputati in parlamento. Chiede stop immediato alle immigrazioni
Gran Bretagna – Il British National Front di Nick Griffin non è rappresentato in Parlamento, ma ha consiglieri comunali in diverse città inglesi
Italia – Fiamma Tricolore (Luca Romagnoli), Forza Nuova (Roberto Fiore) e La Destra (Francesco Storace), affiancati da Casa Pound, da parte della Lega Nord, da parte consistente del Pdl
Norvegia – Il Partito del Progresso populista, che nel 2009 aveva ottenuto il 22,9% dei voti, nei sondaggi è in calo dopo la strage di Anders Breivik
Olanda – Il Partito per la libertà, anti europeo e anti islamico, ha ottenuto nel 2010 il 15,5% alle legislative. Ha ritirato il sostegno al governo di centro-destra considerato troppo sottomesso a Bruxelles
Russia – Diversi movimenti neonazisti
Spagna – Democrazia nazionale, non presente in Parlamento, ma attiva contro gli immigrati musulmani
Svezia – Il Partito dei democratici svedesi, emanazione del partito neonazista svedese, è contro l’immigrazione e xenofobo. Ha avuto il 5,7% nel 2010
Svizzera – L’Udc (Unione di centro) ha avuto il 25% dei voti nel 2011, attiva contro la costruzione di minareti
Ungheria – Jobbik, movimento neonazista, ha ottenuto il 16% dei voti alle elezioni del 2009. Vicino al premier ultranazionalista Viktor Orban

15/7/12 – Di genere inferiore

domenica, 15 luglio 2012

Io facevo il sarto. La mia bravura è indiscussa. E quella donna, ha insistito per vestirsi da me, ma poi faceva il comodo suo. A un abito verde buttò sopra la sciarpa arancione del completo grigio dello scorso anno. E guanti color rosa. Di nascosto legai la sciarpa alla ruota della macchina. Lo strappo della messa in moto fece il resto (Max Aub, Delitti esemplari, ed Sellerio)
Non distinguo più l’inverno dall’estate dallo stato dell’erba o dell’erica delle lande, ma dal vapore o dal gelo che si formano sui vetri. Io che un tempo camminavo nei boschi di faggi ammirando il colore azzurro che prendono le penne della gazza quando cadono, io che incontravo sul mio cammino il vagabondo e il pastore… vado di stanza in stanza, col piumino in mano (Virginia Woolf, Le Onde)

Saving Face è un cortometraggio di Daniel Junge e Sharmeen Obaid-Chinoy che ha ricevuto l’Oscar nel 2012 nella sezione documentari. E’ stato presentato al Festival di Spoleto all’interno della rassegna cinematografica “senza frontiere” dedicata al tema della dignità. Il documentario racconta una pratica consolidata in Pakistan e che riguarda centinaia di donne ogni anno che vengono sfigurate con l’acido dai loro mariti o da maschi che si sentono rifiutati. Fatti talmente usuali che raramente vengono denunciati, anche per il terrore di ritorsioni addirittura peggiori. I racconti delle donne indignano e richiamano a un medioevo che non è lontanissimo anche alle nostre latitudini. Il medico pakistano Jawad, un illustre chirurgo plastico con elegante studio medico a Londra, ogni anno si reca nel suo disgraziato paese per aiutare queste donne sfregiate a trovare, se non il sorriso, almeno un traccia di quello che era il loro volto. Non solo il chirurgo, anche attiviste, avvocate, parlamentari, giornaliste, che si impegnano per ottenere giustizia. Il doloroso documentario si conclude su una vittoria in Parlamento dove viene votata all’unanimità una legge che prevede l’ergastolo per questi orribili crimini. Una luce tenue, ma una luce.

Tiziana Ficacci www.nogod.it

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15/7/10 La storia di Sakineh Mohammadi Ashtiani somiglia a quella di tante altre donne condannate dai tribunali dei paesi islamici più radicali. E’ stata accusata di avere fatto sesso con due uomini al di fuori del matrimonio, una confessione estorta con novantanove frustate, poi la condanna. Grazie ai due figli della donna che hanno pubblicizzato il caso, si sono mobilitate organizzazioni per i diritti umani e molta gente comune. Il tribunale iraniano ha deciso di rinviare l’esecuzione della lapidazione, ma non si sa per quanto. All’interno delle istituzioni iraniane lo scandalo internazionale destato dal caso, ha avviato un confronto sulla legittimità della lapidazione. Nel Corano questa pena non è mai citata per punire l’adulterio, anche se i tribunali islamici richiamano il testo per giustificare il metodo. L’adulterio (zina) è una delle sei offese che Allah prescrive di punire con le frustate (le altre sono falsa accusa di adulterio, furto, rapina, apostasia e ubriachezza). Oggi il codice penale iraniano – che è in corso di revisione come ha comunicato l’Ambasciata iraniana in Italia – descrive in maniera articolata la lapidazione: “le pietre usate non devono essere troppo grandi da uccidere subito il condannato né troppo piccole da non poter essere considerate pietre”. Alla vittima viene fatto indossare un sudario, viene calata in una buca ricoperta di terra, fino alla vita l’uomo, fino al petto la donna. Se l’adulterio è stato dimostrato in tribunale con una confessione dell’adultera/o è il giudice che scaglierà la prima pietra, se invece è dimostrato da testimoni saranno loro i primi a lanciare. La traduzione di zina è adulterio, ma di fatto comprende ogni atto sessuale ritenuto illegale: sesso non coniugale, sodomia, stupro, incesto. Il giudizio più complesso è l’intreccio tra stupro e adulterio. E’ frequente che la vittima di stupro è accusata anche di adulterio se non riesce a dimostrare di essere stata costretta al rapporto sessuale. … il caso di una sedicenne di Montalto di Castro, comune laziale, dove il sindaco Pd pagò, con apposita delibera comunale, le spese legali a un branco di maschi poco più che adolescenti definendo in consiglio la stuprata una mignotta. In quel partito non c’è stata nessun tipo di condanna per il sindaco e i consiglieri, neanche da parte delle donne.
Tiziana Ficacci

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Presso la Gran Loggia di Palazzo Vitelleschi (piazza Argentina a Roma) è stata inaugurata una vetrina dedicata a Ernesto Nathan, sindaco di Roma dal 1907 al 1913. Esposte la sua tessera massonica, la sciarpa cerimoniale marezzata verde listata in rosso, alcune medaglie, appunti e pubblicazioni. In particolare quelle del giornale Il Bastone ricco di vignette che, denigrando il lavoro del sindaco Nathan, in realtà ne mettono in luce le caratteristiche innovative. Ad esempio una in cui il sindaco insegue una automobile e la cui didascalia dice “Il Gran Maestro alla caccia di contravvenzioni agli auto public”. Come è noto il sindaco progressista profuse il suo impegno a mettere ordine nella vita cittadina dove per la prima volta aveva introdotto società pubbliche per gestire i trasporti, distribuire acqua e luce, dove aveva creato un moderno mattatoio a Testaccio, la sede dei Mercati generali all’Ostiense, oltre alla costruzione di scuole elementari e la riduzione degli sprechi del consiglio comunale. Un sindaco che si occupava del benessere e dell’emancipazione dei cittadini veniva osteggiato in maniera becera col fattivo contributo della sempre pessima Chiesa cattolica. Si esce da questa visita col cuore stretto pensando agli incompetenti amministratori di oggi. Talmente incompetenti che potrebbero persino essere reintronati.

8/7/12 – Fa caldo

domenica, 8 luglio 2012

 

Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla (Ennio Flaiano)

L’estate è un periodo sospeso nel tempo, una estasi, fuori dalla normalità, ex stasi. Ma estate deriva dal latino aestus che vuol dire banalmente calore. Il sole cocente impigrisce e un po’ annoia. Si fanno cose che con un clima diverso non si farebbero mai, dal passarsi il cocomero sul collo ad andare al balletto a Caracalla contando su un alito di vento. Ma la canicola suggerisce pure un mondo più sottile e intelligente fatto di scelte. A Roma dove niente funziona, si raccolgono le firme per dei referendum cittadini (www.romasimuove.it) che potrebbero rappresentare una base di programma per la prossima amministrazione. Firmare non rinfresca, ma penso che sia meglio farlo che no.
Nel frattempo : “sappiano i politici che se non sciolgono presto e bene il nodo della legge elettorale, se non continuano nella cura dimagrante dei soldi pubblici ai partiti, e se non mettono fine all’abuso di potere nella sanità, perderanno un altro treno per riguadagnare dignità alla politica”.

Saluti, Tiziana

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Da un articolo di Aldo Grasso dalla rivista Sette

Don’t feel the troll …non appena Beppe Grillo ci ha regalato una importante lezione di politica estera (“mio suocero mi ha detto”) sulla Siria e sui diritti delle donne in Iran, sul terrorismo internazionale, sulle eterne colpe di Israele, Giuseppe Cruciani e David Parenzo della trasmissione radiofonica La zanzara, hanno immediatamente fiutato la loro preda: Gianni Vattimo. … “Grillo? Ha perfettamente ragione”, ha tuonato Vattimo, “Io vorrei che Ahmadinejad si facesse finalmente la sua atomica, che sarebbe un elemento di stabilità per il Medio Oriente. Non è un dittatore, è eletto come gli altri. E’ una persona perbene che fa una politica diversa da quella degli Usa. Io lo appoggio totalmente” E poi, per non farsi mancare nulla “Se intervenissimo in Siria faremmo l’ennesima porcata. Questi ribelli che spuntano così chi cavolo li arma? La Cia, ne avete mai sentito parlare?” . Gianni Vattimo non si smentisce : per avere un po’ di visibilità il folletto cattivo che abita i boschi del pensiero debolissimo, gli si addice alla perfezione.

http://www.youtube.com/watch?v=eJSFQ-pPAEk&feature=player_embedded 

http://www.youtube.com/watch?v=_cggZu0QQUU&feature=player_embedded


4/7/12 – Persecutori (2)

mercoledì, 4 luglio 2012

Dopo le scosse del 29 maggio al Comune di Cento (Ferrara) arriva una telefonata dal ministero degli Interni. “Volevamo capire quali danni hanno subito le nostre proprietà” spiega una funzionaria al sindaco. “E quali sarebbero queste proprietà?” si sorprende lui. “La chiesa, la canonica e il campanile di san Pietro” rivela la voce dall’altro capo del filo. “A si?… Beh, la chiesa è inagibile mentre il campanile è un po’ inclinato ma i tecnici dicono che regge bene e non è a rischio”. Vai a sapere che quella “proprietà” fu confiscata da Napoleone e poi restituita dalla Francia allo Stato italiano… chi l’avrebbe mai detto che non è della Curia. (Corriere della Sera, 3 luglio)

La trasferta papale nell’Emilia terremotata è stato meno strepitosa di altri spostamenti del teocrate.
Gente concreta, gli emiliani pensano alla ricostruzione e – forti della dolorosa esperienza degli aquilani illusi dal potere temporale e spirituale – non hanno concesso tempo alle chiacchiere.
In queste terre la protesta contro la Chiesa ha una storia solida. All’indomani della caduta dei regimi napoleonici e la restaurazione dello Stato pontificio, l’Emilia e la Romagna ripiombarono sotto le grinfie della Chiesa. Le Legazioni di Bologna, Ferrara e Romagna si distinsero per numerose rivolte, moti, ribellioni. La toponomastica di queste zone ne conserva gelosa traccia attraverso piazze e targhe. Come a Modena (moti del 1831), a Rimini (insurrezione del 1845).
Diversi governi stranieri prendevano timide difese di queste insurrezioni che imputavano ai metodi retrivi e repressivi, crudeli con i numerosi ebrei che lì vivevano, con cui lo Stato pontificio amministrava le sue province.
Recatosi in quelle terre, Massimo D’Azeglio, limpido esponente del liberalismo italiano, scrisse un libricino dal titolo Degli ultimi casi di Romagna. Dove condannava le violenze, ma dove si domandava se era possibile fare alcune domande allo Stato pontificio. In particolare al papa Gregorio XVI : “Credete o no nella giustizia? Credete o no in quello che predicate?” . Il libo uscì nel 1846, e Francesco De Sanctis lo definì “un atto d’accusa indirizzato all’Europa civile contro un governo debole e nella sua debolezza feroce”.
Conoscere la storia è importante.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Scrivevamo
15/6/09 – Una notte del giugno 1858 la polizia di Bologna (allora Stato pontificio) bussò alla porta di Marianna e Momolo Mortara. I gendarmi chiesero di vedere i bambini e quando arrivarono al letto di Edgardo, di sei anni, il comandante comunicò ai tremanti genitori che il bimbo era stato battezzato da una loro serva e quindi doveva essere prelevato. I coniugi Mortara erano ebrei e una loro domestica pensando che il piccolo Edgardo fosse in fin di vita pensò bene di battezzarlo prendendo l’acqua da un secchio e biascicando una formula in latinorum. Padre Feletti, che aveva orecchiato la cosa, inviò un rapporto al Sant’Uffizio e, da Roma, arrivò l’ordine di sottrarre il bimbo battezzato ai genitori ebrei. Edgardo strappato alla famiglia venne inviato alla Casa dei catecumeni a Roma (via dei Catecumeni, chiesa di santa Maria ai Monti), il luogo in cui “confortati” da prelati cattolici, gli ebrei venivano fatti convertire. La vicenda di Edgardo rimbalzò dallo Stato pontificio al resto dell’Europa suscitando sdegno, soprattutto in Francia e Inghilterra dove vennero avviate campagne stampa per la liberazione del bambino. Pio IX rispose alle critiche dicendo che, in buona sostanza, quegli ebrei se l’erano cercata in quanto era a loro interdetto avere servi cristiani. Il caso Mortara segnò profondamente i rapporti tra la Santa Sede e l’opinione pubblica europea. Napoleone III fece pubblicare un comunicato che dichiarava di “non voler apparire complice di quanto avveniva a Roma”.

Poteva durare ancora, al centro del continente, uno Stato governato con sistemi medievali?
Oggi sono le famiglie italiane che devono stare attente. Con troppa superficialità si battezzano i lbambini, spesso per non deludere i parenti, o perché non sanno come festeggiare la nascita (già da sola una festa!) senza un rito calato dall’alto. Con la stessa abulia, quando il bimbetto è più grande, si decide di avvalersi della facoltativa ora di religione cattolica,, facendosi intortare con la questione che si studia un po’ la storia delle religioni. In questo modo coprendo un abuso, visto che il programma riguarda la sola religione cattolica. Molti genitori per coprire la loro pigrizia, dicono di temere l’isolamento dei loro pargoletti, in questo modo togliendogli la capacità di critica. E questo già dall’asilo, poi ci si stupisce se gli adolescenti hanno la sola aspirazione di andare al grande fratello e qualche volta ammazzano pure i genitori. Di passività in passività si arriva a sposarsi magari in chiesa e quando si arriva al momento del funerale si trova un prete che non vuole la cremazione o cose così. Poi tocca ai poveri e pochi laici, difendere (a parole beninteso, visto che si è in numero sempre più esiguo) questa gente che viene maltrattata. Sarebbe il caso di pensarci bene prima di battezzare i bambini perché, è bene tenerlo a mente, si nasce italiani, e col battesimo si diventa sudditi della teocrazia vaticana.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

3/7/12 – Persecutori

martedì, 3 luglio 2012

Al mondo ci sono molte religioni, ma solo due, quella cristiana e quella islamica, sostengono di essere le fortunate depositarie del messaggio definitivo di Dio all’umanità, e che sia compito loro diffonderlo al resto del mondo, eliminando qualsiasi ostacolo possa intralciare il cammino (Bernard Lewis)
Remember: wash your hands after removing gloves

E’ orribile che in Europa e in genere nell’Occidente ci si mobiliti contro il terrorismo soltanto quando l’illegalità si compie nei nostri paesi e si rimanga indifferenti quando accade nel sud del mondo. I ripetuti attacchi alle chiese cristiane nei paesi africani sono accolti con abulia al pari della strage di Mumbai (2008). Sorprende – ma non troppo – l’indolenza della Santa Sede nella condanna. La voce del papa è stentorea (alta forte potente sonora tonante roboante) quando deve condannare i corrotti stili di vita nei quali “si rotola” anche chi non appartiene al suo gregge, ma diventa un filo roco quando deve difendere persone che, in apparenza anche se non c’è certezza su questo, vengono colpiti da sette minoritarie e ultrafanatiche rifacentesi all’islam solo per il loro essere cristiani. E’ possibile che il sottotono sia determinato dal timore che gli venga ricordato di come siano stati appena ieri persecutori. Quando il cristianesimo si insediò utilizzò il braccio secolare contro i dissidenti e i pagani con molto più rigore di quello che gli era stato riservato quando era minoritario. E una volta al potere ha imposto la sua visuale a tutti. Lo storico Franco Cardini in un suo saggio uscito in questi mesi (Cristiani perseguitati e persecutori, ed. Salerno) a questo proposito scrive: “si sarebbe dovuto meditare su queste contraddizioni invece di minimizzare, negare, occultare. Oppure ammettere giustificando”. Sarebbe sicuramente interessante poter discutere del passato con serenità e sincerità, purtroppo conosciamo come il cristianesimo – e il cattolicesimo in particolare – pensi di avere la verità in tasca e, al più, si dispiace per quelli che non partecipano alla Verità aspirando a convertirli. Del resto sono convinti che le luci del cattolicesimo siano abbaglianti. E si sa cosa succede a chi guarda fisso una lampada.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Scrivevamo

5/1/11 - …L’eccidio della chiesa copta di Alessandria sembra presagire il collasso del regime di Hosni Mubarak. Un incognita per gli equilibri di cristallo del medio oriente, con la possibilità di un incremento di scontri fino alle elezioni presidenziali fissate a novembre. La parte liberale della società egiziana è a fianco dei copti e i Fratelli musulmani hanno condannato, con tanto di comunicato stampa, l’attentato. …. molti egiziani sono stufi delle mancate riforme democratiche promesse da Mubarak e potrebbero imboccare la via dei partiti religiosi. I Fratelli sembrano in grado di intercettare quella società che un tempo vantava un laicismo inesistente nel resto del medio oriente, tessuto con fatica da Nasser e Sadat e che sembra essersi sfilacciato tra le mani di Mubarak. I Fratelli aspirano a governare l’Egitto e per questo hanno bisogno di mettere una linea di confine tra loro e il terrorismo, hanno bisogno di rifarsi una immagine, Nel paese sono molto popolari grazie all’impegno sociale, ai servizi paralleli a quelli offerti dallo Stato ma molto più efficienti.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

1/07/12 – Sport uber alles

domenica, 1 luglio 2012

1/07/12 – Sport uber alles
Il passato
è il prologo (da La Tempesta, W.S.)
Tutte le volte che si riflette sul bello si è arrestati da un muro. Tutto ciò che è stato scritto al riguardo è miserabilmente ed evidentemente insufficiente (Simone Weil)

Comunque andranno le cose c’è un motivo per cui gli italiani – e i romani in particolare – devono ringraziare il premier Mario Monti. E cioè la sua ragionata decisione di non ammettere il nostro Paese a concorrere per le Olimpiadi. Per mille motivi, la possibilità di creare un disagio ancora maggiore all’economia soprattutto, e anche perché non è compatibile con la modernità pensare che lo sport abbia un ruolo prioritario nella società. E’ sicuramente gradito che l’Italia vada bene nel calcio ecc, ma è francamente eccessivo che il presidente della Repubblica (con appendice del tacchino papale) dedichi tanto tempo ad abbracciare i viziati ginnasti piuttosto che dedicarsi ai lavoratori che guardano con fastidio questi ricchi giovanotti baciati dalla dea bendata. Rincorrere e vezzeggiare gli atleti, persone per le quali un decimo di secondo fa la differenza, non è certo un bell’esempio per i nostri figli. La perfida coalizione di politici e media di regime, favorisce l’idea che l’italiano senza sport non può vivere, mentre il calcio e derivati è un bisogno indotto al pari dell’acqua minerale nella plastica, e se solo avessimo soddisfatto il pieno diritto all’informazione invece che strapagati media di regime, leggeremmo editoriali che se ne fregano del calcio e dei cucchiai alla Pirlo.
Thanks a Monti per aver spento i furori sportivi del sindaco Alemanno (nome omen, però non coi tedeschi contemporanei ma con quelli di prima), ma un minimo di curiosità di come questo sindaco avrebbe gestito (senz’altro sarebbe stato parte del comitato) confrontando con quello che sta succedendo a Londra, per il perverso piacere del brivido alla schiena viene. Fra qualche giorno (il 27 luglio) verrà inaugurata The Eye-full Tower (the Orbit), torre scultura di Anish Kapoor e Cecil Balmond. Il sindaco di Londra Boris Johnson, inaugurandola certamente non dichiarerà di volerne buttare giù un pezzetto o spostarla in periferia come Alemanno insiste con la teca dell’ Ara Pacis rendendosi ridicolo agli occhi del mondo, ma soprattutto facendo di Roma terra bruciata per qualsiasi opera d’arte contemporanea.
The Orbit è una audace costruzione firmata da Kapoor, uno tra i maggiori scultori contemporanei, e Balmond prestigioso strutturista, una torre alta 115 metri in tubi di acciaio rosso in cui si accede da una porticina che darà una idea claustrofobica della salita verso l’alto. Si staglierà sullo skyline londinese rivaleggiando con il Big Ben (la Clock Tower rinominata Elisabeth Tower per volontà di Cameron Clegg e Miliband all’indomani del giubileo di diamante della regina) e il Millennium Dome. Potrebbe essere considerata – per la volontà di essere un simbolo – una specie di Torre Eiffel , ma anche la Torre di Babele dipinta da Bruegel il Vecchio nel 1563 (a Vienna nel Kunsthistorisches Museum) , o alla torre di san Pietroburgo progettata da Vladimir Tatlin dopo la Rivoluzione d’ottobre (1917), e il cui modello è visibile a Roma presso il museo dell’Ara Pacis (quello che il sindaco muratore vorrebbe riaggiustare) nella bella mostra sulle Avanguardie russe.
Per avere una più chiara idea di The Orbit (115 metri) è bene sapere che la Tour Eiffel è alta 324 metri, la Piramide di Giza 138, la Statua della Libertà 93 e il David di Michelangelo 5.
Merci a Monti per non averci fatto scoprire cosa avrebbe potuto la cazzuola di Alemanno nella bella ma cadente Roma. Ci basta la terribile riqualificazione di piazza san Silvestro (che ha creato un tappo nelle vie dello shopping romano come aveva avvertito l’Agenzia della mobilità, ma era troppo sperare che un sindaco con laurea in ingegneria conoscesse il principio dei vasi comunicanti), e la statua di Gran Premio II, per il momento opportunamente nascosta dal cantiere per il miglioramento della statua. Un lavoro che nessuno si augura finisca.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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18/5/12
– Qualche giorno fa abbiamo appreso che i confortatori religiosi degli atleti olimpici a Londra, si sono accapigliati perché non volevano indossare la spilletta con croci mezzelune maghen… che era stata predisposta. Poi, invece di rinunciare all’incarico per l’orrendo sfregio subito per colpa di un grafico che aveva equiparato un simbolo all’altro, si sono compattati intorno a un bottone con scritto fede. Basterebbe questa sciocchezza ridicola per stabilire che le olimpiadi sono una cosa che va bene per l’archivio. Ben chiuso però, perché se questo episodio appartiene al farsesco tipico delle religioni, il versante cosiddetto politico – di adulazione politica – ci racconta di peggio. Il comitato Londra ’12 ha rifiutato la richiesta del comitato olimpico israeliano di dedicare un minuto di silenzio al ricordo delle vittime di Monaco ’72 . Un episodio di 40 anni fa. Qualcuno (in pochi temo) ricorderà che due atleti israeliani vennero uccisi nel villaggio olimpico mentre altri nove presi in ostaggio morirono insieme ad un poliziotto tedesco e al commando dei sequestratori. I giochi andarono avanti come niente fosse e poco si meditò sul fatto che quella carneficina vide 11 morti ebrei trucidati in terra tedesca dopo la fine della guerra. C’è da chiedersi se di questa ennesima cazzata siano responsabili maggiormente (come credo io) gli europei o i paesi arabi. Il Vecchio Continente, quello bianco e cristiano che ha assistito impotente/compiacente alla nascita del nazismo e allo sterminio delle razze impure e delle minoranze marce (tra cui omosessuali e malati), accarezza dal verso del pelo i leader del mondo arabo più esagitato, mettendosi sotto i piedi le speranze di tanti giovani e tante donne che lavorano per il cambiamento nei loro paesi. Sarebbe opportuno chiedere cosa pensano dell’Europa ai giovani blogger iraniani e israeliani che hanno deciso che i loro paesi sono identici (e in effetti quei due paesi hanno tanto in comune), ma anche ai ragazzi palestinesi che aspirano a vivere bene e non ne possono più di essere privati della normalità per le follie suicide dei loro politici che disprezzano le donne e impiccano gli omosessuali, e, non certo per ultimi, anche gli israeliani che devono continuare a essere invisi al mondo per l’ostracismo giurato dalla Chiesa cattolica e il radicalismo di pseudocomunisti cretini che ignorano che il termine sionismo è il più attinente al socialismo e sposano come imbecilli le tesi criminose di militia christi e casapound.

Inutile invece chiedere che cosa (o se) pensano ai vezzeggiati atleti italici (tutti militari, atleti di Stato come ai tempi del Pcus e della Germania est). Speriamo solo che da Londra non si mettano a chiedere di detassargli i premi come fecero a Pechino, senza che nessuno gli ricordasse la loro incredibile stronzaggine.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Breaking the surface Tra gli undicimila atleti che parteciperanno alle Olimpiadi di Pechino ci sono solo due omosessuali dichiarati. Di una si è parlato parecchio anche da noi (omettendo questo particolare però), ed è Imke Duplitzer, argento a squadre nella spada ai Giochi di Atene nel 2004, e che non sfilerà alla cerimonia d’apertura ritenendo la Cina un paese che viola i diritti umani. L’atleta tedesca è soldato dell’esercito, omosessuale dichiarata, coraggiosa nell’intervista pubblicata su Die Welt dove è apparsa con la divisa da schermitore ma con il volto nascosto da una foto dell’avvocato dei diritti umani Gao Zhisheng. Duplitzer dice che per gli standard occidentali quello che succede in Cina non sta né in cielo né in terra e condanna con forza l’uso della pena di morte. L’altro è il tuffatore australiano Matthew Mitcham, arrivato a Pechino con il suo compagno, fotografato sulla copertina di The Advocate, autorevole rivista americana. Ventenne, nato a Brisbane, la sua specialità è piattaforma 10 metri. Ha conquistato il quinto posto nella Coppa del mondo, il che gli da buone speranze di entrare nel medagliere olimpico. Mitcham – verosimilmente – sostiene di non essere l’unico maschio gay di questa Olimpiade, ma è l’unico che lo dice. E aggiunge anche che è più facile venire allo scoperto per un tuffatore piuttosto che per i colleghi del football, uno sport dove devi dare una immagine di forza e mascolinità. Per The Advocate nell’ultimo secolo sono almeno diciannove gli atleti omosessuali medagliati: il tuffatore Greg Louganis, le tenniste Conchita Martinez ed Amélie Mauresmo, diversi pattinatori, il nuotatore Bruce Hayes, la schermitrice Imke Duplitzer e l’apripista Babe Didrikson Zaharias che nel 1932 conquistò due ori e un argento nell’atletica leggera. Il caso più noto di coming out è stato quello del tuffatore americano Greg Louganis, vincitore di due ori olimpici (nell’84 e nell’88). Si dichiarò apertamente nel 1994, quando partecipò ai Gay Games. Nel 1995 raccontò di essere sieropositivo nella biografia Breaking the surface. Durante le Olimpiadi di Seul (’88), l’atleta sbatté la testa sul trampolino e l’acqua della vasca si macchiò di sangue creando momenti di ansietà. Louganis dice che il tuffatore Mitcham è un bravo ragazzo e bravo sportivo, un esempio positivo per i giovani.
Tiziana Ficacci
(per www.direfarepensare.it all’apertura dei giochi olimpici di Pechino)