Il compromesso storico lo faranno i preti.


Dopo il convegno di Todi sta prendendo corpo la nuova strategia politica del Vaticano. Non più una riesuazione della DC fatta dai vecchi e nuovi democristiani di PD, UDC e PDL, ma un partito tutto nuovo con l’innesto anche dei vecchi comunisti depurati delle pretese laiciste. In pratica i gerarchi vaticani, dopo la diffusione del documento del Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace con il quale accettano e sponsorizzano la lotta al liberismo in economia (ultima frontiera dei nostalgici del comunismo), lasciano intravvedere il nuovo partito che si accingono a sperimentare in Italia. E’ una chiara apertura all’apporto dei combattenti e reduci della frammentata diaspora comunista. Ma questo avrà un prezzo che in nome della lotta al capitalismo tutti i vecchi comunisti sono pronti a pagare : nessuna parità di diritti per le coppie omosessuali, revisione e forse abolizione della Legge 197 sull’aborto e approvazione immediata della Legge sulla Tortura Obbligatoria di Fine Vita. E’ chiaro che la crisi economica mondiale che attraversiamo è frutto dei meccanismi perversi dell’arricchimento facile e truffaldino a cui il sistema capitalistico vigente ha dato spazio e licenziosità. Ed è altrettanto evidente che un’ organizzazione sociale bimillenaria come la chiesa cattolica non poteva non accorgersi della fine epocale del capitalismo selvaggio. E con invidiabile tempestività si sono affrettati a mettere il cappello sulle riforme del sistema a cui le autorità finanziarie e monetarie internazionali dovranno necessariamente ricorrere. In attesa di questi eventi di portata planetaria nella piccola ma significativa Italia si sperimenta il compromesso storico, in salsa cattolica, fra cristianesimno e marxismo. Censurando, ovviamente, ogni riferimento alle religioni come oppio dei popoli.



Tag: ,

I Commenti sono chiusi