Archivio di maggio 2012

30/5/12

mercoledì, 30 maggio 2012

30/5/12 – Il Vaticano è la più grande forza reazionaria esistente in Italia: forza tanto più temibile in quanto è insidiosa e inafferrabile. Il fascismo, prima di tentare il suo colpo di Stato, dove’ mettersi d’accordo col Vaticano (Antonio Gramsci, ottobre 1924)
Vasti strati della popolazione italiana accusano il Vaticano e l’alto clero non di aver scatenato l’attuale guerra, ma di aver fatto causa comune con la dittatura fascista per venti anni, e di avere perciò assunto una parte di responsabilità nella politica fascista e nelle sue conseguenze, compresa la presente guerra con le indicibili sofferenze e i disastri che ne sono derivati per l’Italia (Gaetano Salvemini, luglio 1943)

Don Sturzo riteneva che i cattolici dovevano unirsi in un partito per il bene della Chiesa che, solo in questo modo, poteva liberarsi delle questioni spicciole e dedicarsi completamente alla spiritualità. Contraddicendosi però, in quanto oltre all’Azione cattolica fondò pure, insieme a De Gasperi, il Partito popolare (1919) e morì da senatore a vita (nominato nel 1952 ricoprì l’incarico fino al 1959).
Durante il fascismo il partito venne sciolto per ricostituirsi, alla fine della guerra nominandosi Democrazia Cristiana. Sembra che di quel partito non si possa parlare troppo male perché nel dopoguerra ha fatto da barriera al comunismo, ha governato insieme ai partiti liberali repubblicani socialisti e comunisti, insieme varando riforme importanti (quella che ha garantito sanità e istruzione per tutti ad esempio), e non ha impedito la secolarizzazione del Paese. Al suo interno c’erano diversi leader illuminati. Poi la corruzione che ha posto fine alla prima repubblica si è portata via quei partiti. Ma non i cattolici che si sono – come ovvio che sia – riversati su tutte le formazioni politiche. I cattolici italiani, come il resto delle persone che hanno diverse concezioni filosofiche, vogliono per sé e per le proprie famiglie le stesse cose: un ambiente sano, un lavoro dignitoso, scuole, sanità… felicità. Non così i partiti che, privi di cultura, identità e sicurezza, si sdraiano davanti alle gerarchie ecclesiastiche.
Più di qualche genio di partito parla di una rifondazione democristiana, ma è proposta talmente imbarazzante per un paese occidentale (se richiesto un congiurato di Todi parlerebbe malissimo di una eventuale teocrazia islamica) che viene fatto un passo in avanti e uno indietro. Poi un partito cattolico esiste, è l’udc di Casini, Buttiglione, Binetti, ma non decolla. Probabilmente perché i cittadini comprendono che è fuori dalla logica la costruzione di una società che esprima un egoismo così forte quando i cittadini rifiutano di essere identificati con una fede.
Che ci sia un salto tra il personale partitico e i cittadini comuni è palpabile se osserviamo l’attività parlamentare rispetto al riconoscimento di fedi diverse da quella cattolica. Come è noto dopo la furia del fascismo abbiamo dovuto aspettare il 1984, anno della revisione concordataria, affinché l’Italia si affrancasse dallo strapotere della religione cattolica come religione di Stato. Purtroppo non si cancellò il concordato mandando affanculo il Vaticano serrando le mura leonine con obbligo di passaporto per ogni passeggiata papale ecc., ma lo Stato firmò le intese* (fino a quel momento culti ammessi) dando (quasi) pari dignità così come stabilito dalla Costituzione. Le intese furono siglate senza eccessivi patemi d’animo anche se il dislivello tra queste religioni e la Chiesa cattolica è rimasto marcato. Nel 2000 il governo (D’Alema) e nel 2007 (Prodi) sono state pre-firmate sei intese con nuove fedi, ma ad oggi il Parlamento ha preferito non discutere e perfezionarle. Nel 2007 il tentativo di Prodi venne bocciato dall’islamofobia e xenofobia della Lega e dei più fanatici del Pdl che temevano eventuali aperture all’islam, così saldandosi con il no dei vescovi cattolici. E’ evidente che le gerarchie cattoliche temono di essere messe alla pari con altre religioni, ed è evidente che il parlamento non legifera per timore delle gerarchie. Così è l’Italia. Un paese abulico, che fa finta di non vedere che ci sono tre milioni di musulmani (che non hanno la scimitarra in mano come qualcuno ama dire, ma che se si continua ad appendergli il crocefisso al collo magari la impugneranno), che finge di non vedere che il numero di persone non interessate a nessuna religione sono la maggioranza, che continua a tollerare come se fossero persone a modo le gerarchie cattoliche che difendono con le unghie e coi denti rendite di posizione dall’8 per mille all’ora di religione.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Intese siglate:

Tavola valdese, 35.000 fedeli, 11.8.1984
Assemblee di Dio, 100.000 fedeli, 22.11.1988
Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno, 20.000 fedeli. 22.11.1988
Unione Comunità Ebraiche in Italia, 30.000 fedeli, 8.3.1989
Unione Cristiana Evangelica Battista, 15.000 fedeli, 12.4.1995
Chiesa Evangelica Luterana , 7.000 fedeli, 29.11.1995

Intese in attesa :

Mormoni, 25.000 fedeli
Chiesa apostolica, 20.000 fedeli
Testimoni di Geova, 400.000 fedeli
Ortodossi greci, 20.000 fedeli
Unione Buddista, 70.000 fedeli
Unione Induista, 100.000 fedeli

Terremoto in Emilia, chi si approfitta.

mercoledì, 30 maggio 2012

Riceviamo dal nostro amico Marcus Prometheus questo messaggio :

“”" Vogliamo unire la nostra indignazione a quella degli altri cittadini che vivono nella bassa modenese colpita dal terremoto. Purtroppo siamo costretti ad assistere a scene e situazioni che …non avremmo mai voluto vedere. Non capiamo perché dopo ogni tragedia debbano arrivare, oltre agli aiuti e alla solidarietà, anche torme di approfittatori.
Ci riferiamo, in questo caso, ai tanti stranieri che nel dopo terremoto hanno approfittato della situazione per trovare vitto, alloggio e per mettere le mani su aiuti per i quali non avrebbero le carte in regola.
Lo scandalo non sta tanto nelle ripetute risse, culminate con dei coltelli, che gli stranieri hanno provocato nei diversi centri di accoglienza (palestre, tendopoli ecc.). E neanche nell’atteggiamento arrogante di quelli che protestano e buttano via i pasti perché non di loro gradimento.
Non può e non deve essere accettato il fatto che subito dopo il terremoto tanti stranieri si siano precipitati in Comune per reclamare assistenza. E molti di questi, alla richiesta di documenti che dimostrassero la loro residenza in zona, abbiano risposto di averli persi sotto le macerie. Scusa in alcuni casi accettata per buonismo e per non apparire discriminatori. Così è successo che molti mirandolesi, tra cui anziani e bambini, siano stati costretti a dormire in macchina, mentre nelle tendopoli si sono sistemati stranieri di dubbia provenienza, parecchi dei quali, stando a fonti attendibili, di zone non colpite dal terremoto o addirittura di fuori provincia. Insomma, subito dopo le prime scosse, questi professionisti del parassitismo, si sono precipitati in zona intuendo la possibilità di accedere a posti letto, cibo e altre forme di aiuto.
Questo fatto testimonia come ci siano culture che, lungi dal volersi integrare, considerano l’Italia e gli italiani realtà solo da sfruttare. Le tragedie dovrebbero incentivare la solidarietà e ricompattare le comunità. Invece per questi stranieri rappresentano una gradita opportunità per ‘sciacallare’.
La verità è che italiani e stranieri non sono destinati a integrarsi, ma a essere complementari. Nel senso che i primi danno e i secondi ricevono…“”"

28/05/12

lunedì, 28 maggio 2012

28/05/12

“Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI” (chiarelettere) è il libro di Gianluigi Nuzzi da pochi giorni in libreria. 352 pagine che contengono una mole di documenti riservati e carte private del papa. Dal caso Boffo al caso Viganò, dalle polemiche sull’Ici (con carte sui contatti tra Gotti Tedeschi ex presidente Ior e Tremonti ex ministro dell’Economia) alle leggi italiane che il Vaticano avrebbe voluto fossero cambiate. Il libro racconta anche di conflitti interni al Vaticano e in particolare nella gestione dello Ior.
Il mio regno non è di questo mondo (Cristo)

La letteratura e la cinematografia ci hanno insegnato che il corvo è quella persona che nascostamente scrive lettere anonime per gettare il discredito su fasce di popolazione indifesa. Per il pio Paulus ora agli arresti (in una cella 4 x 4 che i detenuti nelle carceri italiane possono solo sognare), l’animale giusto sarebbe la talpa. Ma non è certamente una critica da zoofilo quella che oggi deve essere fatta ai media italiani (vaticaliani per l’esattezza), ma piuttosto dove puntano il loro obiettivo. Se è innegabile che l’argomento si presta a essere attrattivo per i suoi risvolti gotici, se è indiscutibile che avere descrizioni dettagliate dei sospiri papali all’interno della città incuriosisce, se è evidente che la notizia di un covo di vipere con abiti anacronistici (e inopportuni) è pure divertente, dovremmo pretendere (supplicando pure a mani giunte come usa nell’ambiente) che i giornalisti che affollano l’azzurra sala stampa di via della Conciliazione ci raccontassero il come e che dei documenti trafugati. Che riguardano le richieste – meglio, pretese – che dalla Santa Sede giungevano all’Italia: leggi sulla bioetica e esenzioni fiscali soprattutto.
Sarà interessante per noi italiani sapere anche i segreti delle guardie svizzere e dei loro buffoneschi abiti, ma, per una volta, che i giornalisti diano la caccia alla ciccia. Che c’è ed è grassa e sugosa. E se raccontata potrebbe essere un bene per noi italiani ma anche per quelli – e non è cosa da trascurare anche se non ci riguarda personalmente – che nella religione trovano consolazione e rifugio dalla pesantezza della vita.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

23/5/12 – Post assai depresso.

mercoledì, 23 maggio 2012

Grillo ha un altissimo tasso di demagogia, come lo aveva Bossi. Eppure nella Lega sono cresciuti degli ottimi amministratori locali. Anche se molti di loro avevano il difetto grave di trovarti casa solo se eri ariano… quando sento uno come Pannella , che è una persona non convenzionale  e perbene, dire che lui a titolo personale lo avrebbe votato, capisco che Pizzarotti può essere un buon amministratore (Giuliano Amato)

Sarà antipolitico dire che – tutto sommato – le elezioni amministrative meritano un benino meno meno? Che la Lega e il Pdl siano in liquidazione è un dato positivo, che a Parma i cittadini abbiano voluto come sindaco una faccia nuova è innegabile. Sarà in grado il cinquestellino di governare Parma ripianare il buco di bilancio e portare la città verso il sol dell’avvenire? Vedremo, ma, onestamente, città ben più importanti di Parma sono amministrate come un condominio non potrebbe consentirsi; un nome a caso Roma (dove l’opposizione ha abbandonato perfino l’antifascismo, lasciando il lavoro per intero all’Aned, all’Anpi e alla Comunità ebraica)
E’ più antipolitico lo sgradevole e volgare Grillo o i saprofiti che siedono in parlamento e che sanno soltanto perpeturare la loro dinastia?  La cosiddetta antipolitica scaturisce da una inadeguatezza della politica di interpretare un fenomeno semplice: mancanza di giustizia distributiva e incapacità di procurare nuove risorse. Sono in grado i partiti tradizionali di invertire questa tendenza? I modesti leader che invocano il centro (che peraltro in Italia non c’è mai sato, la invocata DC era destra) e/o la foto di Vasto, potrebbero domandarsi perché questo sia – nonostante la loro sessantennale presenza – un paese dispari con una società cristallizzata in classi chiuse fin dalla scuola primaria. I tronfi politici attovagliati alla Rosetta –  ristorante costosissimo dove il tesoriere Lusi, uomo fidato di Rutelli anche se ora lo disconosce, si rimpinzava di tagliatelle al tartufo (e speriamo che almeno gli schizzi a 330 il colesterolo e gli si intasino le carotidi) – sanno che vuol dire riempire il carrello della spesa o rattopparsi un dente? La mia personale opinione è che questi politici che vestono in seta e cachemire appena sbarcano a Roma (pur dalla fantomatica Padania) se venissero risucchiati dall’asfalto non provocherebbero né danni né nostalgia nemmeno ai loro famigliari più stretti. Però questa purulenta classe partitica trova sponda nel marcescente giornalismo italiano. I pieni di sé nonostante i loro fallimenti continui continuano ad animare i vari talk show (noi laziali dobbiamo al servizievole Floris la “governatrice Polverini” oscura sindacalista ugl assurta a stellina grazie a Ballarò). I giornalisti italiani – tranne qualche rara e preziosa eccezione che ora non mi viene in mente – sono servi dei vari partiti che li impiegano in rai mediaset e nei diversi giornali (non rari i giornalisti che si fanno nominare dai partiti, i Badaloni Marrazzo Gruber Santoro Sassoli, che senza problemi ritornano dopo un giro al loro posto di lavoro)  e, come cani rognosi che aspettano l’osso, mai morderebbero la mano che li nutre.
Per amore di verità va detto che pure la società civile in quanto a schifo fa il suo. Buona parte esprime sentimenti popolari come lo sprezzo per l’immigrazione (e Grillo il suo carico ce lo ha messo) , ma abbiamo una leadership politica credibile che sia in grado di contrastare questa deriva monnezzara?  Tanto per ricordarci che siamo in Vaticalia interviene il solito Bagnasco che ricorda ai sudditi italiani che bisogna divorziare con fatica pure se non si sposano col sacramento e che quel che conta è lavoro lavoro lavoro. Nel frattempo l’imu alla Chiesa? E un politico che ricordi che la pedofilia è il più grave dei reati a sti schifosi della Cei?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

18/5/12

venerdì, 18 maggio 2012

18/5/12 – Il fatto è sempre quello, che in Italia c’è poca fantasia. Comunque meno che in Grecia. Inventarsi i nazisti per far la guerra ai tedeschi per adesso è la migliore (Andrea Marcenaro)

Qualche giorno fa abbiamo appreso che i confortatori religiosi degli atleti olimpici a Londra, si sono accapigliati perché non volevano indossare la spilletta con croci mezzelune maghen… che era stata predisposta. Poi, invece di rinunciare all’incarico per l’orrendo sfregio subito per colpa di un grafico che aveva equiparato un simbolo all’altro così facendo per una volta bella figura con la loro assenza, si sono ricompattati intorno a un banale bottone con scritto fede. Basterebbe questa sciocchezza ridicola per stabilire che le olimpiadi sono una cosa che va bene per l’archivio.
Ovviamente l’archivio deve rimanere ben chiuso, perché se questo episodio appartiene al farsesco tipico delle religioni, il versante cosiddetto politico – di adulazione politica – ci racconta ben di peggio. Il comitato olimpico Londra ’12 ha rifiutato la richiesta del comitato olimpico israeliano di dedicare un minuto di silenzio per ricordare le vittime di Monaco ’72 . Un episodio di 40 anni fa.
Qualcuno più vecchiotto ricorderà che due atleti israeliani vennero uccisi nel villaggio olimpico mentre altri nove presi in ostaggio morirono insieme ad un poliziotto tedesco e al commando dei sequestratori. E’ appena il caso di ricordare che i giochi andarono avanti come niente fosse e poco si riflettè (si dice così? Ma, per oggi va bene) sul fatto che quella carneficina “vide 11 morti ebrei trucidati in terra tedesca dopo la fine della guerra”. C’è da chiedersi se di questa ennesima cazzata siano responsabili maggiormente (come credo io) gli europei o i paesi arabi. Il Vecchio Continente, quello bianco e cristiano che ha assistito impotente e in parte compiacente alla nascita del nazismo e allo sterminio delle razze impure, accarezza dal verso del pelo i leader del mondo arabo più esagitato, mettendosi sotto i piedi le speranze di tanti giovani e tante donne che pure hanno sperato in una ventata di cambiamento per i loro paesi. Sarebbe interessante chiedere cosa pensano dell’Europa ai giovani blogger iraniani e israeliani che hanno deciso che i loro paesi sono identici (e in effetti quei due paesi hanno tanto in comune), ma anche ai ragazzi palestinesi che aspirano a vivere bene e non ne possono più di essere privati della normalità per le follie suicide dei loro politici che disprezzano le donne e impiccano gli omosessuali, e, non certo per ultimi, anche gli israeliani che devono continuare a essere invisi al mondo per l’ostracismo giurato dalla Chiesa cattolica e il radicalismo di pseudocomunisti cretini che ignorano che il termine sionismo è il più attinente al socialismo e sposano come imbecilli le tesi criminose di militia christi e casapound.
Inutilissimo invece chiedere che cosa pensano ai vezzeggiati atleti italici (tutti militari, atleti di Stato come ai tempi del Pcus e della Germania est). Speriamo solo che da Londra non si mettano a chiedere di detassargli i premi come fecero a Pechino, senza che nessuno gli ricordasse che erano degli incredibili stronzi. Ad oggi ancora non sappiamo se il premier tecnico riuscirà a trarre dalla melma il Paese, ma grazie per averci sottratto alla follia di Roma olimpica sognata da Alemanno (un nome una garanzia) dobbiamo dirglielo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

16/5/12

mercoledì, 16 maggio 2012

16/5/12 - Il potere temporale sono i beni che i preti e i frati posseggono in tutti i paesi: questi beni sono la forza di Roma in Italia, in Ispagna, e per tutto dove stanno. Togliete loro questi beni che essi hanno acquistato togliendoli alle vedove, ai pupilli, ingannando i creduli, vendendo il paradiso, ciurmando la buona gente: togliete questi beni ed avrete distrutto il potere temporale. I clerici faranno ogni sforzo per conservarli, verranno a tutte le transazioni: si faranno anche maomettani per ritenere i beni che sono la vita, la verità, il Dio vivo e vero per loro. Togliete i denari ai preti, e li vedrete diventare agnelli, e udrete il papa dire: possumus et volumus (Luigi Settembrini, il 25 maggio 1865)

Tre anni fa in questo periodo – c’era appena stato il terremoto nell’aquilano – sparute associazioni laiche e i radicali avevano sollecitato il governo a chiedere che i fondi dell’8×1000 fossero riservati allo Stato: la legge infatti prevede che quei fondi vengano destinati soprattutto al contrasto delle calamità naturali anche se è successo che quei denari siano stati utilizzati per finanziare le missioni militari all’estero. Da quando è stato istituito l’8×1000 nessun governo – mai nessun governo – ha pensato di farsi un po’ di pubblicità come fanno le religioni che, avendo siglato intese con lo Stato, hanno diritto al contributo. Parecchi anni fa l’ingenua Livia Turco provò a chiederli per i bambini poveri e l’allora cassiere pontificio, mons. Attilio Nicora, tacciò l’iniziativa di “sleale concorrenza alla Chiesa”.
Come è noto dell’8×1000 lo Stato raccoglie ben poco; in parte questo è dovuto al meccanismo bizantino di assegnazione dei fondi. Per destinare il contributo a una delle istituzioni accreditate bisogna indicare espressamente la propria scelta nella dichiarazione dei redditi. A farlo è solo il 40% dei contribuenti (36% alla Chiesa cattolica, 3% allo Stato e 0,qualcosa agli altri) mentre il restante 60% lascia la casella in bianco, in molti pensando che i soldi finiranno in ogni caso nelle casse pubbliche. Sbagliando però, perché la quota residua dell’8×1000, che è la fetta più grossa della torta, viene ripartita percentualmente secondo le scelte esplicite. In sintesi estrema, per ottenere più finanziamenti alla Chiesa cattolica, bisogna attuare un espediente per prendere dalle tasche dei presunti cattolici quello che mai donerebbero spontaneamente.
L’iniquo sistema dell’8×1000 costringe i cittadini che non vogliono finanziare la Cei a contribuire forzosamente con la ripartizione, oppure a scegliere la fede che ritiene meno invasiva per la sua quotidianità. Alla faccia dei cittadini virtuosi che vorrebbero che le proprie tasse, tutte, andassero allo Stato. Più volte ho barrato la casella dell’8 per mille all’ucei che, come quasi tutte le altre fedi delle intese non destina i fondi raccolti a scopi religiosi ma piuttosto a progetti sociali e, come le altre fedi delle intese, rendiconta fino all’ultimo centesimo in modo trasparente e verificabile. Ma non è una scappatoia sensata. Le tasse si devono pagare a beneficio di tutti, per noi, ma anche per chi ha meno, per noi, ma anche per i servizi che non utilizzeremo. Versare l’8×1000 ad una fede è una forma di egoismo rivendicativo. Tra l’altro, in un momento di revisione delle spese, è impensabile che lo Stato sprechi risorse facendo da contabile e cassiere alle istituzioni religiose.
Invece al 5×1000, istituito nel 2006 per destinare lo 0,5 dell’irpef alla ricerca e al volontariato (ma bisogna dirlo sono state ammesse anche delle denominazioni risibili) aderisce quasi il 70% della popolazione. Considerato lo scarso contributo che lo Stato italiano attribuisce alla ricerca e alla salute che pure ci interessa tutti, varrebbe la pena (secondo me) scegliere tra queste, ma solo dopo aver accertato se spendono bene i soldi che gli eroghiamo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

13/5/12

domenica, 13 maggio 2012

13/5/12 - Tutte le volte che si riflette sul bello, si è arrestati da un muro. Tutto ciò che è stato scritto al riguardo è miserabilmente ed evidentemente insufficiente (Simone Weil )

C’è un momento dell’anno – questo – e un posto di Roma – il roseto comunale – dove, anche se solo per pochi momenti, è possibile dimenticare che la città è in pieno disfacimento.
Il roseto comunale è ai piedi dell’Aventino, sopra il Circo Massimo, dietro il cenotafio di Giuseppe Mazzini che molti romani chiamano il monumento a Mussolini , perché come scrive Fulvio Abbate “in uno dei suoi bassorilievi è possibile scorgere un fregno maschile identico al duce del fascismo”.
Via di valle Murcia, tre scalini e si accede al paradiso. Tutte le gamme del bianco del rosa del rosso, un profumo che a tratti stordisce… che più. Nel passato qui c’era l’hortaccio dei giudii, poi diventato cimitero ebraico dopo l’abbattimento del ghetto (1870), infine espropriato negli anni ’20 durante il riordino urbanistico della città che, in linea di massima, è l’assetto che ancora vediamo. Fa – almeno a me – un certo timore conoscere che sotto lo splendore delle splendide rose giacciono le ossa dei morti. Solo i più attenti si accorgono che il roseto è disegnato come una menorah, mentre la maggioranza guarda come una buffa diavoleria il bassorilievo posto all’ingresso con incise le leggi di Mosè, quelle che i cristiani chiamano comandamenti (e ai quali ovviamente non ubbidiscono). Bisogna sbrigarsi ad andare al roseto perché è aperto solo a maggio e perché le rose sfioriscono presto (e il profumo e quei colori io credo che ci aiutano a fare un po’ di strada verso la fragile e meravigliosa felicità) .

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

11/05/12

venerdì, 11 maggio 2012

11/05/12 – Amore/Vola da me/Con l’aeroplano di carta/Della mia fantasia/Con l’ingegno del tuo sentimento/Vedrai fiorire terre piene di magia/ E io sarò la chioma d’albero più alta/Per darti frescura e riparo (Alda Merini)

Occhiuti come pochi i cattolici sanguinari del Movimento per la Vita faranno la loro seconda marcia in coincidenza con la Giornata dedicata alla festa della mamma. Il focus della marcia che sfocerà in san Pietro alle 12 per l’angelus papale, è come sempre la condanna dell’aborto e la conseguente esaltazione della madre secondo lo schema della famiglia di Nazareth. Noi italiani, corrotti dall’onnipresente cattolicesimo, siamo convinti che la data scelta per la festa della mamma cada di maggio in onore della Madonna, la madre per eccellenza. In realtà l’idea di dedicare un giorno alla mamma è della militante pacifista Anna Jervis per invitare le madri d’America a costituire una rete per la riconciliazione tra le parti all’indomani della guerra di secessione; scelse il 10 maggio, anniversario della morte di sua madre. Successivamente il presidente Usa Wilson nel 1914 istituzionalizzò la festa fissandola alla seconda domenica di maggio. La celebrazione venne importata in Italia da un francescano di Assisi che consegnò immediatamente la festa allo spirito mariano.
Come si sa per le mamme italiane c’è ben poco da festeggiare. E i motivi vanno dagli ostacoli – spesso barriere – nel lavoro, dalla scarsezza dei nidi, dalla totale assenza di aiuti economici per i nuovi nati. Ancora, l’Italia è l’unico paese europeo dove il lavoro di cura (bambini e anziani) è svolto quasi esclusivamente dalle donne.
Non sarà certo un regalo a sollevare le mamme da questi gravi problemi, ma, specie se si è adulti come me, si ha la certezza che l’unico amore incondizionato e senza richieste viene da lì. Anche se ci si mette un pò a capirlo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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La Chiesa cattolica concepisce la sessualità come un’attività puramente riproduttiva. E la catena di divieti – contro gli anticoncezionali, l’aborto, l’omosessualità – affonda le radici in un’idea animalesca del sesso. Gli animali ubbidiscono d’istinto all’imperativo della Natura: riprodursi. Gli umani, però, hanno una facoltà in più: la ragione. E’ nella nostra mente che nasce la sessualità. … E’ paradossale che una religione fondata sull’idea che Dio si sia fatto uomo consideri poi l’uomo un animale. Paradossale, ma non incoerente: la paura del sesso va di pari passo con la paura del libero pensiero. Controllare i corpi è un modo per controllare le menti. Non deve dunque stupire la recente presa di posizione dell’Agesci, che considera un “problema educativo” un capo scout omosessuale, perché “il capo è il modello per i suoi ragazzi”….. L’idea di fondo è che l’omosessualità sia un disturbo, una malattia a rischio contagio. E’ probabile che in dichiarazioni così ottuse aleggi il terrore della pedofilia, che della sessuofobia cattolica è senza dubbio il portato più tragico. Ma così si commette un ulteriore errore, perché accostare omosessualità e pedofilia non è solo un insulto, è una colossale sciocchezza. Basterebbe riconoscere i diritti della natura umana, e ogni problema d’incanto si scioglierebbe: ma a questo passo i cattolici sembrano ancora drammaticamente impreparati. (Fabrizio Rondolino, Vanity Fair

Una riflessione

mercoledì, 9 maggio 2012

Una riflessione da tener presente anche per le prossime elezioni in Italia : vale la pena di mettere il riconoscimento delle coppie di fatto ivi comprese quelle omosessuali (attenzione : MAI parlare nemmeno lontanamente di matrimonio gay… figuriamoci !) fra le priorità del programma elettorale ? Personalmente pur essendo interessato fortemente a quel riconoscimento giuridico mi aspetto che i miei partiti di riferimento (radicali e socialisti) mettano al primo posto delle priorità il lavoro, il risanamento dell’ economia e l’abbattimento dei costi della politica. Solo dopo metterei insieme agli altri temi elettorali i diritti civili, per evitare che la canea omofoba dei politicanti e dei gerarchi cattolici (spesso cripto-gay in conflitto di identità) si servano di quel solo argomento per perpetuare le discriminazioni delle persone omosessuali

8/5/12

martedì, 8 maggio 2012

8/5/12“Dimenticate Auschwitz!”, è il titolo dell’ultimo libro di Henryk Broder. L’autore polacco naturalizzato tedesco, ebreo, è figlio di genitori sopravvissuti ai lager nazisti. Secondo l’autorevole scrittore “Auschwitz è un’oscena Disneyland della morte, un’oasi wellness per il superamento del passato, perché la cosiddetta cultura della memoria consiste in rituali autoconsolatori per i posteri degli sterminatori”.
Ai nostri tempi, odiarsi e mordersi perché non abbiamo il cranio assolutamente costruito nello stesso modo, inizia ad essere la più mostruosa delle follie (E. Zola, Le Figaro, 16 maggio 1896)

Il 6 giugno la nazionale italiana di calcio, i cosiddetti azzurri, si recheranno in visita ad Auschwitz approfittando della vicinanza geografica con l’Ucraina dove si svolgeranno i campionati europei e, soprattutto, perché i dirigenti sportivi non potevano fare a meno di accettare questo invito suggerito alle diverse squadre addirittura dal premier tedesco Merkel. Che per la verità ha chiamato anche ad una maggiore partecipazione alle vicende della incarcerata Yulia Timoshenko . Entrambi i richiami della Frau hanno lasciato indifferenti gli italiani, in caso più disponibili a sensibilizzarsi sui randagi ucraini essendo, come noto, meno foriero di problemi avere solidarietà per gli animali piuttosto che mostrare empatia per gli umani.
Merkel appare al momento una dei pochi leader europei sensibile alla memoria della Shoah e netta nei confronti della xenofobia e neonazismo dei partiti nazionalisti in Europa. E’ utile ricordare che Merkel fu durissima con la Chiesa cattolica – non facendo nessuno sconto al pastore tedesco che la guida – sulla morbidezza, se non addirittura malleveria, nei confronti del negazionista lefevriano Williamson.
In attesa di vedere il ciglio umido di De Rossi mentre mastica la gomma e, soprattutto, le reazioni dei tifosi che usualmente inneggiano ai forni insultando come ebrei quelli della squadra avversaria durante i fastidiosissimi derby, è interessante ricordare che molti insegnanti che preparano gli studenti nei viaggi ad Auschwitz per la conservazione della memoria, sostengono che al ritorno parecchi giovani manifestano accentuate reazioni antisemite. Per aver partecipato più volte alla preparazione di questi viaggi mi verrebbe da dire che gli insegnanti non hanno una adeguata preparazione storica: spesso vengono utilizzate categorie fumose come la banalità del male, talora fanno ricorso a categorie mistiche… per cui si ricorre alle colpe degli ebrei (come è noto accusati di aver crocefisso Gesù) che, per la loro diversità (e superbia ricchezza potere avarizia)…. hanno provocato una reazione. Sembrerebbe mancare una seria analisi che connetta quelle vicende storiche agli eventi del secolo da poco finito. Difficilmente la Shoah viene letta come la punta estrema dell’idea – viva e attuale ieri come oggi – secondo cui la società è divisa in razze e etnie: alcuni hanno diritto di vivere e altre no per la loro pericolosità sociale. E il calcio e i suoi tifosi ci ricordano ad ogni partita questa loro indole, al punto di insultare (lo zingaro lo zulù…) perfino i loro gladiatori che sono arruolati per la forza e abilità e non per la limpieza de sangre!

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.lascatolachiara.it/articoli/VdM2012.htm
http://www.italialaica.it/news/rassegnastampa/35558
http://80.241.231.25/ucei/PDF/2012/2012-05-05/2012050521587111.pdf