1/6/12

1/6/12 –  Famiglie vi odio! Focolari chiusi; porte serrate; geloso possesso della felicità (Gide)
Riceviamo dalla nostra famiglia le idee di cui viviamo e la malattia di cui moriremo (Proust)
Per le donne essere single sembra essere diventata l’unica via possibile, l’unico affrancamento praticabile da un maschile sempre più violento, castrante oppure debole, comunque deludente (Maria Rita Parsi)  

Gli italiani sono convinti che la famiglia sia un valore. E in effetti il nostro è il paese più familista dell’Occidente: più che in altri paesi ci si fa carico dei genitori anziani e i figli fino a tardi rimangono a casa. I divorzi, sebbene in aumento, sono al livello più basso in Europa, così come i bambini nati fuori dal matrimonio o da madri sole.
Sembrerebbe un quadro idilliaco che potrebbe pure piacere a Benedetto XVII, ma non è tutto oro quel che luccica. Infatti sono le donne che portano il peso di anziani, anziani fragili, figli che non se ne vanno da casa, nipotini. A mantenere subalterno il ruolo delle donne concorrono perfino i sindacati che non hanno mai dato il loro contributo di idee né per coniugare lavoro e servizi, né per equiparare l’età della pensione a quella dei maschi, cristallizzando il genere femminile al ruolo di Cenerentola per di più con la pensione bassa per i minori contributi versati.  So che si deve parlare male del ministro tecnico del Lavoro per rimanere nel politicamente corretto (ma come è noto ai pochi e selezionati lettori di questa pagina io me ne sbatto del politicamente corretto e detesto il pensiero unico), ma intanto  ha denunciato “la conciliazione non è solo un tema femminile, ma anche maschile: gli uomini dovranno fare di più in famiglia”. L’Istat dice che più del 70% del lavoro domestico e di cura resta a carico delle donne e questa ovvietà non ha mai turbato più di tanto la partitocrazia che pure si riempie la bocca con la famiglia. Ma, per uscire dalla retorica e dai quadretti oleografici di cui faremo scorpacciate nelle giornate milanesi del papa (ovviamente tutto in diretta rai, come se le messe riguardassero la globalità dei contribuenti che pagano l’ingiusto canone)  bisogna raccontarsi la verità.  E’ vero che la famiglia deve essere sorretta, ma invertendo l’esistente. E’ vero che i giovani attribuiscono valore ai legami famigliari, ma non è più sopportabile che se una coppia – o una donna – desidera un bambino deve incatenarsi ai nonni perché il nido non c’è. Due terzi dei giovani pensa che sia più opportuno convivere piuttosto che sposarsi, oltre il 20% ritiene il matrimonio un istituto superato e la metà delle donne sotto i 35 anni non ritiene indispensabile avere figli, mentre l’altra metà rifiuta che la maternità sia un dovere ma piuttosto una scelta che si può procrastinare fino ai 40-45 anni.  In uno Stato normale (ci piacerebbe poter dire liberale) le politiche devono assicurare che ogni cittadino realizzi il tipo di unione/famiglia che desidera, e, è appena il caso di ricordarlo, il genere non può essere un ostacolo al dispiegamento delle libertà di ognuno. Ed è famiglia anche chi decide di vivere da solo. Ben sette milioni di italiani fanno questa scelta, e in tutte le fasce di età. Naturalmente tra loro anche vedovi/e  che, talvolta, hanno una fragilità sociale che non deve essere ignorata. Per il resto i singoli sono persone molto meno egoiste e grette di chi vive in due. Le madri sole socializzano i propri bambini di più che le coppie.
Le giornate milanesi del papa saranno l’ennesima occasione per i media vaticaliani di raccontare una famiglia che non c’è più.
Del resto questo è il paese delle occasioni perse.
Già sembra svanito il reale motivo dell’interesse delle carte passate al giornalista Nuzzi, per intenderci le pressioni sul governo italiano soprattutto in tema bioetico e materia economica. Incredibilmente nessun giornalista ha sentito il ministro Tremonti che, con il banchiere Gotti Tedeschi, cercava il modo per evitare ici e altri pagamenti al Vaticano così derubando gli italiani. E persa è stata anche la questione parata del 2 giugno. La contemporaneità della data con la tragedia emiliana poteva indurre a festeggiare questa importante data italiana in modo diverso dall’inutile sfoggio militaresco, provando a unificare, tutti gli anni, su questa ricorrenza di grande valore (ricordiamo che le  marce militari oltre che il nazismo le facevano e le continuano a fare solo le dittature).
E ha perso l’occasione di tacere il sindaco di Roma Alemanno che ha twittato la sua emozione per essere arrivato a Sassuolo ad accompagnare generi di conforto per i terremotati. Ha postato anche una sua foto con la maglia della protezione civile. Non quella dei terremotati con le mani tra i capelli! Esprimiamo la nostra vicinanza e il grande dolore per la loro tragedia ai terremotati dell’Emilia (anche riprendendoci il sindaco).

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=95915

8 Commenti a “1/6/12”

  1. aviva scrive:

    la sacra famiglia potrebbe essere il titolo di un sottofil miracolo a milano

  2. Sergio scrive:

    Giulio:

    “Un tema su cui imperversa Tiziana Ficacci, senza peli sulla lingua.”

    È proprio il caso di dirlo: “imperversa”, “senza peli sulla lingua”.
    Che prosa questa Tiziana!

  3. laura scrive:

    Il terremoto piega l’Emilia e Mario Monti se ne sta a Roma per paura dei fischi. Gli italiani votano Grillo e Napolitano li tratta con distacco. Chiedono di annullare la parata del 2 giugno, e lui nega ma senza spiegare il senso della festa, bensì arroccandosi sempre di più. Torna il calcio scommesse e Prandelli riesce a trattare con disparità i due nazionali coinvolti. Per non parlare delle uscite di Buffon e della replica puntuale della magistratura.

  4. Francesco scrive:

    Mi sembra di vederli i disgraziati di Sassuolo con le mani nei capelli appena hanno isto Alemanno. Unbrivido deve avergli percorso la schiena ricordando la gestione dei pochi cm di neve a Roma.

    Sono d’accordo sulal sfilata. Il 2 giugno è una festa troppo importante per ridurla a una marcia militare, un pò come i funerali di Stato in chiesa. Sarà che Napolitano ha nostalgia dell’Urss?

  5. Anonimo scrive:

    vedremo pisapia se farà il baciamano

  6. Tiziana 2 giugno scrive:

    Pisapia ha ricrdato che i milanesi sono stati felici di accoglierlo, ma molti di loro credono in altro . ho pensato al mio sindaco alemanno cosa avrebeb fatto. probabilmente per l’emozione di stare su una piazza col papa si sarebbe stato zitto a beneficio del mondo!

    naturalmente sono d’accordo sul fatto che il 2 giugno deve essere festeggiato degnamente. mi chiedo se sia il caso di farlo con una parata militare come nelel dittature-
    Saluti a buona festa