… voluta dai sadici preti e dai loro chierichetti politici il grande laico Monicelli si è suicidato. Arrivato a 95 anni, sofferente e senza speranza di una vita decente, un grande maestro di cinema e cultura ha deciso di mettere fine alla sua vita buttandosi dalla finestra. Solo questo è possibile in Italia dove non si può ricorrere all’eutanasia, una morte indolore e dignitosa, consentita nei paesi dove esiste la libertà di decidere per chi è costretto a sopravvivere in condizioni legalmente e sanitariamente riconosciute dolorose e irreversibili. Ma questo non sarà mai possibile in Italia fino a che i gerarchi della SS Vaticana.domineranno attraverso i loro zuavi politici. Ma la cosa più disgustosa è il commento ipocrita di alcuni intervistati dai TG vaticaliani “si sentiva solo”. Cosa niente affatto vera ma serviva a nascondere il vero motivo del suicidio LA LIBERA SCELTA di porre fine a uno scampolo di non vita nel dolore di un male crudele e senza scampo. Ma questo non si può dire nelle TV del regime dei preti eredi di Torquemada, il grande torturatore della’Inquisizione.
Archivio di novembre 2010
Per evitare la Tortura Obbligatoria di Fine Vita…
martedì, 30 novembre 201027/11/10 – Poche luci e molte ombre
sabato, 27 novembre 2010Best city for the gay tourism, premio sponsorizzato da MTV, è andato a Tel Aviv. In lizza c’erano Barcellona, Las Vegas, Rio, Toronto. Già da tempo Comune e comunità omosessuale lavorano insieme per organizzare eventi, spazi, appuntamenti per attirare turisti.
Il Vaticano ha un potere enorme… ci sono le cupole e il cupolone (Kathryn Carlisle, Business Week)
Nel libro intervista Luce del mondo, il giornalista Peter Seewald chiede al papa Benedetto XVI come viva la quotidianità. Il papa da interessanti risposte sull’arredamento del suo studio “i mobili li ho portati dalla mia precedente abitazione”, sull’isolamento “non c’è, perché vedo molti capi di Stato, spesso con i famigliari al seguito e incontro tanta gente interessante”, sul tempo libero “poco, perché c’è sempre qualcosa da leggere”, sulla vita famigliare insieme alle suore laiche addette all’ordine dei suoi appartamenti. (Una di queste suore è stata investita ed è purtroppo deceduta nei giorni scorsi in via Nomentana all’altezza di via Pola il che testimonia ancora una volta come a Roma la vita dei pedoni sia pericolosissima stante l’imbarbarimento degli automobilisti, motociclisti, ciclisti). Di questa escursione nel privato papale è interessante quel che dice rispetto ai programmi “guardo i notiziari insieme ai miei segretari, e qualche volta anche un dvd… c’è un film molto bello su santa Giuseppina Bakhita, una donna africana. Poi don Camillo e Peppone” .
Non sorprende che il papa si diverta a vedere le stilettate che don Camillo (Fernandel) infié al sindaco di Brescello Peppone (l’indimenticato Gino Cervi)
E’ probabile che il papa abbia gustato, e probabilmente capito molto dell’Italia, leggendo anche alcune pagine del libro Don Camillo di Giovannino Guareschi da cui i film sono tratti.
Riportiamo un breve passaggio del racconto La Bomba (da Don Camillo, Guareschi, Rizzoli) per i lettori di Nogod:
“Si era ormai a Pasqua: radunati in sede tutti i capoccia del capoluogo e delle frazioni, Peppone stava sudando come un maledetto per spiegare come i compagni deputati avessero fatto benissimo a votare per l’approvazione dell’articolo 7. Prima di tutto è per non turbare la pace religiosa del popolo, come ha detto il Capo, il quale sa benissimo quello che dice e non ha bisogno che glielo insegniamo noi. Secondariamente per evitare che la reazione sfrutti la faccenda piagnucolando sulla triste storia di quel povero vecchio del papa, che noi cattivoni vogliamo mandare ramingo per il mondo… perché il fine giustifica i mezzi e per arrivare al potere tutto fa brodo. In quel preciso istante la porta dello stanzone si spalancò ed entrò don Camillo con l’aspersorio in mano, seguito da due chierichetti col secchiello dell’acqua santa e la sporta per le uova. Senza dire una parola, don Camillo si avanzò di qualche passo e asperse d’acqua santa tutti presenti …e fece il giro ficcando in mano a ciascuno dei presenti un santino. E fu come se fosse passato il vento stregato che fa diventare di sasso la gente. A bocca aperta Peppone guardò sbalordito il santino che aveva tra le mani, poi guardò la porta, indi esplose in un urlo quasi disumano: Tenetemi o l’ammazzo”.
Sappiamo come è andata. I politici neanche chiedono più di essere tenuti, e invocano l’aspersorio per essere benedetti. Grazie a quell’articolo 7 così fortemente voluto dal migliore.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
http://www.uaar.it/uaar/documenti/137.html
http://www.nessundio.net/blog/2010/11/25/4629/
A Roma, sabato 27 novembre alle 18, presso l’edicola di piazza Cola di Rienzo, il secondo appuntamento del riedicola tour del cantautore Francesco Spaggiari. Più informazioni su www.riedicola.com . Il video del concerto presso l’edicola di piazza Sonnino qui http://www.youtube.com/watch?v=e7Xg-Y3_4Ek
25/11/10 – Brambilla
giovedì, 25 novembre 2010Roma è sporchissima, mentre se vai ad Istanbul puoi leccare le strade (Reha Erus, Hurriyet)
Oggi l’italiano medio non si vergogna più delle proprie astuzie o furbizie per arginare il fisco, i controlli, la legalità (Marcelle Padovani, Le Nouvel Observateur)
La gente non protesta perché probabilmente, per una cultura tutta cattolica, prevalgono fatalismo e rassegnazione (Guy Dinmore, Financial Times)
Il sistema economico italiano è ingessato da oltre dieci anni, e i governi che si sono succeduti non sono riusciti ad invertire una tendenza che ci tiene a distanza di almeno un paio di punti di Pil rispetto ad altri paesi europei. Dopo i tagli orizzontali (e con l’accetta) di Tremonti, ci sarebbe bisogno di una politica maggiormente mirata al rilancio dell’economia che, al momento, non sembra nell’agenda del governo. Mentre aspettiamo che l’opposizione esca dalla catatonia creando alleanze e indicando pochi punti chiari su economia, lavoro e ambiente, sarebbe il caso di mettere sotto schiaffo la ministrissima del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Nel suo sito non c’è traccia del lavoro che si presume dovrebbe fare, ma piuttosto molte belle fotografie di animali e dichiarazioni di intenti, piuttosto condivisibili, su una sperata fine della caccia, stop alla partecipazione di animali in sagre e pali, il tutto condito con cuoricini e foto bordate di stelline esattamente come fa un qualsiasi adolescente nel suo diario. Caruccio, ma Brambilla non è il ministro degli animali.
Eppure il turismo potrebbe dare un respiro alla nostra economia. Fino agli anni Sessanta l’Italia era al terzo posto per flussi turistici per la bellezza dei luoghi e per l’ospitalità di albergatori e ristoratori. Verso la metà degli anni Ottanta il flusso si è invertito verso paesi altrettanto belli ma con servizi di maggiore qualità.
Tra i tanti provincialismi del Paese, c’è anche la sicumera che l’Italia è il paese più bello che c’è, ingenuità che ha portato gli amministratori a dormire sugli allori, e che a Roma mostra per intero la sua faccia di bronzo. Oltre alle consuete trascuratezze che la città subisce, il sindaco già missino ha deciso di distruggere anche l’Eur con la cafonata della Formula 1, (che ai più maliziosi sembra un escamotage per regalare, in cambio di pochissimo, cubature in una zona di prestigio a padrini politici) distruggendo anche il patrimonio dell’architettura fascista che il suo duce ispiratore concepì. Mentre sulla bella piazza della Repubblica, tra le Terme di Diocleziano, nella chiesa degli angeli e dei martiri i carabinieri con l’alta uniforme rendono omaggio alla vergine, una patrona istituita apposta per loro da Pio XII (e oltre al ridicolo intoppano la città).
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
A Roma, sabato 27 novembre alle 18, presso l’edicola di piazza Cola di Rienzo, il secondo appuntamento del riedicola tour del cantautore Francesco Spaggiari. Più informazioni su www.riedicola.com . Il video del concerto presso l’edicola di piazza Sonnino qui http://www.youtube.com/watch?v=e7Xg-Y3_4Ek
Lo scandalo della pedofilia pretesca è colpa (o merito ?) del diavolo.
giovedì, 25 novembre 2010Lo scopriamo grazie a Tiziana Ficacci che fra le tante amenità di “Luce del Mondo” ha pescato alcune perle. In particolare, per quanto riguarda l’intervento personale del diavolo nel far scoppiare lo scandalo, non si capisce bene se Ratzinger lo ritenga una frutto di perfidia satanica oppure un intervento provvidenziale. Cosa che proveniendo dall’antagonista principale della “divina provvidenza” renderebbe quell’intervento teologicamente molto contorto. Ma certe contorsioni possono essere agevolmente risolte ricorrendo al “mistero” della divina provvidenza che operando al di fuori della comprensione umana può far nascere dal male (la pedofilia pretesca) un bene (il pentimento e la purificazione), anche servendosi dell’opera del diavolo. Impagabile Ratzinger !
Luce del mondo
Con il modesto titolo di Luce del mondo è uscito il libro intervista di Benedetto XVI con Peter Seewald, già redattore di Spiegel Stern e della Suddeutsche Zeitung. Sewald aveva pubblicato con Ratzinger Il sale della terra nel 1996 e Dio e il mondo nel 2000. Il volume è edito dalla Libreria Editrice Vaticana diretta da don Giuseppe Costa.
Di seguito alcuni passaggi dal libro.
Pedofilia
Seewald – Quanto è grande questa crisi?
B16 – Si, è una crisi grande, bisogna dirlo. E’ stato sconvolgente per tutti noi. All’improvviso tutta quella sporcizia. E’ stato quasi come se il creatore di un vulcano avesse improvvisamente eruttato una grossa nube che insudiciava e rabbuiava tutto, cosicché soprattutto il sacerdozio improvvisamente appariva come un luogo della vergogna ed ogni sacerdote era sospettato di essere “uno di quelli”.
S – Ha mai pensato di dimettersi?
B16 – Quando il pericolo è grande non si può scappare. Ecco perché questo non è il momento di dimettersi. E’ proprio in momenti come questi che bisogna resistere e superre la situazione difficile. Questo è il mio pensiero. Ci si può dimettere in un momento di serenità, ma non si può scappare proprio nel momento del pericolo e dire “se ne occupi un altro”.
Dimissioni
S – Quindi è immaginabile una situazione nella quale Lei ritenga opportuno che il papa si dimetta?
B16 – Si. Quando un papa giunge alla chiara consapevolezza di non essere più in grado fisicamente, mentalmente e spiritualmente di svolgere l’incarico affidatogli, allora ha il diritto ed in alcuni casi anche il dovere di dimettersi.
S – Da un punto di vista biblico, la notizia di questi scandali non è forse da intendere come segno?
B16 – E’ immaginabile che il diavolo non riuscisse a sopportare l’Anno Sacerdotale e allora ci ha scaraventato in faccia il sudiciume. Ha voluto mostrare al mondo quanta sporcizia c’è anche tra i sacerdoti.
Laicismo e Omosessualità
S – L’ex presidente del Senato italiano (Marcello Pera) parla di “una grande lotta ingaggiata dal laicismo contro il clericalismo”
B16 – Si sta diffondendo una intolleranza di tipo nuovo, è evidente. Esistono modi di pensare ben rodati che devono essere imposti a tutti . E che vengono promossi in nome della cosiddetta tolleranza negativa. Quando ad esempio, in nome della non discriminazione si vuole costringere la chiesa cattolica a cambiare la propria posizione riguardo all’omosessualità o all’ordinazione sacerdotale delle donne, questo significa che non le è più consentito di vivere la propria identità, ergendo invece una astratta religione negativa a tirannico criterio ultimo, al quale tutti devono piegarsi.
S – Non è un mistero che vi sono omosessuali anche tra sacerdoti e monaci
B16 – L’omosessualità non è conciliabile con il ministero sacerdotale; perché altrimenti anche il celibato come rinuncia non ha alcun senso.
Vatican fashion
S – Ha destato scalpore la scelta del camauro
B16 – L’ho indossato una sola volta. Avevo semplicemente molto freddo e la testa è per me un punto molto sensibile. E mi sono detto: visto che c’è, mettiamo questo camauro. Da allora non l’ho più indossato perché non nascessero altre superflue interpretazioni.
Dogma (dòg-ma) s.m. (pl. –i)
martedì, 23 novembre 2010- Principio che si accoglie per vero o per giusto, senza esame critico o discussione. Nella religione cattolica, verità rivelata da Dio o definita dalla Chiesa come tale. (dizionario Devoto-Oli della lingua italiana)
Nella prossima edizione di Ballando sotto le Stelle si esibirà nel tango, nella rumba, nel valzer e nel twist, una coppia formata da donne. E’ la prima volta che succede. Una vip, lesbica, danzerà con una ballerina conosciutissima e ammirata in tutto il Paese. Gruppi religiosi fanatici hanno protestato, ma il ministro degli Affari Sociali (di destra), ha messo in riga i contestatori ricordando che le persone non possono essere giudicate per le loro libere scelte sessuali, e una lesbica che partecipa ad un programma seguito come Ballando sotto le stelle è un modello positivo per una società moderna e in evoluzione.
La ballerina vip si chiama Gili Shem-Tov, è una giornalista sportiva molto conosciuta e apprezzata, ha adottato una bambina con la sua compagna con la quale ha siglato una unione riconosciuta dallo Stato. Dorit Milman, la sua compagna di ballo, è eterosessuale e ha già vinto la scorsa edizione del reality lo scorso anno in coppia con un uomo. Insieme a loro si esibiranno undici coppie che, quest’anno, verranno giudicate tra gli altri dall’ex bagnina di Baywatch Pamela Anderson. Ovviamente il tutto non accade in Italia, ma in Israele.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
22 /11/10 – … e se domani (e sottolineo se)
lunedì, 22 novembre 2010I registri comunali sul biotestamento non valgono, solo lo Stato può legiferare in materia. Sei d’accordo? Si 25,9%, No 74,1% (sondaggio Corriere della Sera)
Si vedono in tv i difensori a oltranza della vita che, dopo aver bollato la parola eutanasia come pratica nazista, utilizzano tranquillamente, magari nello stesso programma, il mantra staccare la spina a un governo moribondo senza curarsi minimamente del corto circuito semantico (commento in un blog)
Scoprire di essere malati è bruttissimo. Sapere che – forse – la tua malattia potrebbe giovarsi di una ricerca che in questo paese non si fa, è deprimente. Non avere troppi parenti che, secondo un calcolo meramente statistico, ti sopravviveranno, ti porta senza lentezza a riempire i moduli della Fondazione Veronesi. Aggrava molto questi momenti tristi della vita – tristi, ma vita – il farfugliamento continuo che siamo costretti a sentire da politici e gerarchie ecclesiastiche.
Ringalluzziti da una piccola apparizione della moglie di Welby e dal papà di Eluana in un programma televisivo, le iene mai sazie hanno ripreso a nutrirsi di carogne. Vorrebbero i sedicenti “sostenitori della vita”, avere anche loro un microfono in quel programma. Ma non esiste un gruppo pro e uno contro l’eutanasia. Piuttosto c’è chi vorrebbe una scelta e chi non vuole concederla. Il giornalista Antonio Socci, che sta vivendo la tribolazione della figlia Caterina gravemente ammalata, si scaglia ancora contro il padre di Eluana che ha pensato diversamente da lui.
Chi oggi desidera di poter morire e chi no, non sono sullo stesso piano. Nessuno impone a Socci di fare scelte diverse da quelle che sostiene per sé e per sua figlia. Per questo in quel programma hanno fatto bene ad offrire il microfono a chi patisce una mancanza di libertà.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
http://www.ilpost.it/2010/11/16/saviano-racconta-welby/
19/11/10 – Liberi
venerdì, 19 novembre 2010I complementariani sono cristiani Usa che credono in uomini e donne complementari, non uguali e non interscambiabili, perché così esplicitamente voluti da Dio. Ho scoperto lo stimolante filone grazie a un articolo dell’International Herald Tribune e all’anima pia che me l’ha tradotto. L’aspetto più goloso della faccenda sono le complementariane, creature straordinarie come l’evangelizzatrice texana Priscilla Shirer che in un suo libro ha scritto: “Satana farà tutto ciò che è in suo potere per indurci a prendere il comando delle nostre case, invece le donne devono pregare, e chiedere a Dio che rinnovi in loro uno spirito di sottomissione” (Camillo Langone, Preghiera)
Piccola e curiosa notizia sul New York Times sulle svolte dei cattolici in Belgio. A Buizingen, a sud-ovest di Bruxelles, è spuntato un movimento alternativo alla chiesa cattolica, per il momento esplicitato con la messa celebrata da un civile al posto del prete. Willy Delsaert, un pensionato delle ferrovie, capeggia il movimento celebrando personalmente nella chiesa cattolica don Bosco (il cui anziano prete è morto e non è stato sostituito) la messa. Il rito si svolge senza gerarchie: i fedeli si riuniscono tra i banchi e condividono il pane, o meglio l’ostia, dichiarando così il desiderio di far parte di una comunità. Secondo il New York Times con questa formula i parrocchiani stanno guidando un movimento che ha radici profonde e sfida secoli di dottrina della chiesa cattolica romana, consumando la comunione (eucaristia) senza preti. Nel Belgio ormai sono una ventina le chiese cattoliche senza preti, molte nella parte fiamminga del paese. Secondo l’analisi del quotidiano il movimento è una reazione nei confronti del Vaticano per aver nominato arcivescovo di Bruxelles e primate del Belgio Andrè-Joseph Léonard, molto conservatore e nominato da Benedetto XVI proprio per contrastare l’eccesso di voglia di cambiamento del gregge belga. Che, va ricordato, è profondamente turbato dai molti casi di pedofilia che si sono registrati nel clero. L’Università cattolica di Lovanio, che è l’università più antica d’Europa, ha fatto formale richiesta per cancellare l’aggettivo dalla sua denominazione.
In Belgio la tentazione di una chiesa cattolica libera dai laccioli del clero non è nuova. Ricorda il vaticanista Paolo Rodari che già prima del Concilio Vaticano II il teologo Edoardo Schillebeeckx introdusse elementi che ispirarono una interpretazione del catechismo che rileggeva alcuni dogmi, quali la verginità della Madonna e il ruolo del papa.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
17 /11/10 – La famiglia
mercoledì, 17 novembre 2010Non sono d’accordo per gli aiuti economici alle donne sole, perché è un incentivo ad avere figli senza padri (Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare)
Per aiutare le famiglie numerose, dobbiamo aumentare la pressione fiscale sui singoli e sulle coppie con pochi figli (Gianni Alemanno, sindaco di Roma)
L’aumento della pressione fiscale sui singoli non va vista come una tassa sul celibato, ma è un modo intelligente di ridistribuire i carichi fiscali più equamente sostenendo chi investe sul futuro del paese attraverso i figli (Francesco Belletti, presidente del Forum per le ass. familiari)
La Conferenza nazionale di Milano sulla famiglia ha invocato maggiori aiuti dallo Stato, non certo servizi sociali come nidi aperti 24 ore al giorno come, ad esempio, in quasi tutti i paesi europei, ma chiedendo sgravi fiscali per le famiglie numerose (no tax area). Oggi i figli sono una scelta che gli adulti possono fare disponendo di tutte le informazioni per valutare i costi e i benefici. Ed è quindi improponibile che chi sceglie i benefici, cioè la gratificazione affettiva che lo stupore dei bambini e la curiosità degli adolescenti potrebbe dare, debba costare a chi questo beneficio non vuole o, peggio, pretendere sovvenzioni da chi magari volendo non può avere figli (spesso per gli ostacoli frapposti dalla legge 40 o per le adozioni negate ai singoli e alle coppie di fatto). Inoltre, è bene non dimenticarlo mai, la sovrappopolazione non riguarda solo il sud del mondo, ma anche la nostra penisola che ha una densità di popolazione superiore al resto d’Europa (195 persone per chilometro quadrato contro 32 della media europea).
Gli incolti politici italiani vanno ripetendo come garruli pappagalli che se non si fanno figli nessuno pagherà le pensioni dei padri. Convenzionalità, perché i neonati di oggi lavoreranno fra oltre vent’anni, quando gli anziani in più (i baby boomer nati nei ’50) quasi non ci saranno più (sic). Quanto a quelli che temono che gli immigrati cancelleranno la nostra limpieza de sangre, si può solo rispondere che questo è: spariremo, del resto sono spariti gli etruschi se svanirà l’odierna razza italica sarà difficile pure che qualcuno ci dedichi un bel museo a Valle Giulia. http://www.archeologia.beniculturali.it/pages/atlante/S75.html
Ma capoccioni come sono i politici – si badi bene, di entrambi gli schieramenti, perché le scemenze sono rigorosamente bypartisan - ciangottano di quoziente familiare – si calcola l’imponibile dividendo il reddito complessivo di una famiglia in base al numero dei componenti – e che teoricamente favorisce la natalità ma porta le donne a rimanere in casa a curare i figli che il sistema fiscale porterebbe a procreare.
Con queste piccole detrazioni si incoraggiano modelli dannosi per l’ambiente (ogni persona in più è un carico sul pianeta), e le donne potrebbero passare la fascia d’età tra i 30 e i 40 fuori dalla vita lavorativa e pronte, una volta arrivate ai cinquanta, a curare i genitori anziani e a sprofondare nella depressione. Se, come si pensava fino a qualche tempo fa, la partecipazione delle donne al lavoro è un traguardo per il Paese, il quoziente familiare è un ostacolo posto all’obiettivo della piena autonomia delle donne. Alcune proposte, depositate in parlamento, prevedono una tassazione diversificata per le donne che, durante la vita lavorativa, potrebbero avere maggiori difficoltà con la gestione dei figli. Ma di questo non si è discusso alla Conferenza della famiglia, perché i figli in Italia sono previsti solo in coppia.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Francesco Spaggiari è un cantautore romano che ha trovato un metodo per promuovere il suo cd Hotel Balima. Il suo album verrà distribuito nelle edicole, e proprio davanti a queste terrà dei piccoli concerti. Si parte il 20 novembre alle 18 davanti al chiosco dei giornali di piazza Sonnino a Trastevere. Sul sito www.riedicola.com gli appuntamenti del tour.
Hotel Balima è la storia di un cantante di strada che in seguito all’abbandono del proprio cane, trova il coraggio di scrivere le sue prime canzoni.
15/11/10 – Il lodo cristiano (2) (vedi su questa pagina il 27/10/10)
lunedì, 15 novembre 2010Pierluigi Battista – Direttore, leggo sul Foglio della crescente “irrilevanza” della Chiesa cattolica sulla scena della politica italiana. Meglio così, non crede? Invece di occuparsi di tipologie familiari, materia profana appannaggio piuttosto di sociologi e avvocati matrimonialisti, la Chiesa, finalmente libera da preoccupazioni sugli equilibri parlamentari della nostra Repubblica, potrebbe illuminare noi laici su questioni meno socio-assistenziali tipo: il mistero della transustanziazione, la resurrezione dei corpi, l’enigma della trinità, l’esistenza dell’aldilà e via dicendo. Dice che si tratta di cose secondarie rispetto al tema della reversibilità della pensione per il partner superstite nelle coppie di fatto non regolarmente sposate?
Elefantino - Da un punto di vista secolare, decisamente secondarie. Vita e matrimonio sono socialmente più importanti dei dogmi. Non si governano i popoli con i paternoster.
Si racconta che Giovanni da Capistrano* abbia passato tutta la sua vita a ordinare pogrom per gli ebrei e organizzare crociate contro i musulmani ritenendo che le due religioni erano una minaccia per il cristianesimo. Sosteneva, tra le varie cose, che gli ebrei avevano la strampalata convinzione che ogni persona poteva essere salvata dalla propria religione. In effetti gli ebrei pensano che, così come esistono diverse lingue per comunicare, le persone hanno trovato modalità diverse per parlare con Dio che è in grado di comprenderle tutte. Similmente pensano la maggioranza delle religioni, buddisti, induisti… mentre il totale disinteresse sull’argomento riguarda la maggior parte dell’umanità, ed è bene non dimenticarlo mai. E’ evidente che questo pensiero “paritario” sul rapporto con l’Eterno mal si concilia col cristianesimo (la cui divisione più suppurante si chiama cattolicesimo) e con l’islamismo, entrambe religioni trionfaliste e sicure di detenere la verità.
Quando due religioni di questo peso vivono vicine e hanno l’obiettivo della conversione e vogliono farsi Stato, è inevitabile che lo scontro non può che portare la morte.
Contrariamente a quel che sembra non è solo l’islam ad essere in guerra permanente contro gli infedeli, ma anche il cristianesimo (che ormai si è annesso qualsiasi sottosezione del cristianesimo, grazie al potere mediatico ed economico del Vaticano), seppure le scimitarre musulmane possano sembrare più crudeli. La testa, come si sa, si taglia in molti modi.
Ci getta nello sconforto sapere dei cristiani che vengono perseguitati nei paesi musulmani, soprattutto perché non può sfuggirci che in Pakistan piuttosto che in Iraq si è cristiani perché si è nati per caso nel “campo sbagliato”. E la libertà religiosa (e dalla religione) fa parte della nostra educazione. Spiace che la Chiesa cattolica si sia accorta oggi delle persecuzioni nei confronti dei cristiani, mentre ha scelto il silenzio – e talvolta la complicità – quando le oppressioni hanno riguardato altre minoranze. Alcuni editorialisti accusano l’occidente di scarsa sensibilità, ma non è vero, come non c’è indifferenza nei confronti di tutte le vittime del fanatismo qualunque sia la loro fede o etnia. I cristiani stanno pagando il fio delle loro colpe nei confronti dell’islam (si pensi alla Spagna, ma anche alla Sicilia) e cercano una solidarietà pelosa che non potranno avere. Non certo per simpatia nei confronti del mondo islamico che sta espungendo dal suo mondo i cristiani (così come già fatto con gli ebrei arabi), ma perché l’occidente conosce i cristiani. I giornali hanno riportato le parole della povera Asia Bibi, che rischia il capestro per il suo cristianesimo in terra pachistana, e che ricorda Gesù che si è sacrificato per tutti noi. Parole desuete e commoventi da ascoltare per credenti e non credenti, perché qui di Gesù non parla nessuno, qui si parla di potere e 8 per mille.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
*Predicatore (Capistrano 1386 – Ilok, Croazia, 1456). Giurista e governatore di Perugia, nel 1416 divenne frate minore e amico di Bernardino da Siena; fu inquisitore contro gli ebrei. Predicò in tutta Europa la difesa dai turchi, diresse il comando di una parte dello schieramento militare cristiano a Belgrado. La chiesa lo ha fatto santo e lo festeggia il 23 ottobre.
Il “tribunale” dell’Ordine dei giornalisti – una corporazione nata durante il fascismo e totalmente sconosciuta nei paesi dove esiste la libertà di stampa – ha deciso di sospendere l’antipatico Feltri per tre mesi. Fa illividire la pelle un giurì di giornalisti che impedisce ad uno di loro di esprimersi. E’ un bavaglio, e il bavaglio non può essere tollerato per nessuno. Sarebbe opportuno che i giornalisti lavorassero (purtroppo un referendum indetto nel ’97 su proposta dei Radicali per l’abolizione dell’ordine non raggiunse il quorum) per la cancellazione di questa corporazione censoria che decide chi può o no esprimere le sue idee.
