Fermati dalla Digos, identificati e schedati gli atei dell’UAAR che con le loro bandiere assistevano (assistevano e niente altro !) al funerale della laicità. Sotto gli occhi del Presidente della Repubblica che non ha aperto bocca durante tutta la “celebrazione” lasciando che parlasse per lui l’unica vera autorità politica presente, il cardinale Bertone, Segretario di Stato Vaticano e plenipotenziario del Papa Re. Questo il Comunicato dell’UAAR. LEGGI
- Raccogliamo qui le proteste e gli attestati di solidarietà che noi per primi esprimiamo al Segretario dell’UAAR e a tutti i nostri compagni di Resistenza Laica a cui è stata negato di il diritto di esistere e di far sapere che esistiamo. colpevoli di non voler credere ad alcuna versione della Menzogna Globale ivi compreso il sistema di potere del cattolicesimo che nella SS Vaticana ha proprio a Roma il suo centro direzionale planetario.
Ed ecco il discorso con cui il Plenipotenziario del Papa Pe ha ripreso posseso di Roma e dell’Italia.
Un vero e proprio atto imperiale con il quale si certifica che loro, i teocrati della SS Vaticana, mettono sotto la loro protezione e autorità l’intero territorio nazionale, capitale compresa. Naturalmente su insindacabile decisione del loro dio di riferimento.
(ecco integralmente il discorso di bertone, unico a parlare con attorno: napolitano, polverini, zingaretti, alemanno, gianni letta)
Discorso del card. Bertone a
Porta Pia, XX settembre 2010.
Cari bersaglieri,
in questa città di Roma capitale d’Italia sede del pastore della Chiesa universale, vescovo di questa alma urbe, siamo raccolti in un luogo altamente simbolico per compiere un atto di omaggio verso coloro che qui caddero e per raccogliere il messaggio che viene dalla breccia di Porta Pia, dal loro sacrificio e dal crogiuolo di tribolazioni, di tensioni spirituali e morali che quell’evento suscitò è sorta però una prospettiva nuova grazie alla quale ormai da decenni Roma è l’indiscussa capitale dello Stato italiano e il cui prestigio e la cui capacità di attrarre sono mirabilmente accresciuti dall’essere altresì il centro al quale guarda tutta la Chiesa cattolica, anzi l’intera famiglia dei popoli.
Alla vigilia del centocinquantesimo dell’unità d’Italia possiamo riconoscere che nel reciproco rispetto della loro natura e della loro funzione, la comunità civile e quella ecclesiale desiderano praticare in questo paese una vasta collaborazione a vantaggio della persona umana e per il bene dell’intera società. In questo luogo e in quest’ora carica di memorie e di significati, il nostro sguardo si eleva dalle concrete vicende terrene, oggi ricordate, alla dimensione di eternità che la parola (?) si fa preghiera. Dio onnipotente ed eterno a te salga la lode e il ringraziamento perché sempre guidi gli eventi della storia degli uomini verso traguardi di salvezza e di pace. Noi contempliamo l’opera della tua provvidenza che si è dispiegata mirabilmente anche in questa città e in questa terra d’Italia per ridonare concordia di intenti dove aveva prevalso il contrasto. In quest’urbe che per tua disposizione fu la sede della predicazione dell’annuncio cristiano dell’apostolo Pietro, il suo successore possa continuare a svolgere in piena libertà la sua missione universale. Tu che hai dato agli abitanti d’Italia il grande dono della fede in Cristo Gesù, conservi e accresci questa preziosa eredità anche per le generazioni future. Riecheggia nei nostri cuori l’invocazione del beato pontefice Pio IX: “Gran Dio, benedite l’Italia!”. Sì o signore benedici oggi e sempre questa nazione, assisti e illumina i suoi governanti affinché operino instancabilmente per il bene comune, dona l’eterna pace a quanti qui caddero e a tutti coloro che li seguono e anche in questi giorni hanno sacrificato la vita per il bene della patria e dell’umanità. Questa città, questa nazione, il mondo intero godano sempre della tua protezione e del tuo aiuto affinché il corso della storia si svolga nella giustizia e nella pace verso quei traguardi, verso la pienezza di intenti annunciata da Cristo Gesù. Amen.
