De profundis per i governanti liberi scopatori.

Il generale-cardinale Bagnasco, capo del Governo Ombra dei Vescovi che controlla e guida la politica vaticaliana, ha dettato la linea politica e morale per tutti i governanti presenti e futuri della repubblica sottomessa alla loro competenze territorialie La CEI, Conferenza Episcopale Italiana, al pari di tutte le altre Conferenze nazionali che il Vaticano ha costituito in tutti paesi del mondo in cui si annidi una comunità di credenti cattolici, si riunisce periodicamente più volte l’anno per esaminare la politica del paese e dare disposizioni ai poiliticanti cattolici affinché si comportino secondo il magistero della chiesa e della sua dottrina sociale. Nella sua prolusione di ieri il Bagnasco non ha dato soltanto il benservito al cattolico attualmente in carica in Italia con il compito di applicare i desiderata pontifici, ma ci sembra che, di conseguenza, anche il prossimo dovrà essere al riparo da qualsiasi illazione peccaminosa per quanto riguarda la morale sessuale. Quindi nessun cattolico gay e/o convivente more uxorio potrà avere l’approvazione del CEI. Fuori gioco Vendola e Casini ? Non ci sembra che, a parte i comportamenti sessuali, la CEI preveda ostracismo per altri comportamenti, come ad esempio quelli in contrasto con l’onestà e il rispetto della legalità. Comunque da un’attenta lettura della prolusione ci è sembrato che abbiano molta più importanza le indicazioni politiche generali che riguardano soprattutto l’obbligo per i politicanti cattolici di salvaguardare i privilegi e gli interessi concreti del Cupolone :  più soldi per le scuole cattoliche, privilegi fiscali, applicazione delle direttive sulla Tortura Obbligatoria di fine vita (vedi sotto), ecc. I media vaticaliani invece sono tutti concentrati sulle presunte bastonate a Berlusconi dal quale ormai i gerachi vaticani hanno ottenuto tutto l’ottenibile e guardano ben oltre. Magari a una nuona DC in cui paracadutare anche i catto-comunisti di Bersani ormai convertiti al clericalismo più docile e puro attraverso le vecchie cariatidi democristiane da Bindi a Fioroni.

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