Archivio di gennaio 2011

10/1/11 – Al mio via, scatenate l’inferno

domenica, 9 gennaio 2011

Tutti a dire che prima o poi la globalizzazione costringerà gli operai Fiat-Fiom a cedere. Possibile che la globalizzazione valga solo per gli operai Fiat e non per il variegato gruppo delle sanguisughe (gli ultraprotetti, gli ultragarantiti, buona parte dei dirigenti della pubblica amministrazione e dei liberi professionisti, quel mezzo milione di italiani che vivono di politica)? (T.Vinco, da un blog)
Mentre il presidente della Repubblica rendeva omaggio alla lapide dei fratelli Cervi, a Modena la Lega chiedeva di realizzare una lapide in memoria dei nazifascisti, ossia “i caduti della guerra civile del 1943-1945”. E di affiancarla alla stele dedicata alle vittime dell’olocausto, danneggiata a martellate a capodanno… (ste.san, Il Fatto quotidiano)
Bossi non si è limitato a mancare di rispetto alla bandiera. Ha scelto di mancare di rispetto anche al presidente della Repubblica. Cosa dirà Fini, leader di una forza che si ispira al patriottismo repubblicano? E cosa farà il Pd, partito che è stato fin troppo indulgente in tema di federalismo, fino al punto di votare in aula una riforma della quale ancora adesso non si conoscono cifre e coperture? E Casini, al quale continuano ad arrivare profferte di scambio per il suo ingresso in maggioranza? (P. Caldarola, Mambo)

Pare che il Gran Consiglio abbia applaudito più volte gli sforzi del ministro Brunetta per la riforma della pubblica amministrazione che dovrebbe andare a regime da questo mese (e non, come sarebbe opportuno il 1° aprile). Sembra – se vogliamo rimanere nel mondo reale - difficile che “la riforma” riuscirà a far funzionare meglio di oggi la burocratica macchina statale.
Secondo le cifre presentate dal ministro, nel quinquennio 2008-2013 si risparmieranno 62 miliardi di €. I lavoratori, già sfrondati di 70mila persone con pensionamenti e prepensionamenti, dovrebbe diminuire ancora di 300mila unità entro il 2012. Meno dipendenti potranno fornire servizi più efficienti? Il sindacato dei medici Anaao sostiene che nel 2018 mancheranno 22mila dottori per la mancata sostituzione del personale che andrà in pensione.
Il ministro Brunetta si è esaltato, durante un convegno Ocse a Venezia, perché nel 2008 le politiche di alleggerimento hanno portato un risparmio di 5,5 miliardi di €. Con tutta evidenza il ministro contava su un pubblico sonnacchioso, perché è palese che i risparmi sono stati determinati dal governo precedente (il governo delle “elite di merda” guidate da Prodi).
Il professore Renato Brunetta patisce un malefico peccato originale: è convinto che la macchina burocratica pubblica è perfetta, specialmente con le dotazioni informatiche e tecnologiche meravigliose da lui personalmente fornite (sicuro?), ma il buon funzionamento è ostacolato dal fannullone. Sicuramente nella pubblica amministrazione – così come nelle banche, nelle redazioni, nelle fabbriche…, ci sono degli squallidi lavativi. Ma per uno che vanta di avere nel suo curriculum un passaggio alla Fondazione Brodolini (ministro del Lavoro e padre dello Statuto dei lavoratori) e ricorda di essere – stato aggiungerei io – socialista (ma è equo ricordarlo, sempre nelle seconde e terze file), parlare dei lavoratori come mangiapane a tradimento è una cosa schifosa.
La legge brunettiana prevede che il 25% del personale che si condurrà benissimo avrà un 50% di soldi in più (il salario accessorio) e percorsi preferenziali per eventuali avanzamenti di carriera, il 50% del personale che si comporterà bene avrà una parte del salario accessorio, il rimanente 25%, cioè gli scansafatiche, nulla. Chi giudicherà i bravissimi i bravi e gli sfaticati? Per il momento le tre categorie saranno valutate insindacabilmente dal loro dirigente, anche se sarebbe più giusto dire sarnno in balia. Quel che è certo, è che il dinamico Brunetta ha il bastone, ma non la carota. Con i tagli di Tremonti, come potrà avere il salario accessorio per il personale modello? Appare probabile che l’impiegato che si prenderà la bastonata in testa ricorrerà al Tar per vedere disconosciuto il metro di valutazione del suo diretto superiore. A quelli che si aspettavano la carota non rimarrà che andare a palazzo Vidoni e sputargli addosso appena esce. Sempre che, come costume dei politici italiani, non si chiuda in una macchina blu con vetri oscurati inforcando largo Argentina contromano, solo per il gusto di dire lo posso fare e lo faccio.
E’ evidente che efficienza, burocrazia snella, merito… sono aspirazioni di chi lavora nella pubblica amministrazione e dei tanti noi che quotidianamente ce ne serviamo. Ma le nozze coi fichi secchi non si sono mai viste, così come non c’è mai stato un ministro della Pubblica amministrazione che tratta come paria “il suo esercito”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
12/12/10 – La destra romana non è spiegabile in poche parole: è reazionaria, è papalina, è pagana, è salottiera, è borgatara, è golpista, è qualunquista, è ministeriale, è ultras del calcio. Il sindaco Alemanno ne è la sintesi. Si vanta di indossare la croce celtica, ha ripristinato concerti anacronistici (29 giugno) in onore del papa e apre gratis i musei romani per l’immacolata (e non per il 20 settembre), ha, nonostante la forte crisi economica, fatto erogare prestiti ai dipendenti capitolini per finanziare i pellegrinaggi a Lourdes. Pensando di onorare l’architettura fascista – appena insediato organizzò ben due convegni sulla via dei Fori Imperiali addirittura spingendosi a scrivere via dell’Impero nell’invito – ha deciso di dargli il colpo di grazia con l’assurdo progetto della Formula 1 all’Eur, dimostrando che gli epigoni sono sempre peggio dei precursori. Ha esaltato oltre ogni buonsenso la figura di un tifoso laziale per la cui morte tutti siamo rimasti sgomenti così come per la sua beatificazione. Ha portato corone a qualsiasi camerata morto di malattia o ucciso negli anni bui (dal Sessanta all’Ottanta), ha apposto lapidi – che hanno sorpreso gli studiosi della storia romana e della toponomastica – ai presunti passaggi di santi in varie zone della città. Ha lanciato idee grandiose (ad esempio radere al suolo e ricostruire Tor Bella Monaca, una borgata insana) dal palco di Cortina InConTra. Ha informato durante la Conferenza sulla famiglia che non farà più (del resto non ha mai iniziato) asili nido perché è meglio fare delle convezioni coi privati.
Ha dimostrato come pochi di essere fedele agli amici: ne ha assunti in posti di responsabilità parecchi, senza mostrare nessun pregiudizio per la fedina penale macchiata di alcuni. Ha un conflitto di interessi enorme come una casa dentro casa. Infatti il sindaco è il marito di Isabella Rauti – la intelligente della coppia – che già titolare di un incarico al ministero delle Pari Opportunità, con Pollastrini ieri e oggi con Carfagna, è ora anche consigliere della Regione Lazio. Non sorprende che l’appetito domestico si sia esteso anche alle aziende comunali. Che per la verità sono state sempre un grande serbatoio per chiunque abbia amministrato, ma che con l’attuale sindaco ha raggiunto livelli paradossali, tanto più in presenza di un palpabile degrado dei servizi erogati e dell’aumento del deficit. Si dice che il sindaco non è responsabile personalmente di parentopoli, perché aspirante statista nazionale – è stato l’ascaro di cui si è servito Silvio ad agosto per la tentata ricucitura coi futuristi (sic) – e quindi disinteressato a queste piccolezze locali. Ma gli assessori e i presidenti delle municipalizzate che hanno imbucato mogli figli amanti fidanzati cugini sorelle fratelli generi e nuore li ha scelti lui. E se, come si racconta, Alemanno aspira a ruoli più alti, vuol dire che non ha compreso che amministrare in maniera almeno sufficiente, lo avrebbe aiutato ad uscire dal sottoscala politico da cui, di fatto, proviene (nessuno ama ricordare le sue gesta di ministro dell’Ambiente, manco lui). Serviva portare Alemanno al Campidoglio per capire che la destra romana è incapace di azione politica? Non è bastata l’esperienza della Regione Lazio con Storace che ha prodotto un buco nella sanità di proporzioni inaudite (con la sua presidenza addirittura si arrivò a pagare un plus sul ticket per farmaci e analisi)? Nella mia giovinezza, quando all’uscita di scuola ci si fronteggiava in viale delle Milizie con i camerati, gli si gridava “fascisti carogne tornate nelle fogne”. Riconosco che non era un granché. Molti di noi si sono lasciati alle spalle le guerriglie di strada, molti topi sono usciti dalle fogne e spesso sono rimasti accecati dalla luce del giorno.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

8/1/11 – Kifaya (Basta)

sabato, 8 gennaio 2011

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L’indifferenza è il peso morto della storia. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. E allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.” (Antonio Gramsci, 1891-1937. Fondatore del Partito comunista italiano, 1921)

Arabian Business è una rivista che ogni anno stila una lista dei cento uomini più potenti del Medio Oriente e quest’anno – a sorpresa – c’è il nome di Wael Abbas, un blogger egiziano.

Abdel Kareem Nabil Suleiman, noto con il nome di Wael Abbas,  arrestato il 6 novembre 2006 con l’accusa di avere irriso l’islam e offeso il presidente egiziano Hosni Mubarak, è stato scarcerato nel novembre del 2010. Gli appelli, soprattutto quelli internazionali, hanno contribuito alla scarcerazione anche se, come ha denunciato Reporter senza frontiere, quattro anni hanno lasciato il segno su Abbas. Wael Abbas ha scoperto l’importanza della rete nel 2004 quando decise di conoscere gli attivisti di Kifaya (Basta) movimento di lotta contro il potere di Mubarak, e da quel giorno decise di scrivere tutto quello che vedeva. Impegnato da sempre nella denuncia, Abbas si è presto reso conto che le sue opinioni erano inascoltate e ha capito che doveva riprendere gli eventi e lanciarli nella blogosfera, l’unico luogo dove può avvenire un vero dibattito pluralista.
Prima del 2006 Abbas era stato arrestato un paio di volte per aver postato qualche critica di troppo sugli eccessi religiosi e autoritari nel Paese, oltre ad essere espulso dalla prestigiosa università di Alessandria dove frequentava la facoltà di legge inseguendo il sogno di diventare avvocato dei diritti umani. L’arresto del 2006 invece è stato determinato da un filmato particolarmente crudo di un fatto che sconvolse il Cairo. Era la fine del Ramadan e una folla di uomini stava aspettando di vedere Dina, una famosa ballerina di danza del ventre, che si esibiva in occasione dell’uscita di un suo film. Nell’agitazione generale un gruppo di uomini ha incominciato ad inseguire le donne che passavano lì accanto molestandole pesantemente. Il tutto tra l’indifferenza della polizia.
Le autorità egiziane temono come la peste i blogger, anzi il solo fatto di avere un blog porta chiunque sotto la lente di ingrandimento. Oggi non tutti i blog sono politici, ma sono la voce di vari settori discriminati, tra cui donne, omosessuali, copti. E i giovani, considerati una minaccia per l’integrità del paese.  Dice Abbas: “in Arabia Saudita, in Libano, nel Bahrein sta succedendo quel che è successo in Egitto. La sfera virtuale è una rete senza confini che si infila nelle fessure lasciate libere dai regimi. Sappiamo che la nostra lotta non porta a cambiamenti immediati, ma informando la coscienza delle persone si sveglia. Speriamo che il genere umano si accorga che ci sono cose che bisogna cambiare”.

Il dottor Ala al-Aswany è un dentista con un bello studio medico al Cairo. E’ conosciuto (anche da noi) per Palazzo Yacoubian edito da Feltrinelli.  Al-Aswany dice che le forze di sicurezza in Egitto si preoccupano solo di proteggere Mubarak e hanno ignorato le minacce di al Qaeda rivolte alla comunità copta. Lo scrittore-dentista è un attivista di Kifaya e dice: “una rivoluzione scoppia, non si programma a tavolino. Io personalmente sono per le rivoluzioni perché sono uno degli aspetti più importanti del genere umano. Non solo le rivoluzioni storiche, ma anche quelle quotidiane di ogni individuo”.  Sul risultato elettorale delle elezioni parlamentari dello scorso novembre e nelle quali il partito nazionale-democratico del presidente ha avuto il 90% dei suffragi, al-Aswany da un giudizio netto: “le elezioni devono essere un processo trasparente attraverso cui i cittadini possano esprimersi. Quelle di novembre sono state l’ennesimo crimine del regime sulla popolazione”.
Attualmente è lo scrittore arabo più letto nel Medio Oriente, compreso Israele dove però i suoi libri vengono letti in inglese o arabo perché al-Aswany, pur dicendosi non contrario ad una traduzione in ebraico, non vuole trattare con editori israeliani in linea con la posizione governativa. Tanto per ricordare che c’è sempre qualcuno più a sud.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

7/1/11 – Ragazzi

venerdì, 7 gennaio 2011

Il tentativo di Vendola di candidarsi come leader del centrosinistra è velleitario e provoca solo conflitti a sinistra. Se le elezioni, come pare, saranno a primavera, occorre mettere insieme le forze in grado di presentare un governo possibile e autorevole. Altrimenti vincerà ancora la destra. (dall’editoriale di Nuove ragioni del socialismo)
Basta con la retorica di pace che si accompagna a ogni evento tragico che tocca le nostre forze in missione all’estero: martiri, eroi, caduti per la pace. Possiamo continuare a credere che i nostri soldati in Afghanistan siano là a costruire scuole e ospedali… Forse però è arrivato il momento in cui ciascuno si prenda le proprie responsabilità: l’Italia è in guerra in Afghanistan, e senza prospettive di “vittoria”. Poi, la decisione su cosa fare spetta al Parlamento, al governo, ai cittadini. Ma qualcuno lo deve dire, in modo esplicito e inequivocabile all’opinione pubblica. Ministro La Russa, questo compito spetta a lei. (Giampiero Giacomello. Il Riformista)

Il presidente venezuelano Hugo Chàvez ha deciso di non emanare la legge sulla università approvata il 23 dicembre dal parlamento e che ha provocato proteste tra gli studenti sfociati in scontri pesanti con la polizia a Caracas. Nel lunghissimo discorso in cui ha annunciato che non controfirmerà la legge che pure aveva voluto, ha detto che è rimasto colpito dalle richieste degli studenti e siccome non è un dittatore ma è l’opposizione che lo dipinge così, torna sui suoi passi. La legge per l’Università estendeva l’influenza dello Stato sugli atenei e prevedeva l’inserimento del “socialismo” come materia obbligatoria a scopo indottrinamento. Il ripensamento di Chavez pare però che non sia dettato da intelligenza ma piuttosto da strategia. Il nuovo parlamento che si è insediato il 5 gennaio ’11 ha ben 65 seggi occupati dall’opposizione (contro i 98 del partito del presidente) e nonostante una legge che gli consentirà (ley habilitante) per i prossimi 18 mesi di legiferare per decreto su molte materie, di fatto invalidando il ruolo del parlamento, le elezioni del 2012 potrebbero riservargli delle sorprese.

Da alcuni mesi l’ayatollah Ali Khamenei, esprime la preoccupazione che nelle università iraniane molte discipline delle scienze umane, basandosi sui principi cardine del materialismo, contraddicono gli insegnamenti islamici. Il dirigente del ministero dell’Educazione Abolfazl Hassani ha rafforzato l’ipotesi dichiarando che le aperture effettuate nell’ambito delle scienze sociali saranno riviste perché basate sulla cultura occidentale.
Ma docenti universitari degli atenei di Teheran, Shiraz, Tabriz, Esfahan sono sicuri che rimarranno parole, perché nonostante tutto la giovane società iraniana è in fermento e i tempi della rivoluzione islamica (nel 1979) quando molti atenei rimasero chiusi anche per due anni perché non islamicamente corretti, sono lontani. L’Unesco ha ritirato il sostegno alla Giornata mondiale della Filosofia, che nel 2010 si è svolta a Teheran, proprio per la presunta volontà di rivedere i programmi in chiave anti-occidentale. Con tutta evidenza per mantenere il potere il regime deve agire proprio sugli studenti e i giovani che rappresentano il 70% della popolazione. Chi non ricorda le proteste studentesche dopo i risultati elettorali del giugno 2009? Proprio al centro di Teheran c’è l’Università Sharif, sulla via Azadi è stata uccisa Neda.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Da Il Fatto quotidiano, 6/1/11, pag. 18

L’idea è davvero originale: un concerto dal vivo amplificato dai giornalai. Francesco Spaggiari, bancario, ha deciso di salvare il suo estro artistico contando solo sulle sue forze: “Avete qualche idea migliore, se si è costretti a rimanere in Italia? I produttori sono in crisi quanto il mercato e gli artisti, non rimane che scendere in campo direttamente in un corpo a corpo con le infinite possibilità della vita… Poiché adesso ogni giornalaio è libero di vendere per conto di chi vuole, ho proposto, insieme al mio cd, uno show live. Suono i brani di Hotel Balima, venuto fuori dopo un viaggio a BArcellona, LIsbona e MAdrid. Ho un piccolo amplificatore che attacco all’edicola” Per suonare non ha bisogno di permessi? “Dipende. A Roma c’è una delibera comunale che impone le regole per fare arte di strada. Indica la distanza da tenere dai monumenti, il rispetto dei volumi e degli orari, impone che la permanenza non si prolunghi oltre le 2 ore”. Con l’artista ci sono Piergiorgio Faraglia, fondatore della prima cover band di Ben Harper, e Mario Caporilli, arrangiatore di Mario Biondi. Il suo folk rock ha una forte connotazione cantatuoriale ma con una musica più muscolare. Per chi vuole seguire il tour o comprare il cd può andare sul sito www.riedicola.com o sulla pagina facebook di Francesco Spaggiari

5/1/11 – Cristianofobia?

mercoledì, 5 gennaio 2011

“Non accetterò mai che rappresentanti della comunità islamica romana si uniscano a noi per le manifestazioni di domenica 9 gennaio” ha dichiarato Barnaba el Soryany, vescovo della chiesa copta di Roma. E ha aggiunto “ringrazio la comunità ebraica per la loro adesione alla manifestazione di solidarietà, ma non desidero la loro presenza” (Ansa,4.1.11)
La cattolicità non può sopportare l’ebraismo che non permette al suo presunto universalismo di trionfare. Perché l’imperium per eccellenza è la Chiesa, la cui espansione, cioè l’evangelizzazione spesso forzata e coatta di interi popoli, ha assunto nei secoli forme imperialistiche e violente (Donatella Di Cesare, Pagine ebraiche)
Al mondo ci sono molte religioni, ma solo due, quella cristiana e quella islamica, sostengono di essere le fortunate depositarie del messaggio definitivo di Dio all’umanità, e che sia compito loro diffonderlo al resto del mondo, eliminando qualsiasi ostacolo possa intralciare il cammino (Bernard Lewis)

L’eccidio alla chiesa copta di Alessandria sembra presagire il collasso del regime di Hosni Mubarak. Una incognita per gli equilibri di cristallo di tutto il medio oriente, con la possibilità di un incremento di scontri fino alle elezioni presidenziali fissate a novembre. La parte liberale della società egiziana è al fianco dei copti e i Fratelli musulmani hanno condannato, con tanto di comunicato stampa, l’attentato. Molti egiziani sono stufi delle mancate riforme democratiche promesse da Mubarak, e potrebbero imboccare la via dei partiti religiosi. I Fratelli sembrano in grado di intercettare quella società che un tempo vantava un laicismo inesistente nel resto del medio oriente, tessuto con fatica da Nasser e Sadat e che sembra essersi sfilacciato nella mani di Mubarak. I Fratelli musulmani aspirano a governare l’Egitto e per questo hanno bisogno di mettere una linea di confine tra loro e il terrorismo, insomma, hanno bisogno di rifarsi una immagine. Nel paese sono molto popolari grazie all’impegno sociale, ai servizi paralleli a quelli offerti dallo Stato ma molto più efficienti.
Intanto papa Shenouda III si è consigliato con lo sceicco di Al Azhar Ahmed al Tayyeb e il ministro degli Affari religiosi Mahmoud Hamdi Zaqzouq, ed è stato rassicurato sugli imponenti servizi d’ordine che consentiranno agli otto milioni di copti del paese di festeggiare il natale (7 gennaio) serenamente. Molti attivisti musulmani, molti blogger, si stanno organizzando per assistere alle funzioni religiose e agire come scudi umani, perché un buon musulmano non dovrebbe mai colpire un suo fratello, anche se le cronache ci raccontano ben altro.
In questa incandescente situazione Benedetto XVI sembra essere la persona meno titolata a dire la sua. Del resto le carte in regola del papa dei cattolici sembrano essere scompaginate da tempo. E’ appena il caso di ricordare come il teologo confuso si sia espresso a Ratisbona provocando immotivatamente l’ira del mondo islamico, la riammissione dei lefebvriani, la preghiera del venerdì santo con il passo che esorta gli ebrei a riconoscere Gesù Cristo. Nella celebrazione natalizia di qualche giorno fa ha ricordato come il cristianesimo abbia assorbito tutte le religioni precedenti superandole, e il 1° gennaio ha benedetto la marcia organizzata dalla comunità di sant’Egidio che inneggiava, tra l’altro, alla conversione. E francamente dire che Dio si offende solo se c’è un massacro di cristiani lascia basiti (anche se non è un inedito nel cattolicesimo, versione più suppurante del cristianesimo).
I politici italiani si sono ingolositi della parola libertà religiosa e sembrerebbero già in partenza per le crociate, ritenendo anche che l’unica religione per la quale vale battersi è quella cattolica. Il sindaco di Roma, che è convinto di essere il sindaco della città cristiana, parteciperà alla manifestazione di solidarietà con i copti nonostante le dichiarazioni “separatiste” di Barnaba el Soryany, vescovo della chiesa copta di Roma.
La moderazione e l’intelligenza sono indispensabili nella gestione di situazioni politiche così delicate e gli incendiari, il papa, Frattini, Alemanno… sarebbe meglio si astenessero da risibili prese di posizione.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

°°°°°°°°°

La Rai, su impulso dei consiglieri leghisti, ha dato il via alla produzione del film di Renzo Martinelli (Porzus, Il mercante di pietre, Barbarossa) su Marco d’Aviano dal titolo (provvisorio per fortuna) 11 settembre. E’ la ricostruzione della grande battaglia combattuta nella Vienna assediata dai turchi l’11 e 12 settembre 1683. La Lega santa, compattata dal frate cappuccino Marco d’Aviano, vinse le truppe dell’impero ottomano guidate dal pascià Kara Mustafà e pronte ad invadere l’Europa. Un fatto storico che, secondo la sinossi presentata dal regista, avrà una lettura marcatamente antislamica. Il turco sconfitto in battaglia venne decapitato e la testa mozzata esposta a Costantinopoli. Marco d’Aviano morì il 14 agosto 1699 nel convento dei cappuccini di Vienna stringendo tra le mani il crocefisso che sedici anni prima aveva alzato verso il cielo sull’altura di Kahlenberg. Le Crociate di Ridley Scott prendeva in esame le due parti senza esaltare le posizioni di nessuno.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

3/1/11 – Pregare gratis

lunedì, 3 gennaio 2011

Non a caso posseggo la luce,/e meno ancora per eredità./Dalla mia roccia l’ho fatta scaturire,/dal profondo zampilla.//Perché nel mio cuore nascosta/sta una scintilla debole,/ch’è tutta mia e non l’ho chiesta a prestito/né rubata ad alcuno://è mia, è tutta mia. Essa è in me./E quando, martellando la miseria,/scoppia il mio cuore in atomi,/la scintilla rifugio nei miei occhi/ cerca scampo nei versi.//E dai miei versi nel tuo cuore,/dove incendia una fiamma e si consuma./E così che col sangue mio pago/il rogo che ho creato. (H.N. Bialik)

Gli haredim (timorati) passano la maggior parte della loro vita a studiare la Torah* e il Talmud**, in genere preferiscono far lavorare le mogli, si sposano giovani e fanno tanti figli. Sono una minoranza che in un paese laico come Israele è, vengono vissuti come un ostacolo, non tanto per il loro stile di vita – ogni volta che qualcuno di loro, specialmente haredim gerosolimitani, si spinge sfacciatamente a imporre regole religiose alla società viene represso, talvolta anche brutalmente, dalla polizia – ma per il peso economico che i loro usi comportano.
A gettare napalm sul fuoco ha contribuito un provvedimento voluto fortemente dal premier Benjamin Netanyahu che ha aumentato il budget di 5 milioni di € all’anno (era di 25) per le loro esigenze. Da ormai più di trenta anni qualsiasi governo concede finanziamenti ai gruppi religiosi per finanziare le yeshivot (scuole religiose), quasi sempre perché il piccolissimo ma determinante e ricattatorio partito religioso (Shas) fa da ago della bilancia. Ma adesso la Corte suprema ha chiesto di porre dei limiti perché è intollerabile una disparità di trattamento verso i cittadini.
Netanyahu ritiene di aver fatto una vera rivoluzione liberale, perché pur destinando più risorse economiche, per la prima volta è stato fissato che gli studenti delle scuole rabbiniche possono percepire denaro solo per un periodo di cinque anni e comunque non oltre i 29 anni di età. Dopo quell’età i religiosi dovranno cercarsi un lavoro. Ma gran parte degli israeliani trovano che ci siano delle gravi falle nel provvedimento che, ad esempio, non è retroattivo. Su 22 ministri otto hanno votato contro il provvedimento (tutti i laburisti), che – è doveroso ricordarlo – quando hanno governato da soli (in questo momento sono in coalizione con il Likud, che definiamo –impropriamente -destra)) si sono guardati dal tagliare i privilegi ai religiosi. Il capo di Stato maggiore Gabi Ashkenazi ha chiesto di revocare l’esenzione al servizio di leva agli haredim che ritiene ingiusta rispetto ai tre anni (due per le ragazze) di vita militare a cui i giovani sono chiamati obbligatoriamente
La situazione si è fatta così esplosiva – secondo il quotidiano Haaretz fra meno di dieci anni gli haredim potrebbero essere il 20% della popolazione, e avere una popolazione così alta che non partecipa ai processi produttivi e di difesa potrebbe mettere in ginocchio il Paese – che addirittura un rabbino del partito ultraortodosso, Chaim Amsellem, ha dichiarato che pur essendo la Torah la cosa più importante del mondo, il suo studio finanziato dallo Stato dovrebbe essere riservato solo a grandi studiosi e non, come oggi, a chiunque decida di definirsi religioso pur di non lavorare. Per tutta risposta è stato espulso dal partito e definito un Amelek***.
Eppure proprio i religiosi potrebbero salvare la situazione. E’ di questi giorni una intelligente campagna pubblicitaria del movimento conservative (masorti) israeliano apparsa su giornali e manifesti. L’inserzione simula le Pagine gialle con i molti maestri della tradizione ebraica, divisi in categorie merceologiche dei mestieri che praticavano pur studiando e insegnando la Torah: falegnami, calzolai, medici…

Ma ancora più grande clamore ha suscitato la presa di posizione di Dov Halbertal, già direttore dell’ufficio del rabbino capo di Israele. Che dice: “Proprio come l’occupazione corrompe, allo stesso modo la politica corrompe la religione. L’istituzione religiosa corrompe il tessuto dello Stato, mentre lo Stato corrompe il tessuto della religione. L’unica soluzione possibile, per il bene della religione e il bene dello Stato, è quella di adottare il primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti e separare Stato e Chiesa”. E ancora: “Non è etico che i laici finanzino gli studenti delle yeshivot e l’alto tasso di natalità degli ebrei ultraortodossi. Gli ultraortodossi si oppongono ai valori di una società laica – il sionismo, la creatività, l’arruolamento nell’esercito, l’uguaglianza tra i sessi e altro ancora. Tuttavia essi non esitano a chiedere e ricevere denaro da questa società, intensificando così l’animosità dell’opinione pubblica nei loro confronti… Non c’è nessuna ragione per cui l’opinione pubblica laica debba finanziare coloro che mostrano disprezzo per i suoi valori. Non voglio far parte di una società in cui vi è istigazione al razzismo, e non voglio far parte di una società religiosa ingrata”. Non solo: “è giunto il momento di dire basta con i partiti religiosi, con la loro vergognosa preoccupazione concentrata sui bilanci, ignorando il resto del mondo. Sogno di appartenere ad una società religiosa moderata, con ampi orizzonti, il cui slogan è vivi e lascia vivere. Ad ogni essere umano, ebreo o gentile, deve essere consentito vivere secondo le sue convinzioni, con pari diritti, sulla base di un riconoscimento effettivo dei diritti umani concessi a tutti coloro che sono stati creati a immagine di Dio. Una cosa è chiara: non esiste combinazione peggiore del mix di religione e politica”. Come spesso capita, la parte più sensibile e attenta tra gli ultraortodossi sono le donne che, lavorando, a differenza dei loro sfaccendati mariti, mostrano una maggiore propensione ad integrarsi con il resto della avanzata società israeliana.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* Insegnamento. E’ la legge data da Dio a Mosè sul Sinai. Contenuta nel Pentateuco, i primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio)
**Il complesso delle discussioni giuridiche ed esegetiche sulla Bibbia e sulla legge tradizionale,come si svolgevano nelle accademie rabbiniche palestinesi e babilonesi nel secondo-quinto secolo d.C. Il Talmud si compone della Mishnah (codice delle leggi) e della Ghemarà (l’interpretazione).
***ricordati di ciò che ti fece Amalek quando eri in viaggio, allorché uscisti dall’Egitto, che ti assalì sulla strada e colpì tutti coloro che affranti erano rimasti indietro mentre tu eri stanco e sfinito, e non temette Iddio (Deuteronomio, 25:17,18)

L’articolo integrale di Halbertal qui

http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/israel-must-separate-religion-from-politics-1.331937

E in Italia?

Ritenendo che la lettura del Talmud potrebbe essere utile e interessante per chiunque volesse saperne di più del fondamentale testo ebraico, l’Unione delle comunità ebraiche italiane un anno fa chiese al Ministero dell’Istruzione di finanziare una parte del lavoro. Ha fatto bene l’Ucei? Teoricamente si, perché un libro è un bene prezioso per chiunque, oggi o domani, desideri leggerlo per informarsi, soprattutto vivendo in un paese dove il pensiero libero è soffocato dal pensiero unico cattolico. Le risposte del ministero ci sono state, ma il pericolo in un paese dispari come è il nostro, è quello di essere – e per una minoranza, religiosa o no, è mortale – esposti a ricatti.
(14/12/10 http://www.nessundio.net/tiziana2010.htm)

Anche se con un po’ di ritardo, ormai tutti si sono accorti che l’Ucei avrà – anche se ancora non si sa quando – un finanziamento per la traduzione del Talmud. Ne sono scaturite enormi polemiche, generalmente molto volgari e ricalcanti l’antico stereotipo degli ebrei ricchi che potrebbero pagarsi tutto da sé, che non sorprendono, considerato che gli italiani, compresi gli atei gli agnostici e gli scettici, sono intrisi di cultura cattolica fino al midollo e hanno una genetica malevolenza antiebraica. Particolarmente odiose sono stati i commenti sui quotidiani Il Giornale e Libero, che essendo filogovernativi devono mantenere una linea superclericale come adesso usa il premier, che hanno addirittura avuto il buon gusto di ricordare come per opere culturali esiste già il ricco otto per mille di cui l’Ucei, così come le altre religioni delle intese, fruisce. Preme ricordare che questa odiosa stampa filoclericale – e non solo quella -non ha mai indagato come la Cei spende i cospicui fondi dell’otto per mille. In effetti nessuno lo sa, mentre si sa come li spende l’Ucei. Ad esempio per il paese di Fossa nell’aquilano – zona dove peraltro non esistono ebrei – dove è stata ricostruita una scuola e un centro anziani, oltre all’ospitalità offerta nelle colonie estive all’Argentario per i piccoli terremotati. Va inoltre ricordato che la traduzione del Talmud impiegherebbe un alto numero di ricercatori e traduttori del cnr in un lavoro di alto contenuto culturale. Detto questo, doveroso per la completezza dell’informazione, è interessante la posizione dello studioso Dario Calimani espressa sul notiziario dell’Ucei: “La polemica di questi giorni lascia perplessi. Li abbiamo chiesti noi i fondi statali necessari all’impresa o ci sono stati offerti? Da chi e perché? Essere ebrei significa aderire a certi principi etici, fra questi quello del disinteresse. Nessuno può credere che il consenso dell’ebreo o il suo silenzio si possano ottenere attraverso operazioni come quella della traduzione del Talmud. In questo momento forse la politica italiana avrebbe bisogno di destinare ad altri fini, sociali e umanitari, i propri finanziamenti. E noi ebrei a questo dovremmo incoraggiare quella politica”

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Un Ministro ridicolo.

lunedì, 3 gennaio 2011

Abbiamo appena sentito (ore 8,30) in uno dei tanti TG vaticaliani il Ministro degli Esteri Frattini annunciare una pressante richiesta all’UE per difendere i cristiani sottoposti a stragi, violenze e persecuzioni in tutto il mondo islamico. E’ lo stesso ministro che solo due mesi fa LEGGI invocava un’alleanza dei cristiani con l’islam per combattere l’ateismo, vale a dire la libertà dei cittadini di rifiutare le religioni che sono tutte, per loro natura, totalitarie e assolutiste. Adesso si accorge che ce n’è una più totalitaria e assassina delle altre e per arginarne le potenti ramificazioni estremiste si appella all’Europa. In un paese normale il ministro che passa in due mesi dalla proposta di alleanza alla dichiarazione di guerra (difensiva, per carità !) con lo stesso soggetto verrebbe messo immediatamente alla porta. Se poi pensiamo che è lo stesso ministro cha in due anni non è riuscito a far estradare dal Brasile un criminale assassino conclamato e condannato a 4 ergastoli, dovrebbe essere messo alla porta con l’aggiunta di salutari e istruttive pedate.

La strage dei cristiani è tutta colpa del fondamentalismo e del laicismo,

domenica, 2 gennaio 2011

…questa l’incredibile affermazione di Ratzinger.

Invece di accusare l’islam nel cui libro sacro, nero su bianco, c’è scritto in modo chiaro e programmatico l’obbligo di eliminazione fisica dei non credenti e dei credenti d’altre fedi, a cominciare proprio dai cristiani e dagli ebrei il papa accusa l’unica corrente di pensiero che consente e garantisce il libero sviluppo di tutte le concezioni del mondo, sia quelle religiose che quelle libere dalle fandonie della Menzogna Globale.

Queste le sure del Corano che impongono l’eliminazione fisica di atei, apostati e credenti in altre religioni.

12/09/10 – Manuale per assassini in libera vendita in libreria
*Ciò che il Corano comanda a proposito di noi infedeli: *

Sgozza gli infedeli ovunque li trovi (2:191)
Fai la guerra agli infedeli che vivono vicino a te (9:123)
Quando si presenta l’occasione, uccidere gli infedeli ovunque li si cattura (9,5)
Gli ebrei ed i cristiani sono pervertiti; combattili (9:30)
Uccidere gli ebrei ei cristiani, se non si convertono all’islam o se rifiutano di pagare la tassa jizya [tassa dell'umiliazione] (9,29)
Mutilare e crocifiggere gli infedeli se criticano l’islam. (05:33)
Punire i miscredenti con indumenti (gabbie) di fuoco, aste di ferro con ganci, acqua bollente, si fondano la loro pelle e il ventre (22:19)
Ogni religione diversa dall’Islam non è accettabile (3:85)
Non cercare la pace con gli infedeli; decapitateli quando li prendete prigionieri (47:4)
Terrorizzare e decapitare quelli che credono in altre scritture che il Corano (8,12I

I miscredenti sono stupidi; esortare i musulmani di combatterli (8:65)
I musulmani non devono prendere gli infedeli come amici (3:28) )
I musulmani devono radunare tutte le armi possibili per terrorizzare gli infedeli (8:60)
Gli infedeli sono impuri e non vanno lasciati entrare in moschea (9,28)

==========================================

La liberta’ di religione e’ un diritto fra i tanti, non e’ e non puo’ essere incondizionata, ma trova posto e limiti fra gli altri diritti,La Costituzione Italiana giustamente subordina la liberta’ di tutte le religioni al rispetto dell’Ordine Pubblico. Una legge Italiana proibisce la propaganda di odio, violenza, razzismo, genocidio antisemitismo. Domanda: ma chi diffonde e predica quanto sopra (piu’ asservimento donne, morte a gay ed apostati) come si inquadra?

*Cordiali saluti a tutti i liberi e laici**
*Marcus Prometheus.

La cecità dell’affermazione di Benedetto XVI contro il laicismo ci indigna,  ma a noi appare chiaro che il massimo leader cattolico non può attaccare l’islam che con il suo miliardo e 300 milioni di seguaci è il suo naturale alleato contro la libertà di pensiero garantita dalla laicità delle Istituzioni politiche e civili dell’occidente.Il suo è un silenzio colpevole sulle vere responsabilità delle stragi, che non sono addebitabili solo agli “estremisti”  islamici,  ma fanno parte dei precetti scritti a chiare lettere nel Corano e sono quindi obbligatori per tutti i musulmani, compresi i cosiddetti moderati. Per il papa è più facile e più comodo accusare con il generico termine di “laicisti” quelli che come noi difendono la libertò di pensiero per tutti, senza mettere le bombe e senza ammazzare nessuno. Se non fosse che siamo atei davanti alle accuse del papa al laicismo invece cha all’islam totalitario e assassino ci verrebbe proprio da dire che “dio acceca quelli che vuol perdere”.

1/1/11 – Come ogni anno

sabato, 1 gennaio 2011

Ce ne accorgiamo ogni giorno che l’Italia perde colpi, non ha alcuna idea di sé e del suo futuro. Ma ci limitiamo a pensarlo tra noi e noi, a confidarcelo nelle conversazioni private. Avvertiamo con chiarezza che avremmo bisogno di bilanci sinceri e impietosi fatti in pubblico, di un grande esame di coscienza, di poterci specchiare finalmente e collettivamente nella verità. Che ci servirebbero terapie radicali. Invece sulla scena italiana continua a non accadere nulla di tutto ciò. (Ernesto Galli Della Loggia, Corriere della Sera, 30.12.10)
Come sarebbe niente anno nuovo? Solo per 3 voti, ma resta quello vecchio (Vincino)

http://www.ilpost.it/2010/12/30/i-dieci-momenti-del-2010/

In questi giorni l’astrologia vive il suo momento magico. Il Cicap (Centro italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale fondato nel 1989) ha avuto gioco facile nello smentire le previsioni fatte lo scorso anno. Tra le previsioni “bucate”, l’attentato mortale al papa, un atto terroristico di Al Qaeda contro Obama, il principe azzurro ecc. ecc. per lo Scorpione.
Sei italiani su dieci, scrive Laurenzi su la Repubblica, credono all’oroscopo mentre Piero Bianucci su La Stampa: “risulta che ogni giorno 18 milioni di italiani incominciano la loro giornata dopo aver consultato l’oroscopo ascoltandolo alla radio in auto mentre vanno al lavoro o gettando uno sguardo distratto a qualche giornale”.
Tanto tempo fa, gli oroscopi erano appannaggio di papi e sovrani. Papa Innocenzo VIII, studioso delle stelle, invitò nella sua residenza – che allora era il Quirinale – il filosofo e astrologo Tommaso Campanella proprio per discutere sul futuro del mondo.
William Shea, studioso dell’opera di Galileo Galilei, dice che lo scienziato pisano “faceva l’oroscopo per se stesso, per sapere come comportarsi con le due bambine e un adolescente, figli della sua compagna Marina Gamba che aveva incontrato a Venezia”. Si racconta che Giovanni Keplero, che nella sua vita compilò ben 800 oroscopi, non ci credeva. Mentre il matematico Girolamo Cardano ci credeva così tanto che avendo pronosticato il giorno della propria morte e trovandosi ormai vicino alla profetica data indicatagli dalle stelle, per non sbugiardarsi decise di lasciarsi morire di fame.
Roberto Donzelli, storico dell’astrologia, afferma che si è passati dall’oroscopo personalizzato a quello di massa nel Novecento. L’anno di svolta fu il 1930, quando con la nascita di Margaret, la sorella di Elisabetta, i Windsor fecero pubblicare sul Times il suo quadro astrale. Come la principessa ogni suddito voleva il suo oroscopo. Nei Cinquanta – Sessanta gli oroscopi invasero i giornali e nei Settanta il boom. Leggiamo su Il Giornale: “Le scoperte scientifiche hanno messo seriamente in discussione le ipotesi su cui si basa chi fa le predizioni. Ora si sa che le stelle che sembrano trovarsi in una costellazione non sono veramente in un gruppo. Alcune di esse sono nella profondità dello spazio, altre sono relativamente vicine. Perciò le caratteristiche zodiacali delle varie costellazioni sono del tutto immaginarie”. Molti superstiziosi vogliono sapere notizie sulla salute e il Corriere della Sera: “inutile dire che l’interpretazione degli influssi astrali sui malanni è a dir poco complicata. E il rischio è di fare la fine di chi legge l’enciclopedia medica e si convince di essere il campionario vivente di tutte le malattie immaginabili”. Certo è che il mese di nascita influenza il carattere anche secondo la scienza. Su Nature Neuroscience leggiamo che la quantità di luce assorbita nelle prime settimane di vita produce effetti indelebili sui neuroni ancora puri dei neonati. Ma Doug McMahon che ha condotto lo studio pubblicato sulla rivista : “ci teniamo a dirlo, anche se il nostro lavoro assomigli all’astrologia, non lo è affatto. Si tratta di biologia stagionale”.
Ovviamente leggere l’oroscopo non fa male, il problema nasce quando l’astrologia si ammanta di scienza. Nel libro Astri e disastri di Till Neuberg (Fazi) si racconta di aziende che assumono o no a seconda del segno zodiacale, racconta di politici che si affidano alle stelle prima di prendere importanti decisioni. Secondo Neuberg “ad Arcore non si muove foglia che Branko non voglia”. Branko è l’oroscopista del Messaggero e si sa che è uno dei consiglieri di Silvio (insieme a giocolieri, intrattenitori, giornalisti leccaculo (come mai nella storia del giornalismo italiano) ministri posticci ecc.
Queste piccole notizie sono state tratte dagli innumerevoli articoli su astrologia e oroscopi apparsi in questi gironi sui quotidiani la Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera , Il Giornale.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it