27/2/12 – Il sindaco di Roma vuole una strada per Almirante ma vuole che sia una scelta condivisa. Il presidente della comunità ebraica romana Pacifici gli risponde “siamo stufi di essere tirati per la giacchetta”. Il riferimento è alla figlia di Almirante che lo accusa di accanirsi contro il padre. Dice Pacifici “prima della strada si faccia un convegno di storici sulla figura del leader dell’msi. Donna Assunta dice che il marito salvò migliaia di ebrei. A me non risulta. Come non mi risulta che ci siano stati pentimenti sull’essere stato redattore della “Difesa della razza”. Richiesto di un parere sul sindaco ha risposto: “non ho votato per lui come è noto. Ci ha chiesto di avere una conoscenza della nostra storia. Gli abbiamo regalato decine di libri sulle responsabilità dei fascisti nella deportazione degli ebrei in Italia”
C’è forse in noi qualcosa di inadeguato, respingente, sgraziato che spieghi il trattamento riservatoci? Sarà forse la parlata aspra, il pensiero contorto, la sospettosità istintiva, l’ansia mal dissimulata nel tentativo di presentarsi “alla pari”? (Gad Lerner, Scintille, Feltrinelli € 15)
Sull’Avvenire dell’11 febbraio Carlo Cardia esalta i Patti lateranensi del 1929: “Con essi si concluse il cammino di conciliazione tra Stato e Chiesa che dava piena luce al Risorgimento, superandone alcuni limiti”. Però all’epoca in Italia erano appena state soppresse tutte le libertà: di voto, di stampa, di associazione. “Limiti” del Risorgimento anche quelle? (Antonio Carioti)
Angela – una amica cara – mi ha raccontato di essersi sentita un po’ dubbiosa e delusa e esclusa durante una presentazione di un documentario prodotto dalla comunità ebraica, quando è partito un fragoroso applauso nel momento in cui qualcuno ha nominato Israele. Angela infatti pensa che gli ebrei che si identificano troppo con Israele si sentano poco italiani e, seppure comprenda bene i dolori del recente passato, ritiene che con la fine della guerra e il lavoro dei costituenti la cesura è stata fatta e si debba riservare l’applauso solo al proprio Paese.
In realtà la storia di emarginazione del popolo ebraico è antica ed è un po’ riduttivo ridurla agli stermini del nazismo e del fascismo. Si preferisce ignorare che i ghetti nazisti, prodromi dei campi di sterminio, sono una invenzione dei papi cattolici. Perché dimenticare la bolla di papa Paolo IV del 14 luglio 1555 Cum Nimis absurdum? In quel documento, un breve preambolo e 14 punti, si istituiscono i ghetti (da ghet=separazione, anche se molti sostengono che il termine origini dalla parola veneziana geto=fondamenta, basamenti che delimitavano i quartieri dei giudei). “E’ estremamente assurdo e sconveniente che i giudei col pretesto della carità cristiana che li accoglie e li tollera siano tanto ingrati verso di loro, al punto che invece della servitù dovuta cerchino di dominarli… sono arrivati al punto di abitare insieme ai cristiani”, e il documento prosegue elencando simboli distintivi, lavori consentiti, rapporti con i cristiani, luoghi di culto, abitazioni, gabelle allo Stato pontificio… Quando il fascismo emanò le leggi razziali la Chiesa di Pio XI non si scompose. E di Pio XII sappiamo. Terminata la guerra non decaddero automaticamente le leggi razziali, molti che non le avevano disapprovate come De Gasperi, il giovanissimo Andreotti, i vari professori Pende e Visco che avevano stabilito l’inferiorità razziale misurando i crani, i tanti docenti universitari che usurparono le cattedre liberate dai colleghi di razza inferiore, non fecero nessun passo indietro né pagarono le conseguenze delle loro nefandezze. Neanche è stato possibile istituire una giornata di lutto cittadino per il 16 ottobre – il 16 ottobre del 1943 più di mille ebrei furono concentrati a pochi passi da san Pietro per essere tradotti nei campi di sterminio, solo 16 ritornarono – perché? Non fu sfregiata la città? Non meritano quei romani il ricordo con lo stemma abbrunito?
I costituenti – e il giudizio non è tanto per quello che è stato fatto, ma piuttosto per quello che non è stato fatto e per quello che si sarebbe potuto fare – persero l’occasione di tagliare con il passato anche attraverso il mero articolo 7 dando al Paese, per la cui liberazione tanti si sacrificarono, caratteristiche teocratiche che oltre a ostacolare il processo di sviluppo dell’Italia, mai riuscita a mettersi al pari con altri paesi occidentali, isolò quelle poche minoranze religiose e etniche, oggi molto più numerose, discriminandole nei fatti. http://www.uaar.it/uaar/documenti/137.html
Eppure, è grazie a quelle minoranze che nel Paese è stato possibile un sentore di laicità, perché uno Stato laico è l’unico che può salvaguardare la libertà di ognuno, compresa quella di avere o non avere una fede. E’ possibile che non appartenendo ad una minoranza non si possa comprendere appieno quanti abusi avvengono ogni giorno. La pretesa della Chiesa cattolica di fare santo Pio XII ma con la contentezza da parte degli ebrei, così come le assurdità del sindaco post(?)fascista che chiede il permesso agli ebrei per istituire via Almirante. Ma anche l’accusa ridicola di dire che gli ebrei hanno votato per il sindaco fascista (li giudii a Roma abitano ovunque, ma nei municipi dove maggiormente sono non ha avuto mai la maggioranza il cdx per esempio), il rimarcare che c’è una deputata berlusconiana (persona con la quale io non condivido nulla, anche se mi indigna che Vauro per contestare le sue scelte politiche la disegna col magen David sul vestito), quando ce ne è anche uno nel pd e uno nel terzo polo, i siti ateisti che si interrogano su cosa accadrebbe se un imprenditore che rispetta il riposo sabbatico (gente che si conta sulle dita di una mano) ha un dipendente che vuole lavorare quel giorno.
Gli ebrei sono dei sognatori, forse sarà per l’attesa messianica, e continuano a vivere nonostante tutto! In un paese così dispari è normale pensare che esista un altrove che forse ti accoglierà. Un paese dove, non si può dimenticare, molti hanno parenti e amici. Un paese che, non si può perderne il ricordo, ha accolto molti ebrei espunti da paesi che fino al giorno prima pensavano fosse il loro. E poi, quando tua madre per consolarti di una pena ti prende sotto lo scialle per darti la sua benedizione, mentre senti quell’antica lingua dei padri, sai che la sicurezza non l’avrai mai. Non qui e non ora almeno.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Segnaliamo l’interessante libro di Ferrara e Pianciola, L’età delle migrazioni forzate. Esodi e deportazioni in Europa 1853-1953, Il Mulino, € 29
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12/2/12 – Celebrare una messa in onore dei morti non è cosa discutibile né da discutere. Un po’ diverso se alla messa partecipa il Presidente della Repubblica e quello del Consiglio e se la rai dedica una intera mattina all’evento. La messa in questione ha riguardato i morti e i dispersi della Costa Concordia naufragata al Giglio, un episodio che ha ferito e rattristato il Paese. L’Italia, che pure ha compiuto 150 anni, non è a tutt’oggi ancora in grado di celebrare un evento triste in modo laico, così da consentire la partecipazione di tutti gli italiani. Invece, come scriveva qualche giorno fa Sergio Romano rispondendo ad una lettrice offesa dalla sua affermazione che le notizie riguardanti il papa erano eccessive, anche in questa occasione gli italiani non cattolici sono stati ridotti “allo stato di captive audience, cioè uomini e donne che devono assistere a uno spettacolo scelto da altri”. E’ difficile amare il proprio Paese quando in momenti collettivi di dolore – per i morti del terremoto dell’aquilano, per il rientro delle salme dei soldati, per i viareggini bruciati dal combustibile, per l’omicidio della giovane di Avetrana… - l’unica possibilità è raccogliersi attorno ad un altare. Ignorare che in questo paese esistono non credenti e credenti in altro, è una offesa da parte dello Stato che, con tutta evidenza, preferisce continuare ad essere subalterno alla Santa Sede piuttosto che onorare tutti i suoi cittadini. Ricorda da vicino – troppo da vicino – quello che fece l’ultimo re d’Italia quando firmò, in ossequio al fascismo, le leggi razziali che condannavano milioni di italiani. E’ offensivo che lo Stato italiano non riesca ancora a fare un passo per superare l’articolo 7 della nostra Costituzione, quello che impegna l’Italia ad abbassare il capo davanti ai dogmi religiosi del cattolicesimo sancendo una condizione di privilegio per la Chiesa che non corrisponde con uguali doveri civili. L’unica Costituzione al mondo che contempla uno Stato che da sovranità ad un altro Stato sul proprio territorio. Potrei aggiungere che una Chiesa che vuole dominare anche sui non credenti è una offesa anche a quei cattolici che si riconoscono nella storia di Cristo che predicava la compassione. Ma non è una cosa che mi riguarda perché questa storia non mi appartiene.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
20/11/09 – L’uso strumentale delle conversioni non è una novità per la Chiesa cattolica, basti pensare a Edith Stein, santificata da Giovanni Paolo II e nominata patrona d’Europa. Su di lei si stanno pubblicando saggi, libri, film, si organizzano convegni e conferenze tentando il più possibile di cancellare le sue origini. Stein nata a Breslavia in Polonia, giovane filosofa assistente di Edmund Husserl, che si convertì volontariamente al cattolicesimo affascinata dalla figura di Teresa d’Avila, diventò monaca carmelitana con il nome di suor Teresa Benedetta della Croce. Tra il 1933 e il 1938 chiese udienza a Pio XII per sollecitarlo a condannare la politica antiebraica di Hitler, udienza sempre negata, ufficialmente per mancanza di tempo. Il merito di Stein, anche di Stein cattolica, è quello di aver provato a parlare col papa, ma che meriti hanno quelli che adesso ne esaltano la figura e che non ebbero il coraggio di chiamare gli sterminatori con il loro nome? Nella clausura del convento nell’Alta Slesia racconta la sua vita nella autobiografia “Storia di una famiglia ebraica”. Il suo racconto finisce nel momento in cui un treno blindato la prelevò per portarla ad Auschwitz, deportata e morta perché ebrea. E’ per apportare correzioni ai suoi errori che la Chiesa si è inventata una martire ideale la cui esaltazione altro non è che una autoesaltazione?
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Lucia Annunziata, per spiegare quanto deve essere libera l’opinione in Rai e quanto vane siano le polemiche, ha detto giovedì sera a Servizio Pubblico: “Avrei difeso Celentano anche se avesse detto che i gay vanno mandati nei campi di sterminio”. E poi dopo ha aggiunto: “La questione dei contenuti è in un qualche modo secondaria rispetto al diritto di parola in un servizio pubblico”. Molti si sono concentrati sulla prima affermazione (di questo per esempio discuteranno con Annunziata, esponenti dell’associazionismo gay nella puntata di “In 1/2h” (che andrà in onda il 4 marzo). A me sembra anche altrettanto discutibile la seconda ed è significativo, invece, che sulla seconda sia prevalso il silenzio. Questo mi preoccupa assai specie in un tempo in cui i principi mi sembrano alquanto incerti e confusi e dove il diritto di parola è identificato con lo “spararla grossa”.
David Bidussa
Tiziana scrive:
Eppure, è grazie a quelle minoranze che nel Paese è stato possibile un sentore di laicità, perché uno Stato laico è l’unico che può salvaguardare la libertà di ognuno, compresa quella di avere o non avere una fede
Anche perchè, sela mettiamo sulpuro piano religioso , l’ebraismo per certe libert individuali è più avanzato del cattolicesimo che permea i gangli dell’Italia. Penso ad esempio al divorzio e all’aborto.
Bello!
la persecuzione degli ebrei in tutto il mediterraneo cattolico come anche nell’europa cattolica ma pure protestante ha purtroppo radici profonde ed antiche. bisogna mantenere vivi e attivi gli anticorpi contro un antisemitismo che di volta in volta cambia volto e si sposa ai vari pensieri forti di matrice, spesso se non spessissimo catto-fascistoide. Personalmente non difenderei nessuna sedicente opinione razzista, xenofoba omofoba o antisemita; non tutte le opinioni sono tali, troppa accondiscendenza sto vedendo e ho visto per persone che non parlano ma ruttano, come i vari leghisti, casa pound e fascisti assortiti. Sempre sul tema ecco un lin forse utile:
http://www.direfarepensare.it/affaire_bbc_bnp.pdf