Ci auguriamo che a bordo non ci siano persone affette da “vizi occidentali” (ateismo, omosessualità, libertà sessuale delle donne ?) perchè alcuni gruppi palestinesi non apprezzano la loro diffusione sul territorio e provvedono con misure drastiche, lo sgozzamento.
Archivio di giugno 2011
Nava italiana in partenza per Gaza a sostegno dei palestinesi.
giovedì, 30 giugno 201130/6/11 – La puzza (ovvero come farsi nuove nemiche ignorando il politicamente corretto)
giovedì, 30 giugno 2011Quand’uno dice: “Questo te l’ho detto/Cinquanta volte” – intende redarguirti./Se un poeta: “Cinquanta versi ho scritto!”/Dice – temi che intenda recitarteli./Cinquanta ladri fanno una gran banda./A cinquant’anni è raro che l’amore/Con amore si paghi. Ma un bel po’/Ne puoi comprare con cinquanta scudi. (George Byron, Don Giovanni)
http://www.cronachelaiche.it/2011/06/ma-il-vento-e-sempre-lo-stesso/
Berlusconi prima o poi finisce, ma certamente lascerà uno strascico maleodorante da cui sarà difficile liberarsi. Fallimenti in economia, incremento della spaccatura tra destra e sinistra, scarsa credibilità internazionale, nessun passo in avanti nel contemporaneo. Non bastasse questo l’amoralità del premier ha portato – anche tra persone normali – ad avere reazioni esagitate per fatti poco significanti. Un paradosso poco profumato, che pure continua a tenere banco, è la campagna pubblicitaria della festa dell’Unità a Roma. Invece di soffermarsi sull’idea stessa della Festa, se sia il caso di tenere per così tanti giorni baracche installate in un posto bello di Roma (ci sono persone che vengono qui una sola volta nella vita e si trovano davanti quella sorta di baraccopoli, un po’ come se andando a Petra trovassimo il Khazneh incappucciato), e soprattutto se sia legittimo contribuire al degrado romano con l’attacchinaggio di così tanti manifesti in maniera abusiva su ogni cm. di muro, le più brillanti intelligenze italiane si sono messe a discettare sulle ginocchia della signorina ritratta. Il manifesto ritrae una gonnella che svolazza sulle ginocchia di una giovinetta per illustrare il claim “cambia il vento” . E’ vero, appena visto tutti noi che non ne possiamo più dell’uso distorto ed esagerato del corpo femminile nell’era del bunga bunga, abbiamo reagito come il cane di Pavlov. Ma ad un secondo sguardo è doveroso ricordarsi che una minigonna rossa con le ginocchia in vista e le scarpette piatte, si associa ad altre stagioni in cui una veste mossa dal vento era simbolo di libertà e emancipazione per le donne. La campagna è composta da vari manifesti, tra cui il solito maschio con la cravatta che vola. Ovviamente nessun uomo (e donna) ha protestato perché la cravatta, oltre ad essere fuori moda da almeno un ventennio, è il nodo al quale non rinunciano politici, banchieri e giornalisti/comparse rai. Cioè la scoria del maschio italico.
Siccome le prigioni spesso arrivano ad essere amiche (e non lo dice l’ammirevole Rita Bernardini, una congenere di cui dovremmo andare fiere, ma Emily Dickinson) si commentano le ginocchia della ragazzina e si applaude alle quote rosa nei cda senza chiedersi come in un paese che non riconosce il merito – neanche degli uomini – verranno selezionate le donne (che comunque anche se amiche faranno meglio). Oppure ci si accoda ai maschi di partito contro l’innalzamento delle pensioni alle donne – che andando in pensione prima, si occupano prima a tempo pieno dei vecchi e dei pupi di casa (e le operaie non c’entrano che il lavoro usurante è già riconosciuto) – senza dire nulla dei 4 miliardi di euro che ci sono già stati sottratti e che dovevano essere investiti nei servizi. Del resto, molte donne hanno taciuto, quando non sono state complici, delle feroci critiche alle ministre pdl alle quali corrispondeva silenzio tombale per gli impresentabili ministri maschi, oppure, sempre silenzio, ai titoli sparati sulla mi… Brambilla quando qualche mese prima indossavamo la maglietta per difendere Bindi definita brutta da un mostriciattolo.
Tutto cambia tranne il cuore umano, dicono i vecchi saggi. Facciamo che almeno per una volta non sia vero.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
28/6/11 – VatiRomItalia
martedì, 28 giugno 2011Venite, la celebre
La santa Bottega
A prezzi di fabbrica
Vi scioglie, vi lega
Fa spaccio di meriti
Cancella peccati…
Venite! I solvibili
Saranno beati!
(Olindo Guerrini, 1877)
Mercoledì 29 giugno santi Pietro e Paolo patroni di Roma.
Sarebbe più coerente per la città festeggiare il 21 aprile, giorno in cui si ricorda il solco tracciato da Romolo e Remo. Come corretto sarebbe festeggiare su scala nazionale il 20 settembre (entrata dei bersaglieri a Roma e fine dello Stato pontificio) piuttosto che l’8 dicembre (Immacolata concezione) e il 6 gennaio (visita dei re Magi al bambino Gesù).
San Paolo esprime bene l’arroganza del cattolicesimo il cui unico scopo è la conversione e l’acquisizione del potere. La basilica di san Paolo sorge tra la Montagnola e la Piramide Cestia (in via Ostiense) teatro il 9 settembre 1943 del generoso tentativo di una parte dell’esercito e di volenterosi che si opposero ai tedeschi che stavano invadendo la città.
Quest’anno, alla vigilia della pasqua cattolica, un gruppo di zingari si accampò nei giardini della basilica di san Paolo e il sindaco di Roma, insieme alla direzione della basilica e la caritas, si mosse per reprimere gli occupanti, prima dividendo le famiglie non facendo rientrare quelli che si erano spostati per acquistare il cibo, poi offrendo denaro e colombe Bauli per mandarli via. Oggi a spese del comune sono alloggiati in brutti locali della caritas.
Paradossalmente (ma non sorprendendo) nessun eroico giornalista ha ricordato l’episodio squallido quando il papa ha ricevuto, qualche domenica fa, degli zingari. Invito, tra l’altro, tardivo. Mentre avveniva il loro sterminio ad opera dei nazisti nell’Europa bianca e cristiana i predecessori di Benedetto XVI tenevano gli occhi ben chiusi, nonostante molti di loro fossero anche cattolici. Poco notato anche che il teocrate ha evitato di chiedere scusa, anzi li ha lodati per la loro sottomissione “che non ha preteso né Stati né riconoscimenti”.
Guarda caso tutte le scuse sono buone per il Vaticano di attaccare chi pensa diversamente da sé e prova ad alzare il capino. (E siccome in quelle parole si intravedeva una piccola critica ad Israele, il silenzio è stato tombale).
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Libri di Leo Zen recensiti da No God.
lunedì, 27 giugno 2011E’ il titolo dell’ultimo libro di Leo Zen, Uni Service Editrice, 14,50 Euro. Abbiamo già recensito tre precedenti lavori di Zen : La Mala Religione (vedi LIBRI in data 23/06/09) e Il Falso Jahvè e L’invenzionde del cristianesimo (vedi LIBRI in data 12/01/09). In quest’ultima fatica, Peccato e Redenzione, l’autore affronta la più straordinaria e crudele mistificazione che costituisce il core business del cristianesimo, la favoletta del peccato originale e quella dell’incarnazione di Jahvè in un rivoluzionario ebreo dell’epoca di Tiberio imperatore. Leo Zen denuncia, con il grande merito della completezza delle informazioni e il dono della sintesi, tutta l’assurda mistificazione chiamata “cristianesimo” inventata da Paolo di Tarso per imporre la “sua” religione basata su un peccato originale la cui espiazione perseguita l’umanità da duemila anni. Per la gioia e la gloria dei preti che ne gestiscono il relativo business religioso e degli psicanalisti che devono curarne i conseguenti e micidiali sensi di colpa. Un libro da non perdere che parte dallo sbugiardamento della presunta “originalità” ebraica della favoletta di Adamo ed Eva, scopiazzata pari pari da una leggenda sumerica che precede di 20 secoli la prima stesura della Bibbia ebraica, e che, attraverso un’attenta anailisi di testi e autori, arriva a chiarire abbondantemente il meccanismo perverso che la versione cristiana della Menzogna Globale utilizza per perpetuare il suo potere sulle moderne e incolpevoli vittime dell’invenzione di Paolo di Tarso.
23/06/09 – LA MALA RELIGIONE (la religione nemica dell’uomo), Leo Zen, Editrice UNI Srvice, € 14,50
12/01/09 – IL FALSO JAHVE’ e L’INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO di Leo Zen, entrambi editi da Clinamen 15 Euro
Da Re Giosia a Paolo di Tarso. I codificatori dell’ebraismo e del cristianesimo in due imperdibili libri di Leo Zen. Entrambi editi da Clinamen al costo di 15 Euro, hanno lo straordinario merito di sintetizzare in meno di 150 pagine un’ accurata raccolta di tutte le contraddizioni, le mistificazioni e le invenzioni che caratterizzano la Bibbia, sia per quanto riguarda l’Antico che il Nuovo Testamento. Due veri prontuari tascabili, aggiornati con tutte le novità scaturite dalle più recenti scoperte archeologiche, storiche e filologiche, che mettono in condizione il lettore di confutare documentatamente due delle tre versioni abramitiche della Menzogna Globale, ebraismo e cristianesimo, ma che possono anche costituire il sedimento culturale per confutare la terza di tali versioni, quella islamica. Due libri importanti per chiunque intenda rispondere con le armi della cultura e dell’informazione sia ai credenti nella Toràh, che ai diffusori delle favolette cristiane, ed anche ai ben più aggressivi spacciatori dell’ oppio dei popoli nella versione musulmana.
Dopo la prima notte di matrimonio gay a New York.
domenica, 26 giugno 2011Su tutti i giornali italiani e su alcuni TG (ma non tutti) è stata data con molta enfasi la notizia che il Senato dello Stato di New York ha approvato il pieno riconoscimento della parità di diritto a sposarsi per tutte le coppie che si amano, indipendentemente dal sesso anagrafico. Ovvio il disappunto e in molti casi anche le feroci critiche delle religioni omofobe, quelle che campano di rendita sulla discriminazione e perfino l’incitamento alla violenza sulle persone omosessuali. E anche i media legati ai partiti politici al servizio delle gerarchie vaticane fanno piovere le loro critiche. Ma c’è una cosa che ci diverte, la certezza che schiumeranno di rabbia e soprattutto di invidia le cripto-checche, vale a dire gli omosessuali “velati” che per convenienza di carriera politica o ecclesiastica fanno finta di essere etero e sono in prima fila a protestare e a condannare confratelli e consorelle di pari orientamento sessuale. Sappiamo però che il giorno magico in cui anche in Italia una legge riconoscerà a tutti i cittadini, nessuno escluso, il diritto a formare una famiglia succederà quello che successe all’epoca dell’approvazione del divorzio. Allora fra i primi a uscire allo scoperto e a usufruire della nuova legge ci furono proprio i principali avversari politici (fasci e democristiani in testa) che si erano battutti come iene contro il divorzio. I primi omosessuali che correranno a sposarsi sarranno sicuramente le cripto-checche politiche e religiose che oggi fanno le vergini offese dalla ventata di libertà che arriva da New York.
Ci sono cristiani e cristiani.
giovedì, 23 giugno 2011In questo sito abbiamo l’abitudine di accomunare all’interno della Menzogna Globale tutti i sistemi religiosi che si fondano su verità rivelate da immaginarie entità soprannaturali a presunti profeti. In linea di principio non facciamo sconti a nessuno, si tratta pur sempre di favole spacciate per verità inoppugnabili, eterne e immodificabili. Tuttavia nell’aplicazione alla realtà sociale di paesi, nazioni, etnie e comunità alcuni di quei sistemi di potere religioso compiono meno misfatti di altri. Per questo fra i nostri Aforismi trovate al primo posto che : “le religioni non sono tutte uguali, infatti alcune sono pegiiori delle altre, e l’islam è la peggiore di tutte”. Con questo non vogliamo in nessun modo impedire la libertà di ciascuno di credere in una qualsiasi versione della MenzognaGlobale purchè non pretendano poi di applicare le disposizioni che prevedono ad esempio fra i propri dettami irrinuciabili la condanna a morte di atei e apostati. Noi combattiamo la Menzogna Globale con le armi della cultura e della critica, ma rispettiamo i credenti e difendiamo il loro diritto alla libertà religiose nei limiti definiti dalla Costituzione e dai codici civile e penale. Ma per tornare all’incipit andiamo a vedere perché alcuni cristiani, o meglio alcune confessioni cristiane, meritano maggior rispetto a confronto di altre, pur essendo anche loro basate su storie, presunte rivelazioni e miracoli che appartengono allo stesso mondo fantastico in gran parte creato dall’inventore del cristianesimo Paolo di Tarso. Ci riferiamo in particolare alla Chiesa Valdese che nell’applicazione pratica delle varie e spesso contraddittorie disposizioni codificate nei testi del vecchio e nuovo testamento trovano il modo di allinearsi senza reticenze al valore fondamentale del loro credo, l’amore per i il prossimo, riconoscendo a tutte le persone i medesimi diritti. Domenica prossima a Milano LEGGI nella celebrazione del culto domenicale un pastore valdese benedirà l’unione di due credenti cristiani di sesso maschile. Un atteggiamento ben diverso da quello della chiesa cattolica (e anche di altre chiese protestanti e ortodosse, per non parlare dei musulmani) che con la loro omofobia e la condanna continua delle persone che vivono praticando il proprio naturale orientamento sessuale alimentano di fatto l’avversione e anche la violenza fino all’omicidio delle persone omosessuali. Per questo scopriamo con piacere che ci sono cristiani e cristiani.
23/6/11 – Penso che questo sia un nemico
giovedì, 23 giugno 2011Se avrò un solo momento di vita nell’Italia liberata dai Goti, quell’ultimo momento di vita voglio dedicarlo, come individuo libero, alla lotta contro la fede cattolica. Se morirò avendo distrutto nel cuore di un solo italiano la fede nella Chiesa cattolica, se avrò educato un solo italiano a vedere nella Chiesa cattolica la pervertitrice sistematica della dignità umana, non sarò vissuto invano. (Gaetano Salvemini, lettere, agosto 1930)
Il potere temporale sono i beni che i preti e i frati posseggono in tutti i paesi d’Italia: questi beni sono la forza di Roma in Italia, in Ispagna, e per tutto dove stanno. Togliete loro questi beni che essi hanno acquistato togliendoli alle vedove, ai pupilli, ingannando i creduli, vendendo il paradiso, ciurmando la buona gente: togliete questi beni ed avrete distrutto il potere temporale. I clerici faranno ogni sforzo per conservarli, verranno a tutte le transazioni: si faranno anche maomettani per ritenere i beni che sono la vita, la verità, il Dio vivo e vero per loro. E noi dovremmo transigere sopra ogni cosa: meno che su questa. Togliete i danari ai preti. E li vedrete diventare agnelli e udrete il papa dire: Possumus et volumus (Luigi Settembrini, Scritti vari, 25 maggio 1865)
Qualche giorno fa ho vissuto come protagonista un episodio che mai avrei immaginato nella mia vita da cui pure non voglio escludere nulla. Per una visita di “condoglianze”, nel soggiorno di casa mia, sul divanetto di pelle rigido, si è seduto nientepopodimenoche un religioso domenicano. Una figura inquietante – per me – fin dall’abito: una tonaca bianca con due piegoni e un mantello nero col cappuccio. I domenicani sono conosciuti come frati predicatori, nacquero nel 1215 per combattere l’eresia. Capirete, cari amici di NoGod, che avere nel soggiorno uno così, seppure ufficialmente ospite per ricordare insieme a me l’amico che era stato suo compagno al liceo, un filo di sudore sulla schiena c’è stato. Troppo vivi nei miei occhi gli affreschi tardocinquecenteschi che mostrano il trionfo delle fiamme dei libri, le immagini del rogo di Giordano Bruno, le preghiere intorno agli eretici durante l’autodafè, i miseri giudei rimasti fuori dal ghetto e costretti a sentire le prediche dei frati per tutta la notte…
Sarò troppo nervosa.
Forse.
Eppure credo che se anche tutte le idee e le posizioni devono essere ascoltate, sarebbe equo avere pesanti riserve su quelle di chi appartiene a sette fideiste. Mi è sembrato incredibile che questo frate domenicano, un vero uomo di mondo e figura preminente all’interno della sua comunità (e che forse leggerà questa cosa), si sia spinto a darmi manforte quando gli ho raccontato di una pretesa volontà di imporre un funerale religioso al suo compagno di liceo, uno spirito libero sebbene battezzato, stigmatizzando come ignoranti incolti e poco rispettosi del libero pensiero quei parenti conformisti che volevano imporre quella decisione. E pensare che io li avevo definiti solo sciatti e menefreghisti. Tradendo, seppure davanti a una persona irrecuperabile come me, la missione della Chiesa cattolica che è quella di rivolgersi e pascersi dell’ignoranza . Si è anche mostrato disponibile a dichiarare che per una persona che non crede, niente possono le preghiere perché l’onnipotente sa e giudica. Frasi in libertà che una persona di moderata intelligenza incasella nel giusto scomparto: quello delle parole in libertà per l’appunto.
Ma queste figure eleganti di preti invece di scoraggiare i credenti dubbiosi li alimentano, accarezzando gli incerti dal verso del pelo. Credo che i più pericolosi sono i credenti moderati a qualunque religione appartengano. Perché contribuiscono a creare una atmosfera confortevole e sicura agli estremisti – anche ai terroristi in nome della fede – perché promuovono l’idea della fede come verità assoluta. Obbligando poi tutti a un rispetto eccessivo della religione.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
21/6/11 – Siamo umani, per favore (2)
martedì, 21 giugno 2011Le cornacchie affermano che basta una sola cornacchia a distruggere il cielo. La cosa è indubitabile, ma non dimostra nulla contro il cielo, poiché il cielo significa appunto incompatibilità con le cornacchie (Franz Kafka, Gli otto quaderni in ottavo)
Alla fine del mese un gruppo di attivisti pacifisti italiani salirà sulle navi di Freedom Flotilla 2 per recarsi a Gaza. Ai pacifisti vanno tutti i nostri auguri per la buona riuscita della loro missione, e, soprattutto, li ringraziamo per il bello slogan “restiamo umani”. Se possiamo avanzare una richiesta ai nostri connazionali che a giorni si imbarcheranno, è di ricordare il soldato Gilad Shalit – l’anno scorso i passeggeri della flottiglia rifiutarono l’incontro con i famigliari del giovane – che venne rapito e non catturato da un commando che lo consegnò ad Hamas, cinque anni fa su territorio israeliano in una operazione di guerra.
Non c’è motivo di contestare la critica dura, per certi aspetti anche condivisibile, che i pacifisti muovono ai governi israeliani, ma lo slogan restiamo umani avrà più senso e forza se non presterà il fianco ai signori della guerra intrisi da fanatismo religioso violento e maschilista, e a regimi che ignorano sistematicamente i diritti delle persone, soprattutto delle donne.
Sarebbe equo che sulla Freedom Flotilla, oltre alle bandiere palestinesi, campeggiasse un vessillo che ricordi come non è propriamente umano trattenere un prigioniero senza processo, senza visite di organizzazioni internazionali, colpevole, in definitiva, solo di esistere. Sarebbe una dimostrazione, oltre che di intelligenza, di essere umani.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
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18/4/11 – Siamo umani, per favore
Il coraggio intellettuale della verità e l’attività politica sono due cose incompatibili in Italia (Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975)
Dove c’è vita c’è compromesso. L’opposto del compromesso non è l’integrità bensì il fanatismo e la morte (Amos Oz)
Lo scorpione deve attraversare il torrente e chiede alla rana di portarlo in groppa. La rana si rifiuta perché, dice allo scorpione, quando arriveremo tu mi pungerai a morte. Lo scorpione rassicura la rana che non lo farà. La rana si persuade e lo porta in groppa, ma arrivati a destinazione lo scorpione la punge a morte e gli dice, mi spiace, ma è la mia natura.
C’è qualcosa di più scandaloso che morire per mano dei tuoi amici, essere tradito, avere la mano morsa da chi hai nutrito? E’ quello che è accaduto al nostro Vittorio Arrigoni, attivista dichiarato per la causa del popolo palestinese (“per vocazione non per lavoro” si legge nel suo blog guerrillaradio.iobloggo.com). Vik scriveva “non credo ai confini e alle barriere, credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini, alla stessa famiglia umana”. E’ quello che in molti pensiamo nei nostri confini e che ci muove all’ammirazione per chi ha il coraggio di dirlo da una porzione di terra sovrappopolata e sigillata, che riesce a vivere con estrema difficoltà per concessione dei vicini israeliani che li teme e li controlla, e l’indifferenza assoluta degli egiziani che hanno blindato il confine. Nel dolore per una morte tanto violenta, avrebbe fatto fare un passo alla difficile situazione di quella sfortunata area del mondo un po’ di sinerità. La denuncia, ad esempio, oltre che delle sofferenze del popolo palestinese, di organizzazioni violente ai fianchi e fiancheggiatrici di Hamas, coordinate da paesi arabi-musulmani e spesso in combutta fra di loro. Dire a voce piena che Vittorio Arrigoni è stato ucciso crudelmente per un regolamento di conti fra le organizzazioni palestinesi avrebbe contribuito alla causa del pacifismo ricercata dall’attivista. Raccontare che le fazioni palestinesi, eterodirette da organizzazioni arabe-musulmane coordinate dall’esterno e che non hanno nessun interesse a disinnescare la potenziale bomba della Striscia, sarebbe utile soprattutto per i palestinesi che hanno diritti indipendentemente da chi li governa.
Anche questa volta i commentatori italiani hanno preferito tenere infilati gli occhiali dell’ideologia, inebriandosi del profumo mediorientale e non sentendo l’odore rancido delle violazione dei diritti delle persone – delle donne soprattutto – dando una mano ai signori della guerra pervasi da un fanatismo religioso violento e maschilista. Pure stavolta i pacifisti nostrani hanno percorso il sentiero di disprezzare tutto ciò che viene dall’Occidente (non sempre perfetto ovviamente) e stordirsi coll’aroma d’Oriente.
Il solito pacifismo silente davanti ai ragazzi di piazza Tahir in Egitto, alle onde verdi iraniane, agli sbarchi dei tunisini. Ahimè sono gli stessi esponenti che trovano spesso punti di congiunzione con la Chiesa cattolica italiana (è appena il caso di ricordare come un presidente della Camera comunista inveì contro un ministro dell’Economia della sua coalizione che voleva eliminare l’iniquo privilegio dell’Ici alla Cei).
Leggo che una delle citazioni preferite dall’attivista italiano era dello scrittore americano Henry David Thoreau, ispiratore dei movimenti non violenti: “Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere con profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto”.
Il corpo torturato di Vik uscirà dalla Striscia dalla parte egiziana. Quel confine che il grande paese arabo non apre per i fratelli palestinesi.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
5/7/10 – Epilogo http://www.nessundio.net/blog/2010/07/05/4192/
Cazzari Padani.
lunedì, 20 giugno 2011Si è svolta ieri a Pontida il 15° Festival del Flatus Vocis Leghista, con un leader stanco e malato che non ha saputo far altro che ripetere vaghe minacce a destra e sinistra senza nessuna proposta concreta sui problemi reali dell’economia e del lavoro. Le solite stanche litanie su Roma ladrona tanto per riscaldare le frattaglie dei seguaci, ma nessuna risposta compromettente alla richiesta dei facinorosi che invocavano in coro la secessione. E’ stato invece Roberto Maroni a spingersi fino a una pericolosa e inaccettabile esclamazione per una “Padania libera e indipendente”, che detta dal ministro dell’Interno sembra un pesante tradimento della Costituzione unitaria su cui ha giurato. Ma Bossi una cosa giusta l’ha detta, quando ha parlato dei cicli storici di 15 / 20 anni in cui hanno dominato particolari ideologie e i relativi gruppi di potere: la destra storica di fine ottocento, il giolittismo, il fascismo, la democrazia cristiana, il consociativismo catto-comunista e il berlusconismo. Ma nel dirlo voleva far credere che il prossimo ventennio dovrebbe essere quello dominato dalla Lega, senza rendersi conto che proprio nel ventennio berlusconiano il suo partito personale, co-responsabile del berlusconismo, ha esaurito ormai tutte le sue potenzialità. E chiamando in causa anche Tremonti con accenti severi ha di fatto messo nelle mani del ministro la risposta vera ai problemi che ci riguardano tutti. E sarà proprio lui nei prossimi giorni che uscirà vincitore dal caos attuale o imponendo una manovra di 40 miliardi da lacrime e sangue o, per restare al potere, accontentando i demagoghi di destra e sinistra mandano a picco il paese. Se Tremonti salverà l’Italia dalla crisi simil-greca sarà solo lui il vincitore e nessun altro; se fallirà sranno travolti quelli che l’hanno messo al potere, primi fra tutti Berlusconi e Bossi. Ed ecco l’ampio minestrone di aria fritta che la Lega ha distribuito come “dodecalogo” per il governoLEGGI – Le solite vecchie proposte che tornano a galla da almeno venti anni e che nessun governo, compresi quelli degli ultimi 20 anni con la Lega dentro, è mai riuscito a realizzare. Ma per illudere il popolo bue della Padania va bene anche questo. Ciliegina sulla torta nella migliore tradizione del teatro dell’arte la rivelazione di Capitan Fracassa Bossi che Brighella Berlusconi era pronto a firmare per il trasferimenti di alcuni ministeri al Nord, ma “poi si è cagato sotto”.
17/6/11 – La ciccia della questione
venerdì, 17 giugno 2011C’è solo un passo tra lo spargere sangue animale e lo spargere sangue umano (Isaac B. Singer)
L’articolo 98 del testo unico delle leggi elettorali per la Camera afferma che chiunque sia investito di un potere, di un servizio o di una funzione pubblica, nonché il ministro di qualsiasi culto, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni se induce gli elettori all’astensione
Gli olandesi amano gli animali ed è l’unico paese europeo dove ci sono deputati del partito animalista. Grazie anche al loro contributo in questi giorni il Parlamento discuterà se mettere al bando la macellazione rituale che riguarda 364mila bestie all’anno. La macellazione halal (che riguarda il gran numero di musulmani di quel paese) e quella kosher (che riguarda i pochi ebrei olandesi), consiste in un solo unico colpo inferto da una lama affilatissima manovrata da un esperto che recide la giugulare e le vie respiratorie facendo morire immediatamente l’animale. Secondo musulmani ed ebrei, come è noto accomunati in molti riti del vivere e del morire, è fondamentale che l’animale soffra il meno possibile. Il divieto per questo tipo di macellazione è già in vigore in Svezia e Austria, ma in Olanda il dibattito è più pruriginoso perché, e soprattutto è la sparuta comunità ebraica olandese che lo ricorda, fu il primo provvedimento emanato dai nazisti che settanta anni fa invasero il paese. I liberali al governo e i socialisti all’opposizione sono favorevoli al divieto, mentre Geert Wilders, capo del partito nazionalista anti-islam, è fortemente imbarazzato. Dopo aver disprezzato apertamente l’islam accomunando in un unico pentolone tutti i lettori del corano come terroristi riducendo al ghetto anche quelli che respingono l’estremismo, adesso è in difficoltà perché per accreditarsi politicamente aveva cercato l’appoggio degli ebrei ortodossi vilipesi dagli estremisti islamici e che sono maggiormente legati al rispetto della kasherut. E ben gli sta, a lui e ai suoi elettori, perché quando si fa politica e si vota non seguendo l’intelligenza ma la parte emotiva e bassa del corpo prima o poi se ne pagano le conseguenze.
Anche se in apparenza l’animale è il protagonista del dibattito, sembra che in gioco ci sia ben altro. L’interesse dei bovini, pecore, polli e capre, è, con tutta evidenza, quello di non essere ammazzati: che siano storditi con una scarica elettrica o che gli vengano recise le giugulari, non cambia la sostanza del problema. Prova ne è che il dibattito parlamentare non ha coinvolto la maggioranza di cittadini laici, tra cui musulmani ed ebrei, che sono la maggioranza in Olanda così come nella maggior parte del mondo. Perché è opportuno ricordarlo continuamente che le persone nel mondo che si alzano dal letto la mattina col chiodo di Dio in testa è una minoranza nel mondo. Ma è anche utile ricordare che le diete vegetariane ben calibrate sono adatte alle persone in tutti gli stadi del ciclo di vita, compresa la gravidanza, l’allattamento, l’infanzia e l’adolescenza. Hanno un apporto minore di colesterolo e grassi saturi e un apporto maggiore di fibre, magnesio, potassio, vitamine C ed E, folacina, carotenoidi, flavonoidi.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Glossario
Si chiama schechità la macellazione rituale ebraica secondo le regole della kasherut, cioè l’insieme di norme che regola la vita degli ebrei anche per quanto riguarda l’alimentazione. A effettuarla è lo schochet, un ebreo religioso. La schechità è eseguita con una lama affilatissima che recide la trachea, l’esofago, le carotidi e le giugulari, facendo attenzione a che l’animale non soffra. La morte è istantanea. La macellazione islamica è considerata halal (consentita), quando la dhabiba, ovvero la recisione della gola dell’animale, avviene in modo da risparmiare all’animale sofferenze inutili. Per gli islamici il macellaio non deve essere religioso, ma l’animale deve essere rivolto verso la Mecca.
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22/10/10 - “Se niente importa” è un bel libro di Jonathan Safran Foer (Guanda, € 18), insieme racconto, inchiesta e testimonianza. L’autore invita alla riflessione, mostrando nel dolore degli animali – e soprattutto nella nostra sensibilità verso chi è più debole e senza voce – il confine fra umano e inumano, fra chi accetta senza riflettere le condizioni imposte dall’allevamento industriale e chi le mette in discussione. Foer ha percorso gli Stati Uniti visitando gli allevamenti dove gli animali, dai maiali alle galline, dalle mucche alle pecore, vivono in spazi ristretti, spesso impilati sicché quelli nelle gabbie sottostanti vivono sommersi dagli escrementi. Gli animali sono sottoposti a regimi alimentari impropri, tra cui massicce dosi di farmaci. Sono animali malaticci inviati nei mattatoi dove vengono uccisi con scariche elettriche e spesso sono ancora vivi mentre, sul tapis roulant, si avviano alla dissezione.
Qualche giorno fa il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione con la quale ha stabilito che la carne proveniente da animali che non sono stati storditi prima dell’uccisione devono avere una etichetta che riporta l’informazione. Benissimo, è una norma in più che potrà assolvere i carnivori. Nel riportare la notizia alcuni organi di stampa, Padania in testa, hanno attribuito la mancanza di intontimento dell’animale alla sola macellazione halal, cioè quella in uso tra gli islamici. Non è il solito attacco xenofobo, è anche crassa ignoranza. In Italia la macellazione avviene in mattatoi controllati dalle Asl che garantiscono lo stordimento agli animali. La macellazione rituale halal è la stessa che usano gli ebrei, cioè col taglio netto alla giugulare affinché l’animale muoia sul colpo, perché, come viene prescritto ritualmente “l’uomo è superiore all’animale ma non ne è il padrone”. A Roma ebrei e musulmani – che macellano nell’unico mattatoio comunale che esiste in città - hanno raggiunto un accordo per cui i musulmani prendono i quarti posteriori giacché gli ebrei consumano solo i quarti anteriori dell’animale. Si ipotizza di macellazioni clandestine, ma non sono legate a riti religiosi, quanto piuttosto a mercato (nero) parallelo, pericoloso perché manca il controllo sanitario degli animali.
Questi riti legati al cibo, seppur razionalmente difficili da spiegare, sono molto importanti per chi vuole identificarsi con la sua religione/cultura, perché aiutano a mantenere un baluardo all’assimilazione e a fortificare la propria identità. Del resto nessun ateo intelligente desidererebbe mai l’assimilazione di chi ha una religione che trasformi i singoli in greggi ammaestrati, perché è lo spazio pubblico che deve essere neutro, mentre per la propria vita personale ognuno si regola come preferisce. Accreditare come ha fatto la stampa deteriore che la macellazione rituale non prevede lo stordimento dell’animale, è il solito rimescolamento del fango che serve a fomentare guerricciole di cui proprio non si sente il bisogno. Le uniche necessità che ha un paese sano sono regole certe per tutti, anche per gli animali.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
