Alle ultime esternazioni di Capitan Fracassa e Brighella, note maschere del Teatro dell’Arte all’antica italiana ormai ridotte a patetiche macchiette nel teatrino della politica, si sono aggiunte nei giorni scorsi alcune memorabili esternazioni del Celeste, come viene affettuosamente chiamato Roberto Formigoni. Con eleganza letteraria degna di ben altri personaggi Corrado Augias ha definito quel florilegio di esternazioni come “sconfinata impudenza“. Noi le chiameremmo più volgarmente.
Da La Repubblica del 24 aprile 2012 — pagina 48 sezione: COMMENTI
Caro Augias, ho seguito con interesse il lessico del Presidente della Lombardia. Uso frequente del termine “sfigato”, liberalizzazione del termine “pirla”; ne farò uso anch’ io tutte le volte che lo riterrò opportuno. Il presidente ritiene sfigato chi non fa vacanze di gruppo. Io dico invece che sfigato è chi non conosce la bellezza di una vacanza in solitudine, o con una persona cara, e ritiene che l’ unico modo di far vacanza sia intrupparsi in una chiassosa comitiva, su una barca chiassosa, in ristoranti alla moda anch’ essi chiassosi. Formigoni si rende conto che con quello che spende lui e i suoi soci per una “vacanza di gruppo” ci campano per diversi mesi diverse famiglie della piccola borghesia? Evidentemente non è interessato a quello che gli altri pensano di lui e, vivaddio, sbaglia. È un uomo politico e come tale deve rispettare la sensibilità e le fatiche (e magari le angosce) dei cittadini. Italo Paini – italpa28@gmail.com
È vero, è anche una questione di lessico, di linguaggio. Nell’ ultima settimana abbiamo avuto tre casi clamorosi di linguaggio ridicolo o delittuoso che nel famoso “paese normale” di cui ogni tanto si parla sarebbero bastati a mettere fuori gioco (politico) i loro autori. Umberto Bossi ha detto che la Lega con i suoi soldi fa quello che gli pare “anche buttarli dalla finestra”. Non è vero, non può fare quello che gli pare. Vengano dallo Stato (cioè da noi) o dai militanti quelli sono soldi pubblici e il rendiconto del loro uso dev’ essere limpido e preciso. La chirurgia estetica e il Suv per il piccolo Bossi non rientra tra gli usi consentiti. Solo una salute seriamente compromessa può spiegare parole così insensate. Debole e offensivo anche Berlusconi. Dopo averci menato per il naso per settimane con le sue “cene eleganti”, se ne esce di colpo con la gara di burlesque, parola appena suggerita chissà da chi, infatti pronunciata con difficoltà. Il burlesque ha la stessa verosimiglianza di quando disse di essere “fidanzato” con una signora molto per bene, invenzione estemporanea mai più ripetuta. Le donne dichiarate esibizioniste per natura completano il quadro. Come ha giustamente scritto Natalia Aspesi, “un clown smarrito”. Formigoni, messo alle strette dalle carte, ha finalmente detto dopo cento dinieghi che le ricevute di quei pagamenti le ha buttate via e non le trova più. Massimo Giannini gli ha suggerito di non crucciarsi, finiti gli esercizi spirituali basta andare in banca e farsi dare l’ estratto del conto corrente, un semplice gesto per fermare l’ ondata di fango che a suo dire lo investe. Tre uomini politici squalificati da ciò che hanno fatto e dalle povere scuse che sono stati capaci di escogitare. È peggio d’ una bugia; siamo di fronte a una sconfinata impudenza o a un preoccupante stress mentale.
- CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it

E’ bella questa risposta di Augias. Però , secondo me beninteso, è incompleta.
La sconfinata impudenza , forse per il pessimo esempio dato dalla partitocrazia, ha invaso i gagngli del nostro paese e noi.
Se penso all’ottimo Augias,penso ad un uomo arroccato al potere. E’ brillante, certamente, ma quanti altri potrebbero eserlo al suo posto? Tiene la rubrica su la Repubblica, il lavoro in rai, probabilmente non solo per meritola figliola lavora in quell’azienda.
So che questa mia intemerata potrebbe essere scambiata per invidia (no, al momento sto anche cercando di lasciare illavoro anzitempo il che miha trascinata in uno stato di grazia ) o per moralismo , la parolina ormai magica con la quale si stroncano le gamebe a chi voglia scappare dal pensiero unico.
Mi auguro , probabilmente rimanendo ancora una volta illusa, che questo marcio che ci è arrivato alal gola porti a d una seria riflessione sulle nostre vite e ci consenta un cambiamento non solo nel parlamento ma nella nostra cultura. mi sembra al momento l’unica speranza per cambiare in meno peggio questo finto paese.