Archivio di aprile 2011

Chi vincerà il “Bugiardone d’Oro” di Aprile ?

giovedì, 7 aprile 2011

Berlusconi o il Corrierone ?
Trascriviamo questo post trovato in una mailing-list di cui non conosciamo l’autore.

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La balla del premier sulla villa di Lampedusa è solo l’ultima e la meno rilevante della lunga carriera del presidente del Consiglio. La vera notizia di oggi è come il più importante quotidiano nazionale racconta ai suoi lettori questa vicenda grottesca. Un esempio di giornalismo all’italiana che sorprende ancor di più perché a sollevare in televisione il caso era stato l’ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli, un uomo molto importante nella Rizzoli Corriere della Sera Spa. Mieli, già direttore del Corrierone per dieci anni (dal 1992 al 1997, e dal 2004 al 2009) e tuttora presidente di Rcs libri, a Ballarò aveva detto sostanzialmente: “Berlusconi ha detto una bugia. Conosco il proprietario della villa di Lampedusa e il premier non l’ha comprata”.

Dopo una smentita dell’avvocato-onorevole Ghedini, in serata ieri è arrivata la conferma di Berlusconi: non compro più. La retromarcia è stata giustificata con la seguente motivazione addebitabile al venditore: la casa sorge su terreno del Demanio. Peccato che, come riportato sul Fatto Quotidiano in edicola oggi, la scusa di Berlusconi è smentita oltre che dal proprietario anche dalla conservatoria.

Il Corriere della Sera oggi opera una chiara scelta di campo. Tra Mieli e Berlusconi, tra la verità del suo ex direttore e la menzogna dell’attuale premier, non esita a schierarsi dalla parte del secondo.

L’articolo, pubblicato a pagina 8 è firmato R.R. (qui la versione online), andrebbe studiato nelle scuole di giornalismo.

…La visita di sabato offrirà anche l’occasione per cercare una nuova villa da acquistare. Quella che in un primo tempo era stata prescelta non possiede i requisiti giusti. Lo ha rivelato lo stesso Cavaliere durante la riunione a Palazzo Chigi alla quale hanno preso parte i rappresentanti delle Regioni e i ministri che compongono la cabina di regia sull’immigrazione.
La villa, che si trova in una zona limitrofa all’aeroporto, sorge su un terreno demaniale. «L’ho scoperto – ha detto Berlusconi – dopo che sono state fatte alcune verifiche e quindi trattandosi di un terreno che appartiene a tutti noi non posso più acquistarla. Ne cercherò un’altra». A parte questo dettaglio, il governo sta esaminando una serie di progetti per fare decollare Lampedusa da un punto di vista economico.

La versione di Silvio Berlusconi viene riportata come se fosse la verità rivelata: “la villa sorge su un terreno demaniale”.

Così all’indicativo, senza virgolette, senza un minimo dubbio, senza dare la possibilità al proprietario di replicare, senza sentire l’ufficio tecnico di Lampedusa, senza fare una visura catastale storica, senza fare un’ispezione in conservatoria. Tutte attività che richiedono una spesa di pochi euro e pochi minuti. Le visure si possono fare online con una spesa di 12 euro. Mentre il proprietario De Stefani non era difficile da rintracciare essendo amico di Mieli, che certamente avrebbe aiutato il suo giornale a rintracciarlo. Le conseguenze di questo modo di fare giornalismo non sono irrilevanti.

I lettori del Corriere della Sera che hanno visto lo show del premier il 30 marzo a Lampedusa, grazie all’articolo di oggi del loro giornale, resteranno convinti di avere un presidente del Consiglio che mantiene la parola data. Anche a beneficio dei lettori e dei colleghi del Corriere che fossero interessati a conoscere lo stato reale della pratica “Villa due palme”, pubblichiamo le visure catastali e ipotecarie dalle quali risulta che la villa è dei legittimi proprietari.

Clicca qui per vedere la visura catastale

7/4/11 – Ripensamenti

giovedì, 7 aprile 2011

“Dopotutto, si nasce sempre nell’epoca sbagliata. Ma se nessuno può scegliere l’epoca in cui è destinato a nascere, questo non significa che ne debba accettare le depravazioni come inevitabili” (Yosef Hayim Yerushalmi)

Richard Goldstone in un suo articolo riportato sul Washington Post, fa una inaspettata retromarcia sull’operazione piombo fuso. L’articolo di Goldstone http://moked.it/blog/2011/04/04/12097/ è purtroppo ignoto alla maggior parte dei lettori italiani: in molti hanno preferito astenersi dal parlarne per non andare contro le loro prese di posizioni ideologiche-politiche.
Scrive Goldstone: “oggi sappiamo molto di più su quello che è successo nella guerra di Gaza del 2008-2009 di quanto sapevamo quando ho presieduto la Missione d’inchiesta nominata dal Consiglio dei diritti umani. Se avessi saputo allora quello che so adesso, il Rapporto sarebbe stato un altro documento”. E aggiunge: “ho trovato crimini contro l’umanità sia da parte di Israele che da parte di Hamas ed è per questo che ho deciso di avviare le indagini. Ma alla luce dei nuovi documenti è diversa l’intenzionalità, perché i crimini commessi da Hamas sono stati voluti, perché i suoi razzi sono stati consciamente e indiscriminatamente indirizzati contro obiettivi civili, al contrario di quanto successo con i soldati israeliani”. Viene anche rilevato che Israele “ha dedicato notevoli risorse per indagare sulle oltre 400 accuse di cattiva condotta nei confronti di Gaza, mentre Hamas non ha condotto nessuna indagine sui lanci di razzi contro Israele” . Questo non assolve nessuno, perché la mediazione dovrebbe venire prima delle armi. Ma è equo riconoscere che Hamas a Gaza ha usato ideologicamente la popolazione civile come uno scudo umano da frapporre alle forze armate israeliane a protezione dei propri miliziani.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

6/5/11 – Spauracchio glbt

mercoledì, 6 aprile 2011

Scappare è facile. La parte difficile è restare liberi

I manifesti che annunciano la rassegna “Da Sodoma ad Hollywood”, prestigiosa rassegna cinematografica che si svolgerà dal 28 aprile al 4 maggio a Torino, sono pronti ma quest’anno senza il logo della Regione Piemonte. Il cattolicissimo governatore della Lega Roberto Cota non ci pensa proprio a sponsorizzare una così lurida manifestazione. Di più, l’assessore alla Cultura regionale è Michele Coppola, candidato sindaco di Torino. E siccome uno più uno sembra faccia due, gioco facile ha avuto la deputata del Pd Anna Paola Concia a prevedere per Torino – nel caso disgraziato vincesse Coppola, cosa pure probabile visto che la sua controparte è l’opaco Piero Fassino, un futuro oscurantista per quella città. Il diniego alla sponsorizzazione non dovrebbe aver colto di sorpresa i piemontesi, giacché il presidente Cota durante la campagna elettorale aveva chiarito che la regione mai avrebbe accettato registri, riconoscimenti, graduatorie per eventuali coppie “contronatura”. Un po’ a sorpresa, come ha sottolineato il direttore della rassegna Giovanni Minerba, è arrivato il gradito appoggio del ministro Mara Carfagna che ha concesso il patrocinio del ministero delle Pari Opportunità. Il festival “Da Sodoma a Hollywood” è inserito nel bouquet delle manifestazioni dei 150 anni dell’Unità, e l’assenza della Regione Piemonte appare anche per questo ancor più grave.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI

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Qualche giorno fa è morto un mio carissimo amico, giornalista in pensione, convinto che una gran parte delle responsabilità del declino italiano è determinato da media compiacenti. Mettendo in ordine le sue cose ho trovato questa lettera indirizzata al segretario della federazione nazionale della stampa. Mi sembra un buon modo per ricordarlo.

Carissimo Siddi,
mai una manifestazione contro gli stipendi troppo alti di certi addetti stampa della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma (oscillanti secondo il Corriere della Sera , pagine romane del 29 agosto 2009 tra il 150mila e i 104mila) . Mai un corteo per denunciare il preoccupante stato di disoccupazione dei colleghi professionisti e pubblicisti. Mai un segno di protesta contro il crescente razzismo, contro gli episodi di aggressione (in specie a Roma) contro gay e lesbiche, contro il risorgente e mai sopito antisemitismo.
Mai una voce, autorevole o no non importa, che si levi a favore delle minoranze, tipo i portatori di handicap o che esorti a combattere battaglie, quelle si democratiche, contro ogni forma di evasione fiscale da qualunque parte essa provenga e di chiunque sia perpetrata, che si chiami Agnelli o Mauro, o il bottegaio o l’ambulante sotto casa.
Ecco, quando ci decideremo a scendere in piazza non solo per le future pensioni dei colleghi già garantiti ma anche e soprattutto per le grandi battaglie per il segreto professionale e per l’accesso alla professione, allora si che sarò alla testa delle truppe combattenti.
Saluti,
Giovanni Lubrano di Scorpaniello

1/4/11 – Sull’isola

venerdì, 1 aprile 2011

Cinque persone sono state arrestate dai carabinieri a Vieste, perché durante una manifestazione per il lavoro hanno bruciato il tricolore. Le agenzie di stampa davano conto di arresti in Umbria per induzione alla prostituzione. Due episodi che riguardano cittadini comuni ai quali la legge mostra il volto più severo procedendo addirittura alla limitazione della libertà. Se invece per gli stessi reati si parla di personaggi eccellenti scatta la campagna innocentista e l’accusa verso la magistratura di svolgere un ruolo politico. Colpisce la severità verso i lavoratori di Vieste, per i quali l’atto di bruciare la bandiera non è stato vilipendio né la negazione dell’unità nazionale, ma probabilmente l’espressione della coscienza di essere stati messi ai margini della comunità… Proprio ieri, per la seconda volta, i consiglieri regionali leghisti della Lombardia sono usciti dall’aula mentre veniva suonato l’inno di Mameli. I padani possono, i lavoratori no. E’ questa contraddizione che svela il volto dell’Italia di oggi. (Peppino Caldarola, Mambo)
Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta è tutto andrà perduto (C. Chaplin, Il grande dittatore)

Quel che succede a Lampedusa è – e non è facile scegliere il peggio – la manifestazione più indecorosa del governo di centrodestra. Sulla questione sbarchi la confusione regna e in qualsiasi altro Paese dell’occidente un ministro dell’Interno che ha accumulato così tanti fallimenti sarebbe stato dimissionato. Ed è paradossale che si continui, da parte del governo, a chiamare l’Europa a condividere le nostre inconcludenze mentre è evidente che ci ignora. Del resto – e la recente sentenza sul crocefisso lo ha dimostrato palesemente – ormai facciamo parte del gruppo Malta-Romania-Grecia-Bulgaria-Cipro e siamo ben distinti da Spagna-Germania-Gran Bretagna- Svizzera-Olanda-Belgio-Francia-Portogallo.
La disumana accoglienza che è stata riservata ai giovani nordafricani, il cui arrivo era ampiamente previsto (20mila da gennaio su una popolazione di 60milioni), serve. Serve per far vedere ai migranti che qui non c’è possibilità di essere accolti, serve per aumentare la paura dello straniero negli italiani più fragili. L’emergenza è stata gridata dal ministro dell’Interno quando ancora il numero degli arrivi a Lampedusa era limitato, mentre sarebbe stato opportuno ospitare civilmente, esaminare le posizioni di ognuno, accogliere gli aventi diritto e rimpatriare, senza mancia, gli altri. Così fa tutto il mondo, ma qui fa più comodo accapigliarsi sulle orde di stupratori africani quasi sicuramente fondamentalisti islamici. Magari sarà pure così per qualcuno, del resto se ci si chiude in una stanza in tre è probabile che uno sia uno stronzo col botto, ma va bene per un governo convincere i cittadini a queste generalizzazioni?
A Lampedusa si è consumata l’ennesima tragedia di un paese ridicolo. Si sarebbe potuto presentare una faccia gentile coi giovani nordafricani, mostrando un paese accogliente ma rispettoso delle leggi (in Italia è ancora in vigore una legge che prevede il permesso temporaneo in caso di arrivi straordinari e applicandola si vincola l’Europa così come è stato durante la guerra in Kosovo) e quindi non aperto a chiunque, gettando le basi per rapporti futuri, così come qualche anno fa si fece con i dirimpettai albanesi. Invece, stipare di stranieri le navi per portarli chissà dove, mostra ai giovani migranti la faccia feroce di un governo e di un Paese che preferiva i satrapi dittatori che l’incarceravano. Ed è per questo, e non certo per la rapacità degli altri paesi, che probabilmente rimarremo fuori da eventuali rapporti commerciali.
Su Silvio lampedusano – di cui approvo solo la promessa, l’ennesima promessa che non sarà mantenuta, di un campo di golf - è meglio stendere un velo. Molto pesante però.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it