30/5/12 – Il Vaticano è la più grande forza reazionaria esistente in Italia: forza tanto più temibile in quanto è insidiosa e inafferrabile. Il fascismo, prima di tentare il suo colpo di Stato, dove’ mettersi d’accordo col Vaticano (Antonio Gramsci, ottobre 1924)
Vasti strati della popolazione italiana accusano il Vaticano e l’alto clero non di aver scatenato l’attuale guerra, ma di aver fatto causa comune con la dittatura fascista per venti anni, e di avere perciò assunto una parte di responsabilità nella politica fascista e nelle sue conseguenze, compresa la presente guerra con le indicibili sofferenze e i disastri che ne sono derivati per l’Italia (Gaetano Salvemini, luglio 1943)
Don Sturzo riteneva che i cattolici dovevano unirsi in un partito per il bene della Chiesa che, solo in questo modo, poteva liberarsi delle questioni spicciole e dedicarsi completamente alla spiritualità. Contraddicendosi però, in quanto oltre all’Azione cattolica fondò pure, insieme a De Gasperi, il Partito popolare (1919) e morì da senatore a vita (nominato nel 1952 ricoprì l’incarico fino al 1959).
Durante il fascismo il partito venne sciolto per ricostituirsi, alla fine della guerra nominandosi Democrazia Cristiana. Sembra che di quel partito non si possa parlare troppo male perché nel dopoguerra ha fatto da barriera al comunismo, ha governato insieme ai partiti liberali repubblicani socialisti e comunisti, insieme varando riforme importanti (quella che ha garantito sanità e istruzione per tutti ad esempio), e non ha impedito la secolarizzazione del Paese. Al suo interno c’erano diversi leader illuminati. Poi la corruzione che ha posto fine alla prima repubblica si è portata via quei partiti. Ma non i cattolici che si sono – come ovvio che sia – riversati su tutte le formazioni politiche. I cattolici italiani, come il resto delle persone che hanno diverse concezioni filosofiche, vogliono per sé e per le proprie famiglie le stesse cose: un ambiente sano, un lavoro dignitoso, scuole, sanità… felicità. Non così i partiti che, privi di cultura, identità e sicurezza, si sdraiano davanti alle gerarchie ecclesiastiche.
Più di qualche genio di partito parla di una rifondazione democristiana, ma è proposta talmente imbarazzante per un paese occidentale (se richiesto un congiurato di Todi parlerebbe malissimo di una eventuale teocrazia islamica) che viene fatto un passo in avanti e uno indietro. Poi un partito cattolico esiste, è l’udc di Casini, Buttiglione, Binetti, ma non decolla. Probabilmente perché i cittadini comprendono che è fuori dalla logica la costruzione di una società che esprima un egoismo così forte quando i cittadini rifiutano di essere identificati con una fede.
Che ci sia un salto tra il personale partitico e i cittadini comuni è palpabile se osserviamo l’attività parlamentare rispetto al riconoscimento di fedi diverse da quella cattolica. Come è noto dopo la furia del fascismo abbiamo dovuto aspettare il 1984, anno della revisione concordataria, affinché l’Italia si affrancasse dallo strapotere della religione cattolica come religione di Stato. Purtroppo non si cancellò il concordato mandando affanculo il Vaticano serrando le mura leonine con obbligo di passaporto per ogni passeggiata papale ecc., ma lo Stato firmò le intese* (fino a quel momento culti ammessi) dando (quasi) pari dignità così come stabilito dalla Costituzione. Le intese furono siglate senza eccessivi patemi d’animo anche se il dislivello tra queste religioni e la Chiesa cattolica è rimasto marcato. Nel 2000 il governo (D’Alema) e nel 2007 (Prodi) sono state pre-firmate sei intese con nuove fedi, ma ad oggi il Parlamento ha preferito non discutere e perfezionarle. Nel 2007 il tentativo di Prodi venne bocciato dall’islamofobia e xenofobia della Lega e dei più fanatici del Pdl che temevano eventuali aperture all’islam, così saldandosi con il no dei vescovi cattolici. E’ evidente che le gerarchie cattoliche temono di essere messe alla pari con altre religioni, ed è evidente che il parlamento non legifera per timore delle gerarchie. Così è l’Italia. Un paese abulico, che fa finta di non vedere che ci sono tre milioni di musulmani (che non hanno la scimitarra in mano come qualcuno ama dire, ma che se si continua ad appendergli il crocefisso al collo magari la impugneranno), che finge di non vedere che il numero di persone non interessate a nessuna religione sono la maggioranza, che continua a tollerare come se fossero persone a modo le gerarchie cattoliche che difendono con le unghie e coi denti rendite di posizione dall’8 per mille all’ora di religione.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Intese siglate:
Tavola valdese, 35.000 fedeli, 11.8.1984
Assemblee di Dio, 100.000 fedeli, 22.11.1988
Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno, 20.000 fedeli. 22.11.1988
Unione Comunità Ebraiche in Italia, 30.000 fedeli, 8.3.1989
Unione Cristiana Evangelica Battista, 15.000 fedeli, 12.4.1995
Chiesa Evangelica Luterana , 7.000 fedeli, 29.11.1995
Intese in attesa :
Mormoni, 25.000 fedeli
Chiesa apostolica, 20.000 fedeli
Testimoni di Geova, 400.000 fedeli
Ortodossi greci, 20.000 fedeli
Unione Buddista, 70.000 fedeli
Unione Induista, 100.000 fedeli

La mancata registrazione delle intese d a palesemente il quadro che il cattolicume pauroso esiste in modo trasversale
Più che altro il paese è completamente secolarizzato e la proposta si Sturzo ormai non interessa più il mondo cattolico. Piuttosto interessa il modello CL di Formigoni e gli amici che si propaga ovunque e solo adesso sta uscendo qualche “piccola” smagliatura.
Buon lavoro,
Paolo
in effetti che ilpartito cattolico non serva perchè il parlamento tutto lo è lo dimostra questa storia dei corvi. silenzio fitto di tutti sui reali discorsi fra gotti e tremonti: un ministro italiano che s’accorda col vaticano per non fargli pagare l’ici a spese die cittadini italiani.
Le religioni delle intese mi sembra abbiano le briciole. Iio credo che gli ostacoli sono posti per gli ortodossi e eventualmente i musulamni che sarebbero in grado di erodere il patrimonio dell’otto per milel ai canari cattolici
buono