L’albero addobbato, il presepe illuminato da mille lucine. Un centinaio di turisti e romani affollano piazza Venezia per una foto ricordo. Ma all’improvviso l’incantesimo si spezza: in quella mangiatoia sul prato il bambinello non c’è. “L’hanno rubato”, “se lo sono dimenticato”, commenta la gente. “Ma certo, ormai viviamo in una società multietnica – cerca di spiegare la signora Franca al marito – non l’hanno messo apposta per non fare torto a nessuno”. Il signor Carlo non la prende bene: “ma statte zitta, qui siamo a Roma, nun lo devono tocca’.Mo’ ce manca solo questo…” Accanto due carabinieri, che “certificano” l’assenza del bambinello, non sanno resistere alla battuta: “beh, si, ci hanno mandato qui a cercarlo”. Il Campidoglio dopo una serie di verifiche su un’assenza tanto importante quanto imprevedibile, assicura: “si tratta di un impedimento tecnico. E’ stato impossibile fare i collegamenti elettrici con la pioggia. Ora lo mettiamo subito”. Ma fino a tarda sera, nonostante le rassicurazioni, l’attesissimo ospite non si è visto. (Flavia Fiorentino, Corriere della Sera, cronaca di Roma)
Il vecchio trasportato dalle renne è un re perché è vestito di scarlatto. Non è un essere mitico, poiché non c’è mito che renda conto della sua origine e delle sue funzioni; e non è nemmeno un personaggio di leggenda, poiché non è collegato a nessun racconto semistorico. Appartiene piuttosto alla famiglia delle divinità. E’ la divinità di una sola fascia di età della nostra società e la sola differenza tra Babbo Natale e una vera divinità è che gli adulti non credono in lui, benché incoraggino i propri figli a crederci (Claude Lévi Strass, Babbo Natale giustiziato, Sellerio)
Sondaggio Uaar – Sei solito fare doni durante la festività del natale ?
http://www.uaar.it/sei-solito-fare-doni-durante-la-festivit-cristiana-del-natale
Durante la grande abbuffata delle feste di fine anno, un lieve fastidio pervade quelli che, almeno non a pieno titolo, partecipano al banchetto. Intanto tutti quelli che non sanno se sia il caso di augurare buon natale. Nel mio studio un anno brindammo al solstizio, quest’anno abbiamo (hanno) optato per una più banale bicchierata per i consueti saluti pre-vacanze. Per quel che mi riguarda sono grata per tutte le feste che mi consentono di dedicarmi agli affari miei, ma non posso fare a meno di sorprendermi, ogni anno con una certa meraviglia, che il mondo cristiano rende onore ad uno sfigato pupetto ebreo che riconosce come messia e addirittura figlio di Dio!
Ma con maggiore stupore constato che il mondo cristiano con il suo capo in testa, accetta ben volentieri tutte le degenerazioni che la “sacra festa” comporta. I ridicoli babbo natale vestiti di rosso per esempio. Ricorda Volli in un suo articolo su moked.it, la bizzarra trasformazione della figura : “dicono gli storici di un mitico hagios Nikolaos – letteralmente santo vincitore del popolo, forse mai esistito forse vescovo di Myra in Licia – in san Nicola da Bari, san Nicola il grande, san Niccolò, sinterclass, santa Klaus, santa e basta. Passato in ultimo negli anni Trenta dal tradizionale verde alla divisa della pubblicità della Coca Cola”. E ancora l’albero pagano, le abbuffate di cibi unti e grassi, la befana al posto dei re magi, l’inaugurazione del presepio benedetto dal pontefice con il sindaco di Roma tra le statue di Maria e Giuseppe, i giornalisti del servizio pubblico che garruli augurano buone feste, i trenini aspettando la mezzanotte con lo spumante in mano, i dodici chicchi d’uva inghiottiti nel primo minuto dell’anno nuovo… indossando mutande rosse ovviamente.
Noi auguriamoci, come sempre, di non abbrutire nel luogo comune.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
