11/3/11 – Falchi, ultimo atto

Tutti vogliamo vivere e guarire, ma quando questo è impossibile dobbiamo rispettare chi sceglie di non soffrire più (Mina Welby)
Ora come ora applicando la Convenzione di Oviedo firmata anche dall’Italia, il testamento biologico troverebbe comunque il suo rispetto e la sua applicazione. Basta lasciare le proprie volontà a un notaio. Con la legge si rende obbligatoria la vita artificiale (Umberto Veronesi) http://www.radicali.it/contro-tortura-di-stato-video

Assistiamo in questi giorni al tentativo di cancellazione per via legislativa del diritto costituzionale alla scelta delle cure. La legge in discussione prevede che né la volontà del malato né le opinioni delle persone di fiducia conteranno, ma il dominus assoluto sarà il medico riconosciuto pubblico ufficiale. Lo Stato che poco si occupa della buona vita e delle buone cure dei cittadini, vuole riscattarsi con quella che politici mercenari considerano una buona morte. Il manipolo di parlamentari che per compiacere le gerarchie cattoliche – ma non la maggioranza dei cattolici – ha deciso di licenziare leggi oscurantiste che loro non rispetteranno mai, non legiferano così perché hanno una scala valoriale più alta e nobile di quella dei comuni cittadini come pure alcuni interventi di parlamentari lasciano trapelare, ma perché ignorano che la democrazia è importante. Resta incomprensibile l’accanimento a voler legiferare su come morire da parte di una maggioranza governativa che ogni momento protesta per l’ingerenza dello Stato e che vuole affermare il predominio statale nella decisione su aspetti privati come la libertà di cura e la buona morte.
Sentire – grazie a radio radicale – gli interventi sulla Calabrò imporrebbe, questa volta si, il trattamento sanitario obbligatorio che, come si sa, è previsto solo in casi eccezionali per malati di testa che potrebbero nuocere a sé o ad altri. Infatti sembra che si potrà continuare a decidere se farsi curare o no, ad esempio un malato di tumore se crede potrà rifiutare radioterapia o chemioterapia. E i medici continueranno a farci firmare il consenso informato per un impianto dentario, asportare la tiroide, inserire un port. Ma se siamo in coma diventiamo proprietà dello Stato. E i medici, saranno disponibili a prendersi questa rogna? Nel mondo normale il medico chiede l’aiuto e il consenso degli amici per parlare con il malato e aiutarlo davanti all’inarrestabilità della morte.
Ma de che stamo a parlà?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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22/11/10 – I registri comunali sul biotestamento non valgono, solo lo Stato può legiferare in materia. Sei d’accordo? Si 25,9%, No 74,1% (sondaggio Corriere della Sera) Esaltate da una piccola apparizione della moglie di Welby e dal papà di Eluana in un programma televisivo, le iene mai sazie hanno ripreso a nutrirsi di carogne. Vorrebbero i sedicenti “sostenitori della vita”, avere anche loro un microfono in quel programma. Ma non esiste un gruppo pro e uno contro l’eutanasia. Piuttosto c’è chi vorrebbe una scelta e chi non vuole concederla. Il giornalista Antonio Socci, che sta vivendo la tribolazione della figlia Caterina gravemente ammalata, si scaglia ancora contro il padre di Eluana che ha pensato diversamente da lui. Chi oggi desidera di poter morire e chi no, non sono sullo stesso piano. Nessuno impone a Socci di fare scelte diverse da quelle che sostiene per sé e per sua figlia. Per questo in quel programma hanno fatto bene ad offrire il microfono a chi patisce una mancanza di libertà.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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4 Commenti a “11/3/11 – Falchi, ultimo atto”

  1. Cinzia scrive:

    Tra l’altro i arlamentari disconoscono completamente il lavoro dei medici che, come dice gustaente il post, mai si prenderebbero rogne

  2. Sergio scrive:

    La Chiesa cerca la rivincita alle sberle del divorzio e dell’aborto. Una mezza rivincita l’ha già intascata con quell’obbrobrio di legge sulla procreazione assistita che però non interessava quasi nessuno (difatti pochi andarono a votare).

    Qui invece la questione riguarda veramente tutti – credenti e non credenti – e la Chiesa mira a imporsi appunto a tutti, anche a chi la schifa. Una pura questione di potere. La Chiesa continua a credersi l’unica vera depositaria della verità – nonostante la concessione di quarti di nobiltà anche alle altre confessioni, magari pure utili nell’alleanza antimodernista e oscurantista – e questa legge da lei fortemente voluta le servirebbe a rifarsi il trucco, ad apparire di nuovo credibile e autorevole. Del resto ormai interviene in tutte le questioni politiche. La “rivelazione” non conta più un accidente (Bagnasco parla forse di Gesù?), ma ci sono altri modi d’imporsi, facendo per es. leva su politici venduti.

  3. Anonimo scrive:

    Credo che la questione verrà rimandata sine die

  4. G. scrive:

    Sono leggi che varano volentieri tanto non le usano, perchè i ricchi non vanno nè a curarsi nè a morire negli ospedali