Alla Triangle Factory nel millenovecentoundici.
Centoquarantasei morti tra le fiamme
Al nono piano, senza idranti né uscite di sicurezza.
Il testimone in un edificio di fronte
che vide un giovane aiutare una ragazza a salire
sul davanzale, reggerla poi fuori
staccata dal muro di mattoni, e lasciarla cadere.
E poi un’altra. Come se le aiutasse
a salire su un tram e non nell’eternità.
Una terza prima che lui la lasciasse cadere
lo abbracciò e lo baciò. Poi lui la sostenne
nello spazio vuoto e la lasciò andare. Quasi subito
lui stesso salì sul davanzale, la sua giacca bruciava
e risaliva sbattendo lungo la camicia mentre lui precipitava,
e l’aria gli gonfiava i pantaloni grigi.
Robert Pinsky (da Nuova antologia della poesia americana – Minimum fax)
Se il Paese va alla deriva è anche perché il potere maschile ha fallito. Non sarebbe una brutta idea se gli uomini che hanno provato a cavalcare e addomesticare la tigre, tentando di appropriarsi delle donne che hanno manifestato il 13 febbraio (non solo contro il pessimo premier) nel tentativo di capitalizzare la protesta, facessero parecchi passi indietro e cominciassero da subito, ad esempio per le imminenti elezioni amministrative in tante aree del Paese, a lasciare il governo delle città alle donne. E invece lo slogan (Se non ora quando? E va bene, se piace si userà questa massima rabbinica. Però a condizione che “ora” è sempre) adesso viene rivendicato da Veltroni per manifestazioni pro-ribelli libici*.
Poi ci tocca vedere una becera cartellonistica dove segretari di partito (Di Pietro, Vendoa, Bersani…) ci invitano a manifestare la nostra dignità e intelligenza femminile accucciate sulle loro ginocchia.
E sul corpo delle donne, o meglio delle bambine, si muovono i fondamentalisti cattolici (il parroco di Brembate ma anche il giornalista Socci) che vorrebbero gli onori dell’altare per la piccola Yara Gambirasio che sarebbe morta per difendere la sua purezza. A parte che degli ultimi istanti di vita della bambina ancora non si sa, ma perché, se fosse stata stuprata sarebbe pronto per lei l’inferno?
E sui corpi violati delle donne la politica (sic) duella.
E’ noto che il sindaco di Roma Alemanno articolò la sua campagna elettorale addebitando al sindaco uscente la responsabilità di uno stupro conclusosi con la morte. Assumiamo pure che Alemanno sia sfortunato, ma la sua consiliatura ha visto, tra l’altro, parecchie violenze sulle donne per le quali respinge ogni critica accusando la catatonica opposizione di strumentalizzare le vicende. Roma ha vissuto diversi stupri in pochi giorni, e uno di una giovane spagnola si è rivelato – per fortuna – una invenzione della ragazza. Per la quale il sindaco aveva illuminato il Colosseo (cosa che si è ben guardato di fare per il presunto abuso avvenuto dentro una caserma del Quadraro ad opera di tre carabinieri). Invece di contare fino a 3 prima di parlare, ad Alemanno non è parso vero di avere uno stupro in meno sul coppino e ha invitato con voce stentorea a chi aveva osato dire che la sicurezza in città scarseggia a chiedergli scusa. E’ evidente che il sindaco ha pochissime idee e ben confuse come capita spesso – spessissimo – al suo genere.
Per evitare di fare la figura delle broccole (verdura che peraltro fa benissimo alle donne) come le nominate del pdl che si sono riunite per omaggiare il premier e svillaneggiare le loro congeneri non accoccolate al capo supremo, sarebbe bene non accettare col sorriso mimose e cioccolatini per l’8 marzo, ma piuttosto chiedere ai volenterosi maschi che vogliono cavalcare la forza delle donne, di andare a farsi un giretto lontano dai palazzi del potere.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
* Si ricorda che il Pd – ad eccezione dei radicali – votò a favore del controverso trattato italo-libico.
17/2/11 – A letto col nemico (3)
14/1/11 – Er più
Tag: festa delle donne

Cara Tiziana.
un disnteressato auguri per l’8 marzo da un assiduo lettore
Ancora sull’8 marzo. Sembra evidente che oggi il discorso più urgente, se si pensa alle donne, è quello delle donne nel mondo islamico. Tutto il resto, naturalmente, è importante, ma la priorità è quella. Negli ultimi mesi ci siamo battuti tutti, uomini e donne, per impedire la lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani in Iran, con il risultato di riuscire a fermare l’esecuzione senza tuttavia ottenerne la liberazione. Nel frattempo, in Pakistan, una donna è stata lapidata nel settembre dello scorso anno, mentre in Iran, Afganistan e Pakistan le pubbliche fustigazioni di donne, anche giovanissime, continuano a verificarsi con frequenza. In questa situazione, apprendiamo senza troppo stupore, ahimé, che nell’agenzia dell’ONU per i diritti delle donne, creata nel 2010, entrerà a far parte, insieme con l’Arabia Saudita (altro paese in cui esiste notoriamente una totale uguaglianza fra i generi!) anche l’Iran. Un modo veramente fuori dal comune per festeggiare l’8 marzo. Chissà che cosa ne penseranno le donne iraniane che si battono con coraggio contro il regime di Ahmadinejad!
Cara Tiziana,
condivido che Alemanno è il prototipo dell’idiota. Basti pensare che ha dato vita ad una festa chiamata carnevale romano riempiendo la bellissima piazza del Popolo con palchi stalle tende ecc.
Non vorrei essere accusata di classimo ma credo che per fare il sindaco occorra almeno un test di cultura generale. Tra l’altro il carnevale romano di cui lui vorrebbbe rievocare i fasti era pre 1870 e per uno che ha l’ambizione di definirsi sindaco di Roma capitale…
http://www.giornalettismo.com/archives/116433/alemanno-gli-stupri-sono-colpa-della-sinistra/
@Aviva
aggiungo che sono in ansia nel vedere le foto in costume di Alemanno moglie e assessori. quelle dello scorso anno sono il pezzo forte del libro stracafonal