Archivio di novembre 2010

I valori non negoziabili del programma di governo dei vescovi.

venerdì, 12 novembre 2010

La CEI, il Governo Ombra dei vescovi che controlla e guida il governo ufficiale vaticaliano, a conclusione dei suoi lavori ha definito le linee politiche a cui si devono attenere i cattolici italiani impegnati sia nei partiti già esistenti che nell’eventuale nuovo Partito del Papa in gestazione. Non poteva mancare il richiamo ai valori non negoziabili, un ampio spettro nel quale rientrano anche i principi ripetutamente affermati su disposizioni di fine vita e coppie di fatto. Sulle prime ricordiamo che le indicazioni dei vescovi hanno già ispirato una Legge sulla Tortura Obbligatoria di Fine Vita (ancora in corso di approvazione) che dovrà impedire ai cittadini di applicare la loro volontà per quanto riguarda le disposizioni sul proprio corpo, sulla propria salute e sulla propria vita. E per quanto riguarda le coppie di fatto quei valori non negoziabili escludono tassativamente qualsiasi riconoscimento giridico alle coppie di fatto, e soprattutto alle coppie di omosessuali. LEGGI – E subito i clericali del Partito del Papa mettono i paletti : mai con i radicali !

Cattolici già in fuga dal terzo polo: mai con i radicali
Articolo di Caterina Maniaci pubblicato su Libero Quotidiano, il 11/11/10

Il Terzo polo comincia a ritagliarsi uno spazio nell’animato dibattito politico. E già comincia a scricchiolare. Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini, insieme a Francesco Rutelli, comunque ieri si sono incontrati, per un’ora e mezzo. Ma i cattolici dei partiti che potrebbero far parte dell’alleanza lanciano infatti un messaggio preciso: deve essere chiaro che la nuova formazione, se tale sarà, dovrà essere dalla parte della vita. In pratica, attenti alle alleanze future: porta chiusa a chi dimentica i valori cattolici. Del resto, i precisi richiami arrivati dalla Cei e da Avvenire non hanno lasciato spazio a interpretazioni. A rinfocolare dubbi e timori ci si è messa anche l’iniziativa dei radicali, che hanno diffuso via Internet lo spot pro-eutanasia censurato in Australia e che tre tv italiane intendono trasmettere. «Ho paura delle posizioni che potrebbero assumere Fini, Della Vedova e anche la Bongiorno» afferma Paola Binetti, deputato Udc. Perché, sostiene, «io che sono uscita dal Pd per una situazione di disagio proprio su questi temi. Non vorrei ritrovarmi in una forza politica che si pone in contraddizione rispetto a valori che dovrebbero risollevare questo Paese anche dal disastro etico in cui si trova».
I figiani provano a correre ai ripari. Aldo Di Biagio, deputato Fli, dichiara: «Su questi valori e sulla loro difesa bisogna essere molto chiari. Del resto, lo ha evidenziato anche Fini nel suo discorso a Perugia, quando ha rimarcato l’attenzione verso i valori della fede e della Chiesa. Io e molti altri cattolici siamo in questo movimento perché ci sentiamo garantiti». Eppure Avvenire, proprio in riferimento alle prese di posizione di Fini a Perugia, ha parlato di «rischioso futurismo familiare».Il finiano Carmelo Briguglio, reputa ormai scontata l’intesa tra Fli e Udc: «Con Casini e l’Udc abbiamo fatto un percorso comune già dal voto sul caso Caliendo, poi ci sono statele dichiarazione di Fini a Perugia sulla volontà di recuperare l’area moderata, perciò è naturale che ci sia una forma di intesa che si consacrerà maggiormente».
Monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e sottosegretario della Cei all’epoca del cardinal Ruini, a margine dei lavori dell’Assemblea generale dei vescovi italiani ad Assisi, spiega che da parte dei vescovi «si cerca di capire più e meglio» la situazione politica. In ogni caso, «il giudizio sulla fine dell’unità politica dei cattolici per ora è confermata. Non ci sono nostalgie di un nuovo partito cattolico. La diaspora è evidente. Bisogna vedere come comporre l’adesione ai principi con le scelte strategiche» . Quanto alle ipotesi di un Terzo polo con Rutelli, Fini e Casini, «ancora non si capisce il progetto».

11/11/10 – Veneto

giovedì, 11 novembre 2010

Per le gerarchie ecclesiastiche le fregnacce dette da questo governo – dai rifiuti di Napoli al terremoto dell’Aquila alla fine del cancro all’indimenticato milione di posti di lavoro… – non contano davanti alla promessa di soffocare i temi civili che, grazie all’insipienza politica di destra e sinistra, ormai si chiamano temi etici.
Tradizionalmente la Chiesa cattolica stabilisce rapporti esclusivamente con i potenti – dittatori sanguinari compresi - ma con questo premier ha una timidezza in più. Dopo aver sperimentato la potenza dei giornali del capo con l’affaire Boffo (già direttore dell’Avvenire, quotidiano della Cei), le gerarchie sono ben attente a non uscire dai ranghi, nel terrore che il premier gli scagli tra le gambe Feltri e Belpietro alla ricerca dei preti pedofili. E con simili giornalisti si potrebbe arrivare a scoprire vizi fin sull’altare del Bernini ,che come si sa sta a san Pietro. (2/11/10 – Unfit to run Italy)

E’ difficile essere solidali con il Veneto alluvionato quando il presidente della regione, ma pomposamente si fa chiamare governatore, Luca Zaia dice che “è una vergogna spendere 250 milioni per i quattro sassi di Pompei”. Lo stesso Luca Zaia che con tanta sicumera stigmatizzava appena un paio di settimane fa la mondezza napoletana e la diversità antropologica dei meridionali. E pensare che il governatore Zaia è autorevole esponente di quel partito che da 15 anni è la spina dorsale dei governi che hanno ridotto al lumicino le priorità ambientali, hanno condonato qualsiasi abuso edilizio, non hanno messo un soldo per salvaguardare il (suo) territorio. Oggi Zaia chiede soldi e aiuti a tutti gli italiani, e si scusa col premier per i veneti intemperanti che hanno osato contestarlo. Proprio come gli italiani del sud che i leghisti disprezzano, i veneti hanno assistito ai comizi dei “governanti”, alla conferenza stampa in prefettura, alle promesse mirabolanti e ai pochi milioni di euro assegnati.
Nella tragedia il Veneto è identico al resto dell’Italia ferita, vittima dello Stato inadempiente, oppresso da una classe dirigente senza progetti per il futuro, vilipeso da cittadini senza scrupoli che hanno pensato solo agli affari loro comportandosi da padroni degli alberi e dei fiumi.
E’ difficile essere solidali col Veneto supercattolico che impugna i crocefissi per scacciare gli immigrati, che regala la bibbia al patriarca di Venezia (evidentemente Zaia pensa che il prelato non l’abbia letta) , che si oppone alle leggi dello Stato per rendere più difficile la vita alle donne che desiderano abortire, che sega le panchine per non far sedere gli sfaccendati stranieri, che vuole il federalismo punitivo nei confronti del mezzogiorno.
E’ difficile in questo momento non detestare il Veneto che ci ha indotto questi pensieri razzisti che con intelligenza (romanacentrica ) supereremo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

8/11/10 – Fatti extraterritoriali

lunedì, 8 novembre 2010

Dopo l’incendio all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, il Sindacato della polizia municipale (Sulpm) denuncia come in virtù dell’extraterritorialità di cui gode la struttura, non sia possibile effettuare i controlli di agibilità. Il segretario generale del Sulpm fa l’esempio del caso di morte di un paziente, evenienza rispetto alla quale la magistratura non può disporre il sequestro delle cartelle cliniche, salvo il passaggio per le vie diplomatiche (ilpost.it)
Quand’anche sia provato che il genere umano abbia a lungo progredito e possa ancora progredire, nessuno può sostenere che non possa ora cominciare il suo regresso (Immanuel Kant, Il conflitto delle facoltà, 1798)

Marco Alparone è il sindaco (pdl) di Paderno Dugnano. Sabato si è recato con i documenti anagrafici all’ospedale di Niguarda per celebrare il matrimonio di Salvatore Catalano, 57 anni, con Antonella Ruinno, 38 anni. I due convivono da tempo, hanno anche una figlia con un grave handicap, e avevano finalmente fissato la data delle nozze per il 20 novembre. Antonella ha fatto di tutto affinché si celebrasse il matrimonio, per amore, certo, ma soprattutto per dare una tutela in più alla sfortunata figlietta. Purtroppo però non è stato possibile celebrare il matrimonio, perché le condizioni di Salvatore – gravemente ustionato in seguito all’esplosione all’Eureco di Paderno Dugnano – non lo hanno consentito. Il sindaco Alparone ha spiegato che non esistono le condizioni minime perché l’uomo, anche solo con un cenno, possa dire il suo si. I medici lo tengono sedato farmacologicamente perché i dolori delle ustioni sono fortissimi e perché così si preservano complicazioni interne. Finché il cuore reggerà. Del cuore di Antonella non sappiamo niente invece.
Una situazione simile a quella della sfortunata coppia di Paderno Dugnano, un paio di anni fa si è consumata all’interno dell’ospedale militare del Celio. Un soldato gravemente ferito in Afghanistan ha potuto sposare la sua compagna dalla quale aveva avuto tre bambini. Un gesto di comprensione consentito dall’esercito – il soldato era clinicamente morto – e celebrato da un cappellano militare. Per giustificare, sebbene compassionevolmente nessuno richiese una giustificazione, il cappellano militare mostrò una lettera nel quale il soldato aveva promesso alla sua compagna di sposarla non appena fosse tornato dalla missione.
Due pesi e due misure che l’anacronistico art. 7 della Costituzione legittima .

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

5/11/10 – Tra gli Amish

venerdì, 5 novembre 2010

Sei rimasto in silenzio per la vergogna o per lo stupore? (Boezio, De consolatione philosophiae)

Chester Mast è rinchiuso da maggio in una prigione nel nord del Missouri. Ha solo 26 anni, è sposato e ha tre figli piccoli e sulla sua testa pende una accusa pesante come un incudine: stupro e molestie ai bambini. I suoi crimini sarebbero stati compiuti in due stati, il Missouri e il Wisconsin, nell’arco di un decennio. Mast ha una folta barba rossa, non i baffi però, che sono proibiti dalla sua religione perché rappresentano un simbolo della vita militare e della sua violenza. E’ un amish, gruppo religioso protestante che veste e lavora in maniera anacronistica rifiutando il progresso e ispirandosi alla bibbia. La storiaccia criminosa – la prima udienza del processo si svolgerà il 15 dicembre - ha turbato la piccola comunità religiosa di Pike County (Missouri) composta da circa settanta nuclei famigliari, e gli altri abitanti della contea. Nelle guide locali gli amish sono definiti the simple people, vengono rispettati perché molto pacifici, perché la loro presenza da un grosso contributo al turismo (il colore locale è garantito dal calesse trascinato dai cavalli, gli abiti fuori dal tempo, le cuffie delle donne e i cappelli di feltro degli uomini), perché i prodotti da forno che preparano artigianalmente sono commercializzati e apprezzati in tutta la contea.
Ma il terribile (presunto) crimine di Mast ha spalancato la porta sugli abusi nelle piccole congregazioni religiose. Si è appreso infatti che la comunità era a conoscenza degli abusi sessuali compiuti da Mast ed era stato bandito già nel 2004, ma solo nel 2009, dopo sofferti dibattiti interni, è stata decisa la denuncia all’autorità giudiziaria. In una lunga intervista al New York Times, il saggio della comunità di Pike County ha spiegato che la decisione della denuncia è stata presa dopo aver costatato l’irrecuperabilità del giovane e l’insuccesso del gruppo che voleva recuperarlo. Per la cultura amish, fatti come quelli di Mast vengono avvertiti come un fallimento spirituale di tutti, e possono essere parzialmente riscattati con una ammissione completa dell’errore e risolti con una preghiera comunitaria. Però ora Mast è in prigione, e i membri della sua comunità hanno cercato di convincerlo a confessare e a farsi giudicare. La sua avvocato ha interrotto bruscamente le visite degli amish perché compromettono la sua strategia difensiva. Per gli amish l’avvocato è una specie di diavolo perché sta impedendo a Mast di confessare ed espiare fino in fondo il suo peccato.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Gli Amish, cristiani anabattisti, nel 1500 lasciarono la Svizzera per le persecuzioni religiose e nel 1730 si stabilirono in Pennsylvania e Ohio. Primi obiettori di coscienza della storia Usa, oggi sono circa 200mila e parlano un dialetto tedesco. A 16 anni i ragazzi/e hanno un periodo di libertà fuori dalla comunità prima di decidere il battesimo e l’eventuale ritorno in comunità.

http://cinema-tv.corriere.it/film/witness-il-testimone/02_81_69.shtml

2/11/10 – Unfit to run Italy

martedì, 2 novembre 2010

A dire il vero, non ho alcuna visione d’avvenire, neanche a un anno di scadenza, a maggior ragione a vent’anni. E’ già abbastanza difficile vivere al presente… Le profezie non mi interessano (avendo avuto a suo tempo qualche problema con i profeti, francamente non aspiro a questo mestiere). Qualunque sia l’impegno che mettiamo ad analizzare le probabilità, so che l’unica cosa di cui possiamo esser sicuri è che quel che accadrà supererà le nostre facoltà di previsione. Sarà forse meglio di quanto speriamo o peggio di quanto temiamo. La Storia ci prende sempre di sorpresa. Posso dire cosa mi piacerebbe vedere: meno religione, più giustizia, meno reality, più benevolenza, meno confusione durante i tea parties, più intelligenza e meno calcio… Ma se non avessi diritto che a un solo auspicio, meno religione mi andrebbe benissimo. Molta meno religione. Preferibilmente, che la religione non ci fosse affatto. Questo abbasserebbe il livello di idiozia mondiale di almeno una buona metà. Forse di più. Sarebbe sufficiente (Salman Rushdie, La Règle du Jeau)

Massimino D’Alema ha invitato la Chiesa a provocare una crisi di governo chiedendo una ingerenza nella vita politica del Paese. Se non ora, quando, chiede. E sbaglia pure la citazione che per esteso dice: “se non ora quando e se non noi chi per noi”, ed è contenuta nei Pirqé Avoth (= massime dei padri); ha tutto un altro significato e niente ha a che vedere col cattolicesimo del quale, con tutta evidenza, è intriso il capoccione comunista ora Pd. Non è la prima volta che i politici del Pd tirano la mozzetta ai prelati prendendo, tra l’altro, sonori calci in faccia. Questi ottusi professionisti della politica invocano un rigore moralistico che non è utile agli italiani e che, è già successo, si ritorce contro chi lo invoca (vedi il dossier su Marrazzo e i transessuali, estratto in vista delle elezioni regionali nel Lazio che lo vedevano vincente). Inutili i tentativi di invocare la sacralità della famiglia – che parole stonate dalla sinistra che non ha preso coscienza di come le famiglie italiane siano mutate a dispetto di una legislazione che non tutela i cambiamenti – perché il Vaticano e la Cei, sebbene in imbarazzo di fronte alle prodezze del premier, non recedono dall’asse privilegiato stabilito con il governo Berlusconi. Per le gerarchie ecclesiastiche le fregnacce dette da questo governo – dai rifiuti di Napoli al terremoto dell’Aquila alla fine del cancro all’indimenticato milione di posti di lavoro… – non contano davanti alla promessa di soffocare i temi civili che, grazie all’insipienza politica di destra e sinistra, ormai si chiamano temi etici.
Tradizionalmente la Chiesa cattolica stabilisce rapporti esclusivamente con i potenti – dittatori sanguinari compresi – ma con questo premier ha una timidezza in più. Dopo aver sperimentato la potenza dei giornali del capo con l’affaire Boffo (direttore dell’Avvenire, quotidiano della Cei), le gerarchie sono ben attente a non uscire dai ranghi, nel terrore che il premier gli scagli tra le gambe Feltri e Belpietro alla ricerca dei preti pedofili. E con simili giornalisti si potrebbe arrivare a scoprire vizi fin sull’altare del Bernini (che come si sa sta a san Pietro).
D’Alema, che ama dipingersi come politico intelligente, invece di chiedere l’aiuto della Chiesa (il frutto non cade mai troppo lontano dall’albero, e alla malleveria di Togliatti dobbiamo l’art. 7 della Costituzione), dovrebbe fare bene l’opposizione. Ad esempio non perdendo energie per spiegare che il premier ha superato la soglia dei suoi poteri, che a questo penseranno la magistratura e i giornali. Se si vuole cancellare Berlusconi, l’opposizione crei alleanze, prepari una squadra di governo, compili una agenda con pochi punti precisi su economia, lavoro, ambiente. E non si gingilli parlando dei divertimenti del premier ma si occupi dei dolori del Paese. E soprattutto, tenga ben lontano qualsiasi ulteriore ingerenza della Chiesa cattolica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Martedì 2 novembre, ore 21.00
Il Pitigliani – Via Arco de’ Tolomei, 1, Roma
Presentazione del libro di Mario Pirani
POTEVA ANDARE PEGGIO
Mezzo secolo di ragionevoli illusioni

Intervengono, insieme all’autore, Anna Foa, Arrigo Levi, Benedetto Carucci Viterbi