La lumachella de la Vanagloria/ch’era strisciata sopra n’obbelisco/guardò la bava e disse: già capisco/che lascerò n’impronta ne la storia (Trilussa)
Alemanno bis. Giunta nuova, parenti nuovi
Oggi gli amministratori capitolini, insieme ai colleghi della regione Lazio e della provincia di Roma, si recheranno in Vaticano per l’usuale scambio di auguri. Di solito durante l’incontro il papa svolge un banale temino sui mali della città, al quale, come tutti i respiri del teocrate, viene dato un rilievo esageratissimo. Bisogna andare un po’ indietro con la memoria per avere un amministratore che ha rifiutato l’invito. Uno sicuramente fu il socialista Alberto Benzoni , pro sindaco (quello che oggi si chiama vice) negli anni ’70, che riteneva coerente per un amministratore capitolino non andare a prendere suggerimenti (e ordini) oltretevere; diffondeva ogni anno un comunicato stampa per spiegare le ragioni della sua assenza.
Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, e oggi sono i politici che implorano gli ordini vaticani. Il sindaco di Roma Alemanno, che come è noto ha licenziato la giunta da lui nominata per manifesta incapacità e scandali di vario tipo, ha dichiarato che avrebbe fatto la qualunque per recarsi da sua santità con la giunta nuova. Non è stata possibile l’impresa e ha deciso che la sua fede per oggi basterà. (Ma la giunta è stata composta nella notte – insieme ai maggiorenti del Pdl che lo hanno messo sotto tutela – e con il conforto di una telefonata di appoggio sostegno incoraggiamento di Bertone eccitatissimo per la promessa di De Palo, organizzatore del Family Day all’assessorato ai servizi sociali)
I sindaci di Roma, ad eccezione del luminoso Ernesto Nathan, sono sempre stati cattolici, o almeno sedicenti per convenienza. Il tiepido Rutelli diventò cattolicissimo, accreditando il fervore alla sua carica. Alemanno invece è nato fervente cattolico e si ricorda la stretta di mano calorosissima che il papa gli riservò quando, appena nominato sindaco, lo incontrò insieme a sua moglie (velata in stile pre conciliare) nella basilica di santa Maria Maggiore. Parecchi vaticanisti colsero l’irritualità del gesto del papa che in genere non fa il primo passo. Benedetto XVI si è recato in Campidoglio (come i suoi predecessori Giovanni Paolo II e Paolo VI) nel marzo del 2009. La visita che il sindaco aveva curato nei minimi particolari fu un flop incredibile, forse anche per le esagerate misure di sicurezza imposte dal Campidoglio, tanto che per riempire la bella piazza michelangiolesca furono precettati dipendenti delle municipalizzate portati all’ultimo secondo coi pulmini (ma la piazza rimase comunque vuota). Nonostante ciò Alemanno venne gratificato dal papa tedesco di una investitura sul campo: “ … ho ravvisato nel suo intervento il fermo proposito di operare perché Roma continui ad essere faro di vita e di libertà, di civiltà morale e di sviluppo sostenibile, promosso nel rispetto della dignità di ogni essere umano e della sua fede religiosa”.
In questi due anni e mezzo di amministrazione alemanniana, durante la quale i romani hanno visto aumentare le buche sull’asfalto, gli stupri al decoro urbano, il traffico caotico e la “latitanza” degli autobus, il raddoppio del prezzo della mensa scolastica, l’erosione di tutti i servizi sociali…, la Chiesa cattolica ha pasciuto come mai prima. Il sindaco ha consolidato i rapporti con la Caritas e sant’Egidio e ha introdotto come interlocutore privilegiato la Compagnia delle Opere (il braccio operativo di Comunione e liberazione). Ha calendarizzato un concerto in onore del pontefice sulla piazza del Campidoglio in occasione dei santi Pietro e Paolo (29 giugno), ha deciso che l’8 dicembre (Immacolata) i musei sono gratis (lo erano solo il 21 aprile, data convenzionale della fondazione di Roma). La scorsa estate si è impegnato per l’edificazione di 51 nuove parrocchie reperendo le aree edificabili. Molti preziosi terreni sono già stati allocati.
E’ stato il primo sindaco a guidare gli impiegati nel pellegrinaggio a Lourdes, siglando una convenzione con l’Opera romana pellegrinaggi che concede prestiti ai dipendenti comunali di cui è garante il Campidoglio. Ha partecipato a vie crucis, processioni, messe, regalato calici d’oro e affisso improbabili targhe di passaggi di santi in varie zone di Roma. Premura per la Chiesa, anche se ha dichiarato che è stato un errore di una dirigente, è stata dimostrata “dimenticando” di costituirsi parte civile, come fa il Comune da diversi anni, nei confronti di don Conti, sotto processo per presunti casi di pedofilia operati su ragazzini romani.
Uno zelo che sicuramente imporrà a Benedetto XVI di non vedere “i mali di Roma”.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Tag: alemanno

La nuova Giunta capitolina
http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/campidoglio-11203149/?ref=HREC1-1
51 parrocchie servono. Anzi, ne serve una in ogni via perche a Roma scarseggiano gli autobus e i fedeli non possono raggiungere le chiese (!!!)
All’assessore ai servizi sociali organizzatore del Family day e segretraio generale delle Acli, verrà concessa anche una speciale delega alla famiglia.
Voglio sottolineare che la memsa scolastica oltre ad essere passata da 40 a 80 euro, ha eliminato i cibi biologici
Speriamo che delle tre madonne almeno la madonna della provincia non si inginocchi a baciare la sacra pantofola
Ho visto alcune donne, tra cui Sveva Belviso assessore comunale riconfermato, col capo coperto, e il capo si copre davanti al papa solo se si è in una udienza di tipo religioso. Sembra difficile che chi utilizza una sudditanza non richiesta così eccessiva, possa fare gli interessi di un paese laico.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/aggiungi-un-posto-allatac/2142295
Ho letto che Alemanno, adesso che non ha più il giocarello della Formula 1, lo sostituirà con un Osservatorio mondiale sulle libertà dei cristiani.
Ho letto che il nuovo assessore De Palo indossa solo sandali senza calze perchè ha fatto un voto. Ferma sostenitrice delle libertà (d’abbigliamento soprattutto) mi chiedo però se non sia il caso di scegliere persone equilibrate nelle amministrazioni delle città.
Situazione descritta da Giuseppe Gioacchino Belli 100 anni fa…..
Incredibile non e’ cambiato nulla………………
Mentre ch’er ber paese se sprofonna
tra frane, teremoti, innondazzioni
mentre che so’ finiti li mijioni
pe turà un deficì de la Madonna
Mentre scole e musei cadeno a pezzi
e l’atenei nun c’hanno più quadrini
pe’ la ricerca, e i cervelli ppiù fini
vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi
Mentre li fessi pagheno le tasse
e se rubba e se imbrojia a tutto spiano
e le pensioni so’ sempre ppiù basse
Una luce s’è accesa nella notte.
Dormi tranquillo popolo itajiano
A noi ce sarveranno le mignotte
Buon fine settimana a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
@Aviva
Pare che De Palo abbia suscitato le ira di Marsilio che ha doviuto lasciargli il posto. In conferenza stampa, supportata da Meloni e Gasparri, ha detto: De Palo nel 2008 ha votato Rutelli.
L’Acli, o almeno la base dell’Acli, è irritata che De Palo abbia dato , accettando di fare l’assessore, una connotazione politica alla associazione.
Che dire? Povero Alemanno che in due anni e mezzo ha cambiato tre assessori al bilancio, tre capi gabinetto e un paio di presidenti delle municipalizate. Tutta gente che aveva scelto da sè (almeno ufficialmente)