22/8/11 – Settimo non rubare

“Se il Vaticano rinunciasse definitivamente ai suoi sogni temporali l’Italia, profana o laica, dovrebbe fornire al Vaticano gli aiuti materiali, le agevolazioni materiali per scuole, chiese, ospedali o altro, che una potenza profana ha a sua disposizione. Perché lo sviluppo del cattolicesimo nel mondo, l’aumento dei quattrocento milioni di uomini, che in tutte le parti della terra guardano a Roma, è di un interesse e di un orgoglio anche per noi che siamo italiani” (Mussolini, discorso alla Camera, 21 giugno 1921)
In quei giorni (8 luglio 1921) la legge sulla nominatività dei titoli emanata dall’on. Giolitti, aveva messo la Santa Sede in grande allarme. In quella legge essa quasi vedeva il proposito del governo di voler distruggere in due o tre generazioni tutto il patrimonio delle comunità religiose… l’opposizione del Vaticano alla legge sulla nominatività obbligò l’on. Giolitti a presentare le dimissioni da presidente del Consiglio. L’Osservatore Romano del 27-28 febbraio 1922 si rallegrò perché la più lunga crisi ministeriale che si fosse mai avuta in Italia era stata finalmente conclusa con la formazione di un governo di coalizione, presieduto dall’on. Facta, dalla quale erano esclusi soltanto i socialisti. In risposta ai giornale che avevano accusato la Santa Sede di essere stata la responsabile della eccezionale lunghezza della crisi, col suo veto al ritorno al governo di Giolitti, il giornale del Vaticano affermò che “la Santa Sede era, voleva e doveva rimanere completamente estranea alle questioni di politica italiana, sia estera che interna, come ad ogni partito di ogni colore”(da Il Sillabo e dopo, Ernesto Rossi, Kaos edizioni, € 14.46)
A Roma gli autobus stanno andando verso l’estinzione grazie alla sconsiderata politica dell’attuale sindaco. Note le assunzioni di massa in ruoli apicali di parenti e amici nella municipalizzata. Come ulteriore sfregio ai romani, chi in questi giorni acquisterà un biglietto metrebus (1 €) finanzierà obbligatoriamente con 3 centesimi la Caritas, organizzazione religiosa. Contemporaneamente è stato annunciato l’aumento del biglietto a 1.50 dal 1° gennaio. Contiamo che la Caritas ci dia almeno il pranzo che abbiamo contribuito, nostro malgrado, a pagare (del resto paghiamo anche le loro sedi)

Benedetto XVI avrà avuto un momento di ottimismo nel vedere la gran folla di giovani plaudenti a Madrid. Ha toccato con mano come il bisogno di credere nel soprannaturale non decresce, anzi, nell’assenza di leader privi di visione, il gregge potrebbe aumentare. Ma il papa ha visto anche i giovani spagnoli, poveri di futuro, critici con la vanità tronfia dei rappresentanti cattolici e che mal tollerano di vedersi spogliati per celebrare il nulla.
Nel crepuscolo della ragione i laici insicuri dovrebbero esser particolarmente cauti con quei preti colti ed eleganti che accarezzano gli incerti dal verso del pelo. E anche con quei cattolici (o anche altre religioni) moderati, che con la loro comprensione e apertura all’irrazionale creano una atmosfera confortevole per gli estremisti che promuovono l’idea della fede come verità assoluta. Obbligandoci tutti ad un rispetto eccessivo della religione (è appena il caso di ricordare come Bindi, Casini, Gasparri abbiano dato la stessa risposta alla proposta sviluppatosi sul web di chiedere il conto anche alla Chiesa). I giovani spagnoli, o quelli che rispondono all’appello su facebook, non sono persone che protestano perché hanno la pancia vuota, ma lo fanno perché conoscono i propri diritti e non accettano più di vederseli scippati. Anche dai giornalisti del servizio pubblico di cui conosciamo l’inefficienza ma di cui non possiamo più tollerare il fanatismo apologetico con cui celebrano le gesta del papa in ogni suo spostamento.
La strada è in salita, ma potrebbe rendere più agevole il cammino non accettare più nessun politico che non abbia al centro del suo programma almeno l’abolizione dell’art. 7 della Costituzione.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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5 Commenti a “22/8/11 – Settimo non rubare”

  1. Sergio scrive:

    Abolizione dell’art. 7 come programma minimo? Ma scherzi? Ma se abbiamo una classe politica tutta genuflessa – tutta, sinistra atea compresa! Ma se Napolitano va a farsi applaudire da CL a Rimini! E anche il prode Zapatero ha messo la coda fra le gambe ed è andato a chiedere l’estrema unzione a Ratzinger, come scriveva Veneziani ieri nel Giornale.
    È da disperarsi, ma la Chiesa è ancora qui ed è applaudita e riverita da tutti.
    Io non voterò più, fanno tutti schifo, non solo Berlusconi. Siamo in un marasma globale, non solo nazionale: tempi d’oro per la Chiesa che si propone come punto di riferimento senza rischiare nulla (perché lei si limita a ribadire i grandi principi, i valori non negoziabili, mentre la soluzione dei problemi tecnici – che sono i veri problemi – spetta ai partiti coi quali la Chiesa ovviamente non può identificarsi essendo infallibile).

  2. Aviva De Benedetti scrive:

    Ho votato per il Pd, quindi mi sento autorizzata a dire che trovo disprezzabile la dichiarazione di Bindi. Non solo chi ha la pochette verde nel taschino disprezza l’Italia e gli italiani.
    Nello stesso modo trovo deprecabile che Bersani dica che la nostra è la Costituzione migliore del mondo, visto che contempla l’art. 7 che discrimina i cittadini di altre fedi o senza fede religiosa, o anche il suo non adeguamento ai tempi, ad esempio per la negazione del matrimonio tra omosessuali. E comunque in questi giorni di manovre ed esenzioni è l’art. 7 che stabilisce diversi regimi fiscali.
    Ho seguito un po’ i discorsi di Benedetto 16 a Madrid e, a parte quelli di senso comune che tutti a parole condividono, non mi sembra abbia detto niente di rivoluzionario sul piano teologico. Ma non intendo addentrarmi in questa discussione che, ritengo, non sia di mia competenza anche se mi interessa molto. La mia impressione è comunque di una persona molto più anziana della sua età biologica, non solo per l’aspetto fisico ma anche per una certa confusione mentale. Quanto al “laicista” Zapatero tornato a Canossa, mi sembra che sia stato quasi un obbligo per Zap incontrare il papa (al quale almeno non si è inchinato ma ha solo dato la mano). Piuttosto ho trovato più criticabile l’incontro privato tra il papa e il segretario del partito popolare che è anche il prossimo candidato alle elezioni di novembre.
    Quanto alla rai trovo assolutamente censurabile, sul piano dell’informazione, i servizi da Madrid. Anzi credo che per alleggerire il peso della manovra, sarebbe opportuno promuovere un processo di privatizzazione della rai, che sul piano dell’informazione e dell’intrattenimento non ci offre nulla, e sarebbe utile per spuntare le unghie ai politici (che bypartisanamente) ci mangiano.
    Ho trovato molto interessante e condivisibile il discorso di ieri di Napolitano, ma forse poteva trovare una sede diversa per farlo. Di fatto il meeting di Comunione e Liberazione è una sezione politica. Trovo obsoleto il concetto di sussidiarità caro a CL. Mi aspetterei che durante il meeting qualche giornalista (ma ho scarsa fiducia) facesse qualche domanda a Formigoni, presidente della Regione Lombardia, su come sia stato possibile non accorgersi del debito accumulato dall’ospedale san Raffaele. Questo non vuol dire che disconosco l’eccellenza dell’ospedale, ma i buchi sono stati prodotti dalla mala gestione non dall’eccesso di ricerca. La regione dovrebbe saperne qualcosa, o no?
    Ovviamente sono d’accordo con Tiziana sulla debolezza dei laici che cedono al cattolico “per bene”. Sarebbe l’ora di evitare contaminazioni con le religioni. Verso le quali non ho niente contro, anzi per alcuni possono rappresentare un grande arricchimento personale, ma solo se coltivate all’interno della propria casa.

  3. Tiziana scrive:

    @ Sergio

    Non sono proprio così ingenua. In realtà partiti minimi, come i radicali in formazione con i socialisti la rosa nel pugno avevano per programma proprio questo. come sai di fatto non esistono e anche i se-dcenti laici hanno pensato bene che era meglio votare partitoni che garantivano comode greppie per la mangiatoia.

    Proprio a dire la verità non mi sembra che Zapatero abbia mostrato un grosso cedimento nei confronti di B16. Credo che i politici vadano valutati per le leggi che fanno. Ad esempio in questo viaggio madrileno dove il papa ha incontrato i popolari nessuno ricorda che questi ultimi, elle regioni da loro amministrare, non abbiano aderito alla legge licenziata da Zap sul censimento e lo scavo delel fosse comuni dei martiri del franchismo. In cui la Chiesa spagnola c’entra qualcosa.

    Ho trovato un pò strumentale l’articolo di Veneziani che ho letto.

    Anche io condivido quel che scrive Aviva sul luogo scelto da Napolitano di cui pure ho approvato qualcosa di quello che ha detto (non tutto)

  4. luigi scrive:

    Penso che solo i radicali e pochissimi altri possono salvarsi da questo marasma generale.