Archivio di settembre 2010

- INCREDIBILE !!!

lunedì, 20 settembre 2010

Fermati dalla Digos, identificati e schedati gli atei dell’UAAR che con le loro bandiere assistevano (assistevano e niente altro !) al funerale della laicità. Sotto gli occhi del Presidente della Repubblica che non ha aperto bocca durante tutta la “celebrazione” lasciando che parlasse per lui l’unica vera autorità politica presente, il cardinale Bertone, Segretario di Stato Vaticano e plenipotenziario del Papa Re. Questo il Comunicato dell’UAAR. LEGGI

- Raccogliamo qui le proteste e gli attestati di solidarietà che noi per primi esprimiamo al Segretario dell’UAAR e a tutti i nostri compagni di Resistenza Laica a cui è stata negato di il diritto di esistere e di far sapere che esistiamo. colpevoli di non voler credere ad alcuna versione della Menzogna Globale ivi compreso il sistema di potere del cattolicesimo che nella SS Vaticana ha proprio a Roma il suo centro direzionale planetario.

Ed ecco il discorso con cui il Plenipotenziario del Papa Pe ha ripreso posseso di Roma e dell’Italia.
Un vero e proprio atto imperiale con il quale si certifica che  loro, i teocrati della SS Vaticana,  mettono sotto la loro protezione e autorità l’intero territorio nazionale, capitale compresa. Naturalmente su insindacabile decisione del loro dio di riferimento.

(ecco integralmente il discorso di bertone, unico a parlare con attorno: napolitano, polverini, zingaretti, alemanno, gianni letta)

Discorso del card. Bertone a
Porta Pia, XX settembre 2010.

Cari bersaglieri,
in questa città di Roma capitale d’Italia sede del pastore della Chiesa universale, vescovo di questa alma urbe, siamo raccolti in un luogo altamente simbolico per compiere un atto di omaggio verso coloro che qui caddero e per raccogliere il messaggio che viene dalla breccia di Porta Pia, dal loro sacrificio e dal crogiuolo di tribolazioni, di tensioni spirituali e morali che quell’evento suscitò è sorta però una prospettiva nuova grazie alla quale ormai da decenni Roma è l’indiscussa capitale dello Stato italiano e il cui prestigio e la cui capacità di attrarre sono mirabilmente accresciuti dall’essere altresì il centro al quale guarda tutta la Chiesa cattolica, anzi l’intera famiglia dei popoli.

Alla vigilia del centocinquantesimo dell’unità d’Italia possiamo riconoscere che nel reciproco rispetto della loro natura e della loro funzione, la comunità civile e quella ecclesiale desiderano praticare in questo paese una vasta collaborazione a vantaggio della persona umana e per il bene dell’intera società. In questo luogo e in quest’ora carica di memorie e di significati, il nostro sguardo si eleva dalle concrete vicende terrene, oggi ricordate, alla dimensione di eternità che la parola (?) si fa preghiera. Dio onnipotente ed eterno a te salga la lode e il ringraziamento perché sempre guidi gli eventi della storia degli uomini verso traguardi di salvezza e di pace. Noi contempliamo l’opera della tua provvidenza che si è dispiegata mirabilmente anche in questa città e in questa terra d’Italia per ridonare concordia di intenti dove aveva prevalso il contrasto. In quest’urbe che per tua disposizione fu la sede della predicazione dell’annuncio cristiano dell’apostolo Pietro, il suo successore possa continuare a svolgere in piena libertà la sua missione universale. Tu che hai dato agli abitanti d’Italia il grande dono della fede in Cristo Gesù, conservi e accresci questa preziosa eredità anche per le generazioni future. Riecheggia nei nostri cuori l’invocazione del beato pontefice Pio IX: “Gran Dio, benedite l’Italia!”. Sì o signore benedici oggi e sempre questa nazione, assisti e illumina i suoi governanti affinché operino instancabilmente per il bene comune, dona l’eterna pace a quanti qui caddero e a tutti coloro che li seguono e anche in questi giorni hanno sacrificato la vita per il bene della patria e dell’umanità. Questa città, questa nazione, il mondo intero godano sempre della tua protezione e del tuo aiuto affinché il corso della storia si svolga nella giustizia e nella pace verso quei traguardi, verso la pienezza di intenti annunciata da Cristo Gesù. Amen.

20/9/10 – Soffiare sul fuoco

lunedì, 20 settembre 2010

Abdel Muti al-Bayyumi, influente membro del consiglio dei religiosi della moschea al-Azhar del Cairo, si è detto più che favorevole alla nuova legge che vieta il burqa nei luoghi pubblici e che entrerà in vigore in Francia nell’aprile del 2011. L’imam egiziano dice “il burqa non ha basi religiose, non c’è un riferimento nel corano e nella sunna. E del resto il divieto è in vigore nell’università di ricerche islamiche di al-Azhar”. Oltre ad aver scritto un libro sull’argomento, l’imam si è rivolto ai fratelli di Francia e d’Europa affinché desistano dall’utilizzo (france24.com) .

Per vietare il burqa basterebbe aggiungere una parola alla legge 152/1975, quella che vieta di girare col passamontagna. Un supermercatino di via Cavour dove vado spesso, dopo un furto operato da un motociclista col casco integrale, ha fatto una vetrofania con la legge e nessuno si scandalizza. Il buon senso dice che non è possibile che una donna indossi una galera ambulante, ma il gusto della politica, o meglio dell’appartenenza partitica, fa dividere anche su questo. Per cui si finisce col decidere che è ben altro che serve e si giustifica l’islam più involuto. Proibire il burqa è una mossa contro il fondamentalismo che serve a rafforzare i moderati e isolare gli estremisti. Potrebbe avere anche controindicazioni. Ad esempio, le donne smetteranno il burqa o smetteranno di andare in pubblico? E la scelta, la faranno i mariti e i padri? Le decisioni politiche non sono né semplici né indolori, ma non aiuta la supponenza del “politicamente corretto”, l’altra faccia del paternalismo. Stupisce che la sinistra abbia lasciato completamente in mano alla destra ai populisti agli xenofobi ai razzisti, la lotta contro l’islamizzazione delle nostre città, lasciando la mano libera ai loschi figuri che rappresentano questi movimenti di vietare la costruzione di luoghi per la preghiera, così come previsto dalla nostra Costituzione, o di organizzare ridicole manifestazioni innalzando salsicce e prosciutti, carni che non mangiano i musulmani – ma anche gli ebrei che pure non si terrorizzano alla vista dell’innocente porco – e il cui uso aumenta il rischio cardiovascolare tanto per dire come sono intelligenti i manifestanti. E ferisce che le donne italiane, che pure hanno lottato duramente per ottenere uno straccetto di parità, siano piuttosto insensibili alla sopraffazione che mole musulmane subiscono, così come è stato plasticamente evidente durante le manifestazioni per Sakineh Mohammadi Ashtiani. Eppure le donne potrebbero essere le uniche che incontrando una donna infagottata, magari fuori una scuola come è successo a Sonnino, avrebbero la capacità di chiedere se è possibile che ai loro occhi siamo così impure da non potere scambiarci un sorriso. Domandare se usano gli strumenti della libertà democratica, che tanto ci è costata, per abolire la libertà, loro e nostra.
Nel frattempo il centrodestra leghista (che ormai il Bossi tratta il Berlusca come la trota) della rai, ha dato il via alla produzione del film di Renzo Martinelli (Porzus, Il mercante di pietre, Barbarossa) su Marco d’Aviano dal titolo 11 settembre. E’ la ricostruzione della grande battaglia combattuta nella Vienna assediata dai turchi l’11 e 12 settembre 1683. La Lega santa, compattata dal frate cappuccino Marco d’Aviano, vinse le truppe dell’impero ottomano guidate dal pascià Kara Mustafà e pronte ad invadere l’Europa. Un fatto storico che, secondo la sinossi presentata dal regista, avrà una lettura marcatamente antislamica.
Il turco sconfitto in battaglia venne decapitato e la testa mozzata esposta a Costantinopoli. Marco d’Aviano morì il 14 agosto 1699 nel convento dei cappuccini di Vienna stringendo tra le mani il crocefisso che sedici anni prima aveva alzato verso il cielo sull’altura di Kahlenberg. Come si vede l’origine del male è sempre lì, nel conflitto di religioni.
Le Crociate di Ridley Scott, che Martinelli ha definito una marchetta, prendeva in esame le due parti, cioè musulmani e cristiani, senza esaltare le posizioni di nessuno. In genere i marchettari sono quelli che si vendono ad una parte. Perché poi il problema, almeno in Italia, è sempre quello: provare a picconare con la croce per dimenticarsi di amministratori incapaci e crisi economica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Su questa stessa pagina vedi anche

23/8/10 – Il nervo scoperto
6/9/10 – Shuqran ya rais
13/9/10 – Fuoco e fiamme

Attentato al papa ? Ma per favore !

sabato, 18 settembre 2010

In inghilterra hanno arrestato sei algerini, prestavano servizio come spazzini a buckingham palace e ai comuni. Non è stato trovato nulla di nulla, nemmeno un fumogeno, ma secondo i servizi segreti inglesi la “soffiata” non poteva rimanere inascoltata. Non si dice naturalmente in cosa consistesse la “soffiata” ma cosa importa, oggi tutto il mondo e tutti i giornali parlano di fallito attentato al papa associandolo al terrorismo islamico. Ma quel che più conta è che appare come un nuovo santo martire anche se nessuno gli torcerà un capello.

Ed ecco il delizioso commento di un nostro cortese lettore :

La notizia ha sconquassato la “tranquillità” che da mesi gravita intorno alla visita del Papa in Gran Bretagna.

Sei pericolosi ceffi esperti in pulizie e disinfestazioni da ratti sono stati arrestati perché si hanno concreti indizi che tramassero contro la vita del nostro amato Papa.

Le perquisizioni presso le loro abitazioni private non hanno portato al rinvenimento di armi o esplosivi, peggio.

In esclusiva per i miei amici sono in grado di fornire la lista completa delle PROVE di colpevolezza dei sei nordafricani.

Si tratta di prove lampanti del loro odio contro la persona del Pontefice e costituiscono da sole una palese dimostrazione delle brutte intenzioni che ardevano sotto la cenere della loro copertura di netturbini.

1) in nessuno dei loro appartamenti è stato rinvenuto un crocifisso.

2) quattro di loro erano in possesso di preservativi che conservavano nei loro portafogli.

3) tutti e sei sono gay ed hanno partecipato ad almeno tre delle ultime edizioni del gay pride.

4) nelle loro automobili non è stata trovata traccia alcuna di santini calamitati con la faccia di San Pio e neppure di calamite con su scritto “Madonnina prega per me”.

5) in alcuni appartamenti sono stati rinvenuti libri di Odifreddi e Dawkins con appunti scritti a matita a margine della pagina.

6) durante la cattura uno di loro rivolgendosi ad un collega ha dichiarato “Dio t’assista!” non pronunciando bene e chiaramente l’apostrofo.

7) tutti quanti gli arrestati hanno fino ad ora condotto una vita relativamente tranquilla ed il relativismo, si sa, è pericolosissimo!!

8) infine, nessuno di loro è battezzato.

Alla luce delle numerose schiaccianti prove di colpevolezza raccolte da Scotland Yard i sei sono stati provvisoriamente condotti nelle segrete della Torre di Londra. In ottemperanza agli accordi tra Vaticano e Corona britannica i sei terribili terroristi saranno consegnati alle autorità vaticane. Essi non rischiano la pena di morte in quanto non più contemplata dalle leggi vaticane da ben 41 anni !!! E’ comunque possibile avanzare delle ipotesi sulla pena che potrà loro essere inflitta. Con tutta probabilità la condanna potrà consistere nell’obbligo di ascolto ininterrotto di Radio Maria per 48 ore. La pena è terribile. L’ultima volta che il Vaticano ha inflitto una condanna del genere il recluso ha tentato più volte il suicidio trattenendo spontaneamente il respiro. Per questo motivo i reclusi dovranno scontare la pena legati ed intubati.

Buona notte e al prossimo scoop !!!
Paride

18 /9/10 – A Roma

sabato, 18 settembre 2010

SETTEMBRE 20 MERCOLEDI’ – S.Eustachio, soldato e martire
1870 Entrata delle truppe italiane in Roma – 1897 Nascita di Giannino
Ecco fatto. Ho voluto ricopiare qui in questo mio giornalino il foglietto del calendario d’oggi, che segna l’entrata delle truppe italiane in Roma e che è anche il giorno che son nato io, come ci ho scritto sotto, perché gli amici che vengono in casa si ricordino di farmi il regalo. (incipit de Il giornalino di Gian Burrasca, ed Giunti, € 6.90)

Il governo italiano guidato da Giovanni Lanza nel momento in cui i bersaglieri entravano nella Roma pontificia il 20 settembre 1870, considerava di riservare al papa la Città Leonina – oggi rione Borgo – che si dispiega sulla riva destra del Tevere e arriva fino a Castel Sant’Angelo. Le mura erano state fatte erigere da Leone IV come massima protezione della basilica vaticana e al suo interno vivevano circa 15mila persone. Il generale italiano Raffaele Cadorna aveva l’ordine di consegnare al re Vittorio Emanuele II tutta la città di Roma con l’eccezione della Città Leonina, così come stabilito dalla clausola voluta dal governo di Firenze (capitale dal 1865 al 1871). E per questo i soldati italiani non oltrepassarono il ponte sant’Angelo.
Ma il giorno dopo, il 21 settembre, il comandante pontificio Hermann Kanzler recapitò al generale Cadorna un biglietto di Pio IX, chiedendogli di mandare le sue truppe nella Città Leonina per garantire la sicurezza del papa. Infatti nel quartiere Borgo si erano verificati disordini causati “dallo sdegno popolare contro i gendarmi pontifici” anche se questi preferirono dire che si trattava di agitatori prezzolati.
Cominciò il rimpallo: le autorità italiane avrebbero voluto al più presto lasciare la Città Leonina per dimostrare riguardo nei confronti di Pio IX, la Santa Sede attenta a non accettare “regali” che avrebbero legittimato ciò che consideravano - e ancora oggi in buona sostanza considerano – una usurpazione di tutto il suo territorio
Il 2 ottobre era previsto il plebiscito e gli ambienti patriottici si prodigarono affinché gli abitanti della Città Leonina non fossero esclusi dal voto. Del resto nel quartiere era forte il sentimento anticlericale, e, soprattutto, sembrava incomprensibile agli abitanti del rione essere considerati in maniera diversa dai romani che anelavano di ricongiungersi all’Italia lasciandoli sotto il dominio del pontefice.
Finalmente il governo di Firenze cedette e fu allestito un seggio anche per i residenti di Borgo. Il risultato fu di 1546 si e nessun no.
In tutta Roma i voti favorevoli furono 40mila, 46 i contrari. Nel Lazio 130mila si e 1500 no.
Pio IX dichiarò l’annessione ingiusta e invalida e si dichiarò prigioniero del governo italiano.
Il papa venne “liberato” nel 1929 con la nascita dello Stato vaticano grazie ai Patti Lateranensi.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Ratzinger anche peggio di Kasper.

giovedì, 16 settembre 2010

Dopo le solite lacrime di coccodrillo sulle colpe dei preti pedofili e dei preti che dovevano vigilarli Ratzinger, parafrasando il cardinale Kasper messo ieri in punizione, accusa il secolarismo, vale a dire il razionale distacco dalla balle religiose, di non stimare né tollerare le tradizioni che dalle religioni derivano. In particolare le tradizioni cristiane. Ma c’è di più. In un sussulto di piaggeria sui meriti della Gran Bretagna contro gli aggressori tedeschi, rincara la dose mettendo sullo stesso piano i nazisti e gli atei. Insomma, nemmeno una parola sugli assassini islamici che hanno insanguinato Londra e che ammazzano i cristiani in ogni parte del mondo, ma per lui quelli da condannare sono coloro che si sono liberati dalla MenzognaGlobale , cioè le balle della sua e delle altre religioni. E si rivela in tal modo un sicuro alleato di quell’islam che gli ammazza i fedeli ma che in compenso condanna a morte anche gli atei.

Da il Tempo LEGGI
http://www.iltempo.it/interni_esteri/2010/09/16/1200681-benede

…..Il Papa ha incontrato la regina a Edimburgo, nel Palazzo di Holyroodhouse (residenza ufficiale della regina quando soggiorna in città), il cui nome – ha sottolineato – «evoca la ‘Santa Crocè e fa volgere lo sguardo alle profonde radici cristiane che sono tuttora presenti in ogni strato della vita britannica». Radici che hanno fatto grande la nazione e che non vanno dimenticate, ha affermato: «Oggi il Regno Unito si sforza di essere una società moderna e multiculturale. In questo compito stimolante, possa mantenere sempre il rispetto per quei valori tradizionali e per quelle espressioni culturali che forme più aggressive di secolarismo non stimano più, nè tollerano più.

….Il cristianesimo come motore di sviluppo e argine a ogni tirannia, quella «nazista» come quella dell’«estremismo ateo»

….Mentre riflettiamo sui moniti dell’estremismo ateo del ventesimo secolo, non possiamo mai dimenticare come l’esclusione di Dio, della religione e della virtù dalla vita pubblica conduce in ultima analisi ad una visione monca dell’uomo e della società».

Bibbia e crocifisso.

mercoledì, 15 settembre 2010

… e la scuola italiana diventa la versione cattolica della madrassa islamica.

La cattolicissima ministra Gelmini ha espresso tutto il suo favore per la lettura nelle scuole della Bibbia che, sommata all’imposizione obbligatoria dei crocifissi, le rende del tutto simili alla “madrasse”, le scuole islamiche in cui si insegna (o piuttosto si impone) la lettura del Corano ai ragazzi. La scuola pubblica italiana.si assume lo stesso ruolo di indottrinamento obbligatorio a una specifica religione, esattamente quello che avviene nelle madrasse. Ricordiamo che la Bibbia è l’insieme del Vecchio e del Nuovo Testamento, libro sacro dei soli cristiani.

Il ministro dell’istruzione: «testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo»

Dal Corriere della Sera

«Leggiamo la Bibbia nelle scuole»

La Gelmini: «E’ un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina»

MILANO – Una proposta che farà discutere. «La lettura della Bibbia nelle scuole è un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina italiana». Lo scrive il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini sul periodico cattolico «Famiglia Cristiana».

LA PROPOSTA – «La scuola – spiega la Gelmini – deve istruire i ragazzi ma deve anche formare dei cittadini responsabili e degli adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori e insegnamenti, nel mondo occidentale, è rappresentato dalla tradizione cristiana». Per il ministro Gelmini, «è quindi importante che i nostri figli, nel bagaglio di conoscenze che la scuola deve garantire loro, possano incontrare fin da subito un testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo e che parla ai cuori e alle coscienze di tutti». Del resto, ricorda, «l’Occidente è stato edificato sugli insegnamenti del cristianesimo ed è impossibile, senza comprendere questa presenza, studiare la sua storia, capire la filosofia, conoscerne l’arte e la cultura» nè si può «dialogare e confrontarsi in modo proficuo con le altre culture». «In una fase della storia che richiede il più ampio sforzo per sconfiggere l’odio, dobbiamo – conclude la Gelmini – fare in modo che i nostri giovani siano consapevoli della propria identità per potersi confrontare con le altre e crescere e vivere nel rispetto reciproco». La lettera del ministro Gelmini «benedice» il lancio della Bibbia pocket del gruppo editoriale San Paolo, allegata questa settimana a Famiglia Cristiana e distribuito da giovedì 16 settembre nelle librerie, nelle parrocchie, negli aeroporti, nelle stazioni, negli autogrill, nei supermercati e nelle grandi catene di elettronica. Obiettivo dell’iniziativa: diffondere un milione di copie del testo sacro in tutt’Italia.

Redazione online
14 settembre 2010
corsera

15/9/10 – Cool Britannia

mercoledì, 15 settembre 2010

“Il lupo e l’agnello dormiranno insieme”, dice l’Antico Testamento. Ma è probabile che l’agnello dormirà pochissimo

Il 16 settembre a Edimburgo un sovrano, la regina Elisabeth II, accoglierà un sovrano (o meglio teocrate), Benedetto XVI. E’ una visita di Stato, quella di Giovanni Paolo II, 28 anni fa, fu una visita pastorale. La Gran Bretagna ha un governo trasparente e democratico, una diplomazia intraprendente, un apparato giovane e ottimista. La Santa Sede è una teocrazia chiusa e maschilista.
Nella conferenza stampa che si è svolta martedì scorso al Foreign Office per mettere a punto i dettagli della visita, Lord Patten, vicerettore dell’Università di Oxford organizzatore per conto del governo di coalizione della visita papale, e l’arcivescovo di Westminster Vincent Nichols, hanno espresso ottimismo per la visita.
Aaquil Ahmed, capo struttura per le trasmissioni religiose ed etiche della BBC, ha organizzato una equipe di giornalisti ed esperti per coprire l’evento in tv e radio. Ahmed, musulmano, è Head of Religious & Ethical Broadcasting dell’emittente britannica già da qualche anno. Il suo incarico fu criticato da chi temeva che la sua nomina facesse perdere il carattere cristiano delle istituzioni nazionali. Si ricorderà che un paio di anni fa si vociferò di una direzione della redazione religiosa in RAI per Raffaele Genah, che venne stoppata velocemente perché non suddito di Santa Romana Chiesa. In RAI è chiesta la limpieza de sangre, alla BBC pare di no*.
Peter Tatchell, leader del movimento omosessuale, ha curato dei documentari per Channel 4 che andranno in onda nei giorni della visita. Uno dei documentari percorre le tappe di un abuso sessuale compiuto per anni su una donna ad opera di un sacerdote. Un altro è sulla revoca della scomunica dei quattro vescovi della Fraternità San Pio X fondata da Marcel Lefebvre che identifica la Chiesa cattolica e il papato come fortemente antisemita . Un terzo documentario sarà sul viaggio africano del papa, la sua posizione sui preservativi e il ruolo di “untore” della Chiesa.
Ruth Gledill, corrispondente religiosa del Times, scrive che “il Vaticano segue con attenzione ciò che dicono gli opinion-maker inglesi perché percepiscono il Regno Unito come uno degli stati più laici del mondo” (però, a differenza della Francia ha una chiesa di Stato). La Chiesa cattolica in Gran Bretagna ha perso tutte le battaglie sulle questioni di civiltà: ricerca e adozione per le coppie omosessuali su tutte. I cattolici sono stati costretti a chiudere gli uffici per le adozioni la cui gestione era molto lucrosa.
Nick Clegg, vicepremier e leader dei Lib-Dem, è il primo politico importante a dichiararsi ateo (sebbene sposato con una spagnola cattolica che ha imposto il battesimo ai suoi tre figli), e ha confidato che vuole conoscere da vicino “questo affascinante teologo bavarese”. Il papa incontrerà l’intera classe politica britannica nella Westminster Hall, l’unica ala medioevale rimasta nel palazzo.
Ad Hyde Park si svolgerà la veglia di preghiera che utilizzerà le strutture allestite dalla BBC per una serie di importanti concerti di musica. Sono previste 130mila persone. Per il concerto e per il comizio papale si devono pagare cinque sterline e passare attraverso importanti misure di sicurezza.
I gadget commemorativi sono per tutte le tasche. Felpe, medaglioni, tazze, portachiavi, spille… acquistabili su www.thepapalvisit.org.uk . Il ricavato coprirà parte delle spese degli organizzatori (parte dei costi è sostenuta dallo Stato, parte dalla Chiesa cattolica inglese).

In concomitanza con l’arrivo del papa, i protestanti scozzesi – che hanno recentemente ammesso al sacerdozio le donne e hanno aperto all’ordinazione degli omosessuali – hanno adottato la decisione di non parlare più di Dio come persona di genere maschile. “Vogliamo parlare di Dio al di là del suo genere per una questione di correttezza politica. Stiamo cercando di usare un linguaggio che permetta adeguatamente di descrivere ciò che è indescrivibile, appunto il genere di Dio”.
Italiani per bene,
niente salti di gioia. Il papa tornerà a Roma in tempo per il 20 settembre*.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* E del resto l’Italia è l’unico Paese al mondo dove esiste il giornalista vaticanista. Negli altri Paesi, come nella BBC, c’è il giornalista esperto di temi religiosi.
** http://www.nessundio.net/XXsettembre.htm

13/9/10 – Fuoco e fiamme

lunedì, 13 settembre 2010

Quando il regime ordinò che fossero arsi in pubblico i libri di contenuto malefico un poeta scoprì che i suoi libri erano stati dimenticati. Corse al suo scrittoio e scrisse ai potenti una lettera bruciatemi, scrisse, bruciatemi. (Bertold Brecht, Il rogo dei libri)
Gli spettatori occupavano le tribune allestite e osservavano l’Autodafè. Il tribunale dell’Inquisizione era presieduto da frati di diversi ordini, da giudici, notai, e grandi di Spagna. Sul rogo potevano finire quattro classi di eretici: i pertinaci che non si pentivano dei propri errori, i recidivi che ricadevano nell’eresia, i sospetti che cercavano di salvarsi attraverso la fuga e infine i sospetti morti che venivano bruciati in effigie. La punizione per eresia era antica quanto la Chiesa stessa. (Daniela Tedeschi, Sefarad)

Che ai media sia venuto in mente di paragonare il paventato rogo del corano da parte del pastore battista americano al falò nazista del 1933 sembra scontato. Bruciarono tra le fiamme i libri di Heinrich Heine, Stefan Zweig, Bertold Brecht, Karl Marx… ma che la Chiesa cattolica si rifaccia a quei roghi lì sembra l’ennesima rimozione del Vaticano S.p.A. Chissà perché agli inventori del cristianesimo e delle sue più suppuranti degenerazioni cattoliche, non siano venuti in mente gli affreschi tardocinquecenteschi sul trionfo delle fiamme dei libri eretici custoditi nei musei vaticani. Negli Atti degli apostoli leggiamo “molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche magiche e un numero considerevole di persone bruciavano i loro libri davanti a tutti”. Durante le crociate i cristiani bruciarono le biblioteche a Costantinopoli, i roghi antieretici e antiebraici dell’Inquisizione, la distruzione dei manoscritti arabi a Granada (1499), i falò dei libri luterani (1524) e i libri sacri dei Maya (1562). E in Italia i roghi cattolici del Talmud ebraico, e l’ incredibile Index librorum prohibitorum ideato da papa Paolo IV nel 1558 e abolito solo nel 1966 . La parola stessa autodafè (= atto di fede) è il termine adottato durante l’Inquisizione che, fatta dai bravi cattolici che volevano convertire gli eretici (musulmani e ebrei) prevedeva anche il rogo delle persone dopo averle avvolte in panni ghiacciati per dargli il tempo di ravvedersi. Non sembra un azzardo sostenere che i nazisti nel 1933, europei di religione prevalentemente cristiana, si rifacessero a quegli esempi.
Anche altri fanatici religiosi hanno usato lo sbrigativo metodo del fuoco, e l’islam radicale non è da meno dei colleghi cristiani della menzogna globale. In tempi recenti l’ayatollah Khomeini , ripreso il possesso dell’Iran nel 1980, organizzò un rogo di 80mila libri. Dei giorni nostri anche la condanna a morte per Salman Rushdie autore dei Versetti satanici. Clamoroso il caso del ministro della Cultura egiziano Farouk Hosni che dopo aver annunciato di voler bruciare i libri di scrittori israeliani venne candidato per la guida dell’Unesco. Per fortuna bocciato, insieme all’Italia suo grande sponsor. Il ministro è stato l’ispiratore del falò di seimila volumi del poeta omosessuale dell’ottavo secolo Abu Nuwas.
E se fondamentalisti cristiani americani hanno bruciato copie del Codice da Vinci di Dan Brown e Harry Potter, come dimenticare la sentenza del solito giudice parruccone e moralista italico che volle bruciare una copia del film Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci ? All’elenco dei roghi non si possono dimenticare le bandiere bruciate, ahimè, anche da molti dirigenti politici nostrani (che negano di averlo fatto materialmente ma erano ad un cm di distanza dal rogo il che li rende due volte idioti). Anche una setta di ebrei superextraultraortodossi assai marginale e pure perseguita per questo, brucia libri considerati demoniaci.
Ci si dovrebbe indignare di più per queste cose, ma ci si abitua. Dopo gli annunci di roghi muore qualcuno da qualche parte del mondo, ma le vite degli altri, dei nemici, non contano. E nessuno piange le vite dei morti morti inutilmente. E’ diventato un lusso piangere per quello che gli arroganti interpreti della religione ci hanno costretto a diventare.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.dillinger.it/farenheit-451-truffaut-e-bradbury-per-una-lezione-di-liberta-46604.html

11/9/10 – Er più

sabato, 11 settembre 2010

La lumachella de la Vanagloria,
ch’era strisciata sopra n’obbelisco
guardò la bava e disse: già capisco
che lascerò n’impronta ne la storia
Trilussa

Tutto si può dire tranne che Roma sia governata. La città è molto sporca, il traffico è caotico – lo è stato anche durante le settimane estive grazie al dimezzamento dei mezzi pubblici del tutto ingiustificato visto che la popolazione non si dimezza -, la microcriminalità, il cavallo di battaglia destrista nelle ultime elezioni, è in aumento, tanto che anche i giornali filogovernativi hanno rinunciato a nascondere l’esistente. Il sindaco dei romani passa tutto il suo tempo in dibattiti fighetti a Cortina o al superconvegno di Comunione e Liberazione, da dove annuncia pure cose interessanti – ad esempio demolire le periferie fatiscenti – ma totalmente a piffero visto che l’amministrazione non ha soldi neanche per ripianare le buche delle strade. Stante lo sfascio il sindaco Alemanno ha deciso che l’argomento all’ordine del giorno per la salvezza della città e dei romani è la cacciata degli zingari. Di passaggio a Parigi, dove guidava l’ennesimo pellegrinaggio alla santa croce addolorata madonna cuore di gesù bambino trafitto al cuore e sanguinante da ferite purulente, ha chiesto lumi su come trattare la questione e ha stabilito che la città può ospitare seimila zingari mentre nei campi ce ne sono settemila e cento. Quindi un esubero di millecento che sporcano la città, impediscono di ripianare le buche, fanno barricate sulle strade per non far camminare gli autobus e fregano il posto negli asili nido. Naturalmente il sindaco, impegnato a fare il pontiere (secondo lui, mentre non è neppure in grado di ripristinare la fermata di ben 23 linee di autobus che per l’arroganza di uno non fermano più nella fondamentale via del Plebiscito ora nomignolata palazzo Grazioli residenza del presidente del Consiglio) per il premier, non spiega perché non si deve superare il fatidico seimila, ma è desideroso di appiccicarsi sul petto la medaglietta di quello che ha cacciato 1.100 zingari. Non chi delinque, chi è zingaro.
Mi riesce difficile pensare che la nuova formazione – non ancora partito – futuro e libertà* , possa dare vita ad un raggruppamento di destra liberale come quella che, in concorso con altre forze, fece l’Unità d’Italia. Ormai la destra se l’è presa il pdl e la lega, la destra becera e populista che rappresenta così bene il sindaco di Roma. Sotto un braccio una croce, sotto l’altro un decreto di espulsione su base etnica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*Fini a Mirabello ha affermato che se non fosse stato espulso dal Pdl avrebbe detto qualcosa sulla visita di Gheddafi che col suo folclore e la corte delle fanciulle ha riportato indietro le lancette della storia. Ma anche il presidente della Camera, così come tutti i critici del viaggio di Gheddafi ha eluso il fatto che per la prima volta in assoluto – fatte salve le riparazioni di guerra, quali quelle sostenute dalla Germania dopo la Seconda guerra mondiale – viene monetizzato e pagato il danno subito da un Paese per un evento, cioè la colonizzazione della Libia, accaduto ben un secolo prima (1911).

Su questa pagina 27/8/10 – Zingari

http://www.nessundio.net/blog/2010/08/27/4341/

I soldati atei non sono graditi nell’esercito americano.

giovedì, 9 settembre 2010

Incredibile ! Mentre per gli omosessuali, giustamente, si aprono spazi di rispetto e riconoscimento scopriamo che sono invece i soldati atei a turbare le menti malate dei comandanti USA. Anche se nell’articolo ove abbiamo trovato questa notizia non si spiegano le ragioni di tale avversione azzardiamo questa ipotesi : solo i militari credenti in qualsiasi religione sono i più motivati a uccidere dato che poi c’è una vita ultraterrena, tanto più per quelli che morendo hanno la speranza di andare nel paradiso di Allah, con 72 vergini 72, tutte per loro. Per ciascuno di loro. E in eterno. Anche se, per la verità, il paradiso e le 72 vergini soro riservate solo a chi combatte la “guerra santa” per Allah e non per gli USA. Ricordiamo infine che è proprio per garantire vita terna e possibilmente il paradiso che ci sono in tutti gli eserciti i cappellani militari o pastori, rabbini e imam. Per rassicurare i morituri che dio, il loro dio, è con loro. E quindi possono uccidere e morire tranquilli

Da Europa quotidiano LEGGI

….Il tentativo tardivo della presidenza Bush di abbassare il volume dello “scontro di civiltà” non era riuscito a spegnere una capillare macchina propagandistica, lontana dai riflettori ma presente sul campo: le inchieste sulla “cura pastorale” delle anime dei soldati americani in battaglia mostrano la non occasionale presenza di una retorica neo-crociata e casi di soldati “atei” dichiarati presenza non gradita dai commilitoni e dai comandanti….