Maricica, romena di 32 anni, ora è morta. Per una lite banale e un pugno ricevuto in faccia. Alessio, romano di 20 anni, ora si dice pentito amaramente. Fine della storia avvenuta alla stazione Anagnina di Roma. Derubricata a qualche titolo in cronaca. Ci chiediamo cosa sarebbe accaduto se le parti fossero state invertite. I titoli sarebbero in politica e non in cronaca, si urlerebbe all’invasore violento, si darebbe la caccia all’untore. Il punto è che tutti i morti sono uguali, nessuna distinzione di passaporto ed etnia. E la verità che si tende a ignorare nascondendosi dietro la foglia di fico dell’uomo nero, è che c’è troppa violenza nelle nostre città. Ma per capire il risentimento che dalle periferie al centro le percorre tutte, da Nord a Sud, occorre avere orecchie fini, anime adatte e soprattutto la passione di capire. Qualità che mancano alla nostra politica, totalmente assente in questa vicenda. E forse anche un po’ in tutti noi. Se la cronaca ne offre occasione siamo diventati veloci a urlare all’untore. Altrimenti dimentichiamo presto, aspettando l’occasione successiva. (www.ilsole24ore.com)
Non sono tutte belle le famiglie italiane, ed importante è poterne uscire. A Modena qualche settimana fa una donna pachistana è stata uccisa a sassate dal marito perché si è opposta al matrimonio forzato della figlia. La cronaca ci racconta che la giovane era stata ritirata dalla scuola che frequentava con successo perché il padre temeva una possibile indipendenza della ragazza. Come ben sappiamo noi italiani che solo da poco (e parzialmente) siamo usciti dal medioevo più cupo*, le trasformazioni individuali sono spinte da modifiche culturali esterne, a volte aiutate con l’osservanza delle leggi vigenti (ad esempio il rispetto della 152/1975 che impone di girare col volto scoperto), altre adeguando le normative ai tempi moderni. Se si accelerassero i tempi per la cittadinanza, o anche se si consentisse ai bambini nati qui di avere la nazionalità, si offrirebbe una possibilità di tutela in più a quanti, per tradizioni culturali e religiose, sottomettono donne e figlioli.
In Gran Bretagna l’esecutivo Blair, ha provato ad arginare la piaga dei forced marriages alzando il limite del consenso al matrimonio per gli extracomunitari a 21 anni, e nel 2005 aprendo lo sportello governativo Forced Marriage Unit. Nel 2007 il parlamento ha legiferato il Forced Marriage Act per supportare e reinserire nella società le donne costrette a matrimoni non autorizzati. La Scozia sta preparando un nuovo provvedimento che renderebbe il matrimonio forzato un reato penale.
Ovviamente il problema della sottomissione delle donne in Gran Bretagna è ben lungi dall’essere risolto, anche se la presenza di alcune donne pachistane nel parlamento, tra cui Sayeeda Warsi in una eminente posizione nel partito di Cameron, lascia ben sperare.
Sui matrimoni forzati la Gran Bretagna ha prodotto film e libri, alcuni noti anche da noi. Tra questi Il Budda delle periferie e Mio figlio il fanatico dello scrittore anglopachistano Hanif Kureishi. O Londonistan di Melanie Parker. Tanti anche i film, tra cui East is East che analizza la profonda frattura tra la prima e la seconda generazione di immigrati dal Pakistan, e London River con Blenda Blethyn. Senza dimenticare il capostipite My Beautiful Laundrette di Stephen Frears, dove a rifiutare il matrimonio è Omar, innamorato del bell’amico d’infanzia Johnny.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
*In Italia nel 1963 viene abolita l’esclusione delle donne dal lavoro negli uffici pubblici; nel 1996 cancellato il reato di adulterio che puniva le donne con due anni di carcere; nel 1975 viene approvato il nuovo diritto di famiglia che stabilisce la parità tra marito e moglie, abrogando la patria potestà e la potestà maritale; nel 1981 è abolito il delitto d’onore che puniva con la carcerazione da tre a sette anni il marito “offeso”; nel 1996 viene riconosciuta la violenza sessuale come reato contro la persona e non più contro la morale. (dal libro di Caterina Soffici, Ma le donne no, Feltrinelli)
http://www.forumlibri.com/forum/showthread.php/1997-Kureishi-Hanif-Il-Budda-delle-periferie
http://it.movies.yahoo.com/e/east-is-east/index-368836.html
Tag: donne e società

Il Cnel:
i Romeni la comunità meno criminale
in Italia.
Il pericolo viene semmai dai magrebini
Scritto da Sergio Bagnoli giovedì 15 luglio 2010
Presentando alla stampa il proprio rapporto annuale, il Presidente del Cnel Antonio Marzano, già Ministro delle Attività Produttive nel secondo governo Berlusconi, ha sfatato un mito negativo che voleva gli immigrati romeni in Italia come una comunità in buona parte dedita alla criminalità ed alla delinquenza. I Romeni, unitamente ai loro “cugini” moldavi, risultano essere infatti, tra gli stranieri dimoranti nel nostro paese, quelli che meno spesso infrangono la legge penale in proporzione al numero di residenti allogeni in Italia. Bisogna, per onestà, comunque sottolineare come sia ovvio che in termini assoluti il numero degli inquisiti di origine romena rispetto ad esempio a quelli di altra origine sia molto maggiore giacché la loro è una comunità che oggi conta più di un milione di residenti entro i nostri confini nazionali.
Tanto per rendere l’idea basta osservare come le altre due nazionalità maggiormente presenti in Italia, cioè quell’albanese e quella marocchina, assommate abbiano una consistenza numerica ad essa inferiore. La spietata realtà delle cifre correttamente espresse in valori percentuali, come in ogni seria facoltà di diritto si insegna si debba fare quando si voglia studiare l’indice di criminalità di un determinato gruppo di persone, contraddice dunque clamorosamente, come giustamente ha sottolineato il professor Marzano, le spietate campagne “romenofobiche” in cui si è distinta, ad ondate periodiche, negli ultimi anni la stampa italiana, particolarmente quella di sinistra.
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Marcus Prometheus:
Credere al caso? O a ragioni strumentali coerenti col filoislamismo rivoluzionario distruttivo della liberaldemocrazia?
Le campagne romanofobe ingiustificate dalle statistiche sui fatti, e in piu’ volutamente confondenti romeni maggioritari (stanziali) da romeni nomadi non saranno state escogitate in servile funzione filoislamista di alleggerimento e dirottamento della attenzione dal pericolo maggiore rappresentato da gruppi religiosi che non solo hanno piu’ alti tassi di criminalita’ ma anche per la loro parte non laico-modernista coranicamente ostile all’occidente tendono a rinchiudersi nel comunitarismo a scopo di future conquista dei disprezzati “europei corrotti ed infedeli”?
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Prosegue articolo Sergio Bagnoli :
Fu infatti all’indomani dell’orribile omicidio della signora Reggiani, che agonizzante fu fatta oggetto di turpi atti di libidine, consumatosi in un quartiere di Roma ad opera di un criminale romeno di etnia rom che l’allora Sindaco della Capitale, nonché segretario del Pd, Walter Veltroni, affermò che la Città Eterna sino all’ingresso della Romania nell’Unione Europea era uno dei luoghi più sicuri al mondo e che a causa dell’immigrazione entro i suoi confini municipali di tantissimi cittadini del paese danubiano aveva raggiunto picchi di criminalità inaccettabili per una metropoli del mondo civile.
Successivamente fu soprattutto la stampa di sinistra, l’Unità ed Il Riformista in primis, a pubblicare articoli apertamente denigratori contro la Romania ed i romeni, ben presto imitata dai cosiddetti altri giornali italiani “indipendenti”.
Non tutti comunque nel Partito Democratico seguirono l’esempio del loro segretario e, per esempio, l’onorevole Guido Melis, sardo di Sassari, oggi è tra i più convinti sostenitori della necessità di instaurare un buon rapporto d’amicizia tra i popoli italiano e romeno.
Marzano ci dice, per giunta, che il tasso di criminalità della comunità di immigrati romeni in Italia è di sei punti e mezzo percentuali inferiore a quello presente tra gli autoctoni e che dunque subito dopo gli immigrati moldavi, tra l’altro parenti stretti dei romeni di cui parlano la medesima lingua e da cui furono separati solamente per volere del dittatore sovietico Stalin, i cittadini della nazione neo- comunitaria sono quelli che in Italia commettono, in proporzione alla loro consistenza numerica, meno reati.
Anche gli albanesi, una volta molto temuti, non si segnalano particolarmente per la loro pericolosità pur se rimangono tra gli europei quelli che più spesso infrangono il codice penale.
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Marcus Prometheus:
E’ ovvio, hanno un tasso di criminalita’ legato a fattori ordinari, non anche ad una ostilita’ ideologico religiosa comandata proprio espressamente dal Corano. Cio’ non significa che TUTTI coloro che sono nati in ambito mussulmano siano ostili, ma che coloro che non lo sono debbono andare contro il precetto del Corano stesso, ossia che debbono avere quanto meno un atteggiamento laico, critic, moderato, non appiattito sul Corano stesso
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Prosegue articolo Sergio Bagnoli :
Particolarmente pericolosi invece gli appartenenti ad altre nazionalità extra- europee come marocchini, tunisini, nigeriani, senegalesi e cinesi.
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Marcus Prometheus:
Meno che I Cinesi si tratta persone provenienti da paesi islamici (o per la Nigeria mezzi islamici), che se l’Unione Europea e la “solidarieta’ europea”
Avessero un senso, mai avrebbero dovuto avere la precedenza sugli Est Europei in corso di adesione o di nuova adesione alla Unione Europea.
Insomma l’Unione Europea e’ una madre snaturata che nutre prioritariamente figli non suoi (e molti ostili)
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Prosegue articolo Sergio Bagnoli :
Per tutte queste comunità, compresa quella albanese, bisogna però operare una distinzione importantissima: non è l’appartenenza ad una nazionalità piuttosto che ad un’altra l’elemento di per se sufficiente a sottolinearne la pericolosità, quanto piuttosto la condizione giuridica in Italia dei loro appartenenti nonché lo stile di vita perseguito.
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Marcus Prometheus:
Discorso male impostato. Non e’ che legalizzando un altro mezzo milione o milione di clandestini questi troverebbero un milione di lavori legali che li dispenserebbe dal delinquere, anche se tutti volessero, (e tutti non vogliono).
E’ vero invece che legalizzando un milione di extracomunitari illegali ci ritroveremmo ad attirarne almeno altri 3 in brevissimo tempo e ovviamente non troveremmo neppure per essi tanti lavori legali.
Ad un certo punto bisogna pure fermarsi!
E’ la demografia bellezza!
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Prosegue articolo Sergio Bagnoli :
Moltissimi extra- comunitari sono clandestini e, spessissimo, tale condizione è di per se il fattore criminogeno per eccellenza.
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Marcus Prometheus:
Il fattore criminogeno e’ la loro presenza in mancanza di lavoro ovvero la loro mancata rapida espulsione se non hanno motive legale (lavoro) per stare in Italia/ Europa dopo un periodo ragionevole per trovare lavoro (per legge oggi e’ sei mesi, periodo ragionevole, se non largo, ma non viene proprio fatto rispettare).
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Prosegue articolo Sergio Bagnoli :
Se alla clandestinità si aggiunge poi l’adesione ad una condotta esistenziale incompatibile ed antagonista a quella occidentale ecco che compiutamente si spiegano i sorprendenti dati snocciolati ier l’altro dal Cnel.
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Marcus Prometheus:
Ecco bravissimo. La parola chiave e’ ANTAGONISTA , condotta esistenziale ed ideali antagonisti a quelli liberaldemocratici e laici della Europa.
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Prosegue articolo Sergio Bagnoli :
Sono dati che contraddicono clamorosamente quanto ha pensato sino ad oggi l’italiano medio che non avverte tanto la pericolosità sociale di cinesi ed africani quanto soprattutto, anche perché influenzato da certa stampa, quella dei romeni. Sono dati però che confermano quanto va da tempo, almeno un anno, predicando il Ministro degli Interni Roberto Maroni che i numeri reali li conosce per davvero.
Fine articolo apparso su IL LEGNOSTORTO
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Commento di Ursus, 16/07/2010
Va però detto che, quasi regolarmente, le prime ondate migratorie di ogni provenienza hanno “contenuto” una aliquota molto più alta di personaggi pericolosi, particolarmente “attivi” o difficilmente integrabili, rispetto alle ondate successive. I motivi sono molti e variegati.
Dalla Romania, nella fattispecie, tra i primi a giungere vi furono molti indesiderabili (anche per il proprio paese d’origine) che ora, con il miglioramento delle azioni di contrasto e della legislazione, unitamente alla collaborazione del paese d’origine, hanno cercato altri lidi diluendo la propria alta concentrazione sul territorio italiano.
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Marcus Prometheus:
Il motive e’ semplice, semplicissimo, incredibile che nessuno lo colga:
Quando e’ vietato venire legalmente chi viene arriva illegalmente ed ovviamente (per definizione) sara’ chi ha piu’ propensione a commettere fatti illegali di chi si e’ fatto fermare solo dal sapere che la cosa e’ illegale.
Ebbene ai Romeni (prima della adesione alla UE nel 2006) ed ai Moldavi TUTTORA e’ tanto difficile (meglio dire impossibile) ottenere un visto legalmente quanto ad un Pakistano o Magrebino. So di cosa parlo, risiedo in Romania da 20 anni ed in Repubblica di Moldavia attualmente.
Questo perche’ fra pietismo cattolico a 360 gradi e ideologia della importazione del ribellismo di sinistra, nessuno mai in Italia si e’ sognato ne’ nei decennia passati, ne’ adesso di fare una politica della immigrazione con preferenze per i paesi che non presentassero quote consistent di immigrazione antagonista (oltre che di alti tassi di criminalita’)
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Prosegue commento di Ursus:
Da non sottovalutare, poi, la significativa presenza, benchè in diminuzione, tra i cittadini ufficialmente romeni, di molti Rom, le cui abitudini di vita sono nettamente diverse, come noto, da quelle di tutte le etnie stanziali e anche solo come tali spesso collidono con qualche legislazione, alimentando in tal senso le statistiche giudiziarie relative alla propria cittadinanza ufficiale.
Nel caso dei cittadini Romeni, infine, le possibilità di integrazione, a cominciare dalle similitudini linguistiche, sono nettamente migliori rispetto a quelle di moltissimi altri immigrati. Era quindi facilmente prevedibile che i motivi di frizione iniziale, se presenti, venissero comunque rapidamente meno.
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Marcus Prometheus:
Nessunissimo motivo iniziale di frizione.
I romeni (di etnia romena, magari i nomadi non hanno simili preoccupazioni! ) si sentono nostri fratelli latini.
I problem passati coi romeni erano dati solo dal tenere chiuse le porte a coloro che rispettavano le leggi, eppoi tollerare per anni fino a “sanatoria” preferenziale gli illegali autopresentatisi in spregio alle legg.
E’ questo che ha proprio significato SELEZIONARE PREFERIBILMENTE I CRIMINALI.
Non selezionare chi e’ disposto a integrarsi e magari ad assimilarsi anche tramite numerosi matrimoni misti vuol dire favorire chi si ritiene superiore a noi corrotti infedeli e pretende di convertirci e di inondarci demograficamente altro che assimilarsi!
Questa follia autolesionistica benedetta da preti e da sinistri e’ cio’ che tuttora stiamo facendo chiudendo le porte ai Moldavi rispettosi della legge (piccolissima popolazione, che non creerebbe problemi neppure quantitativi) e tollerando invece gli illegali dei paesi islamici, e perfino gli islamisti dichiaratamente ostili.
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Espellere i Rom che delinquono o non sono in regola, non è razzismo è rispetto delle leggi
Scritto da Carlo Panella
sabato 21 agosto 2010
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La decisione di Nicolas Sarkozy di espellere trecento Rom che hanno commesso reati o in posizione irregolare, verso la Bulgaria e la Romania, patrie d’origine, non è scattata a freddo. E’ stata decisa in una riunione all’Eliseo del 29 luglio, dopo il grave episodio di Saint Aignan, una cittadina nella regione della Loira in la gendarmerie aveva sparato contro un’auto che aveva forzato un posto di blocco, uccidendo il giovane alla guida, un Rom di cittadinanza francese, della “gens du voyage”, secondo la definizione ufficiale di Parigi.
Per vendicarlo, la sera successiva, a freddo, decine di Rom del campo del giovane, hanno assalito con inaudita violenza la caserma della gendarmerie, provocando incidenti gravissimi. Questo, dopo che in varie regioni della Francia si erano succeduti negli ultimi mesi molti episodi di violenza. Il 30 luglio Sarkozy, dunque non ha improvvisato una stretta di vite xenofoba e a freddo contro i Rom, come appare dai media, ma ha risposto ad una situazione di turbolenza sociale acuta, al cui epicentro sono i Rom. Le espulsioni decise infatti, riguardano tutte e solo Rom in posizione irregolare, espulsi non in quanto Rom, ma perché hanno violato le leggi francesi, come ha chiaramente spiegato del ministro dell’Interno Brice Hortefeux dopo la riunione dell’Eliseo: “Espelleremo immediatamente in Bulgaria o in Romania i Rom che hanno arrecato disturbo alla quiete pubblica o commesso reati”. Anche i 300 campi Rom che Sarkozy a deciso di chiudere (ad oggi ne ha chiusi 50), sono tutti irregolari. Non solo, Sarkozy ha anche annunciato che intende modificare anche ritirare la cittadinanza a quei giovani immigrati, che abbiano compiuto reati. Un chiaro segnale di “tolleranza zero” a 360 gradi, non mirata ai soli Rom, in un paese in cui le banlieues sono spesso in mano a bande di giovani immigrati che si muovono con la logica del branco, spesso scontrandosi tra di loro. Naturalmente, le prime espulsioni dei giorni scorsi, hanno suscitato le proteste non solo delle comunità Rom (a proposito, si è scoperto che il portavoce dei Rom austriaci si chiama Sarkozi, eccellente scherzo della storia), ma anche di Bucarest e Sofia e naturalmente della immancabile Ue. La Francia ha così strappato all’Italia il primato delle accuse di razzismo quanto a gestione dei Rom, in un contesto in cui regna il massimo dell’ipocrisia politically correct. Innanzitutto perché è oggi evidente che è stata sciagurata la decisione della Ue di estendere ai rumeni e bulgari il diritto di libera circolazione. Meccanismo che non può creare che caos quando sono così alti i differenziali di controllo della criminalità tra Romania e Bulgaria e i paesi fondatori dell’Ue e così imponente è la massa dei Rom che ha così potuto muoversi liberamente verso ovest. E poi perché il problema dei Rom è di difficilissima gestione per una questione che non attiene affatto a pseudo tensioni xenofobe, ma alle loro cultura. I Rom infatti rifiutano l’integrazione (ripetiamo: rifiutano l’integrazione, intendono restare tra di loro e non mescolarsi con le popolazioni ospiti, sotto ogni profilo, non solo abitativo); praticamente tutti rifiutano di avere un lavoro fisso e hanno anche una fortissima resistenza nel fare andare a scuola i propri figli. Gestire in modo equilibrato queste loro pretese, che li trascinano –per loro libera scelta- nella marginalità sociale, è problema che non si può risolvere con belle parole e men che meno tollerando una cultura dell’illegalità che troppo spesso attecchisce nei loro campi.
Pubblicato da Libero
http://www.carlopanella.it
Concordo con Panella meno che per l’affermazione seguente:
/// è oggi evidente che è stata sciagurata la decisione della Ue di estendere ai rumeni e bulgari il diritto di libera circolazione. Meccanismo che non può creare che caos quando sono così alti i differenziali di controllo della criminalità tra Romania e Bulgaria e i paesi fondatori dell’Ue e così imponente è la massa dei Rom che ha così potuto muoversi liberamente verso ovest.///
Come risulta da un articolo di Sergio Bagnoli apparso sul Legnostorto e dai dati in esso citati di fonte Ministero Interni e pertanto incontestabili in percentuale sulla consistenza numerica totale i cittadini Romeni ed i Moldavi (sommando nomadi e non nomadi) delinquono MENO degli italiani.
CONCLUSIONE:
Il tasso differenziale di criminalita’ e’ legato all’antagonismo religioso islamico.
Espellere gli immigrati antagonisti che delinquono o non sono in regola non e’ razzismo, e’ rispetto delle regole.
Cordiali saluti a tutti i liberi e laici
Marcus Prometheus.
Accogliere solo i profughi laici dall’Islamismo Espellere tutti gli islamisti.
Combattere il masochismo antioccidentale, che mina liberta’ e democrazia.
e’ INSOPPRTABILE UN ARTICOLO CHE DIVIDA LA GENTE PER ETNIA
Ovviamente mi riferisco al pazzesco commento non certo all’articolo del sito
@Prometeo
Quindi secondo te è bene che sul passaporto ognuno scriva la sua apprteneza religiosa. E magari anche un numero che ne indichi il grado? La cosa è interessante sicuramente, ma non nuova.
Personalmente la disaprrovo perchè non voglio abbassarmi a dire che la religioe sia così importante. Anzi, ritengo che gli xenofobi e i razzisti siano stati partoriti dai politici che hanno mostrato sussiego per le religioni attribuendogli troppa importanza
Dubito fortemente che con un passaporto con su scritto “papista” ci accoglierebbero a braccia aperte negli Stati Uniti o nell’Europa del nord