16/5/12 - Il potere temporale sono i beni che i preti e i frati posseggono in tutti i paesi: questi beni sono la forza di Roma in Italia, in Ispagna, e per tutto dove stanno. Togliete loro questi beni che essi hanno acquistato togliendoli alle vedove, ai pupilli, ingannando i creduli, vendendo il paradiso, ciurmando la buona gente: togliete questi beni ed avrete distrutto il potere temporale. I clerici faranno ogni sforzo per conservarli, verranno a tutte le transazioni: si faranno anche maomettani per ritenere i beni che sono la vita, la verità, il Dio vivo e vero per loro. Togliete i denari ai preti, e li vedrete diventare agnelli, e udrete il papa dire: possumus et volumus (Luigi Settembrini, il 25 maggio 1865)
Tre anni fa in questo periodo – c’era appena stato il terremoto nell’aquilano – sparute associazioni laiche e i radicali avevano sollecitato il governo a chiedere che i fondi dell’8×1000 fossero riservati allo Stato: la legge infatti prevede che quei fondi vengano destinati soprattutto al contrasto delle calamità naturali anche se è successo che quei denari siano stati utilizzati per finanziare le missioni militari all’estero. Da quando è stato istituito l’8×1000 nessun governo – mai nessun governo – ha pensato di farsi un po’ di pubblicità come fanno le religioni che, avendo siglato intese con lo Stato, hanno diritto al contributo. Parecchi anni fa l’ingenua Livia Turco provò a chiederli per i bambini poveri e l’allora cassiere pontificio, mons. Attilio Nicora, tacciò l’iniziativa di “sleale concorrenza alla Chiesa”.
Come è noto dell’8×1000 lo Stato raccoglie ben poco; in parte questo è dovuto al meccanismo bizantino di assegnazione dei fondi. Per destinare il contributo a una delle istituzioni accreditate bisogna indicare espressamente la propria scelta nella dichiarazione dei redditi. A farlo è solo il 40% dei contribuenti (36% alla Chiesa cattolica, 3% allo Stato e 0,qualcosa agli altri) mentre il restante 60% lascia la casella in bianco, in molti pensando che i soldi finiranno in ogni caso nelle casse pubbliche. Sbagliando però, perché la quota residua dell’8×1000, che è la fetta più grossa della torta, viene ripartita percentualmente secondo le scelte esplicite. In sintesi estrema, per ottenere più finanziamenti alla Chiesa cattolica, bisogna attuare un espediente per prendere dalle tasche dei presunti cattolici quello che mai donerebbero spontaneamente.
L’iniquo sistema dell’8×1000 costringe i cittadini che non vogliono finanziare la Cei a contribuire forzosamente con la ripartizione, oppure a scegliere la fede che ritiene meno invasiva per la sua quotidianità. Alla faccia dei cittadini virtuosi che vorrebbero che le proprie tasse, tutte, andassero allo Stato. Più volte ho barrato la casella dell’8 per mille all’ucei che, come quasi tutte le altre fedi delle intese non destina i fondi raccolti a scopi religiosi ma piuttosto a progetti sociali e, come le altre fedi delle intese, rendiconta fino all’ultimo centesimo in modo trasparente e verificabile. Ma non è una scappatoia sensata. Le tasse si devono pagare a beneficio di tutti, per noi, ma anche per chi ha meno, per noi, ma anche per i servizi che non utilizzeremo. Versare l’8×1000 ad una fede è una forma di egoismo rivendicativo. Tra l’altro, in un momento di revisione delle spese, è impensabile che lo Stato sprechi risorse facendo da contabile e cassiere alle istituzioni religiose.
Invece al 5×1000, istituito nel 2006 per destinare lo 0,5 dell’irpef alla ricerca e al volontariato (ma bisogna dirlo sono state ammesse anche delle denominazioni risibili) aderisce quasi il 70% della popolazione. Considerato lo scarso contributo che lo Stato italiano attribuisce alla ricerca e alla salute che pure ci interessa tutti, varrebbe la pena (secondo me) scegliere tra queste, ma solo dopo aver accertato se spendono bene i soldi che gli eroghiamo.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Tiziana scrive
Tra l’altro, in un momento di revisione delle spese, è impensabile che lo Stato sprechi risorse facendo da contabile e cassiere alle istituzioni religiose
OK .
CIA’ SFINITO
PURE COLLA MERDA AL COLLO QUESTI PAPPENO
@LOTTO PER MILLE
un noto proverbio romano recita
cor sole o co la pioggia er papa magna
come tiziana nessuno mai. un bacio guido
in effetti è vero gli si fa anche il lavoro a questi
daccordo’