Archivio di luglio 2011

Eurabia, l’islamizzazione dell’Europa parte dal Londonistan.

domenica, 31 luglio 2011

Elisabetta II da “defensor fidei” per la chiesa di Roma a passiva testimone della “propaganda fide” islamica.


“Zona controllata dalla sharia” Benvenuti nel califfato d’Inghilterra
Di Alessandro Carlini
Libero, 29 luglio 2011

L’estremismo islamico non dorme mai. Soprattutto nel Regno Unito, Paese che non fa molto per limitare la deriva integralista delle sue città e delle sue contee. E così dal progetto del “Londonistan”, di una zona della capitale “controllata” dai fondamentalisti, si è arrivati al sogno dell’«Emirato britannico», di una nazione «in cui sventola la bandiera nera dell’Islam a Downing Street». Queste parole arrivano da quello che è considerato il nuovo leader degli integralisti, il pachistano Anjem Choudary, che in passato ha rivelato proprio in un’intervista a Libero il suo progetto di “islamizzazione” del Regno Unito e perché no, anche dell’Italia un giorno. Dopo aver organizzato a Londra i “funerali” di Bin Laden, una manifestazione di fronte all’ambasciata Usa a cui hanno partecipato qualche centinaio di musulmani, l’ultima trovata del Predicatore sono i cartelli disseminati in alcuni quartieri della capitale, in cui si dice che lì viene rispettata la Sharia. E proprio in base alle legge islamica vengono “vietati” in quella zona l’alcol, la pornografia, la prostituzione, perfino la promiscuità e le feste troppo rumorose. Iniziativa del tutto illegale, anche perché esistono già le leggi britanniche per il mantenimento dell’ordine pubblico, ma che potrebbe riscuotere un certo successo nella numerosa popolazione islamica di quei quartieri. Basta ricordare che in molte parti del Regno la Sharia viene usata per risolvere molte controversie. Nel 2009 si contavano 85 corti islamiche, sparse in tutto il Paese e di sicuro, visto il successo, saranno aumentate in questi due anni. Fungono da “tribunali di arbitraggio” per i musulmani alle prese con problemi come il divorzio, la violenza domestica e le dispute finanziarie, e le loro sentenze hanno valore legale soltanto se approvate in seguito da un tribunale del Regno. Le autorità hanno fatto poco per contrastare questo fenomeno, preferendo non scatenare polemiche e rivolte nelle comunità islamiche. Ma si va anche oltre. In certi casi, anche nella civile Londra, vengono compiute violenze sulle donne, nascondendo il tutto dietro la cortina della religione di Maometto. Lo stesso Choudary è stato molto chiaro in proposito. Ha detto che si possono tranquillamente malmenare le mogli se violano le regole rigide della convivenza familiare. Meglio quindi che indossino sempre il velo islamico per non incorrere nelle ire del marito.
Così siamo arrivati fino ad oggi, fino a quei cartelli che recitano “State entrando in una zona controllata dalla Sharia¬Vige la legge islamica”. Le aree più interessate dal fenomeno sono i quartieri di Waltham Forest, Tower Hamlets e Newham, nell’est di Londra. Il timore delle autorità è che ci siano gruppi di integralisti, potremmo definirle “ronde islamiche”, che obbligano la gente a rispettare queste regole assurde. E pensare che l’organizzazione creata da Choudary, chiamata Islam4UK, è stata bandita dalla polizia, ma senza grossi risultati. «Con questa iniziativa – ha spiegato il leader musulmano – vogliamo gettare i semi per un Emirato islamico che sorgerà fra qualche anno». Scotland Yard è subito intervenuta e ha fatto togliere insegne e adesivi e avviato una serie di indagini per trovare i responsabili. Anche se si sa benissimo dove cercare, proprio a casa di Choudary. Che continua ad organizzare manifestazioni come quella in programma nel fine settimana, contro i movimenti di estrema destra ai quali si sarebbe ispirato lo stragista norvegese, Anders Breivik. E pensare che proprio il predicatore ha definito gli attentatori della Torri Gemelle come dei guerrieri, guidati da Allah.

L’acchiappanza islamica arruola i bambini per la Guerra Santa.

domenica, 31 luglio 2011

Souad Sbai commenta l’uso dei bambini che il terrorismo islamico indottrina attarverso i cartoni animati.

Quante cose passano per gli occhi di un bambino. Quanta facilità di emulazione c’è nel suo essere bambino. Ogni evento o fatto che ne susciti stupore o ammirazione diventa esempio da imitare e riproporre. Questo devono aver pensato gli ideatori del cartoon che inneggia al jihad, di cui il sito estremista legato ad Al Qaeda al-Shamouk, pubblica qualche fotogramma. Al di là del fatto che non esiste condanna umanache possa punire a sufficienza chi utilizza un bambino per uno scopo tanto aberrante, io credo occorra fare mente locale su un’evidenza semplice: oggi la guerra al terrorismo non è solo stanare miliziani, bensì comprenderne modi e capacità d’azione.

Entrare in una dimensione psicologica e strumentale del tutto singolare, nella quale il progresso serve solo alla vittoria del jihad e non a far decollare la crescita delle persone.    Quello in cui una donna, oltre a non poter mostrare il volto, non può nemmeno guidare un’auto, mentre la guerra santa viaggia in rete, attraverso facebook o youtube, grazie a tecnologie e mentalità all’avanguardia. Assassini che sparano durante azioni di guerriglia e spargimento di sangue in episodi che vengono definiti eroici e per la libertà: agghiacciante. L’obiettivo? Sarebbe semplice pensare solo al reclutamento di giovani kamikaze, pronti fra qualche anno o anche fra qualchemese, a farsi esplodere per compiere una strage. Occorre andare più a fondo e pensare che molto probabilmente l’obiettivo vero è di carattere sociale; spaccare le famiglie, costruire una macchina del dissenso che eroda i principi di libertà alla radice e sforni nuovi delusi da arruolare.

È la creazione del “media jihad”, programma di comunicazione integrato che gli estremisti a breve estenderanno su larga scala, toccandotutte leformepossibili dicomunicazione di massa e arrivando direttamente nelle case, nei pc, nelle tv. Operazione scientifica, questa del cartoon per bambini, che chi muove la fila del terrore e dell’oscurantismo ha ideato con l’intento di instillare fondamentalismo nelle giovani menti e nutrirle con l’odio e il disprezzo per le donne e l’Occidente.

È la volontà di costruire un modello educativo alternativo mascherato da cartone animato, mentre alle spalle si cela un mondo di disprezzo per tutto ciò che esce dalla cappa dell’oscurantismo.

L’annuncio era stato dato giorni fa: invaderemo la rete e i social networks, ma era caduto nel vuoto. Ma del resto, senemmeno gli oltre cento bambini sequestrati da Misurata e scomparsi nel nulla, magari proprio indirizzati a crescere nell’estremismo e a finire morti in un attentato, hanno saputo far notizia, la strada è lunga e occorrerà farla da soli. Perché è chiaro ai più che la lotta contro l’estremismo è un percorso accidentato e irto di pericoli che non prevede compagnia, perché qualcuno, da tempo ormai, nemmeno si accorge se sulla sua bacheca, fra cuoricini e saluti degli amici, compare la scritta: game over.

Souad Sbai

Capitan Fracassa umilia il Presidente della Repubblica.

venerdì, 29 luglio 2011

Capitan Fracassa umilia il Presidente della Repubblica. Con un’arroganza scandalosa il leader lella Lega Bossi risponde alle giuste rimostranze di Napolitano sul trasferimento di quattro Ministeri a Monza. LEGGIQuello che colpisce è l’atteggiamento insolente alla “ragazzino, lasciami lavorare” che il capo leghista ha assunto nei confronti della massima autorità dello Stato. Nel silenzio e nella compiacenza colpevole dei sui alleati di governo che tacciono come conigli, spaventati soprattutto dal fatto che se aprono bocca per difendere la dignità del Presidente della Repubblica i leghisti votano contro le leggi ad personam di Berlusconi e li mandano tutti a casa. A cominciare da domani al Senato dove il voto sulla legge allunga-processi è insieme anche un voto di fiducia.

29/7/2011
Il sistema istituzionale liquefatto
GIAN ENRICO RUSCONI
Come si permette Umberto Bossi di rispondere al Presidente della Repubblica di rassegnarsi al fatto compiuto del «decentramento» di alcuni ministeri a Monza? «I ministeri li abbiamo fatti e li lasciamo là, siamo convinti che il decentramento non sia solo una possibilità, ma una opportunità per il Paese». Questa non è affatto una risposta alla qualità dei rilievi che il Presidente della Repubblica ha rivolto si noti – al presidente del Consiglio, che si è ben guardato dal rispondere.

A parte la scorrettezza istituzionale e la sceneggiata di Monza, siamo davanti ad un gesto di irrisione istituzionale che umilia i cittadini e ridimensiona di fatto lo stesso Berlusconi. A quando il trasferimento (pardon, il decentramento amministrativo) di Palazzo Chigi ad Arcore?

Non mi pare che la classe politica nel suo insieme – alle prese con il fango della corruzione – si sia resa conto della gravità di quella che l’opposizione si è limitata a chiamare «farsa». In realtà rischia di essere una trappola istituzionale dalle conseguenze imprevedibili. Eppure il presidente del Senato Schifani, con aria finta ingenua, in tv ha parlato di decentramento amministrativo di sedi ministeriali per essere più vicine ai cittadini.

Ma non mi risulta che il Senato, da lui onorevolmente presieduto, abbia mai espresso un parere in proposito! Conta solo il senatùr Bossi?

E’ in atto una subdola liquefazione del sistema istituzionale, che viene interamente subordinato alla logica di potere delle parti politiche che lo gestiscono. Anzi alle persone che lo governano.

Non è chiaro se Berlusconi sia complice di quanto sta accadendo. Sembra aver perso lucidità, ossessionato di non rompere con «l’amico» Bossi o di stare in guardia contro l’ «ex amico» Tremonti che è spuntato, sia pure con l’aria un po’ spaventata, nella foto di famiglia di Monza.

Oppure Berlusconi sta lucidamente facendo lo sporco gioco di logorare con l’appoggio della Lega quello che considera il suo «vero nemico», Giorgio Napolitano?

Nessuno lo sa esattamente, perché la politica italiana sta andando alla deriva, con un solo risultato – il disfacimento del sistema istituzionale esistente. La trappola farsesca di Monza, la risposta irrispettosa al Presidente della Repubblica, l’ambiguità di Berlusconi, tollerata dai suoi sostenitori nella speranza di trarne vantaggio personale, l’impotenza dei cittadini, «indignati» o meno – sono tutti passi che portano al disfacimento istituzionale.

Molto opportunamente il Quirinale ha reso noto nella sua integrità il testo della lettera indirizzata al presidente del Consiglio «sul tema del decentramento delle sedi dei ministeri sul territorio». Con chiarezza in esso parla di «sedi o strutture operative, e non già di semplice rappresentanza, che dovrebbero più correttamente trovare collocazione normativa in un atto avente tale rango, da sottoporre alla registrazione della Corte dei Conti per i non irrilevanti profili finanziari, come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale». E’ un discorso troppo difficile per i leghisti oppure il loro «non capire» è il segnale di quanto sia profonda ormai l’insensibilità istituzionale?

In questa congiuntura il Quirinale è diventato di fatto il baluardo delle istituzioni – al di là del suo ruolo costituzionale. O meglio, questo ruolo diventa sempre più politico nel senso forte e autentico di mostrare competenza e volontà nel dire sì o no – in modo sempre argomentato – alle decisioni che arrivano sulla scrivania del Presidente (o alla sua conoscenza). Non è che Napolitano si sia messo a «fare politica» – come dicono non solo gli esponenti di destra, ma anche alcuni commentatori che si pretendono super partes. Il Presidente difende le istituzioni della Repubblica, che possono essere modificate e riformate secondo le regole previste e condivise (come non si stanca di ripetere), non con i sotterfugi e con i trucchi cui oggi noi assistiamo – impotenti.

28/7/11 – Le affinità elettive

venerdì, 29 luglio 2011

Come simbolo di una tradizione nazionale, l’esposizione del crocifisso nelle scuole e nei tribunali fu resa obbligatoria in Italia, a partire dal 1923, da un regime totalitario, che predicava un’etica anticristiana, anche se siglò un concordato con la Chiesa cattolica per confermare il cattolicesimo come religione di Stato, considerandolo una espressione della tradizione italiana e un prodotto storico della romanità. Il duce che volle l’esposizione obbligatoria del crocifisso nelle scuole sosteneva che l’impero romano era stato il presupposto storico del cattolicesimo, perché se fosse rimasto in Palestina, affermava il duce, la religione di Cristo sarebbe stata soltanto “una delle tante sette che fiorivano in quell’ambiente arroventato… e molto probabilmente si sarebbe spenta senza lasciar traccia di sé”. Tale interpretazione delle origini del cattolicesimo fu dichiarata eretica da Pio XI (Emilio Gentile)
Quello che è apparso chiaro ad Oslo e sull’isola di Utoya, è che il delirante odio antislamico di destra, può rivelarsi pericoloso tanto quanto il veleno qaedista contro gli infedeli… bisognerà chiedersi se i gruppi che in Europa e negli Stati Uniti si fanno portatori di ideologie antislamiche e ostili alle migrazioni denunceranno ciò che Breivik ha commesso nel nome della loro causa (Roger Cohen, International Herald Tribune)

Qualche anno fa – allora lavoravo al Comune di Roma presso l’assessorato alla Multietnicità fortemente voluto dal sindaco Veltroni - vennero rapite due ragazze, le due Simone, durante la sciagurata guerra in Iraq vissuta da George Bush jr come una crociata. Per perorare la liberazione delle due ragazze il sindaco si recò presso il Centro Islamico della Grande Moschea – peraltro di orientamento molto moderato - dove fu accolto da un gruppetto striminzito ma plaudente. Sembrava a (quasi) tutti – l’inevitabile codazzo di stampa&regime in testa - il posto giusto per battersi per il rilascio considerato che in Iraq la maggioranza dei cittadini erano e sono musulmani. Analogamente, se rapiscono un cinese in Italia, il sindaco di Pechino dovrebbe recarsi in una chiesa cattolica (meglio se riconosciuta dal Vaticano!) per chiedere il rilascio del suo cittadino. Sembra difficile però che il sindaco di un qualsiasi altro paese del mondo possa commettere una tale sciocchezza.
Anche se… Quando venne nominato papa Giovanni Paolo II ero a Bilbao. C’era la televisione accesa in un bar dove con attenzione si seguiva l’evento, e ricordo che il cameriere disse, con un tono di rivalsa, che il papa non era italiano ma polacco. A me sembrò una buona notizia avere un italiano in meno che faceva il teocrate. In realtà il barista, stante il mio spagnolo somarone, aveva capito che ero italiana e mi aveva ascritto al cattolicesimo. E’ più o meno quello che facciamo noi: se nasci in Somalia morirai di fame entro il 5° anno di età, se nasci in Iran sei musulmano e, visto che qualche anno fa lo ha detto anche Fallaci che è una grande giornalista (?), nasci pure con la scimitarra in mano. Viviamo di miti e fantasie pericolose.
Quello che maggiormente impensierisce è che molte di queste paure sono manifestate anche in ambienti non religiosi. Preoccupante, perché se anche chi non crede, crede che chiunque creda a queste credenze, stiamo messi male. Altre schifezze, ad esempio in Italia il berlusconismo, non sigilla i nuovi nati: nessuno – mi sembra – si sognerebbe di dire che un bimbo italiano è berlusconiano. Neanche se nascevi nel 1937 eri automaticamente fascista. Probabilmente un leghista – uno a caso – direbbe che un bambino bergamasco è padano e per sovrappiù paladino dei valori cristiani. Sarebbe opportuno tagliare il nodo gordiano del pericoloso islam tenuto a bada con il crocefisso usato come una clava. Noi siamo occidentali, rivendichiamo la nostra storia, se italiani il Risorgimento ad esempio, e facciamola finita con questa storia dei criminali invasori. L’islam è pericoloso come tutto se non viene posto un limite o un controllo. Un paese serio deve dare regole certe ai cittadini che vivono sul suo territorio, certamente è difficile darle quando un Paese si riconosce in discutibili simboli religiosi piuttosto che nelle bandiera. A Roma abbiamo avuto una direttrice di scuola elementare – probabilmente una bravissima insegnante – che per venire incontro agli scolari stranieri voleva sostituire il nome della scuola Carlo Pisacane con quella di un poeta asiatico. Allo stesso modo il sindaco di Adro che aveva dipinto il simbolo leghista perfino sui banchi della scuola comunale, ha calpestato le sue origini dimenticando che in quel paese erano nati i fratelli Dandolo, giovani eroi della Repubblica romana. Questo succede perché il paese ignora e vilipende la sua storia e invece di integrare gli immigrati, che spesso hanno anche una religione anche se non gli tarla la testa 24 ore su 24, gli crea il recinto, senza niente imparare dall’esperienza negativa degli altri paesi europei.
Invece di trovare giustificazioni estreme al gesto dell’attentatore norvegese, il cattolicissimo Socci ad esempio vorrebbe togliergli l’etichetta di fondamenalista cristiano perché il cristianesimo è amore (chissà se lo era anche durante l’Inquisizione o coi silenzi assensi di Pio XII), o il simpatico eurodeputato Borghezio che afferma che le sue idee di fondo poi non erano così campate in aria perché in fondo i musulmani prima o poi un attentato lo fanno e quindi è meglio essere pronti, e poi chi se ne frega dei fatti quando hai delle opinioni.
Invece sarebbe opportuno concentrarsi su quello che cova dentro casa nostra, magari usando per una volta il buon senso. Il bravo oncologo dice che quando si è avuto un tumore, anche se ti pizzicano i capelli potrebbe dipendere da qualche cellula tumorale che cova nel tuo corpo. E devi diffidare da quei medici che ti fanno fare nuove ricerche invece di controllare quella cosa lì con la semplicissima pet (che però non è a carico del servizio sanitario nazionale).
Noi in Italia abbiamo due tumori che ancora non siamo riusciti a demolire: il fascismo e il potere delle gerarchie cattoliche, parte integrante del nostro Stato. Partiamo da lì.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Principali partiti di estrema destra e xenofobi con accanto il nome del leader :

AUSTRIA , Partito della liberta (Fpo), Heinz-Christian Strache/Alleanza per il futuro dell’Austria (Bzo), Josef Bucher,
BELGIO, Nuova alleanza fiamminga, Bart De Wewer,
BULGARIA, Ataka, Volen Siderov,
DANIMARCA, Partito del popolo, Pia Kjaersgaard,
FINLANDIA, Veri finlandesi, Timo Soeni,
FRANCIA, Fronte Nazionale, Marine Le Pen,
GRAN BRETAGNA, Partito nazionale britannico, Nick Griffin/Partito per l’indipendenza (Ukip), Nigel Garage,
ITALIA, La Destra, Francesco Storace/Lega, Umberto Bossi,
OLANDA, Partito della libertà. Geert Wilders,
POLONIA, Lega delle famiglie polacche, Witold Balazak,
REP.CECA, Sovranità, Jana Bobosikova,
ROMANIA, Grande Romania, Corneliu Vadim Tudor,
SLOVACCHIA, Partito nazionale, Jan Slota,
SVEZIA, Democrazia svedese, Jimmie Akesson,
UNGHERIA, Jobbik, Gabor Vona

Pari son ? No, c’è di peggio.

giovedì, 28 luglio 2011

L’orrore e la rabbia per la strage di Oslo, commessa da un fondamentalista cristianista che vorrebbe imporre a tutti la sua religione, non può farci dimenticare che sono molti di più i fondamentalisti di un’altra religione che con ben altri mezzi e con altrettanta feroce determinazione seguono la stessa strada. La jihad o guerra santa è l’impegno primario che il Corano richiede ai credenti per costringere l’intera umanità a convertirsi all’islam.

*I nemici della civilta’ laica non cambiano perche’ un folle gonfio di steroidi ha ammazzato 80 persone.*

Dal Vaticano si continua a soffocare la liberaldemocrazia e la laicita’ a predicare contro la limitazione delle nascite e la difesa dalle malattie col preservativo, nonche’ la discriminazione per i gay.
E nel mondo gli islamisti continuano a predicare che le testimonianze delle donne valgono la meta’ di quelle dell’uomo e che adultere gay eretici ed apostati vanno eliminati fisicamente in nome di Allah (alcuni predicano anche di eliminare le donne senza burqa e chi non digiuna a Ramadan)
Ma anche il numero di attacchi islamisti contro infedeli e contro le categorie di cui sopra, in un solo mese (OGNI MESE), per esempio a Giugno sorpassa di oltre 10 volte il  bilancio di morti del folle di NORVEGIA.
fonte :
*Monthly Jihad Report  June, 2011  thereligionofpeace.com*
Attacchi Jihadistici:

184  attacchi
18  paesi
5  religioni
930  morti
1527  feriti gravi

fonte : http://thereligionofpeace.com/

26/7/11 – Chi ha ucciso Melania Rea?

martedì, 26 luglio 2011

Il sesso è un prurito momentaneo.L’amore non ti lascia mai in pace (Amis Kingsley, An ever fixed mark)
La moderna famiglia individuale è fondata sulla schiavitù dichiarata o taciuta della moglie… nella famiglia il marito rappresenta la borghesia e la moglie il proletariato (Friedrich Engels)

Salvatore Parolisi, caporale maggiore dell’esercito italiano, addestratore di reclute, è stato arrestato perché fortemente indiziato di aver ucciso la moglie Melania Rea.
Secondo le mille ricostruzioni che tv e giornali ci hanno generosamente fornito, pare che Salvatore abbia condotto la moglie in una zona di campagna, forse le ha confessato che voleva lasciarla definitivamente perché amava un’altra, lei si è abbassata i pantaloni – pare di sentire la sua voce: perché, io cosa ho di meno? mentre si sfilava l’anello e lo gettava rabbiosamente in terra – e lui l’ha presa da dietro, non per abbracciarla come forse lei si sarebbe aspettata, ma per storcerle il collo. Il tutto mentre la piccola figlia della coppia dormiva in auto. L’uomo è ritenuto colpevole – è in carcerazione preventiva perché gli inquirenti lo credono pericoloso e possibile inquinatore delle prove – per il cumulo di menzogne che ha raccontato, per la sua personalità dubbia, per essere un traditore seriale. Pare che Melania sapesse di questa attitudine di suo marito, e soprattutto della storia con Ludovica alla quale aveva anche telefonato chiedendogli di non distruggere la sua famiglia. Sempre secondo le ricostruzioni il caporale era preso tra due fuochi: da un lato la moglie che lo minacciava di non fargli vedere più la bambina se l’avesse lasciata, dall’altro l’amante che voleva festeggiare la pasqua in un albergo di Amalfi e presentarlo ufficialmente come fidanzato ai suoi genitori. I colleghi della caserma dicono che in effetti è usuale avere relazioni sessuali con le soldatesse che ogni tre mesi si avvicendano. Relazioni sessuali però, non amore, e se Ludovica si era innamorata è perché non era saputa stare alle regole. Insomma, se Salvatore ha ucciso Melania è anche un po’ colpa di Ludovica che lo premeva per indurlo ad una decisione. Lo testimoniano i tantissimi sms e messaggi facebook , nei quali lei lo implora di prendere una decisione.
Melania pare che non avesse confidato a nessuno – men che meno alla famiglia che pure sentiva più volte al giorno – le crepe che minavano il suo amore, nell’illusione che tacendo il fantasma sparisse? o per non mettere in discussione quello che ci si aspetta da una donna? – un po’ di pazienza, si sa come sono gli uomini – o per non svelare neanche alle amiche che la sua bella storia d’amore era tutta una bugia?
E’ possibile che tre ragazzi belli e giovani si siano così impastoiati nelle convenzioni? Alla maggior parte di noi è capitato di essere traditi – in amore e non solo – e ci è sembrato che il cielo cadesse, ma dopo un po’ ci siamo accorti che rimaneva al suo posto. E’ così difficile imparare – e perché la famiglia non ce lo insegna? – che non bisogna innamorarsi di chi non ci riama? Perché per le donne è così istintivo dare l’amore in più a chi non lo merita né lo capisce?
Domande alle quali i soliti sgaramboni, preti in testa, dei salotti televisivi (addirittura una sessione estiva della sguaiata “vita in diretta” sulla rete 1 del servizio pubblico nazionale per seguire il caso) non daranno risposte.
Intanto un’altra bella donna marcisce inutilmente sotto terra.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

25/7/11 – Il senso del limite

lunedì, 25 luglio 2011

Quando il morto piange, è segno che è in via di guarigione – disse solennemente il Corvo. Mi duole di contraddire il mio illustre amico e collega, – soggiunse la Civetta, – ma per me, quando il morto piange è segno che gli dispiace di morire (Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, cap. 16)

Questo http://www.uaar.it/news/2011/07/18/kosher/ e questo http://80.241.231.25/ucei/PDF/ sono due articoli usciti in questi giorni. Entrambi contengono delle notizie dolorose, il primo perché, pur riguardando una porzione minuscola di persone, mostra una superstizione sciocca e pericolosa, la seconda perché coinvolge un intero gruppo etnico che ha il “solo torto” di essere non cattolico in un paese cattolico. Forse perché pittoresca, diciamo così, la prima notizia è stata praticamente su tutti i quotidiani. Così come quella del cane indemoniato, notizia palesemente falsa, anche se la più parte dei media italiani ha preferito dimenticarsi di raccontare che era una bufala creata a tavolino da un sito di ebrei ultraortodossi israeliani. Così come vengono super evidenziate le pericolose, seppur represse prontamente, manifestazioni di ultra-ortodossi in Israele che pretendono – senza riuscirci – di distruggere la laicità e la grande libertà di quel Paese. Turba molto che a diffondere notizie così, anche con particolare sguaiataggine, siano organi di stampa che non basiscono davanti alle maggiori perversioni cattoliche del paese in cui vivono, anzi, sono portati a definirsi brave persone perché appartenenti a questa forma di fideismo. Seppure tutte le religioni lasci(a)no la porta spalancata ad una serie di inquietanti domande, sarebbe il caso di ricordare quanto il cristianesimo, e la sua versione più suppurante cioè il cattolicesimo,  permei così tanto il nostro Paese, al punto che anche quelli che si definiscono atei (ed è uno strano vezzo definirsi nettamente, una paura della libertà di pensiero?), preferiscono affondare il coltello nelle minoranze delle minoranze, tenere come il burro, piuttosto che affrontare, ad esempio, una seria campagna per l’abolizione dell’art. 7 della Costituzione, o anche la soppressione della costosa ora di religione a scuola.
E questo sarebbe un buon momento. La repulsa che i cittadini  mostrano per la casta non esclude – se ci si prende lo scomodo di parlare con la gente comune, pratica invisa ai politici e ai giornalisti  -  i privilegiati membri della Cei. I favori concessi dallo Stato al Vaticano – specialmente a Roma palpabilissimi – non dolgono meno dei lussi della crapulona partitocrazia. Il ceto medio, anche quando non si trova in condizioni di difficoltà economica,  si offende per l’ostentazione.  Lo sfoggio e l’esibizione è il tratto distintivo della Chiesa cattolica e certamente non c’è bisogno di uno psicanalista per comprendere a chi la partitocrazia si ispira.
I cittadini protestano non quando lo stomaco è vuoto, ma quando sono consapevoli delle ingiustizie che subiscono, quando sono consci che la zavorra – partiti che costano e non decidono, Chiesa che succhia la linfa vitale dello Stato per perpetuare se stessa, Vaticano che si fa gli affari suoi come Stato estero ma che è una sanguisuga  -  non gli consentono più di stare in piedi.
Ovviamente il nostro sguardo deve essere sempre attento a quello che succede nel mondo. Io ad esempio sono molto turbata che l’ebraismo italiano – era di un ebreo il primo colpo di fucile per entrare dalla breccia di Porta Pia,  notevoli i contributi alla storia del Risorgimento e all’Unità d’Italia, ebreo Ernesto Nathan riconosciuto il più grande sindaco laico di Roma, importantissimi i contributi alla Resistenza, fondamentale il  ruolo della minoranza ebraica per la laicità dello Stato -  guardi in questo momento con troppa attenzione ai Lubavitchers, una corrente mistica dell’ebraismo, che hanno un approccio un po’ “cristiano” alla religione, al punto di intestarsi il Moschiach’s address, cioè l’indirizzo del Messia  (che verrà?)  presso la loro grande sede di Brooklyn , 770 Eastern Parkway.
In un momento in cui la prima reazione a un terribile atto di terrorismo in Europa ci induce a pensare al fondamentalismo islamico, quando da parecchi anni – si pensi alle denunce dello  scrittore Stieg Larsson* -  si denuncia l’emergente  fanatismo cristiano antislamico di stampo nazista (si deve essere critici con l’islam fanatico, ma non con l’islam in toto condannando in questo modo una qualsiasi persona sia nata in una parte di mondo) che pure abbiamo già sperimentato in Europa solo qualche decennio fa, dovrebbe farci riflettere.
Non possiamo sceglierci  né l’epoca né la società in cui nascere, ma questo non vuol dire che dobbiamo accettarne le depravazioni come inevitabili.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*Stieg Larsson, nato in Svezia nel 1954, era nato in Svezia nel 1954. Giornalista, esperto di movimenti di estrema destra, consulente del ministero di Giustizia svedese. Nel 1995, dopo l’omicidio di cinque ragazzi a Stoccolma per mano di estremisti di destra, fondò la rivista Expo. Bersaglio di gruppi neonazisti , visse per anni protetto dalla polizia. E’ morto improvvisamente nel 2004. Non coniugato, l’enorme patrimonio è passato al suo erede, il fratello, gettando nello sconforto la sua compagna con la quale aveva vissuto venti anni. La trilogia Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava col fuoco, La regina dei castelli di carta, pubblicati in Italia da Marsilio ha venduto – in Italia – tre milioni di copie. http://www.nessundio.net/blog/2011/07/02/5016/

Ammazza ammazza so’ tutti ‘na razza.

domenica, 24 luglio 2011

La strage di Oslo compiutra da un estremista cristianista non è diversa da quelle compiute a New York, Londra, Madrid e in mille altri luoghi del mondo dagli estremisti islamisti. Hanno tutte origine da ideologie religiose criminali e assassine come anche alcune ideologie politiche che hanno funestato in passato l’umanità, nazi-fascismo e comunismo. Con una differenza, che le ideologie politiche possono essere verificate, sconfessate e condannate dalla realtà storica. Invece quelle religiose che fanno parte della Menzogna Globale, fondate su leggende e bugie, e su presunte rivelazioni da parte di immaginarie entità soprannaturali ai cosiddetti profeti, vengono credute fino in fondo, soprattutto dalle menti malate dei credenti integralisti. Menti malatissime quando per assicurarsi di credere nel dio “giusto” e nella “vera” religione hanno bisogno di costringere tutti gli altri a crederci, anche con le stragi. Non dimentichiamo che la violenza comincia anche da piccoli e inquietanti segnali come per esempio imporre il crocifisso a martellate sulla testa di tutti anche nei luoghi non destinati ai culti della propria religione, o peggio ancora attraverso la violenza e la condanna a morte attraverso la “fatwa”, come fanno le autorità religiose musulmane per eliminare i non credenti e quelli che abbandonano l’islam per seguire un’altra religione.

Inaugurati i Ministeri della Padania a Monza.

sabato, 23 luglio 2011

Anche se sulle 4 targhe dei Ministeri c’è il logo della Repubblica Italiana (lo stellone) poi è successo quello che è stato segnalato in una delle mailing-list che frequento :

“”" Inaugurano una sede distaccata di un ministero e due consiglieri comunali, con regolare invito, sono bloccati (quindi è effettuata una violenza nei loro confronti) ed è loro impedito di partecipare alla inaugurazione perché hanno al collo la BANDIERA NAZIONALE. Viene loro detto che nelle sedi dei ministeri ITALIANI entra solo chi ha la bandiera SEPARATISTA al collo. OVVIAMENTE credo che sia necessario l’arresto di chi ha effettuato tale violenza privata e che sia chiarito ai separatisti supremazisti padani che i ministeri sono ITALIANI e non padani, che gli piaccia o no. Se vogliono la separazione, che vincano le elezioni nazionali con una maggioranza sufficiente a cambiare in tal senso la costituzione… (chiaramente i media non sottolineeranno affatto tale notizia, non c’è certo da aspettarselo) “”"

23/7/11 – Stato di diritto

sabato, 23 luglio 2011

Tutto cambia tranne il cuore umano, dicono i vecchi saggi, ma si sbagliano

Da domenica la grande mela sarà ancora più Grande. Il 24 luglio, infatti, è il primo giorno di applicazione della recente legge che autorizza nello Stato di New York la celebrazione di matrimoni anche tra persone dello stesso sesso. Data attesa da così tanto tempo da aver creato un vero e proprio ingolfamento negli uffici, tanto che il sindaco Bloomberg ha proposto una lotteria tra i richiedenti arrivando a 764 sposalizi. Un po’ lo sappiamo dai film, ma per sposarsi negli Usa le pratiche da sbrigare sono veramente poche: ci si presenta in municipio con i documenti in regola. Niente certificato esposto per 15 giorni nelle sedi comunali come da noi, ma solo una richiesta generica tre giorni prima all’ufficio competente. E, senza aspettare risposta, si arriva negli uffici col vestito della festa e il bouquet in mano. Anche con il numero chiuso sarà ugualmente un vero primato per NY che arrivò nel 2003 alla cifra record di 621 matrimoni celebrati il giorno di san Valentino, protettore degli innamorati e dei malati di epilessia. Naturalmente gli estratti potranno essere coppie omo o etero. Si ipotizza che anche nelle prossime settimane bisognerà procedere a questo sistema sia a Manhattan che a Brooklyn, Queens, Bronx, Staten Island.
Dietro a questa grande festa di domenica c’è anche un piccolissimo contributo italiano. In molti ricordano il sindaco di New York Rudolph Giuliani, gran fautore della tolleranza zero, teorico della broken window che ha avuto anche da noi emuli, che hanno interpretato la finestra rotta arrestando la zingarella e al contempo spalancando porte e finestre per lasciare entrare nei posti di comando gli amici coi tirapugni più fighi. Giuliani, italiano di terza generazione, ha lavorato per questo risultato, prestandosi anche a travestirsi nelle maniere più improbabili e divertenti durante i gay pride. E ha passato il testimone al più composto ma deciso Bloomberg che ha speso molto del suo tempo all’affermazione del diritto per le coppie omosessuali. E poi c’è il governatore dello Stato di NY, Andrea La Guardia che ha ritenuto l’equiparazione del diritto come dato imprescindibile per la civiltà. Nipote di Fiorello La Guardia – è anche il nome dell’aeroporto di NY – l’uomo che come interprete ha aiutato i nostri connazionali che arrivavano ad Ellis Island, probabilmente in condizioni peggiori di come oggi arrivano gli stranieri a Lampedusa, e che poi diventò sindaco della città nel 1933.
Intanto in Italia si continua a negare questo basilare diritto. Non è accettabile sentire Giovanardi (e compagnia) dire che lui rispetta gli omosessuali ma la famiglia è altra cosa. Chi afferma questo deve essere chiamato col suo nome, cioè razzista, e senza timore di aver abusato della parola. Chi nega un istituto come il matrimonio ad una parte di cittadini in base al pregiudizio e all’idea vagamente animalesca che il matrimonio ha il solo scopo della riproduzione e dell’accudimento dei cuccioli, dovrebbe subire un trattamento sanitario obbligatorio – al momento è l’unico consentito e prevede le cure per chi fa del male a sé e agli altri – che lo riconduca ai nostri giorni. Nessuno impedisce a Giovanardi di vestirsi come un Borgia, magari starebbe anche bene, ma può lui e i suoi compagni della partitocrazia impedire alle persone di vivere normalmente come nel resto del mondo occidentale? Che ne sa lui di Anna che da sette anni vive con la sua compagna e non può godersi una bella giornata di festa insieme agli amici e i parenti, per una volta vestita bene, tra i confetti e le posate d’argento che vorrebbe mettere nella lista di nozze? Auguri a tutti quelli che si amano, o almeno ci provano. Agli altri una bella poesia, e state calmi che prima o poi l’amore arriva.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto grattando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
oppure sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull’amore
(W.H. Auden)