Archivio di agosto 2011

31/8/11 – Voi siete qui

mercoledì, 31 agosto 2011

Una volta amavo Roma
perché ero giovane
e sapevo percorrere le colonne di Venere
la via Appia dalla notte all’alba
dormivo al Colosseo
e ammiravo i Caravaggio nella chiesa
senza dover pagare per la luce
Ora sono stanco a Roma
forse perché sono vecchio
e ho perso il mio amore per l’antica bellezza
Ora so solo bere nei bar (Gregory Corso)

Dal 27 ottobre al 4 novembre partirà, nonostante le picconate del sindaco Alemanno per cui attori e maestranze giocano, mentre il vero lavoro è solo quello in miniera o le sperperate che fa lui e i suoi colleghi dei partiti, la sesta edizione del “Festival internazionale del film” di Roma, così “ribattezzato” dall’acuto primo cittadino per trasformare una innocente kermesse in un concorrente per la storica Mostra del cinema di Venezia (fiaccandoli così entrambi a favore di Cannes).
In attesa che, in omaggio al suo clericalismo, chiami anche santo l’Auditorium Parco della Musica dove si svolgerà la manifestazione, godiamoci l’annuncio che ad aprire sarà il film The Lady di Luc Besson. La pellicola, fuori concorso, racconta la storia umana e politica di Aung San Suu Kyi, la signora birmana (interpretata da Michelle Yeoh) che da decenni è attiva contro la dittatura militare nel suo paese. Suu Kyi, è stata costretta agli arresti domiciliari quasi ininterrottamente dal 1989 al 2007, le è stato negato qualsiasi contatto con l’esterno e non le è stato consentito nemmeno di assistere il marito, morto qualche anno fa in Inghilterra. Nel 1991 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace. Besson, regista di Leon e Il quinto elemento, sarà a Roma insieme agli attori.
Intanto alla Mostra del cinema di Venezia (http://www.lascatolachiara.it/articoli/pensandovenezia2011.htm) che inizia oggi,verrà ospitato l’8 settembre per le Giornate degli autori il documentario di Alessandro Boschi e Alberto Crespi Voi siete qui. Una passeggiata per Roma insieme a celebri spezzoni di film qui ambientati, e i motivi per cui i registi li hanno scelti. Il palazzone di via XXI Aprile dove Scola ambientò Una giornata particolare, la via Margutta dove abitava Gregory Peck di Vacanze romane, il palazzone di Portonaccio dove Totò spiegava come si apre una cassaforte ne I soliti ignoti, via delle Zoccolette dove i due bulli di Un sacco bello di Verdone aspettavano le turiste che dormivano dalle suore, il gazometro delle Fate ignoranti di Ozpetek (turco romano), i quartieri Spinaceto e Garbatella di Moretti in Caro diario, il Pigneto di Accattone di Pasolini, l’Altare della Patria dell’Ora di religione di Bellocchio, il Ghetto di Febbre da cavallo.
In alcuni casi Roma si è trasformata, quartieri popolari sono diventati di moda, il palazzone di via XXI Aprile inaugurato nel 1936 da Mussolini per le famiglie dei lavoratori statali, adesso è conteso a 10mila € al metro quadro, lo splendido lungotevere dei Vallati che è in quasi tutti i film di Verdone è un orinatoio a cielo aperto, i preziosi Mercati generali di Ozpetek rischiano di marcire dietro i tubi di immaginari lavori in corso… A passeggiare oggi per la città sembra incredibile che Renato Rascel potesse cantare che Pure d’inverno a Roma è primavera. Ma è sempre attuale il me cojoni!, scandito ogni tre per due dal compianto Bombolo, indimenticata spalla di Tomas Milian-er Monnezza

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

11/7/11 – Il gatto di La Capria http://www.nessundio.net/blog/2011/07/11/5038/
Per seguire la Mostra di Venezia guarda il sito dell’amica di Tiziana, www.lascatolachiara.it

In ginocchio dal papa e con il velo dall’imam.

mercoledì, 31 agosto 2011

Incredibile prova di sottomissione delle autorità civili del nostro paese di fronte a qualunque esponente religioso. La vice-sindaco di Milano si presenta con la testa velata alla lesta di fine ramadam come se nel nostro Paese vigesse la sharìa e l’obbligo anche per i le donne non musulmane di coprirsi la testa in pubblico.
LEGGI

A questo porta il disprezzo per la laicità alimentato da decenni di politica genuflessa al potere del Vaticano che spinge i politicanti ad assumere atteggiamenti di sottomissione anche con le più insignificanti autorità religiose, senza nemmeno che la cosa sia stata richiesta o prevista da protocolli e cerimoniali ufficiali. Mi vergogno di aver gioito per la vittoria di Pisapia a Milano. Se arrivano a questo punto con i musulmani che faranno davanti al cardinale ciellino Scola, arcivescovo di Milano ? Gli baceranno mani e piedi ?

29/8/11 – Azioni rivoluzionarie

domenica, 28 agosto 2011

Cosa hai fatto per tutto questo tempo? Sono andato a letto presto la sera (Noodle-De Niro, C’era una volta in America di Sergio Leone)

Si può provare a fare una rivoluzione senza spargere sangue? L’Islanda ci sta provando.
I fatti: alla fine del 2008 inizia la crisi americana dei mutui subprime, l’Islanda che aveva fatto degli investimenti viene travolta dal crollo della borsa e le tre banche principali dell’isola vengono nazionalizzate. Nel 2009 la corona (moneta locale) tracolla dell’85% rispetto all’€, il Paese è in bancarotta. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) eroga un prestito di un miliardo e mezzo di €, mentre un miliardo viene concesso da Danimarca e Norvegia. Ma il tutto viene percepito dagli islandesi come una cura palliativa che da sollievo ma non piega la malattia, non accettano questa soluzione e protestano a Reykjavik davanti al Parlamento armati di pentole e cucchiai. Non soddisfatti di una generica promessa di elezioni costringono, con le proteste, il governo alle dimissioni. Nasce un esecutivo di coalizione a maggioranza socialdemocratica – guidato da Jòhanna Sigurardòttir a cui la stampa vaticaliana ha dedicato un malmostoso ritrattino perché sposata con una donna – che redige un piano di rientro dal debito con una tassazione per quindici anni a carico di ogni nucleo familiare, pari a 100 € mensili. Gli islandesi riscendono in piazza e il presidente Ragnar Grimsson indice un referendum al quale il 93% dei cittadini risponde no, il debito contratto dalle banche non può essere scaricato sulle spalle dei cittadini. Il governo fa default (cioè è inadempiente nei pagamenti), viene cancellato il debito estero perché causato da azioni delittuose di banchieri in combutta con membri del governo. Ben presto vengono spiccati mandati di cattura per banchieri e manager e la materia diventa competenza dell’Interpool. Fiaccata nelle sue infrastrutture economico-finanziarie, l’Islanda decide di ripartire da zero. Prova a fare a meno dei partiti servi dei mercati, e nel novembre del 2010 l’assemblea dei cittadini, formatasi grazie alla rete, prepara la nuova Costituzione che corregge quella in vigore dal 1944, l’anno di indipendenza dell’Islanda dalla Danimarca. I costituenti sono 25 cittadini scelti tra 522 candidati, non appartenenti a partiti. Sono avvocati, giornalisti, matematici, agricoltori, impiegati, un pastore (di anime), un regista… i costituenti si avvalgano dei suggerimenti inviati dai cittadini tramite facebook e twitter. Una prima bozza è stata presentata alla fine di luglio in Parlamento. Tra gli articoli, che determinano il modello economico e la legge elettorale, un particolare rilievo viene assegnato alla preservazione dell’ambiente e al diritto dei cittadini di vigilare sui dati e provvedimenti del governo. La bozza finale della Costituzione sarà sottoposta all’approvazione del Parlamento il 1° ottobre e il testo finale sarà sottoposto a referendum. Sapremo presto se David – gli islandesi – vincerà su Golia – il potere politico-finanziario di stampo neoliberista – il tutto senza spargere una stilla di sangue.
L’Islanda ha una superficie che corrisponde ad 1/3 dell’Italia e la popolazione non raggiunge un ottavo di quella di Roma. Forse le cose sono più semplici quando si è di meno e non si è torturati dal caldo. Ma sarebbe opportuno guardare all’isola di ghiaccio, alla rivoluzione delle idee messa in atto da cittadini abusati che non hanno voluto tollerare che si calpestassero i loro diritti. Nella popolosa Roma persone apparentemente normali, dibattono da anni se sia il caso di abbattere il muretto che delimita l’ingresso al museo dell’Ara Pacis (tra l’altro alla modica cifra di 600mila €), e si fanno carte false per candidare la città alle Olimpiadi, una incredibile kermesse dove gente giovane ma adulta vive una vita in cui una frazione di secondo in più o in meno determina il proprio valore. Sarebbe il caso di sfruttare la crisi economica che ci morde per cambiare le nostre vite, provando a dare priorità a quel che conta. Anche usando “il buon senso”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.arapacis.it/
http://gadget.wired.it/reviews/audio/2011/08/04/bjork-biophilia-album-app-13916.html

L’Italia, dove il Parlamento conta quanto il due di picche.

domenica, 28 agosto 2011

Dopo che uno speciale Consiglio dei Ministri aveva preso all’unanimità decisioni precise con un Decreto Legge firmato dal Presidente Napolitano, scopriamo che era solo uno scherzo e che la Manovra vera non si decide nei luoghi istituzionali a ciò deputati ma al Meeting di Rimini e al BerghemFest. Cari italiani, perché perdete tempo per andare a votare le favorite e i favoriti dei tre segretari politici nazionali che contano. La politica non la fanno pù nemmeno loro ma solo i ciellini e i leghisti nelle loro sedi rituali annuali.

IDEE RIPUGNANTI, QUASI TUTTE CONDIVISE CON LA PEGGIORE ESTREMA DESTRA RAZZISTA D’EUROPA

Cosí la Lega ha legato l’Italia

DI FURIO COLOMBO – DA IL FATTO DEL 28 AGOSTO 2011

E tutto con l’entusiastica approvazione di Comunione e Liberazione

Cosí la Lega ha legato l’Italia

di Furio Colombo

Il peggio della Lega (leggi “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”, partito di secessione e di governo del Paese da cui si invoca la secessione) si vede nella caduta.

AVVIENE nell’estate del 2011, parte del rovinoso crollo di Silvio Berlusconi, che ha campato di voti della Lega, ma li ha pagati, a scadenze fisse, carissimi, mantenendo l’alto tenore di vita di un partito quasi inesistente attraverso il governo, il potere e la vita facile dei gerarchi. Ma è anche la caduta interna di un partito privato e carismatico, nel momento in cui l’eccesso di potere e di pretese di altro potere non ha potuto piú reggere lo squilibrio fra il disvelamento progressivo di idee ripugnanti, quasi tutte condivise con la peggiore estrema destra razzista d’Europa (dal “respingimento in mare” alla negazione del diritto d’asilo, dall’invenzione del reato di clandestinità alla detenzione arbitraria nei cosiddetti “centri di identificazione” , dalla caccia ai Rom alla tentata segregazione dei bambini nelle scuole) e l’eccesso unilaterale di potere in un governo composto da altre destre, fondate sul danaro, sulla occupazione (con profitto) dello Stato e su un bisogno apparente di “nazione” e “bandiera” continuamente contraddetto e disprezzato dall’interno dello stesso governo.

Ma il punto di squilibrio piú grave, deliberatamente tenuto in ombra ma non nascosto, non abbandonato, dai portatori del progetto padano, è la secessione, ideologia e politica praticata e predicata da un partito a cui è stata affidata la gestione della polizia e della politica interna italiana, ma anche della politica estera, attraverso il disegno e il controllo di tutta la politica dell’immigrazione, fino al trattato con la Libia. Certo ne ha segnato i suoi aspetti qualificanti e cruciali, un’Italia crudele, indifferente, cieca. L’Italia ha vissuto dunque la lunga e umiliante condizione di essere governata, in parti vitali e in funzioni essenziali, da un partito anti-italiano, che non si è mai neppure molto preoccupato di nascondersi e camuffarsi. Pensate che, da un lato, il portavoce autorevole della Lega Nord (tre ministri in posti chiave di governo) è un personaggio politico come Borghezio, “d’accordo al 100 per cento con l’assassino norvegese Breivik”. Borghezio è il capo delegazione della Lega Nord al Parlamento europeo. Ha provocato qualche rapido e furtivo dissenso, senza che sia stata chiesta alla Lega alcuna dissociazione formale, o che vi sia stata. E, dall’altro lato, il lato della finzione legale e del parlamentarismo regolare, il deputato Lega Nord Luciano Dussin, scrive il 23 agosto in un editoriale su La Padania: “L’Italia è una famiglia da cui bisogna uscire”. È importante tenere in vista e affiancate queste due facce del partito “Lega Nord per l’indipendenza della Padania” che si chiama cosí e giura cosí (ogni ministro giura sulla Padania prima di recarsi al Quirinale a giurare sulla Costituzione Italiana, ogni comizio del ministro italiano Bossi e del ministro italiano Calderoli si concludono con il grido “Padania libera!”) mentre governa la Repubblica Italiana, mentre disprezza il tricolore, mentre rifiuta, in modo formale e senza incontrare obiezioni istituzionali, ogni evento o celebrazione che abbia riferimento con l’Unità d’Italia.

È NECESSARIO infatti respingere il gioco che vuole far apparire il pesante protagonista delle vicende della Lega Borghezio come un personaggio strano e marginale, quando invece quasi ogni immagine lo mostra accanto a Bossi tra i principali attori della politica leghista e degli stravaganti eventi di Pontida, con finti Templari e finti Crociati muniti di elmo e di spadone. È il partito che tende a usare o nascondere la bandiera secessionista a seconda delle dispute politiche interne alla maggioranza, senza mai però dismettere il disprezzo verso l’Italia e i suoi simboli. Il Dussin per bene e il Borghezio nazista ci servono per comporre un’unica immagine che è tetra e pericolosa persino al di là delle intenzioni di molti che partecipano o hanno partecipato alle avventure della Lega, vista spesso e soltanto come partito locale di ricordi e tradizioni, e barriera contro la paura.

ECCO il grande collante, la paura. Consente, a Breivik come al leghista di campagna con la finta barba verde, al templare della domenica e al bevitore di ampolle di acqua del Po, di avere paura del passato (il disprezzo per l’Italia, la sua bandiera, la sua liberazione, il suo inno, troppi volti e nomi ed eventi sconosciuti) e – allo stesso tempo – paura del futuro, a cui, una volta caduti nel pozzo del provincialismo piú stretto, locale e claustrofobico, è facile dare un volto: lo straniero.

Il fenomeno non è solo italiano. Il New York Times del 25 agosto ha dedicato una pagina ai movimenti europei di destra xenofoba e razzista, dalla Svezia all’Ungheria. Non è un caso che la Lega Nord italiana non ci sia. Il camuffamento tiene grazie a due complicità. Una è quella della grande stampa Italiana. Ecco alcuni titoli di giornali italiani, mentre Bossi spiega che i giornalisti meritano legnate, che Casini è uno stronzo, che il ministro Brunetta è “il nano di Venezia”, che Tremonti merita una pernacchia e mentre il ministro per la Semplificazione Calderoli precisa: “Questi scribacchini che rompono le palle sono stronzi e comunisti, ma la parola comunisti vuole anche dire stronzi”.

VEDIAMO dunque i titoli, rispettosi e prudenti: “Bossi media con il Premier e attacca Casini” (Il Corriere della Sera, 21 agosto 2011); “Calderoli: capitolo chiuso, la previdenza non si tocca” (La Stampa, 22 agosto 2011); “Il Senatur non cede, Berlusconi trovi un’altra strada” (La Stampa, 21 agosto 2011); “Pernacchia di Bossi alla proposta di Alfano” (La Stampa, 22 agosto 2011); “Lega, secessione tattica per spostare sacrifici al Sud” (Il Corriere della Sera, 24 agosto 2011); “Padania, Berlusconi frena Bossi” (Il Corriere della Sera, 23 agosto 2011).

Intanto si schiera Comunione e Liberazione e mette a disposizione del ministro dell’Interno, che ha appena aumentato la detenzione illegale dei migranti da sei mesi a diciotto mesi nei famigerati “centri di identificazione”, veri campi di concentramento per esseri umani colpevoli di essere scampati al mare e alla guerra, i suoi applausi appassionati, scroscianti e, si deve supporre, cristiani e autorizzati dai Vescovi. Applaudono, i bravi ragazzi di Comunione e Liberazione, evidentemente indottrinati a sottostare alla autorità, quando Maroni dice: “Spero che riprenda il Trattato con la Libia. Quando era in vigore aveva ridotto l’immigrazione del 90 per cento”. Applaudono i ragazzi di Rimini, come se non fossero in grado di capire che, per raggiungere la fermata quasi totale di migrazione in un mondo segnato da un immenso spostamento di popoli, occorre, affollare di cadaveri il fondo del mare, come facevano scrupolosamente i libici, con navi e armi e ufficiali italiani. Invano lo hanno testimoniato gli scampati e le Nazioni Unite. I ragazzi hanno applaudito, il ministro dei campi di concentramento italiani e degli abbandoni in mare, ha incassato.

È LA STESSA persona che ha tenuto per tre mesi senza alcuna protezione da freddo, pioggia e vento, senza tende o acqua o cibo, migliaia di nordafricani fuggiti dalla guerra e approdati a Lampedusa tra marzo e maggio del 2011. Poi, in piena guerra e con l’inganno (la promessa era stata di permettere il transito verso altri Paesi europei) quei profughi sono stati rimandati verso i Paesi della fuga, luoghi di probabile pena di morte. Ecco, questa è la Lega, il punto generatore di cattiva politica e di sentimenti spregevoli. Ha occupato col peggio delle sue idee e della sua politica un pauroso vuoto di civiltà nella vita italiana.

Manovra : pagheremo caro, pagheremo tutti…

domenica, 28 agosto 2011

…meno i politicanti, i preti, i ricchi e gli evasori abituali.

Per questi ultimi è in arrivo il condono speciale che mette al sicuro tutti queli che hanno evaso per anni ogni tassa. LEGGI – Per i politicanti nessuno parla di abolire il doppio stipendio per quelli che godono degli emolumenti pubblici (Parlamento, Regioni; Province e Comuni, oltre che presidenze e consigli di amministrazione in Enti di Stato) continuando a percepire quello dell’ente o istituzione pubblici in cui si erano sistemati prima dell’elezione. Non solo, ma i parlamentari che fanno i ministri contineranno a prendere i due stipendi previsti per entrambe le cariche. E quanto alla riduzione del loro numero (attualmente oltre 1000 fra Camera e Senato) sono solo promesse per illudere i gonzi elettori.

Per quanto riguarda i preti dopo lo sbarramento piagnucoloso che i piu grandi bugiardi e mistificatori abituali della Menzogna Globale sono riusciti ad alzare con la complicità dei loro zuavi in Parlamento e nei media vaticaliani, state tranquilli che continueranno a prendere per intero il truffadldino ottopermille e a godere dell’esenzione dall’ICI in tutti i loro edifici dove praticano lucrosissime attività imprenditoriali con la scusa che siccome c’è un’immaginetta della madonna o di padrepio quello è un edificio di culto e non commerciale. Come le leggi approvate dagli ultimi governi clericali dal 1994 (Berlusconi, ma anche Prodi e rifondaroli comunisti consenzienti) consentono loro senza problemi.

I ricchi a loro volta sono considerati tali solo se hanno un reddito oltre i 200 mila Euro e forse gli metteranno un contributo di solidarietà irrisorio, mentre quelli fra i 100 e i 200 mila sono poveri come voi che portate a casa forse 1000 Euro al mese, e non pagheranno niente. Questo ci prepara il Governo Berlusconi/Bossi sorretto dai responsabili di Scilipoti.

Il serpente a due teste visto da Avvenire

DI MARCO POLITI – DA IL FATTO 28 AGOSTO 2011
LA TESI
Il quotidiano della Cei contro il Gran Maestro del Goi e Staderini
Finalmente risplende la verità. Ici, 8 per mille, esenzioni lecite o illecite? La spiegazione è semplice. Contro la Chiesa è in atto un complotto, anzi l’aggressione di un serpente a due teste. L’una è radicale, l’altra è massonica. Cosí tutto è chiaro e i fedeli cattolici, fra i quali pure abbondano interrogativi in proposito, stiano tranquilli. I nemici della Chiesa cercano un “bersaglio da additare all’odio popolare”.

Esplosa la discussione sull’evasione fiscale degli enti ecclesiastici e i sovvenzionamenti statali alla Chiesa, l’Avvenire perde le staffe. Un fondo del direttore attacca radicali e giornalisti, colpevoli di “spacciare leggende nere e cifrati anatemi contro la Chiesa” e denuncia un fantomatico “ordine di attacco… dev’essere detto che la salvezza dell’Italia in crisi sta nel colpire la Chiesa”. Una pagina interna evoca il “mobbing mediatico”.

Questi nemici aizzati dai radicali sono spietati. Vogliono (secondo l’editoriale di Avvenire) fulminare di tasse “mense dei poveri, case di accoglienza, oratori, ostelli, scuole, musei”.

L’arcidiavolo è il segretario radicale Staderini, la metà della “campagna anti-Chiesa”. Ma è troppo poco. C’è un’altra metà occulta. Voilà. Gustavo Raffi, Gran Maestro del Goi, la “piú antica e numerosa comunione della massoneria italiana”.

Dan Brown si dia da fare. È già pronta la trama di un film. Staderini suggerisce all’Avvenire come altri demoni complottatori: “Gatto Silvestro, Gargamella, Lupo Ezechiele e la Regina di Biancaneve”.

Per restare con i piedi per terra conviene ricordare pacatamente all’Avvenire che sul Fatto Quotidiano è stata posta sin dall’inizio una domanda fondamentale, che circola nelle teste di tanti cittadini credenti e diversamente credenti. La Chiesa è disponibile o no – di fronte al rischio di crack dell’Italia – a rinunciare volontariamente a una parte delle sovvenzioni statali derivanti dall’8 per mille, visto che tagli pesanti sono imposti a settori vitali come sanità, istruzione, enti locali? È una domanda non acrimoniosa, che nulla disconosce dell’impegno della Chiesa per i più deboli.

Il fondo di Avvenire non dà risposta. È un mutismo ostinato. Silenzio continua a esserci sulla stortura del doppio conteggio dell’8 per mille, che utilizza anche le “quote” del sessanta per cento di contribuenti che non vogliono dare soldi alle confessioni religiose o a iniziative umanitarie dello Stato , lasciando al bilancio statale la loro quota di Irpef. Silenzio sulla possibilità, prevista dalla legge istitutiva, di ricalcolare insieme (Stato e Chiesa) il gettito per l’istituzione ecclesiastica. Silenzio sull’obbligo imposto a Stato ed enti locali di pagare due volte la missione dei sacerdoti: una volta con l’8 per mille e un’altra volta ancora con convenzioni per stipendiare il clero in ospedali, case di cura e carceri. Silenzio sull’urgenza di eliminare le zone grigie di elusione fiscale per attività commerciali. Silenzio sulla necessità che le diocesi presentino un bilancio pubblico dei propri beni mobili e immobili come avviene in altri paesi europei.

Il vicepresidente del Senato Emma Bonino dichiara che gli atti della commissione parlamentare, incaricata di supervisionare la revisione triennale del gettito dell’8 per mille, sono coperti dal segreto. Mente il vicepresidente del Senato? E se non mente, Avvenire concorda sull’urgenza di rendere pubblici i dati?

È facile agitare il vessillo della demonizzazione, più difficile – in Italia almeno – discutere di soldi e di tasse oggettivamente, senza le categorie di amico o nemico.

La posizione dei diavoli radicali è che l’Ici si debba pagare per ogni attività commerciale. Escluse quelle di culto e cura delle anime, formazione del clero, scopi missionari, catechesi, educazione cristiana, assistenza, beneficenza, educazione. Si fatica a vedere in questa formulazione un odio per la Chiesa. Sul giornale dei vescovi un onesto parroco romano scrive di pagare le tasse su un appartamento donato alla parrocchia. Basterebbe un cenno dei vescovi per aprire un’indagine in ogni diocesi.

L’Avvenire di ieri ci regala però una perla, da non perdere. L’Opera romana pellegrinaggi – ci informa – “ha sede in Vaticano” e “paga le tasse dovute alla sua attività in territorio italiano”. Delizie del linguaggio monsignorile. L’Opera romana pellegrinaggi è un efficiente e imponente operatore di turismo religioso. Il suo bilancio è sconosciuto. I suoi introiti ancora di più. Ora è ribadito che ha sede in un paradiso fiscale non previsto dal concordato. È “romana” in tutto per tutto, ma basta un saltino e sparisce oltreconfine. “È bella la domenica”, dicono a Genova.

Manovra : pagheremo caro, pagheremo tutti…

domenica, 28 agosto 2011

…meno i politicanti, i preti, i ricchi e gli evasori abituali.

- Per questi ultimi è in arrivo il condono speciale che mette al sicuro tutti queli che hanno evaso per anni ogni tassa. LEGGI

- Per i politicanti nessuno parla di abolire il doppio stipendio per quelli che godono degli emolumenti pubblici (Parlamento, Regioni; Province e Comuni, oltre che presidenze e consigli di amministrazione in Enti di Stato) continuando a percepire quello dell’ente o istituzione pubblici in cui si erano sistemati prima dell’elezione. Non solo, ma i parlamentari che fanno i ministri contineranno a prendere i due stipendi previsti per entrambe le cariche. E quanto alla riduzione del loro numero (attualmente oltre 1000 fra Camera e Senato) sono solo promesse per illudere i gonzi elettori.

- Per quanto riguarda i preti dopo lo sbarramento piagnucoloso che i piu grandi bugiardi e mistificatori abituali della Menzogna Globale sono riusciti ad alzare con la complicità dei loro zuavi in Parlamento e nei media vaticaliani, state tranquilli che continueranno a prendere per intero il truffadldino ottopermille e a godere dell’esenzione dall’ICI in tutti i loro edifici dove praticano lucrosissime attività imprenditoriali con la scusa che siccome c’è un’immaginetta della madonna o di padrepio quello è un edificio di culto e non commerciale. Come le leggi approvate dagli ultimi governi clericali dal 1994 (Berlusconi, ma anche Prodi e rifondaroli comunisti consenzienti) conesntono senza problemi.

- I ricchi a loro volta sono considerati tali solo se hanno un reddito oltre i 200 mila Euro e forse gli metteranno un contributo di solidarietà irrisorio, mentre quelli fra i 100 e i 200 mila sono poveri come voi che portate a casa forse 1000 Euro al mese, e non pagheranno niente. Questo ci prepara il Governo Berlusconi/Bossi sorretto dai responsabili di Scilipoti.

26/8/11 – Qualsiasi pensiero è lecito?

venerdì, 26 agosto 2011

Cosa impedisce di prendere atto che in maniera irreversibile si è finalmente e pubblicamente dissolto il mito del bravo italiano? Perché è così difficile ammettere e riconoscere che è questo che è accaduto? Credo che ci sia una ragione e questa consista nel fatto che ammetterlo implichi di assumerci le responsabilità di ciò che facciamo (David Bidussa)

Gaetano Saya, leader del Partito nazionalista italiano, ebbe un momento di notorietà all’inizio della legislatura, quando la Lega propose come panacea le ronde padane. Come è noto quell’iniziativa è finita presto nel nulla mentre la politica sicuritaria del governo – e in particolare di alcuni sindaci – si è tradotta in un più alto numero di episodi di microcriminalità (a Roma, ad esempio, 28 delitti dall’inizio dell’anno, più un discreto numero di stupri e violenze verso omosessuali) e un clima da anni ’70.
Torniamo a Gaetano Saya, ex dirigente dell’Msi-Dn e fondatore del Dipartimento studi strategici antiterrorismo, che ha lanciato su un social network il reclutamento per la “guardia nazionale” convocando una manifestazione-convegno per la fine di settembre a Genova. Nel “Programma per la liberazione dell’Italia” pubblicato sul suo sito (www.gaetanosaya.org) , tra le altre cose si legge che “può essere cittadino dello Stato solo chi sia connazionale. Può essere connazionale solo chi sia di sangue italiano”. Gli immigrati sono chiamati indistintamente “nuovi barbari”, gli omosessuali “pederasti, pervertiti, finocchi”. Dopo un forte protesta dell’Ucei (unione comunità ebraiche italiane) , l’Ufficio antisdiscriminazioni razziali del ministero per le Pari opportunità ha avviato una indagine. Nel frattempo Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica, ha dichiarato che se entro il 20 settembre le istituzioni non prenderanno posizione, gli ebrei italiani organizzeranno una manifestazione contro questo neopartito xenofobo. Già da ora, nonostante la mia proverbiale pigrizia, aderisco all’appello lanciato da Pacifici.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Bersani fa lo gnorri…

mercoledì, 24 agosto 2011

e l’Avvenire gli da il contentino di una citazione. LEGGI

Come poteva il segretario del partito erede della DCde sinistra” mettersi contro i privilegi dei gerarchi vaticani ?
E infatti tira fuori la solita fregnaccia della Caritas che è tanto buona e fa tanto del bene a tutti. Ma il grande furbacchione che non prenderà mai più il mio voto (né lui nè il suo partito) sa benissimo che nessuno vuol togliere un Euro alla Caritas a cui i governi clericali degli ultimi 60 anni hanno delegato tutta l’attività assistenziale che per molti anni faceva capo ai Comuni attraverso gli ECA e altre strutture. Dovrebbe anche sapere benissimo che le attività benefiche della Caritas sono finanziate da Stato, Regioni, Province e Comuni con appositi e gravosi capitoli specifici di bilancio. E che i gerarchi vaticani non pagano un centesimo, perchè paga tutto Pantalone. Sa beneissimo il Bersani che sono sempre pubbliche istituzioni quelle che mettono a disposizione locali e strutture. E la mano d’opera è quasi tutta volontaria gestita dai gerarchi vaticani con enorme ritorno di prestigio e potere. E alla fine il furbissimo Bersani per rassicurare i preti padroni e predoni dice che «il prin­cipio è chiaro e lo teniamo fermo: esenzione per tutti, in base alla missione e alla finalità, e tassazione per le attività propriamente commerciali. Vanno poi verificati i singoli casi concreti, e credo che la Chiesa sia la prima interessata a farlo».

A Bersa’ nun ce fa’ ride… ? Tu non caverai un centesimo dai preti e non prenderai mai più il mio voto..

Non solo parassiti ma anche bugiardi professionali.

martedì, 23 agosto 2011

La richiesta di far pagare l’ICI sugli immobili in cui gli enti religiosi esercitano LUCROSISSIME attività commerciali viene mistificata sui giornali del regime vaticaliano (praticamente quasi tutti), come un attacco alle mense della Caritas che invece utilizzano quasi sempre locali di proprietà pubblica, sono finanziate da appositi capitoli di bilancio di Regioni e Comuni e utilizzano volontari, e quindi con l’ICI non c’entrano affatto. Noi invece vogliamo che paghino l’ICI i ricchissimi enti religiosi, quelli che per esempio a Roma da alcuni anni stanno sfrattando centinaia di inquilini poveri che però abitano in case del centro storico che appena liberate possono essere riaffittate a prezzi stratosferici ad inquilini ricchi… e senza pagare l’ICI. Infatti la legge vigente votata anche dai comunisti dice che si paga l’ICI solo per gli immobili adibiti NON ESCLUSIVAMENTE ad attività commerciali. Badate bene all’ipocrisia !!! Basta che in quegli immobili di proprietà religiosa (appartamenti, alberghi, piscine, cinema, teatri, ristoranti, campi da tennis, calcio e via dicendo, ci sia una cappella o anche un’immagine votiva di una madonna o di un padrepio con un lumino acceso che automaticamente non sono pù “esclusivamente commerciali”, ma diventano immobili destinati anche al culto e quindi ESENTATI dall’ICI. Maledetti bugiardi, nessuno vuol far pagare l’ICI alle chiese e alle parrocchie o ai monasteri dove i monaci fanno i monaci e i seminaristi i seminaristi, e nemmeno alla mense della Caritas, ma solo ai vescovi, ai preti e alle monache che fanno gli albergatori, i ristoratori, i gestori di cinema e teatri, e i locatori di immobili prestigiosi e lucrosissimi. Questi devono pagare e devono pagare tutto, come tutti i comuni cittadini soggetti alle leggi che DEVONO essere uguali per tutti e fatte rispettare.

Capitan Fracassa agita lo spadone.

lunedì, 22 agosto 2011

Ieri grande esibizione di Bossi che con lo spadone nella mano malferma cercava di interpretare al meglio il personaggio più grottesco del teatro dell’arte all’antica italiana, quello che finisce immancabilmente a calci nel culo in tutte le farse di cui abbiamo documentazione storica. La performance è stata allietata anche da una pernacchia destinata al segretario del PDL Alfano oltre che da gustosi insulti inidirizzati alla categoria dei giornalisti. Un’esibizione imbarazzante che arricchisce una raccolta infinita di frizzi, lazzi, sberleffi, gestacci, cachinni e insulti feroci come quello che dedicò al Prof Miglio (una scorreggia nello spazio) quando ci fu fra loro una frattura politica. Un triste finale per un personaggio che dopo aver rappresentato per venti anni l’eroe eponimo di un immaginario popolo padano oggi rischia il posto nella riunione al vertice del suo partito. Sarà il 25 luglio del Duce della Lega ?