Archivio di dicembre 2010

9/12/10 – Spot

giovedì, 9 dicembre 2010

Il 12 dicembre, alle 21, al Teatro Nuovo Colosseo a Roma, l’Ambasciata degli Stati Uniti, organizza un concerto a ingresso libero dal titolo “Broadway Night”, dedicato alla comunità omosessuale e trans, in collaborazione con Gay Help Line e con il patrocinio del Comune di Roma, Provincia di Roma e Regione Lazio. Le cose cambieranno, rassicura l’ambasciatore Usa a Roma, David H. Thorne, nell’invito visibile su http://mmedia.kataweb.it/video/27297460/l-ambasciatore-usa-testimonial-di-gay-help-line VEDI

Sostiene Berlusconi che Fini vuole sfiduciarlo perché intende varare una legge per dare il voto agli immigrati che così voteranno i comunisti che gli consentiranno di entrare in frotte sempre più corpose nel nostro paese dove rapiscono e stuprano ragazzine oltre ovviamente a fregarci i posti di lavoro. Ammettiamolo, non c’è nessuno come l’amatissimo Silvio capace di intercettare gli istinti più bassi del popolino coadiuvato da Santanchè (ex traditrice tornata alla casa del padre e premiata con la poltrona di sottosegretario) e Sallusti (direttore de Il Giornale di famiglia). Sembrava propizio al disegno elettoralistico del cav. il fermo del marocchino per il caso della bambina Yara sparita dalla sua casa nella bergamasca, rivelatosi poi estraneo alla vicenda. Qualcuno meno peggio ha ricordato che non tutti i marocchini sono assassini di giovinette (e neanche fanatici religiosi aggiungo di mio), mentre alla xenofobia di Brembate – né da destra né da sinistra – si è risposto col garantismo.
Ma è vero che gli stranieri che vivono nel nostro Paese voterebbero per i comunisti (sic)?
Secondo il demografo Gianpiero Dalla Zuanna gli immigrati dell’Est Europa, i cinesi e gli asiatici dello Sri Lanka e del Bangladesh, se potessero votare in Italia sceglierebbero partiti di destra. I nordafricani e i latinoamericani preferirebbero la sinistra. I romeni che vivono numerosi in Italia e che hanno votato nel 2009 per le presidenziali del loro paese presso le ambasciate, hanno scelto il conservatore Basescu (ben il 78%).
Ovviamente se continua la politica persecutoria nei confronti degli immigrati promossa dalla Lega e cavalcata dal partito dell’amore (pdl), i moderati lavoratori stranieri potrebbero rodersi. E questo è uno dei tantissimi (milioni di milioni di milioni + 1) di svarioni del premier che ha intortato (ahimè, milioni di milioni di milioni + 1) di italiani col mito dell’uomo che si è fatto da sé, e che al contempo maltratta il prototipo dell’uomo che si è fatto da sé, che è quello che lascia il suo paese alla ricerca di migliori condizioni di vita (magari per affrancarsi da teocrazie e da dittature) per emancipare sé e le persone a lui vicine.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Infallibilità.

martedì, 7 dicembre 2010

Ecco un utile promemoria sulo dogma più inquietante e contraddittorio della versione cattolica della MenzognaGlobale .

Walter Peruzzi, *Il cattolicesimo reale** attraverso i testi della Bibbia, dei papi, dei dottori della Chiesa, dei concili*, Ed. Odradek, Roma, LEGGI

*Dalla quarta di copertina*

“L’infallibilità è il problema. Non soltanto per la Chiesa. Un’istituzione bimillenaria, carica di prescrizioni assolute e astoriche riguardanti la vita di ciascuna persona, confligge con la modernità e con l’evolversi delle relazioni umane. Specialmente da quando fece dell’infallibilità un dogma.
Mossa audace, certamente. Ma alla fin fine autolesionista. Promosse infatti come “infallibili” non solo la Bibbia (dettata da dio in persona) e i concili ecumenici, ma tutti i papi. Ognuno, singolarmente inteso, qualsiasi cosa abbia detto. Papi che hanno legittimato la schiavitù e la guerra, la tortura e la pena di morte, l’antisemitismo e l’omofobia, la subordinazione delle donne, la repressione della sessualità, le diseguaglianze sociali e la religione di stato, passando per l’Inquisizione e la caccia alle streghe.
Infallibilmente. Ma queste “verità” tutte egualmente “infallibili” sono spesso palesemente in contrasto fra loro. Insostenibili. E tradiscono inoltre lo scarto insanabile, non tanto tra dottrina cattolica e comportamenti di chi la pratica, quanto fra quel che si intende per “valori morali” (giustizia, amore, rispetto della vita, eguaglianza), e la dottrina cattolica come realmente è.

7/12/12 – Panni sporchi.

lunedì, 6 dicembre 2010

A bello, i punti cardinali so’ quattro. Sceglitene uno e va da quella parte (Magnani a Totò in Risate di gioia)
Gli italiani hanno perso l’orgoglio e la spinta personale. La speranza – un domani nell’aldilà – è la trappola inventata da chi ci comanda. Ci vorrebbe la rivoluzione (Mario Monicelli in Rai per una notte)

Se oggi diamo per dato che – almeno nell’Occidente – a parità di lavoro uomini e donne guadagnino lo stesso stipendio, il merito è di un gruppo di operaie di uno stabilimento della Ford di Dagenham, nell’Essex in Gran Bretagna.
Nel 1968 quella fabbrica rappresentava il cuore industriale del Paese grazie alla Ford che dava lavoro a 55mila operai. Tra loro 187 donne specializzate nella cucitura dei sedili.
Le operaie dovevano sottostare alla disparità salariale allora vigente tra lavoratori e lavoratrici, cioè lavoravano al di sotto del minimo sindacale. I vertici della Ford decisero di declassarle ancora di più, con un conseguente ed ulteriore abbassamento della paga. Le donne cominciarono a scioperare per ottenere lo stesso salario dei colleghi maschi e, dopo una dura lotta portata avanti più per il principio che per una reale consapevolezza politica, riuscirono a trovare ascolto presso la baronessa Barbara Castle, ministro laburista del governo di Harold Wilson.
Grazie alla perseveranza delle scioperanti della Ford e alla fermezza di Castle, nacque la Equal Pay Act varata nel 1970, che stabiliva parità di retribuzione tra i sessi per uguale lavoro.
Di questo parla il film We Want Sex di Nigel Cole (L’erba di Grace), con una strepitosa Miranda Richardson (Ballando con uno sconosciuto, The Hours, Harry Potter e il calice di fuoco) che interpreta la raffinata ministro Castle.
A vedere il film a tratti sembra di essere ai giorni nostri: le minacce di delocalizzazione della fabbrica che alcuni dirigenti Ford rivolgono al ministro Castle, ricorda la stessa strategia adottata da Fiat (e Omsa tanto per parlare di lavoro femminile). L’inadeguatezza dei sindacati, è la stessa che abbiamo visto nel corso degli ultimi anni in Italia dove, pur avendo una grande presenza, i dirigenti delle organizzazioni sindacali non hanno compreso la trasformazione del mercato del lavoro, preferendo tutelare (poco) alcune fasce protette. La protesta per custodire i diritti, quello di essere donna per esempio, ritenuti privilegi. Nei titoli di coda una panoramica sulle lavoratrici di oggi ci ricorda come oggi, esattamente come quaranta anni fa, La grande guerra per le donne è ancora in corso.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=29294
http://www.antoniodecurtis.org/risate.htm
http://video.libero.it/app/play/?id=db85b3282c9593d373eecb893db254b0
http://www.youtube.com/watch?v=eSI4XARGWCU