21/2/12

21/2/12Apri gli occhi e guardami in tutto il mio splendore, perché a questo punto del viaggio hai visto cose tali da esser in grado di sostenere la luce del mio sorriso (XIII Canto del Paradiso)
Non più andrai farfallone amoroso/notte e giorno d’intorno girando/delle belle turbando il riposo
(Con le mani andrò/dove sento il cuore/che mi fa capire come stai/aspettando me)

Forse ce ne vergogniamo. Deve essere questo il motivo per cui scriviamo poco dei troppi omicidi di donne.  Lo scorso anno si chiuse con l’orribile assassinio della 24enne Stefania consumato sotto gli occhi del nonno che tentava di difenderla mentre sua madre era dai carabinieri a denunciare per stalking l’ex fidanzato della giovane. Fu la 97esima donna ammazzata dal fidanzato marito padre amante. Ad oggi, e siamo solo alla metà del secondo mese dell’anno, le vittime sono già 20. E ovunque: da Napoli a Modena, da Crema a Trapani, da Trieste a Sassari.
Raptus sessuale? Violenza familiare? Delitto passionale?
Sembrano cose che non ci riguardano o che appartengono ad un Paese marginale che la maggior parte di noi non abita. Siamo pronti a rilevare quando una di queste tante uccisioni è di una straniera, così si può scrivere che riguarda culture distanti da noi, furori religiosi. Ma non è vero. Sono gli uomini che non cambiano, insicuri, fragili, smarriti, che non riescono ad accettare che le donne che credono di aver scelto sono stufe di loro. Della loro inadeguatezza intellettuale, della loro scarsa fantasia, della loro inutilità.  Non sono esemplari rari, sono i maschi che vediamo in televisione, che frequentano i nostri uffici, le nostre città, qualche volta forse anche il nostro letto.
Continuiamo a far finta di niente?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Caterina Soffici, MA LE DONNE NO, Feltrinelli,  € 14
Ogni giorno un maschio italiano ha 81 minuti e mezzo di tempo libero in più di una donna. L’Italia è la società più maschilista d’Europa. Solo nel 1963 viene abolita l’esclusione delle donne dal lavoro negli uffici pubblici; nel 1996 viene cancellato il reato di adulterio che puniva le donne con due anni di carcere; nel 1975 viene approvato il nuovo diritto di famiglia che stabilisce la parità tra marito e moglie, abrogando la patria potestà e la potestà maritale; nel 1981 è abolito il delitto d’onore che puniva con la carcerazione da tre a sette anni il marito “offeso”; nel 1996 viene riconosciuta la violenza sessuale come reato contro la persona e non più contro la morale. Il libro racconta storie, personaggi e fenomeni imprevedibili durante la mia giovinezza, come il velinismo politico o le soubrette che si fingono deficienti per acchiappare l’audience. Storie di lavoro “a parità di impiego le italiane guadagnano il 26% in meno dei colleghi”, ma anche successi “il caso di Renata assunta dall’Ikea nel ’96 come responsabile del controllo di gestione del negozio di Grugliasco, promossa vicedirettore mentre è in maternità per la nascita del primo figlio, poi a direttore durante la maternità del secondo”. E vistose assenze “le donne italiane nel Parlamento sono il 10,4%, in Svezia il 45%”. Le quote rose, emendamento alla legge elettorale presentato da Stefania Prestigiacomo nel 2003, naufragato in Aula il 12 ottobre 2005, prevedere di riservare alle donne il 25% dei posti in lista e sanzionava con un 10% dei rimborsi elettorali i partiti che violavano la norma. Voti a favore 140, contrari 452”.  Il confronto con l’estero umilia, ma dimostra che un mondo meno sessista è possibile: “in Spagna  l’obbligo di lavori domestici per gli uomini fa parte, per legge, dei doveri coniugali”, ma anche “ la Norvegia è stato il primo Paese a introdurre la paternità obbligatoria: 10 settimane al 100%, o 12 all’80% dello stipendio. In Danimarca i mesi sono 6 al 100% e altri 6 al 90%. In Svezia il congedo parentale è di 16 mesi da dividere a scelta tra i genitori”.  Il sottotitolo del libro è “come si vive nel paese più maschilista d’Europa”.  La mia risposta è male, specie se ti avevano preparato e avevi lavorato per qualcosa di diverso.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Resilienza  è l’atto che compiono i naufraghi nel risalire sulle imbarcazioni rovesciate. Il termine indica anche il processo emotivo che permette alle persone che hanno subito un trauma acuto o cronico di ricostruire in senso positivo la propria vita.  Con il termine coping si intende il processo che le persone mettono in atto per fronteggiare e ridurre lo stress. Segnaliamo due libri Valutare la resilienza di Laudadio, Mazzocchetti, Fiz Perez, Carocci editore, € 16.50 e “Colpire lo stress: il coping” di Laudadio, Fiz Perez, Franco Angeli editore, € 16.00

9 Commenti a “21/2/12”

  1. Sofia scrive:

    Tiziana, hai agione, voltiamo la testa perchè pensiamo che non riguarda noi. Anche se non credo che nel mio letto c’è un assassino, spesso capita che c’è un grande stronzo.

  2. Anna Spina scrive:

    Nel 2008 abbiamo fatto un piccolo dossier sulla 194 che grazie agli interventi di Tiziana, di Susanna Lollini, di Pina Vitelli e Francesco Varrato è risultato completo e interessante.
    A rileggere la scheda storica mi viene però una tremenda tristezza, l’Italia, se si eccettuano proprio i fervidi anni 68/75 che videro le donne in prima fila nell’immane sforzo di cambiare in meglio il paese, è rimasta una nazione dalla fragile democrazia e molto arretrato.
    http://www.direfarepensare.it/dossier_194_2008.html

  3. Anna Spina scrive:

    Vi segnalo sul drammatico stillicidio di donne fatte fuori dagli uomini http://bollettino-di-guerra.noblogs.org/
    che però nel momento in cui scrivo deve avere qualche problema tecnico, per cui non si apre; vi suggerisco comunque di andare a visitarlo l’elenco delle morte ammazzate nel nostro se dicente paese moderno e libero è impressionante e dà più di ogni rapporto o scritto socio-politico il senso della nostra tragica arretratezza culturale

  4. Sergio scrive:

    Tiziana:

    «Sono gli uomini che non cambiano, insicuri, fragili, smarriti, che non riescono ad accettare che le donne che credono di aver scelto sono stufe di loro.»

    Sì, ma perché gli uomini sono così, ci sarà una ragione, no? Questi comportamenti assurdi sono dovuti al «contesto», al brodo culturale, o forse a qualche effettiva fragilità psichica? Che si può eventualmente curare?

    « … le donne che credono di aver scelto …». Già, chi sceglie chi? C’è chi dice che sono le donne che scelgono. Ma poi davvero “scegliamo”? Non siamo piuttosto attratti? (dalla bellezza, intelligenza, bontà ecc.).

  5. Tiziana scrive:

    Si, sono d’accordo, spesso siamo attratti come animali da una cosa o una persona che ci piace.
    Forse dovremmo ripensare la questione dell’attrazione sesuale,
    Credo che gli uomini siano fragili forse per la pessia edducazione . E’ possibile

  6. Luisa scrive:

    Gli uoini sono diversi antropoligicamente.

    Anche quelli che sembrano migliori quando li conosci ti ricredi.

  7. Anna Spina scrive:

    cara Tiziana gli animali sono molto più saggi degli uomini. I mammiferi che vivono in branchi come i lupi o i cani ricorrono assai raramente ai denti per dirimere le loro questioni gli uomini invece spesso e volentieri uccidono la loro compagna e la loro prole. Da bambina giocavo con due grossi cani, Bionda e Filippo, Filippo era un vero gentiluomo, dei molti pisellofori che ho conosciuto non direi lo stesso

  8. Tiziana scrive:

    Sono d’accordo , i maschi anche i migliori nascondono la magagna

  9. Anonimo scrive:

    Apri gli occhi e guardami in tutto il mio splendore, perché a questo punto del viaggio hai visto cose tali da esser in grado di sostenere la luce del mio sorriso (XIII Canto del Paradiso)