In una provincia del grande paese asiatico sarà avviata una cmpagna tesa a convincere maschi e femmine all’astinenza sessuale. Lo scopo è quello di limitare il boom demografico che è sempre stato, in Cina come in qualunque altra parte del mondo, il più grande ostacolo alla crescita del benessere, provocando invece fame, miseria, turbamenti sociali e migrazioni di sterminate masse di diseredati. Non sorprende però che un regime politico basato ancora sulla repressione dei diritti civili si avvalga di esempi mutuati da un versione restrittiva e moralistica del cristianesimo, quella degli evangelici americani. Il moralismo infatti, soprattutto sui temi della sessualità, è una caratteristica di tutti i sistemi di potere, politici e religiosi, per mantenere il controllo sui propri seguaci. E la Cina, ancora formalmente comunista, ne è un evidente esempio continuando ad applicare, fra l’altro, una legislazione fortemente punitiva nei confronti delle persone omosessuali. Eppure basterebbe un semplice accorgimento libertario per dare ai cinesi (ed anche un esempio applicabile a livello planetario per la riduzione del boom demografico) un ottimo incentivo a non crescere e moltiplicarsi in maniera esponenziale : liberalizzare e rendere leciti per tutti i rapporti omosessuali. Se anche in Cina come nel resto del mondo la percentuale di chi ha quel diverso orientamento sessuale è del 5 % significa che una volta liberi di potersi amare alla luce del sole almeno 100 milioni di cinesi maschi e femmine smetterebbero di mentire auto-costringendosi a rapporti matrimoniali e sessuali contro la loro personale natura, ed eviterebbero di procreare diversi milioni di nuovi cinesini solo per evitare di apparire gay e lesbiche in un paese fortemente punitivo nei loro confronti. Ma soprattutto farebbero regredire la crescita demografica provocando un grande sollievo sociale ed economico. Da esportare in tutto il mondo.
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Quella strana ondata di morelismo che ha toccato la Cina.
Di Marcello Foa
Pechino multa le coppie che hanno figli prima del matrimonio. Arrivano i corsi per insegnare l’astinenza tenuti da evangelici americani
La Cina ha un nuovo nemico: il sesso. E per combatterlo ha deciso di chiedere aiuto all’America. Non a quella di Barack Obama, né a quella di Bill Clinton, che in materia era alquanto disinvolto, ma a quella evangelica e ultraconservatrice di George W. Bush. Come osserva il Washington Post , se tutto andrà secondo i programmi, quest’autunno molte ragazze della provincia dello Yunnan, nel Sud-ovest del Paese, annunceranno al proprio ragazzo di non poter far sesso con lui. E proporranno all’affranto spasimante di seguire un corso di astinenza. Made in Usa . Già, perché per tentare di arginare la crescita demografica, la Commissione per l’istruzione dello Yunnan ha ordinato a tutti gli insegnanti delle scuole cinesi superiori e delle università di seguire il programma No apologies , ideato da Focus on the Family , organizzazione americana cristiana fondata nel ’ 77 dallo psicologo James Dobson e che si propone di promuovere «una corretta educazione sessuale». Tra le tante forme di contagio culturale ed economico, che hanno portato la Cina a preferire il consumismo al comunismo e il capitalismo alla lotta proletaria, questa è una delle più sorprendenti. La Repubblica popolare cinese è infatti rigorosamente atea e non gradisce la diffusione di religioni all’interno del suo territorio, se non quelle autorizzate e considerate innocue, come ben sanno i cattolici, divisi in due comunità: una clandestina e preseguitata, fedele alla Santa Sede, l’altra legata al governo. O come sa il Dalai Lama, che continua a essere bandito e trattato come un pericoloso terrorista. Gli ultrà cristiani americani, in teoria, sarebbero tutt’altro che graditi in Cina, anche per la loro tendenza al proselitismo. Ma la necessità di contenere le nascite ha indotto i cinesi e gli evangelici a un compromesso, sebbene limitato a una sola provincia. A Chongqing, ad esempio, la municipalità più estesa e popolosa della Cina con 32 milioni di abitanti, ha deciso di condannare i genitori di bambini nati fuori del matrimonio a pagare, ognuno, una multa salatissima; fino a 250mila yuan, oltre 28mila euro. Ma le autorità dello Yunnan sono convinte che le pressioni morali possano essere più efficaci del timore delle sanzioni e hanno deciso di aprire le porte agli evangelici. Tra non poche polemiche, peraltro. Convincere i giovani a seguire il programma non è facile. «I genitori rispondono positivamente, ma i loro figli, passati i quindici anni, tendono a non seguire più i consigli di mamma e papà», ha ammesso uno degli educatori americani trasferitosi in Cina. Altri commentatori, sui giornali e sui blog, biasimano il mancato ricorso a misure contraccettive, come i preservativi. Ma lo Yunnan non desiste, confortato dai risultati ottenuti da Focus on the Family in Paesi musulmani, come Malaysia ed Egitto. Il metodo si basa essenzialmente sulla persuasione dei giovani e sul rafforzamento della loro consapevolezza. «Se una ragazza prima del matrimonio ha rapporti sessuali con il suo ragazzo – ha spiegato al Global Times un professore dell’Università dello Yunnan – la cosa può avere riflessi anche negativi sulla sua vita e sui suoi studi, perché si crea una sorta di dipendenza dal ragazzo.Il modo di pensare dell’organizzazione americana è ottimo ». Gli evangelici, in ogni caso, ringraziano. Volevano sbarcare in Cina e in Cina sono arrivasti. Puri e, soprattutto, casti.
Tag: boom demografico, repressione sessuale in Cina
Questo articolo è stato pubblicato il domenica, 5 settembre 2010 alle 08:52 e classificato in Bomba demografica e fame nel mondo, gay e società. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
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Caro Giulio, vada pure per l’omosessualità, ma anche il sesso tra etero non necessariamente “fruttifica”. Che dici di preservativi a pioggia (che salvano puire dalle malattie a trasmissione sessuale, o altri metodi contraccettivi maschili e femminili.
L’ amore, il sentimento, l’ emozione e la voglia di vivere, madre natura ha detto che non hanno sesso. Se le religioni e quindi i peggiori pregiudizi ancora saranno i depositari della/e morale/i universale/i il merito è soprattutto dei vari “benpensanti” che confondono la panna con la merda. Anche l’ omosessualità è amore solo che madre natura la usa come regolatore demografico. Si potrà dire che come principio è discutibilissimo, ci mancherebbe, forse, senza il forse, stiamo andando incontro ad un declino umano-animale irreversibile ma pare che comunque per madre natura sia il danno minore.