12/4/11 – Come ogni anno l’otto

In tempi men leggiadri e più feroci/I ladri si appendevano alle croci/In tempi non feroci e più leggiadri/Si appendono le croci in petto ai ladri (F. Cavallotti 1842-98)
Vennero missionari, loro avevano la bibbia noi la terra Ci dissero: preghiamo. Chiudemmo gli occhi. Quando li riaprimmo, noi avevamo la bibbia, loro la terra.(Desmond Tutu)

http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/

http://www.uaar.it/uaar/campagne/occhiopermille

Due anni fa in questo periodo – c’era appena stato il terremoto nell’aquilano – alcune associazioni laiche e i radicali avevano sollecitato il governo a chiedere che i fondi dell’8×1000 fossero riservati allo Stato: la legge infatti prevede che quei fondi vengano destinati soprattutto al contrasto delle calamità naturali anche se è successo che quei denari siano stati utilizzati per finanziare le missioni militari all’estero. Da quando è stato istituito l’8×1000 nessun governo – mai nessun governo – ha pensato di farsi un po’ di pubblicità come fanno le religioni che, avendo siglato intese con lo Stato, hanno diritto al contributo. L’ingenuissima Livia Turco parecchi anni fa provò a chiederli per i bambini poveri e l’allora cassiere pontificio, mons. Attilio Nicora, tacciò l’iniziativa di “sleale concorrenza alla Chiesa”.
Come è noto dell’8×1000 lo Stato raccoglie ben poco; in parte questo è dovuto al meccanismo bizantino di assegnazione dei fondi. Per destinare il contributo a una delle istituzioni accreditate bisogna indicare espressamente la propria scelta nella dichiarazione dei redditi. A farlo è solo il 40% dei contribuenti (36% alla Chiesa cattolica, 3% allo Stato e 0,qualcosa agli altri) mentre il restante 60% lascia la casella in bianco, in molti pensando che i soldi finiranno in ogni caso nelle casse pubbliche. Sbagliando però, perché la quota residua dell’8×1000, che è la fetta più grossa della torta, viene ripartita percentualmente secondo le scelte esplicite. In questo modo la Cei invece dei 360 milioni decisi dai contribuenti incassa novecento milioni (i dati citati sono del 2008).
In estrema sintesi, per ottenere finanziamenti alla Chiesa cattolica, bisogna attuare un espediente per prendere dalle tasche dei presunti cattolici quello che mai donerebbero spontaneamente. Ben il 61% dei contribuenti invece, aderì al 5×1000, nato nel 2006 per destinare lo 0,5 dell’Irpef alla ricerca e al volontariato. Su pressioni della Chiesa cattolica nella finanziaria 2007 il governo (di centrosinistra) decise di porre un tetto di 250 milioni alle contribuzioni del 5×1000. Come ha ben sintetizzato Curzio Maltese ne La Questua (Feltrinelli, € 14) “con una mano lo Stato regala 600 milioni di quote non espresse alla Cei e con l’altra sottrae 150 milioni di quote espresse a favore di onlus e ricerca. Nella stessa pagina del modello 730!”
L’iniquo sistema dell’8×1000 costringe i cittadini che non vogliono finanziare le religioni a contribuire forzosamente con la ripartizione, oppure a scegliere la fede che ritiene meno invasiva per la sua quotidianità. Alla faccia dei cittadini virtuosi che vorrebbero che le proprie tasse, tutte, andassero allo Stato.

Col collo torto perché aspiro ad uno Stato che non si occupi delle religioni, barro la casella dell’otto per mille a favore dell’ucei. L’unione delle comunità ebraiche, così come tutte le altre fedi che partecipano alla ripartizione dell’otto per mille, rendicontano fino all’ultimo centesimo – come è giusto che sia – all’apposita commissione istituita presso la presidenza del consiglio. La comunità ebraica è impegnata con i suoi iscritti (gli ebrei – se vogliono – versano delle tasse a secondo del loro reddito alla comunità che mantengono determinando con il loro voto ogni quattro anni gli organismi dirigenti) a non utilizzare neanche un euro dei fondi dell’otto per motivazioni di carattere religioso. Una scelta diversa violerebbe l’integrità – soprattutto della parte più religiosa – della comunità. L’ucei, e questo io lo apprezzo tantissimo, ha in corso dei progetti per gli zingari che sono i reietti della nostra società. Mi piace ricordare che nei giorni immediatamente successivi al terremoto dell’Aquila le comunità ebraiche italiane si attivarono per raccogliere denaro(anche dall’estero) e impegnando fondi dell’otto non ancora ricevuti. Al momento i progetti dell’ucei sono le poche cose portate a compimento (un asilo, un centro comunitario, una fontana, soggiorni per due estati nel centro di proprietà della comunità romana di Caletta Ansedonia per i bambini dell’aquilano) in quella sfortunata parte d’Italia. Questo intervento lo ritengo molto significativo giacché in quella zona non ci sono ebrei, mentre il luogo comune più ritrito ritiene che gli ebrei si muovano solo per i loro correligionari. Ribadisco che sono contrarissima all’otto che, personalmente, avrei lasciato soltanto alla chiesa cattolica. Purtroppo a suo tempo la chiesa valdese (e a cascata tutte le altre fedi delle intese) ritennero che per sanare questa assurdità che la revisione concordataria non era riuscita a risolvere (prima delle revisione la religione cattolica era di Stato e la congrua obbligatoria) chiese la ripartizione dei fondi dell’otto. E’ stato come aggiungere metastasi a un tumore primario. Il tumore primario anche se con enormi difficoltà può essere curato e a volte guarito, mentre è impossibile per le metastasi che si impadroniscono del corpo. Per rimanere sull’argomento il mio cinque per mille andrà alla Fondazione Veronesi che un po’ di ricerca su queste malattie che fanno sempre più parte del nostro quotidiano la fa.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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7 Commenti a “12/4/11 – Come ogni anno l’otto”

  1. Anna Spina scrive:

    il 5×1000 suscitò grande favore presso i cittadini. Personalmente lo assegno a Medici Senza Frontiere.
    In questa sede vorrei segnalare anche due iniziative che trovo su http://www.genovalaica.it :
    Una raccolta di firme per l’Autodeterminazione dei cittadini/pazienti
    le giornate della Laicità promosse a Reggio Emilia da MicroMega, Iniziativa Laica Arci di RE
    Saluti

  2. luigi de lauretis nisii scrive:

    Bellissimo esaustivo commento di Tiziana Ficacci. Io devolverò l’8 x mille alla chiesa valdese e il 5xmille all’UAAR.

  3. L. Rintallo scrive:

    Io devolverò l’otto per mille allo Stato, anche se so che non farà quello che è giusto.
    Sono d’accordo con lo spirito del post che la chiesa valdese ha sparso la cattiva idea di dividere l’otto per mille perpetrandone l’uso.
    Anche io darò il 5 alla Fondaziione Veronesi

  4. Giorgio Ghi. scrive:

    Tiziana scrive

    Purtroppo a suo tempo la chiesa valdese (e a cascata tutte le altre fedi delle intese) ritennero che per sanare questa assurdità che la revisione concordataria non era riuscita a risolvere (prima delle revisione la religione cattolica era di Stato e la congrua obbligatoria) chiese la ripartizione dei fondi dell’otto. E’ stato come aggiungere metastasi a un tumore primario. Il tumore primario anche se con enormi difficoltà può essere curato e a volte guarito, mentre è impossibile per le metastasi che si impadroniscono del corpo.

    Mi sembra che questo sia il nocciolo, quello di una scoetà e di un paese che ha smarrio completamente la sua identità laica e che segue come un gregge le religioni. Diverse denominazioni, probabilmente meno nefaste, ma che ottundono comunque il libero pensiero
    Buon lavoro a Tiziana e a Giulio,
    Giorgio Ghilo

  5. Anna Spina scrive:

    devolvo quasi alternativamente l’8×1000 allo stato e alla chiesa valdese.
    La chiesa valdese come anche l’UCEI usa, a quanto conosco, i fondi derivanti da 8×1000 esclusivamente a favore delle persone in Italia e all’estero più bisognose di aiuti
    Quest’anno toccherebbe allo Stato ma l’idea che i fondi vengano distribuiti a preti, parrocchie, suore non mi sorride. Bisogna sempre tener presente la realtà nazionale e nella nostra realtà nazionale seppure a malincuore anche sostenere comunità religiose rispettose della laicità, el sapere scientifico e della Costituzione è un modo per sostenere la Laicità.

  6. Aviva De Benedetti scrive:

    Per me i soldi devono andare allo Stato e io , per quel barlume di rispetto di me stessa e dello Stato che voglio mantenere, barro la casella Stato. Condivido le posizioni di chi pensa di darlo alla religione meno fastidiosa, in particolare io sono di fede ebraica, ma mi rifiuto categoricamente di pensaRE CHE una religione possa fare meglio dello Stato. Lo ripeto, è per il rispetto di me. Penso lo stesso anche del 5 per mille giacchè lo Stato dovrebbe sapere bene a chi servono fondi, ad esempio la ricerca. Come frequentatrice dello Ieo di Milano li devolvo alla Fondazione Veronesi

  7. Romano scrive:

    L’otto allo Stato. Anche se … quoto Aviva